{"id":27588,"date":"2018-09-22T03:03:00","date_gmt":"2018-09-22T03:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/22\/omaggio-alle-chiese-natie-nel-cimitero-di-san-vito\/"},"modified":"2018-09-22T03:03:00","modified_gmt":"2018-09-22T03:03:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-nel-cimitero-di-san-vito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/22\/omaggio-alle-chiese-natie-nel-cimitero-di-san-vito\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: nel cimitero di San Vito"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile che molti udinesi, se non hanno avuto occasione di recarsi nel cimitero monumentale di San Vito, meglio noto ai pi\u00f9 come il cimitero di Viale Firenze, la traversa di destra del viale Venezia che conduce all&#8217;ingresso principale, visto che altri cimiteri sono utilizzati dagli abitanti del capoluogo, a cominciare dal cimitero di Paderno, semplicemente non sappia che, al suo interno, vi \u00e8 una chiesa di notevole imponenza architettonica e di dimensioni non indifferenti, costruita in stile neoclassico nei primi anni del XIX secolo. La sua costruzione ebbe inizio nel 1817, sotto l&#8217;impulso della presenza napoleonica che, dieci anni prima, in seguito alla pace di Presburgo del 1805, aveva individuato questa vasta area di ben dieci ettari per la realizzazione di un cimitero urbano, secondo le direttive dell&#8217;editto di Saint-Cloud e, pi\u00f9 in generale, secondo le linee allora prevalenti nella legislazione in materia di sepolture, dei maggiori Stati europei, Austria compresa, nel quadro delle politiche giuseppine e giurisdizionaliste. La facciata della chiesa di San Giovanni Battista prospetta sul centro del colonnato a semicerchio e si volge in direzione dell&#8217;ingresso di viale Firenze, al termine del lungo viale interno. La visita al cimitero \u00e8, di per se stessa, molto interessante: la cittadinanza, nel complesso, ignora quali tesori di bellezza e di arte si celino in questo luogo che, anche a causa del mutamento dei costumi sociali e religiosi, ora \u00e8 frequentato assai meno di una volta e, purtroppo, giace in stato di trascuratezza, se non proprio di abbandono. Per due secoli, dal 1817 a oggi, le famiglie maggiorenti non solo udinesi, ma di tutto il Friuli, hanno affittato delle concessioni cimiteriali e hanno chiamato artisti di notevole bravura, architetti e scultori soprattutto, a realizzare e decorare le proprie tombe e i propri monumenti funebri. Il risultato \u00e8 una ricchissima galleria di stili e di opere, che vanno dal neoclassico del primo Ottocento alle tendenze pi\u00f9 recenti dell&#8217;arte contemporanea; nel complesso, per\u00f2, sia per il numero che per la qualit\u00e0, si pu\u00f2 dire che lo stile pi\u00f9 significativo risulta essere quello legato all&#8217;<em>art noveau<\/em>, ovvero lo stile cosiddetto floreale, che furoreggiava nei primi anni del 1900.<\/p>\n<p>Ma ora parliamo della chiesa. Il sevizio religioso di San Giovanni Battista era affidato, nel XIX secolo, a un sacerdote diocesano, incaricato dall&#8217;arcivescovo; poi tale servizio ricadde sulle spalle dei cappuccini, la cui presenza in citt\u00e0 era antica di secoli, e che avevano un convento in via Ronchi (cui si sarebbe aggiunto, ma per un brevissimo periodo, un altro grande convento in via Chiusaforte, del quale abbiamo gi\u00e0 parlato). Per\u00f2 nel 2011 questa presenza, che risaliva al XVI secolo, si \u00e8 interrotta: i frati, rimasti troppo pochi e per giunta anziani, hanno dovuto chiudere il loro convento, per cui il servizio della chiesa cimiteriale era rimasto &quot;scoperto&quot;. A quel punto la celebrazione delle Messe e degli altri servizi pastorali \u00e8 ritornata di pertinenza dell&#8217;arcidiocesi. Nel 2012 questa \u00e8 giunta ad un accordo formale con il comune di Udine, in base al quale vi \u00e8 stata una ripartizione delle competenze e delle spese per la manutenzione dell&#8217;edificio, e l&#8217;orario di apertura di quest&#8217;ultimo \u00e8 stato prolungato, venendo incontro alle richieste delle famiglie i cui cari sono sepolti nel cimitero e che, dopo la partenza dei frati, avevano lamentato qualche scomodit\u00e0 nel