{"id":27598,"date":"2008-02-01T09:37:00","date_gmt":"2008-02-01T09:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/02\/01\/lomofilia-di-nietzsche-e-la-storia-vista-dal-buco-della-serratura\/"},"modified":"2008-02-01T09:37:00","modified_gmt":"2008-02-01T09:37:00","slug":"lomofilia-di-nietzsche-e-la-storia-vista-dal-buco-della-serratura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/02\/01\/lomofilia-di-nietzsche-e-la-storia-vista-dal-buco-della-serratura\/","title":{"rendered":"L&#8217;omofilia di Nietzsche e la storia vista dal buco della serratura"},"content":{"rendered":"<p>Hanno cominciato i biografi.<\/p>\n<p>Si prenda due delle pi\u00f9 fortunate biografie di Nietzsche uscite negli ultimi anni: <em>Nietzsche. Il segreto di Zaratuhustra<\/em> di Joachim K\u00f6hler, apparsa in Germania nel 1992 e tradotta in italiano due anni dopo; e <em>Nietzsche. Biografia di un pensiero<\/em> di R\u00fcdiger Safranski, uscita in Germania nel 2000 e tradotta in Italia nel 2001.<\/p>\n<p>Due ottime biografie, intendiamoci. Entrambe, per\u00f2, accomunate dall&#8217;impegno considerevole rivolto a dirimere la <em>vexata<\/em> (e &quot;spinosa&quot;) <em>quaestio<\/em> se il filosofo tedesco fosse, o no, omosessuale. Specialmente quella del K\u00f6hler.<\/p>\n<p>Ci si chieder\u00e0, e a buon diritto, se una cosa del genere sia poi tanto importante ai fini di una comprensione del pensiero di Nietzsche, o di qualunque altro filosofo, artista, scienziato o uomo politico; insomma di qualunque altro personaggio che abbia esercitato un influsso sui destini dei suoi contemporanei o delle generazioni successive.<\/p>\n<p>Joachim K\u00f6hler non ha dubbi: la vita sessuale degli esseri umani \u00e8 fondamentale per comprendere l&#8217;essenza del loro messaggio ai propri simili &#8211; ammesso che ne abbiano uno da trasmettere. Imbevuto di cultura psicanalitica, la sua grossa biografia di Nietzsche (circa 600 pagine complessive) ruota interamente attorno al &quot;segreto&quot; della sessualit\u00e0 repressa del filosofo, quasi con una tecnica da libro giallo, avvicinando il lettore passo dopo passo verso lo scioglimento finale. In pratica, tutta l&#8217;originalit\u00e0 della filosofia di Nietzsche e della sua creazione pi\u00f9 potente e suggestiva, il personaggio di Zarathustra quale simbolo del super-uomo, altro non sarebbe che il frutto di una salutare, gioiosa, entusiastica rottura con il mondo dell&#8217;inautenticit\u00e0 e della pedantesca convenzionalit\u00e0 del Nord, mediante l&#8217;incontro &quot;dionisiaco&quot; con il Sud, libero e spontaneo. Ma poi la sorella del filosofo, Elizabeth, curatrice delle sue opere dopo la pazzia, e poi, la morte di lui, ha provveduto a dissimulare ogni traccia di questo &quot;segreto&quot;, trasmettendoci l&#8217;immagine di un Nietzsche &quot;senza corpo&quot; (come notava anche Martin Heidegger) e, quindi, senza pulsioni sessuali; immagine che ha condizionato fortemente la lettura della sua filosofia e che ha ridotto le possibilit\u00e0 di una sua corretta e proficua interpretazione.<\/p>\n<p>Scrive infatti questo saggista <em>(Op. cit.,<\/em> traduzione italiana di Paolo Fontana, Milano, Rusconi, 1994, pp. 38-41):<\/p>\n<p><em>&quot;Nietzsche aveva diversi segreti, che per le generazioni future divennero tab\u00f9. Il suo contagio da sifilide, che si suppone sia avvenuto a causa di un rapporto con una prostituta di Colonia o di Lipsia, potrebbe provenire, come sostenuto da un&#8217;altra fonte, da un uomo con il quale intrattenne rapporti non in un discreto &#8216;stabilimento&#8217; in stile r\u00e9tro, ma in un postribolo per uomini a Genova. Ma anche contro l&#8217;ipotesi di una sifilide contratta \u00abnel rispetto delle regole\u00bb si batt\u00e9 accanitamente la sorella, e con lei una folta schiera di ammiratori. Come se fosse stato l&#8217;unico a essere colpito da questo male&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Gi\u00e0 allora