{"id":27642,"date":"2010-11-26T05:04:00","date_gmt":"2010-11-26T05:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/26\/ossessione\/"},"modified":"2010-11-26T05:04:00","modified_gmt":"2010-11-26T05:04:00","slug":"ossessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/26\/ossessione\/","title":{"rendered":"Ossessione"},"content":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 una ossessione?<\/p>\n<p>Il vocabolario Zingarelli ci informa che si tratta della \u00abcondizione di chi ha l&#8217;anima invasata dal demonio\u00bb (confondendo per\u00f2 grossolanamente &quot;ossessione&quot;e &quot;possessione&quot;, che sono due cose diverse: e anche questo \u00e8 un segno di quanto la demonologia sia caduta in basso, nella cultura dell&#8217;uomo moderno: cosa che, direbbe Baudelaire, non pu\u00f2 che riempire il Maligno di maligna soddisfazione).<\/p>\n<p>Come secondo significato, ma di natura specificamente psicologica, il medesimo vocabolario ci dice trattarsi di una \u00abidea prevalente, a contenuto per lo pi\u00f9 assurdo, che disturba il corso normale del pensiero, accompagnata da ansia\u00bb.<\/p>\n<p>Come terzo significato &#8211; infine &#8211; la parola, per estensione, pu\u00f2 anche designare \u00abuna preoccupazione angosciosa e persistente\u00bb.<\/p>\n<p>La radice etimologica ha a che fare con l&#8217;idea dell&#8217;assedio di qualcosa da parte di qualcuno; infatti, il \u00abDizionario Etimologico\u00bb di Giacomo Devoto spiega che la parola &quot;ossessione&quot; deriva dal latino &quot;obsessio, -onis&quot; e vale &quot;occupazione&quot;; si tratta di un \u00abnome d&#8217;azione di &quot;obsidere&quot;, &quot;assediare&quot;, composto di &quot;ob&quot; e &quot;sedere&quot;, con normale passaggio di &quot;-\u0115&quot; in &quot;-\u012d&quot; in sillaba interna aperta\u00bb; da cui &quot;ossesso&quot;, \u00abdal latino &quot;obsessus&quot;, participio passato di &quot;obsidere&quot;, &quot;assediare&quot;\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;ossessione \u00e8, dunque, una idea fissa che genera angoscia; una idea maniacale, allucinatoria, delirante, che perseguita un essere umano; un pensiero compulsivo, incontrollato e incontrollabile, che altera l&#8217;equilibrio della personalit\u00e0 ed impedisce al soggetto di vedere le cose distintamente, lucidamente, responsabilmente.<\/p>\n<p>Ora, le domande da farsi sono: in quale misura siamo ossessionati; in quale misura l&#8217;ossessione entra a far parte delle nostre vite; in quale misura il mondo moderno \u00e8 un mondo ossessionato, invasato da idee assurde, che sconvolgono la vita e generano angoscia e smarrimento?<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;urlo\u00bb di Evard Munch \u00e8 il ritratto impietoso di questa nostra condizione; cos\u00ec come lo sono le \u00abMaschere nude\u00bb di Luigi Pirandello; cos\u00ec come lo sono la Fosca di Tarchetti, la contessa Livia di Camillo Boito, la Lupa di Verga, la Marina di Malombra, di Fogazzaro; cos\u00ec come lo sono i folli impiegatucci di Gogol, i demoni di Dostojevskij, gli allucinati protagonisti di molti racconti di Poe, di Maupassant e di Lovecraft, gli uomini masochisti di Von Sacher Masoch, i personaggi autodistruttivi di Federigo Tozzi, il professor Aschenbach di Thomas Mann e tanti altri, il cui nome \u00e8 legione.<\/p>\n<p>L&#8217;ossessione insorge quando un individuo ha smarrito il proprio baricentro spirituale, quando la sua anima si \u00e8 confusa e la sua mente ha perso l&#8217;equilibrio; quando i valori si disgregano, quando la volont\u00e0 \u00e8 impari all&#8217;intelligenza, quando si apre una voragine fra la valutazione obiettiva delle proprie possibilit\u00e0 e le aspettative coltivate in segreto.