{"id":27674,"date":"2017-03-27T08:22:00","date_gmt":"2017-03-27T08:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/27\/quanta-bassa-demagogia-nella-visita-del-papa-ai-detenuti-milanesi-di-san-vittore\/"},"modified":"2017-03-27T08:22:00","modified_gmt":"2017-03-27T08:22:00","slug":"quanta-bassa-demagogia-nella-visita-del-papa-ai-detenuti-milanesi-di-san-vittore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/27\/quanta-bassa-demagogia-nella-visita-del-papa-ai-detenuti-milanesi-di-san-vittore\/","title":{"rendered":"Quanta bassa demagogia nella visita del papa ai detenuti milanesi di San Vittore"},"content":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto, il cuore della visita di papa Francesco all&#8217;arcidiocesi di Milano sono state le due ore e mezza che ha trascorso fra i carcerati di San Vittore. Certo, ha fatto benissimo a vistarli: \u00e8 una delle sette opere di misericordia corporale. Ges\u00f9 in persona lo ha raccomandato: <em>Allora il re dir\u00e0 a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit\u00e0 il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perch\u00e9 io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, Ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi<\/em> (<em>Mt<\/em>., 25, 34-36). Il punto, per\u00f2, non \u00e8 la visita in s\u00e9, ma la catechesi che l&#8217;ha caratterizzata; il punto sono le parole che il papa ha rivolto ai carcerati in quella occasione. Eccone un estratto, riportato dalla stampa di tutto il mondo:<\/p>\n<p><em>Vi ringrazio del&#8217;accoglienza. Io mi sento a casa con voi&#8230; Ges\u00f9 ha detto: &quot;Ero carcerato e tu sei venuto a visitarmi&quot;. Voi per me siete Ges\u00f9, siete fratelli. Io non ho il coraggio di dire a nessuna persona che \u00e8 in carcere: &quot;Se lo merita&quot;. Il Signore ama me quanto voi, lo stesso Ges\u00f9 \u00e8 in voi e in me, noi siamo fratelli peccatori. Pensate ai vostri figli, alle vostre famiglie, ai vostri genitori. Passo tanto tempo qui con voi che siete il cuore di Ges\u00f9 ferito. Grazie tanto e pregate per me.<\/em><\/p>\n<p>Come sempre, come \u00e8 nello stile di questo abilissimo gesuita, il suo discorso \u00e8 stato in apparenza perfettamente ortodosso: per capire quel che in esso non va, bisogna darsi il disturbo di approfondire le ragioni di un qualcosa che non convince tuttavia del tutto, di un qualcosa che stride con tutto quel che ha sempre insegnato il Magistero fino ad oggi, oltre che con la lettera e lo spirito vero del Vangelo. Si sente che qui c&#8217;\u00e8 qualcosa di diverso; qualcosa di sottile, il pi\u00f9 delle volte ben nascosto (qualche volta, invece, qualcosa di tremendamente paradossale e quasi di sfrontato); qualcosa che il Buon Pastore, quello autentico, non avrebbe mai detto. Ma prima di andare avanti, premettiamo che la condizione dei carcerati \u00e8 una di quelle condizioni esistenziali che sono sempre state in cima ai nostri pensieri; e che siamo perfettamente consapevoli che non tutti i carcerati sono colpevoli e meritano di essere dietro le sbarre, mentre vi sono delle persone, onorate e rispettate nella societ\u00e0, che meriterebbero, esse s\u00ec, di trovarsi in carcere, a scontare i loro delitti occulti, le loro nascoste iniquit\u00e0 (cfr. il nostro articolo di sei anni fa: <em>Caro amico che sei in carcere&#8230;<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 25\/07\/2011).<\/p>\n<p>Il cuore della incongruenza, del sottile veleno presente nel discorso ai carcerati di papa Francesco, \u00e8 nella frase: <em>Io non ho il coraggio di dire a nessuna persona che \u00e8 in carcere: &quot;Se lo merita&quot;.