{"id":27619,"date":"2017-06-17T12:56:00","date_gmt":"2017-06-17T12:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/17\/il-prossimo-attacco-teologico-sara-alla-presenza-reale-di-gesu-cristo-nella-santa-eucarestia\/"},"modified":"2017-06-17T12:56:00","modified_gmt":"2017-06-17T12:56:00","slug":"il-prossimo-attacco-teologico-sara-alla-presenza-reale-di-gesu-cristo-nella-santa-eucarestia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/17\/il-prossimo-attacco-teologico-sara-alla-presenza-reale-di-gesu-cristo-nella-santa-eucarestia\/","title":{"rendered":"Il prossimo attacco teologico sar\u00e0 alla Presenza Reale di Ges\u00f9 Cristo nella santa Eucarestia"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;opera di distruzione sistematica della Chiesa cattolica da parte clero conquistato dalle idee protestanti e moderniste ha assunto un ritmo incalzante, quasi frenetico. L&#8217;attacco si sviluppa su due fronti: organizzativo e disciplinare, da un lato, teologico e dogmatico, dall&#8217;altro: in un certo senso, essa presenta tutte le caratteristiche di un contro-concilio di Trento, nel senso che si \u00e8 prefissa di rovesciare tutte le principali decisioni che, in quei due ambiti, furono prese a Trento, l\u00e0 dove erano state fissate le precise coordinate della fede cattolica e della vita ecclesiastica. Su entrambi i fronti l&#8217;attacco \u00e8 condotto con un misto di prudenza e spregiudicatezza, ma, nel complesso, nel primo caso appare pi\u00f9 scoperto ed esplicito, mentre nel secondo, per ovvie ragioni, \u00e8 assai pi\u00f9 cauto e, fin dove possibile, sotterraneo, o quanto meno obliquo.<\/p>\n<p>Sul fronte organizzativo e disciplinare, sono stati commissariati, ingabbiati e pubblicamente umiliati i Francescani e le Francescane del&#8217;Immacolata, poi \u00e8 stata la volta dei Legionari di Cristo ad essere colpiti, nonch\u00e9 infangati sul piano morale, e ora sono nel mirino gli Araldi del Vangelo. La tecnica \u00e8 sempre la stessa: colpire direttamente il fondatore con accuse infamanti, per paralizzare l&#8217;intera struttura e gettare la confusione e il turbamento sia all&#8217;interno, sia all&#8217;esterno, fra quanti seguivano con simpatia queste realt\u00e0. Contemporaneamente, si fanno dei piccoli, ma costanti passi avanti per intaccare il celibato ecclesiastico, per aprire la strada al sacerdozio femminile, per &quot;perdonare&quot; e, probabilmente, reintrodurre nel clero i preti sposati o conviventi <em>more uxorio<\/em>, ovviamente senza fare distinzioni fra convivenze eterosessuali e omosessuali, per non discriminare n\u00e9 offendere alcuno e per &quot;non giudicare&quot; il prossimo. Frattanto, gli abusi liturgici divengono la regola e ogni sacerdote \u00e8 lasciato libero di sbizzarrirsi a suo talento, anzi, sovente \u00a0viene incoraggiato a farlo, in nome della &quot;vicinanza alla gente&quot;, della &quot;inclusione dell&#8217;altro&quot;, della capacit\u00f2 di &quot;dialogare&quot; con gli uomini del nostro tempo: dalla messa con i burattini (non osiamo scrivere la parola &quot;messa&quot; con la maiuscola), all&#8217;aperimessa con relativi balli da discoteca, al prete che va all&#8217;altare in monopattino, o che spruzza sui fedeli l&#8217;acqua santa con il fucile giocattolo, o che entra in un canotto, davanti all&#8217;altare, e fa finta di vogare, per simulare &quot;il dramma dei migranti&quot; e inculcare il dovere dell&#8217;accoglienza incondizionata, o di quell&#8217;altro