{"id":27652,"date":"2012-04-18T11:10:00","date_gmt":"2012-04-18T11:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/18\/rompere-la-spirale-della-brama-e-ritrovare-la-pace-nelle-cose-semplici\/"},"modified":"2012-04-18T11:10:00","modified_gmt":"2012-04-18T11:10:00","slug":"rompere-la-spirale-della-brama-e-ritrovare-la-pace-nelle-cose-semplici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/18\/rompere-la-spirale-della-brama-e-ritrovare-la-pace-nelle-cose-semplici\/","title":{"rendered":"Rompere la spirale della brama e ritrovare la pace nelle cose semplici"},"content":{"rendered":"<p>Se si fa coincidere la felicit\u00e0 con il raggiungimento del piacere, ci sono poche possibilit\u00e0 di uscire dal circolo vizioso gi\u00e0 indicato con chiarezza da Giacomo Leopardi: si tende a un piacere infinito e, non trovandolo &#8211; perch\u00e9 nella dimensione terrena tutto \u00e8 finito &#8211; si cade nell&#8217;infelicit\u00e0; qualunque piacere, infatti, sar\u00e0 sempre limitato e imperfetto, ed esso sar\u00e0 preceduto, accompagnato e seguito da ansia, timore, delusione, amarezza e noia.<\/p>\n<p>Naturalmente, Leopardi non aveva considerato il fatto che la dimensione terrena non esaurisce l&#8217;orizzonte di senso della condizione umana; n\u00e9 lo poteva: muovendo da una concezione sensista e materialista, quello riusciva a scorgere, e non altro; semmai, si potrebbe rimproverare, a lui e a tutti i filosofi materialisti, il salto logico che vi \u00e8 fra la constatazione di una situazione di fatto e il volerla assolutizzare, facendone, arbitrariamente, l&#8217;unico livello di realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma il difetto del suo ragionamento sta soprattutto a monte: chi lo dice che la felicit\u00e0 \u00e8 tutt&#8217;uno con il piacere? Questo, semmai, era quanto andava dimostrato, non ci\u00f2 che deve presupporre; se si assume un simile punto di vista in partenza, senza argomentare, senza vagliare, senza soppesare criticamente, vuol dire che non si sta veramente cercando, che non ci si sta ponendo davanti al reale con mente e con animo assolutamente sgombri da preconcetti, ma che si ha gi\u00e0 deciso quel che si \u00e8 disposti a trovare: e tutta la ricerca \u00e8 una corsa in quella direzione.<\/p>\n<p>Ora, domandiamoci a nostra volta: che cos&#8217;\u00e8 la felicit\u00e0? O, se la domanda appare troppo impegnativa: che cosa non \u00e8?<\/p>\n<p>Ebbene, crediamo che essa non sia proprio il conseguimento del piacere; perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, allora i due concetti sarebbero uno solo, mentre una verit\u00e0 psicologica auto-evidente ci fa avvertiti che cos\u00ec non \u00e8, che si tratta di due concetti ben distinti e profondamente diversi. Solo il materialista li maneggia come se fossero sinonimi; ma questo avviene, appunto, perch\u00e9 il materialista ha gi\u00e0 deciso, in cuor suo, quello che trover\u00e0 alla fine del suo ragionamento.<\/p>\n<p>Se cos\u00ec non fosse, egli non sarebbe un materialista: il materialista sa gi\u00e0 in partenza, o meglio, crede di sapere, che cosa sia possibile e che cosa non lo sia; che cosa sia reale e che cosa non lo sia; che cosa sia razionale e che cosa no. Esclude a priori, quindi, che possano darsi altre forme di realt\u00e0, all&#8217;infuori di quella materiale; mentre lo spiritualista non esclude nulla, poich\u00e9 la realt\u00e0 materiale pu\u00f2 ben essere, per lui, una parte o un livello della realt\u00e0 totale.<\/p>\n<p>Se, poi, vogliamo individuare con pi\u00f9 esattezza la differenza tra il concetto di felicit\u00e0 e quello di piacere, possiamo dire che la felicit\u00e0 \u00e8 uno stato dell&#8217;essere, mentre il piacere \u00e8 una modalit\u00e0 dell&#8217;io; e l&#8217;io \u00e8 solo una parte dell&#8217;essere; non \u00e8 l&#8217;intero, non \u00e8 l&#8217;anima; \u00e8 la parte che spera e teme, che soffre e gode, ma sempre in maniera temporanea e discontinua e sempre in dipendenza da fattori esterni, veri o supposti. Il timore e la speranza sono sempre timore e speranza di qualche cosa, di qualche cosa che viene o che dovrebbe venire da fuori; e cos\u00ec il godere e il soffrire, sono sempre soffrire e godere per qualche cosa, qualche cosa che ci fa godere o soffrire finch\u00e9 \u00e8 con noi ed in noi, per poi cessare, quando quel qualche cosa \u00e8 fuori e lontano da noi.