<\/em> Visto che dice lui stesso di non avere quel coraggio, forse a San Vittore non avrebbe dovuto andarci; forse avrebbe fatto meglio a lasciar perdere. Perch\u00e9 pu\u00f2 guardare in faccia i carcerati, pu\u00f2 guardarli dritto negli occhi, senza volerli blandire, o ingannare, soltanto chi sappia dire loro: <em>La maggioranza di voi si trova esattamene dove dovrebbe essere; la maggioranza di voi \u00e8 qui perch\u00e9 ha sbagliato, ha commesso dei crimini e deve risarcire la societ\u00e0 del male che le ha fatto<\/em>. Il cristiano crede nel pentimento del peccatore, ma crede anche nella giustizia del castigo: e se ci\u00f2 vale nella sfera spirituale, non si vede perch\u00e9 non dovrebbe essere valido anche in quella materiale. \u00c8 troppo comodo attaccarsi a quell&#8217;innocente che \u00e8 finito in carcere per sbaglio, per suggerire che forse anche gli altri sono innocenti, e che nessuno ha il diritto di giudicarli. Certo, nessuno li pu\u00f2 giudicare moralmente, anche se il giudice ha il diritto, eccome, a nome della societ\u00e0, di giudicarli e anche di condannarli, con tutto il rigore della legge, in proporzione alla gravit\u00e0 dei loro delitti. Che poi qualche innocente venga condannato per errore, questo fa parte della condizione umana, che non brilla certo per verit\u00e0 e giustizia: ma ci\u00f2 non autorizza nessuno a fare finta che siano tutti innocenti. Il male c&#8217;\u00e8, il peccato c&#8217;\u00e8, e i peccatori anche. Il ladro, lo stupratore, l&#8217;assassino, ci sono, hanno un volto, un nome, e il posto in cui devono stare \u00e8 il carcere. Se cos\u00ec non fosse, potrebbero fare dell&#8217;altro male; senza contare che la loro impunit\u00e0 aggraverebbe il dolore delle loro vittime, o dei parenti delle loro vittime. Non \u00e8 lecito, non \u00e8 decente, e tanto meno cristiano, fare finta che i cattivi siano sempre degli &quot;altri&quot;, che sia sempre qualcun altro, mai i presenti. In un carcere, almeno nove detenuti su dieci meritano di essere l\u00ec. Diremo di pi\u00f9: ve ne sono parecchi che meriterebbero delle pene assai pi\u00f9 severe. \u00c8 scandaloso vedere i responsabili di delitti efferati lasciare il carcere dopo pochi anni, talvolta pochi mesi di detenzione, e girare a testa alta per le strade, magari per sorridere ironicamente alle persone cui hanno causato tanto dolore.<\/p>\n<p>Non \u00e8 carino andare a visitarli per gettar loro sul muso questa triste verit\u00e0? Siamo d&#8217;accordo. Infatti, non era necessario che il papa dicesse loro: <em>\u00c8 giusto che vi troviate qui dentro<\/em>. Avrebbe potuto semplicemente sorvolare su questo aspetto, che pure \u00e8 fondamentale, e lo \u00e8 proprio nella prospettiva cristiana: quello della giustizia riparatrice, del risarcimento che il peccatore deve al suo prossimo, oltre che a Dio. Ma no; papa Francesco non ha saputo resistere all&#8217;impulso, in lui addirittura compulsivo, di dire ci\u00f2 che piace al mondo, piuttosto che quel che piace a Dio; non ha resistito al desiderio, molto umano, troppo umano, di piacere agli uomini, di essere applaudito, di essere ammirato per il suo &quot;coraggio&quot;, per la sua &quot;schiettezza&quot;. N\u00e9 coraggio, n\u00e9 schiettezza, ma solo bassa demagogia nel suo discorso ai carcerati. Egli ha fatto semplicemente finta che quelle persone si trovino l\u00ec per caso, come potrebbero trovarsi in qualsiasi altro luogo: le ha ingannate, le ha illuse, ha dato loro la sensazione, quasi, quasi, di essere vittime di una qualche forma di violenza, d&#8217;ingiustizia. Ha dato loro una falsa coscienza, le ha incoraggiate ad assumere una falsa percezione di s\u00e9: vale a dire che ha fatto un&#8217;opera non di educazione, ma di contro-educazione, di contro-pedagogia. Perch\u00e9, se non si pu\u00f2 dire loro, e nemmeno pensare, che si meritano di essere in carcere, allora ne deriva che non dovrebbero essere l\u00ec. <em>Tertium non datur<\/em>. O sono a San Vittore per una buona ragione, oppure hanno subito una terribile ingiustizia. Ancora una volta &#8212; ormai non si contano &#8212; ha abusato del suo abito e della sua funzione, per dire cose che non aveva il diritto di dire. E s\u00ec che ci ha tenuto a precisare, anche questo per l&#8217;ennesima volta, che lui non \u00e8 il papa (ma cos&#8217;\u00e8, allora; e a nome di chi parla, e con quale diritto?), ma solo il vescovo di Roma. Il che \u00e8 un altro scandalo, anche se ormai ci siamo abituati.