{"id":27675,"date":"2017-07-27T07:24:00","date_gmt":"2017-07-27T07:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/27\/in-cosa-crede-il-papa-nelluomo-parole-sue\/"},"modified":"2017-07-27T07:24:00","modified_gmt":"2017-07-27T07:24:00","slug":"in-cosa-crede-il-papa-nelluomo-parole-sue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/27\/in-cosa-crede-il-papa-nelluomo-parole-sue\/","title":{"rendered":"In cosa crede il papa? Nell&#8217;uomo. Parole sue."},"content":{"rendered":"<p>In che cosa crede un cattolico? Se interrogato su questo, o se portato a parlare di questo, un cattolico, credevamo, dovrebbe rispondere: <em>Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Ges\u00f9 Cristo, Unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli&#8230; Credo nello Spirito Santo, che \u00e8 Signore e d\u00e0 la vita, e procede dal Padre e dal Figlio<\/em>&#8230; Ma, evidentemente, eravamo rimasti indietro rispetto agli aggiornamenti della Chiesa post-conciliare; oggi, a quanto pare, il Credo niceno-costantinopolitano \u00e8 roba vecchia e stravecchia, che nessuno, nel clero progressista e neomodernista, si sognerebbe pi\u00f9 di prendere alla lettera. Oggi, grazie alle meraviglie della &quot;svolta antropologica&quot;, la teologia non si occupa pi\u00f9 di simili anticaglie, non si attarda pi\u00f9 con la superata e screditata prospettiva teocentrica, ma pone al centro di tutto l&#8217;uomo, gloriosamente, fieramente; l&#8217;uomo con la sua dignit\u00e0, l&#8217;uomo con le sue capacit\u00e0, l&#8217;uomo che sceglie il suo destino. Oggi, inoltre, sempre ringraziando questi coraggiosi teologi delle ultime due generazioni, i quali, finalmente, ci hanno illuminati sul vero significato della divina Rivelazione, di cui, fino a mezzo secolo fa, non avevamo compreso, si pu\u00f2 dire, la cosa essenziale; oggi, dunque, grazie a questi giganti del pensiero, a petto dei quali sant&#8217;Agostino, san Gerolamo, san Tommaso d&#8217;Aquino e santa Teresa d&#8217;Avila non sono che dei buffi nanetti, dalle idee confuse e dalla parola incerta e balbettante, sappiamo in che cosa il cristiano deve riporre la sua speranza: ancora e sempre nell&#8217;uomo, nella dignit\u00e0 della persona umana.<\/p>\n<p>Ed ecco spiegato come mai il papa in persona, Francesco, volendo riassumere in poche battute ci\u00f2 in cui crede, non parla n\u00e9 di Dio Padre, n\u00e9 di Ges\u00f9 Cristo, n\u00e9 dello Spirito Santo, cose per donnette di una certa et\u00e0, cresciute fra Rosari e altre, simili superstizioni, ma afferma, con molta franchezza e semplicit\u00e0: <em>Io credo nell&#8217;uomo<\/em>. E questo fin dall&#8217;inizio del suo pontificato, anzi, ancora prima di incominciarlo; dunque, assumendo tale &quot;fede&quot; come linea programmatica maestra della sua pastorale di capo della Chiesa, sulla quale si baser\u00e0 tutto il resto. Se non altro, non si pu\u00f2 dire che non abbia parlato chiaro: piuttosto, siamo stati noi duri d&#8217;orecchi, che non abbiamo voluto sentire, che non abbiamo voluto capire; che abbiamo fatto di tutto per interpretare in altro modo le sue parole, pronunciate, del resto, non in una sola occasione, ma spesso, sia nel corso di interviste alla stampa, sia di discorsi pubblici e perfino di omelie della santa Messa. Perch\u00e9 il punto \u00e8 proprio questo. Se si assume &#8212; come anche noi abbiamo tentato di fare, arrampicandoci sugli specchi, per i primi tre anni del suo pontificato &#8212; che Francesco parta da una prospettiva cattolica, e che le