<\/p>\n<p>Si \u00e8 ossessionati dal sesso, come il protagonista di \u00abA ciascuno la sua notte\u00bb di Julien Green; dalla smania della &quot;roba&quot;, come Mastro-Don Gesualdo; dalla rivoluzione, come il protagonista de \u00abL&#8217;impazienza\u00bb di Trifonov; dall&#8217;invidia, come il protagonista del romanzo omonimo di Ole\u0161a; dall&#8217;odio per il proprio benefattore, come Barkilphedro ne \u00abL&#8217;uomo che ride\u00bb di Victor Hugo (su quest&#8217;ultimo, cfr. il nostro articolo \u00abAlcune riflessioni sulla reale natura dell&#8217;odio\u00bb, apparso sul sito di Arianna in data 19\/05\/2007); dalla gelosia, come l&#8217;Otello di Shakespeare; dal fumo, come il giovane Zeno Cosini di Svevo; da una diva sexy del cinema, come i protagonisti de \u00abIl club dei fan\u00bb di Irving Wallace; dalla propria paura, come il Don Abbondio di Manzoni; dal delitto come affermazione di superomismo, come il Raskolnikov di \u00abDelitto e castigo\u00bb; da una poverissima cameriera messicana dalle ciabatte sfondate, come il protagonista di \u00abChiedi alla polvere\u00bb di John Fante.<\/p>\n<p>Ce n&#8217;\u00e8 per tutti i gusti e per tutte le epoche, da Don Chisciotte che \u00e8 ossessionato dalle avventure dei cavalieri erranti, al maggiordomo de \u00abIl cuore rivelatore\u00bb di Poe, che \u00e8 ossessionato dall&#8217;occhio di avvoltoio del suo vecchio padrone.<\/p>\n<p>E ancora, passando dalla letteratura al cinema, si pu\u00f2 rimanere ossessionati dal timore di essere dei vigliacchi, come Gary Cooper nel film \u00abCordura\u00bb di Robert Rossen; da un urlo che distrugger\u00e0 il mondo, come nel film \u00abL&#8217;urlo\u00bb di Jerzy Skolimowski; da un vecchio amore che ritorna con furia distruttiva, come in \u00abLa signora della porta accanto\u00bb di Truffaut; dall&#8217;ingombrante mito del padre eroe, per poi scoprire che era una traditore, come in \u00abStrategia del ragno\u00bb di Bertolucci; dal ginocchio di una bella ragazza, come ne \u00abLe genou de Claire\u00bb di Rohmer; dallo spettro della vecchiaia che avanza, come in \u00abViale del tramonto\u00bb di Billy Wilder; dal rancore per l&#8217;ex moglie, per il caldo afoso, per la citt\u00e0 e per il mondo intero, come in \u00abUn giorno di ordinaria follia\u00bb di Joel Schumacher; dall&#8217;angoscia per la bomba atomica dei Cinesi, come Jonas Persson in \u00abLuci d&#8217;inverno\u00bb di Bergman; dal mito del fantastico Eldorado, come in \u00abAguirre, furore di Dio\u00bb di Werner Herzog.<\/p>\n<p>Se, poi, dal cinema si passa alla vita reale e alla storia degli ultimi tre secoli, si rimane disorientati dalla vastit\u00e0 e dalla diffusione del fenomeno: uno \u00e8 ossessionato dal &quot;pericolo giallo&quot; o dagli Ebrei; un altro \u00e8 ossessionato dai dischi volanti e dalle creature extraterrestri; un terzo \u00e8 ossessionato dalle pi\u00f9 strane divinit\u00e0, dalle pi\u00f9 improbabili sette e dai relativi rituali.<\/p>\n<p>Ma tutte le ossessioni della modernit\u00e0, fino a quella &#8211; pi\u00f9 recente &#8211; della macchina, che le riassume e le compendia, sono figlie, in qualche modo, dell&#8217;ossessione originaria, scaturita dall&#8217;ideologia delirante di un progresso illimitato &#8211; una ideologia estranea al mondo pre-moderno -, diffusa dai &quot;philosphes&quot; illuministi con la loro mania paranoide di voler portare a tutti, che lo volessero o no, i \u00ablumi\u00bb della Ragione, liberandoli e salvandoli dalle tenebre abiette dell&#8217;oscurantismo, della superstizione e della religione.