<\/p>\n<p>Per illustrare il concetto in questione, ossia che non se la sente di dire ai detenuti che \u00e8 giusto che stiano l\u00ec dove sono, ha aggiunto che dietro ogni condanna c&#8217;\u00e8 un detenuto, c&#8217;\u00e8 una storia umana, della quale non possiamo saper tutto. Altri concetti giusti, ma piegati al fine di un ragionamento capzioso. Certo che ogni detenuto \u00e8 una persona; e certo che ogni persona \u00e8 un caso a s\u00e9, un mistero insondabile per gli altri uomini, che Dio solo conosce sino in fondo&#8230; ma da ci\u00f2 non deriva affatto che non si possa giudicare, non la persona, ma l&#8217;azione che quella persona ha commesso. Papa Francesco non ha letto la <em>Bibbia<\/em>, o non l&#8217;ha letta bene. La <em>Bibbia<\/em>, e non solo l&#8217;<em>Antico Testamento<\/em>, ma anche il <em>Nuovo<\/em>, ribadisce continuamente il concetto che solo Dio \u00e8 vero giudice, ma che anche gli uomini, davanti al malvagio, possono e devono ergersi a giudici, non degli uomini, ma delle loro azioni. Pertanto, \u00e8 pura ipocrisia affermare: <em>Io non ho il coraggio di dire a nessuna persona che \u00e8 in carcere: &quot;Se lo merita&quot;<\/em>. Se non ne ha il coraggio, \u00e8 un problema suo. Ges\u00f9 insegna che il peccatore impenitente \u00e8 gi\u00e0 stato giudicato, e che la sua condanna \u00e8 certa e inevitabile. Le cose stanno diversamente per il peccatore che si \u00e8 pentito: tuttavia, se si \u00e8 pentito veramente, allora sar\u00e0 lui il primo a desiderare di espiare sino in fondo la sua colpa: vedi la storia del buon ladrone (<em>Noi siamo qui giustamente<\/em>&#8230;). Non convincono quei presunti peccatori pentiti che dicono: <em>Sono pentito; per favore, rendetemi la mia libert\u00e0<\/em>. No, il peccatore pentito non si sente degno di essere perdonato tanto facilmente; chiede di scontare la propria pena sino in fondo; al limite, chiede di ricevere una pena ancor pi\u00f9 severa di quella che gli uomini gli hanno comminato. Perch\u00e9 il vero pentimento \u00e8 comprendere pienamente la gravit\u00e0 del male fatto agli uomini e della ribellione verso Dio: ed \u00e8 difficile essere troppo severi, quando si deve giudicare quale pena si meriterebbe. In genere, per un istinto naturale di conservazione, si tende ad attenuare le proprie colpe e si spera di essere giudicati con la massima benignit\u00e0. Solo chi \u00e8 veramente pentito, solo chi \u00e8 passato attraverso il fuoco del vero pentimento e del desiderio di espiazione, \u00e8 abbastanza giusto da desiderare, per se stesso, una pena severa, proporzionata alla gravit\u00e0 del male che ha commesso.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, il tono e lo stile della visita di papa Francesco a San Vittore riflette quel buonismo insopportabile, quella misericordia indiscriminata, e priva di autentico discernimento (per usare una parola a lui molto gradita), che sono anche alla base del suo atteggiamento, a dir poco semplicistico, per cui i cristiani avrebbero il &quot;dovere&quot; di accogliere in Europa, e in Italia specialmente, milioni d&#8217;immigrati africani e asiatici, quasi tutti musulmani, senza chiedersi, neanche per un momento, se tali migrazioni siano davvero spontanee, e inoltre se l&#8217;unica maniera di aiutare i bisognosi sia quella di prenderseli <em>tutti<\/em> in casa propria, invece di soccorrerli in casa loro. Il buonismo, ricordiamolo una volta di pi\u00f9, non solo non \u00e8 qualcosa di simile alla bont\u00e0, ma ne \u00e8 l&#8217;esatto contrario: \u00e8 il suo stravolgimento, il suo capovolgimento, la sua negazione. Il buonismo parte dalla falsa (e non cristiana, non cattolica) idea che tutti siano buoni, anteriormente all&#8217;azione della societ\u00e0: \u00e8 un&#8217;idea di Rousseau, e non ha niente di cristiano: al contrario, \u00e8 fondamentalmente anticristiana. Infatti, se tutti sono buoni, allora il male non esiste; se c&#8217;\u00e8, c&#8217;\u00e8 per caso; in una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e ordinata, probabilmente, esso finirebbe per sparire, cos\u00ec come in un efficiente sistema stradale, e con una efficiente tecnologia delle automobili, e con una efficiente normativa sui controlli dei guidatori e sulle revisioni dei veicoli, gli incidenti diminuiranno sempre pi\u00f9, fino ad avvicinarsi al livello zero. O almeno cos\u00ec pensa qualcuno.