{"id":27672,"date":"2012-07-11T09:44:00","date_gmt":"2012-07-11T09:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/11\/paolo-silenziario-branduardi-vecchioni-ogni-epoca-ha-le-sue-incoerenze\/"},"modified":"2012-07-11T09:44:00","modified_gmt":"2012-07-11T09:44:00","slug":"paolo-silenziario-branduardi-vecchioni-ogni-epoca-ha-le-sue-incoerenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/07\/11\/paolo-silenziario-branduardi-vecchioni-ogni-epoca-ha-le-sue-incoerenze\/","title":{"rendered":"Paolo Silenziario, Branduardi, Vecchioni: ogni epoca ha le sue (in)coerenze"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 triste vedere con quale sensazione di confusione, di smarrimento, talvolta di autentico panico la donna ai nostri giorni vede arrivare l&#8217;et\u00e0 matura, annunciata dalle rughe sul volto e da qualche ciocca grigia sulle tempie, come si trattasse di un evento catastrofico e assolutamente imprevisto o, comunque, inatteso.<\/p>\n<p>L&#8217;unica cosa certa, nella vita, \u00e8 che invecchiamo ad ogni giorno: e lo vediamo fin da piccoli, nel modo pi\u00f9 palese; il vagheggiamento dell&#8217;eterna giovinezza \u00e8 il sogno voluttuoso di chi non ha occhi per vedere, anche se guarda, n\u00e9 sa spingere lo sguardo oltre le apparenze, ma si ferma alla superficie delle cose.<\/p>\n<p>Chi non sa vedere, gi\u00e0 nella fresca albicocca ancora un po&#8217; acerba, il frutto troppo maturo che finir\u00e0 per staccarsi e cadere dal ramo, non \u00e8 un uomo, ma un eterno bambino; cos\u00ec come non \u00e8 veramente uomo chi insegue eternamente le grazie acerbe della fanciulla e non sa vedere il fascino sottile e commovente di una donna matura d&#8217;anni.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, tuttavia, nella nostra societ\u00e0, una cosa ancor pi\u00f9 triste a vedersi: ed \u00e8 l&#8217;ipocrisia di chi vorrebbe sguazzare nel proibito, ma con l&#8217;alibi delle buone intenzioni sempre a portata di mano, come un salvagente da cui il nuotatore principiante non si separa mai, specialmente quando osa qualche bracciata un po&#8217; pi\u00f9 lontano dalla riva. Un buon esempio di ci\u00f2 \u00e8 il riadattamento moderno che \u00e8 stato fatto di un epigramma bizantino di millecinquecento anni fa.<\/p>\n<p>Paolo Silenziario, uno degli ultimi grandi poeti dell&#8217;antichit\u00e0 greca, vissuto nel VI secolo dopo Cristo, nel \u00abCiclo di Agazia\u00bb (in: \u00abAntologia Palatina\u00bb, traduzione di Salvatore Quasimodo, Milano, Garzanti, 1968, 1977, V, 258, p. 203), cos\u00ec cantava il fascino della donna matura:<\/p>\n<p>\u00abAmo di pi\u00f9 le tue rughe, Filinna,<\/p>\n<p>che lo splendore della giovinezza.<\/p>\n<p>Mi piace di sentire nella mano<\/p>\n<p>il tuo seno, che piega gi\u00f9 pesante<\/p>\n<p>le sue punte, pi\u00f9 del seno diritto<\/p>\n<p>d&#8217;una ragazza. Il tuo autunno \u00e8 migliore<\/p>\n<p>della sua primavera ed il tuo inverno<\/p>\n<p>\u00e8 pi\u00f9 caldo della sua estate.\u00bb<\/p>\n<p>Ebbene, proprio da questo intenso brano poetico di Paolo Silenziario \u00e8 stata ricavata una canzone, in verit\u00e0 non bellissima, interpretata da Angelo Branduardi (ma scritta da Roberto Vecchioni): \u00abLa donna della sera\u00bb, che, al momento del suo esordio, nel 1994, ha innescato l&#8217;immancabile polemica neofemminista, perch\u00e9 due giornaliste politicamente corrette la attaccarono, dalle due maggiori testate giornalistiche italiane, accusandola di gettare uno sguardo impietoso e, naturalmente, maschilista, sulla decadenza fisica della donna in et\u00e0; e non avevano capito che l&#8217;intenzione con cui era stata scritta era tutt&#8217;altra.