{"id":27654,"date":"2008-09-25T11:50:00","date_gmt":"2008-09-25T11:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/25\/alcune-considerazioni-su-pacifismo-cristianesimo-e-guerra-giusta\/"},"modified":"2008-09-25T11:50:00","modified_gmt":"2008-09-25T11:50:00","slug":"alcune-considerazioni-su-pacifismo-cristianesimo-e-guerra-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/25\/alcune-considerazioni-su-pacifismo-cristianesimo-e-guerra-giusta\/","title":{"rendered":"Alcune considerazioni su pacifismo, cristianesimo e \u00abguerra giusta\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Il lettore ricorder\u00e0, forse, che ci eravamo a suo tempo occupati del problema, storico ed etico-filosofico insieme, dell&#8217;atteggiamento dei primi cristiani di fronte alla guerra e, pi\u00f9 in generale, di fronte all&#8217;esercizio delle armi, precisamente nell&#8217;articolo <em>\u00c8 lecito a un cristiano militare? Alcune riflessioni sul caso di Massimiliano<\/em> (consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice), prendendo lo spunto da un celebre caso di martirio nell&#8217;Africa settentrionale.<\/p>\n<p>Vogliamo ora cercar di fare il punto sulla questione delle liceit\u00e0 della guerra, da un punto di vista cristiano, nell&#8217;epoca presente, dopo la tragica esperienza di due conflitti mondiali e dopo l&#8217;avvento dell&#8217;arma atomica, sperimentata su bersagli umani nel 1945, ed oggi talmente potenziata e perfezionata, nonch\u00e9 talmente diffusa fra gli arsenali militari di pi\u00f9 Stati, da mettere seriamente in pericolo le prospettive di sopravvivenza dell&#8217;intera umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche se, dopo la fine della \u00abguerra fredda\u00bb, i media e gran parte degli intellettuali hanno accantonato la questione, come se il pericolo non fosse pi\u00f9 immediato e reale, a noi sembra che vi sia stata una intenzionale e, quindi, colpevole rimozione di quello che \u00e8 uno dei massimi problemi che incombono sul futuro dell&#8217;umanit\u00e0, e una delle poche questioni capitali, sulle quali non \u00e8 consentito alcun agnosticismo e alcun indifferentismo.<\/p>\n<p>Restando nell&#8217;ambito della cultura italiana, dobbiamo ricordare la coraggiosa presa di posizione di Carlo Cassola, gi\u00e0 tanto bistrattato &#8211; e a torto &#8211; dalla critica \u00abimpegnata\u00bb e \u00abprogressista\u00bb, per un preteso disimpegno della sua opera letteraria (vi fu chi lo paragon\u00f2 a Liala); il quale, incurante dei motteggi e dei sorrisetti di degnazione della quasi totalit\u00e0 dei suoi colleghi scrittori, condusse una solitaria battaglia civile per rendere consapevole il vasto pubblico della urgenza e gravit\u00e0 del pericolo di guerra nucleare, e per scuotere le coscienze intorpidite dai miti deresponsabilizzanti di un consumismo becero e sfrontato.<\/p>\n<p>Ma, dopo la caduta dell&#8217;Unione Sovietica, si \u00e8 preferito credere che il grande pericolo, se mai vi era stato, sia definitivamente scomparso, o, quanto meno, che si sia di molto attenuato; e solo la crisi internazionale provocata dal conflitto in Georgia, nella tarda estate del 2008, ha indotto alcuni intellettuali a una riassunzione di consapevolezza nei confronti del problema della pace e di ci\u00f2 che significherebbe, oggi, un conflitto armato tra le maggiori potenze del pianeta.<\/p>\n<p>Che cosa ha da dire la cultura cristiana a questo proposito; la cultura, cio\u00e8, che per quasi due millenni \u00e8 stata dominante nel mondo occidentale, e ha accompagnato l&#8217;Europa (e, poi, buona parte del resto del mondo) attraverso profondi cambiamenti economici, sociali, politici, tecnologici e intellettuali?