<\/p>\n<p>Quando, invece, il livello superiore del nostro essere ha raggiunto stabilmente il proprio equilibrio, la propria pace, la propria pienezza, allora diciamo che una persona \u00e8 felice; intendendo dire, con ci\u00f2, che essa \u00e8 ormai libera dai ricatti della brama e della paura, del soffrire e del godere per qualcosa che non dipende da lei; che \u00e8 realizzata in se stessa, e che tale realizzazione dipende dall&#8217;aver conosciuto e raggiunto la connessione con il centro dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>L&#8217;anima, in altre parole, \u00e8 felice quando si realizza in tutte le sue potenzialit\u00e0 superiori; e ci\u00f2 avviene quando essa si rende conto, non solo a livello teorico, ma per averlo sperimentato e vissuto in prima persona, di essere parte dell&#8217;Essere e tutt&#8217;uno con l&#8217;Essere: in termini religiosi, di essere unita a Dio.<\/p>\n<p>L&#8217;anima \u00e8 felice se unita a Dio e infelice se lontana e separata da Lui: questa \u00e8 la condizione che siamo soliti chiamare di felicit\u00e0; perch\u00e9 in Dio essa trova precisamente quella gioia infinita che, nella dimensione terrena, non trover\u00e0 mai, pur aspirandovi e sforzandosi di cercarla: ma sar\u00e0 una ricerca vana, una ricerca di qualcosa che non esiste.<\/p>\n<p>Solo nell&#8217;Essere, sostanza infinita, si placa la sete infinita dell&#8217;anima; non nelle cose transeunti, non nelle cose contingenti, che sempre ci sfuggono e ci deludono, lasciandoci, ogni volta, il gusto dell&#8217;amaro in bocca.<\/p>\n<p>La felicit\u00e0, pertanto, consiste nella liberazione dall&#8217;attaccamento, nelle sue opposte e somiglianti forme della brama e del timore; e nell&#8217;abbandono fiducioso nella corrente dell&#8217;Essere, origine e sorgente di tutti gli enti, e sola realt\u00e0 in grado di placarne la sete d&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Ma da dove incominciare; in quale punto provare a spezzare le catene del finito, del contingente, dell&#8217;illusorio, per realizzare la liberazione dall&#8217;attaccamento? Le maglie dell&#8217;attaccamento, che ci chiude e ci rinserra nel piccolo io che sempre spera, brama e teme, logorandoci in un orizzonte asfittico, sembrano tutte uguali: come individuarne il punto debole?<\/p>\n<p>In verit\u00e0, non esiste un particolare punto debole; qui non si tratta di cercare il punto debole del nostro attaccamento alle cose, perch\u00e9, quand&#8217;anche lo trovassimo, sempre dovremmo fare i conti, presto o tardi, con qualcosa che \u00e8 pi\u00f9 forte di noi, perch\u00e9 capace di esercitare su di noi una forma di dominio, nella duplice forma della lusinga e della paura.<\/p>\n<p>Invece di cercare il punto debole della nostra prigione, dovremmo sforzarci di affinare la nostra vista, fino a renderci conto che la prigione \u00e8 illusoria: ce la siamo costruita con le nostre stesse mani, dipende da noi rafforzarla o indebolirla; dipende da noi oltrepassarne la soglia, perch\u00e9 nessuno vi fa la guardia, se non i nostri fantasmi interiori.