sue intenzioni, quindi, siano le &quot;normali&quot; intenzioni di un papa cattolico, cio\u00e8 custodire e tramandare intatta la fede dei padri, bisogna continuamente, in pratica ogni giorno, incolpare i <em>mass media<\/em> di aver travisato le sue parole, oppure la sua imprecisa conoscenza dell&#8217;italiano che ha falsato il suo pensiero, o invocare chiss\u00e0 quali altre improbabili circostanze che valgano a spiegare ci\u00f2 che non \u00e8 spiegabile, a giustificare ci\u00f2 che non \u00e8 giustificabile: tutta una serie di affermazioni non cattoliche, inaudite, scandalose, le quali, infatti, stanno provocando un fortissimo disagio e un&#8217;acuta sofferenza in milioni e milioni di fedeli cattolici, e stanno diffondendo lo smarrimento, la confusione e delle vere e proprie crisi di coscienza, in migliaia e migliaia di sacerdoti e di religiosi. Nei vescovi e nei cardinali, un po&#8217; meno: si direbbe che siano troppo occupati a garantirsi le rispettive poltrone, con le relative comodit\u00e0, per dedicare un pensiero a quisquilie come la liturgia, la pastorale, la stessa teologia e la sana, vera dottrina cattolica; a maggior ragione gli studiosi laici che militano strenuamente tra i fautori del papa, come lo storico Alberto Melloni, celebratore della Chiesa dei poveri, la cui fondazione \u00e8 attualmente beneficiaria d&#8217;un finanziamento pubblico di <em>un milione e mezzo<\/em> di euro. Dubbi, perplessit\u00e0 e crisi di coscienza che non turbano minimamente i sonni del pontefice; anzi, dei quali non si cura in maniera deliberata, visto che da una decina di mesi ha ricevuto la richiesta ufficiale di chiarimenti sui punti controversi di <em>Amoris laetitia<\/em>, non da parte di quattro scalzacani, ma da quattro eminenti cardinali della sua Chiesa, e non li ha mai degnati d&#8217;un cenno di risposta; anzi, non ha mai accordato loro neppure la richiesta udienza privata. Alla faccia del fatto che lui stesso aveva annunciato il suo pontificato con lo slogan, suggestivo e veramente francescano, che infatti \u00e8 stato scelto come titolo di un libro-intervista con il gesuita Antonio Spadaro, <em>la mia porta \u00e8 sempre aperta<\/em>, pubblicato da Rizzoli nel 2013, quando ancora il mondo sapeva poco o niente di lui; e in barba al fatto che, nel corso di una intervista riportata dal mensile <em>Bollettino Salesiano<\/em>, abbia dichiarato testualmente: <em>\u00c8 bene essere criticato. A me piace questo, sempre. La vita \u00e8 fatta anche di incomprensioni e di tensioni. E quando sono critiche che fanno crescere, le accetto,<\/em> <em>rispondo.<\/em><\/p>\n<p>Ma le cose cambiamo se si rinuncia &#8211; con dolore, con tristezza &#8211; al presupposto che costui pensi, parli e agisca da cattolico, memo ancora da papa; se si assume l&#8217;ipotesi che la sua prospettiva non sia quella cattolica, e che le sue intenzioni non siano quelle di un &quot;normale&quot; capo della Chiesa; in breve, se si ammette che egli sia stato scelto e sia stato eletto da un gruppo di cardinali massoni, la cosiddetta &quot;mafia di San Gallo&quot; (come la definiva, ridendo, il suo membro di spicco e grande ispiratore, il cardinale belga Godfried Danneels) per fare esattamente quello che sta facendo: per demolire sistematicamente, metodicamente, un pezzo dopo l&#8217;altro, la Chiesa cattolica, e per gettare scientemente, deliberatamente, nel turbamento e nella confusione milioni e milioni di credenti, fino al punto di stravolgere completamente la dottrina e di rovesciare il