{"id":27579,"date":"2018-08-12T01:20:00","date_gmt":"2018-08-12T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/12\/omaggio-alle-chiese-natie-la-cappella-della-quiete\/"},"modified":"2018-08-12T01:20:00","modified_gmt":"2018-08-12T01:20:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-la-cappella-della-quiete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/12\/omaggio-alle-chiese-natie-la-cappella-della-quiete\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: la cappella della Quiete"},"content":{"rendered":"<p>Non avremmo mai immaginato che un giorno avremmo scritto a proposito di una chiesa che, quando abitavamo in quella citt\u00e0, non sapevamo neppure che esistesse. Per noi, da bambini, le parole <em>La Quiete<\/em> evocavano delle immagini dolcemente malinconiche di verde, di anziani, di silenzio, perch\u00e9 si trattava di una casa di riposo situata nel centro urbano, e tuttavia in una zona un po&#8217; appartata e ricca di alberi e giardini, posta vicino a uno dei parchi pubblici che abbiamo a suo tempo frequentato, quello della <em>Rimembranza<\/em>. Quiete e rimembranza erano, per noi, parole suggestive, ma in qualche modo remote, quasi favolose: che cosa \u00e8 mai la vecchiaia, per un bambino di sette, otto anni, che corre per i vialetti ghiaiosi e si diverte un mondo a dondolarsi sull&#8217;altalena? Non \u00e8 praticamente nulla: \u00e8 un&#8217;astrazione. Perfino il futuro possibile e plausibile \u00e8 per lui un&#8217;astrazione: un bambino, nato negli anni &#8217;50 del Novecento, quando pensava al 2000, aveva una strana sensazione d&#8217;irrealt\u00e0: s\u00ec, facendo un po&#8217; di calcoli, lui al 2000 ci sarebbe arrivato tranquillamente, ma di l\u00ec a immaginarsi una cosa del genere, ce ne corre. Per un bambino di sette anni, una persona di quaranta \u00e8 quasi vecchia, e una di sessanta \u00e8 decrepita. E se questo era vero per i bambini delle passate generazioni, figuriamoci per quelli di adesso, nati e vissuto in una societ\u00e0 che corre a ritmo sempre pi\u00f9 vertiginoso, e che ogni pochi anni ci mette di fronte a delle novit\u00e0 radicali, sia nel sistema della nostra vita materiale (il computer, per esempio, e poi il telefonino), sia in quella spirituale e morale. Dunque, alla <em>Quiete<\/em> noi non c&#8217;eravamo mai stati, anche se saremo passati chiss\u00e0 quante volte per la via sant&#8217;Agostino, dove si aprono i suoi cancelli, in una zona tranquilla e silenziosa nella parte nord-orientale della citt\u00e0, a due passi dal Giardino Grande e dal famoso santuario della Madonna delle Grazie; e chiss\u00e0 quante volte avremo visto quei vecchi camminare lentamente, sostenuti dai figli o dai nipoti, nel giardino antistante o lungo i viali vicini, all&#8217;ombra dei platani, dei cedri e dei pini. I nostri nonni godevano una discreta salute, e quando essa inevitabilmente declin\u00f2, a prendersi cura di loro c&#8217;erano una delle quattro figlie, che non si era spostata, e una fedelissima donna di servizio. Le famiglie avevano un&#8217;altra solidit\u00e0, il divorzio ancora non c&#8217;era, tanto meno l&#8217;aborto; le convivenze, una cosa mai sentita; e andare in casa di riposo era una soluzione estrema, quasi sempre per delle persone rimaste sole: non c&#8217;era il problema delle badanti, con la relativa immigrazione dall&#8217;Europa orientale.<\/p>\n<p>Poi ce ne siamo andati via, gli anni sono passati, e <em>La Quiete<\/em> \u00e8 diventata una Residenza Sanitaria Assistenziale (R.S.A.), un tipo di struttura non ospedaliera sorta alla met\u00e0 degli anni &#8217;90 per l&#8217;assistenza di persone malate e non autosufficienti, anche a tempo indeterminato, cio\u00e8, in pratica, per l&#8217;assistenza dei malati terminali. Nel dicembre del 2008 la drammatica vicenda umana e giudiziaria di Eluana Englaro si avvicinava alla sua conclusione e <em>La Quiete<\/em>, interpellata dalla famiglia di lei, diede dapprima la sua disponibilit\u00e0 ad accoglierla, poi la ritir\u00f2, quindi la concesse di nuovo, in un&#8217;altalena convulsa, mentre a Roma il Parlamento si divideva e si moltiplicavano ovunque iniziative, favorevoli e