servizio religioso. Dal punto di vista architettonico, come abbiamo accennato, la chiesa \u00e8 pi\u00f9 imponente che bella: lo stile neoclassico a cui s&#8217;ispira \u00e8 monumentale, ma alquanto freddo; l&#8217;imponenza della facciata, la grandiosit\u00e0 delle colonne, i marmi che decorano l&#8217;interno, impressionano, ma non commuovono. Questo, d&#8217;altronde, \u00e8 il limite di gran parte dell&#8217;arte neoclassica: anche quando raggiunge risultati di autentica perfezione, come in Antonio Canova &#8212; e parliamo sia dell&#8217;architetto, sia dello scultore &#8211; non si pu\u00f2 fare a meno di ammirarne il virtuosismo, tuttavia \u00e8 indubbio che una parte di noi non riesce ad abbandonarsi, a lasciarsi trasportare da un vero e profondo sentimento, perch\u00e9 un vero e profondo sentimento, probabilmente, non era presente nell&#8217;ispirazione dell&#8217;artista. Ora, se questo \u00e8 vero in linea generale, la chiesa di San Giovanni Battista nel cimitero di Udine, per quanto ammirevole sia lo sforzo costruttivo che ne \u00e8 all&#8217;origine, non fa eccezione alla regola.<\/p>\n<p>La nostra rassegna delle chiese natie, sul filo dei ricordi, ci ha portati a svolgere delle riflessioni di carattere generale, prendendo spunto, di volta in volta, da alcune caratteristiche delle chiese considerate. Per la chiesa del cimitero di San Vito, ove pure abbiamo dei ricordi personali e anche qualche persona cara che riposa nell&#8217;attesa del Signore &#8212; anche se i nonni riposano nel cimitero di Paderno &#8212; \u00e8 inevitabile fare una riflessione su un tema oggi abbastanza dibattuto, anche dalle persone comuni, ma al quale la Chiesa, a nostro avviso, non attribuisce la dovuta importanza; o, se pure lo fa, non colloca la sua pastorale nella prospettiva giusta. Parlare della chiesa di un cimitero equivale a parlare delle esequie funebri e ci\u00f2, per un cattolico, non \u00e8 cosa da nulla: significa confrontarsi con il momento decisivo della nostra esistenza terrena, quello i cui si chiudono le porte su ci\u00f2 che \u00e8 legato al tempo, e si spalancano quelle dell&#8217;eternit\u00e0. Fino a una o due generazioni fa, pertanto, vi era una piena consapevolezza del significato simbolico e cerimoniale delle esequie funebri, e specialmente della Messa per il funerale; ma oggi dobbiamo prendere atto che le cose sono profondamente cambiate e la Chiesa non sembra essere capace, o aver la volont\u00e0, di dare delle indicazioni chiare e precise. Oggi, a differenza di due secoli fa, non si discute sull&#8217;ubicazione e sul ruolo dei cimiteri, come al tempo in cui questo cimitero e questa chiesa vennero eretti, che erano i tempi in cui Ugo Foscolo scriveva i <em>Sepolcri<\/em>; eppure, a ben guardare, quel che accade oggi \u00e8 la naturale conseguenza e il culmine della parabola iniziata allora. E come ai primi dell&#8217;Ottocento vi fu chi seppe vedere acutamente, come Ippolito Pindemonte, che la nuova legislazione cimiteriale d&#8217;importazione francese e rivoluzionaria aveva lo scopo preciso di togliere sacralit\u00e0 al funerale e di indebolire la fede nella vita dopo la morte, cos\u00ec ora si vedono e si toccano con mano i frutti velenosi di due secoli di cultura irreligiosa, atea e materialista, alla fine dei quali si \u00e8 giunti a proclamare che l&#8217;uomo \u00e8 un animale, in tutto e per tutto un animale, e sia pure dotato d&#8217;intelligenza, e che non esiste per lui alcun destino eterno, come non esiste per i conigli o per i polli. Sicch\u00e9 si assiste a questo duplice fenomeno, che tende ad incrociarsi: da un lato i cattolici danno sempre meno importanza alla tradizione delle esequie cattoliche, ad esempio con l&#8217;uso, ormai piuttosto diffuso, della cremazione al posto della inumazione; dall&#8217;altro, l&#8217;abitudine di chi cattolico non lo \u00e8 di servirsi comunque delle chiese cattoliche per chiedere e ottenere dai parroci delle cerimonie laiche, non cattoliche, e neppure religiose, dove, sull&#8217;onda delle note di Bob Dylan o di qualche altro cantante jazz, blues o rock, il sacerdote, chi lo sa perch\u00e9, accompagna nell&#8217;ultimo viaggio la salma di un non battezzato, i