{"id":27636,"date":"2011-05-15T08:09:00","date_gmt":"2011-05-15T08:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/15\/il-vero-problema-per-jose-ortega-y-gasset-e-che-la-societa-non-possiede-piu-una-morale\/"},"modified":"2011-05-15T08:09:00","modified_gmt":"2011-05-15T08:09:00","slug":"il-vero-problema-per-jose-ortega-y-gasset-e-che-la-societa-non-possiede-piu-una-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/15\/il-vero-problema-per-jose-ortega-y-gasset-e-che-la-societa-non-possiede-piu-una-morale\/","title":{"rendered":"Il vero problema, per Jos\u00e9 Ortega y Gasset, \u00e8 che la societ\u00e0 non possiede pi\u00f9 una morale"},"content":{"rendered":"<p>Rileggere Ortega y Gasset \u00e8 una operazione sempre attuale e sempre necessaria, poich\u00e9 i pericoli della societ\u00e0 di massa da lui evidenziati, nel suo saggio \u00abLa ribellione delle masse\u00bb, sono ancora gli stessi, semmai pi\u00f9 urgenti e minacciosi, bench\u00e9 l&#8217;opera del filosofo spagnolo sia stata scritta nell&#8217;ormai lontano (lontano?) 1930.<\/p>\n<p>Vale la pena di rileggerlo, dunque, perch\u00e9 egli \u00e8 stato uno dei non molti autori che hanno saputo cogliere in pieno il fenomeno degenerativo dell&#8217;uomo moderno, dell&#8217;uomo-massa, quando ancora buona parte degli intellettuali europei si attardavano a ragionare sull&#8217;uomo secondo categorie ottocentesche o, addirittura, settecentesche, vale a dire illuministe e piattamente, acriticamente ottimiste, fiduciose nei due talismani della democrazia e del progresso &#8211; inteso, quest&#8217;ultimo, essenzialmente come aumento quantitativo dei beni e dei servizi e come perfezionamento dell&#8217;apparato tecnico-industriale.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 opportuno saperlo rileggere liberamente, senza addentrarsi specificamente nel processo del suo pensiero storico e sociologico e senza fare, pertanto, della filologia filosofica; \u00e8 opportuno rileggerlo con la consapevolezza di cittadini del terzo millennio, che sanno di non avere pi\u00f9 molto tempo a disposizione, perch\u00e9 la situazione si \u00e8 di molto aggravata in questi ultimi ottant&#8217;anni e il tempo per correre ai ripari \u00e8 ormai quasi scaduto.<\/p>\n<p>Anzitutto, Ortega y Gasset non teme di distinguere la categoria della vita nobile da quella della vita volgare: caratterizzate, la prima dal concetto di forza, la seconda da quello d&#8217;inerzia; per concludere che il mondo moderno, il mondo dell&#8217;uomo-massa, si svolge ormai all&#8217;insegna dell&#8217;inerzia e, quindi, della vita volgare.<\/p>\n<p>Dai suoi tempi, il democraticismo rozzo e petulante ha fatto passi da gigante e il solo parlare di &quot;vita nobile&quot; e di &quot;vita volgare&quot; suscita una reazione istintiva non solo negli intellettuali, tutti debitamente progressisti e democraticisti, ma anche nelle persone comuni e illetterate, perch\u00e9 sa maledettamente di aristocratico; e ormai il clich\u00e9 dell&#8217;aristocrazia come di una forza sociale obbrobriosa, che ha sfruttato il sangue del popolo per secoli e millenni, si \u00e8 definitivamente insediato nell&#8217;immaginario collettivo e tutto ci\u00f2 che sa di aristocratico provoca, nel migliore dei casi, fastidio e irritazione.