{"id":27663,"date":"2015-07-28T06:09:00","date_gmt":"2015-07-28T06:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-padre-maternizzato-e-causa-ed-effetto-della-crisi-di-identita-sessuale\/"},"modified":"2015-07-28T06:09:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:09:00","slug":"il-padre-maternizzato-e-causa-ed-effetto-della-crisi-di-identita-sessuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/il-padre-maternizzato-e-causa-ed-effetto-della-crisi-di-identita-sessuale\/","title":{"rendered":"Il padre \u201cmaternizzato\u201d \u00e8 causa ed effetto della crisi di identit\u00e0 sessuale"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 vistosi della odierna crisi e inversione di ruoli sociali e affettivi, di cui si pu\u00f2 considerare come una causa e al tempo stesso un effetto, \u00e8 la costante, progressiva tendenza alla femminilizzazione della figura maschile all&#8217;interno della famiglia e, quindi, alla &quot;maternizzazione&quot; della figura paterna.<\/p>\n<p>Fino a non troppi anni fa, su questo punto gli psicologi parevano tutti, pi\u00f9 o meno, d&#8217;accordo: la situazione familiare &quot;naturale&quot; \u00e8 quella in cui i figli hanno, quali figure genitoriali di riferimento, quella virile o paterna, e quella femminile o materna.<\/p>\n<p>Poi, come \u00e8 noto &#8212; sarebbe inutile ritornare su cose ormai ben conosciute e che, del resto, sono ogni giorno sotto gli occhi di tutti &#8211; qualcosa \u00e8 cambiato: quasi da un giorno all&#8217;altro, psicologi, sociologi, psichiatri e altri &quot;specialisti&quot;, veri o presunti, hanno incominciato a dire che, s\u00ec, pi\u00f9 o meno, ma in fondo, insomma, non \u00e8 poi cos\u00ec necessario che i bambini abbiano tali figure genitoriali; che un padre e una madre sono sufficienti, anche se il padre \u00e8 un tantino femminile e la madre un po&#8217; troppo virile; per giungere, altrettanto bruscamente, alla conclusione che un padre e una madre non sono affatto necessari, vanno benissimo anche due padri, oppure due madri, purch\u00e9 &#8212; beninteso! &#8212; ci sia l&#8217;amore, ci mancherebbe altro.<\/p>\n<p>In questa sede, trascuriamo l&#8217;ultimo punto, cio\u00e8 il cosiddetto matrimonio omosessuale e ci\u00f2 che esso comporta per la psicologia e per l&#8217;affettivit\u00e0 dei figli, e limitiamoci alla fase &quot;intermedia&quot;: quella in cui vi \u00e8 stata una rapida femminilizzazione della figura paterna (e, spesso, una corrispondente virilizzazione di quella materna), anche perch\u00e9 essa \u00e8 la necessaria premessa della fase successiva, quella attuale; e quindi capire come si sia verificata aiuta anche a orientarsi meglio nella confusione totale della fase attuale.<\/p>\n<p>Dunque: il padre, a un certo punto, ha incominciato ad avere, nei rapporti con i figli, dei tratti tipicamente femminili: \u00e8 apparso ansioso, meticoloso, iperprotettivo, onnipresente, ossessionante; ha incominciato a sostituire la madre non tanto nei ruoli esteriori &#8212; per esempio, nel fatto di accompagnare il bambino dal pediatra, cosa che una volta facevano sempre le mamme, e che \u00e8 giusto, invece, che facciano entrambi, secondo le possibilit\u00e0 di tempo a disposizione &#8212; quanto in quelli affettivi; ma, naturalmente, con un &quot;di pi\u00f9&quot; che scaturisce dalla innaturalit\u00e0 della situazione, vale a dire accentuando alcuni aspetti e alcuni difetti del comportamento materno.