{"id":27587,"date":"2018-08-06T03:53:00","date_gmt":"2018-08-06T03:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/06\/omaggio-alle-chiese-natie-le-zitelle\/"},"modified":"2018-08-06T03:53:00","modified_gmt":"2018-08-06T03:53:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-le-zitelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/06\/omaggio-alle-chiese-natie-le-zitelle\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: le Zitelle"},"content":{"rendered":"<p>La chiesa della Presentazione di Maria al Tempio, o delle Zitelle, situata all&#8217;inizio di via Zanon, l&#8217;antico borgo di Santa Maria, fiancheggiato dalla roggia, \u00e8 sicuramente uno degli edifici religiosi pi\u00f9 interessanti e meglio conservati della citt\u00e0, ma al tempo stesso uno dei meno conosciuti; siamo anzi certi che la maggioranza degli abitanti, se pure non ne ignora del tutto l&#8217;esistenza, non lo ha, per\u00f2 mai visitato, n\u00e9 mai se ne \u00e8 interessata. In qualunque altro Paese d&#8217;Europa, e probabilmente del mondo, una chiesa, tuttora consacrata e perfettamente agibile, che avesse al suo interno la met\u00e0 dei suoi beni culturali, sarebbe apprezzata, conosciuta e valorizzata al massimo, e convoglierebbe un flusso costante di turismo di qualit\u00e0; da noi, passa completamente sotto silenzio e perfino molti concittadini non ne hanno mai varcato la soglia, n\u00e9 mostrato la curiosit\u00e0 o il desiderio di farlo. Sar\u00e0 forse perch\u00e9 dove c&#8217;\u00e8 troppa grazia, questa passa un po&#8217;inosservata; sta di fatto che la facciata della chiesa, che pure \u00e8 tutt&#8217;altro che invisibile, non spicca rispetto alle case adiacenti e, bench\u00e9 si trovi di fronte al mercato secolare che quotidianamente attira centinaia di persone sotto le bancarelle, quasi di fronte al gigantesco platano che \u00e8 stato, per tanto tempo, un vero e proprio simbolo della citt\u00e0 (fino a quando, malauguratamente, lo si dovette abbattere perch\u00e9 malato), poche persone della folla rivolgono qualche sguardo distratto verso di essa, n\u00e9 le suore che l&#8217;hanno in custodia sono state sollecitate a tenerla aperta, almeno per qualche ora al giorno o per un giorno alla settimana. Il nome delle Zitelle deriva dalla congregazione della Presentazione di Maria al Tempio (ed \u00e8 questo il vero nome della chiesa) che nel 1595, per iniziativa di due nobildonne udinesi, cui poi si aggiunsero altre signore vedove e benestanti, decisero di creare un luogo di accoglienza e di educazione per le bambine povere. La congregazione ha gestito la Casa secolare fino a qualche anno fa, precisamente il 2009, quando, essendo rimaste tre sole suore, per giunta ultraottantenni, l&#8217;istituto \u00e8 stato affidato alle Figlie di Maria Ausiliatrice, cio\u00e8 alle salesiane di Don Bosco ed \u00e8 tutta in funzione, offrendo ospitalit\u00e0 a giovani ragazze, specialmente studentesse universitarie provenienti da altre citt\u00e0. La chiesa seicentesca, purtroppo quasi sempre chiusa, e solo di tanto in tanto meta di visite organizzate, dalla semplice facciata con portone sormontato da un timpano curvo spezzato, due ordini di finestre, due per lato, e una loggetta a vela con timpano triangolare e accordi laterali curvilinei sopra una semplice trabeazione, con una finestra semicircolare inquadrata da due piccole lesene, \u00e8 impreziosita, all&#8217;interno, da un certo numero di opere di artisti celebri, oltre che da una quantit\u00e0 di bellissimi stucchi della bottega della famiglia Andrioli, dagli altari settecenteschi , da un bell&#8217;organo antico tuttora funzionante, e da un ricco patrimonio tessile. I dipinti pi\u00f9 pregevoli sono l&#8217;<em>Adorazione dei pastori<\/em> e <em>La Vergine affida il Bambino a San Francesco<\/em> di Maffeo da Verona, <em>L&#8217;Assunzione di Maria<\/em> di Giuseppe Cosattini, il <em>Cristo che porta la croce<\/em> e l&#8217;<em>Ecce homo<\/em> di Sante Peranda, un allievo di Jacopo Palma il Giovane.