<\/p>\n<p>Lo steso Branduardi ha spiegato che si trattava di una canzone tutt&#8217;altro che maschilista, perch\u00e9 il suo intento era stato quello di celebrare l&#8217;amore coniugale; resta da capire che bisogno ci fosse di rivisitare i versi di Paolo Silenziario per stravolgerne a tal punto il significato, quando sarebbe stato assai pi\u00f9 semplice costruire un testo interamente nuovo (o ispirato ad altre fonti). Se a noi pare evidente che la Filinna del poeta greco difficilmente pu\u00f2 essere sua moglie, con quell&#8217;accenno sensuale ai seni e ai capezzoli, che pi\u00f9 si addice alla celebrazione di una amante che di una legittima consorte, Branduardi e Vecchioni, puntando in misura ancor maggiore su tale dimensione (vi hanno aggiunto, infatti, una serie ben nutrita di particolari anatomici, descrivendoli in maniera fra cruda e spregiudicata), rendono ancor meno credibile tale identificazione.<\/p>\n<p>Non che una moglie non possa essere sensuale, intendiamoci: ma se intendevano rendere omaggio, come pure gli autori hanno detto, a valori come l&#8217;affetto, la tenerezza, la confidenza, i quali, in una lunga unione coniugale, restano vivi quando anche quando la fiamma della passione si \u00e8 ormai spenta, perch\u00e9 poi evocare in maniera tanto compiaciuta la dimensione fisica del rapporto tra uomo e donna, soffermandosi sulle dubbie delizie di un corpo muliebre in disfacimento, ma pur sempre voluttuoso: la ruga di stanchezza, il seno che pende, il sedere dalla pelle \u00abarata a terra\u00bb, le cosce grasse \u00abdi pane\u00bb e le labbra \u00abche ci sanno fare\u00bb?<\/p>\n<p>Delle due, l&#8217;una: o la \u00abdonna della sera\u00bb \u00e8 una donna che sa essere una dolce compagna anche dopo il venir meno del desiderio fisico, e allora bisognava portare il discorso prevalentemente, se non proprio esclusivamente, sul piano spirituale; oppure \u00e8 una donna che, nonostante il passare degli anni, sa e vuole essere tuttora una amante appassionata, capace di dare e ricevere il massimo del piacere, come e pi\u00f9 &#8211; si dice a chiare lettere nel testo della canzone &#8211; delle ragazzine dal corpo asciutto e dalla pelle levigata; \u00abtertium non datur\u00bb.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, quando si va a pescare in un testo poetico illustre per costruirci sopra una canzone moderna (o magari un film), bisogna avere le idee chiare sulla operazione che ci si propone di fare: non c&#8217;\u00e8 niente di male a ispirarsi alla letteratura, basta non tradirne il senso e utilizzarlo nella misura in cui ci\u00f2 \u00e8 funzionale ad un proprio discorso poetico. Insomma, bisogna evitare gli ibridi e le minestre malamente riscaldate e insipidamente &quot;aggiornate&quot; ai nostri tempi; che si celebri il sentimento oppure la passione carnale, l&#8217;importante \u00e8 non mescolare le carte e non servirsi di mezzi impropri e di logiche contraddittorie.<\/p>\n<p>Che se poi ci si venisse a dire che sensualit\u00e0 e affettivit\u00e0 non possono n\u00e9 devono essere separate con la scure, noi risponderemmo che s\u00ec, anche questo \u00e8 un discorso legittimo e certamente si pu\u00f2 farlo, ma richiede una notevole perizia e senso dell&#8217;equilibrio, perch\u00e9 allora bisogna farlo con coerenza e nella maniera appropriata; laddove \u00e8 chiaro che insistere oltremodo sulla dimensione erotica e sessuale mal si concilia, specialmente se parliamo di una signora alquanto matura, con la dichiarata intenzione di privilegiare il sentimento di affetto coniugale che si instaura dopo molti decenni di serena convivenza.