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se la madre tende a essere un po&#8217; ansiosa, il padre &quot;maternizzato&quot; si mostra estremamente ansioso, e trasmette tutta la sua ansia ai figli; se la madre tende a essere un tantino pesante nel ripetere le cose, nel fare la predica, nel rinfacciare ai figli certi sacrifici fatti per loro, il padre &quot;maternizzato&quot; far\u00e0 lo stesso, ma inasprendo ulteriormente i toni e rendendosi francamente asfissiante, per non dire assolutamente insopportabile. Le maestre, il pediatra, i vicini di casa, gli amichetti e perfino i genitori degli amichetti dei figli, incominciano a essere oppressi, a loro volta, da questa figura petulante, sgradevole, saccente e invasiva: incominciano a temerla come la peste e a tenersene alla larga, per quanto possibile. Ma gli sfortunati figli di un tale padre, poveretti, non hanno alcuna possibilit\u00e0 di fuga: devono subire, e subire senza scampo, ogni santo giorno, la loro indigesta razione di &quot;attenzioni&quot; e di &quot;premure&quot;.<\/p>\n<p>Sia chiaro che non si tratta di un amore sano da parte del genitore, ma di un amore malato, patologico. Un simile padre scarica sui figli, direttamente, complessi, frustrazioni e nevrosi innominabili, tanto pi\u00f9 gravi in quanto non riconosciuti come tali; forse frustrazioni di lavoro, forse complessi dovuti al carattere; ma, soprattutto, scarica tutta l&#8217;amarezza repressa di una relazione insoddisfacente, deviata, con la propria compagna di vita.<\/p>\n<p>Naturalmente, ci\u00f2 \u00e8 il riflesso di una crescente femminilizzazione dell&#8217;intera societ\u00e0, e specialmente dell&#8217;ambito educativo. Fino a un paio di generazioni fa, la figura del maestro elementare era ancora abbastanza diffusa, specie nei paesi: diffusa e rispettata. Oggi, l&#8217;insegnamento elementare \u00e8 quasi esclusivamente femminile, e anche nella scuola media e nella scuola superiore la percentuale di insegnanti donne tende a surclassare quella dei maschi. Si \u00e8 prodotto, cos\u00ec, uno sbilanciamento nell&#8217;azione educativa: l&#8217;insegnante donna, tendenzialmente materna, ha spostato nell&#8217;ambito scolastico una dinamica madre-figlio, tipica dell&#8217;ambito familiare; e questo non \u00e8 stato un bene, perch\u00e9 vi \u00e8 stata una confusione di situazioni tra ci\u00f2 che \u00e8 proprio dell&#8217;atmosfera familiare e ci\u00f2 che \u00e8 proprio, invece, o che dovrebbe esserlo, di quella scolastica.<\/p>\n<p>Vi sono stati altri settori della vita pubblica che hanno subito l&#8217;assalto femminile; in alcuni di essi, come la politica e l&#8217;amministrazione, attraverso l&#8217;instaurazione delle &quot;quote rosa&quot;, tale assalto \u00e8 stato addirittura sancito per legge, e ci\u00f2 indipendentemente dalla reale competenza e dalla effettiva attitudine allo svolgimento della funzione politica o di quella amministrativa: con quanto vantaggio per il cittadino, \u00e8 facile immaginare, anche se i testardi sostenitori di una societ\u00e0 integralmente ideologizzata hanno celebrato in simili &quot;conquiste&quot; il loro discutibile trionfo.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla famiglia. La comparsa della figura del &quot;mammo&quot;, o del &quot;madro&quot;, \u00e8 la spia di un fortissimo malessere sociale e psicologico, che, per\u00f2, non essendo riconosciuto come tale, degenera sovente in comportamenti maligni: perch\u00e9 questo \u00e8 il punto, il &quot;madro&quot; \u00e8 un genitore che, dietro la maschera dell&#8217;amore per i figli, \u00e8 carico di aggressivit\u00e0 e di malevolenza verso tutto e verso tutti, a cominciare da se stesso, e, compresi, naturalmente, quei figli che, in apparenza, \u00e8 cos\u00ec sollecito nel proteggere e nell&#8217;accudire (e che forse &quot;deve&quot; accudire, per la latitanza materna).<\/p>\n<p>Ci sembrano interessanti, a questo proposito, le osservazioni del noto pediatra Marcello Bernardi, svolte nel suo libro \u00abGli imperfetti genitori\u00bb (Milano, Rizzoli, 1988, pp. 98-100):<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo visto come la nascita di un figlio provochi nell&#8217;uomo una specie di squilibrio. Egli non riesce a sentirsi padre, gli pare di essere sempre fuori posto, non sa come comportarsi. Abbiamo anche visto che questo pu\u00f2 succedere pi\u00f9 facilmente a chi \u00e8 dotato di una personalit\u00e0 un po&#8217; fragile, con no scarso senso della propria virilit\u00e0 e una sicurezza in se stesso ancora pi\u00f9 scarsa. In simili casi, non infrequenti, il pover&#8217;uomo, non essendo capace di fare il padre, si trova di fronte a un bivio: o la fuga, e ne abbiamo parlato, o copiare la madre. Comportarsi come lei, fare quello che fa lei, trasferire su di s\u00e9 i compiti di lei, in blocco e indiscriminatamente. Ed ecco il padre maternizzato, il cosiddetto &quot;madro&quot;.