{"id":27656,"date":"2021-02-20T10:55:00","date_gmt":"2021-02-20T10:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/20\/padre-barruel-il-gesuita-che-200-anni-fa-aveva-capito\/"},"modified":"2021-02-20T10:55:00","modified_gmt":"2021-02-20T10:55:00","slug":"padre-barruel-il-gesuita-che-200-anni-fa-aveva-capito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/02\/20\/padre-barruel-il-gesuita-che-200-anni-fa-aveva-capito\/","title":{"rendered":"Padre Barruel, il gesuita che 200 anni fa aveva capito"},"content":{"rendered":"<p>Ci siamo imbattuti, nella ricerca sulle origini delle teorie del complotto, nella figura del padre gesuita Augustin Barruel (Villeneuve de Berg, Ard\u00e8che, 2 ottobre 1741-Parigi, 5 ottobre 1820), autore di un monumentale e lucidissimo studio sull&#8217;esistenza di un complotto massonico globale, guidato dagli Illuminati di Baviera, per la conquista del potere e la distruzione della religione cattolica e della societ\u00e0 organizzata. \u00c8 venuto il tempo di guardar pi\u00f9 da vicino questo capostipite del complottismo e la sua gigantesca opera, frutto di una vita di ricerche. Si ricordi che l&#8217;Ordine fondato sant&#8217;Ignazio di Loyola era stato soppresso da Clemente XIV il 21 luglio 1773, su pressione delle corti europee che gi\u00e0 li avevano espulsi dai loro Stati, con il decreto <em>Dominus ac Redemptor<\/em>, e ricostituito solo con la bolla <em>Sollicitudo omnium ecclesiarum<\/em> di Pio VII, il 7 agosto 1814, cio\u00e8 pi\u00f9 di quarant&#8217;anni dopo; pertanto l&#8217;abate Barruel, rimasto formalmente &quot;disoccupato&quot;, ebbe modo di profondere tutte le sue energie nella faticosa ricerca che si era ripromesso di condurre a termine, anche se a un certo punto dovette fuggire dalla Francia e trasferirsi a Londra, per non cadere nelle mani del governo giacobino al tempo del Terrore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ne rievoca l&#8217;opera Celestino Testore nella magnifica Enciclopedia Cattolica, vero canto del cigno della cultura cattolica alla vigilia della gelata del Concilio Vaticano II che ne avrebbe bruciato le radici (Citt\u00e0 del Vaticano, Istituto per l&#8217;Enciclopedia Cattolica, 1949, vol. 2, col. 898):<\/p>\n<p><em>Cominci\u00f2 la sua attivit\u00e0 letteraria con &quot;Les Helviennes ou Lettres provinciales philosophiques&quot; (3 voll., Amsterdam-Parigi 1781; vers. it., Venezia 1801) contro le aberrazioni degli Enciclopedisti; dal 1788 al 1792 diresse il &quot;Journal ecclesiastique ou Biblioth\u00e8que raisonn\u00e9s des sciences ecclesiastiques, mutuandone l&#8217;indirizzo e orientandolo alla critica degli avvenimento pubblici rivoluzionari e antireligiosi; il che, urtando i giacobini al potere, costrinse il giornale a cessare la pubblicazione. Nello stesso tempo egli divulg\u00f2 numerosi opuscoli, nei quali attaccava la costituzione civile del clero, il giuramento civile, i preti giurati e che raccolse poi nella &quot;Collection ecclesiastique ou requeil complet des ouvrages fait depuis l&#8217;ouverture des Etats g\u00e9n\u00e9raux, relativement au clerg\u00e9 \u00e0 la constitution civile, decret\u00e9e par l&#8217;Assembl\u00e9e nationale, sanctionn\u00e9 par le roi (14 voll,, Parigi 1791-93; vers. it 16 voll., Venezia 1791-95), importante miniera di documentazione degli avvenimenti. A Londra attese alla pubblicazione di due altre opere storiche molto importanti: &quot;Histoire du clerg\u00e9 pendant la r\u00e9volution fran\u00e7aise&quot; (Londra 1793; vers. It. 3 voll., Roma 1794-95) e &quot;M\u00e9moires pour servir \u00e0 l&#8217;histoire du jacobinisme&quot; (4 voll., Londra, 1797-98; vers. it. 13 voll., Venezia 1799-1800; 2 voll., Roma 1887), nelle quali si studia di provare come la Rivoluzione sia la conseguenza della cospirazione congiunta degli increduli, dei massoni, dei repubblicani e degli illuministi. Tesi ricca di documentazione; esatta, se si prende nel suo insieme, ma bisognosa di revisione e correzione nei particolari. Tornato a Parigi, difese con l&#8217;opera &quot;Du pape et de ses droits religieux&quot; (Parigi 1802) il nuovo concordato contro gli attacchi dei gallicani. Sull&#8217;estremo della vita stava preparando una confutazione della filosofia kantiana e il disegno di una storia delle societ\u00e0 segrete nel medioevo.