cui parenti non credono nella vita eterna, come non ci credeva lui, e tuttavia si aspettano che un prete si presti a officiare una specie di cerimonia civile che \u00e8 la negazione di tutto ci\u00f2 che da sempre la Chiesa cattolica professa, insegna e ritiene come cosa certa e sacra riguardo al fatto della morte e del destino dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Ora, se \u00e8 vero che la dottrina cristiana non prescrive la sepoltura, questa per\u00f2 fa parte della sua specifica tradizione, e per una ragione precisa: secondo la filosofia del <em>memento, homo, quia pulvis es et in polverem reverteris<\/em>, l&#8217;uomo, per la sua parte materiale, cos\u00ec come viene dalla terra, alla terra deve ritornare; senza contare che la cremazione implica la conservazione delle ceneri del defunto, e ci\u00f2 ha un sapore pagano, perch\u00e9 era appunto quel che facevano i greci e i romani, trasformando le loro case in templi domestici per gli spiriti dei defunti. \u00c8 quindi evidente che c&#8217;\u00e8 una implicazione paganeggiante, legata a una cultualit\u00e0 della parte materiale dell&#8217;uomo, a scapito della riflessione sul suo destino immortale; e che vi \u00e8 l&#8217;ombra lunga di un principio laicista di autodeterminazione, lo stesso principio che, in vita, spinge tante persone, anche sedicenti cattoliche, a praticare il divorzio, l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia, considerandoli un legittimo esercizio di libert\u00e0 della persona. Il substrato di questa mentalit\u00e0, profondamente impregnata di laicismo, \u00e8 che la vita \u00e8 dell&#8217;uomo, e l&#8217;uomo la vive secondo il proprio giudizio morale; e che lo stesso principio deve valere per le esequie. La Chiesa, secondo noi, ha avuto troppa fretta di dire di s\u00ec alla cremazione per quei cattolici che la vogliono: preoccupata, come sempre dopo il Concilio, di tenere il passo del mondo, di non apparire retrograda e, soprattutto, di non apparire autoritaria, ha ceduto su tutta la linea su una questione che, se non \u00e8 di dottrina, n\u00e9 di fede, \u00e8 per\u00f2 attinente alla Tradizione: Ges\u00f9 per primo \u00e8 stato sepolto, non \u00e8 stato cremato; e Lui dovrebbe essere il modello infallibile, sempre e comunque. \u00c8 in gioco la virt\u00f9 cristiana dell&#8217;umilt\u00e0: scegliere un altro modo di rendere alla terra le proprie spoglie mortali sa di superbia, come se fosse possibile, per un cristiano, credersi in diritto di scegliere qualcosa che Ges\u00f9 non ha scelto. \u00c8 gi\u00e0 molto che la Chiesa abbia adottato la linea pietosa nei confronti dei suicidi, ossia di non negare le esequie cattoliche a chi si \u00e8 tolto la vita volontariamente: fino a tempi non lontani, essa, in tali casi, le rifiutava. Ma, come abbiamo altra volta osservato, oggi nella neochiesa non fanno testo i quattro Vangeli canonici, bens\u00ec il quinto vangelo extra-canonico, quella di Fabrizio De Andr\u00e9: il quale ha stabilito, nella sua <em>Preghiera in gennaio<\/em> &#8212; che <em>non c&#8217;\u00e8 l&#8217;inferno nel mondo del buon Dio<\/em>. Un principio che piace tanto al Signore argentino, il quale lo ha ribadito nel corso di una delle sue scandalose chiacchierate-interviste con Eugenio Scalfari: niente inferno, dato che l&#8217;anima dei cattivi, semplicemente, cessa di esistere; salvo poi affidare una goffa e insincera smentita alla sala stampa vaticana. La sua solita tecnica: tirare il sasso contro la dottrina cattolica e poi nasconder la mano. Ormai conosciamo bene questa sua strategia gesuitica.