<\/p>\n<p>Questo signore, appunto perch\u00e9 insicuro e debole, \u00e8 per lo pi\u00f9 incredibilmente ansioso. Per\u00f2 \u00e8 anche puntiglioso e invadente. Sa tutto sulle pi\u00f9 moderne teorie nel campo della puericultura, dell&#8217;igiene, della profilassi, dell&#8217;educazione e dell&#8217;alimentazione infantile. Legge, anzi divora, tonnellate di libri e riviste. Telefona al pediatra e gli tende trappole per accertarne la competenza e l&#8217;aggiornamento. \u00c8 un esperto in fatto di prodotti per l&#8217;infanzia. Accompagna sempre il bambino dal medico, e non dimentica di portare seco lunghi elenchi di quesiti, di sintomi, di osservazioni, di ipotesi e di proposte. Per la moglie, pi\u00f9 che un collaboratore \u00e8 un rivale. Controlla tutto quello che lei fa o non fa, critica, impartisce istruzioni, e cerca di sostituirla in ogni cosa. Per il figlio \u00e8 una costante presenza collosa e ossessiva, sdolcinata, iperprotettiva e svenevole. Lo abbraccia e lo bacia in continuazione e, quando gli parla, gorgheggia.<\/p>\n<p>Naturalmente ci sono vari gradi di maternizzazione del padre. Io go descritto il peggiore. L&#8217;ho fatto per chiarire un punto che mi sembra fondamentale: altra cosa \u00e8 il padre che ho appena tratteggiato, e altra, molto differente, il padre che aiuta la moglie, che impara a curare il figlio, che si impegna in tutte quelle piccole cose che un tempo venivano assegnate solo alla donna. Direi anzi che la partecipazione del padre, in questo campo, \u00e8 indispensabile. Sia nella concretezza dei problemi quotidiani, sia come stile di vita in comune, sia a fini educativi. Ma, per essere affettuosi e teneri collaboratori della propria donna, e validi sostegni per il proprio figlio, non occorre rinunciare alla propria identit\u00e0 sessuale e femminilizzare il proprio modo di agire. Non occorre umiliare la propria figura di padre fino a sostituirla con un doppione, per forza d cose falso, della figura materna. L&#8217;essere umano, per crescere, ha bisogno di un modello femminile e di uno maschile, e non di un modello femminile e di un&#8217;imitazione pi\u00f9 o meno scadente del medesimo. In altre parole, vostro figlio, o figlia, ha bisogno di voi come uomo di sesso maschile, forte, deciso, leale, coraggioso, sicuro, intraprendente e generoso. E lo potete essere benissimo anche se date una mano alla vostra donna nelle faccende domestiche o nella preparazione del biberon. Ma non potrete esserlo se pretenderete di sostituire la madre, in tutto e per tutto, nella cura del figlio; se pretenderete di sovrapporre la vostra figura a quella di lei, rinnegando il vostro compito di padre.\u00bb<\/p>\n<p>Ecco, la via d&#8217;uscita \u00e8 proprio questa: l&#8217;uomo deve tornare a fare l&#8217;uomo, pur senza pretendere di restaurare una figura virile obsoleta e prevaricatrice; in altre parole, l&#8217;uomo non pu\u00f2 ceto pensare di tornare a fare il &quot;padre padrone&quot;, e a scaricare sulla compagna l&#8217;intera responsabilit\u00e0 pratica della gestione familiare, come un tempo (ma non sempre) accadeva; deve essere in grado di aiutare e di sorreggere la sua compagna, anche nello svolgere una funzione attiva nei confronti dei figli: non deve per\u00f2, per nessun motivo, &quot;sostituire&quot; il ruolo affettivo e psicologico materno, perch\u00e9 questa non sarebbe che una grottesca parodia della figura materna. Un padre maturo e collaborativo con la sua compagna non ha alcun bisogno di indossare la gonna, per far vedere che \u00e8 &quot;moderno&quot;, &quot;aperto&quot; e &quot;democratico&quot;: pu\u00f2 e deve continuare a indossare i pantaloni<\/p>\n<p>Insomma: il padre torni a fare il padre; la madre, torni a fare la madre. \u00c8 giusto, e anzi \u00e8 necessario, che essi si aiutino, in tutte le maniere possibili, nelle complesse dinamiche della vita familiare, e, pertanto, anche nella cura dei figli; ma devono farlo ciascuno alla sua maniera: il padre, in modo virile, e la madre, in modo femminile. Non deve esserci alcuna confusione di ruoli: il bambino ne subirebbe un danno gravissimo. Il bambino deve essere accudito dal padre cos\u00ec come \u00e8 naturale che faccia l&#8217;uomo, e non come farebbe la donna; e viceversa.<\/p>\n<p>Sappiamo benissimo che forze potenti si oppongono a questo ritorno alla &quot;normalit\u00e0&quot;, cos\u00ec come sappiamo che una simile &quot;normalit\u00e0&quot; \u00e8 stata sbeffeggiata, insultata e perfino negata, e lo \u00e8 tuttora, da parte di una buona parte della cosiddetta intellighenzia; e nondimeno, senza curarsi del fastidioso cicaleccio di tanti, troppi, sedicenti &quot;esperti&quot;, per non dire &quot;filosofi&quot;, o magari &quot;tuttologi&quot;, \u00e8 necessario che i padri riassumano le loro vesti di padri, e dismettano quelle di madri surrogate; cos\u00ec pure, bisogna che le madri tornino a fare le madri, in una giusta e naturale divisone delle rispettive funzioni, che sono complementari, ma non certo intercambiabili.<\/p>\n<p>Certo, se dovesse passare la filosofia del &quot;gender&quot;, sarebbe la fine. Il bambino crescerebbe con l&#8217;idea che non esiste alcuna differenza sostanziale fra l&#8217;essere uomo e l&#8217;essere donna; e che &quot;l&#8217;orientamento sessuale&quot; (un fattore alquanto opinabile, per non dire elusivo, se non altro perch\u00e9 mutevole; mentre il genere sessuale non lo \u00e8) sarebbe l&#8217;unica cosa che conta: il tutto all&#8217;insegna della provvisoriet\u00e0 e del capriccio individuale, cos\u00ec come provvisori e capricciosi sono divenuti ormai tanti, troppi nuclei familiari, che di &quot;famiglia&quot; hanno solo il nome, perch\u00e9 tutto \u00e8 costantemente appeso all&#8217;esile filo dell&#8217;estro del momento.<\/p>\n<p>La televisione, il cinema, la letteratura (ivi compresa la letteratura infantile: si pensi alla diffusione delle &quot;fiabe&quot; scritte secondo l&#8217;ideologia omosessualista, e popolate non pi\u00f9 di padri e madri, di principi e principesse, ma di &quot;genitori uno&quot; e &quot;genitori due&quot;), stanno spingendo potentemente nel senso opposto a quello che abbiamo auspicato nella presente riflessione. E questo \u00e8 un fardello in pi\u00f9 sulle spalle dei genitori odierni: quello di fare attenzione, nei limiti del possibile, alle letture, ai programmi televisivi, perfino ai giochi elettronici dei loro figli.<\/p>\n<p>La cosa principale, per\u00f2, crediamo sia un&#8217;altra: quella di far sentire ai figli, nella concretezza della vita quotidiana, cosa vuol dire avere un padre maschile e una madre femminile. Un padre maschile, sia chiaro, non \u00e8 un bruto o un cavernicolo; cos\u00ec come una madre femminile non \u00e8 una sdolcinata e molesta istitutrice. Un padre maschile \u00e8, semplicemente, un padre che si sente uomo in fondo all&#8217;anima; e una madre femminile, una madre che si sente donna. Tutto qui. Ma non \u00e8 poco, oggi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 vistosi della odierna crisi e inversione di ruoli sociali e affettivi, di cui si pu\u00f2 considerare come una causa e al tempo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[211],"class_list":["post-27663","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-omosessualismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27663","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27663"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27663\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}