contrarie, di uomini politici, magistrati, giornalisti, intellettuali e persone comuni. L&#8217;Italia era spaccata a met\u00e0, e anche la Corte europea per i diritti dell&#8217;uomo fu investita del caso. Tutti avevano compreso che, se Eluana fosse stata trasferita alla <em>Quiete<\/em>, dalla casa di cura di Lecco d&#8217;era da tanto tempo, amorevolmente assistita dalle Suore Misericordine di San Gerardo (che mai ebbero da pap\u00e0 Englaro una parola di pubblico ringraziamento), quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio, perch\u00e9 si trattava di trovare una struttura disposta a interrompere l&#8217;idratazione e l&#8217;alimentazione di quell&#8217;organismo addormentato, anche se &#8212; suprema ipocrisia &#8212; nessuno voleva adoperare la parola eutanasia. Non intendiamo rievocare quella tristissima vicenda, della quale ci siamo occupati a suo tempo, con tutta una serie di articoli; basti dire che il 3 febbraio un&#8217;autoambulanza part\u00ec da Lecco e port\u00f2 Eluana a Udine, dove trov\u00f2 un certo numero di civilissimi manifestanti che pregavano e vegliavano, nella neve di quel freddo inverno, perch\u00e9 non venisse staccata la spina che teneva in vita quella donna. Il 6 febbraio l&#8217;<em>\u00e9quipe<\/em> medica assegnata a Eluana, formata da una quindicina di persone, annunci\u00f2 che quel giorno avrebbe avuto inizio la progressiva riduzione dell&#8217;alimentazione; per chiamar le cose con il loro nome, si trattava di farla morire di fame, e nessuno pu\u00f2 dire onestamente se, pur essendo in coma, ella non abbia provato sofferenza nello spegnersi. Mentre in Parlamento continuavano a succedersi convulsi tentativi di scongiurare l&#8217;inevitabile, e la vicenda aveva ormai assunto le proporzioni di un caso internazionale, giunse infine la notizia che il cuore di Eluana aveva cessato di battere, alle 19,35 del 9 febbraio. L&#8217;autopsia ordinata dalla procura di Trieste stabil\u00ec che era morta per la disidratazione, come previsto dal protocollo siglato fra i sanitari e la famiglia.<\/p>\n<p>Tutta questa vicenda ci ritorna alla memoria a distanza di anni, avendo appreso che, nel 2015, l&#8217;arcivescovo della citt\u00e0, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, ha celebrato una Messa pre-natalizia per i pazienti della <em>Quiete<\/em> nella chiesa interna della struttura, quella chiesa che, come detto, non sapevamo neppure che esistesse. \u00c8 una struttura molto moderna all&#8217;esterno, abbastanza tradizionale all&#8217;interno, con le statue di Ges\u00f9 e di San Giuseppe col Bambino ai due lati dell&#8217;altar maggiore, situata al primo piano della Residenza Lodi. Dopo la Messa, il sindaco Furio Honsell ha ringraziato il personale e gli assistenti della struttura, che con il loro impegno fanno dell&#8217;azienda pubblica, ha detto, con un orribile neologismo oggi praticamente obbligatorio, un <em>riferimento di eccellenza<\/em> per l&#8217;assistenza ai malati. Chiss\u00e0 se qualche ombra indugiava in quel luogo, se qualche fantasma sfiorava la coscienza di quelle persone; se il ricordo di Eluana Englaro, che era viva e non malata, che respirava da sola senza bisogno di ventilazione artificiale, e che da sola assimilava il nutrimento somministratole, ma che qualcuno volle far morire, si \u00e8 affacciato, per un attimo, alla coscienza di quei sanitari e di quelle autorit\u00e0 civili e religiose. E chiss\u00e0 se a qualcuno, fra quei sorrisi, quei <em>flash<\/em> dei fotografi (perch\u00e9 c&#8217;erano anche quelli, si capisce: quando mai un vescovo o un sindaco si lasciano scappare una simile occasione di pubblicit\u00e0?), mentre si scambiavano gli auguri di buone feste, sono tornate in mente le parole delle Suore Misericordine di Lecco, le quali avevano semplicemente detto: <em>Se c&#8217;\u00e8 che la considera morta, lasci che Eluana resti con noi che la sentiamo viva<\/em>. E si noti la sottile differenza fra &quot;considerare&quot;, tutto di testa, e &quot;sentire&quot;, che viene anche e soprattutto dal cuore: <em>ci sono delle ragioni che la ragione non conosce, ma solo il cuore<\/em>, diceva il filosofo Blaise Pascal. Ecco