{"id":27570,"date":"2018-12-16T12:15:00","date_gmt":"2018-12-16T12:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/16\/omaggio-alle-chiese-natie-la-madonna-di-via-manin\/"},"modified":"2018-12-16T12:15:00","modified_gmt":"2018-12-16T12:15:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-la-madonna-di-via-manin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/16\/omaggio-alle-chiese-natie-la-madonna-di-via-manin\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: la Madonna di via Manin"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli antichi palazzi di maggior prestigio di via Manin, l&#8217;antico borgo di San Bartolomeo (o San Bartolomio), ai piedi del lato meridionale del colle del Castello, il migliore perch\u00e9 il pi\u00f9 soleggiato, \u00e8 il Palazzo Mantica, al civico numero 18, che dal 1966 \u00e8 divenuto la sede della Societ\u00e0 Filologica Friulana. Sul luogo sorgeva un castelliere, il pi\u00f9 antico di tutto il Friuli, venuto in luce durante i lavori di restauro del 2009, cio\u00e8 dopo quelli seguiti al terremoto del 1976. Le origini del palazzo si perdono nei secoli passati; di certo esisteva nel XIV secolo, visto che nel 1492 venne ceduto alla famiglia Filettini da un certo Niccol\u00f2 Vanni Onesti; circa sette decenni pi\u00f9 tardi, nel 1560, pass\u00f2 per via dotale alla famiglia Mantica, di origini lombare, venuta a Udine al seguito dei Torriani. Fu sotto i mantica che il palazzo assunse le forme attuali; la facciata, per\u00f2, conserva la struttura precedente: infatti la meravigliosa <em>Madonna col Bambino<\/em>, che spicca al centro di essa, sopra il portone, \u00e8 del 1520. Nella seconda met\u00e0 del 1700 un membro della famiglia Mantica, Pietro, volle costruire, sulla destra del palazzo e fino alla Porta di San Bartolomeo, un altro palazzo, a forma di <em>elle<\/em>, che giunge, inglobando la porta stessa, ad affacciarsi fin sul Giardino Grande (l&#8217;attuale piazza 1\u00b0 Maggio). Questa parte pi\u00f9 recente del complesso residenziale dei Mantica \u00e8 passata pi\u00f9 tardi in propriet\u00e0 alla famiglia Chizzola, per cui \u00e8 nota come palazzo Mantica-Chizzola. A differenza di quello pi\u00f9 antico, caratterizzato anche esteriormente da una facciata rinascimentale di notevole pregio architettonico, il palazzo &quot;nuovo&quot; ha una modesta facciata settecentesca, ma in compenso possiede un interno ricchissimo di opere pittoriche, in particolare nel salone e nella galleria, affrescati da Francesco Chiarottini (1748-1796), allievo di Francesco Fontebasso, un artista cividalese molto dotato, che fu anche architetto ed era innamorato, romantico <em>ante litteram<\/em>, dei paesaggi con rovine, il quale proprio qui ha raggiunto il vertice della sua maestria (anche se per lungo tempo queste opere vennero pressoch\u00e9 dimenticate, e solo recentemente sono state &quot;riscoperte&quot;), e da Giambattista Canal (1745-1825), formatosi alla scuola del Tiepolo e considerato suo degno allievo, nonch\u00e9 uno dei migliori frescanti del suo tempo.<\/p>\n<p>Abbiamo accennato all&#8217;opera pi\u00f9 caratteristica della facciata del palazzo rinascimentale, che \u00e8 anche un segno della piet\u00e0 religiosa caratteristica delle vecchie case e degli antichi palazzi cittadini: la Madonna col Bambino circondata dagli Angeli, che probabilmente ha ispirato altri bassorilievi simili esistenti nella medesima zona della citt\u00e0, ma di fattura recente, novecentesca, in particolare quello di casa Spezzotti, in via della Prefettura, e quello sul muro esterno di palazzo Pontoni, in via piace, all&#8217;angolo di via Aquileia. Si tratta di una formella quadrata posta in mezzo e all&#8217;altezza dei due balconi al secondo piano, al di sotto di una pentafora dalle colonnine eleganti e dalla linea curva degli archi che si uniscono e creano un gradevole effetto di movimento assai composto. Il riquadro \u00e8 circondato su ogni lato da una elegante decorazione in rilievo, formata da festoni di fiori e foglie d&#8217;acanto, con quattro foglie pi\u00f9 grandi poste ai vertici, di squisita fattura, dove la pietra cede alla mano dell&#8217;artista e pare assumere la docilit\u00e0 e la pieghevolezza della seta. Sei cherubini paffuti formano una specie di mandorla intorno alla Madre che tiene in braccio il Bambino e che con la destra sembra offrirlo all&#8217;umanit\u00e0, per la sua salvezza, piuttosto