ci si preoccupava di salvaguardare la \u00abdottrina pura\u00bb. Che cosa ha a che fare la filosofia con il corpo? Molto, sostiene Nietzsche. Un pensatore, cos\u00ec scrisse una volta, \u00abnon<\/em> pu\u00f2 <em>far nient&#8217;altro che trasferire ogni volta il suo stato nelle forme e nella lontananza pi\u00f9 spirituali &#8211; precisamente quest&#8217;arte della trasfigurazione<\/em> \u00e8 <em>filosofi. Non siamo arbitri, noi filosofi, di stabilire una separazione tra anima e corpo. Non siamo ranocchi pensanti\u00bb (<\/em>Gaia scienza<em>, Pref. II ed, par. 3). Nietzsche ha fatto parlare il suo corpo, ha cantato le sue brame anche nello<\/em> Zarathustra<em>, ha messo a nudo la sua natura di satiro. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il segreto di Nietzsche, che si nascondeva dietro il suo odio per le consuetudini e le segretezze, era rivolto verso un mondo dai corpi belli e sani in una rinata antichit\u00e0. Il loro motto \u00e8: \u00abIl disprezzo per la vita sessuale&#8230; \u00e8 il vero peccato contro lo spirito santo della vita\u00bb (<\/em>Ecce homo<em>, Milano 1981, p. 67).<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In Italia egli trov\u00f2 ci\u00f2 che cercava. Il filosofo che vagabondava in incognito lungo le coste ed era reperibile soltanto fermo-posta, non teneva particolarmente ad essere riconosciuto come tale. \u00abSe sono un<\/em> filosofo<em>? &#8211; scrisse ad un ammiratore. &#8211; Che cosa importa!\u00bb. Ma rimane lusingato quando si crede di riconoscere in lui un ufficiale. \u00abIo sono pratico di due armi: la sciabola e il cannone &#8211; e forse anche di una terza&#8230;\u00bb,cos\u00ec dava ad intendere nella stessa lettera. Nietzsche, il satiro, non ha nessun motivo di coprirsi o tanto meno di temere il giudizio altrui. Al suo Zarathustra fa esclamare: \u00abIo amo il mugghiare della cattiva fama\u00bb.<\/em>_3C/p>\n<p><em>&quot;Questo che cosa ha a che fare con la filosofia? Secondo Nietsche molto. Ogni filosofia, scrive, \u00e8 \u00abil confessarsi del suo autore e una specie di<\/em> m\u00e8moires <em>non volute e improvvise. . Soltanto ci\u00f2 che un uomo vive e soffre pu\u00f2 essere trasformato in filosofia\u00bb. \u00abScrivi col sangue\u00bb, esige Zarathustra. Proprio questo concetto non \u00e8 riuscito ad essere accettato sino ad oggi dal gruppo dei fedeli di Nietzsche: si desidera elevarlo al di sopra di tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano, troppo umano, come loro suggeriva il suo presunto ideale della &#8216;bestia bionda&#8217; e come fece credere sua sorella Elisabeth ai suoi contemporanei. Ella si invent\u00f2 la testa di gesso senza corpo con il contrassegno dei baffi. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Senza la profonda esperienza della sessualit\u00e0, la filosofia intuitiva di Nietzsche non sarebbe comprensibile, i suoi concetti rimangono bizzarri gusci, il suo<\/em> Zarathustra <em>un libro con sette sigilli.&quot;<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che, dopo aver posto la questione in tali termini e dopo aver addossato allo stesso Nietzsche la responsabilit\u00e0 di aver sostenuto che nessuna filosofia \u00e8 comprensibile facendo astrazione dal corpo del suo autore, non resta altro da fare che circoscrivere il significato di ogni filosofia a quello di essere specchio e riflesso della sua vita, unica e irripetibile; e, pertanto, di non avere assolutamente nulla da dire a chiunque altro.<\/p>\n<p>Si ammetter\u00e0 che \u00e8 una posizione speculativa piuttosto audace, per non dire estrema: presa alla lettera, essa significherebbe, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, che lo studio della filosofia \u00e8 totalmente inutile, perch\u00e9 essa non serve a comunicare idee e punti di vista sulla realt\u00e0, ma &#8211; tutt&#8217;al pi\u00f9 &#8211; soltanto per capire un po&#8217; meglio la figura storica dei singoli filosofi.