{"id":27592,"date":"2019-01-29T11:14:00","date_gmt":"2019-01-29T11:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/29\/omaggio-alle-chiese-natie-una-riflessione-conclusiva\/"},"modified":"2019-01-29T11:14:00","modified_gmt":"2019-01-29T11:14:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-una-riflessione-conclusiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/29\/omaggio-alle-chiese-natie-una-riflessione-conclusiva\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: una riflessione conclusiva"},"content":{"rendered":"<p>Siamo cos\u00ec arrivati alla fine del nostro pellegrinaggio fra le chiese di Udine, sul filo della memoria. \u00c8 stato un duplice viaggio, nello spazio e nel tempo, che ci ha permesso di misurare quanto profondamente \u00e8 cambiata la societ\u00e0 negli ultimi decenni: al punto che i nostri nonni, e forse anche i nostri genitori, se tornassero sulla terra a vedere come vanno le cose quaggi\u00f9, non riuscirebbero a capacitarsi che sia trascorso meno di mezzo secolo dall&#8217;ultima volta che hanno visto e udito coi loro occhi e coi loro orecchi quel che accadeva nel mondo in cui noi, oggi, ci troviamo a vivere. E se il disagio \u00e8 grande per noi, che da loro abbiamo ricevuto gli esempi e i modelli di vita, quasi sempre buoni, sovente ottimi, non riusciamo neanche a immaginare il dolore e la tristezza che proverebbero loro, vedendo quel che i loro figli e nipoti hanno saputo fare dei loro insegnamenti, vale a dire disperderli come spruzzi d&#8217;acqua nella sabbia del deserto, facendo in modo che nessun&#8217;altra pianta buona riuscisse ad allignare l\u00e0 dove loro avevano creato, con il lavoro, i sacrifici e gl&#8217;ideali, un vero e proprio giardino. Questa visione del mondo di cinquant&#8217;anni fa \u00e8 troppo idillica, \u00e8 viziata da un eccesso di nostalgia che ci porta a idealizzarlo? Ce lo siamo chiesti insistentemente e proprio per questo ci siamo sforzati di spingere lo sguardo il pi\u00f9 a fondo possibile, per non fare torto al presente e per non abbellire oltremisura quello che Franz Werfel avrebbe chiamato <em>il mondo di ieri<\/em>. Tuttavia, per quante volte ponessimo il confronto, ogni volta siamo giunti alla stessa, identica conclusione: negli ultimi cinquant&#8217;anni la societ\u00e0 ha conosciuto un disastroso regresso, che da ultimo si \u00e8 fatto addirittura precipitoso; \u00e8 come se dei virus di morte fossero penetrati nel suo organismo e avessero distorto il modo di sentire e di pensare della maggior parte delle persone, trascinando l&#8217;intero corpo sociale in una deriva inarrestabile, morale e spirituale, in fondo alla quale gi\u00e0 s&#8217;intravvede il punto d&#8217;arrivo: la dissoluzione totale e definitiva del nostro mondo, la decomposizione dell&#8217;attuale paradigma culturale, un gigantesco sconvolgimento non solo sociologico e antropologico, ma anche biologico e materiale. La cosiddetta globalizzazione sta facendo il vuoto, il deserto; sta spazzando via, come un rullo compressero, identit\u00e0, culture, appartenenze; sta rimescolando le comunit\u00e0 umane, specialmente la nostra, italiana ed europea, come se fossero semplici pezzi di un gioco ad incastro. Entro pochi altri decenni non vi sar\u00e0 pi\u00f9 l&#8217;Europa, semplicemente perch\u00e9 non vi saranno pi\u00f9 gli europei; non vi sar\u00e0 pi\u00f9 la Chiesa, quella vera almeno, semplicemente perch\u00e9 non vi saranno pi\u00f9 i cattolici, tranne pochi individui costretti a nascondersi nelle catacombe; non vi sar\u00e0 pi\u00f9 la cultura, n\u00e9 la morale, cos\u00ec come le abbiamo conosciute, ma vi sar\u00e0 il totale e incontrastato impero dell&#8217;ignoranza eretta a sistema e del relativismo pi\u00f9 spinto e aggressivo. Cinquant&#8217;anni fa c&#8217;era ancora la Patria, c&#8217;era la famiglia, c&#8217;era la fede in Dio, c&#8217;erano i confini, c&#8217;era un esercito, c&#8217;era una moneta sovrana, c&#8217;erano il lavoro, il risparmio, le pensioni, c&#8217;era la certezza del diritto, c&#8217;era la chiara distinzione fra il bene e il male, fra il vero e il falso, fra il giusto e l&#8217;ingiusto, fra il bello e il brutto. Orta tutte