<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, in questa &quot;voce&quot; prevale l&#8217;aspetto espositivo e documentario; quello valutativo \u00e8 presente solo alla fine, peraltro in forma un po&#8217; prudenziale: le opere di Barruel sono attendibili nella sostanza, tuttavia contengono dei difetti nei particolari. Si prenda nota dell&#8217;anno in cui l&#8217;<em>Enciclopedia Cattolica<\/em> \u00e8 stata pubblicata. Sotto il pontificato di Pio XII si potevano ancora dire certe cose, ma con una certa dose di cautela: segno che l&#8217;infiltrazione massonica era gi\u00e0 operante all&#8217;interno della Chiesa, sebbene non fosse ancora cos\u00ec forte da passare alla repressione e alla riduzione al silenzio degli avversari. Erano gli anni in cui la presenza delle logge impensieriva fortemente il pontefice, che incaric\u00f2 un coraggiosissimo sacerdote, don Luigi Villa (1918-2012), di condurre una missione segreta per individuare e documentare la presenza massonica nelle file del clero. Anche san Pio da Pietrelcina affid\u00f2 a don Villa tale incarico, beninteso sul piano spirituale: san Pio che lui pure aveva percepito e compreso quanto profondamente si fossero incistate le logge, come un cancro, nel tessuto della Chiesa e quanto grave fosse il pericolo da esse rappresentato per la purezza e l&#8217;integrit\u00e0 della dottrina cattolica e della vita cristiana. Don Villa difatti sfugg\u00ec a ben sette tentativi di assassinio nel corso degli anni, grazie a una speciale protezione della Vergine Maria: tutti condotti da sacerdoti massoni che volevano eliminarlo, chiudendogli la bocca per sempre. E mentre padre Barruel pot\u00e9 pubblicare i suoi ponderosi volumi e vederli tradotti e stampati in tutti i Paesi d&#8217;Europa, don Villa si trov\u00f2 ben presto a dover procedere da solo, perch\u00e9 Pio XII era venuto a mancare e nessuno poteva pi\u00f9 coprirlo e proteggergli le spalle. Non gli rest\u00f2 che pubblicare il frutto delle sue ricerche in forma privata e dar vita a una rivista, tuttora esistente, <em>Chiesa viva<\/em>, con cui proseguire la battaglia e gettare il seme che altri avrebbero raccolto. N\u00e9 si dimentichi che una delle prime cose che fece Giovanni XXIII dopo essere stato eletto fu d&#8217;inasprire la persecuzione vera e propria di cui era fatto oggetto san Pio: furono proprio quelli, per il santo frate stigmatizzato, gli anni pi\u00f9 duri, quelli delle prove pi\u00f9 amare, quando gli venne ordinato di non celebrare pi\u00f9 la santa Messa in pubblico, di non confessare pi\u00f9 i suoi penitenti, e addirittura qualcuno gli pose una microspia all&#8217;interno del confessionale, mentre perfide voci venivano messe in circolazione su presunti rapporti non corretti che avrebbe intrattenuto con certe donne, che poi erano le sue figlie spirituali. Evidentemente il papa &quot;buono&quot; aveva un conto in sospeso con il santo frate, colpevole, oltre che d&#8217;impersonare una concezione del cattolicesimo e un tipo di spiritualit\u00e0 che era, ed \u00e8, agli antipodi del progettato &quot;spirito conciliare&quot;, di denunciare senza peli sulla lingua l&#8217;opera che Satana stava conducendo contro la Chiesa per mezzo della massoneria; proprio come Bergoglio, non appena eletto, ha mostrato di voler chiudere i conti con le sue &quot;bestie nere&quot;, i Francescani dell&#8217;Immacolata, da lui perseguitati e commissariati con procedimento brutale e illegittimo (perch\u00e9 illegittima, a parere di molti dotti canonisti, \u00e8 la proibizione a essi fatta di celebrare la santa Messa secondo il rito antico, contraddicendo il <em>motu proprio<\/em> di Bendetto XVI <em>Summorum pontificum<\/em>). Del resto, gi\u00e0 da diversi anni si \u00e8 visto che parlare di tale argomento significa incorrere nelle ire della Chiesa &quot;ufficiale&quot;: come non notare la cortina di silenzio fatto cadere sulla memoria di don Stefano Gobbi, fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano, reo, anch&#8217;egli, di aver spesso parlato della infiltrazione massonica nella Chiesa