{"id":27589,"date":"2018-08-13T08:50:00","date_gmt":"2018-08-13T08:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/13\/omaggio-alle-chiese-natie-san-rocco\/"},"modified":"2018-08-13T08:50:00","modified_gmt":"2018-08-13T08:50:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-san-rocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/13\/omaggio-alle-chiese-natie-san-rocco\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: San Rocco"},"content":{"rendered":"<p>La via San Rocco \u00e8 una di quelle vie strane, che paiono nate da un capriccio urbanistico di chi sa chi e chi sa quando, anche se i suoi abitanti, probabilmente, si offenderebbero moltissimo a udire una simile idea; sta di fatto che non sembra esserci una ragione precisa perch\u00e9 esista e perch\u00e9 sia fatta in quella maniera. \u00c8 spropositatamente lunga, piuttosto stretta e quasi tutta rettilinea, come una freccia che corre attraverso una zona popolata di case basse, villette e piccoli condomini, tutti ben distanziati fra di loro, e fiancheggiata da alberi e giardini, con pochissime botteghe e locali pubblici. Insomma, un luogo tranquillo e di tutto riposo, con uno scarso volume di traffico automobilistico, cosa che rende assai piacevole camminare lungo i marciapiedi deserti, all&#8217;ombra degli alberi e delle siepi, sfiorando i vecchi muretti di pietra. Ma perch\u00e9 esiste? \u00c8 una parallela di viale Venezia: la s&#8217;imbocca dopo aver lasciato il piazzale XXVI Luglio prendendo la prima a sinistra, e fin dall&#8217;inizio ha un&#8217;aria dimessa, la si nota appena, quasi bisogna farci attenzione per non lasciarla scappare via e proseguire lungo il largo viale trafficato, verso la frazione di Santa Caterina. Poi, una volta entrati, e dopo una brusca svolta accanto a dei condomini moderni, alti e massicci, tutto cambia, e la via assume quell&#8217;andamento tranquillo, per non dire pigro, che la caratterizza sino alla fine, due o tre chilometri pi\u00f9 avanti, quando termina nei pressi degli svincoli autostradali, quasi all&#8217;altezza di Santa Caterina. La si pu\u00f2 anche prendere, se si viene da Campoformido e si va verso il centro, girando a destra, dopo una gelateria, dopo aver imboccato una via secondaria, via Ternova: poco pi\u00f9 avanti si trova la via san Rocco che \u00e8 arrivata fin qua, come un lunghissimo serpente. Nel tratto iniziale, venendo dal centro, a un cero punto si vede una chiesa non grande, bianca e dall&#8217;aria antica, appollaiata sulla sinistra: San Roco. Naturalmente qui un tempo era quasi campagna; poi sono sorte, un poco alla volta, tutte queste abitazioni, per cui la popolazione \u00e8 cresciuta e il vecchio edificio sacro \u00e8 divenuto insufficiente a contenere tutti i parrocchiani; e cos\u00ec hanno costruito, pochi metri pi\u00f9 in l\u00e0, la chiesa nuova, il classico orrore post-conciliare, uno sgorbio senza forma e soprattutto senza ombra di spiritualit\u00e0, un coso grande e brutto che potrebbe esser benissimo una palestra, o un centro congressi, o chi sa cosa, ma che non fa venire affatto in mente una chiesa. Non occupiamoci di lui e fermiamoci a considerare la vecchia parrocchiale che, invece, presenta un certo interesse, se non altro per la sua vetust\u00e0: non capita a tutti gli angoli d&#8217;imbattesi in una chiesa antica di cinque secoli &#8212; che vuol dire mezzo millennio: si era in pieno Rinascimento, allora! -, figuriamoci in un viale interno di periferia, dove uno non se l&#8217;aspetta proprio.<\/p>\n<p>La chiesa \u00e8 stata costruita nel 1510, quindi ha perfino pi\u00f9 di cinquecento anni. Ad aula rettangolare, \u00e8 orientata nel senso tradizionale, l&#8217;abside a Est e la facciata ad Ovest, e sorge un poco rialzata rispetto al piano stradale, sicch\u00e9 a tutta prima appare un po&#8217; pi\u00f9 grande di quel che realmente \u00e8. La facciata \u00e8 piuttosto semplice, a capanna, con un portale sormontato da un architrave in pietra e una lunetta ogivale affrescata, due finestre laterali di forma rettangolare, cornice dentellata in cotto lungo il sottogronda; il grazioso e ben proporzionato campanile \u00e8 addossato