{"id":27633,"date":"2012-12-26T08:21:00","date_gmt":"2012-12-26T08:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/26\/lorrore-sacro-dei-boschi-risveglia-la-facolta-mitica-del-ragazzo\/"},"modified":"2012-12-26T08:21:00","modified_gmt":"2012-12-26T08:21:00","slug":"lorrore-sacro-dei-boschi-risveglia-la-facolta-mitica-del-ragazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/26\/lorrore-sacro-dei-boschi-risveglia-la-facolta-mitica-del-ragazzo\/","title":{"rendered":"L\u2019orrore sacro dei boschi risveglia la facolt\u00e0 mitica del ragazzo"},"content":{"rendered":"<p>Se il mondo del bambino \u00e8 spalancato sulle porte del mistero, del sogno, dell&#8217;immaginazione, quello dell&#8217;adolescente e del giovinetto si apre al senso di comunione con le cose della natura, con le piante, i boschi, gli animali, le rocce, le fonti, le grotte, le montagne.<\/p>\n<p>I bambini adorano gli uccelli e vanno in estasi davanti a uno stormo di aironi che volano alti sopra di lui, a un canarino che canta nella sua gabbietta, a un merlo, a un pappagallino multicolore: gli uccelli, per lui, rappresentano la libert\u00e0 sconfinata; le loro ali, che li trasportano a volo da un luogo all&#8217;altro, anche su grandissime distanze, come le rondini che partono in autunno per l&#8217;Africa sub sahariana e ritornano in primavera, hanno con s\u00e9 il respiro dell&#8217;infinito, il soffio della favola che non finisce mai e che non cessa di destare stupore e coinvolgimento.<\/p>\n<p>Gli adolescenti, invece, preferiscono accostarsi agli animali pi\u00f9 terrestri e meno elusivi, alle piante, ai fiori, agli insetti, al miele, ai fossili e ai minerali: il modo in cui si accostano al mondo \u00e8 pi\u00f9 affettivo che fantastico, pi\u00f9 emozionale che intellettivo; la cristallografia dei minerali, la fisiologia delle piante e l&#8217;anatomia degli animali li annoiano, perch\u00e9 sembrano loro cose aride e morte, mentre ci\u00f2 che li attrae \u00e8 lo spettacolo della vita che pulsa e brulica ovunque. Ecco perch\u00e9 il professore di scienze naturali dovrebbe far leva sul vivo interesse che naturalmente i ragazzi provano per il mondo del vivente e anche della loro particolare predisposizione all&#8217;affettivit\u00e0: non \u00e8 indifferente che egli sia non solo bravo nella materia che insegna, ma anche nel saper trasmettere entusiasmo e freschezza e che possieda un tratto di umanit\u00e0 che lo differenzi nettamente da un pedante studioso, interessato solo alla trasmissione di nozioni e alla distribuzione di voti.<\/p>\n<p>L&#8217;adolescente si stupisce davanti allo spettacolo del muschio che cresce sulla corteccia degli alberi o del lichene che si abbarbica sulle pietre di un vecchio muro; mentre il bambino si delizia nel raccogliere le conchiglie in riva al mare e gode dei loro colori, delle loro forme, delle sensazioni tattili che evocano, per non parlare di quelle uditive, allorch\u00e9 accosta l&#8217;orecchio alla cavit\u00e0 di quelle pi\u00f9 grandi e crede di udirvi l&#8217;eco della risacca.<\/p>\n<p>L&#8217;adolescenza, dunque, \u00e8 l&#8217;et\u00e0 in cui si ridestano le facolt\u00e0 &quot;mitiche&quot; degli uomini antichi, il loro senso di comunione con la natura, la loro ammirazione e il loro sbigottimento davanti allo spettacolo del cielo stellato, di una cascata che precipita dal fianco del monte, di una grande foresta che nereggia ininterrotta fino all&#8217;orizzonte, in controluce, sul crinale di una montagna; in cui affiora un certo animismo, retaggio- forse &#8211; di epoche remote della civilt\u00e0 umana, quando tutte le cose della natura possedevano un&#8217;anima ed era impossibile, per l&#8217;uomo, vedere in esse solamente degli oggetti, perch\u00e9 tutte, dai grandi alberi della foresta alle stelle che brillano in cielo nelle limpide notti d&#8217;inverno, \u00e8 animato da una vita segreta, potente e suggestiva.