e, quel che \u00e8 peggio, di averlo fatto sotto forma di messaggi ricevuti direttamente, per locuzione interiore, dalla Santissima Madre di Dio? E come scordare quel terribile, inaudito <em>Cari fratelli massoni<\/em> che il cardinale Ravasi ha rivolto ai &quot;fratelli&quot; in grembiulino dalle pagine del (massonico) quotidiano <em>Il Sole 24 Ore<\/em>? O le lodi continue, ormai quantificabili in decine, con le quali gli organi ufficiali della massoneria si spendono per magnificare l&#8217;opera del papato attuale, specialmente a partite dal documento di Abu Dhabi e in vista del sabba satanico di Astana, nel Kazakistan, come giustamente l&#8217;ha chiamato l&#8217;arcivescovo Carlo Maria Vigan\u00f2?<\/p>../../../../n_3Cp>Sappiamo che padre Barruel ebbe il coraggio di fare i nomi della cospirazione massonica mondiale, e che accanto a quelli di Voltaire, Rousseau, D&#8217;Alembert, Montesquieu, fece anche quello di un potente arcivescovo, amico e confidente di D&#8217;Alembert, \u00c9tienne-Charles de Lom\u00e9nie de Brienne (1727-1794), che egli defin\u00ec addirittura &quot;il protettore della cospirazione&quot; e che fu nientemeno che il Ministro delle finanze nell&#8217;anno immediatamente precedente lo scoppio della Rivoluzione. Ma che sarebbe successo se Barruel avesse scoperto che non questo o quel cardinale, ma tutto o quasi tutto il collegio cardinalizio era formato da massoni? Ebbene, questa \u00e8 la situazioni in cui si troverebbe chi ponesse mano, oggi, alla sua opera di ricerca e di contro-informazione: una situazione peggiore, ma non molto diversa, nella sostanza, da quella con cui ebbe a che fare don Luigi Villa. Del resto, che la situazione sia disperatamente peggiorata, lo prova il fatto che i prelati massoni non si curano nemmeno pi\u00f9 di nascondere le loro aperte simpatie per la massoneria, come si \u00e8 visto con l&#8217;arcivescovo di Milano, il gesuita Carlo Maria Martini e come fa monsignor Gianfranco Ravasi. Ma di che si vergognano oggi i prelati di Santa Romana Chiesa? N\u00e9 di fare l&#8217;elogio sperticato del defunto Marco Pannella, come nel caso di monsignor Paglia; n\u00e9 di negare il peccato di Sodoma, come ha fatto il vescovo Nunzio Galantino; n\u00e9 di chiamare la signora Emma Bonino <em>una grande italiana<\/em>, come ha fatto Bergoglio. Ma torniamo all&#8217;opera di Barruel. Un&#8217;ampia voce di <em>Wikipedia<\/em>, della quale riportiamo un breve estratto, \u00e8 dedicata alle <em>Memorie per la storia del giacobinismo<\/em>:<\/p>\n<p><em>Nel\u00a0&quot;Discorso preliminare&quot;, Barruel distingue tre forme di cospirazione: &quot;la cospirazione dell&#8217;empiet\u00e0&quot; contro Dio e il Cristianesimo, la &quot;cospirazione della ribellione&quot; contro i re e i monarchi, e &quot;la cospirazione dell&#8217;anarchia&quot; contro la societ\u00e0 nel suo complesso[^]^](<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Memorie_per_la_storia_del_giacobinismo#cite_note-7\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Memorie_per_la_storia_del_giacobinismo#cite_note-7<\/a>). L&#8217;autore definisce la fine del\u00a0XVIII secolo&quot; una catena ininterrotta di astuzie, artifici e seduzioni&quot;, finalizzate al &quot;rovesciamento dell&#8217;altare, alla rovina del trono e alla dissoluzione di tutta la societ\u00e0 civile&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il primo volume esamina la cospirazione anti-cristiana iniziata nel\u00a01728, anno in cui, secondo Barruel,\u00a0Voltaire\u00a0consacr\u00f2 la sua vita all&#8217;annientamento del cristianesimo. Barruel esamin\u00f2 gli scritti dei principali autori illuministi e rilev\u00f2 gli stretti legami tra la filosofia dei lumi e le persecuzioni anti-cristiane del periodo rivoluzionario (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il secondo volume si concentra sulla cospirazione anti-monarchica guidata da\u00a0Jean-Jacques Rousseau\u00a0e dal\u00a0Barone de Montesquieu. Questi cospiratori miravano a distruggere le monarchie stabilite con il pretesto di portare &quot;indipendenza e libert\u00e0&quot;.