<\/p>\n<p>Che cosa avrebbe potuto e dovuto dire, allora, il papa, anzi, che cosa avrebbe potuto dire un qualsiasi cattolico, sacerdote o anche laico, per aiutare, sostenere, incoraggiare i carcerati di San Vittore? Non illuderli che essi siano l\u00ec per sbaglio, o addirittura per un destino ingiusto; ma invitarli a cogliere la loro attuale condizione come un&#8217;occasione per la conversione e per la rinascita dell&#8217;anima. Esattamente come si dovrebbe dire ai malati, schiacciati dalla sofferenza: la malattia pu\u00f2 essere occasione di grazia, la sofferenza pu\u00f2 essere occasione di bene. Dio ci ama, bussando alla nostra porta; e siccome siamo assai duri d&#8217;orecchi, a volte picchia forte sul serio. Ma lo fa perch\u00e9 ci ama. Il cristiano crede questo; ed \u00e8 per tale motivo che non si scandalizza del carcere, della malattia, della sofferenza. Il cristiano sa che la sofferenza \u00e8 la via privilegiata che avvicina le anime a Dio. Questo \u00e8 il concetto che un cattolico pu\u00f2 e deve esprimere, come forma di solidariet\u00e0 e di amore, ai carcerati: non dire che non se la sente di considerare giusta la loro pena. Il problema \u00e8 che dire queste cose, richiede un po&#8217; di coraggio: perch\u00e9 sono come una medicina, che fa bene al malato, ma, sul primo momento, ha un sapore amaro. Ecco, quel che caratterizza la pastorale del papa Francesco \u00e8 il desiderio di lasciare immediatamente un gusto dolce nel palato di quanti lo ascoltano. Ma il buon medico non fa cos\u00ec: somministra la medicina amara, senza tanti complimenti, perch\u00e9 sa che di essa ha bisogno il malato, per guarire. Non gli dice: <em>Non me la sento di darti questa medicina, perch\u00e9 \u00e8 troppo amara<\/em>; ma gli dice: <em>Se vuoi guarire, questa \u00e8 la medicina; decidi tu se vuoi prenderla o no<\/em>. <em>Una medicina che faccia bene non \u00e8 mai dolce, almeno sul primo momento.<\/em> Questo \u00e8 un parlare schietto; un parlar virile. \u00c8 virile non cerare l&#8217;applauso, non mettersi in mostra, non sollecitare l&#8217;approvazione altrui; \u00e8 virile dire: <em>S\u00ec<\/em>, <em>s\u00ec<\/em>, e <em>No<\/em>, <em>no<\/em>, perch\u00e9 il di pi\u00f9 viene dal diavolo: come d&#8217;altronde Ges\u00f9 stesso ci ha raccomandato di fare.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 era virile, era schietto, era un vero medico di anime. Ges\u00f9 andava dai malati, dai sofferenti, dai peccatori, ma non diceva loro: <em>Io non ho il coraggio di dirvi niente<\/em>; al contrario: diceva loro: <em>Questo \u00e8 per la gloria di Dio, affinch\u00e9 vi convertiate, e tutti vedano e credano.<\/em> Ges\u00f9 non faceva finta che il male sia sempre da un&#8217;altra parte, che il malvagio sia sempre qualcun altro: quando parlava ai peccatori, li chiamava con il loro nome. Alla donna adultera, disse: <em>Vai, e non peccare pi\u00f9<\/em>. Era una peccatrice: lui non le disse che il suo non era un peccato, ma le raccomand\u00f2 di non perseverare in esso. Ecco perch\u00e9 il discorso di papa Francesco ai detenuti di San Vittore non ci \u00e8 piaciuto. Come non ci sono piaciuti i suoi discorsi ai malati e ai sofferenti, in tante altre occasioni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 noto, il cuore della visita di papa Francesco all&#8217;arcidiocesi di Milano sono state le due ore e mezza che ha trascorso fra i carcerati<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[157,245],"class_list":["post-27674","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-gesu-cristo","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27674","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27674"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27674\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27674"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27674"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27674"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}