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, ci sembra che la Chiesa abbia imboccato la strada sbagliata nel prestarsi ad accogliere qualsiasi richiesta da parte di famiglie non cattoliche riguardo alle esequie di un loro congiunto. Accettando di imprestare le chiese per la celebrazione di una sorta di cerimonia laica, nella quale si suona la chitarra e si recita qualche verso di questo o quel poeta, o di questo o quel cantante, e non si nomina neppure Dio, per non parlare di Ges\u00f9 Cristo, insomma dove l&#8217;estremo addio al defunto viene dato in forma puramente e deliberatamente laicista e irreligiosa, la Chiesa si \u00e8 assunta una grave responsabilit\u00e0. Si \u00e8 trasformata in una succursale delle agenzie di pompe funebri, prestandosi a ci\u00f2 che non appartiene alla sua Tradizione, n\u00e9, soprattutto, alla sua funzione. La morte, per il cristiano, \u00e8 una cosa seria: ed \u00e8 una cosa seria perch\u00e9 pone l&#8217;anima di fronte al giudizio, quindi alla realt\u00e0 dell&#8217;inferno o del paradiso. Sono i Novissimi: tutti i cattolici li conoscevano, perch\u00e9 li avevano studiati al catechismo; oggi, forse, vi sono moltissimi giovani che non ne hanno mai neppure sentito parlare. Ora, se le chiese diventano delle camere ardenti per ospitare riti di commiato dal sapore apertamente pagano e irreligioso, non si vede proprio perch\u00e9 ai cattolici viene invece insegnato che il funerale celebrato dalla Chiesa \u00e8 l&#8217;estremo commiato della comunit\u00e0 dei credenti all&#8217;anima di un altro credente, la quale si appresta a subire il giudizio di Dio. Non \u00e8 credibile una neochiesa che accetta di prestarsi sia all&#8217;uso proprio delle chiese, per i funerali cattolici, sia all&#8217;uso improprio, per i funerali atei, di solito con tanto di applauso finale. Se uno \u00e8 ateo e non vuol sentir parlare di Dio, n\u00e9 di Ges\u00f9 Cristo, n\u00e9 della sua Chiesa, non si capisce perch\u00e9 poi si presenti a un sacerdote per chiedere che il suo caro defunto riceva l&#8217;estremo saluto dei parenti e degli amici dentro una chiesa, e perch\u00e9 mai il sacerdote dovrebbe prestarsi a presiedere una cerimonia in cui non si parla n\u00e9 di peccato, n\u00e9 di grazia, n\u00e9 di eternit\u00e0, n\u00e9 di Ges\u00f9 Cristo, e neppure di benedizioni. Una cerimonia in cui l&#8217;uomo, che ha vissuto rifiutando Dio, scende nella tomba continuando a rifiutare Dio e a sbandierare, per bocca dei suoi amici e parenti, la sua incredulit\u00e0 rispetto al destino eterno dell&#8217;anima. Per quale ragione la Chiesa dovrebbe prestarsi a tutto questo? Per non dispiacere ad alcuno? Per una forma malintesa di misericordia e di rispetto? Ma la misericordia degli uomini non pu\u00f2 abbracciare quanti rifiutano la misericordia di Dio, e soprattutto non pu\u00f2 sostituirsi ad essa. L&#8217;uomo non deve fare quel che Dio non vuol fare: e Dio non pu\u00f2 accogliere chi a Lui non si rivolge, chi lo rifiuta, chi ha sempre vissuto disprezzando la sua legge: <em>per la contraddizion che nol consente<\/em>. Se invece la Chiesa si presta a fare questo, allora vuol dire che ha deciso di abdicare al suo ruolo e di trasformarsi in un&#8217;altra cosa: in una societ\u00e0 filantropica, dove non si nega niente a nessun e non si dice mai di no, ma sempre e solo di s\u00ec, facendo finta che dire sempre di s\u00ec sia la forma pi\u00f9 alta di amore verso il prossimo, mentre \u00e8 vero il contrario: che chi ama per davvero, sa dire anche dei no che risultano di beneficio per le anime. Ed ecco svelato il grande inganno: oggi si fa finta, sia tra il clero neomodernista e i cattolici progressisti, sia fra i non cattolici, i radicali, i massoni e tutti i nemici del cristianesimo, che sono per\u00f2, guarda caso, ammiratori sfregatati del signore argentino e della sua neochiesa, che amare molto voglia dire assecondare sempre i desideri altrui. Solo chi ha amato davvero sa che questa \u00e8 una grandissima menzogna, e che il vero amore di un padre per suo figlio, ad esempio, consiste nel saper dire di no, quando ci\u00f2 sia giusto e necessario per il suo bene. Il padre che dice sempre di s\u00ec \u00e8 un demagogo che ha deciso di sottrarsi del tutto alle sue precise responsabilit\u00e0 di genitore; \u00e8 uno che non sa amare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile che molti udinesi, se non hanno avuto occasione di recarsi nel cimitero monumentale di San Vito, meglio noto ai pi\u00f9 come il cimitero di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109],"class_list":["post-27588","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27588","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27588"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27588\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}