<\/p>\n<p>Poco importa se &quot;aristocratico&quot; significa, alla lettera, &quot;il migliore&quot;, e se tutti i filosofi pi\u00f9 grandi, a cominciare da Platone, hanno sempre sostenuto che la societ\u00e0 dovrebbe essere guidata dai migliori: ormai il credo democratico, secondo il quale tutti gli uomini sono uguali non solo nei diritti, ma anche nelle capacit\u00e0 e nello spirito di dedizione al bene comune, ha diffuso universalmente l&#8217;dea che non deve esservi nulla di &quot;nobile&quot; che si distingua da ci\u00f2 che \u00e8 &quot;plebeo&quot;, perch\u00e9 tutto deve essere uguale a tutto e nessuno deve poter emergere: pena, il vedere vanificata la &quot;sacra&quot; Rivoluzione francese e ristabilito l&#8217;odioso Ancien R\u00e9gime.<\/p>\n<p>In base al Pensiero Unico democratico, oggi imperante, non si pu\u00f2 dire che esistono cose volgari, idee volgari, persone volgari: bisogna proclamare otto volte al giorno che tutti sono ugualmente nobili, confondendo in maniera marchiana la pari dignit\u00e0 e, in ultima analisi, la sacralit\u00e0 di ogni anima umana, con ci\u00f2 che, poi, i singoli individui decidono di fare della propria vita; confondendo, cio\u00e8, la nobilt\u00e0 della natura umana, quale essa pu\u00f2 diventare a prezzo di impegno, lavoro e fatica, e la pretesa nobilt\u00e0 di ogni comportamento umano, fosse pure il pi\u00f9 volgare, il pi\u00f9 vile, il pi\u00f9 spregevole.<\/p>\n<p>Dunque, diciamolo forte e chiaro: non tutte le esistenze umane sono spese all&#8217;insegna della nobilt\u00e0; molte, al contrario, sprofondano, sovente per una libera scelta, nel fango dell&#8217;abiezione, dell&#8217;egoismo distruttivo, della malvagit\u00e0 intenzionale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero che tutte le filosofie sono uguali; che tutti i comportamenti umani si equivalgono; che l&#8217;importante \u00e8 sviluppare pienamente la propria libert\u00e0, concepita come arbitrio individuale e come assenza di obblighi e di doveri; non \u00e8 vero che tutte le verit\u00e0 hanno lo stesso valore, che ciascuno \u00e8 padrone di stabilire e perseguire la propria personale verit\u00e0; e non \u00e8 vero che spendere la propria vita nella ricerca esclusiva del piacere e del potere \u00e8 la stessa cosa che spenderla per conseguire saggezza, consapevolezza e rispetto del bene universale.<\/p>\n<p>Qui c&#8217;\u00e8 un grosso equivoco da chiarire, una volta per tutte; un equivoco che \u00e8 stato alimentato ad arte: se \u00e8 vero, infatti, che ogni vita merita amore e rispetto (e non solo quella degli umani, ma anche delle creature non umane), \u00e8 altrettanto chiaro che non meritano lo stesso rispetto tutte le forme in cui la vita si realizza: quella dello spacciatore di droga, ad esempio, o dello sfruttatore di donne, non merita certo lo sesso rispetto di quella di colui che vive cercando di aiutare il prossimo e rispettare il pi\u00f9 debole.<\/p>\n<p>Anche se possiamo immaginare che dietro una vita mal spesa vi siano, a loro volta, dei tristi precedenti di ignoranza e, forse, di violenza, ci\u00f2 dovrebbe indurre alla compassione, ma non alla confusione del giudizio morale: il fatto che un violentatore pedofilo abbia, magari, subito a sua volta degli abusi sessuali quand&#8217;era piccolo, dovrebbe insegnarci a non giudicare con troppa facilit\u00e0, ma &#8211; d&#8217;altra parte &#8211; non pu\u00f2 e non deve diventare una ragione per l&#8217;indifferentismo etico, per il permissivismo e per una colpevole indulgenza nei confronti del male.<\/p>\n<p>Soprattutto, non dobbiamo esitare a chiamare le cose con il loro nome e, quindi, a dichiarare che una vita spesa a vantaggio del bene \u00e8 una vita nobile e degna di essere portata ad esempio, mentre una vita all&#8217;insegna dell&#8217;egoismo e della prevaricazione \u00e8 volgare e chi la pratica non merita alcuna considerazione, alcuna tolleranza, alcuno sconto, fino a quando non decida di ravvedersi, di riparare al male fatto e di espiare le proprie colpe.