<\/p>\n<p>Pertanto l&#8217;adolescenza \u00e8 un&#8217;et\u00e0 della vita umana che si presta particolarmente all&#8217;accostamento con le scienze che studiano la natura, a patto che il ragazzo non venga sommerso da aride nozioni libresche o che i fatti della natura non gli vengano presentati in una prospettiva crudamente materialistica e meccanicistica, ma rispettandolo e, anzi, incoraggiando ad accostarli con quella stupefatta ammirazione, con quella sensibilit\u00e0 che lo porta ad avvolgerli in un&#8217;aura misteriosa e poetica, che scaturisce innanzitutto dalla bellezza che in essi rifulge.<\/p>\n<p>Perfino nelle umili alghe acquatiche che tremolano sulla superficie d&#8217;un canale cittadino, a due passi dal traffico e dal rumore delle automobili che passano, l&#8217;adolescente trova un oggetto degno d&#8217;interesse, di meraviglia, di studio: beninteso se viene incoraggiato a vivere il pi\u00f9 possibile all&#8217;aria aperta e a guardarsi intorno, invece di chiudersi un una stanza davanti allo schermo di un televisore o di un computer. Ricordiamo, infatti, che educare viene da \u00abeducere\u00bb, ossia \u00abtrarre fuori\u00bb.<\/p>\n<p>La scuola e la pedagogia dovrebbero tenere presente questo fatto, per indirizzare l&#8217;adolescente a coniugare in se stesso l&#8217;amore per la natura come fatto estetico, afferente la sfera della sensibilit\u00e0 e del bello (pittura, scultura, musica, poesia, letteratura) e quella dell&#8217;etica, che si manifesta nella delicatezza e nel rispetto verso la vita, cos\u00ec come quella propriamente scientifica, che trova espressione nelle scienze naturali (cfr. anche quanto gi\u00e0 da noi detto negli articoli \u00abUna bene intesa didattica delle scienze pu\u00f2 sacrificare del tutto lo spazio della fantasia?\u00bb e \u00abCome ci s&#8217;innamora della botanica\u00bb, apparsi sul sito di Arianna Editrice rispettivamente il 06\/08\/2010 e il 26\/07\/2012).<\/p>\n<p>Osservava, a questo proposito, un grande psicologo della giovent\u00f9, il francese Pierre Mendousse, oggi quasi dimenticato, forse per la sua matrice cattolica che lo rende inviso alla cultura dominante, laicista e tendenzialmente o apertamente irreligiosa (da: P. Mendousse, \u00abL&#8217;anima dell&#8217;adolescente\u00bb; titolo originale: \u00abL&#8217;\u00e2me de l&#8217;adolescent; traduzione italiana di Luigi Volpicelli, Roma, Anonima Veritas Editrice, 1948, pp. 159-61):<\/p>\n<p>\u00ab Al contrario, la montagna non offrir\u00e0 mai pi\u00f9 tanto interesse [come nell&#8217;adolescenza]. Il bisogno di movimento sempre soddisfatto, gli orizzonti continuamente rinnovati, i luoghi che si succedono in definitivamente offrono alle giovani immaginazioni un alimento pi\u00f9 attraente in quanto il mistero delle sorgenti, delle grotte, dei luoghi inaccessibili sollecita ad un possesso pi\u00f9 intimo della natura. La diversit\u00e0 del terreno, i caratteri e l&#8217;origine delle differenti rocce risvegliano una immensa curiosit\u00e0; certe pietre per il loro colore, la loro durezza o il loro splendore suggeriscono delle associazioni simboliche, che possono arrivare fino a delle vere superstizioni; e nel nuovo gusto per i gioielli, i ninnoli, i porta-fortuna vi \u00e8 come una sopravvivenza della venerazione dei primitivi per i feticci e gli amuleti. \u00c8 per questo che le collezioni di minerali, meno interessanti per i fanciulli che gli erbari o le collezionid0insetti, diventano oggetto di una sensibile preferenza. Ci\u00f2 non significa che gli animali o le piante, in particolare i fiori e gli alberi suscitino meno l&#8217;attenzione. I fiori anzi destano una&#8217;attenzione crescente: la loro freschezza, il loro profumo, il loro colore, la eleganza delle loro forme, la dolcezza del loro contatto, ricordano la carezza e forniscono all&#8217;immaginazione un piccolo repertorio di termini da utilizzare per le comparazioni amorose o mistiche. Il &quot;linguaggio dei fiori&quot; fa le delizie della prima adolescenza, ma non tarda a apparire come un simbolismo molto puerile, a contatto con l&#8217;importanza propria ai problemi suggeriti dal fenomeno