{"id":27638,"date":"2016-08-28T09:31:00","date_gmt":"2016-08-28T09:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/28\/orwell-la-vera-francia-e-le-lenti-deformanti-deglintellettuali-progressisti\/"},"modified":"2016-08-28T09:31:00","modified_gmt":"2016-08-28T09:31:00","slug":"orwell-la-vera-francia-e-le-lenti-deformanti-deglintellettuali-progressisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/28\/orwell-la-vera-francia-e-le-lenti-deformanti-deglintellettuali-progressisti\/","title":{"rendered":"Orwell, la \u201cvera\u201d Francia e le lenti deformanti degl\u2019intellettuali progressisti"},"content":{"rendered":"<p>George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (Mothiari, India, 25 giugno 1903-Londra, 21 gennaio 1950), \u00e8 un perfetto esempio di intellettuale britannico progressista, antifascista e bene intenzionato: i suoi due romanzi, <em>La fattoria degli animali<\/em>, (<em>Animal Farms<\/em>, 1945) e <em>1984<\/em> (<em>Nineteen Eighty-Four<\/em>, 1948), pi\u00f9 il reportage <em>Omaggio alla Catalogna<\/em> (<em>Homage to Catalonia<\/em>, 1938) gli hanno valso la fama internazionale, e, insieme ad essa, una solida posizione quale scrittore non solo impegnato sul piano civile e politico-sociale, ma illuminato e quasi preveggente; giudizio ormai definitivamente accreditato, che gli vale un posto inamovibile nell&#8217;Olimpo delle celebrit\u00e0 letterarie del XX secolo.<\/p>\n<p>Non staremo qui a discutere se la sua gloria sia meritata, da un punto di vista strettamente letterario: semmai, ne riparleremo in altro luogo; quel che c&#8217;interessa, ora, \u00e8 mostrare come, nell&#8217;atteggiamento intellettuale di Orwell, vi siano, concentrati in altissimo grado, tutti gli ingredienti essenziali che hanno caratterizzato quel certo tipo di scrittore del secolo scorso, il quale, in nome del suo &quot;antifascismo&quot;, ha diritto alla gratitudine eterna e alla devota ammirazione del pubblico europeo e mondiale, per essersi schierato dalla parte &quot;giusta&quot; della barricata, laddove altri scrittori e altri intellettuali &#8212; come C\u00e9line, come Hamsun, come Gentile e come Heidegger &#8212; scelsero si stare dalla parte sbagliata. E poco importa se, pur di combattere il fascismo, questi eroi antiveggenti non esitarono a fiancheggiare il comunismo, e sia pure, come nel caso di Orwell, nella forma antistaliniana dei trotzkisti e degli anarchici, ideologia che, evidentemente, e almeno fino al 1945, ossia fino a quando la &quot;belva nazista&quot; non venne eliminata, pot\u00e9 godere di un supplemento di credito e di rispettabilit\u00e0, visto che anch&#8217;essa combatteva per la buona causa.<\/p>\n<p>Durante la guerra civile spagnola, Orwell, insieme alla moglie, va a combattere nelle Brigate internazionali e si becca una ferita al collo; ricoverato in ospedale, quando rientra Barcellona assiste alla repressione staliniana contro il P.O.U.M. e contro gli anarchici e deduce di partire, quasi di nascosto, considerando chiusa quella esperienza. Da buon progressista inglese con spiccate simpatie per la rivoluzione, non ha avuto esitazioni a gettarsi in una mischia che non lo riguardava affatto e a versare il sangue di una gente che non era la sua: in nome della sua ideologia, identificata con la causa della civilt\u00e0 e della libert\u00e0 del mondo, ha preso un Paese straniere quale laboratorio per l&#8217;ennesimo (e sanguinoso) esperimento politico rivoluzionario, cosa tipicamente britannica. Da tre secoli l&#8217;Inghilterra ha raggiunto la sua stabilit\u00e0 sociale e istituzionale, per cui ai suoi intellettuali non resta che andare a mescolarsi nelle lotte altrui: questi intellettuali progressisti e bene intenzionati non sono alieni dal versare il sangue, ma in casa d&#8217;altri, mai in casa propria.