{"id":27573,"date":"2018-11-11T07:39:00","date_gmt":"2018-11-11T07:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/11\/omaggio-alle-chiese-natie-la-pieta-in-piazzale-cella\/"},"modified":"2018-11-11T07:39:00","modified_gmt":"2018-11-11T07:39:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-la-pieta-in-piazzale-cella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/11\/omaggio-alle-chiese-natie-la-pieta-in-piazzale-cella\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: la Piet\u00e0 in piazzale Cella"},"content":{"rendered":"<p>Uscendo dalla porta esterna di Grazzano &#8212; porta che ormai bisogna immaginare, perch\u00e9 venne abbattuta nel 1882, quand&#8217;era divenuta pericolante &#8212; ci s&#8217;imbatte, nell&#8217;odierno piazzale Cella, in una deliziosa chiesetta seicentesca di forma ottagonale, preceduta da un ampio portico su sei colonne e sormontata da un piccolo campanile a vela. \u00c8 la chiesetta della Piet\u00e0 (da non confondere, ovviamente, con quella di Santa Maria della Piet\u00e0, che faceva parte del palazzo del Monte di Piet\u00e0, in Mercato Vecchio), cara al cuore degli udinesi e che era quasi il saluto che la citt\u00e0 rivolgeva a quanti, sorta l&#8217;abitudine delle ferie estive negli anni &#8217;50 del secolo scorso, all&#8217;inizio dell&#8217;estate partivano verso Lignano, imboccando il viale Duodo, che passa sotto il cavalcavia ferroviario (mentre quelli diretti a Grado prendevano il viale Palmanova, e quelli diretti in montagna, sia la Carnia che il Tarvisiano, percorrevano, naturalmente, prima il Viale Volontari della Libert\u00e0 e poi viale Tricesimo). Era un edificio sacro molto amato dagli abitati del borgo Grazzano e specialmente dai devoti della Vergine Maria, ma anche oggi \u00e8 amato quanto basta perch\u00e9 la parrocchia di San Giorgio Maggiore, con il contributo della C.E.I., nel 2014 abbia condotto dei lavori di restauro che l&#8217;hanno riportata al primitivo splendore, dopo alcuni anni di relativo abbandono. Cos\u00ec ripercorre le tappe della sua storia il <em>Bollettino parrocchiale<\/em>:<\/p>\n<p><em>La devozione a Maria era stata ravvivata in Grazzano dai Carmelitani, insediatisi nel vicino monastero di S. Pietro di Tavella nel 1483 dopo una plurisecolare presenza di monache benedettine; la devozione della Madonna del Carmine provoc\u00f2 infatti la costituzione (15 agosto 1550) di un&#8217;apposita Confraternita della Madonna del Carmine, composta inizialmente da 66 uomini e 27 donne e destinata a durare per oltre un secolo, finch\u00e9 i Carmelitani non si spostarono in borgo d&#8217;Aquileia.<\/em><\/p>\n<p><em>Uno spirito di sana e devota competizione con la Parrocchia indusse la Vicinia di borgo Grazzano a edificare fuori Porta una chiesa di sua propriet\u00e0 alla B. Vergine, su delibera 8 gennaio 1659 e con i denari raccolti per autotassazione dei vicini e periodiche questue. Sul quarto di campo comprato dai signori Muzzanini i lavori si protrassero per molti anni, anche oltre il 20 febbraio 1700, giorno della visita pastorale del patriarca d&#8217;Aquileia Dionisio Delfino, quando tuttavia la chiesa &quot;della Madonna Addolorata&quot;, detta &quot;della Piet\u00e0&quot;, era gi\u00e0 in piena funzione, con un cappellano eletto e stipendiato dalla Vicinia per l&#8217;assistenza religiosa degli abitanti fuori le mura e nella taviele di San Pieri, sotto la giurisdizione del parroco di S. Giorgio. Soppressa la Vicinia dai decreti napoleonici e confiscata la chiesa dal Demanio, essa fu riscattata per merito dei signori Lombardini e donata infine alla Parrocchia di Grazzano: essa continua con amore nella sua cura, a servizio del bene spirituale di molti e affezionati frequentanti la Messa domenicale, preparata e assistita con elegante solerzia dal sacrista sig. Corrado Sambucco\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>E Maurizio Buora, nella sua <em>Guida di Udine<\/em> (Trieste, Edizioni Lint, 1986, p. 281):<\/p>\n<p><em>In fondo al piazzale G. B. Cella, quasi addossata alla linea ferroviaria, si trova la chiesetta