qui: la vicenda di Eluana Englaro \u00e8 una di quelle che ci hanno maggiormente rattristato, proprio in quanto friulani. Pensare che Udine aveva offerto &quot;ospitalit\u00e0&quot; a un caso patente di eutanasia, anche se nessuno voleva chiamarlo a quel modo, ci ha profondamente addolorato. \u00c8 stato un segnale del fatto che anche Udine non era pi\u00f9 quella che avevamo conosciuto, che si \u00e8 arresa ai nuovi modi di pensare e di sentire, un tempo cos\u00ec lontani dalla schietta, generosa semplicit\u00e0 della sua gente. Poi ci sono stati altri fatti, che hanno purtroppo rafforzato questa impressione. I casi di cronaca nera, innanzitutto; ma anche episodi come il <em>gay pride<\/em> del 2017, al quale \u00e8 andato pure il patrocinio dell&#8217;Universit\u00e0 di Udine: si vede che era giusto considerarlo un evento di alto valore culturale. Peccato che l&#8217;universit\u00e0 sia statale, e che sia finanziata anche dai nostri soldi. Ma sull&#8217;universit\u00e0 di Udine, molto ci sarebbe da dire, e qualcosa abbiamo visto e osservato coi nostri occhi, che avremmo preferito non vedere; per\u00f2 meglio tacere. Resta la nostra perplessit\u00e0 rispetto alla decisione di creare uno studio universitario in una citt\u00e0 che non l&#8217;aveva mai avuto, e con ben tre universit\u00e0 a circa un&#8217;ora di treno: Trieste, Venezia e Padova. Le universit\u00e0 non sono supermercati, hanno bisogno di una tradizione: Padova e Bologna avevano gi\u00e0 una fama europea al tempo di Dante Alighieri. Non le si pu\u00f2 improvvisare cos\u00ec, semplicemente per ragioni politiche (e demagogiche).<\/p>\n<p>Ma tornando alla chiesetta interna della Quiete, non possiamo fare a meno di restare alquanto pensosi apprendendo, dal sito internet della struttura (<a href=\"../../../../../www.laquieteudine.it/default.htm\">www.laquieteudine.it<\/a>), in che cosa consistano i servizi religiosi da essa offerti ai ricoverati:<\/p>\n<p><em>Per quanto riguarda la religione cattolica nei giorni festivi viene celebrata la S. Messa presso la Cappella interna posta al primo piano della Residenza Lodi secondo l&#8217;orario esposto all&#8217;esterno della Cappella. Il sacerdote \u00e8 a disposizione, su richiesta, per ogni esigenza degli ospiti.<br \/>\nIn relazione alle altre confessioni religiose e di credo, la struttura \u00e8 disponibile all&#8217;attivazione, previa richiesta, di idoneo servizio<\/em>.<\/p>\n<p>Cio\u00e8, se abbiamo capito bene, e se la lingua italiana non \u00e8 una mera opinione, qualora un ricoverato, <em>pardon<\/em>, un &quot;ospite&quot; della struttura, che fosse di fede giudaica, o islamica, o protestante, avesse bisogno di un rabbino, o di un imam, o di un pastore luterano, basta chiedere, e il sacerdote incaricato del &quot;servizio religioso&quot; cercher\u00e0 di provvedere. Per i lama buddisti e i sacerdoti ind\u00f9 non sappiamo, forse non sar\u00e0 altrettanto facile, e neppure per i preti scintoisti; per\u00f2 siamo certi che ce la metteranno tutta per accontentare ogni richiesta. Molto gentile e molto rassicurante, non si pu\u00f2 che ringraziare di tutto cuore per tanta delicatezza e tanta sollecitudine (anche con la famiglia di Eluana sono stati molto solleciti e molto delicati). Peccato che tutto ci\u00f2 non sia affatto cattolico e che non si capisce perch\u00e9 un sacerdote cattolico, se \u00e8 lui ad occuparsene, dovrebbe prestarsi a simili richieste, se non in nome dell&#8217;indifferentismo religioso, che \u00e8 una concezione difforme, e apertamente condannata, dal Magistero della Chiesa cattolica. Questo \u00e8 un fatto, e neppure i pi\u00f9 strenui sostenitori dello &quot;spirito&quot; del Concilio Vaticano II possono affermare il contrario; se lo possono, che ci mostrino in quale documento del Concilio c&#8217;\u00e8 scritto che le religioni si equivalgono, che chiunque pu\u00f2 scegliere quella che preferisce, e che con tutte quante si guadagna la salvezza eterna. Per favore, cerchiamo di essere seri. Se la religione \u00e8, come dovrebbe essere, una cosa seria, non si pu\u00f2 andare al supermercato delle religioni, scegliere e ordinare quella che si preferisce; o meglio, lo