<\/p>\n<p>Nonostante le previsioni dei tre grandi cattivi maestri della modernit\u00e0 &#8211; Marx, Nietzsche e Freud -, secondo i quali la definitiva \u00abmorte di Dio\u00bb (visto come proiezione alienata e rovesciata delle nostre aspirazioni e delle nostre paure terrene), avrebbe condotto all&#8217;emancipazione dell&#8217;uomo e alla instaurazione di un mondo migliore, non abbiamo assistito n\u00e9 alla prima cosa, n\u00e9 alla seconda. L&#8217;uomo, infatti, non si \u00e8 emancipato (se non per ricadere in nuove e peggiori forme di schiavit\u00f9), e il mondo che ci accingiamo a lasciare in eredit\u00e0 ai nostri figli non si pu\u00f2 affatto considerare migliore di quello che abbiamo ricevuto dai nostri genitori.<\/p>\n<p>Il cristianesimo, quindi &#8211; piaccia o non piaccia &#8211; si \u00e8 dimostrato una forza spirituale ancora viva e capace di offrire delle risposte al grave disorientamento dell&#8217;uomo moderno; e, al di l\u00e0 dei panegirici fuori luogo di molti suoi sostenitori, cos\u00ec come delle astiose polemiche di molti suoi detrattori, sembra effettivamente in grado, nonostante tutto, di fornire una indicazione verso l&#8217;Assoluto, in tempi di una profonda e generalizzata crisi di valori e di certezze.<\/p>\n<p>Non bisogna, d&#8217;altra parte, sopravvalutare la capacit\u00e0, o la possibilit\u00e0, da parte della cultura cristiana, di operare quella trasformazione spirituale cui aspira l&#8217;umanit\u00e0 desiderosa di pace, specialmente considerando i margini di tempo assai ristretti con i quali ci troviamo a dover fare i conti, e non solo riguardo alla minaccia della guerra (basti solo pensare alla catastrofe ecologica e climatica che ci incombe sul capo).<\/p>\n<p>Non bisogna, per\u00f2, confondere la cristianit\u00e0 con il cristianesimo, ma tenere sempre presente la giusta distinzione tra le due cose fatta notare, a suo tempo, da Kierkegaard; e, anzi, il paradosso secondo il quale, se la societ\u00e0 \u00e8 interamente cristiana, allora nessuno \u00e8 veramente cristiano. Ma, a differenza dell&#8217;epoca in cui visse Kierkegaard, oggi la societ\u00e0 occidentale non \u00e8 pi\u00f9 cristiana neppure in senso formale; e la miglior prova di questa affermazione \u00e8 data dal fatto che i governi, gli intellettuali e le masse occidentali sembrano ricordarsi, ormai, del proprio cristianesimo quasi solo quando si tratta di farne una bandiera, per ragioni che nulla hanno a che fare con la religione o con la morale, <em>contro<\/em> altre religioni.<\/p>\n<p>Dunque, se pure i cristiani sono divenuti ormai una minoranza nel mondo occidentale, e se pure la cultura cristiana \u00e8 divenuta, e da tempo, una cultura minoritaria nell&#8217;ambito dell&#8217;Occidente (sostituita, peraltro, non gi\u00e0 da altre culture, ma da un processo di radicale deculturazione, ossia da un materialismo spicciolo e banale, che \u00e8 la negazione della cultura stessa), resta il fatto che il messaggio evangelico, nel senso etimologico di \u00ablieto annuncio\u00bb, conserva la sua freschezza e, anzi, la sua perennit\u00e0.<\/p>\n<p>Pertanto, al di l\u00e0 della dimensione del divenire e della contingenza, noi possiamo &#8211; e, forse, dobbiamo &#8211; interrogare quel nucleo originario, quell&#8217;annuncio che ha dato origine, nel tempo storico, alla cultura cristiana (la quale, al suo interno, \u00e8 sempre stata talmente variegata, da far quasi pensare a delle culture cristiane, al plurale), ma che ha una proposta globale nei confronti dell&#8217;uomo, essendo quest&#8217;ultimo &#8211; oggi pi\u00f9 che mai &#8211; alle prese con sfide e pericoli di portata, appunto, globale.<\/p>\n<p>E quando adoperiamo l&#8217;espressione \u00abproposta globale\u00bb, intendiamo una proposta che tenga conto, investa e faccia appello a tutte le dimensioni della natura umana, a tutte le sue risorse, a tutte le sue potenzialit\u00e0, a tutte le sue attese, speranze e nostalgie, prima fra tutte quella dell&#8217;Assoluto; senza ignorarne alcuna.<\/p>\n<p>Sulla base di questo criterio, e non per banale moralismo, abbiamo definito Marx, Nietzsche e Freud dei \u00abcattivi maestri\u00bb: perch\u00e9 ciascuno di essi, a suo modo, si \u00e8 fatto portatore di una proposta globale, prometeica, titanica; ma ciascuno di essi ha sacrificato parti essenziali della natura umana, finendo per mutilare e denigrare l&#8217;essere umano nella sua totalit\u00e0. Infatti, la struttura ontologica della <em>persona umana<\/em> \u00e8 tale, che non \u00e8 possibile mutilarne o denigrarne una parte, senza sfigurarla e umiliarla nella sua totalit\u00e0.