<\/p>\n<p>Eppure K\u00f6hler non arretra davanti a simili aberranti conclusioni, anzi vi si getta a capofitto, quasi con gioia; supportandole, ancora una volta, con il parere di alcuni conoscenti personali dello sesso Nietzsche e trasformando cos\u00ec, in un colpo solo, tutta la storia della filosofia in una mera storia della psicologia individuale (<em>Op. cit.<\/em>, pp. 41-42).<\/p>\n<p><em>&quot;Gi\u00e0 i suoi amici si sforzavano inutilmente di capire quest&#8217;opera<\/em> [cio\u00e8 lo <em>Zarathusta<\/em>] <em>concepita grazie ad una &#8216;ispirazione&#8217; e rispondevano imbarazzati dopo averla ricevuta. Conoscevano Nietzsche troppo bene, non era certo adatto ad essere un idolo e guida dell&#8217;umanit\u00e0. Erwin Rhode, che visse con lui a Lipsia, scrisse nel 1895 che la sua filosofia \u00ab\u00e8 solo de unicamente solo una<\/em> persona <em>e la sua geniale autorappresentazione: io nego assolutamente che ci sia alcunch\u00e9 da fare con i suoi scritti per chiunque altro che non sia Nietzsche stesso. \u00c8 disposto a considerarli degni anche \u00abin altissima misura\u00bb, ma \u00abin alcun modo fruttuosi\u00bb. Rhode si tradisce quassi quando parla direttamente di se stesso e dell&#8217;enigma che si nasconde dietro gli scritti dell&#8217;amico: \u00abE<\/em> per me <em>sono in massimo grado fonte di dolore, anche solo a sfiorarli: da essi mi osservano i vecchi tempi, con i loro moti giovanili ed il torbido riflesso che ricade ora su questo mio infruttuoso autunno, e<\/em> dovuque <em>mi appare, a suscitare ancor maggior dolore e tristezza, la disperata<\/em> oscurit\u00e0 <em>che soggiace a<\/em> tutte <em>le espressioni e gli stati d&#8217;animo di Nietzsche\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi vuole illuminare il buio, risolvere il segreto di Zarathustra, deve esplorare la vita di Nietzsche, ripercorrere il cammino da lui intrapreso e non ritrarsi quando ci\u00f2 venga richiesto da una \u00abormai superata discrezione\u00bb. Le sue inesprimibili paure e i suoi inconfessabili desideri sono rinchiusi nello<\/em> Zarathustra<em>: la storia di un prigioniero che si libera da solo, conquista un mondo nuovo ed indica agli altri la strada per raggiungerlo. Dietro il solenne linguaggio biblico si nasconde l&#8217;esperienza fisicamente vissuta, sotto la maschera del profeta sorride il \u00abprincipe Vogelfrei\u00bb con il suo \u00absorriso alcionio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Senza dubbio, negli ultimi anni della sua vita cosciente Nietzsche ha cercato di trasformare l&#8217;esperienza del suo corpo martoriato e poi liberato in una convincente dottrina. L&#8217;insuccesso di questo suo sforzo \u00e8 dovuto al fatto che la liberazione non si lascia costringere in un sistema. \u00abAvrebbe dovuto<\/em> cantare <em>questa nuova anima, e non parlare!\u00bb (<\/em>Nascita della tragedia<em>, p. 7). Il suo violento tentativo di imporre una valida controfilosofisa al cristianesimo e al &#8216;platonismo&#8217; le cnfer\u00ec gli stessi tratti violenti: una cinica guida alla presa del potere, cos\u00ec fu intesa dai suoi destinatari.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La prima iniziativa di imbalsamare Nietzsche come &#8216;spirito puro&#8217; di un nuovo germanesimo part\u00ec dalla sorella, dopo che egli aveva perso la ragione.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Si ha l&#8217;impressione che K\u00f6hler non si renda conto della contraddittoriet\u00e0 insita nel suo metodo d&#8217;indagine. Infatti, se, per capire il pensiero di un autore, \u00e8 necessario risalire alla sua biografia intima, in particolar modo sessuale, non si capisce bene quale valore universale potrebbero avere le sue dottrine <em>in se stesse<\/em>, n\u00e9 per quale ragione ci si dovrebbe prendere la briga di studiare sia queste che quella. In fondo, andare a controllare cosa sia successo sotto le lenzuola dei grandi uomini, per dedurne la coerenza del loro pensiero nonch\u00e9 la validit\u00e0 interpretativa con cui cerchiamo di coglierlo, \u00e8 cosa pi\u00f9 consona a un poliziotto che a uno storico, e sia pure a quel particolare genere di storico che \u00e8 il biografo.