all&#8217;angolo posteriore sinistro. L&#8217;interno, con lo spazio scandito in due met\u00e0 con volta a crociera, \u00e8 ancor pi\u00f9 tradizionale, col presbiterio leggermente rialzato e separato dal corpo centrale da una balaustra con il cancelletto, le finestre ogivali, il soffitto con le costolonature molto pronunciate e dipinte, e con il pavimento di piastrelle in cotto. Tutto l&#8217;insieme trasmette un senso di raccoglimento, di pace e di preghiera, con la mistica luce delicatamente diffusa che smaterializza gli oggetti e conferisce all&#8217;ambiente un gradevole senso di silenzio e isolamento, dove l&#8217;anima pu\u00f2 trovare le condizioni adatte per parlare con Dio. Qual vento malefico ha suggerito al parroco e al consiglio pastorale di costruire, quasi addossato, un edifico moderno in cos\u00ec stridente contrasto e cos\u00ec totalmente sprovvisto del senso della trascendenza, e che, pur avendo tutto lo spazio necessario a disposizione, non rispetta, quasi a farlo apposta, l&#8217;orientamento tradizionale, ma volge il portone trasversalmente rispetto alla vecchia chiesa? Evidentemente, il vento funesto del cosiddetto rinnovamento conciliare. \u00c8 come se quell&#8217;architetto avesse voluto rimarcare le differenze; come se avesse voluto dire: so bene che avrei dovuto progettare il nuovo edificio parallelo all&#8217;antico, ma invece ho voluto fare altrimenti, per distinguerlo e per sottolineare il cambiamento: questa non \u00e8 pi\u00f9 la vecchia Chiesa cattolica, pietrificata e tradizionalista, dovete mettervelo bene in testa, \u00e8 la nuova Chiesa, quella del Concilio, dell&#8217;apertura, del dialogo con il mondo moderno, e dell&#8217;ecumenismo!<\/p>\n<p>Ecco, in questo spirito, in questa mentalit\u00e0 ci sono tutta la superbia, l&#8217;arbitrio e l&#8217;arroganza dei <em>novatores.<\/em> Come tutti i progressisti, quei signori si sono sentiti talmente investiti del ruolo di riformatori &#8212; tutti, magari inconsciamente, dei piccoli Lutero, o Melantone, o Calvino &#8212; da voler decidere per l&#8217;intera chiesa, anche per gli altri; anche per quelli che non avevano capito ovviamente per quelli, <em>horribile dictu<\/em>, che avevano capito ma non erano d&#8217;accordo. Ma chi se ne importa? Loro, i progressisti, non avevano alcuna intenzione di dialogare o di convincere: il dialogo va bene con i non cattolici e con i non cristiani; la persuasione va bene con gli atei militanti, i radicali, i massoni: e se non sono stati loro a persuaderli, in compenso si sono lasciati persuadere, basta vedere con quanta ostentata simpatia il signor Bergoglio s&#8217;intrattiene con Eugenio Scalfari, con quanta ammirazione parla della signora Bonino, e con quale commossa ammirazione monsignor Paglia tesse l&#8217;elogio di Marco Pannella, manca soltanto che proponga di avviare il processo per la sua beatificazione. Altrettanta stima e simpatia per don Lorenzo Milani, il prete ribelle al suo vescovo, che si compiaceva di offendere i cappellani militari in ci\u00f2 che avevano di pi\u00f9 caro dopo la fedelt\u00e0 alla Chiesa, cio\u00e8 la fedelt\u00e0 alla Patria, che avevano servito in guerra; quel don Milani che scrisse, coi suoi ragazzi di Barbiana, la <em>Lettera a una professoressa<\/em>, uno dei libri di culto della contestazione studentesca del &#8217;68 e dintorni. Ma cosa c&#8217;entrano Scalfari, Bonino, Pannella e don Milani con la verit\u00e0 soprannaturale, di cui la Chiesa cattolica \u00e8 depositaria e custode per mandato di Ges\u00f9 Cristo? <em>Ai posteri l&#8217;ardua sentenza<\/em>; noi, pur facendo le debite distinzioni fra un Pannella e un don Milani, non possiamo non notare quel che avevano in comune, e che superava, forse, quel che li divideva: lo spirito di sedizione, di rivolta, di disobbedienza e di risentimento; la superbia intellettuale, il credersi migliori degli altri, la convinzione di avere, essi soli, la verit\u00e0 in tasca. Ed ecco le orribili chiese moderne, come appunto questa di san Rocco a Udine; eco la liturgia farlocca, la musica sacra che non \u00e8 per niente sacra, i canti di chiesa che paiono chitarrate <em>rock<\/em> o <em>pop<\/em>, i