<\/p>\n<p>All&#8217;interno di questa chiesa cos\u00ec umbratile, cos\u00ec vicina e tuttavia cos\u00ec lontana, a neppure cinque minuti di strada da Piazza San Giacomo e dal cuore della citt\u00e0, eppure pressoch\u00e9 sconosciuta alla gran parte degli udinesi, lo sguardo vaga piacevolmente dai dipinto agli stucchi, dalle sculture ai lampadari, dagli altari ai candelabri, e respirando l&#8217;atmosfera densa, raccolta, mistica, eppure serena e quasi festosa per la ricchezza delle decorazioni e l&#8217;ariosit\u00e0 degli elementi decorativi, si sente, s&#8217;intuisce la forza della liturgia, della vera liturgia, non quella postconciliare, ma quella tridentina, con la sua solennit\u00e0, con la sua spiritualit\u00e0, con il senso della trascendenza, con la musica d&#8217;organo e il canto salmodiante; e la mente capisce, afferra in un lampo il segreto, o uno dei segreti essenziali, del perdurare della fede come patrimonio spirituale di una intera societ\u00e0, condiviso e tramandato di generazione in generazione. La cultura moderna riduce ogni cosa agli aspetti concreti, visibili, razionali; non vuol sentir parlare di miracoli, di mistero, di soprannaturale: vorrebbe portare anche la fede sul suo terreno preferito, quello della spiegazione logica delle cose, e s&#8217;infastidisce di tutto ci\u00f2 che, a suo giudizio, serve solo a creare un nube confusa di elementi irrazionali, forse superstiziosi, che, a suo credere, non aggiungono niente, semmai screditano il senso puro della fede. Questi cristiani moderni e debitamente progressisti ritengono che quel che ha da dire il Vangelo, lo si pu\u00f2 e lo si deve dire come piace al mondo moderno: riducendolo a una specie di parabola morale, a un codice di comportamento, che, peraltro, si pu\u00f2 e si deve continuamente aggiornare, tenendo conto del progressivo modificarsi del sentire comune. In questa prospettiva, quel che viene a mancare completamente \u00e8, appunto, il mistero; anzi, il Mistero, nel suo strettamente teologico del termine: ci\u00f2 di cui la mente umana arriva a comprendere sia la razionalit\u00e0, sia la necessit\u00e0, ma che non pu\u00f2 comprende, tanto meno spiegare, con le sue sole forze, perch\u00e9 arrivare a capire e pi\u00f9 che a capire, a <em>sentire<\/em>, \u00e8 un dono che viene da Dio e non una umana conquista, come avviene, invece, nell&#8217;ambito del sapere scientifico. Viceversa, ci\u00f2 che diventa centrale, in questa prospettiva, \u00e8 la storia: la fede diventa storia, diventa il vissuto di una certa comunit\u00e0 in un certo periodo storico, che deve perci\u00f2 essere continuamente aggiornate, affinch\u00e9 risulti credibile e &quot;moderna&quot; ai fedeli: se si pu\u00f2 ancora usare la parola &quot;fedeli&quot; per indicare coloro che non credono se non ci\u00f2 che vedono, che pu\u00f2 essere interamente spiegato, che si deve accettare sena averlo visto. <em>Tu hai creduto perch\u00e9 hai visto; beati quelli che crederanno senza aver visto<\/em>, dice Ges\u00f9 a san Tommaso, dopo avergli fatto mettere le mani nei forti dei chiodi che porta ancora sul corpo. Ma se la fede diventa una espressione della storia, allora la storia torna ad essere quel che era prima di Cristo e quel che sempre sar\u00e0 senza di Lui: una gabbia, una prigione, una realt\u00e0 chiusa e soffocante, dalla quale \u00e8 impossibile evadere; le certezze eterne evaporano, si dissolvono; e la Speranza cristiana si allontana sempre pi\u00f9, fino a diventare evanescente. Cristo infatti venuto nella storia, ma per spezzare le sue catene e per aprire agli uomini la via del Cielo; non per rinchiuderli nuovamente nella loro condizione terrena. Se era solo per questo, non c&#8217;era bisogno n\u00e9 che s&#8217;incarnasse, n\u00e9 che morisse, e soprattutto non c&#8217;era bisogno che risorgesse dai morti. Cristo \u00e8 risorto perch\u00e9 era Dio, ma anche per mostrare agli uomini che il loro ultimo destino non \u00e8 la storia, non \u00e8 la carne, che conducono alla morte, ma la vita eterna. E per puntare a una simile meta, bisogna cessare di essere uomini carnali e diventare uomini spirituali; il che avviene mediante la grazia, la sola forza capace di sconfiggere il peccato.