significato della Rivelazione divina, nel senso desiderato dal gruppo del quale fa parte. Allora, e solo allora, tutto diventer\u00e0 chiaro: i suoi discorsi si riveleranno logici, le sue esternazioni, i suoi gesti (compresi i gesti mancati: come il fatto di non inginocchiarsi mai davanti al Santissimo, ma d&#8217;inginocchiarsi volentieri davanti ai &quot;poveri&quot;, preferibilmente musulmani, anche donne, per lavare loro i piedi) acquisteranno un significato tutt&#8217;altro che ambiguo, o confuso, o passibile di svariate e contrastanti interpretazioni. Allora, e solo allora, si vedr\u00e0 che c&#8217;\u00e8 una perfetta consequenzialit\u00e0, una precisa strategia, un percorso assolutamente nitido e coerente in tutto quello che sta dicendo e che sta facendo, e anche in ci\u00f2 che egli non dice e non fa: per esempio, non spendere una parola a sostegno dei movimenti per la vita e per la famiglia, nella loro difficile battaglia contro il dilagare della ideologia <em>gender<\/em> e delle pratiche abortiste nella societ\u00e0 e nella scuola.<\/p>\n<p>Infatti, nel corso della conversazione con i giornalisti Ernesto Rubin e Francesca Ambrogetti, dalla quale \u00e8 stato prontamente ricavato il libro: Jorge Bergoglio, <em>Papa Francesco<\/em> &#8211; sottotitolo <em>Il nuovo papa si racconta<\/em>, -, a domanda, il neoeletto pontefice cos\u00ec rispondeva (Firenze, Salani Editore, 2013, pp. 156-158):<\/p>\n<p><em>Per me la speranza sta nella persona umana, in quello che ha nel cuore. Io credo nell&#8217;uomo. Non dico che \u00e8 buono o cattivo, dico che credo in lui, nella dignit\u00e0 e nella grandezza della persona. La vita ci pone continuamente delle questioni morali, e noi mettiamo o non mettiamo in pratica i nostri principi, perch\u00e9 a volte ci lasciamo travolgere dalle circostanze e soccombiamo alle nostre debolezze. Nel Novecento ci sono state molte cose fantastiche e altre spaventose. Ora, stiamo meglio o peggio di prima? Se uno osserva la storia, si accorge che ci sono sempre stati degli alti e dei bassi. Si dice, per esempio, che i cinesi sono come un turacciolo: in certe circostanze affondano, ma poi tornano a galla. Riemergono sempre. Credo che questo sia valido, in generale, per la natura umana, per tutte le persone e tutte le societ\u00e0. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>In realt\u00e0, la storia ci appare come un disastro, un disastro morale, un caos. Quando si pensa agli imperi innalzati a prezzo del sangue di tanta gente, di popoli interi sottomessi; quando si pensa a genocidi come quello armeno, quello ucraino e quello del popolo ebraico che voi menzionate&#8230; Se guardiamo alla storia recente e anche a quella un po&#8217; meno recente, viene da strapparsi i capelli. Oggi, a Messa, abbiamo letto quel passo della Genesi in cui si ricorda che Dio si pent\u00ec di aver creato l&#8217;uomo per tutto il male che aveva commesso (Gen., 6, 5-7). Ecco, questa \u00e8 una chiave di interpretazione della storia. Certo che chi lo ha scritto non stava narrando un fatto storico, ma esponendo un&#8217;interpretazione teologica della malvagit\u00e0 umana. Allora, che cosa ci sta dicendo la Parola di Dio? Che ci sono momenti della storia in cui la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo \u00e8 calpestata. Tuttavia, poi riappare. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Non c&#8217;\u00e8 da spaventarsi per le calamit\u00e0. Mi viene in mente il personaggio comico di Catita interpretato da Nini Marshall. Qualcuno le raccontava una disgrazia, e lei immancabilmente rispondeva: &quot;Non me ne parli, signora&quot;. Uno pu\u00f2 sempre dire: &quot;Non me ne parli, signora&quot;. C&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;esperienza peggiore. Qual \u00e8 la differenza tra i casi odierni dei bambini rapiti e uccisi per il commercio degli organi e i sacrifici di fanciulli praticati anticamente da altre culture? La vena della malvagit\u00e0 c&#8217;\u00e8 sempre stata, la possibilit\u00e0 dell&#8217;uomo di trasformarsi in mostro. Certo, quello che viviamo oggi ci fa pi\u00f9 male. Nonostante tutto, la storia continua ad andare avanti. L&#8217;uomo continua ad avere comportamenti altruisti, a scrivere cose molto belle, a fare poesia, a dipingere, a inventare nuove tecniche e a far avanzare la scienza. E siccome io credo nel futuro dal punto di vista umano, ci credo ancora di pi\u00f9 dalla prospettiva cristiana, a partire dalla presenza di Cristo in mezzo a noi.<\/em><\/p>\n<p>Evviva la sincerit\u00e0, dunque; il papa dice: <em>Per me la speranza sta nella persona umana, in quello che ha nel cuore. Io credo nell&#8217;uomo.<\/em> Due frasi, due bestemmie. Non semplicemente due affermazioni avventate, imprecise, discutibili; due bestemmie. Un papa non pu\u00f2 dire di riporre tutta la sua speranza nella persona umana: questo \u00e8 immanentismo, naturalismo, materialismo. Qui non c&#8217;\u00e8 il Dio trascendente, tanto meno il Dio creatore; e non c&#8217;\u00e8 il Dio che s&#8217;incarna per amore degli uomini. C&#8217;\u00e8 qualcosa di simile al Grande Architetto dell&#8217;universo, forse; e c&#8217;\u00e8 la persona umana, il culto dell&#8217;uomo. Un culto massonico, una impostazione massonica. E si badi che Bergoglio non dice: per me la speranza \u00e8 in quello che c&#8217;\u00e8 <em>nell&#8217;anima umana<\/em>, ma in quello che la persona umana <em>ha nel cuore<\/em>. Il cuore e l&#8217;anima sono due concetti molto diversi. Il primo \u00e8 un concetto umano, terreno; il secondo \u00e8 un concetto teologico e religioso. Il papa non parla dell&#8217;anima, non menziona l&#8217;anima immortale, quindi neppure il destino eterno dell&#8217;uomo dopo la morte fisica. Pare che la vita sia tutta qui: in quel che si vede, in questo corpo destinato a dissolversi, in questi pochi anni destinati a volar via come il vento. Un cattolico, un prete, un papa, non pu\u00f2 passare l&#8217;anima sotto silenzio, quando gli si chiede ragione della sua speranza; n\u00e9 che la Speranza (con la maiuscola) non \u00e8 un mero sentimento umano, ma \u00e8 una delle tre virt\u00f9 teologali, insieme alla fede e alla carit\u00e0, e che \u00e8 un dono di Dio, non una cosa che l&#8217;uomo si possa dare da solo. Il linguaggio di Bergoglio non \u00e8 il linguaggio di un papa, ma neppure di un cattolico qualsiasi. Un cattolico qualsiasi sa che l&#8217;essenza della persona \u00e8 spirituale e incorruttibile, e che parlare della persona equivale a parlare dell&#8217;anima e del suo destino di eternit\u00e0. Inoltre, per dissipare ogni possibile equivoco, Bergoglio ribadisce, con rocciosa durezza: <em>Io credo nell&#8217;uomo<\/em>. &quot;Credere&quot;, per un cattolico, \u00e8 un verbo che si adopera solo ed esclusivamente in relazione a Dio. Il cattolico crede in Dio; tutto il resto si basa su questa credenza essenziale. E non in un dio qualsiasi, ma nel Dio che ha creato il mondo per amore e che, per amore, si \u00e8 fatto uomo fra gli uomini, \u00e8 morto sulla croce ed \u00e8 resuscitato al terzo giorno, come aveva promesso. Ma di tutto questo, nelle parole di Bergoglio, non vi \u00e8 alcuna traccia.