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;analisi di Ortega y Gasset, noi siamo anzitutto ci\u00f2 che il nostro mondo ci invita ad essere: e il mondo moderno, il mondo dell&#8217;uomo-massa, ci invita continuamente ad essere delle volgari nullit\u00e0, preoccupate solo di saziare il ventre e i bassi appetiti e di esercitare una qualche forma di potere o di autorit\u00e0 sui nostri simili, non in base a dei meriti effettivi, ma unicamente in base alla furbizia, al cinismo e alla mancanza di scrupoli.<\/p>\n<p>Si \u00e8 instaurata, nel corso dell&#8217;ultimo secolo, una vera e propria pedagogia alla rovescia, una vera e propria selezione dei peggiori, ai quali si aprono tutte le strade dell&#8217;affermazione sociale, del predominio culturale e del potere economico e politico; selezione dei peggiori che si regge sulla menzogna democraticista, secondo cui tutti gli uomini possiederebbero uguali meriti e uguali competenze e tutti sarebbero degni di uguale stima, purch\u00e9 si adattino perfettamente al modello etico, politico e culturale dominante.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 dell&#8217;uomo-massa ha prodotto addirittura una apposita scienza, la psichiatria, per &quot;normalizzare&quot; sempre pi\u00f9 gli individui potenzialmente ribelli e per omologare, appiattire, spogliare di ogni originalit\u00e0, tutti i suoi membri; una scienza il cui braccio armato, la psicoanalisi freudiana, funziona come una solerte forza di polizia mentale, il cui scopo \u00e8 persuadere l&#8217;individuo che non vi \u00e8 pace se non nel fare propri tutte le dottrine, tutti i comportamenti, tutte le aberrazioni della cosiddetta &quot;civilt\u00e0&quot;, a cominciare dalle sue stesse, deliranti teorie psicologiche sul padre, sull&#8217;invidia del pene, sull&#8217;incesto, su Dio e sulla nascita delle nevrosi.<\/p>\n<p>In luogo di un individuo creativo, che offre ai suoi simili la ricchezza del suo pensiero e delle sue emozioni, la societ\u00e0 moderna tende a riprodurre individui grigi e conformisti, non importa se ammantati delle vesti ridicole dell&#8217;anticonformismo di massa; individui stanchi e rassegnati, che non si meravigliano pi\u00f9 di nulla, che credono solo nella religione della scienza materialista e del progresso quantitativo; bambini che, a sei anni, sembrano gi\u00e0 dei vecchietti vissuti e annoiati, senza spontaneit\u00e0, senza fantasia, senza gioia e senza occhi per vedere la bellezza del mondo e per gioirne e provarne gratitudine.<\/p>\n<p>Ora, secondo Ortega y Gasset, per la prima volta dalla notte dei tempi, la storia d&#8217;Europa appare affidata alla decisione dell&#8217;uomo volgare; o, in altri termini, per la prima volta l&#8217;uomo volgare, che, in passato, si lasciava dirigere, ora ha deciso di governare il mondo (ai tempi in cui scriveva il filosofo spagnolo, l&#8217;Europa dirigeva ancora il mondo).<\/p>\n<p>Dunque, se prima esisteva un centro direzionale della vita politica europea, della sua economia, della sua cultura, ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9; al suo posto, vi sono una miriade di egoismi individuali, di presunzioni individuali, di ignoranze individuale, sorretti, chiss\u00e0 perch\u00e9, dalla convinzione di essere legittimati da una filosofia dei diritti e, quindi, di esercitare un legittimo ruolo storico.<\/p>\n<p>Il &quot;bimbo viziato&quot; della storia europea, il &quot;signorino insoddisfatto&quot;, \u00e8 salito alla ribalta, rivendica i suoi diritti, pretende il suo spazio: \u00e8 l&#8217;erede che si comporta esclusivamente come erede, colui che non ha dovuto faticare per guadagnarsi la propria posizione, ma sfrutta la fatica altrui e, in compenso, ha dei formidabili appetiti da far valere.