<\/p>\n<p>Abbiamo fatto tutto da soli: da soli ci siamo imprigionati e da soli ci siamo scoraggiati, avviliti, disperati; ma nessuno ci teneva prigionieri, se non noi stessi, il nostro piccolo io, perennemente avido e ignorante, che si crede separato dalle cose e, perci\u00f2, tenta di afferrare tutto quello che \u00e8 alla sua portata, come un commensale che teme di essere stato invitato per sbaglio e si riempie le tasche di cibo, temendo di poter essere scacciato in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>Abbiamo costruito una societ\u00e0 dell&#8217;avere e dell&#8217;apparire, non dell&#8217;essere; il consumismo ci ha illusi, ci ha spronati, ci ha tormentati, ci ha perseguitati, creando in noi sempre qualche nuovo bisogno artificiale, spingendoci sempre verso qualche nuovo bene illusorio; ma presentandolo, di volta in volta, come uno strumento indispensabile di sicurezza, di benessere, di vita.<\/p>\n<p>E invece erano tutte passioni necrofile, passioni distruttive, alimentate da poco amore di s\u00e9, da poca stima di s\u00e9, da pochissima capacit\u00e0 di ascolto della propria anima: che di altre cose era ed \u00e8 assetata, non di quelle che si trovano sugli scaffali dei supermercati, ivi compresi i supermercati del consumo culturale: cinema, teatri, biblioteche, scuole, associazioni culturali o sedicenti tali: quasi tutti allevamenti di polli in batteria, dove si va apposta per non pensare o, peggio, per credere di pensare, mentre si vestono le idee degli altri, idee preconfezionate, come fossero camicie o pantaloni da indossare.<\/p>\n<p>Ci si spalma un poco quelle idee all&#8217;ingrosso, cos\u00ec come ci si spalma la cipria sul viso o il rossetto sulle labbra: per fare colpo sugli altri, per sembrare da pi\u00f9 di quel che si \u00e8, magari scimmiottando qualche squallido divetto o qualche volgare divetta dei reality televisivi; e, spesso, ci si rende ridicoli, perch\u00e9 si farebbe una figura assai migliore se ci si mostrasse per quel che si \u00e8 veramente, con umilt\u00e0 e con semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>La colpa del nostro smarrimento, per\u00f2, non \u00e8 del consumismo: quello \u00e8 l&#8217;effetto, non la causa; la causa \u00e8 in noi, \u00e8 un vizio antico, una antica debolezza: l&#8217;incapacit\u00e0 di guardarsi dentro, di leggere in se stessi con occhio limpido e trasparente; l&#8217;eterna tendenza a guardar fuori, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile, e a cercare tutte le furberie e tutte le scorciatoie per risparmiarsi la fatica di diventare se stessi.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 semplice prendere gli abiti di un altro e indossarli; \u00e8 pi\u00f9 semplice dare agli altri la colpa dei nostri fallimenti, delle nostre delusioni, delle nostre sconfitte; oppure darla a noi stessi, ma cos\u00ec, per puro vittimismo, senza una analisi, senza una introspezione, senza fare un bilancio onesto, e, soprattutto, senza assumersi le proprie responsabilit\u00e0, senza avere la franchezza di pesarsi e di trovarsi scarsi, per difetto di onest\u00e0, di volont\u00e0, di purezza.<\/p>\n<p>Poi si va dallo psicanalista e si cerca la ricetta miracolosa per ritrovare l&#8217;equilibrio, la salute, la fiducia in s\u00e9; ma quelle sono cose che nessuno ci pu\u00f2 dare dall&#8217;esterno e che nessuno pu\u00f2 farci ritrovare in noi, se non noi stessi &#8211; e tanto meno gli stregoni freudiani; \u00e8 anche quello un modo di eludere il problema, di scaricarlo su altri, di fuggire dalla responsabilit\u00e0 che abbiamo nei confronti di noi stessi.<\/p>\n<p>Le cronache quotidiane degli scandali, che vanno delineando un quadro sempre pi\u00f9 cupo e desolante delle nostre classi dirigenti, hanno una sola ed unica motivazione: la brama di denaro. Ci si vende per denaro, si truccano le carte per denaro, si tradisce la fiducia altrui per avidit\u00e0 di denaro; si pensa, col denaro, di potersi comprare il biglietto della felicit\u00e0. Ma quel biglietto non esiste, e, comunque, non \u00e8 in vendita; e, se pure fosse in vendita, costerebbe troppo caro per simili individui: perch\u00e9 non lo si paga in soldi, e nemmeno in diamanti o in lingotti d&#8217;oro, ma in retto sentire, retto volere, retto operare.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 richiede fatica, sacrificio, spirito di servizio.