<\/p>\n<p>Poi, il papa parla della storia umana. Ne parla in termini puramente umani, come se fosse tutta e solo opera dell&#8217;uomo, sia nel bene che nel male. E ne parla con una rozzezza intellettuale, con una povert\u00e0 e superficialit\u00e0 sconcertanti: dice che ci sono sempre stati <em>degli alti e dei bassi<\/em>; dice che gli uomini sono come i cinesi, anzi, come i turaccioli, perch\u00e9 affondano ma poi tornano subito a galla (fra parentesi, ha mai osservato un turacciolo? non affonda per niente: sta a galla e basta). Cita una sconosciuta (al resto del mondo) attrice argentina, e una battuta comica da avanspettacolo: questo \u00e8 il massimo della sua raffinatezza intellettuale. Non ci aspettavamo che citasse, parlando di filosofia della storia, Platone, o sant&#8217;Agostino, o Vico, o Spengler, o Toynbee; ma che citasse il Vangelo, o san Paolo, o almeno Manzoni, questo s\u00ec: insomma, che citasse qualcosa di cristiano, e magari &#8212; perch\u00e9 no? &#8212; qualcosa di cattolico. Qualcosa che ci permetta di pensare che la storia, per lui, \u00e8 opera, almeno un poco, anche di Dio. E invece niente. La Parola di Dio, nel suo discorso, viene fuori solo per ricordarci che la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, che oggi viene calpestata, domani si rialzer\u00e0: per opera dell&#8217;uomo, ancora. Ci sono uomini che scrivono poesie, che dipingono, o che compiono dei gesti altruistici: questo lo riempie di speranza; non il fatto che Dio veglia sulla sua creazione e specialmente sulla sua Chiesa. Anzi, della Chiesa non parla affatto; e nemmeno della comunione dei santi. Pare che se l&#8217;uomo si innalza a livelli spirituali superiori, oppure se si abbrutisce e diventa un mostro, la chiave di ci\u00f2 stia nel segreto del cuore umano: non nella libert\u00e0 che Dio ha dato all&#8217;uomo. Sulla Provvidenza, poi, silenzio totale. Quale Provvidenza? Questo \u00e8 un concetto cattolico, andava bene nel XIX secolo, andava bene per Manzoni; ma oggi sono altre le categorie intellettuali e religiose del successore di san Pietro.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima affermazione \u00e8 la pi\u00f9 sconcertante di tutte, una rinnovata dichiarazione di naturalismo e d&#8217;immanentismo, seguita da una formuletta cattolica appiccicata l\u00ec con lo sputo, come si suole dire, tanto per dare un contentino a quei noiosi, &quot;rigidi&quot; cattolici tradizionalisti: <em>E siccome io credo nel futuro dal punto di vista umano, ci credo ancora di pi\u00f9 dalla prospettiva cristiana, a partire dalla presenza di Cristo in mezzo a noi.<\/em> Il papa non crede nel futuro della vita eterna; crede nel futuro da un punto di vista umano. Come Pannella, Bonino e Scalfari, dunque. Per\u00f2, si corregge <em>in extremis<\/em>, compiendo una spericolata inversione a &quot;U&quot;, dice di crederci &quot;ancora di pi\u00f9&quot; dalla prospettiva cristiana. Strano circolo vizioso: quel che si capisce, in un tale pasticcio, \u00e8 che la prospettiva umana spiega quella cristiana, e non viceversa. Come se non bastasse, parla della <em>presenza di Cristo in mezzo a noi<\/em>. Bello, in apparenza: finalmente un concetto cattolico. Piano, per\u00f2, con gli entusiasmi: per Bergoglio &#8212; lo ha detto a chiare note, e con la massima decisione -, <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>, dunque bisogna vedere dove si