<\/p>\n<p>Il &quot;bimbo viziato&quot; della civilt\u00e0 moderna \u00e8 pieno di tendenze incivili; \u00e8, alla lettera, un nuovo barbaro, con l&#8217;aggravante che non sa di esserlo, ma pensa e si comporta, anzi, come se lui solo rappresentasse il concentrato di ci\u00f2 che \u00e8 &quot;civile&quot;; \u00e8 l&#8217;uomo medio che si \u00e8 insediato nel mondo della sovrabbondanza dei mezzi, che lui percepisce solo in senso quantitativo; e i cui orizzonti, le cui aspirazioni, la cui volont\u00e0 non si dirigono mai verso la propria interiorit\u00e0, che non esiste, ma unicamente verso il mondo esterno, che ritiene essere l\u00ec a sua completa disposizione.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo medio \u00e8, per formazione e per vocazione, uno specialista: non vede la complessit\u00e0 dei problemi, ma solo quel segmento di essi su cui pu\u00f2 e vuole esercitare una competenza specifica, una forma di dominio; e il mondo moderno \u00e8, in sintesi, la barbarie dello specialismo eretto a sistema, dello specialismo svincolato da qualunque sistema di etica.<\/p>\n<p>Lo Stato moderno \u00e8 il risultato della tirannia dell&#8217;uomo massa che, per la prima volta nella storia, pretende di riferire ogni cosa a s\u00e9, non si lascia dirigere, non si lascia organizzare, non si lascia formare, ma esige che tutto s&#8217;inchini al suo numero, alla sua volgarit\u00e0, al suo specialismo: uno Stato fuori controllo, senza un centro propulsore e senza un ideale; che nasce unicamente dalla somma matematica dei suoi componenti e che sta correndo chiss\u00e0 dove.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa ha dimenticato che l&#8217;uomo \u00e8 una creatura costituzionalmente destinata a cercare e a seguire un&#8217;istanza di ordine superiore: ora come ora, le masse andate al potere non seguono altro impulso che il proprio meschino tornaconto immediato, e lo spacciano per interesse nazionale o, addirittura, sovranazionale.<\/p>\n<p>Dato che lo Stato \u00e8 essenzialmente una tecnica, una tecnica di natura politica e amministrativa, lo Stato moderno \u00e8 diventato una mina vagante: lo dirigono dei &quot;tecnici&quot; altamente deresponsabilizzati e la societ\u00e0 dovr\u00e0 vivere in funzione dello Stato, l&#8217;uomo dovr\u00e0 vivere e lavorare per mantenere la macchina del governo.<\/p>\n<p>Lo Stato, gigantesco parassita, succhier\u00e0 dalla societ\u00e0 ogni linfa vitale e finir\u00e0 per paralizzare e irrigidire ogni manifestazione spontanea: sar\u00e0 uno Stato di cui aver paura, uno Stato di polizia, il cui fine principale non consister\u00e0 pi\u00f9 nella ricerca del bene pubblico, ma nel mantenimento di una burocrazia elefantiaca.<\/p>\n<p>Ancora: la politica degli Stati \u00e8 il risultato di un&#8217;azione di comando; ma non c&#8217;\u00e8 comando senza una istanza di ordine spirituale: il comandare \u00e8 l&#8217;arte di dirigere le masse in una certa direzione, in base a determinati valori. Il rapporto tra chi comanda e chi obbedisce \u00e8 la risultante di una situazione spirituale, nella quale vi \u00e8 una condivisione della necessit\u00e0 che qualcuno comandi, e che questo qualcuno rappresenti un movimento dello spirito.<\/p>\n<p>Invece nella societ\u00e0 moderna nessuno vuole pi\u00f9 obbedire, tutti vogliono solo comandare: e non per andare in una qualche direzione o per realizzare un&#8217;idea, ma solo per l&#8217;esercizio del potere in quanto tale.