che reggerlo, e con la sinistra tiene una sfera, che probabilmente rappresenta la Terra, secondo una diffusa iconografia medievale (ma non ci avevano sempre raccontato che i medievali erano convinti che la Terra fosse piatta?), ponendola davanti al Bimbo, affinch\u00e9 la benedica. Ges\u00f9, infatti, con aria solenne, alza la manina destra, come in un gesto di benedizione: \u00e8 come se Maria esortasse suo Figlio a compiere la sua opera di Redenzione del mondo, come gi\u00e0 aveva fatto a Cana, quando lo aveva pregato di venire in aiuto di quei due poveri sposi. I volti della Madonna e di Ges\u00f9 Bambino sono seri, non sorridenti; perfino i cherubini sorridono moderatamente: l&#8217;atmosfera \u00e8 quanto mai pregna di solennit\u00e0, perch\u00e9 nel doppio gesto della Madre verso il Figlio, e del Figlio verso il mondo, vi \u00e8 la consapevolezza che il divino Redentore dovr\u00e0 soffrire e affrontare il supremo sacrificio per rendere perfetto l&#8217;amore suo e del Padre nei confronti dell&#8217;umanit\u00e0 peccatrice. Non \u00e8 uno scherzo la Redenzione del mondo, non \u00e8 uno scherzo la Passione di Ges\u00f9 Cristo: di ci\u00f2 sembra gi\u00e0 consapevole la Madonna, rammentando e meditando la profezia di Simeone (<em>Luca<\/em>, 2, 34.-35): <em>Egli \u00e8 qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione\u00a0perch\u00e9 siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafigger\u00e0 l&#8217;anima.<\/em> Questo bassorilievo in pietra \u00e8 dovuto alla mano di Carlo da Carona, noto anche come Carlo da Udine, scultore e lapicida friulano che ha lasciato numerose opere, documentate fra il 1509 e il 1545, sparse per tutto il Friuli, alcune purtroppo andate perdute (come l&#8217;altare della Chiesa di Santa Maria di Castello, a Udine); e che non va confuso con un artista omonimo operante poc prima, alla fine del XV secolo, a Genova e a Roma.<\/p>\n<p>Riportiamo dal sito <a href=\"../../../../../www.filologicafriulana.it/default.htm\">../../../../../www.filologicafriulana.it/default.htm<\/a>:<\/p>\n<p><em>A seguito del terremoto del 1976, Palazzo Mantica venne sottoposto ad un primo intervento di restauro, intervento che termin\u00f2 nel 1986 e che port\u00f2 alla luce reminiscenze di un passato assai ricco. In effetti, la sede della Societ\u00e0 Filologica ha mantenuto la stessa struttura voluta dai Mantica nella seconda met\u00e0 del Cinquecento. Il suo maggior pregio architettonico \u00e8 la facciata cinquecentesca che appare al tempo stesso austera ed elegante. Il piano superiore \u00e8 dominato da una pentafora con due poggioli aggettanti alle estremit\u00e0 e una balaustra, a filo di muratura, al centro. Proprio al di sotto di tale balaustra \u00e8 posto il bassorilievoMadonna con bambino circondata da cherubini, opera di Carlo da Carona, datata 1520 circa. All&#8217;interno si conservano frammenti di affreschi tardo-cinquecenteschi. Sempre del XVI secolo \u00e8 un soffitto in legno con travi a vista e delle cantinelle, mentre sono tardo settecentesche alcune decorazioni di gustochinoiserie\u00a0e ottocenteschi gli affreschi che adornano i soffitti di alcuni locali al primo piano.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 da cinque secoli, dunque, dal 1520, che la <em>Madonna col Bambino<\/em> di Carlo da Carona si affaccia sulla via Manin dall&#8217;alto di Palazzo Mantica, e che la Madre e il Figlio impartiscono la loro duplice benedizione sul borgo, sulla citt\u00e0 e sul mondo. Noi, per\u00f2, nati e vissuti in una casa che sorge a non pi\u00f9 di trenta metri da l\u00ec, all&#8217;inizio di via Prefettura, dobbiamo con vergogna confessare di non averla mai notata, di non averne neanche avuto alcun sentore. Certo, un bambino non pensa ad ammirare le facciate delle case, n\u00e9 alza gli occhi verso i piani superiori, solo per un senso estetico; semmai ferma la sua attenzione sulle vetrine e sulle botteghe che si affacciano sulla via; nondimeno, \u00e8 imbarazzante e quasi incredibile il pensiero che si possa nascere (allora si nasceva in casa, non all&#8217;ospedale) e trascorrere la propria infanzia e adolescenza senza mai accorgersi dell&#8217;esistenza di un elemento architettonico di tale bellezza e di tale valore religioso. Eppure quante volte, da bambini, ci siamo affacciati dalle finestre dell&#8217;appartamento della zia, che guardavano direttamene su via Manin, per veder sfilare la solenne, imponente