fedeli che si accostano all&#8217;altare in bermuda e pianelle, o con il ventre scoperto perch\u00e9, si sa, d&#8217;estate fa un gran caldo, e poi che male c&#8217;\u00e8?; ecco la Comunione in mano, che si mette in bocca come fosse una caramella o un biscotto; ecco i divorziati risposati, che tutti, in parrocchia, conoscono come tali, accostarsi anch&#8217;essi all&#8217;altare, prendere in mano il Corpo del Signore, ficcarselo in bocca: siamo nell&#8217;epoca dei diritti e della democrazia, e poi chi siamo noi per giudicare? Anche la Comunione \u00e8 un diritto, e se qualcuno per caso ne dubita, c&#8217;\u00e8 subito una bimbetta pronta a insorgere, con le lacrime agli occhi: <em>Ma che male ha fatto il mio pap\u00e0, che male ha fatto la mia mamma, che non possono fare la Comunione anche loro insieme a me?<\/em> Impossibile resistere a quelle lacrime e a quella logica cos\u00ec stringente: se l&#8217;intenzione \u00e8 buona, come si fa a dire di no, a negare il Sacramento a quelle persone? Lo dice anche <em>Amoris laetitia:<\/em> se non ce la fai a rispettare la legge del Signore, ebbene pazienza, il Signore ti capir\u00e0 e ti accoglier\u00e0 lo stesso, lui non \u00e8 fiscale n\u00e9 bigotto, \u00e8 di larghe vedute, lui; anzi, forse non si aspetta niente di diverso da quel che stai facendo: che te ne stai lontano da tua moglie o tuo marito, e vivi con un una nuova compagna o con un nuovo compagno. Infine, che male c&#8217;\u00e8? Purch\u00e9 ci sia l&#8217;amore, c&#8217;\u00e8 tutto, come dice sempre quel grande e profondo pensatore di cui ora ci sfugge casualmente il nome. In definitiva, ce lo assicura il signore argentino, quello che conta \u00e8 affidarsi alla coscienza personale: basta ascoltare quello che dice il cuore, e tutto \u00e8 a posto. Non c &#8216;\u00e8 bisogno che quella coscienza sia retta e ben formata, e, soprattutto, non c&#8217;\u00e8 bisogno che quell&#8217;anima sia in grazia di Dio. Queste sono fisime di prima del Concilio, un po&#8217; come la regola di non mangiare e di non bere prima di far la santa Comunione. Per essere in grazia di Dio, ci sarebbe la confessione: ma che brutta parola; meglio parlare di riconciliazione; e poi, si sa che molti preti, per guadagnare tempo, praticano la confessione collettiva, danno l&#8217;assoluzione a tutti e buonanotte suonatori, si \u00e8 pronti per ricevere il Signore.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, e sempre per motivi di tempo, quasi tutti i preti hanno smesso di andare per le case a benedirle, insieme alle famiglie; ma del resto, diciamo la verit\u00e0, non era una forma di clericalismo? Non \u00e8 una pretesa arrogante, quella di bussare a tutte le porte, e costringere i non credenti, che certo sono la maggioranza, a schermirsi, a giustificarsi, a inventare qualche scusa per chiudere la porta ma senza essere scortesi? Moto meglio cos\u00ec, allora:; niente benedizione delle case. Che \u00e8 questa storia delle benedizioni? Un altro retaggio del Medioevo, come il culto dei Santi e della Madonna, coma la recita del Rosario. Non per niente un sacerdote di queste parti, padre David Maria Turoldo, servita, una volta ha spezzato in pubblico la corona del Rosario: voleva far capire che \u00e8 tempo di rinnovarsi, di lasciar cadere le vecchie abitudini, di non essere pi\u00f9 dei cristiani superstiziosi, ma che bisogna diventare dei cristiani adulti, maturi e consapevoli. Certo, Turoldo era favorevole sia al divorzio, sia all&#8217;aborto, perci\u00f2 si sarebbe trovato benissimo in una casa di anticlericali e di liberi pensatori. E adesso, si sa, le famiglie non sono pi\u00f9 quelle di una volta; quasi dappertutto ci sono coppie divorziate e separate, passate a nuove convivenze; e non mancano neppure le famiglie cosiddette arcobaleno, formata da due genitori dello stesso sesso, e magari da un paio di bambini ottenuti chi sa come, certo non secondo le leggio di natura, ma chi siamo noi per giudicare? E i preti che si dichiarano apertamente di sinistra e nemici del cattolicesimo bigotto &#8211; e che ne sono tanti, tantissimi, e lo proclamano anche nel bel mezzo della Messa, al momento della predica, invece d&#8217;illustrare la Parola di Dio &#8211; potrebbero dialogare benissimo anche con quelle. Ma ci vorrebbe tempo, e il tempo \u00e8 cos\u00ec poco; perci\u00f2, niente benedizioni.