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 di peggio.<\/p>\n<p>Qualora, armati degli strumenti della psicanalisi, ci si avventura nell&#8217;opera di un autore per rinvenirvi le tracce <em>inconsce<\/em> delle sue segrete pulsioni e dei suoi &quot;inconfessabili desideri&quot; (per usare l&#8217;espressione di K\u00f6hler), \u00e8 chiaro che si pu\u00f2 giungere ad attribuire a quell&#8217;autore ogni sorta di nevrosi, complessi, inibizioni e deviazioni sessuali: esattamente come faceva Freud, nell&#8217;interpretazione dei sogni dei suoi pazienti. Si urta bens\u00ec contro il criterio scientifico della &quot;falsificabilit\u00e0&quot; caro a Karl Popper; ma, in compenso, si ha il vantaggio (se cos\u00ec lo si vuol chiamare) di attribuire a chiunque praticamente qualsiasi istinto, plasmandone <em>a posteriori<\/em> la personalit\u00e0 e, di conseguenza, il pensiero, secondo gli schemi interpretativi che si preferiscono.<\/p>\n<p>Insomma, si fa un uso spregiudicato della &quot;polizia psicologica&quot; per far &quot;confessare&quot; retroattivamente le &quot;inconfessabili&quot; (e, in genere, vergognose) pulsioni che quell&#8217;autore ha fatto del suo meglio per dissimulare, sia agli altri che, sovente, a se stesso. Si chiamano perfino i suoi conoscenti per rendere testimonianza (come abbiamo visto in K\u00f6hler), davanti al tribunale della psicanalisi, al fine di smascherare i tentativi, pi\u00f9 o meno abili, di quel determinato autore di dissimulare le proprie pulsioni profonde e di portare i suoi lettori su una falsa pista, facendo credere di essere altro da quello che \u00e8.<\/p>\n<p>Un altro esempio abbastanza tipico di questo tipo di atteggiamento pseudo-storico \u00e8 quello del saggista R\u00fcdiger Safranski che, pur non attribuendo la stessa centralit\u00e0 alle pulsioni sessuali rimosse di Nietzsche nella costruzione della sua filosofia, formula tuttavia con ancor maggiore chiarezza la dottrina, chiamiamola cos\u00ec, del metodo poliziesco-psicanalitico applicato alla biografia degli uomini eminenti.<\/p>\n<p>Ma lasciamo la parola allo stesso Safranski (traduzione di Stefano Franchini, Milano, Longanesi &amp; C., 2001, pp. 260-262):<\/p>\n<p><em>&quot;Quando Nietzsche appone al quarto libro della<\/em> Gaia scienza <em>l&#8217;epigrafe<\/em> Sanctus Januarius, <em>ci\u00f2 \u00e8 di certo una dichiarazione d&#8217;amore per questo mese gagliardo del 1882 a Genova, ma \u00e8 altres\u00ec una dedica a un santo, il martire Sanctus Januarius. A Napoli, dove \u00e8 particolarmente venerato con molte immagini e statue che Nietzsche conobbe nel 1876, \u00e8 chiamato san Gennaro. Questo martire fu un uomo con alcune qualit\u00e0 femminili. Fu di una delicata bellezza e soffr\u00ec di periodici sanguinamenti. Nell&#8217;immaginazione, il sangue del suo martirio \u00e8 mescolato con il mestruo. Fu contemporaneamente uomo e donna ed \u00e8 cos\u00ec potuto diventare il santo degli androgini. Nella cappella sotterranea della chiesa principale di Napoli a lui intitolata, venne allora conservata la testa del martire decapitato, assieme a due flaconcini del suo sangue, ritenuto miracoloso. A questo<\/em> femminiello, <em>a Napoli lo si chiama anche cos\u00ec, si rivolge la poesia con cui inizia il quarto libro della<\/em> Gaia Scienza<em>: \u00abTu che con lancia di fuoco \/ frangi il gelo dell&#8217;anima mia, \/ s\u00ec che scrosciando al mare si precipita \/ dalla pi\u00f9 alta tra le sue speranze: \/ cos\u00ec sempre pi\u00f9 chiara e pi\u00f9 fresca, \/ libera, in questa necessit\u00e0 pi\u00f9 colma d&#8217;amore \/ essa celebra le tue meraviglie, \/ bellissimo Januarius!