\u00a0Barruel analizza e critica\u00a0&quot;Lo spirito delle leggi&quot; di\u00a0Montesquieu\u00a0e\u00a0&quot;Il contratto sociale&quot; di\u00a0Rousseau, in quanto l&#8217;applicazione delle idee espresse in queste due opere &quot;ha dato origine a quello spirito inquieto che ha voluto indagare sui diritti dei sovrani, sui limiti della loro autorit\u00e0 e sui presunti diritti dell&#8217;uomo libero, senza i quali ogni suddito \u00e8 bollato come uno schiavo &#8211; e ogni re come un despota&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il terzo volume delle\u00a0&quot;M\u00e9moires\u00a0&quot;affronta la cospirazione antisociale che era l&#8217;obiettivo dei Massoni e dell&#8217;Ordine degli Illuminati. I\u00a0&quot;Philosophes&quot; con il loro attacco contro la Chiesa e il trono avevano aperto la strada alla cospirazione guidata da queste societ\u00e0 segrete. Barruel credeva che questi gruppi costituissero un&#8217;unica setta con pi\u00f9 di 300.000 membri &quot;tutti fanatici sostenitori della Rivoluzione, pronti ad alzarsi al primo segnale e a dare la scossa alle altre classi del popolo&quot;. Dopo aver esaminato approfonditamente la storia della massoneria Barruel arriva alla conclusione che i suoi misteri superiori sono sempre stati di natura atea e repubblicana. Barruel credeva che i Massoni avessero mantenuto segreti per decenni i loro obiettivi e le loro parole d&#8217;ordine, ma che il\u00a012 agosto\u00a01792, due giorni dopo la caduta della monarchia francese, li avessero proclamati apertamente per le strade di Parigi. Le parole segrete erano\u00a0Libert\u00e0, Uguaglianza, Fratellanza\u00a0e lo scopo segreto era il rovesciamento della monarchia francese e l&#8217;istituzione della repubblica. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nelle\u00a0&quot;M\u00e9moires&quot;, Barruel sostiene che l&#8217;&quot;Encyclop\u00e9die&quot;\u00a0di Diderot era in realt\u00e0 un progetto massonico. Credeva che le opere dei\u00a0&quot;Philosophes\u00a0&quot;avessero l&#8217;obiettivo di impregnare la societ\u00e0 in tutti i suoi aspetti e che l&#8217;&quot;Encyclop\u00e9die&quot;\u00a0avesse una particolare importanza nel conseguimento di questo fine. L&#8217;&quot;Encyclop\u00e9die&quot;\u00a0era solo il primo passo nella diffusione delle nuove idee nell&#8217;umanit\u00e0 intera ed era necessaria per far circolare scritti empi e anti-monarchici.<\/em><\/p>\n<p>Nelle guerre moderne, chi vince prende tutto, perfino il passato e lo riscrive a proprio uso e consumo. Nella guerra che ha scatenato da pi\u00f9 di tre secoli contro la Chiesa cattolica, la massoneria ha vinto (sul piano umano e materiale, si badi: perch\u00e9 la Chiesa, come istituzione divina, \u00e8 invincibile, e presto risorger\u00e0), dunque si \u00e8 presa il lusso di dipingere come paranoici tutti quelli che, per tempo o all&#8217;ultimo momento, hanno denunciato le sue manovre. E lo stesso si verifica nella sfera civile, con i governi e la politica degli Stati, dove del pari la massoneria si \u00e8 saldamente insediata al potere quasi ovunque. La parola complottismo \u00e8 passata cos\u00ec dal designare chi ordisce i complotti a chi se li inventerebbe. Da parte sua l&#8217;abate Barruel, mano a mano che spingeva lo sguardo pi\u00f9 lontano alla ricerca delle origini del complotto, si accorse che era necessario prendere in esame le eresie e le sette medievali, i Catari, i Templari: ed \u00e8 nel corso di quell&#8217;ultima, immane fatica che la morte ha fermato la sua mano operosa. Vi \u00e8 un abate Barruel, oggi? Certo: oltre al gi\u00e0 citato don Luigi Villa, possiamo fare il nome di Epiphanius: il suo libro <em>Massoneria e sette segrete<\/em> \u00e8 una miniera di notizie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci siamo imbattuti, nella ricerca sulle origini delle teorie del complotto, nella figura del padre gesuita Augustin Barruel (Villeneuve de Berg, Ard\u00e8che, 2 ottobre 1741-Parigi, 5<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[236],"class_list":["post-27656","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27656","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27656"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27656\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}