le distinzioni, anche le pi\u00f9 necessarie alla vita, beninteso a una vita ordinata e da esseri umani, non gi\u00e0 da bestioni ciechi e irragionevoli, sono cadute, e nessuno si azzarda a ricostruirle: vige una cappa di conformismo culturale cos\u00ec pesante, che ciascuno si guarda bene dal fare anche solo uno starnuto fuori dal politicamente corretto; in compenso, vige e regna sovrana una smisurata ipocrisia, secondo la quale non c&#8217;\u00e8 mai stata un&#8217;epoca della storia pi\u00f9 liberale, pi\u00f9 tollerante, pi\u00f9 democratica di questa. Cinquant&#8217;anni fa, inoltre, c&#8217;era l&#8217;infanzia, quella vera; e con essa c&#8217;era la speranza nel futuro, perch\u00e9 i bambini sono la speranza del futuro. Ma oggi i bambini sono pochi, sono sempre di meno; siamo in un mondo di vecchi, sempre pi\u00f9 soli e sempre pi\u00f9 egoisti; di vecchi che non vogliono invecchiare, che non vogliono cedere il passo alle nuove generazioni, che vorrebbero occupare all&#8217;infinito tutti i posti; e i pochi bambini non sono pi\u00f9 tali, hanno rubato loro l&#8217;infanzia, mediante un sistema educativo folle e irresponsabile, e, ancor pi\u00f9, mediante l&#8217;abuso della tecnologia elettronica, specie dei telefonini.<\/p>\n<p>Ma come \u00e8 possibile che siamo giunti a queste conclusioni, semplicemente passando in rassegna le chiese della nostra citt\u00e0 natale e misurando la distanza fra il ricordo che ne avevamo, legato alla nostra infanzia, e la realt\u00e0 presente? Non solo \u00e8 possibile, ma \u00e8 perfettamente logico e naturale, beninteso se si hanno occhi per vedere realmente, e non solo per guardare le cose; e se si \u00e8 interessati a fare due pi\u00f9 due, cio\u00e8 a trarre le doverose e necessarie deduzioni da ci\u00f2 che si offre al proprio sguardo. Abbiamo scoperto che, da quando ce ne siamo andati, molte nuove chiese sono state costruite, tutte in periferia, per servire la popolazione dei nuovi quartieri suburbani; per\u00f2 abbiamo visto che il numero totale delle chiese cattoliche regolarmente officiate \u00e8, in realt\u00e0, diminuito. In centro, molte chiese sono state chiuse e diverse sono state &quot;imprestate&quot; ad altri culti, cio\u00e8 alle diverse comunit\u00e0 ortodosse presenti in citt\u00e0, e che allora non c&#8217;erano. Niente di male, in questo: piuttosto che lasciarle cadere in degrado, \u00e8 meglio che siano state cedute in uso agli ortodossi, che sono dei cristiani seri; molto pi\u00f9 seri, in questo momento storico, della maggior parte dei cattolici: quando celebrano la santa Messa, lo fanno con tutta la solennit\u00e0 e la sacralit\u00e0 del caso e certo non permetterebbero mai le disgustose esibizioni moderniste, ecumeniste, interreligiose e perfino omosessualiste, che ormai impazzano nelle parrocchie cattoliche. Tuttavia, la chiusura di una chiesa al culto cattolico \u00e8 pur sempre una cosa triste; e anche se \u00e8 vero che il fenomeno \u00e8 dovuto, almeno in parte, al trasferimento di molti udinesi dal centro alla periferia, considerata ormai pi\u00f9 vivibile e pi\u00f9 godibile dei vecchi quartieri storici, come del resto avviene in tutta Italia e in tutta Europa, all&#8217;origine del fenomeno c&#8217;\u00e8 anche, e soprattutto, una ragione di tipo spirituale e religioso: la popolazione ha perso la fede, e il clero ha, in ci\u00f2, una responsabilit\u00e0 non secondaria. Pertanto \u00e8 inutile costruire nuove chiese, peraltro sempre pi\u00f9 brutte e sempre meno simili a chiese, perch\u00e9 il problema non \u00e8 quello di avvicinare le chiese alle case della gente, ma \u00e8 proprio quello opposto, di avvicinare la gente alle chiese. In altre parole, la gente si \u00e8 allontanata dalla religione e ci\u00f2 che il clero dovrebbe fare, invece di costruire nuove chiese, \u00e8 rendere la Chiesa pi\u00f9 credibile: non seguendo le strade del mondo, non cercando l&#8217;approvazione del mondo, e nemmeno investendosi di una missione puramente mondana, quella della lotta conto la povert\u00e0, o per l&#8217;accoglienza dei migranti, o per la tutela dell&#8217;ambiente e degli equilibri ecologici; e neppure per il riconoscimento civile e