<\/p>\n<p>Gira e rigira, la cattiva coscienza di molta parte della cultura moderna viene sempre a galla, l\u00e0 dove essa maggiormente pretende di ostentare naturalezza e disinvoltura: si vuole celebrare la donna non solo come oggetto di piacere fisico, ma anche come compagna di vita; benissimo, niente di meglio. Per\u00f2 lo si vuol fare sottolineando il corpo, l&#8217;esperienza erotica, la capacit\u00f2 di suscitare brividi e trasalimenti; e allora c&#8217;\u00e8 qualcosa che non torna.<\/p>\n<p>Vengono in mente Sabrina Salerno e Jo Squillo, le quali, cantando \u00abSiamo donne\u00bb, dicevano testualmente che \u00aboltre le gambe c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9\u00bb, e intanto si spogliavano sul palcoscenico, specialmente la prima, mostrando quasi tutto quel che si poteva mostrare nel corso di un pubblico spettacolo destinato anche alla fruizione televisiva, tranne ci\u00f2 che il testo della canzone sembrava suggerire: le qualit\u00e0 interiori di una donna, l&#8217;intelligenza, la sensibilit\u00e0, il buon gusto. Cos\u00ec, la quarantunesima edizione del Festival di Sanremo, nell&#8217;anno di grazia 1991, \u00e8 passata alla storia, fra le altre cose, per la coraggiosa e coerente trovata delle due popolari cantanti che, rivendicando il diritto delle donne a essere giudicate per qualcosa &quot;di pi\u00f9&quot; delle gambe, hanno ostentato al pubblico anche le cosce e i reggiseni.<\/p>\n<p>Quanta ipocrisia, quanta inconsapevolezza o, peggio, quanta furbizia da quattro soldi in questa cultura &quot;femminista&quot; che non smette mai di presentare la donna come l&#8217;eterna vittima di un maschilismo becero, e intanto lo incoraggia e gli strizza l&#8217;occhio in tutte le maniere possibili.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, nella societ\u00e0 consumista, dove tutto \u00e8 messa in scena e spettacolo a pagamento, si vorrebbe apparire trasgressivi, ma ci si vuol coprire anche le spalle dall&#8217;accusa di immoralismo; per cui si finisce per celebrare la trasgressione omeopatica, la trasgressione tollerata e tollerabile, la trasgressione che non ferisce e che non turba; va bene \u00ab\u00e9pater les bourgeois\u00bb, ma senza esagerare, un colpo al cerchio e uno alla botte: \u00abAdelante, Pedro, con juicio\u00bb.<\/p>\n<p>Risultato: il conformismo di massa; il conformismo, cio\u00e8, di chi vorrebbe giocare al superuomo (o alla superdonna), ma senza averne il fegato, n\u00e9 la stoffa e che, in fondo, non fa che esprimere le confuse velleit\u00e0 e i mediocri surrogati di una &quot;liberazione&quot; abortita in partenza, perch\u00e9 pensata in funzione del successo commerciale e non scaturente da un reale impulso vitale.<\/p>\n<p>Che tristezza.<\/p>\n<p>In confronto, il buon Paolo Silenziario, pur vissuto alla bigotta corte dell&#8217;imperatore Giustiniano, ci sembra un campione di coerenza, di dignit\u00e0 e di trasparenza: non gioca ad essere quello che non \u00e8, non finge di voler dire una cosa e intanto ne dice un&#8217;altra, completamente diversa; vuol celebrare le delizie del sesso in un corpo femminile carico d&#8217;anni e lo fa con una sua aspra delicatezza, con una leggerezza di tocco che non indulge all&#8217;ambiguit\u00e0, al dire e non dire, allo scagliare il sasso e poi nascondere la mano.<\/p>\n<p>La sua Filinna non pretende di essere una donna che \u00aboltre le gambe\u00bb possiede chiss\u00e0 che cos&#8217;altro; e nemmeno pretende di essere una moglie che, a dispetto dello scorrere del tempo, sa tenere sempre alta, anzi rovente la temperatura sessuale del proprio matrimonio, per mezzo d&#8217;instancabili prestazioni e giochi erotici, s\u00ec da scongiurare sia i pericoli ella monotonia e della tiepidezza, sia la concorrenza delle donne pi\u00f9 giovani e attraenti.