sacerdote che, sempre sull&#8217;altare, chiama presso due di s\u00e9 due lesbiche che si sono appena &quot;sposate&quot; in municipio, le presenta festosamente ai fedeli e si rammarica del fatto che la Chiesa non possa unirle nel vincolo del Sacramento religioso. Ma l&#8217;elenco delle stramberie, delle futilit\u00e0 e delle parodie del sacro potrebbe proseguire per pagine e pagine, ad esempio toccando il tema della musica &quot;sacra&quot; e dell&#8217;arte &quot;sacra&quot;, come nel \u00a0caso del raccapricciante e blasfemo affresco che \u00e8 stato dipinto nel Duomo di Terni, per ispirazione dell&#8217;allora vescovo, Vincenzo Paglia, che trasforma la Resurrezione in una laida e assurda glorificazione del vizio e del peccato.<\/p>\n<p>Sul fronte teologico e dogmatico, evidentemente, le mosse sono pi\u00f9 caute, ma anche qui si \u00e8 vista una progressione crescente, irresistibile, verso l&#8217;eresia e l&#8217;apostasia dalla fede cattolica, mai per\u00f2 apertamente ammesse e dichiarate, al contrario, spacciate per &quot;approfondimento&quot;, &quot;chiarificazione&quot;, &quot;maturazione&quot;, &quot;discernimento&quot;, e in cento altri modi similmente truffaldini e sacrileghi. Ha destato sensazione, ma non quanta sarebbe stato necessario, la visita di papa Francesco a Lund, in Svezia, per commemorare i 500 anni dell&#8217;eresia luterana, naturalmente guardandosi bene dal chiamarla &quot;eresia&quot; e presentando anzi Lutero come un coraggioso e nobilissimo campione della fede; e ha fatto parlare la sua partecipazione a una liturgia &quot;ecumenica&quot; che non si saprebbe in qual modo chiamare, mentre, in compenso, si sa come si \u00e8 regolato il papa quando la comunit\u00e0 cattolica svedese gli ha chiesto di celebrare, per lei, la santa Messa: lo ha concesso malvolentieri, quasi brontolando, seccato perch\u00e9 non l&#8217;aveva minimamente programmata e, anzi, come ha spiegato lui stesso, perch\u00e9 non aveva inteso far nulla che potesse &quot;disturbare&quot; il clima di dialogo tanto &quot;costruttivo&quot; con i fratelli luterani. Perch\u00e9 il dialogo, per lui, consiste in questo: nel vergognarsi di essere cattolici, nel nascondere la propria identit\u00e0 cattolica, anzi, nel bastonare i cattolici un po&#8217; troppo &quot;rigidi&quot; (secondo la sua formula), troppo &quot;ideologicamente&quot; legati alla dottrina (sempre parole e concetti suoi), e nel profondersi, per converso, nelle lodi pi\u00f9 sperticate verso i protestanti, i giudei, i musulmani, i buddisti, e soprattutto gli atei, i massoni, i radicali e tutti le persone e i gruppi irreligiosi, anticristiani e anticattolici dell&#8217;universo mondo.<\/p>\n<p>Pochi, per\u00f2, sia fra i critici, sia fra i moltissimi favorevoli, si sono accorti che, in Svezia, e anche prima di quel viaggio, il papa Francesco non si \u00e8 limitato a lodare Lutero e a minimizzare le ragioni della divisione fra cattolici e protestanti; ma \u00e8 entrato decisamente nel vivo della questione teologica e ha gettato le premesse per l&#8217;accoglimento pieno della dottrina luterana su tutti i principali punti in sospeso, dal servo arbitrio alla giustificazione per la sola fede, e anche, cosa pi\u00f9 grave di tutte, sulla Presenza Reale di Ges\u00f9 Cristo, Corpo e Sangue, nel Sacrificio della santa Messa. Ora, se venisse lasciato cadere questo punto, il cattolicesimo sarebbe colpito al cuore: sarebbe finito, semplicemente. Non esisterebbe pi\u00f9, anche se le apparenze potrebbero far pensare il contrario, e anche se papi come Francesco fossero ancora in grado di riempire le piazze (un po&#8217; meno le chiese, a quel che \u00e8 dato vedere).