religioso dei diritti negati delle persone omosessuali, compreso quello di farsi prete o quello di &quot;sposarsi&quot; in chiesa. Non sono queste le cose che riavvicineranno la gente alle chiese, ma la spiritualit\u00e0 dei sacerdoti, la loro capacit\u00e0 di annunciare <em>fedelmente<\/em> la Parola di Dio, che \u00e8 Parola di vita eterna e non parola di sociologi, o di sindacalisti, o di teologi pieni d&#8217;ammirazione per il mondo moderno, e azzoppati da un complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 nei confronti di esso, al quale reagiscono trascinando la dottrina sempre pi\u00f9 lontano dalla vera fede che la Chiesa ha tramandato per quasi duemila anni. Se mai la fede torner\u00e0 ad accendersi nelle anime, la gente sar\u00e0 disposta a fare un chilometro di strada a piedi, pur di recarsi alla santa Messa; ma se la fede si spegner\u00e0 del tutto, la gente smetter\u00e0 di recarsi in chiesa, anche se la chiesa fosse davanti alla porta di casa; oppure ci andr\u00e0, ma non per incontrare e adorare il Signore, non per pregarlo e ascoltare la sua Parola di vita eterna, n\u00e9 per celebrare devotamente il sublime Sacrificio eucaristico, offerto in remissione dei peccati del modo, bens\u00ec per glorificare se stessa, per celebrare l&#8217;uomo, per esaltare la comunit\u00e0 civile mediante una specie di culto assembleare auto-referenziale e, a ben guardare, totalmente laico immanentista.<\/p>\n<p>Lo stato di salute di una comunit\u00e0 ecclesiale si misura dal numero e dalla qualit\u00e0 delle vocazioni religiose. Se i seminari si svuotano; se una citt\u00e0 di centomila abitanti, come Udine, ha perso il suo seminario, lo ha ceduto a un liceo e ha ceduto anche la sua antica chiesa a una comunit\u00e0 ortodossa; se, per salvarne almeno le briciole, ha dovuto unire le forze con altre due diocesi e trasferirlo fuori citt\u00e0, quello \u00e8 un segno chiarissimo del fallimento della vita cristiana. Tutto il resto &#8212; le manifestazioni esteriori, l&#8217;accoglienza dei &quot;migranti&quot;, gli spettacoli ricreativi, le Giornate Mondiali della Giovent\u00f9, i campi scout, magari con i capi scout omosessuali dichiarati e militanti, come nel caso di Staranzano, nella diocesi di Gorizia, dove \u00e8 stato il parroco che ha dovuto fare le valigie perch\u00e9 il suo arcivescovo ha scelto di piacere al mondo piuttosto che a Dio &#8212; \u00e8 assolutamente secondario. Se un seminario resta vuoto, o quasi, mentre qualche decennio fa rigurgitava di aspiranti sacerdoti, ebbene qualche domanda i pastori se la dovrebbero fare, invece di sbavare d&#8217;ammirazione per il Bugiardo argentino il quale, una picconata dopo l&#8217;altra, una eresia dopo l&#8217;altra, sta smantellando quel poco che ancora rimane in piedi della vera e santa Chiesa cattolica. E se i preti sono pochi, sempre di meno, la soluzione non \u00e8 fare le donne prete o celebrare i funerali senza prete; e nemmeno, come dice il Bugiardo argentino, vendere le chiese e magari venderle proprio agli islamici, come si voleva fare in diocesi di Brescia, affinch\u00e9 le trasformino in moschee: questa non \u00e8 solo una resa, \u00e8 un vero e proprio tradimento, che meriterebbe un processo per direttissima e la pi\u00f9 severa condanna nei confronti dei pastori traditori. Le chiese, anche dal punto di vista materiale e finanziario, sono state costruite, nel corso del tempo, da generazioni e generazioni di fedeli cattolici; per questo le gente ha fatto le donazioni, ha sopportato i sacrifici, ha offerto giornate di lavoro gratuito in qualit\u00e0 di muratore, o di falegname, o di elettricista: per dare alla comunit\u00e0 dei fedeli un nuovo tempio di Dio. Non un Dio qualsiasi, ma il Dio cristiano e cattolico (checch\u00e9 ne dica il grande Bugiardo, Dio <em>\u00e8<\/em> cattolico, almeno se siamo ancora cattolici), quello che si \u00e8 manifestato a noi nella Persona di Ges\u00f9 Cristo, il quale ha offerto per noi il suo Corpo e il Suo sangue, e continua ad offrirlo a noi, e noi a Dio, nell&#8217;atto del Sacrificio eucaristico. Con quale diritto, adesso, sia morale, sia legale, questi pastori mercenari e traditori si arrogano i diritto di vendere le chiese ai fedeli della false religioni, affinch\u00e9 questi vi adorino le loro false divinit\u00e0: quelle chiese che sono state costruite con la fede, la pazienza, il sacrificio e l&#8217;amore di tanti e tanti buoni cattolici?