<\/p>\n<p>Non aver tenuto conto di questo fatto, dunque, \u00e8 stato il peccato capitale di quei falsi riformatori dell&#8217;umanit\u00e0; ma si \u00e8 trattato di un peccato inevitabile, partendo &#8211; come costoro hanno fatto &#8211; da una idea distorta e contraffatta della persona umana: che non \u00e8 n\u00e9 un ventre da saziare (Marx), n\u00e9 un Dioniso da far danzare incessantemente (Nietzsche), n\u00e9 un Figlio che solo ribellandosi al Padre e uccidendolo &#8211; almeno idealmente &#8211; potr\u00e0 conquistare la propria libert\u00e0 (Freud).<\/p>\n<p>Il messaggio cristiano e la pace, dunque.<\/p>\n<p>Bernhard H\u00e4ring, il teologo tedesco di fama mondiale, in una sua concisa ma efficace monografia degli anni Ottanta, <em>Nuove Armi per la pace<\/em> (titolo originale: <em>Umr\u00fcsten zum Frieden.Was Christen heutentun m\u00fcssen<\/em>, traduzione italiana di Carlo Danna, Edizioni Paoline, Torino, 1984, pp. 31-36), fra l&#8217;altro, scriveva:<\/p>\n<p><em>Nel suo studio rigorosamente documentato Roland Bainton giunge alla conclusione che \u00abla chiesa primitiva \u00e8 stata pacifista fino all&#8217;epoca di Costantino\u00bb.Il suo pacifismo deriva non gi\u00e0 da un uso legalistico di testi del Nuovo Testamento, bens\u00ec \u00abda uno sforzo di attuare ci\u00f2 che viene considerato il pensiero di Cristo. In rapporto ai problemi sociali la chiesa non fissa un dettagliato codice di etica o una nuova teoria politica, ma stabilisce una nuova scala di valori\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel nostro tempo militarista qualche scrittore cattolico tende a spiegare il pacifismo dei cristiani dei primi tre secoli facendolo dipendere da considerazioni non pacifiste: i padri si sarebbero opposti al servizio militare perch\u00e9 comportava l&#8217;eventualit\u00e0 di dover tributare culto idolatrico all&#8217;imperatore e altre occasioni di peccato. Sembra nondimeno che la chiesa abbia in qualche modo tollerato il servizio militare, specialmente nelle zone di confine minacciate da invasioni. Bainton rileva che esiste una tradizione pressoch\u00e9 continua \u00abdi servizio militare da parte dei cristiani sulla frontiera orientale\u00bb. Ma in linea di principio \u00abtutti i pi\u00f9 importanti scrittori dell&#8217;Oriente e dell&#8217;Occidente hanno respinto la partecipazione dei cristiani alla guerra\u00bb. Il servizio militare era tollerato, almeno in parte, perch\u00e9 poteva essere considerato una specie di servizio di polizia. Ma la guerra era vista come cosa totalmente diversa.<\/em><\/p>\n<p><em>All&#8217;inizio dell&#8217;era costantiniana i Padri della chiesa, pur facendo qualche concessione alle teorie della \u00abguerra giusta\u00bb, inculcarono il pacifismo come regola assoluta per i monaci e per il clero e tracciarono direttive rigorose per un comportamento non-violento nella vita privata. Ambrogio e Agostino per esempio non ammettevano che fosse lecito uccidere per legittima difesa al di fuori del servizio militare o pubblico. E san Basilio, quantunque avesse lasciato cadere l&#8217;obiezione generale contro la partecipazione dei cristiani ad operazioni belliche, continuava ad esprimere l&#8217;avversione della chiesa primitiva contro lo spargimento di sangue: \u00abLe uccisioni fatte in guerra, i nostri padri non le consideravano uccisioni&#8230; ma forse sar\u00e0 bene che costoro [che hanno ucciso in guerra], poich\u00e9 le loro mani non sono pure, si astengano per tre ani dalla comunione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>A differenza della chiesa del tempo, piuttosto militarista, le sette del tardo medioevo erano generalmente inclini a quel pacifismo che aveva contraddistinto il cristianesimo primitivo. Tra i protestanti, gli