<\/p>\n<p>San Rocco era un pellegrino provenzale, nato a Montpellier verso il 1350 e morto a Voghera, presso Pavia, subito dopo ferragosto del 1376 (o, secondo altri, del 1379). Taumaturgo, protettore contro la peste, i terremoti, le catastrofi naturali, raffigurato sempre con il cane al fianco e la pagnotta fra i denti, viene esaltato come un modello di solidariet\u00e0 e di carit\u00e0, qualche volta anche come un precursore o ispiratore del volontariato; \u00e8 diventato insomma un santo popolarissimo, specialmente di questi tempi, quando la neochiesa non sa parlare d&#8217;altro che, appunto, di solidariet\u00e0, accoglienza, carit\u00e0 e volontariato. Un altro paio di maniche, ovviamente, \u00e8 vedere se lui sarebbe stato d&#8217;accordo di come il neoclero interpreta e stravolge il significato cristiano di queste parole, e se avrebbe riconosciuto come suoi compagni ideali quei preti e quei vescovi che amano definirsi di strada, anche se poi non si lasciano scappare l&#8217;occasione di essere invitati ne salotti televisivi radica-chic e di farsi beli davanti alle telecamere, sempre per\u00f2 parlando, ci mancherebbe, d&#8217;inclusione, di accoglienza e integrazione, e del dovere cristiano di non escludere, di non emarginare, di non condannare mai nessuno. Chiss\u00e0 cosa ne penserebbe, o meglio, chiss\u00e0 cosa ne pensa &#8212; dato che i Santi ci seguono anche dall&#8217;aldil\u00e0 &#8212; e se sarebbe d&#8217;accordo o no. Ma dobbiamo tenerci la curiosit\u00e0: lungi da noi imprestare i nostri pensieri a chi non pu\u00f2 parlar da s\u00e9, e arruolare chi non pu\u00f2 rifiutarsi d&#8217;essere arruolato, perch\u00e9 fisicamente assente. Lasciamo volentieri questi metodi ai neosacerdoti come Sosa Abascal, il quale dice che nessuno sa quali furono realmente le parole di Ges\u00f9 Cristo, ma che da parte sua, a buon conto, non crede che Ges\u00f9 abbia mai proclamato qualcosa di simile al principio della indissolubilit\u00e0 del matrimonio. I neopreti e i neoteologi non si fanno scrupolo di dire quel che Ges\u00f9 avrebbe detto &quot;veramente&quot;, un po&#8217; come ha fatto Dan Brown nel suo romanzo, perch\u00e9 loro <em>sanno<\/em>, loro sono pervenuti a un cristianesimo assai pi\u00f9 maturo ed avanzato del nostro, e hanno penetrato con maggiore acume il mistero della Rivelazione. Monsignor Nunzio Galantino, per esempio, un altro campione tipico della neochiesa, sa che Dio non distrusse, ma risparmi\u00f2 Sodoma, e cita questo esempio di benevolenza divina come il paradigma della Misericordia, secondo la lezione di Walter Kasper, oggi imperante. Veramente nella <em>Bibbia<\/em> non c&#8217;\u00e8 scritto cos\u00ec; c&#8217;\u00e8 scritto, al contrario, che Sodoma e le altre citt\u00e0 dei peccatori contro natura vennero distrutte con il fuoco, perch\u00e9 Dio era sdegnato contro la depravazione dei loro abitanti; e c&#8217;\u00e8 scritto perfino che la moglie di Lot, voltatasi indietro a guardare, venne trasformata in una statua di sale. Ma che importa! Questi sono dettagli; l&#8217;importante \u00e8 il significato complessivo: Dio perdona sempre, perdona tutto, e pi\u00f9 grosso \u00e8 il peccato, e pi\u00f9 perdona. \u00c8 tutto gratis, non occorre neanche pentirsi, tanto meno confessarsi. Questo vi ricorda qualcuno? S\u00ec, ricorda moltissimo il <em>pecca fortiter, sed crede fortius<\/em> di Martin Lutero. Che sia una semplice coincidenza? Forse. Voi ci credete, onestamente? Noi, no&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La via San Rocco \u00e8 una di quelle vie strane, che paiono nate da un capriccio urbanistico di chi sa chi e chi sa quando, anche<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109,245],"class_list":["post-27589","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27589","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27589"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27589\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}