nasconde l&#8217;inganno. E l&#8217;inganno si nasconde qui: nel non specificare in che cosa consiste questa <em>presenza di Cristo in mezzo a noi<\/em>. A quel che ci risulta, ci\u00f2 si pu\u00f2 intendere solamente in due sensi: o come la presenza storica di Ges\u00f9 Cristo, nato, vissuto, morto e risorto per amor nostro, nella Palestina di duemila anni fa, e poi ritornato al Padre, evento unico nella storia, che non si ripeter\u00e0 se non alla fine dei tempi; oppure la presenza quotidiana di Cristo nella santa Eucarestia, che rinnova ogni volta il miracolo della sua Presenza Reale. Non ci sono altri sensi, non ci sono altre possibilit\u00e0. Ma Bergoglio non specifica, lascia tutto nel vago: <em>la presenza di Cristo in mezzo a noi<\/em>. Bello, ma generico e ingannevole: insomma, alla Renan. Una frase poetica, che, teologicamente parlando, non vuol dir nulla: se non la si precisa, pu\u00f2 funzionare come il classico specchietto per le allodole: attirare le anime in buona fede, ingannandole e trascinarle con s\u00e9 nell&#8217;errore. L&#8217;errore \u00e8 pensare che la presenza di Cristo in mezzo a noi sia qualcosa d&#8217;immanente, di terreno, qualcosa che ha a che fare pi\u00f9 con noi che con Lui, pi\u00f9 con la nostra volont\u00e0 che con il libero dono della sua Grazia. In mancanza di una maggior precisione, restiamo col dubbio. Ma \u00e8 pi\u00f9 che un dubbio, alla luce di tutte le altre ambiguit\u00e0, di tutti gli altri spropositi e di tutte le altre bestemmie: \u00e8 un sospetto; anzi, \u00e8 pi\u00f9 di un sospetto: \u00e8 una certezza. Bergoglio ha voluto dare un colpo al cerchio e uno alla botte: soddisfare i massoni con il depotenziamento del concetto della trascendenza divina, e tenere a bada quei rompiscatole dei cattolici che si ostinano ad aggrapparsi alla dottrina. Insomma, lasciarci con il dubbio e con l&#8217;incertezza fino alla prossima puntata della infinita telenovela, dove ogni giorno porta un colpo di scena.<\/p>\n<p>Oh, s\u00ec: \u00e8 un uomo abile, nel suo genere. Soprattutto, \u00e8 molto meno confuso di quel che possa sembrare; non \u00e8 affatto un pasticcione, bench\u00e9 sia, senz&#8217;ombra di dubbio, una persona ignorante, presuntuosa e immensamente narcisista. E la sua abilit\u00e0 consiste in questo: nel lanciare il sasso davanti agli occhi di tutti, e poi nel nascondere la mano, con l&#8217;aria di dire: <em>Be&#8217;, che cosa ho detto, o fatto, di tanto strano? Non vedete che sto solo riscoprendo i tesori nascosti del Vangelo? Non vi accorgete che sto solo portando a compimento un processo di maturazione dei cristiani adulti, liberando la fede dalle incrostazioni superstiziose, ingenue, mitologiche, dei nostri antenati? Sto solamente aggiornando la religione cristiana con le prospettive ed i metodi della cultura contemporanea. Eravamo rimasti indietro, eravamo in ritardo<\/em> (rispetto a chi o a che cosa?), <em>ma per fortuna sono arrivato io. Perci\u00f2 dovreste ringraziarmi<\/em> (applauso, per favore: e qui subito la <em>claque<\/em> batte le mani e grida gli osanna<em>): dopo di me, non si potr\u00e0 mai pi\u00f9 tornare indietro<\/em>. Sono concetti che ha espresso pi\u00f9 volte, e fin dall&#8217;inizio, per esempio parlando del significato del Concilio Vaticano II per la storia della Chiesa.<\/p>\n<p>Ma di ci\u00f2 parleremo la prossima volta, con uno scritto a parte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In che cosa crede un cattolico? 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