<\/p>\n<p>De, poi, si riflette su quale sia la radice dell&#8217;idea progressista, secondo la quale la liturgia va semplificata, va ridotta, e soprattutto va antropocentrizzata (altare rivolto verso i fedeli, scambio di pace con la stretta di mano, canti della Messa che sanno pi\u00f9 di Bob Dylan che di cristianesimo, e soprattutto ricezione della santa Eucarestia con le proprie mani, stando ritti in piedi), ci si accorge facilmente che risiede in un atteggiamento di superbia intellettuale. I progressisti, che sogliono definire se stessi &quot;cristiani maturi&quot;, o &quot;cristiani del dialogo&quot;, come se, prima di loro, ci fossero solo chiusura e immaturit\u00e0, quando addirittura non si definiscono senz&#8217;altro con slogan quali <em>noi siamo chiesa<\/em>, come se tutti gli altri cattolici ne fossero esclusi, si sono scordati le parole di Ges\u00f9: <em>Se<\/em> <em>non diventerete piccoli come questi bambini, non entrerete nel regno dei Cieli<\/em>. Essi credono che concedere spazio al Mistero, e ai simboli che ad esso rimandano, significhi indulgere ad una fede puerile, ingenua, non degna degli uomini moderni; e siccome ci tengono moltissimo ad essere moderni, vorrebbero sbarazzarsi di tutto ci\u00f2, ritenendolo un polveroso ed inutile ammasso di anticaglie. A loro non importa nulla se la secolare liturgia della Chiesa \u00e8 sempre stata un <em>aiuto<\/em> per accompagnare le anime verso la trascendenza; a loro, cos\u00ec misericordiosi, ma solo a parole e solo con chi non \u00e8 cattolico, non interessa se, private di quei simboli, le anime delle persone semplici, a cominciare, appunto, dai bambini, sono in certo qual modo allontanate dalla fede, perch\u00e9 non riescono pi\u00f9 a visualizzare, sia pure in maniera simbolica, i contenuti della fede stessa. I progressisti ritengono di non aver bisogni di simboli o di riti particolari, ma di essere capaci di una fede &quot;matura&quot;, vale a dire fondata sulla loro presa di coscienza razionale. Un tipico esempio di ci\u00f2 \u00e8 stata la soppressione del latino come lingua liturgica, soppressione peraltro illegale, dato che nessun documento l&#8217;ha mai stabilita e visto che la Messa riformata \u00e8 stata imposta <em>de facto<\/em> al clero e ai fedeli, passando letteralmente sopra le loro teste. I progressisti affermano che il latino, essendo una lingua &quot;morta&quot; (dal che si evince anche la loro colossale ignoranza), non si prestava pi\u00f9, da molto tempo, alle necessit\u00e0 liturgiche della Messa: evidentemente non si sono mai resi conto che chi non capiva la &quot;vecchia&quot; Messa di Pio V, non la capiva non perch\u00e9 fosse in latino, ma perch\u00e9 non era pi\u00f9 in un atteggiamento di vera fede, e che nemmeno la capisce adesso che \u00e8 in italiano, se &quot;capire&quot;, quando si parla della fede, significa qualcosa di pi\u00f9 che afferrare i contenuti razionali di una certa cosa, come si pu\u00f2 afferrare il senso di un problema di matematica. Cos\u00ec, quando padre David Maria Turoldo spezzava una coroncina del Rosario ed esclamava: <em>Basta con queste superstizioni da Medioevo!,<\/em> esprimeva il sentire di un tipico cattolicesimo progressista, il quale nutre fastidio e disprezzo per le preghiere consacrate dalla Tradizione, giudicandole formalistiche, inautentiche, esteriori; e non si preoccupava, oltre che dello scandalo gravissimo e della sofferenza che il suo gesto causava alle anime, nonch\u00e9 della offesa fatta alla Madre di Dio, del fatto che il Rosario \u00e8, di fatto, un validissimo aiuto alla preghiera, dal momento che non tutti sono capaci di pregare in maniera personale: cosa che non autorizza alcuno a sostenere che chi prega recitando l&#8217;<em>Ave Maria<\/em> ha una fede meno matura e meno perfetta di quella di colui che prega con parole sue. Di nuovo: la maledetta, la non mai abbastanza esecrata superbia intellettuale. Del resto, lo vediamo bene dove essa conduce: davanti ai referendum sul divorzio e sull&#8217;aborto, in entrambi i casi padre Turoldo si schier\u00f2 a favore del mantenimento delle leggi approvate in Parlamento e diede torto ai cattolici che speravano di ottenerne l&#8217;abrogazione. \u00c8 questa la nemesi dei superbi: credono di aver capito molto pi\u00f9 degli altri, credono di aver capito tutto, e non hanno capito niente. Di fatto, scivolano negli errori pi\u00f9 grossolani: errori non solo di dottrina, ma anche di morale, cio\u00e8 di ordine pratico: proprio loro, che sempre si vantano di essere pi\u00f9 vicini al comune sentire degli uomini. Ma un sacerdote che si dichiara pubblicamente a favore del divorzio e dell&#8217;aborto, \u00e8 ancora un sacerdote? Anzi, \u00e8 ancora un cattolico? Evidentemente no. A meno di pensare che i progressisti, e loro soltanto, abbiano il diritto di fabbricarsi, secondo i loro gusti e le loro convinzioni, un cristianesimo fatto su misura; operazione che hanno poi l&#8217;impudenza di dichiarare pienamente legittima, appunto perch\u00e9 loro riescono a leggere meglio, e pi\u00f9 a fondo, nei contenti della divina Rivelazione. Evidente tautologia: loro capiscono meglio il Vangelo, perci\u00f2 prendono decisioni che si discostano e che configgono frontalmente con il Magistero; per\u00f2 niente paura, perch\u00e9 loro sanno cos&#8217;\u00e8 veramente il Vangelo, pertanto non stanno cambiando nulla, stanno solo <em>approfondendo<\/em> la fede&#8230;<\/p>\n<p>Qualcuno, che non ha mai avuto a che fare con loro e con la loro mentalit\u00e0, potrebbe pensare che ci\u00f2 che abbiamo detto dei cattolici progressisti sia eccessivo, ingiusto, ingeneroso. Il fatto \u00e8 che chi ne ha fatto l&#8217;esperienza, sa che non ci sono limiti alla loro arroganza, al disprezzo e all&#8217;inimicizia che ostentano nei confronti degli altri cattolici, al punto da non ritenere questi ultimi nemmeno dei correligionari e da non sentirsi in dovere di usare, verso di loro, quella delicatezza e quella disponibilit\u00e0 all&#8217;ascolto che ostentano, invece, verso i protestanti e i seguaci delle religioni non cristiane. Un piccolo esempio render\u00e0 l&#8217;idea. In un paese non lontano da Teramo, Villa Camera di Campli, il 3 agosto 2018, il parroco ha invitato in chiesa &#8211; non nel salone parrocchiale: in chiesa &#8211; l&#8217;<em>imam<\/em> della moschea locale, a parlare sul tema <em>Ges\u00f9 nel Corano<\/em> (si faccia attenzione al titolo: <em>Ges\u00f9<\/em> e non <em>Ges\u00f9 Cristo<\/em>, ovviamente perch\u00e9, per gli islamici, Ges\u00f9 <em>non<\/em> \u00e8 il Cristo) e, per dare maggiore spazio all&#8217;evento, per quel giorno non \u00e8 stata celebrata l&#8217;Eucarestia. Si noti che era il primo venerd\u00ec del mese e anche la festa del santo patrono. Due giovani che sedevano fra il pubblico (il fatto \u00e8 riportato sul blog <em>Chiesa e post concilio<\/em>), al termine della conferenza, hanno chiesto ai due sacerdoti presenti se Ges\u00f9 Cristo \u00e8 ancora l&#8217;unico Salvatore, come insegna il Catechismo; al che uno dei due preti si \u00e8 alzato bruscamente, dicendo che il dibattito non era previsto, e ha fatto per allontanarsi, dopo aver salutato cordialmente gli islamici. Uno dei due giovani gli ha chiesto. <em>Reverendo, non saluta anche noi? Siamo fratelli nel Battesimo!<\/em>, ma il sacerdote seccamente ha risposto: <em>Non parlo con chi non professa la mia stessa fede ed ignora il Concilio!<\/em> Evidentemente, gli islamici invitati quella sera professano la sua stessa fede, visto che con loro parla, mentre i cattolici che chiedono se Ges\u00f9 \u00e8 ancora il solo Redentore non appartengono alla stessa fede e quindi non meritano che si rivolga loro la parola. L&#8217;allusione al Concilio \u00e8 eloquente: chi nutre dei dubbi sul pluralismo religioso inaugurato allora, non \u00e8 pi\u00f9 degno di essere considerato cattolico. Se ne deduce che i progressisti sono divenuti seguaci di una loro nuova religione: quella del Vaticano II&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa della Presentazione di Maria al Tempio, o delle Zitelle, situata all&#8217;inizio di via Zanon, l&#8217;antico borgo di Santa Maria, fiancheggiato dalla roggia, \u00e8 sicuramente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109,157,243],"class_list":["post-27587","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-santa-vergine"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27587","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27587"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27587\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}