anabattisti (mennoniti) e in seguito i quaccheri erano e sono fermamente attaccati a questa tradizione, ma in maniera notevolmente diversa tra di loro, Mentre gli anabattisti si astengono dalla vita politica, i quaccheri sanno combinare un forte senso di responsabilit\u00e0 e l&#8217;attivit\u00e0 politica con il pacifismo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Anche se nella grande tradizione delle chiese vi sono sempre stati molti amanti della pace e molti operatori di pace, non tutti rivelarono l&#8217;ottimismo del quacchero William Smith che sognava l&#8217;esercito spirituale che avanza sotto lo stendardo dell&#8217;amore: esso avr\u00e0 una forza tale che \u00able guerre cesseranno, la crudelt\u00e0 avr\u00e0 termine e l&#8217;amore abbonder\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Le grandi chiese, caratterizzate, in un modo o nell&#8217;altro dall&#8217;alleanza fra trono e altare, avevano naturalmente difficolt\u00e0 a lasciarsi porre delle domande dal pacifismo di questo o di quel tipo. Oggi notiamo una svolta significativa al riguardo. La lettera pastorale dei vescovi nordamericani (maggio 1983) guarda con grande attenzione all&#8217;opzione cristiana in favore della non-violenza e chiede che si approfondisca la questione di una resistenza non-violenta quale alternativa alla difesa militare. Il terzo schema del documento sulla pace dei vescovi tedeschi occidentali (maggio 1983) conteneva questa proposizione: \u00abIl principio della non-violenza \u00e8 indubbiamente di per s\u00e9 molto pi\u00f9 vicino a Ges\u00f9\u00bb. E la redazione definitiva richiama in molti passi lo spirito della non-violenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Concilio vaticano II, pur ricordandoci in molti passi che la Provvidenza divina esige istantaneamente da noi che ci liberiamo dall&#8217;antica schiavit\u00f9 della guerra, riprende, ma in una formulazione accuratamente ristretta, la teoria tradizionale della &#8216;guerra giusta&#8217;. \u00abFintantoch\u00e9 esister\u00e0 il pericolo della guerra, e non ci sar\u00e0 un&#8217;autorit\u00e0 internazionale competente munita di forze efficaci, una volta esaurite tutte le possibilit\u00e0 di un pacifico accomodamento, non si potr\u00e0 negare ai governi il diritto di legittima difesa.<\/em><\/p>\n<p><em>Qui l&#8217;alternativa di una difesa non-violenta sistematica, ben ponderata e preparata, non \u00e8 o non \u00e8 ancora pesa seriamente in considerazione. Il fatto che i documenti ecclesiali pi\u00f9 recenti lo facciano, \u00e8 un evento di portata storica, che si deve naturalmente sanche allo spirito e alle finalit\u00e0 del Concilio Vaticano II&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Molte cose sono cambiate in questi ultimi venti anni, dopo il pontificato di Giovanni Paolo II, la crisi di credibilit\u00e0 delle nazioni Unite, la dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica, l&#8217;unilateralismo della politica estera americana e, soprattutto, l&#8217;evento traumatico dell&#8217;11 settembre 2001, con tutto quel che esso ha comportato nel modificare la percezione delle altre culture, da parte di quella occidentale.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, e al di l\u00e0 delle discussioni e delle polemiche intorno alla teoria della \u00abguerra giusta\u00bb e alla sua liceit\u00e0, &#8211; ammessa, in casi estremi &#8211; dalla Chiesa cattolica -, non dobbiamo perdere di vista, ai fini della presente riflessione, due elementi di primaria importanza.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 che la posizione della gerarchia ecclesiastica riguardo a tali questioni \u00e8 un fatto essenzialmente <em>storico<\/em> (come dimostra la controversa valutazione etico-religiosa di casi come quello del martire Massimiliano, gi\u00e0 alla sua epoca), mentre la perennit\u00e0 del messaggio evangelico \u00e8 un fatto <em>meta-storico<\/em>.