della florazione: origine della vita, suoi rapporti con la bellezza, significato di questa e suo ruolo nella natura, ecc. D&#8217;altra parte l&#8217;influenza della foresta non era ancora stata e non sar\u00e0 cos\u00ec angosciosa, soprattutto quando essa si combina con quella del vento ululante tra i rami. L&#8217;orrore sacro dei boschi risveglia la facolt\u00e0 mitica del ragazzo grande, che non ha alcuna difficolt\u00e0 a rappresentarsi le diverse leggende in cui \u00e8 personificata l&#8217;anima degli alberi. Non \u00e8 essa una emanazione diretta della natura in cui i giganti del mondo vegetale affondano le loro radici come per prendervi forza e sondarne il mistero? (Michelet, &quot;Ma jeunesse&quot;, p. 249) Questa simpatia produce per quattro comunque anni una indifferenza assai marcata e talvolta una vera avversione per l&#8217;arida annotazione dei caratteri di una pianta, la dissezione anatomica del cadavere, ed anche una ripugnanza fino ad allora sconosciuta per la distruzione inutile della vita, anche quando si manifesta nelle forme pi\u00f9 umili. Molti, come Maxwell a sedici anni hanno ripugnanza a cogliere un fiore o a uccidere una mosca.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte gli animali, anche pi\u00f9 familiari, cominciano a diventare estranei e come lontani. Dalle statistiche fatte in America risulta che l&#8217;interesse per i cani, i gatti, ecc. subisce una netta decrescita. Questa indifferenza si comprende: i caratteri inerenti alla nuova personalit\u00e0 che si organizza hanno poca analogia con le tendenze proprie dell&#8217;animale. A misura che l&#8217;uomo emerge, l&#8217;animale scompare. Ma per questa ragione, vi \u00e8 progresso nell&#8217;apprezzamento delle qualit\u00e0 morali, affetto, fedelt\u00e0, ecc. e una preferenza assai marcata per gli animali che ne sono dotati. Gli uccelli, cos\u00ec cari ai fanciulli, sono abbandonati quasi del tutto, mentre il cane passa dal rango di compagno di giuochi a quello di collaboratore, quasi di amico. Il cavallo \u00e8 scelto in ragione dei servizi che rende; il gatto pare faccia eccezione alla regola poich\u00e9 gode assai spesso di un favore sproporzionato alla sua intelligenza o utilit\u00e0. Sar\u00e0 dovuto, forse, ala speciale sensazione che si prova accarezzando la sua pelliccia o ala grazia di movimento e di attitudini che ne fa il pi\u00f9 estetico degli animali familiari? Forse il suo sguardo e le sue pose di sfinge un&#8217;attrattiva incosciente in una et\u00e0 cui abbondano gli enigmi da decifrare. Ma in rapporto stesso con l&#8217;attrattiva esercitata dall&#8217;anima delle bestie, nulla di pi\u00f9 raro che la curiosit\u00e0 anatomica prima dei diciotto-venti anni; ci\u00f2 che conferma la conclusione gi\u00e0 formulata. Il mondo esteriore esercita sui giovani una influenza affettiva e morale piuttosto che intellettuale. La maggior parte di essi potrebbero dire come uno dei corrispondenti di Lancaster: &quot;Io avevo i pi\u00f9 ampi ideali e i pensieri pi\u00f9 puri, quando ero solo sui monti, nei prati o tra i fiori coltivati da me&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di dire quanto sia importante, per la crescita e la maturazione di un bambino e di un ragazzo, il fatto di vivere a contatto con un animale domestico e di prendersene cura; e lo stesso vale per una pianta da appartamento o per un piccolo giardino, per una serra o per un balcone fiorito, che vengano affidati alla sua responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;albero esercita un fascino particolare sull&#8217;immaginazione e sul senso estetico del ragazzo: un grande albero secolare, che protende al cielo i suoi palchi massicci e che d&#8217;estate si copre di migliaia e migliaia di foglie ed ospita centinaia di piccoli animali e di uccelli, suscita ancora in lui un poco di quel senso di rispetto religioso che era proprio dell&#8217;uomo antico e che, attraverso la pratica delle edicole e dei &quot;capitelli&quot; costruiti fra i rami, \u00e8 