<\/p>\n<p>Quanto sia stato onesto intellettualmente il suo modo di raccontare la guerra civile spagnola, lo si pu\u00f2 desumere dal fatto che, se fosse stato per lui e per tutti quelli come lui, nessuno, fuori di quel Paese, avrebbe mai saputo che le atrocit\u00e0 non furono commesse solo dai franchisti, ma anche dai repubblicani: al massimo, sapremmo delle repressioni comuniste contro l&#8217;estrema sinistra; ma nulla di nulla circa la persecuzione anticristiana, l&#8217;assassinio di migliaia di preti e frati, l&#8217;incendio di conventi e le violenze contro le suore. No, queste cose un <em>gentleman<\/em> inglese non le racconta: potrebbero incrinare l&#8217;immagine di un fronte antifascista che va identificato con la causa del Bene, e sia pure con qualche nodo irrisolto e qualche contraddizione interna. E poi, a un <em>gentleman<\/em> inglese poco importa se qualche migliaio di preti cattolici vengono ammazzati; anzi, diciamo pure che non se ne dispera affatto. Sia pure in maniera un po&#8217; sbrigativa, la strada per l&#8217;emancipazione dell&#8217;umanit\u00e0 dagli oscurantismi e dalle repressioni passa anche per simili vicende; e non \u00e8 il caso di scandalizzarsi per cos\u00ec poco. Se, invece, ad essere ammazzati e imprigionati sono alcune migliaia di anarchici e trotzkisti, allora la cosa cambia decisamente aspetto. Non \u00e8 un modo di agire da veri <em>gentlemen<\/em>, questo: e un intellettuale come Orwell mostra tutto il suo sconcerto e la sua disapprovazione andandosene via, insalutato ospite, cos\u00ec com&#8217;era venuto.<\/p>\n<p>Ci siamo dilungati sulla guerra civile spagnola per puntualizzare un tratto caratteristico della psicologia progressista: essa \u00e8 capace d&#8217;indignazione, ma solo se le vittime sono delle sua stessa parte ideologica, o di una parte affine; se appartengono ad un&#8217;altra parrocchia, tanto peggio per loro: la cosa, in verit\u00e0, non interessa affatto. Ebbene, questo paraocchi sistematico, questa incapacit\u00e0 di guardare i problemi nella loro totalit\u00e0, sia negli aspetti che piacciono (politicamente), sia in quelli che non piacciono, insomma questa faziosit\u00e0 e questa partigianeria, emergono continuamente dal modo di ragionare di quelli come Orwell: nei loro giudizi, nel loro modo di vedere e di descrivere la realt\u00e0, che viene sistematicamente storpiata e deformata secondo le lenti ideologiche che costoro inforcano sul naso. E un buon esempio di ci\u00f2 lo si trova, ad esempio, nel giudizi sulla Francia &quot;vera&quot;, che Orwell esprime in un articolo del febbraio 1941, in piena Seconda guerra mondiale, quando gli Inglesi si aspettavano da un giorno all&#8217;altro la notizia che l&#8217;invasione hitleriana della loro isola era incominciata.<\/p>\n<p>La riflessione sul carattere della &quot;vera&quot; societ\u00e0 francese \u00e8 buttata l\u00ec in via secondaria, all&#8217;interno di un discorso assai pi\u00f9 ampio, nel quale Orwell sostiene che la Gran Bretagna mai e poi mai dovr\u00e0 addivenire a un compromesso con Hitler, ma dovr\u00e0 resistere a qualsiasi costo, anche di subire un&#8217;invasione, perch\u00e9 i suoi valori politici e civili sono all&#8217;opposto di quelli nazisti e, quindi, fra le due potenze non sarebbe possibile che una tregua, della quale i Tedeschi profitterebbero per preparare lo sbarco nelle condizioni a loro pi\u00f9 favorevoli. Dunque, si tratta solo di un inciso; e, proprio per questo, secondo noi, riveste un significato intrinseco notevole, come insegna il vecchio Plutarco (<em>Vita di Alessandro<\/em>, 1): <em>Non sempre soltanto nelle azioni pi\u00f9 appariscenti si manifestano i vizi e le virt\u00f9: spesso, anzi, un gesto insignificante, una parola, uno scherzo, manifestano l&#8217;indole di un uomo pi\u00f9 delle battaglie sanguinose e dei grandi spiegamenti di eserciti.<\/em><\/p>\n<p>Osserva, dunque, Orwell, nel suo saggio <em>Il leone e l&#8217;unicorno<\/em> (emblemi dell&#8217;Inghilterra), nel 1941 (in: George Orwell, <em>Tra sdegno e passione.