<\/p>\n<p>\u00c8 piuttosto una amante matura, ma esperta, tenera, il cui letto attrae un uomo pi\u00f9 di quello di tante giovincelle capricciose e problematiche, che si preoccupano sempre e solo del loro orgasmo; non \u00e8 una femminista &quot;ante litteram&quot; e, se possiede doti dell&#8217;animo non disprezzabili, il che \u00e8 probabile, non se ne vanta e lascia che sia lui a scoprirle.<\/p>\n<p>Quanto al poeta, nella sua ammirazione per lei non si pu\u00f2 disgiungere il sesso dall&#8217;affetto, ma certo la prima dimensione \u00e8 quella prevalente: Paolo Silenziario mostra una vena di robusta sensualit\u00e0 che non ha bisogno di avvolgersi entro dubbie giustificazioni &quot;spirituali&quot;. In questo senso la sua lirica si potrebbe definire naturalistica e a-morale; infatti ricorda un po&#8217; quella di Sandro Penna (o meglio, naturalmente \u00e8 quest&#8217;ultimo che si rif\u00e0 agli epigrammisti greci): non vi \u00e8 traccia del senso di colpa, in compenso vi sono frequenti segni d&#8217;inquietudine, ma solo perch\u00e9 la dolcezza dell&#8217;amore \u00e8 destinata a finire e non perch\u00e9 essa non appaghi pienamente la sete interiore<\/p>\n<p>Paolo Silenziario doveva essere cristiano quanto basta perch\u00e9 gli fosse consentito di celebrare, senza scandalo, le meraviglie artistiche della Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, ma anche, in fondo, abbastanza pagano da cantare in maniera passionale, peraltro mai oscena, i suoi amori con numerose et\u00e8re; ecco perch\u00e9 riesce difficile credere che Filinna sia una moglie ed ecco perch\u00e9 il poeta la sa celebrare con s\u00ec commovente disinvoltura, pur trattandosi di una donna di facili costumi che, per giunta, non pu\u00f2 vantare nemmeno lo splendore della giovinezza, ma solo l&#8217;esperienza che deriva, nel suo mestiere, dall&#8217;et\u00e0 inoltrata.<\/p>\n<p>Del resto la corte di Giustiniano era s\u00ec bigotta, ma in una maniera tutta particolare: e Teodora, l&#8217;imperatrice, prima di diventare la moglie del &quot;Basileus&quot; e fin da quand&#8217;era una ragazzetta ancora impubere, aveva fatto arrossire i clienti di tutti i bordelli della capitale, tanta era la bravura con cui sapeva offrire tutti e tre gli orifizi del suo corpo &#8211; cos\u00ec si esprime, senza peli sulla lingua, lo storico Procopio di Cesarea &#8211; per dare e per ricevere il massimo del piacere. Ma la sensibilit\u00e0 bizantina era una mescolanza irripetibile di casto e di lascivo, di puro e di carnale; non ne esiste l&#8217;equivalente ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Ai nostri giorni, come \u00e8 proprio della societ\u00e0 consumista, si vuol tenere il piede in due scarpe: ad esempio, fare canzone d&#8217;autore, ma senza dimenticare i gusti del grosso pubblico; pescare consensi sia fra quanti apprezzano i riferimenti audaci, sia fra quanti vorrebbero vedere celebrati i valori familiari; meglio ancora: pescare consensi nelle pieghe pruriginose, ma perbeniste, di quel pubblico che \u00e8 avido di trasalimenti sensuali, ma non \u00e8 disposto a riconoscerlo e che invece si nasconde dietro l&#8217;intenzione dichiarata di vedere esaltati i &quot;buoni&quot; sentimenti (come se la sensualit\u00e0 fosse, di per s\u00e9, &quot;cattiva&quot;). Oltre le gambe c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9, appunto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 triste vedere con quale sensazione di confusione, di smarrimento, talvolta di autentico panico la donna ai nostri giorni vede arrivare l&#8217;et\u00e0 matura, annunciata dalle rughe<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27672","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27672","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27672"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27672\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}