<\/p>\n<p>I &quot;piani quinquennali&quot; dell&#8217;economia sovietica sono un buon esempio di questo comando della tecnica, di questo specialismo amorale, dell&#8217;uomo-massa che ha ridotto l&#8217;arte del governo a mero esercizio di una tecnica quantitativa; e, pi\u00f9 in generale, il bolscevismo \u00e8 l&#8217;ideologia corrispondente alla coscienza dell&#8217;uomo-massa, che non sa obbedire n\u00e9 riconoscere la propria natura inferiore, ma pretende di esercitare il potere in nome della massa in quanto massa, fatto inaudito e mai verificatosi nella storia dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Il cuore del problema della modernit\u00e0, per Ortega y Gasset, \u00e8, pertanto, lo smarrimento della morale: la civilt\u00e0 moderna, che \u00e8 la civilt\u00e0 delle masse in rivolta, rifiuta ogni etica dei doveri, dunque ogni etica tout-court, anche se non ha l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di dichiararlo apertamente e si gingilla con le parole.<\/p>\n<p>La mancanza di una morale \u00e8 la mancanza di una istanza superiore, la perdita di un&#8217;idea, di un principio rispetto al quale gli uomini si sentano legati, vincolati, obbligati: da quando trionfa l&#8217;Europa dei &quot;diritti&quot;, gli obblighi sono caduti e ciascuno ha delle pretese da far valore, ma nessuno \u00e8 disposto a sottoporre la propria libert\u00e0 a dei limiti, se non &#8211; come appunto nel bolscevismo &#8211; in vista di un aumento della forza materiale delle masse, che consenta loro di prendersi una &quot;storica&quot; rivincita sulle classi egemoni.<\/p>\n<p>Soffermiamoci sulla questione dell&#8217;oblio della morale.<\/p>\n<p>Scrive Jos\u00e9 Ortega y Gasset nell&#8217;ultimo capitolo del suo classico \u00abLa ribellione delle masse\u00bb (titolo originale: \u00abLa rebeli\u00f3n de las masas\u00bb; traduzione italiana di Salvatore Battaglia, Bologna, Societ\u00e0 Editrice Il Mulino, 1962, pp.152-154), intitolato \u00abIl vero problema\u00bb:<\/p>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 il problema: l&#8217;Europa \u00e8 rimasta senza morale. Non \u00e8 che l&#8217;uomo-massa disprezzi la morale antiquata a vantaggio di un&#8217;altra che s&#8217;annunzia, ma \u00e8 che il centro del suo regime vitale consiste precisamente nell&#8217;aspirazione di vivere senza sottoporsi a nessuna morale. Non \u00e8 da prestar fede a nessuna parola quando si sentono parlare i giovani di &quot;nuova morale&quot;.Nego recisamente che esista oggi in qualunque angolo del continente un qualsiasi gruppo informato da un nuovo &quot;ethos&quot;che abbia sembianze d&#8217;una morale. Quando si parla di &quot;nuova morale&quot;, non si fa altro che commettere una immoralit\u00e0 di pi\u00f9 e tentare il mezzo pi\u00f9 comodo per compiere un contrabbando.<\/p>\n<p>Per questa ragione sarebbe un&#8217;ingenuit\u00e0 rinfacciare all&#8217;uomo d&#8217;oggi la sua carenza di moralit\u00e0. L&#8217;imputazione lo lascerebbe senza disagio e, anzi, lo lusingherebbe. L&#8217;immoralismo \u00e8 arrivato a un prezzo molto basso, e chiunque ostenta di esercitarlo.<\/p>\n<p>Se mettiamo da parte &#8211; come si \u00e8 fatto in questo saggio &#8211; tutti i gruppi che significano sopravvivenza del passato &#8211; i cristiani, gli &quot;idealisti&quot;, i vecchi liberali, ecc. &#8211; non si trover\u00e0 fra tutti quelli che rappresentano l&#8217;epoca attuale la cui altitudine dinanzi alla vita non si riduca a credere che gli spettino tutti i diritti e nessun obbligo. \u00c8 indifferente che si mascheri di reazionario o di rivoluzionario: per modi attivi o per vie passive, alla fine, il suo stato d&#8217;animo consister\u00e0, in maniera decisiva, nell&#8217;ignorare ogni obbligo e nel sentirsi, senza che egli stesso sospetti perch\u00e9, soggetto di illimitati diritti.