<\/em> <em>Una scelta di saggi, articoli,<\/em> lettere; titolo originale: <em>The Collected essays Journalism and Letters of George Orwell<\/em>, Edited by Sonia Bromwell Orwell, 1968; traduzione dall&#8217;inglese Enzo Giachino, Milano, Rizzoli Editore, 1977, pp. 324-325):<\/p>\n<p><em>Potrebbe anche accadere che l&#8217;Inghilterra introducesse i principi elementari del socialismo, trasformasse questa guerra in una guerra rivoluzionaria e tuttavia venisse sconfitta. Questo in ogni caso \u00e8 materialmente possibile. Ma questo, per terribile che potesse risultare a tutti quelli che oggi sono adulti, sarebbe meno letale di una pace di compromesso, quale viene vagheggiata da pochi ricchi e dai loro salariati mentitori. La rovina definitiva dell&#8217;Inghilterra potrebbe solo essere compiuta da un governo inglese, che ricevesse gli ordini da Berlino. Ma ci\u00f2 non potr\u00e0 accadere se l&#8217;Inghilterra prima di allora si \u00e8 svegliata. Perch\u00e9 in quel caso la sconfitta sarebbe indiscutibile, la lotta continuerebbe l&#8217;idea sopravvivrebbe. La differenza tra il farsi sconfiggere combattendo e l&#8217;arrendersi senza combattere non \u00e8 affatto una questione di onore e di eroismo infantile. Hitler una volta disse che accettare la sconfitta distrugge l&#8217;anima di una nazione. Sembra una frase retorica, mentre invece \u00e8 un&#8217;autentica verit\u00e0. La sconfitta del 1870 non fece diminuire l&#8217;influenza mondiale della Francia. La Terza Repubblica intellettualmente esercit\u00f2 maggiore influenza di quella esercitata dalla Francia di Napoleone III. Ma il tipo di pace che P\u00e9tain, Laval e compagni hanno accettato pu\u00f2 solo essere ottenuta con la deliberata distruzione della cultura nazionale. Il governo di Vichy godr\u00e0 di una spuria indipendenza solo a patto che distrugga i segni caratteristici della cultura francese: repubblicanesimo, spirito laico, rispetto per l&#8217;intelligenza, assenza di pregiudizi razziali. Noi non potremo essere completamente sconfitti, se abbiamo compiuto prima d&#8217;allora la nostra rivoluzione. Pu\u00f2 darsi che si debba vedere truppe tedesche marciare per Whitehall, ma intanto sar\u00e0 incominciato un altro processo che, in ultima analisi, sar\u00e0 letale per i sogni di potenza tedeschi. Gli Spagnoli vennero sconfitti, ma le cose che essi impararono durante quei due anni e mezzo cos\u00ec memorabili colpiranno un giorno i fascisti spagnoli come un boomerang.<\/em><\/p>\n<p>E questo sarebbe quel genio letterario che, col romanzo <em>1984<\/em>, \u00e8 stato salutato come uno dei pi\u00f9 grandi profeti dell&#8217;umanit\u00e0, e sia pure in senso negativo? Come si vede da questo brano, Orwell, in piena Seconda guerra mondiale, non aveva capito assolutamente nulla di quale fosse la posta n gioco; cos\u00ec come non aveva capito nulla &#8212; ne fa fede l&#8217;osservazione finale &#8212; della guerra civile spagnola, cui aveva partecipato. Si \u00e8 perfino imbarazzati davanti a tanta ingenuit\u00e0 barricadiera: pensare che la Gran Bretagna &#8211; che, nella persona di Winston Churchill, aveva deciso di lottare contro Hitler fino al totale annientamento del nazismo (proprio come voleva il Nostro) &#8211; avrebbe adottato la strategia vincente se si fosse messa a diffondere il socialismo rivoluzionario nel mondo, e non aver compreso ch&#8217;essa voleva soltanto difendere, egoisticamente e anacronisticamente, il suo immenso impero coloniale, facente perno sul &quot;gioiello della Corona&quot;, l&#8217;India, quello stesso Impero che, solo due anni dopo la fine della guerra, gli Inglesi dovr\u00e0 abbandonare in fretta e furia, lasciandolo nel caos e nella guerra civile fra Ind\u00f9 e Musulmani.: beata ingenuit\u00e0 di questi sognatori di sinistra, di questi romantici inguaribilmente malati di giacobinismo d&#8217;accatto!