della Piet\u00e0, costruita nella seconda met\u00e0 del Seicento in seguito a un voto fatto dalla collettivit\u00e0. L&#8217;edificio, a pianta centrale, come altre chiese venete dell&#8217;epoca, ha forma ottagonale, campaniletto a vela e portico poligonale, sostenuto da sei colonne. Esso fu danneggiato pi\u00f9 volte in occasione di incidenti stradali (es. nel novembre 1972) e poi ricostruito. All&#8217;intermo, sull&#8217;altar maggiore copia della &quot;Piet\u00e0&quot; di Fra Bartoloneo; sugli altari laterali la &quot;Morte di San Giuseppe&quot; attribuita a Giambettino Cignaroli (gi\u00e0 in S. Spirito e quindi nella chiesa di S. Giorgio, e &quot;San Giovanni Bosco&quot;, di Tita Gori (inizio sec. XX)<\/em>.<\/p>\n<p>Il culto di Maria, dunque, venne sostenuto e diffuso soprattutto dai carmelitani, i quali avevano un monastero lungo l&#8217;attuale via Lumignacco, San Pietro in Tavella, dal 1453 (e non dal 1483), l\u00e0 dove esisteva fin dal 1200, un convento di monache benedettine, oggi scomparso (sul luogo \u00e8 stata costruita una chiesa moderna, nella seconda met\u00e0 del XIX secolo). La devozione a Maria stimol\u00f2 la nascita di una confraternita dedicata alla Madonna del Carmine o del Carmelo, verso la met\u00e0 del 1500, tre decenni dopo che i carmelitani si spostarono, come abbiamo gi\u00e0 visto, dentro le mura, anche per ragioni di sicurezza (nel corso del XV secolo si succedettero ben otto scorrerie turche nel Friuli, e tutte lambirono la citt\u00e0, saccheggiando anche i conventi e le chiese <em>extra moenia<\/em>) in un nuovo convento situato in borgo Aquileia. Il culto della Vergine fu ripreso ed emulato dalla parrocchia di San Giorgio e la decisione di costruire la chiesetta della Piet\u00e0 scatur\u00ec appunto dai parrocchiani, che a Lei si rivolgevano, oltre che per essere difesi dalla spada degli infedeli, anche per tener lontani i flagelli della peste, della carestia e dei terremoti. In altre parole, per tutto il Medioevo e poi ancora per un paio di secoli, l&#8217;impulso all&#8217;edificazione di chiese, capitelli, edicole votive partiva molto spesso non dalla Chiesa, ma da laici, da confraternite, da soggetti privati, oppure da parroci che interpretavano il sentire diffuso dei loro parrocchiani e che, molto spesso, si sobbarcavano immensi sacrifici personali per incominciare e potare avanti le opere progettate. Gli abitanti fornivano in genere le maestranze sotto forma di manodopera gratuita o contribuivano con offerte, lasciti e donazioni: per cui si pu\u00f2 dire che il culto della Madonna e dei Santi fu in larga misura un sentimento spontaneo, sentito come il tramite necessario affinch\u00e9 le preghiere degli uomini possano salire fino a Dio, secondo il concetto espresso da Dante nella <em>Divina Commedia<\/em> (<em>Par<\/em>., XXXIII, 13-15): <em>Donna, se&#8217; tanto grande e tanto vali, \/ che qual vuol grazia e a te non ricorre, \/ sua dis\u00efanza vuol volar sanz&#8217;ali<\/em>.<\/p>\n<p>Ogni qual volta ci troviamo di fronte a una chiesa o una chiesetta dedicata alla Madonna, pertanto, dovremmo ricordare da quali immense riserve di fede essa ha avuto origine, quale enormi energie ha saputo mobilitare, quale mirabile fusione di intenti ha realizzato nella popolazione, creando fra essa dei legami immateriali, ma potentissimi, dei quali oggi, nella societ\u00e0 moderna dominata dal consumismo, non si \u00e8 conservato neppure il ricordo. In altre parole, grazie alla Chiesa la storia della nostra societ\u00e0 si \u00e8 andata configurando, nel corso dei secoli, come la storia di una serie di comunit\u00e0 fortemente coese, animate da una visione della vita comune, da una prospettiva esistenziale comune e dal riconoscimento di un codice di valori morali comuni, al quale tutti si sentivamo obbligati ad obbedire, anche se non tutti, ovviamente, e non sempre, erano poi capaci di rispettarlo. Si vede qui l&#8217;abissale differenza che corre fra la nostra idea di societ\u00e0 e quella delle passate generazioni. Per noi, figli dell&#8217;illuminismo, del liberalismo