<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe pensare che stiamo esagerando; che le cose non sono ancora arrivate a questo punto. Niente affatto: \u00e8 dall&#8217;epoca della visita del papa in Svezia, nell&#8217;ottobre-novembre 2016, che le cose sono a questo punto, e ora, probabilmente, sono andate ancora oltre, grazie alle varie &quot;commissioni di studio&quot; che si stanno ingegnando di contrabbandare come cattolica, in un prossimo futuro, una teologia che, per poter piacere ai luterani, cattolica non \u00e8.<\/p>\n<p>Del resto, il Vaticano ha praticamente ammesso che l&#8217;obiettivo del tanto sbandierato ecumenismo post-conciliare \u00e8 quello di ridurre la dottrina cattolica sulla misura di quella protestante. Si rilegga la nota ufficiale della Santa Sede a corredo del viaggio in Svezia del papa, concordata con la controparte protestante e diramata nella classica forma della &quot;nota congiunta&quot;:<\/p>\n<p><em>L&#8217;evento congiunto della Federazione Luterana Mondiale (LWF) e della Chiesa Cattolica Romana intende mettere in evidenza i 50 anni di continuo dialogo ecumenico fra cattolici e luterani e i doni derivanti da tale collaborazione. La commemorazione cattolico-luterana dei 500 anni della Riforma si impernia sui temi del rendimento di grazie, del pentimento e dell&#8217;impegno nella testimonianza comune. L&#8217;obiettivo \u00e8 esprimere i doni della Riforma e chiedere perdono per la divisione perpetuata dai cristiani delle due tradizioni.<\/em><\/p>\n<p>Per favore, si rilegga il passaggio: <em>L&#8217;obiettivo \u00e8 esprimere i doni della Riforma<\/em>. Ma di quali doni stiamo parlando, in nome di Dio? La Riforma \u00e8 stata portatrice di doni, \u00e8 stata un dono essa stessa? E, in tal caso, un dono in che senso, di chi, per fare cosa? Non si parla pi\u00f9 di errori teologici, cio\u00e8 di eresie; si parla solo di &quot;doni&quot;: l&#8217;eresia \u00e8 diventata un dono. La negazione del libero arbitrio, la giustificazione con la sola fede, la libera interpretazione delle Scritture, l&#8217;eliminazione della sacra Tradizione, il sacerdozio universale dei credenti, la riduzione dei sacramenti da sette a due, l&#8217;abolizione del culto degli Angeli, dei Santi e di Maria Vergine, la soppressione degli ordini religiosi, il saccheggio dei beni della Chiesa, la decapitazione di Tommaso Moro, lo squartamento dei gesuiti inglesi, il sacco di Roma da parte dei lanzichenecchi luterani: sono questi i doni della Riforma? E da quando sono diventati dei doni? E da quando la Riforma \u00e8 stata una riforma, e non una distruzione pura e semplice della Chiesa, con tanto di nozze sacrileghe fra l&#8217;ex frate Lutero e l&#8217;ex monaca Katharina von Bora, e l&#8217;invito a tutti i religiosi a rompere i sacri voti e fare come loro? Tutto questo, peraltro, \u00e8 perfettamente in linea con la strategia di &quot;riconciliazione&quot; propugnata da papa Francesco nei confronti dei protestanti, ad onta del fatto che le chiese protestanti siano desolatamente vuote e che un miliardo e 300 milioni di cattolici si vedono impegnati in un accordo al ribasso con i quattro gatti della svariate denominazioni protestanti; il che, anche da un punto di vista solamente numerico e quantitativo, ha decisamente qualcosa di strano. Sorge perci\u00f2 il sospetto: tutta questa smania di arrivare ad una riconciliazione con i luterani non nascer\u00e0, per caso, dal fatto che, in queste sedicenti chiese, vigono il sacerdozio femminile, il matrimonio dei pastori, il sacerdozio omosessuale e altre belle cose di questo genere, e che, arrivando a un pieno accordo con i cosiddetti riformati, automaticamente si importeranno anche le loro peculiarit\u00e0 di tipo liturgico e pastorale, oltre che teologico?