<\/p>\n<p>Il crollo della pratica religiosa \u00e8 il riflesso del crollo del sentimento religioso, quello vero e non quello ridicolo e fasullo, che si alimenta di idolatria papista e di pagliacciate pseudo liturgiche, come le chitarrate del vescovo di Noto o le pizzate in chiesa dell&#8217;arcivescovo di Napoli. E il sentimento religioso sta evaporando per la stessa ragione per cui \u00e8 evaporato il sentimento patriottico e il sentimento della sacralit\u00e0 della famiglia, sicch\u00e9 ora nelle caserme, al posto dei giovani italiani addestrati a servire e difendere la Patria, ci sono centinaia di falsi profughi africani, come alla <em>Cavarzerani<\/em> di via Cividale, che si permettono di scatenare sommosse per lamentarsi del cibo, come \u00e8 accaduto nel novembre 2018; e al posto delle case abitate da famiglie numerose ci sono le case sfitte, vendute dalla gente e acquistate dalle banche, che a loro volta le rivenderanno a qualche istituto di credito, a qualche multinazionale dei supermercati, o a qualche miliardario per impiantarvi alberghi, ritrovi di lusso e circoli privati con piscina, golf e sauna finlandese. Ma una societ\u00e0 che non sa riempire le sue chiese di fedeli, le sue caserme di giovani cittadini e le sue case di famiglie fiduciose nel futuro, cio\u00e8 di famiglie formate da un uomo e una donna, che non pensano ad abortire o a evitare le gravidanze in ogni modo, ma a far nascere dei bambini, \u00e8 una societ\u00e0 votata al suicidio. Tutto questo lo abbiamo visto, con infinita tristezza, ripercorrendo le chiese &#8212; e, attraverso le chiese, la storia, l&#8217;arte, la cultura, le attivit\u00e0 economiche, della nostra citt\u00e0 natale &#8211; e siamo certi di non aver esagerato nella severit\u00e0 della diagnosi, anche se questo che stiamo facendo \u00e8 un discorso che non piace, perch\u00e9 urta frontalmente contro la favola bella del multiculturalismo, dell&#8217;accoglienza, della valorizzazione del diverso e contro tutti gli altri slogan insulsi e truffaldini coi quali si riempiono la bocca i nostri politici e ora anche i nostri sacerdoti, mal guadagnando lo stipendio che percepiscono, non per favorire il caos e la dissoluzione, ma per tutelare i cittadini e per pascere le pecorelle della Chiesa di Cristo, secondo il comandamento del divino Maestro. \u00c8 molto, molto triste che le cose siano arrivate a questo punto; ma sarebbe ancora pi\u00f9 triste far finta di nulla e continuare la recita imposta dal copione della cultura dominante, progressista, buonista e relativista, ultima espressione del nichilismo da cui \u00e8 affetta, congenitamente, la civilt\u00e0 moderna. Certo, fare finta di nulla \u00e8 una scelta come un&#8217;altra. Si prende lo stipendio e si pu\u00f2 perfino fare carriera e aver qualche meschina soddisfazione, seguitando a ripetere le menzogne che intossicano i giovani e perpetuano, aggravandolo, lo stato di dissoluzione in cui versa la nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Noi, per\u00f2, non ci stiamo. Non siamo disposti ad assecondare questo ignobile tradimento, perpetrato ai danni della nostra civilt\u00e0 proprio da coloro i quali dovrebbero custodirla, proteggerla e difenderla, e che per questo sono pagati, onorati e rispettati. <em>C&#8217;\u00e8 del marcio in Danimarca<\/em> (<em>Something is rotten in the state of Denmark<\/em>) dice un ufficiale dell&#8217;<em>Amleto<\/em>, Marcello; eccome se ce n&#8217;\u00e8, anche qui, oggi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo cos\u00ec arrivati alla fine del nostro pellegrinaggio fra le chiese di Udine, sul filo della memoria. \u00c8 stato un duplice viaggio, nello spazio e nel<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[92],"class_list":["post-27592","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27592"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27592\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}