e del materialismo, la sola cosa che condividiamo con i nostri simili \u00e8 l&#8217;idea che esistono dei diritti civili irrinunciabili, ma continuamente in espansione, in nome dei quali noi possiamo costringere gli altri a riconoscere la sfera della nostra libert\u00e0, anche se si tratta di offendere l&#8217;altrui sensibilit\u00e0 con esibizioni ripugnanti e disgustose (vedi le sfilate provocatorie e dissacranti dei <em>gay pride<\/em>). Per noi, dunque, l&#8217;individuo \u00e8 il centro di tutto e la societ\u00e0 serve essenzialmente a garantire e a proteggere i diritti dell&#8217;individuo e la sua personale ricerca della &quot;felicit\u00e0&quot;, senza tenere in alcun conto le opinioni altrui, a cominciare da quella dei propri genitori (un tempo, chi si sarebbe fidanzato o sposato contro la volont\u00e0 del padre e della madre?); l&#8217;individuo, per\u00f2, fino a quando non viola la legge nel modo pi\u00f9 esplicito, pu\u00f2 regolarsi sempre e comunque secondo &quot;coscienza&quot;, ossia ciascuno pu\u00f2 farsi la propria norma morale e non sentirsi obbligato da una norma comune. Per gli uomini della societ\u00e0 cristiana &#8212; che si \u00e8 definitivamente dissolta solo in anni recenti: diciamo non pi\u00f9 di mezzo secolo fa, almeno in Italia &#8212; la condivisione dei valori morali, ma anche della concezione generale della vita, fondata essenzialmente sul culto e il rispetto di Dio, della patria e della famiglia) era il cemento che teneva unito il tessuto sociale e animava gli individui, alle prese con difficolt\u00e0 materiali che noi a stento possiamo anche solo immaginare, facendoli sentire meno soli, sostenendoli nelle prove e dando loro un orizzonte di speranza. Che poi quell&#8217;orizzonte fosse di ordine soprannaturale, ci\u00f2 \u00e8 stato denunciato dal marxismo come il grande inganno e il grande tradimento ai danni degli uomini, e dalla psicanalisi come la grande rimozione e la grande sublimazione, a causa delle quali il progresso umano verso l&#8217;emancipazione e la felicit\u00e0 \u00e8 stato ritardato di secoli; e poich\u00e9 sia il marxismo (sovente in forme spurie, come nel caso del cattolicesimo di sinistra) sia la psicanalisi sono entrati a far parte del <em>corpus<\/em> dottrinale &#8212; vorremmo dire teologico &#8211; fondamentale della modernit\u00e0, ne consegue che tutto l&#8217;orientamento della vita dei nostri nonni e dei nostri avi \u00e8 stato <em>a posteriori<\/em> screditato e identificato come una suprema forma di alienazione.<\/p>\n<p>Ora, che tale interpretazione sia solo una fantasticheria ideologica, lo dimostra ampiamente il fatto, evidente ed innegabile, che nella civilt\u00e0 moderna gli uomini non solo non hanno ricostruito un orizzonte di speranza pi\u00f9 concreto e convincente, ma sono progressivamente scivolati nella palude della disperazione, e questo in maniera tanto pi\u00f9 accentuata, quanto pi\u00f9 modernizzata \u00e8 la societ\u00e0: ormai \u00e8 perfino un luogo comune, e tuttavia verissimo, che le percentuali dei suicidi e delle sindromi depressive tocca i vertici nelle societ\u00e0 dell&#8217;Europa settentrionale, quelle che ci appaiono come le pi\u00f9 &quot;moderne&quot;, le pi\u00f9 &quot;aperte&quot; e le pi\u00f9 &quot;liberate&quot; dalle antiche pressioni, o repressioni, di origine cristiana, anche e soprattutto in ambito sessuale. Ebbene, dopo pi\u00f9 di tre secoli di dominio sempre pi\u00f9 incontrastato della cultura moderna, dell&#8217;economia moderna e della forme di vita sociale (o antisociale) proprie della civilt\u00e0 moderna, dove sono le tanto attese e decantate <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>? Dov&#8217;\u00e8 il balzo in avanti degli uomini verso la loro piena realizzazione, una volta che essi si sono liberati dalle pastoie e dalla zavorra di superstiziose credenze soprannaturali? Chi le ha viste, o anche solo intraviste? No: \u00e8 evidente che la civilt\u00e0 moderna, per la sua stessa natura, per i suoi presupposti ideologici e pratici, nonch\u00e9 per la sua prospettiva