<\/p>\n<p>Peraltro, \u00e8 difficile sottrarsi all&#8217;impressione che tutto quanto \u00e8 accaduto finora, altro non sia che una marcia di avvicinamento al vero obiettivo, il Sacrificio della Messa. Da che mondo \u00e8 mondo, la regola numero in guerra \u00e8: colpire al cuore l&#8217;avversario. Il cuore della Chiesa cattolica \u00e8 la Presenza Reale di Ges\u00f9 Cristo nel Sacramento dell&#8217;Eucarestia. Chi volesse attaccare e tentar di distruggere la Chiesa cattolica, colpendola in quel punto otterrebbe, d&#8217;un tratto, una serie di risultati che, altrimenti, richiederebbero una serie di azioni distinte, difficili, complesse, di esito incerto. Invece, se si riesce a scuotere la fede nella Presenza Reale, anche senza prendere di petto l&#8217;aspetto teologico e dogmatico della questione, si sar\u00e0 inferto un colpo mortale alla Chiesa e al cattolicesimo.<\/p>\n<p>Vale la pena di rileggersi la parte iniziale di un&#8217;intervista concessa da don Francesco Ricossa a J\u00e9r\u00f4me Boubon, del settimanale francese <em>Rivarol,<\/em> il 18 novembre 2016, e pubblicata sul numero del 24 novembre successivo, e reperibile gratuitamente anche in rete:<\/p>\n<p><em>RIVAROL: Quali riflessioni le suggeriscono il recentissimo viaggio in Svezia di Bergoglio, viaggio che avuto ufficialmente lo scopo di dare inizio a un anno di celebrazione dei cinquecento anni della Riforma di Martin Lutero, e le dichiarazioni di Francesco su Lutero e con i luterani, nonch\u00e9 la sua partecipazione in una cattedrale luterana ad una riunione con una donna &quot;vescova&quot; e il capo della chiesa luterana di Svezia. Viaggio nel corso del quale Bergoglio non aveva neanche previsto di dire &quot;Messa&quot; (o pi\u00f9 esattamente la sinassi di Paolo VI) mentre la scontenta comunit\u00e0 cattolica locale gli ha forzato la mano, cosa che \u00e8 inaudita?<\/em><\/p>\n<p><em>DON FRANCESCO RICOSSA: Innanzi tutto, questa visita in Svezia \u00e8 il seguito immediato del pellegrinaggio dei luterani a Roma. Bergoglio li ha ricevuti in Vaticano il 13 ottobre con al fianco la statua di Martin Lutero, e gi\u00e0 prima si era recato nel tempio luterano di Roma. La visita in Svezia non \u00e8 che l&#8217;inizio delle iniziative ecumeniche per l&#8217;anniversario dei cinquecento anni della Riforma e in fondo, anche se Bergoglio l&#8217;ha fatto in maniera pi\u00f9 aperta, egli ha solo ripreso la linea di condotta dei suoi predecessori. Infatti, gi\u00e0 Giovanni Paolo II e Benedetto XVI avevano espresso grandi elogi per Martin Lutero. Questo non \u00e8 altro che la conferma di quello che si diceva negli anni &#8217;70: &quot;la nuova messa \u00e8 la messa di Lutero&quot;. Si \u00e8 gridato allo scandalo quando lo dicevano i tradizionalisti, ma in definitiva \u00e8 un&#8217;evidenza.