si potr\u00e0 anche fare, ma non si pu\u00f2 chiedere a un sacerdote cattolico di prestarsi a una tale filosofia. La religione si occupa della salvezza dell&#8217;anima; e un prete che si mette a disposizione di un&#8217;altra fede religiosa d\u00e0 prova di un supremo galateo mondano, ma di un pessimo esercizio di cristianesimo: sta letteralmente giocando con il destino eterno di quell&#8217;anima. E se \u00e8 contento lui di caricarsi una tale responsabilit\u00e0 sopra le spalle, non pu\u00f2 essere per\u00f2 contenta la Chiesa, quella vera, la Sposa di Cristo, ricordando le parole del divino Maestro (<em>Marco<\/em>, 16, 15-16): <em>Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.\u00a0Chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato sar\u00e0 salvo, ma chi non creder\u00e0 sar\u00e0 condannato.<\/em> Sono parole talmente chiare che qualunque commento sarebbe superfluo: che piacciano o che non piacciano ai falsi pastori della neochiesa. E cos\u00ec queste (<em>Giovanni<\/em>, 6, 47-51): <em>In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita.\u00a0I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;\u00a0questo \u00e8 il pane che discende dal cielo, perch\u00e9 chi ne mangia non muoia.\u00a0Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno e il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo.<\/em> Ges\u00f9 non dice: chiunque crede in un Dio qualunque, avr\u00e0 la vita eterna; ma dice: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita;<\/em> <em>chi crede in me ha la vita eterna.<\/em> Oggi il neoclero vorrebbe fare di Ges\u00f9 un maestro fra i tanti, e del cristianesimo una strada fra le tante; una delle meno valide, forse, viste le colpe storiche che deve farsi perdonare, e che pesano specialmente sulla Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Ripensiamo a tutto ci\u00f2 mentre ci tornano alla memoria tante cose di un tempo, e le confrontiamo con le cose presenti. Chi si \u00e8 maggiormente avvicinato al miraggio di una vita migliore, la civilt\u00e0 cristiana o la civilt\u00e0 moderna? E chi s\u00e9 maggiormente avvicinato al cuore del Vangelo, la Chiesa di sempre o la neochiesa del Concilio e del post-concilio? Quanta arroganza, quanta superficialit\u00e0, quanto sciocco correr dietro alle mode del mondo, da parte di quelli che hanno creduto di vedere pi\u00f9 lontano di tutti, e invece non vedevano pi\u00f9 in l\u00e0 del loro naso. E come \u00e8 cambiata la nostra vecchia citt\u00e0, come \u00e8 cambiata la societ\u00e0 intera, e quanto irriconoscibile \u00e8 divenuta la Sposa di Cristo! Dunque il prezzo che si paga per entrare nel supposto paradiso della modernit\u00e0 \u00e8 questo: smarrire il buon senso, lasciarsi accecare dalla propria superbia, confondere il bene col male e viceversa&#8230; Una citt\u00e0 che non parla mai di tutti gli aborti che si compiono nell&#8217;ospedale, uno dei migliori d&#8217;Italia e forse del mondo, ma che si guadagna un tristo primato offrendosi di far morire una donna in coma, che le suore cui era stata affidata chiedevano solo di lasciare alle loro cure. E una oscena, orrida sfilata di omosessuali, che ottiene anche il patrocinio dell&#8217;universit\u00e0 statale. Bene: bel risultato. Cari amici progressisti, avete proprio di che andar fieri. Banali e conformisti eravate ieri, quando dicevate e facevate tutto il contrario di adesso; banali e conformisti siete rimasti oggi, come allora&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non avremmo mai immaginato che un giorno avremmo scritto a proposito di una chiesa che, quando abitavamo in quella citt\u00e0, non sapevamo neppure che esistesse. Per<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[92],"class_list":["post-27579","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27579","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27579"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27579\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27579"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27579"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27579"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}