d&#8217;insieme, non ha portato alcuna liberazione, ma, semmai, una liberazione apparente, una pseudo liberazione, parolaia e velleitaria, che consente a tutti, s\u00ec, di dire quasi qualsiasi cosa (<em>quasi<\/em>, per\u00f2: provatevi a toccare certi argomenti consacrati al <em>politically correct<\/em>, e poi ne riparliamo&#8230;), mentre l&#8217;intera societ\u00e0, e <em>di conseguenza<\/em> tutti gli individui (perch\u00e9 l&#8217;individuo fuori della societ\u00e0 \u00e8 solo una stupida astrazione, degna di un cattivo filosofo come Rousseau) \u00e8 pi\u00f9 sottomessa che mai a un regime totalitario che investe ogni singolo aspetto dell&#8217;esistenza, dalla finanza alla cultura, dal lavoro all&#8217;uso del tempo libero, senza risparmiarne alcuno, e che ha portato ad una omologazione, a un conformismo e a un appiattimento che non hanno eguali in alcuna precedente epoca della storia, neppure nel tanto criticato Medioevo, nel quale esisteva, eccome, una dialettica ben pi\u00f9 vivace che oggi. Perci\u00f2, qualsiasi persona dotata di onest\u00e0 intellettuale e di retto sentire, dovrebbe chiedersi se valga la pena d&#8217;insistere lungo una strada chiaramente sbagliata, che ci ha condotti in una situazione disperata e senza uscita, o se non sarebbe pi\u00f9 saggio e pi\u00f9 leale ammettere l&#8217;errore commesso e perci\u00f2 tornare indietro, cercando il punto in cui i nostri passi hanno lasciato la retta via.<\/p>\n<p>Una volta liberatici dai pregiudizi della modernit\u00e0 e spezzato lo stato di ipnosi, o piuttosto di auto-ipnosi, in cui ci troviamo, dobbiamo riconoscere che il segreto della saldezza e della coesione della societ\u00e0 di un tempo (un tempo non lontanissimo: quello dei nostri nonni) era nel clima spirituale e morale che generazioni di uomini e donne cristiani avevano creato, con l&#8217;esempio concreto della loro vita. \u00c8 innegabile che la deriva \u00e8 cominciata quando il cristianesimo \u00e8 stato rimpiazzato dalla visone moderna della vita, basata sull&#8217;edonismo e sulla esaltazione incessante delle proprie aspirazioni, anche le pi\u00f9 sregolate. Anche un bambino era in grado di capire che una societ\u00e0, su simili presupposti, non avrebbe potuto andare lontano, anzi non sarebbe neanche riuscita a reggersi e a conservare i beni, materiali e immateriali, ricevuti in eredit\u00e0 dai propri genitori: ma il dato significativo \u00e8 che quasi nessuno, a cominciare dai cosiddetti intellettuali, lo ha visto, o, se lo ha visto, se l&#8217;\u00e8 sentita di dirlo a voce alta. Al contrario, la societ\u00e0 contemporanea ha vezzeggiato, onorato e lodato i cattivi maestri della dissoluzione, i predicatori del nulla, i fomentatori delle pi\u00f9 torbide passioni, dei peggiori egoismi, dei pi\u00f9 incomprensibili vaneggiamenti: li ha acclamati come profeti e li ha premiati col denaro e con la fama. Tutti costoro meriterebbero di essere processati e fucilati come traditori della societ\u00e0, beninteso in senso simbolico: si sono rivelati dei furbi parassiti che hanno profittato di circostanze favorevoli per arricchirsi, occupare posizioni privilegiate e, intanto, accentuare e alimentare il malessere e la disperazione, senza mai prospettare una soluzione, semplicemente perch\u00e9 non ne avevano interesse: se la societ\u00e0 avesse cominciato a rinsavire, il loro regno sarebbe finito. Il guaio \u00e8 che essi o i loro figliocci sono ancora al potere: bisogner\u00e0 schiodarli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uscendo dalla porta esterna di Grazzano &#8212; porta che ormai bisogna immaginare, perch\u00e9 venne abbattuta nel 1882, quand&#8217;era divenuta pericolante &#8212; ci s&#8217;imbatte, nell&#8217;odierno piazzale Cella,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109,243],"class_list":["post-27573","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica","tag-santa-vergine"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27573"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27573\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}