\u00bb (G. S.: 198). Nietzsche raccomand\u00f2 vivamente al suo amico Gersdorff la lettura di questo libro dedicato al martire androgino, dicendo che i suoi libri raccontavano \u00abtanto di me, quanto non potrebbero centinaia di lettere d&#8217;amicizia. In questo senso leggi soprattutto Sanctus Januarius\u00bb (6, 248; fine agosto 1882). Molti interpreti hanno inteso ci\u00f2 come ammissione indiretta della sua inclinazione omosessuale. Ma cosa si crede di capire se si intende cos\u00ec Nietzsche? Con questo, alcuni credono di possedere una chiave per il problema della sua vita e dell&#8217;intera sua opera.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;C&#8217;\u00e8 un intrico di congetture. Il fanciullo cresce orfano di padre, circondato di donne. Si sono voluti scoprire nei primi ani accenni di amore per la sorella. Il piccolo &#8216;Fritz&#8217; non avr\u00e0 per caso addirittura portato a letto Elizabeth, venendo poi torturato da cattiva coscienza? Si continua a seguire la traccia dei segreti sessuali nel periodo di Schulpforta. Qui c&#8217;\u00e8 la storia con il poeta vagabondo e trascurato Ernst Ortleb, famoso e famigerato nei dintorni di Naumburg. Gli studenti divinizzavano questo genio fallito, che girovagava per i boschi, quasi sempre ubriaco, e che nei giorni d&#8217;estate recitava le sue poesie e cantava sotto le finestre delle aule. Qualcosa di inquietante emanava da lui, era famigerato per i suoi attacchi blasfemi contro il cristianesimo e disturbava la messa con forti grida. Famosa era la sua poesia<\/em> Il padrenostro del XIX secolo<em>, che terminava con i versi: \u00abla religione di tempi vetusti \/ disprezza il figlio di novelli giorni augusti \/ e sogghigna l&#8217;intero creato \/ &#8216;Che il tuo nome non sia santificato&#8217;\u00bb (Schulte 33). Nell&#8217;album poetico nietzscheano del periodo di Pforta si trovano alcune poesie che provengono dalla mano di Ortleb. Si sospettava Ortleb, questo individuo emarginato, di inclinazioni pederastiche. All&#8217;inizio di luglio del 1864 lo si ritrov\u00f2 morto in un fosso. Nietzsche e i suoi amici fecero una colletta per pagare la sua lapide.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nella poesia<\/em> Davanti al crocefisso <em>il diciottenne Nietzsche ha ritratto quest&#8217;uomo inquietante come un ebbro empio, che grida al Cristo crocefisso: \u00abVieni gi\u00f9! Sei forse sordo? \/ Eccoti lamia bottiglia!\u00bb (SGI: 289). Secondo la ricostruzione biografica di H. J. Schmidt, Ortleb potrebbe essere stato il primo seduttore dionisiaco nella vita di Nietzsche e forse non soltanto nel mondo dell&#8217;immaginazione, ma anche in quello della sessualit\u00e0. Nietzsche, contemporaneamente traumatizzato ed estasiato, cos\u00ec ipotizzano alcuni, non si sarebbe mai svincolato da questa prima violenza di un Dioniso in carne e ossa, e questo evento sarebbe il vero scenario originario dell&#8217;esperienza dionisiaca, a cui in seguito Nietzsche avrebbe rinviato soltanto con osservazioni sussurrate, torturato ai sensi di colpa, un po&#8217; come quando chiarisce (appunto) in<\/em> Ecce homo<em>:\u00abL&#8217;assoluta certezza su che cosa io<\/em> sono <em>si proiett\u00f2 su una qualche realt\u00e0 casuale &#8211; la verit\u00e0 su me stesso parl\u00f2 da una tremenda profondit\u00e0\u00bb (EH:73).<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Se la presunta scena originaria della seduzione sessuale (e forse perfino della violenza) da parte di Ortleb e le inclinazioni sessuali destate (o rafforzate) da esso abbiano portato in questa \u00abtremenda profondit\u00e0\u00bb, allora si scoprir\u00e0 ovunque, nell&#8217;opera, il ritorno di questa esperienza&#8230;mascherata da immagini e ricordi di copertura. Ma con ci\u00f2 si ridurr\u00e0 l&#8217;immensit\u00e0 della vita, che il pensiero di Nietzsche esige, alla storia segreta della sua sessualit\u00e0, rendendola il luogo privilegiato per l&#8217;accadere della verit\u00e0. La sessualit\u00e0 vale come