<\/p>\n<p>Invero vi \u00e8 qualcosa di maniacale, di compulsivo, di malato, nella personalit\u00e0 di un Rousseau, ossessionato dalla perduta bont\u00e0 originaria dell&#8217;uomo anteriormente alla civilt\u00e0; cos\u00ec come vi \u00e8 qualcosa di maniacale nella febbre egualitaria e giustizialista di un Saint-Just o, ancora, nel delirio sessuale, perverso e paranoico, di un De Sade: tutte anime che si sono confuse, menti che hanno perso l&#8217;equilibrio, popolando la propria vita &#8211; e quella altrui &#8211; di ombre mostruose.<\/p>\n<p>I filosofi della tarda modernit\u00e0 non sfuggono a questo destino, al pari delle teste coronate e dei &quot;giustizieri&quot; anarchici di queste ultime. L&#8217;ossessione superomistica di Nietzsche lo trascina nei vortici della follia, similmente a quanto accade a re Ludwig di Baviera, preso dalla sua ossessione artistica e musicale. L&#8217;ossessione della fuga dal proprio personaggio pubblico porta l&#8217;imperatrice Elisabetta d&#8217;Asburgo a vagabondare irrequieta attraverso mezzo mondo, fino ad incrociare i passi del suo assassino, il &quot;vendicatore&quot; Luccheni, ossessionato dall&#8217;idea di togliere di mezzo i simboli viventi del potere.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 le ossessioni penetrano con tanta facilit\u00e0 nella cittadella del nostro io, apparentemente cos\u00ec razionale, cos\u00ec sicuro di s\u00e9, cos\u00ec imbevuto di fiducia nel progresso?<\/p>\n<p>Forse perch\u00e9 quell&#8217;io si regge su una menzogna fondamentale; su un tradimento originario verso la parte pi\u00f9 vera di noi stessi; verso ci\u00f2 che potremmo essere, se solo avessimo il coraggio di volerlo essere realmente?<\/p>\n<p>Forse perch\u00e9 abbiamo venduto la vita della nostra anima per un piatto di lenticchie: quelle cose inerti, quei beni materiali con i quali il consumismo ci adesca e ci seduce, soffocando e uccidendo la nostra parte migliore, quella che vorrebbe guardare verso l&#8217;alto?<\/p>\n<p>Forse perch\u00e9, inseguendo il dominio illimitato sulle cose, abbiamo voltato le spalle a ci\u00f2 che pi\u00f9 conta: imparare a guardarci dentro con onest\u00e0 e trasparenza; imparare a volerci bene senza troppe indulgenze e senza sciocco narcisismo?<\/p>\n<p>Non potrebbe darsi che, a ben guardare, tutte le nostre ossessioni si riducano a una sola, quella di non saper essere se stessi; e che l&#8217;ossessione delle cose o delle persone, non sia che il travestimento del rimorso e del senso di colpa per non aver dato ascolto alla sola cosa per cui vale la pena vivere: sforzarsi, giorno per giorno, di divenire se stessi, fino a poter sostenere il proprio sguardo nello specchio?<\/p>\n<p>Werther era ossessionato dal suo amore infelice per la bella Lotte, cos\u00ec come Faust lo era dal sogno dell&#8217;eterna giovinezza: ma che cosa \u00e8 questo, se non la spia di una incapacit\u00e0 di accettarsi per quel che si \u00e8, con le proprie debolezze e imperfezioni, con le proprie vilt\u00e0 e paure, ma anche con la coscienza di essere fedeli a se stessi: con l&#8217;altro se possibile, e se no senza di lui; con il vantaggio della giovent\u00f9, finch\u00e9 esso esiste, e poi senza di esso?<\/p>\n<p>Le persone non cadrebbero preda delle loro ossessioni, se non smarrissero la barra del timone nel mare agitato della vita.<\/p>\n<p>Se gli occhi di una graziosa fanciulla o se le nostre stesse rughe viste nello specchio sono sufficienti a ossessionarci, allora vuol proprio dire che abbiamo ben poca fiducia in noi stessi, ben poca stima di noi stessi, ben poco amore per noi stessi.<\/p>\n<p>Vi sono persone che, abbandonate dall&#8217;amante, non si rassegnano e non riescono a pensare ad altro: diventano moleste, aggressive, persecutrici; oppure cadono in depressione, si ammalano, tentano il suicidio.