<\/em><\/p>\n<p><em>D&#8217;altronde, la misericordia come la intende Bergoglio \u00e8 del tutto luterana. Egli parla dell&#8217;uomo che pu\u00f2 solo peccare, che quasi deve compiacersi nel peccato e che si salva per la misericordia di Cristo anche se non si allontana dal peccato. Ne ha parlato senza posa e in particolare lungo l&#8217;anno detto della misericordia che si \u00e8 chiuso domenica scorsa. Il peccato \u00e8 nell&#8217;uomo, non si pu\u00f2 eliminare ed \u00e8 coperto dal mantello della Passione di Cristo. Nel suo discorso ai missionari della misericordia, Bergoglio ha detto che anche se un penitente non confessa il suo peccato o non vuole abbandonarlo, la misericordia del Signore lo perdona. Questa \u00e8 un&#8217;idea luterana. Nel documento &quot;Dal conflitto alla comunione&quot;, del giugno 2013, egli ha scritto (n. 154) che anche teologicamente, non solo sulla giustificazione, ma anche sulla Presenza Reale, la Transustanziazione essendo considerata come non essenziale In ogni caso, io penso anche che se Lutero tornasse sulla terra, troverebbe che Bergoglio va troppo in l\u00e0 col progressismo!<\/em><\/p>\n<p>Lasciamo a don Ricossa la responsabilit\u00e0 delle sue speculazioni su Benedetto XVI o sull&#8217;ipoetico ritorno di Lutero; resta il fatto che il nucleo del suo discorso \u00e8 condivisibile: papa Francesco <em>parla dell&#8217;uomo che pu\u00f2 solo peccare, che quasi deve compiacersi nel peccato e che si salva per la misericordia di Cristo anche se non si allontana dal peccato<\/em>; e conclude, don Ricossa, che tale impostazione teologica \u00e8 luterana. Purtroppo ha ragione. Il motto di Lutero, com&#8217;\u00e8 noto, era: <em>Pecca fortiter, sed crede fortius<\/em>: pecca pure, basta che tu abbia la fede. Logico: non ci si salva con le opere, ma solo con la fede e per la grazia di Dio; dunque, se si ha fede e si pecca, pazienza, Dio ci salver\u00e0 ugualmente. Anche senza pentimento per il peccato commesso? Probabilmente s\u00ec: Lutero non dice: <em>Pecca fortemente, ma poi pentiti ancor pi\u00f9 fortemente<\/em>; ma dice: <em>Pecca fortemente, e poi credi ancora pi\u00f9 fortemente<\/em>. Allora, si direbbe che basti credere, anche senza pentirsi. Il fatto della fede include il fatto del pentimento? Non davvero; per come la pensa Lutero, sono due cose distinte: l&#8217;uomo non ha alcun merito davanti a Dio, ha solo colpe; se si salva, \u00e8 solo per la misericordia di Dio. Ed ecco qui la famosa &quot;misericordia&quot; di cui tanto parla, e straparla, papa Francesco; al punto da averne fatto il perno della sua esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em>.<\/p>\n<p>Che cosa manca, nel discorso di papa Francesco sulla misericordia di Dio? Manca la nozione del pentimento; e, pi\u00f9 a monte, manca addirittura la nozione del peccato. Ci avete fatto caso? Da quando \u00e8 stato fatto papa, e pur non lasciando passare un solo giorno senza sfruttare la Messa nella comunit\u00e0 di Santa Marta per sproloquiare sui temi pi\u00f9 vari, sovente con pochissima o nessuna aderenza alle Sacre Scritture, il papa non ha mai parlato del peccato e della necessit\u00f2 del pentimento. E, se \u00e8, per questo nessuno l&#8217;ha mai visto inginocchiarsi davanti al Santissimo; al contrario, lo si \u00e8 visto &#8212; durante la vista pastorale a Milano, per esempio: quella della famosa sortita &quot;pubblica&quot; alla <em>toilette<\/em> mobile &#8211; restarsene ostentatamente seduto, per un bel pezzo, davanti all&#8217;altare. E allora, ecco che il cerchio si chiude: niente peccato, niente pentimento, niente Presenza Reale quale garanzia della nostra giustificazione davanti a Dio. Se