<\/p>\n<p>E veniamo al giudizio sulla Francia. Orwell afferma che la Terza Repubblica, pur essendo nata da una bruciante sconfitta &#8212; quella del 1870 &#8211; ha esercitato una influenza intellettuale pi\u00f9 forte della Francia di Napoleone III: questa \u00e8 una sua valutazione, ed \u00e8 un suo diritto farla. Ma quando passa a sostenere che la ragione di ci\u00f2 va ricercata nel fatto che la Terza Repubblica ha espresso la &quot;vera Francia&quot;, i &quot;veri&quot; valori francesi &#8211; repubblicanesimo, spirito laico, rispetto per l&#8217;intelligenza, assenza di pregiudizi razziali -, ebbene, a questo punto egli sta falsificando la realt\u00e0, la sta modellando a sua immagine e somiglianza: perch\u00e9, per un intellettuale progressista, il mondo &quot;vero&quot; \u00e8 questo: laico, repubblicano, intelligente e senza pregiudizi; mentre tutto ci\u00f2 che non rientra nel suo schema \u00e8 clericale, assolutista, stupido e razzista. I progressisti sino tutti cos\u00ec, tutti uguali: per loro il mondo si divide in due schieramento, senza sfumature: da una parte l&#8217;Illuminismo e la sua tradizione, dall&#8217;altra l&#8217;Oscurantismo e le sue brutture; l&#8217;uno marcia al passo del Progresso, l&#8217;altro si sforza inutilmente di resistervi (inutilmente, perch\u00e9 \u00e8 stupido per definizione: ma verr\u00e0 sconfitto comunque). Il progressista \u00e8 un fanatico che non sa, n\u00e9 vuole ammettere, di esserlo; un bigotto animato da uno spirito religioso pi\u00f9 angusto di quello clericale: ed \u00e8 questa la ragione per cui i progressisti vanno cos\u00ec d&#8217;accordo con i cristiani di sinistra, con i cattocomunisti. \u00c8 l&#8217;incontro di due mentalit\u00e0 ottuse e arroganti, convinte di avere la verit\u00e0 in esclusiva e di essere state chiamate da Dio a estirpare il male dal mondo. Il male, infatti, nel 1941, era il fascismo, non il comunismo. Il comunismo andava bene perch\u00e9 Stalin metteva venti milioni di baionette sul piatto della bilancia, per sconfiggere Hitler e Mussolini. Ci\u00f2 non era ancora accaduto quando Orwell scriveva, nel febbraio (l&#8217;Operazione Barbarossa sarebbe scattata il 22 giugno): ma \u00e8 significativo che il nemico, per lui, sia solo Hitler, non certo Stalin, bench\u00e9 questi, all&#8217;epoca, formalmente fosse ancora alleato di quello; e bench\u00e9 avesse visto come agivano, in Spagna, i seguaci di Stalin, non solo contro i fascisti, ma anche contro i &quot;compagni&quot; dell&#8217;estrema sinistra. Be&#8217;, visto che Stalin non aveva intenzione di fare la rivoluzione mondiale, ci avrebbe pensato la Gran Bretagna: questo, in estrema sintesi, il ragionamento, o piuttosto l&#8217;auspicio, del nostro Autore.<\/p>\n<p>E ora, torniamo alla Francia. Orwell \u00e8 convinto che la <em>vera<\/em> Francia sia quella massonica e radicale, anticattolica, laicista, filo-semita, insomma la <em>gauche<\/em>: ma che cosa lo porta a crederlo? Egli non lo spiega; lo afferma soltanto. Fa coincidere la verit\u00e0 con le sue opinioni. Che ci sia anche una Francia moderata, cattolica, che ama Dio, la patria e la famiglia, non lo vuole ammettere; semmai, essa gli pare una Francia retriva e meritevole di scomparire. Da buon progressista, nega il diritto d&#8217;esistere ai &quot;conservatori&quot;: essi non rientrano nel quadro che gli \u00e8 gradito, e, come un pittore selettivo, li elimina dal suo orizzonte. N\u00e9 una parola di gratitudine per quei Francesi che, nel 1940, si son fatti massacrare per levar le castagne dal fuoco a Mr. Churchill. Naturale: a Sua Maest\u00e0, tutto \u00e8 dovuto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (Mothiari, India, 25 giugno 1903-Londra, 21 gennaio 1950), \u00e8 un perfetto esempio di intellettuale britannico progressista, antifascista e bene<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[92],"class_list":["post-27638","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27638","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27638"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27638\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27638"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27638"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27638"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}