<\/p>\n<p>A volte non sono state realmente abbandonate, perch\u00e9 non sussisteva alcuna relazione: hanno fatto tutto da sole; da sole hanno creduto che vi fosse una storia d&#8217;amore, da sole hanno creduto di essere state tradite, deluse, respinte, quando &#8211; invece &#8211; non erano mai state ricambiate.<\/p>\n<p>Cos\u00ec il protagonista della commovente novella \u00abIl Re di Spagna\u00bb, ne \u00abI racconti di Pietroburgo\u00bb di Nikolai Gogol; cos\u00ec i protagonisti di tanti fatti di cronaca nera, che arrivano al delirio e al delitto, perch\u00e9 non sopportano la perdita di un amato bene che non hanno mai posseduto, se non nella loro malata fantasia.<\/p>\n<p>Anche nella nostra esperienza personale abbiamo incontrato pi\u00f9 volte simili dinamiche illusorie e distruttive; un nostro carissimo amico \u00e8 addirittura perseguitato da una intera famiglia, ma specialmente dalle componenti femminili di essa, le quali, rimaste deluse in non si sa quali assurde e immotivate aspettative, sembrano decise ad esigere una spiegazione, una riparazione, una vendetta, forse&#8230;<\/p>\n<p>\u00c8 incredibile come il mondo sia pieno di queste figure spettrali, allucinate, potenzialmente distruttive, che si aggirano gonfie di frustrazione e di aggressivit\u00e0 pronta ad esplodere: ora supplichevoli e insistenti, ora minacciose e violente: anime perse, che non hanno mai saputo guardarsi dentro e riconoscersi per quel che sono, ma che hanno preferito costruire dei castelli di sabbia nella loro immaginazione, allo scopo di poter rovesciare sugli altri la responsabilit\u00e0 dei loro ripetuti, continui fallimenti esistenziali.<\/p>\n<p>\u00abAh, se solo lei non mi avesse lasciato&#8230;\u00bb; \u00abAh, se solo lui mi avesse capita&#8230;\u00bb; \u00abAh, se solo questo e se solo quello&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Che tristezza; eppure sono in tanti, in tantissimi a fare cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 un errore, il pi\u00f9 grave di tutti: il tradimento verso se stessi, camuffato da amore deluso verso gli altri.<\/p>\n<p>\u00abChe errore, comportarsi cos\u00ec!\u00bb, mormora l&#8217;archeologo interpretato da Charles Dance, un attimo prima di spirare accanto al cadavere dell&#8217;amata Helen Mirren, nel film di James Dearden \u00abL&#8217;isola di Pascali\u00bb, allorch\u00e9 si rende conto che a tradirlo, facendolo cadere in una mortale imboscata dei soldati turchi, \u00e8 stato proprio quel Ben Kingsley, ossessionato dallo squallore della propria mediocrit\u00e0 e dal sogno di una vita diversa, al quale aveva offerto la propria amicizia e gli strumenti per spiccare il volo verso un&#8217;esistenza pi\u00f9 piena e pi\u00f9 autentica.<\/p>\n<p>\u00abChe errore, comportarsi cos\u00ec!\u00bb: dovremmo mettere questa frase in cornice e guardarla fissa almeno una volta al giorno, per non scordarcene mai.<\/p>\n<p>Che errore, non essere capaci di vivere la propria vita, e riversare sugli altri, sulle situazioni, persino sugli oggetti, la rabbia e l&#8217;amarezza per tale incapacit\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 a tutti gli sbagli c&#8217;\u00e8 rimedio, tranne forse che a questo: fabbricarsi dei nemici di comodo, delle inverosimili congiure, delle perfidie da parte del destino, per non dover fare l&#8217;unica cosa veramente degna di un essere umano: guardarsi, riconoscersi, accettarsi ed amarsi per ci\u00f2 che si \u00e8, pur decisi a lavorare su se stessi per migliorarsi sempre, ogni giorno e ogni minuto.<\/p>\n<p>Che errore, lasciarsi invadere e dominare dalle ossessioni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 una ossessione? 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