il peccato non \u00e8 pi\u00f9 tale, perch\u00e9 poi, tanto, c&#8217;\u00e8 la misericordia dio Dio; e se il pentimento non \u00e8 pi\u00f9 necessario, perch\u00e9 basta la sola fede (come per i luterani), allora a che serve la Presenza Reale di nostro Signore nel Sacramento dell&#8217;Eucarestia? Evidentemente, a niente. E dunque, \u00e8 perfettamente logico che ci si prepari a &quot;smitizzare&quot; pure quella: dopo che padre Sosa Abascal ha smitizzato la figura del diavolo, affermando che essa \u00e8 solo un simbolo del male, ora dobbiamo prepararci alla smitizzazione della Presenza Reale di Ges\u00f9. Diverr\u00e0, guarda caso, una presenza simbolica pure quella. Gi\u00e0 Lutero, alla Presenza Reale, ci credeva e non ci credeva: per rimarcare la distanza dai troppo creduli cattolici, rimise in auge il termine &quot;consustanziazione&quot;, in luogo di Transustanziazione. Come dire che il pane e il vino restano pane e vino, ma, nello stesso tempo, diventano <em>anche<\/em> il Corpo e il Sangue di Cristo. Insomma, un bel pasticcio (bello, si fa per dire).<\/p>\n<p>Quando si arriver\u00e0 a quel punto &#8212; e forse non ne siamo pi\u00f9 tanto lontani &#8212; l&#8217;intera dottrina cattolica diverr\u00e0 un simbolo, specie dopo che il papa ha detto che non bisogna irrigidirsi su di essa, altrimenti si \u00e8 solo dei fanatici che cercano la divisione, mentre la dottrina bene intesa produce <em>sempre<\/em> l&#8217;unione (strano, perch\u00e9 Ges\u00f9 ha detto: <em>Metter\u00f2 due contro tre e tre contro due<\/em>). Un simbolo la Trinit\u00e0; un simbolo l&#8217;Incarnazione; un simbolo la Madonna e la sua immacolata Concezione; un simbolo la Passione, Morte e Risurrezione di Cristo; un simbolo il giudizio; un simbolo il paradiso e l&#8217;inferno. Chi parla pi\u00f9 della morte, della vita eterna, del paradiso e dell&#8217;inferno? Bergoglio, forse? Chi parla pi\u00f9, fra tutti questi preti modernisti e tutti questi vescovi e cardinali massoni, dell&#8217;eterna dannazione e dell&#8217;eterna beatitudine? Sono un simbolo anche quelle? Ma certo. E suor Faustina Kowalska, suor Lucia dos Santos, cos&#8217;hanno visto: le fiamme dell&#8217;inferno? No, di certo: erano solo un simbolo anche quelle. Era tutto un simbolo; <em>\u00e8<\/em> tutto un simbolo. Ci diranno: <em>Scusate, ragazzi: abbiamo scherzato. Per duemila anni, la Chiesa ha scherzato. Che volete farci, non avevamo compreso bene il significato del Vangelo. Ma ora sono arrivati i teologi sapienti e intelligenti; sono arrivati i Sosa Abascal, i quali, pur non disponendo delle registrazioni autentiche dei discorsi di Ges\u00f9, nondimeno hanno saputo ricostruirne il vero tenore, e hanno capito tutto. Fino a ieri, avevamo capito piuttosto male; ma ora, dopo la gloriosa svolta del Vaticano II, e soprattutto dopo l&#8217;elezione di papa Francesco, le cose, finalmente, stanno diventando chiare. Non conta la vita buona, non contano le opere, e non contano<\/em> <em>nemmeno i peccati; il pentimento, poi, roba d&#8217;altri tempi: l&#8217;unica cosa che conta \u00e8 la fede.<\/em> Proprio come per Lutero.<\/p>\n<p>E ci volevano cinquecento anni, per arrivare a dargli ragione su tutta la linea?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;opera di distruzione sistematica della Chiesa cattolica da parte clero conquistato dalle idee protestanti e moderniste ha assunto un ritmo incalzante, quasi frenetico. 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