<\/p>\n<p>\u00c8 il nostro dovere di uomini, per diventare veramente tali; per diventare noi stessi e non ridurci a vivere una vita inautentica, fatta di surrogati, di cattive imitazioni di quel che potremmo e che dovremmo essere, realizzando la nostra parte divina.<\/p>\n<p>La pianta, l&#8217;animale, non possono scegliere quel che devono essere: sono quello che sono: un abete, una betulla, una coniglio, un cavallo; solo l&#8217;uomo pu\u00f2 scegliere se essere se stesso, anzi se diventare se stesso, oppure se continuare a fingere, per tutta la vita, di essere quel che non \u00e8: una creatura ibrida, mancata, realizzata solo a met\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure, in noi non vi \u00e8 soltanto la tensione verso l&#8217;Assoluto; vi \u00e8 anche l&#8217;aspirazione alla pace, il desiderio di riposare e di godere della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ebbene, le due cose non sono in antitesi: sono, al contrario, le due facce della stessa medaglia. La pace dell&#8217;anima viene dalla fedelt\u00e0 a se stessi; e la fedelt\u00e0 a se stessi nasce dall&#8217;impegno, dal sacrificio, dalla costante disponibilit\u00e0 a dire &quot;s\u00ec&quot; alla chiamata dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Il segreto sta nel capire che la pace non risiede nel conseguimento di obiettivi clamorosi, non ha niente a che fare con l&#8217;invidia e l&#8217;ammirazione degli altri; non si misura in termini di quantit\u00e0, di cose, di rinomanza; \u00e8 discreta, silenziosa, mansueta.<\/p>\n<p>La pace sta nelle piccole cose; nelle cose che apparentemente sono piccole. E nel comprendere che esse non sono piccole, sono grandi: non perch\u00e9 siano spettacolari, non perch\u00e9 attraggano l&#8217;attenzione dei pi\u00f9, ma perch\u00e9 brillano di luce interiore.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il concetto che i filosofi medievali, i filosofi scolastici, denominavano &quot;claritas&quot;: le cose sono luminose, allorch\u00e9 sono quel che devono essere, allorch\u00e9 esprimono la loro vera essenza; quando non sono adulterate, quando non sono fasulle, quando non mentiscono.<\/p>\n<p>La menzogna \u00e8 l&#8217;inferno dell&#8217;inautenticit\u00e0; e la nostra vita \u00e8 l&#8217;inferno quando noi vi scivoliamo dentro, per pigrizia, per paura, per avidit\u00e0: un inferno dal quale nessuno stregone della mente ci potr\u00e0 salvare, perch\u00e9 gli stregoni della mente ignorano che cosa sia l&#8217;anima, e pretendono di curare quel che non conoscono.<\/p>\n<p>Loro non sanno che in fondo all&#8217;anima vi \u00e8 un magnifico brillante luminoso; credono che vi sia solo la mente, e che in fondo alla mente giacciano solo pulsioni atroci e vergognose, che ci turbano e ci fanno arrossire quando salgono al livello della coscienza; ma l&#8217;uomo, per trovare il senso del proprio vivere e, con esso, la pace e la pienezza, deve ritrovare quel brillante, deve dare aria alle stanze chiuse, deve far entrare a fiotti la luce dell&#8217;Essere nella buia prigione dell&#8217;attaccamento.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il compito, questa \u00e8 la strada.<\/p>\n<p>Non siamo soli. La voce del Maestro interiore ci chiama, ci accompagna, ci incoraggia; per\u00f2 la strada, quella, dobbiamo trovarla da noi stessi: cadendo, ogni tanto, e rialzandoci ogni volta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si fa coincidere la felicit\u00e0 con il raggiungimento del piacere, ci sono poche possibilit\u00e0 di uscire dal circolo vizioso gi\u00e0 indicato con chiarezza da Giacomo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[159],"class_list":["post-27652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-giacomo-leopardi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27652"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27652\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}