<\/p>\n<p>Qualunque sostanza che cada su un&#8217;anima siffatta dar\u00e0 lo stesso risultato, e si tramuter\u00e0 in un pretesto per non sottoporsi a nulla di concreto. Se si presenta come reazionario o antiliberale, sar\u00e0 per poter affermare che la salvezza della patria, dello Stato, d\u00e0 diritto a mortificare tutte le altre norme e a far violenza al prossimo, soprattutto se il prossimo possiede una personalit\u00e0 eminente. Per\u00f2 si verifica lo stesso se gli capita d&#8217;essere rivoluzionario: il suo apparente entusiasmo per l&#8217;operaio manuale, per il miserabile e per la giustizia sociale, gli serve da travestimento per potersi disciogliere da ogni obbligo &#8211; come la cortesia, la veridicit\u00e0 e, soprattutto, il rispetto e la stima degli individui superiori. Io so di non pochi che sono entrati in questo o quel partito operaio non per altro che per conquistare dentro se stessi il diritto di disprezzare l&#8217;intelligenza e di risparmiarsi gl&#8217;inchini dinanzi a lei. In quanto alle altre &quot;dittature&quot;, abbiamo gi\u00e0 visto come allettino l&#8217;uomo-massa schiacciando tutto quanto sembrava eminente.<\/p>\n<p>Questa repellenza per ogni obbligo spiega, in parte, il fenomeno, fra ridicolo e scandaloso, che si sia fatta ai giorni nostri una piattaforma della &quot;giovinezza&quot; come tale. Forse l&#8217;epoca nostra non presenta un tratto pi\u00f9 grottesco di questo. Le persone, goffamente, si dichiarano &quot;giovani&quot; perch\u00e9 hanno udito che il giovane ha pi\u00f9 diritti che obblighi, una volta che pu\u00f2 rimandare l&#8217;osservanza di questi ultimi fino alle calende greche della maturit\u00e0. Sempre il giovane, come tale, si \u00e8 considerato esentato di fare o di aver gi\u00e0 fatto &quot;imprese&quot;. Sempre \u00e8 vissuto di credito. Questo \u00e8 insito nella natura dell&#8217;uomo. Era come un falso diritto, fra ironico e tenero, che i non giovani concedevano ai ragazzi. Per\u00f2 \u00e8 stupefacente ch&#8217;essi ora lo assumano come un diritto effettivo, e precisamente per attribuirsi tutti gli altri che appartengono soltanto a chi abbia fatto gi\u00e0 qualcosa.<\/p>\n<p>Per quanto sembri menzogna, si \u00e8 giunti a fare della giovent\u00f9 un &quot;chantage&quot;. In realt\u00e0, viviamo in un tempo di &quot;chantage&quot; universale che assume due forme di smorfia complementare: c&#8217;\u00e8 lo &quot;chantage&quot; della violenza e lo &quot;chantage&quot; dell&#8217;umorismo. Con l&#8217;uno o con l&#8217;altro si tende sempre alla stessa cosa: che l&#8217;inferiore, che l&#8217;uomo volgare possa sentirsi esentato da ogni disciplina.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, non bisogna nobilitare la crisi attuale considerandola come il conflitto fra due morali o civilt\u00e0, l&#8217;una caduca e l&#8217;altra albeggiante. L&#8217;uomo-massa manca semplicemente di orale, che \u00e8 sempre, per essenza, sentimento di sottomissione a qualcosa, coscienza di osservanza e di obbligo. Per\u00f2 forse \u00e8 un errore dire &quot;semplicemente&quot;. Perch\u00e9 non si tratta soltanto del distacco di questo tipo di creatura dalla morale. No: non rendiamogli cos\u00ec facile la sua fatica. Dalla morale non \u00e8 possibile affrancarsi senz&#8217;altro. Ci\u00f2 che con un vocabolo perfino difettoso dal lato grammaticale, si chiama &quot;amoralit\u00e0&quot; \u00e8 una cosa che non esiste. Se non ci si vuole affidare ad alcuna norma, bisogna pure, si voglia o no, sottostare alla forma di negare ogni morale: e ci\u00f2 non +\u00e8 amorale ma immorale. \u00c8 una morale negativa che conserva dell&#8217;altra la forma vuota.