verit\u00e0 della persona. Questa \u00e8 forse, in relazione alla verit\u00e0, la finzione pi\u00f9 evidente del XX secolo, ma sorse gi\u00e0 nel XIX secolo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nietzsche ha sofferto per la crudezza e l&#8217;aggressivit\u00e0 nascosta di una tale volont\u00e0 di verit\u00e0 che decifra la persona a partire dalla sua storia sessuale. Anch&#8217;egli ha indagato l&#8217;accadere pulsionale, ma in esso vi ha scoperto una variet\u00e0 infinita; in tale questione, egli fu politeista e non indulgeva al monoteismo privo di fantasia dei deterministi sessuali. Inizialmente, fu proprio Richard Wagner a gravarlo e poi a offenderlo \u00abmortalmente\u00bb con una siffatta psicologia sessuale del sospetto.&quot;<\/em><\/p>\n<p>A parole, quindi, Safranski si mostra consapevole di quanto possano essere forzati i risultati di uno studio biografico basato sulla &quot;psicologia del sospetto&quot;, che vede ovunque bugiardi da smascherare, con le buone o con le cattive: un po&#8217; come lo psichiatra che ha in cura Zeno Cosini (ne <em>La coscienza di Zeno<\/em> di Italo Svevo) e che ne pubblica il diario, allo scopo di indurlo a riprendere la &quot;cura&quot; interrotta.<\/p>\n<p>Ma poi, in pratica, non rinuncia a servirsi di quest&#8217;arma insidiosa, mettendo in campo tutte le ipotesi possibili e immaginabili sull&#8217;inconscio di Nietzsche, e scaricandone la responsabilit\u00e0 sui &quot;si dice&quot; di qualche altro storico o biografo. Cos\u00ec, per esempio, non esita nemmeno per un attimo a ipotizzare un incesto infantile del giovanissimo Nietzsche con la sorellina Elisabeth &#8211; di cui non esiste alcun indizio concreto nei documenti in nostro possesso &#8211; al solo scopo, si direbbe, di rimestare nel torbido di una infanzia che, Freud <em>docet<\/em>, &quot;deve&quot; essere stata torbida e traumatica: altrimenti non si giungerebbe a spiegare&quot; gli aspetti criptici della sua filosofia!<\/p>\n<p>E, dopo i biografi, ce la stanno mettendo tutta anche gli storici di professione.<\/p>\n<p>Sempre restando nell&#8217;area culturale tedesca, lo storico Lothar Machtan, docente universitario a Brema, qualche anno fa ha lanciato una inchiesta-scandalo, in parecchie lingue e in ben dodici Paesi contemporaneamente, intitolata <em>Il segreto di Hitler<\/em>.<\/p>\n<p>Inutile dire che il preteso &quot;segreto&quot; del <em>F\u00fchrer<\/em> del Terzo Reich altro non sarebbe stato che la sua mal dissimulata tendenza omosessuale; per dimostrare la quale Machtan d\u00e0 prova, attraverso quasi 400 pagine fitte di nomi, date e circostanze precisi, di tutta la possibile acribia filologica e di una tenacia poliziesca degna di un vero mastino.<\/p>\n<p>Ci ripromettiamo di trattare questo argomento in un prossimo lavoro.<\/p>\n<p>Per\u00f2, ci permettiamo fin da ora di avanzare una domanda: siamo proprio sicuri che sia questo il modo giusto di fare ricerca storiografica: spiando, cio\u00e8, dal buco della serratura della camera da letto dei personaggi famosi e trasformando i propri lettori in altrettanti, discutibili <em>voyeurs<\/em>? Siamo proprio sicuri che, per capire Hitler e il nazismo, sia cos\u00ec fondamentale stabilire se egli avesse, oppure no, delle tendenze omosessuali? Che la storiografia si possa ridurre a psicologia e a psicanalisi; e che lo storico possa fare altrettanto bene, anzi meglio, il proprio lavoro, indossando i panni di un dottor Freud in sedicesimo, vedendo o sospettando sempre e ovunque &#8211; come insegnava il suo maestro &#8211; pulsioni incestuose, sadico-anali, masochiste e segreti desideri di parricidio e matricidio?<\/p>../../../../n_3Cp>Ci sia almeno permesso di avere qualche dubbio in proposito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hanno cominciato i biografi. Si prenda due delle pi\u00f9 fortunate biografie di Nietzsche uscite negli ultimi anni: Nietzsche. 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