<\/p>\n<p>I cristiani pensano, con ci\u00f2, a una dimensione soprannaturale, quella della Grazia, per cui la genuinit\u00e0 del messaggio evangelico si incarna non solo nella chiesa &quot;visibile&quot;, ma anche al di fuori di essa, e perfino tra gli atei e i non cristiani: \u00ablo Spirito, infatti &#8211; come \u00e8 scritto negli <em>Atti degli Apostoli<\/em> &#8211; soffia dove vuole\u00bb.<\/p>\n<p>I non cristiani pesano, semplicemente, che anche il cristianesimo, come ogni altra religione, ha subito un processo di riassestamento e di parziale trasformazione allorch\u00e9 \u00e8 divenuto la fede dominante, almeno in senso formale, della societ\u00e0 in cui aveva esordito (anzi, di <em>un&#8217;altra<\/em> societ\u00e0: quella greco-romana e non pi\u00f9 quella giudaica). Di conseguenza, non deve suscitare eccessivo scandalo &#8211; da un punto di vista storico &#8211; il fatto che si sia creata una divaricazione tra il messaggio originario del Vangelo e alcuni dei principi sostenuti o ammessi, oggi, dalla cultura cristiana. Si tratta, invece, di riflettere sulle ragioni di tale divaricazione e di verificare se essa non possa venire colmata, almeno parzialmente, mediante una approfondita presa di coscienza e un onesto auto-interrogarsi, da parte dei cristiani stessi.<\/p>\n<p>Quel che vogliamo dire \u00e8 che non bisogna pensare che la posizione \u00abufficiale\u00bb della gerarchia ecclesiastica esaurisca la ricchezza e la perenne freschezza di ispirazione che l&#8217;ideale evangelico porta con s\u00e9, neanche rispetto al problema della pace e della guerra; perch\u00e9 \u00abl\u00e0 dove due o tre si riuniscono in mio nome &#8211; aveva affermato il fondatore del cristianesimo &#8211; l\u00e0 ci sono io\u00bb.<\/p>\n<p>Il secondo elemento che bisogna tenere presente \u00e8 che, se l&#8217;umanit\u00e0 <em>storica<\/em> \u00e8 una vasta comunit\u00e0 \u00abpellegrinante\u00bb, alla ricerca, cio\u00e8, di un senso complessivo della propria condizione e del proprio esserci, allora le risposte che essa cerca di forgiarsi, via via, di fronte all&#8217;urgenza dei grandi problemi del vivere &#8211; e l&#8217;alternativa fra pace e guerra \u00e8 uno di questi &#8211; non sono, n\u00e9 potranno mai essere altro che dei tentativi, delle approssimazioni, quasi dei balbettii di un discorso che \u00e8, di per se stesso, indicibile e inintelligibile, <em>perch\u00e9 travalica, per sua natura, la condizione del contingente e del finito<\/em>, condizione nella quale, presentemente, siamo immersi.<\/p>\n<p>Ecco allora che la nostra aspirazione a una pace che non sia soltanto assenza di guerra, ma costruzione di un mondo nuovo basato sulla giustizia e sull&#8217;amore (e tutte le discussioni sulle guerre giuste e ingiuste, difensive o preventive, nonch\u00e9 sulle varie forme di lotta e resistenza non-violente), ci apparir\u00e0 per quello che essa effettivamente \u00e8: una tensione ideale, necessaria ma non autosufficiente, al reintegro della persona umana nella totalit\u00e0 dell&#8217;Essere, dal quale essa proviene e al quale aspira, con tutte le sue fibre pi\u00f9 nascoste, a fare ritorno.<\/p>\n<p>Se perdiamo di vista questo fatto, perdiamo di vista l&#8217;essenziale.<\/p>\n<p>E pu\u00f2 accadere che, animati dalla volont\u00e0 di creare un mondo nuovo e migliore, radicandolo nel contingente e nel finito, finiamo per costruire &#8211; come si \u00e8 visto pi\u00f9 volte, e come purtroppo continuiamo a vedere, nella storia moderna &#8211; qualche cosa che assomiglia molto all&#8217;Inferno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lettore ricorder\u00e0, forse, che ci eravamo a suo tempo occupati del problema, storico ed etico-filosofico insieme, dell&#8217;atteggiamento dei primi cristiani di fronte alla guerra e,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107,253],"class_list":["post-27654","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo","tag-soren-kierkegaard"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27654"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27654\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}