sopravvissuto, dopo l&#8217;avvento del cristianesimo, come un&#8217;eco smorzata del tempo in cui egli alberi erano delle creature sacre, e i boschi erano la sede terrena delle divinit\u00e0. Sar\u00e0 forse per questo che l&#8217;abete di Natale desta ancora in noi cos\u00ec intense emozioni, quando, nel buio delle sere invernali, esso brilla e sembra alludere ad una sua vita segreta, misteriosa e infinitamente affascinante, che non \u00e8 legata solo al simbolo cristiano di cui \u00e8 espressione, ma a qualche cosa di pi\u00f9 antico e pi\u00f9 istintivo, forse anche di pi\u00f9 oscuro ed enigmatico?<\/p>\n<p>Nel caso dei boschi, \u00e8 tutta la sua sensibilit\u00e0 che viene messa in sommovimento: il ragazzo pu\u00f2 imparare pi\u00f9 cose da una escursione nella foresta, pur senza conoscere i nomi di tutte le piante che incontra o di tutti gli animali che vede, di quante ne potrebbe imparare dalla lettura di una intera enciclopedia: si direbbe che il bosco, nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;adolescenza, risvegli nell&#8217;uomo memorie legate alle passate generazioni, come nella teoria dell&#8217;inconscio collettivo di Carl Gustav Jung.<\/p>\n<p>Anche nella letteratura, le pagine dedicate all&#8217;esperienza di una passeggiata nel bosco sono, a volte, quelle in cui gli scrittori di talento hanno saputo cogliere questo legame ancestrale e suggerirne un&#8217;eco ai propri lettori: si pensi all&#8217;episodio della \u00abLettera scarlatta\u00bb di Nathaniel Hawthorne, in cui la protagonista, Hester Prynne, e la sua figlioletta Pearl, si recano nella foresta per incontrare il reverendo Dimmesdale, con il quale iniziare una nuova vita; o a quello dei \u00abPromessi Sposi\u00bb in cui Manzoni ci mostra un Renzo Tramaglino che, in fuga da Milano, si spinge in un bosco, dopo il tramonto, mentre sta cercando di raggiungere il fiume Adda per mettersi in salvo, ed \u00e8 sorpreso da un inspiegabile &quot;pavor nocturnus&quot;.<\/p>\n<p>L&#8217;elenco sarebbe lunghissimo, se volessimo ricordare anche solo le opere pi\u00f9 importanti in cui compare questo tema. Una cosa \u00e8 certa: il bosco, per il ragazzo, non \u00e8 semplicemente un insieme di creature viventi, vegetali ed animali, grandi e piccole, giovani e mature; \u00e8 molto di pi\u00f9: \u00e8 un luogo in cui si ridesta la sensazione di un legame profondo, ancestrale, indissolubile con la natura e nel quale, pertanto, pi\u00f9 e meglio che in qualsiasi libro, per quanto ben scritto e, magari, magnificamente illustrato, egli pu\u00f2 capire in quale misura l&#8217;uomo sia una parte della natura e quanto assurda sia una filosofia che lo vorrebbe distaccato da essa, freddo studioso di essa e, quasi, suo acerrimo nemico, animato dalla volont\u00e0 di piegarla, conquistarla e sottometterla ai suoi voleri, per sfruttarla senza limiti e senza rimorsi.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: il bambino e l&#8217;adolescente, in modi e tempi diversi, sentono con forza la suggestione della natura; un progetto educativo ben ponderato dovrebbe tenerne conto e far s\u00ec che tale suggestione trovi il modo di esprimersi e incontrarsi con la conoscenza scientifica. Un bambino e un ragazzo che abbiano coltivato cos\u00ec l&#8217;amore per la natura, saranno poi degli adulti migliori&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se il mondo del bambino \u00e8 spalancato sulle porte del mistero, del sogno, dell&#8217;immaginazione, quello dell&#8217;adolescente e del giovinetto si apre al senso di comunione con<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27633","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27633","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27633"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27633\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27633"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27633"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27633"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}