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 potuto credere nella &quot;amoralit\u00e0&quot; della vita? Senza dubbio, perch\u00e9 ogni cultura e la civilt\u00e0 moderna conducono a questa convinzione. Adesso l&#8217;Europa raccoglie le peno0se conseguenze della sua condotta spirituale. Si \u00e8 gettata senza riserve nella direzione d&#8217;una cultura magnifica ma sprovvista di radici&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>&quot;Chantage&quot;, ricatto: come aveva saputo vedere avanti Ortega y Gasset, bench\u00e9 scrivesse quasi un secolo fa, quando ancora non esistevano n\u00e9 la bomba atomica, n\u00e9 la televisione, n\u00e9 il computer, n\u00e9 il telefonino cellulare.<\/p>\n<p>\u00c8 il ricatto del democraticismo volgare, secondo il quale nessuno pu\u00f2 essere ricondotto sotto l&#8217;etica dei doveri, perch\u00e9, prima, ciascuno ha un lunghissimo elenco di diritti da far valere; per cui, ad esempio, nessun figlio pu\u00f2 essere &quot;costretto&quot; dai genitori a mettersi a studiare seriamente, oppure a cercarsi un lavoro, perch\u00e9, prima, la famiglia ha il dovere di mantenerlo per tutto il tempo che lui decider\u00e0 necessario per terminare gli studi o per trovarsi, appunto, un lavoro, magari a trenta, a quaranta anni compiuti: e ci\u00f2 con la benedizione del legislatore e con la solerte protezione del giudice e delle forze dell&#8217;ordine.<\/p>\n<p>\u00c8 il ricatto per cui non si possono chiudere le frontiere a milioni di migranti che sbarcano sulle nostre spiagge, perch\u00e9 essi fuggono da situazioni di difficolt\u00e0, talvolta (ma non sempre) di pericolo, quindi hanno il &quot;diritto&quot; di essere accolti, di essere sfamati, di essere sistemati, di avere un lavoro e di ottenere la nostra cittadinanza, compreso il diritto di voto, nel giro di pochi anni; anche se il lavoro non c&#8217;\u00e8 nemmeno per noi e i nostri figli; anche se i nostri nonni, quando emigravano in cerca di pane, non irrompevano oltre le frontiere altrui, ma si presentavano disciplinatamente e chiedevano di essere accolti in prova, rispettando la condizione di avere un contratto di lavoro e di rigare dritto come lavoratori-ospiti.<\/p>\n<p>Senza una morale, nessuna societ\u00e0 va lontano; ma pu\u00f2 anche succedere, come \u00e8 il nostro caso, che la vecchia morale, bandita perfino dai libri di scuola (proibito, ormai, parlare delle radici cristiane dell&#8217;Europa: sarebbe un delitto di lesa maest\u00e0 del laicismo massonico), venga usata come una clava per ricattare le coscienze e per far valere la pretesa di sempre nuovi diritti da parte di sempre nuovi soggetti.<\/p>\n<p>Senza che si parli mai dei corrispondenti doveri&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rileggere Ortega y Gasset \u00e8 una operazione sempre attuale e sempre necessaria, poich\u00e9 i pericoli della societ\u00e0 di massa da lui evidenziati, nel suo saggio \u00abLa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-27636","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27636","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27636"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27636\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27636"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27636"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}