processione del <em>Corpus Domini<\/em>, l&#8217;arcivescovo e i chierici in testa, e una lunghissima colonna di fedeli dietro a loro, che varcavano la Porta di San Bartolomeo e si dirigevano lentamente verso la Cattedrale. E quante volte siamo passati su quel marciapiedi, davanti al palazzo Mantica, andando o tornando dal Giardino Grande, per la Porta di San Bartolomeo. E quante volte abbiamo varcato il portone del numero 18 che allora dava accesso a un&#8217;autorimessa, dove il signor Zenzi metteva a disposizione un&#8217;automobile con l&#8217;autista, negli anni in cui ancora molte famiglie non avevano la macchina privata e per gli spostamenti fuori citt\u00e0 si servivano di quelle pubbliche. E quante volte, dal colle del Castello, dove si andava a giocare nelle belle giornate estive, abbiamo contemplato la fila dei tetti del vecchio borgo, e le case e i palazzi che andavano dalla porta medievale sino a piazza Libert\u00e0, cuore di Udine. E mai ci siamo accorti di quella Madonna, scolpita da mani abili e amorevoli quasi cinque secoli prima, quando da poco i navigatori italiani avevano scoperto l&#8217;America, e Magellano non aveva ancor terminato la prima circumnavigazione del globo; e i Turchi minacciavano Vienna; e in molte campagne regnava ancora la servit\u00f9 della gleba, e di tanto in tanto si verificavano sanguinosi scoppi di furore popolare, come nel <em>Crudele Gioved\u00ec Grasso<\/em> udinese del 1511; ma intanto stava gi\u00e0 nascendo la moderna economia capitalista, dominata dai grandi mercanti-imprenditori e dalle banche speculative.<\/p>\n<p>Tuttavia, a ben riflettere, vi \u00e8 qualcosa di emblematico in questo fatto. Non si tratta solo della fretta e della trascuratezza tipiche della vita moderna, n\u00e9 solo della maniera abitudinaria e superficiale con cui guardiamo le cose che ci stanno intorno, specialmente se viviamo in citt\u00e0, ma \u00e8 una vera metafora della nostra inconsapevolezza spirituale, della nostra ignavia di cristiani all&#8217;acqua di rose, di <em>cristiani fino a un certo<\/em> punto, come li chiamava giustamente Kierkegaard (grande Kierkegaard: quante cose aveva capito, lui protestante, in anticipo di quasi due secoli rispetto alla vita cristiana della modernit\u00e0 avanzata!). Maria ha detto <em>Fiat<\/em> all&#8217;Angelo annunciante, e Ges\u00f9 ha detto al Padre <em>sia fatta la tua volont\u00e0<\/em>; ma gli uomini a malapena si sono accorti di ci\u00f2, e la maggior parte di essi ha seguitato a vivere come prima, indifferenti al dramma cosmico di Dio che si fa uomo e che prende su di s\u00e9 la fragilit\u00e0 della carne, per vivere e morire in mezzo agli uomini, riscattarli dal male e mostrar loro come si possa fare della propria vita una incessante preghiera di lode e ringraziamento al Padre celeste. Come noi, passando e ripassando sotto Ges\u00f9 e la Madonna benedicenti, non avevamo mai neppure notato la loro presenza, cos\u00ec ancora oggi, a duemila anni di distanza dal mistero della divina Incarnazione, milioni di uomini continuano a non curarsi di ci\u00f2 che la venuta di Ges\u00f9 Cristo nel mondo ha significato, e, se anche sono stati battezzati e cresciuti, teoricamente, nella fede cattolica, continuano a vivere in tutto e per tutto come abitanti della citt\u00e0 terrena, non della patria celeste: legati per mille fili alle passioni di quaggi\u00f9, e ad esse solamente, senza mai rivolgere un pensiero a Dio, senza mai rivolgere una preghiera alla Madonna, e senza mai rispecchiare nei loro pensieri, nelle loro parole e nelle loro azioni la vita di grazia che viene dal Vangelo e dalla sorgente soprannaturale dei Sacramenti. La Madonna e Ges\u00f9 Bambino, pertanto, da cinque secoli vegliano sul vecchio borgo di San Bartolomeo e sui suoi abitanti, sul susseguirsi delle generazioni, sull&#8217;avvicendarsi delle stagioni, delle guerre, dei rivolgimenti, sul mutare dei costumi, delle famiglie, delle abitudini, dei lavori; da cinquecento anni li guardano dall&#8217;alto e li benedicono, li assistono, li seguono, li confortano e trattengono da essi l&#8217;ira di Dio, sdegnato per i peccati sempre pi\u00f9 gravi nei quali sprofonda la nostra societ\u00e0, e, cosa orribile a dirsi, per i vizi abominevoli di cui si macchiano anche molti membri del clero, addirittura l&#8217;abuso sui bambini che sono affidati fiduciosamente dalle loro famiglie (pochi minuti fa la televisione ha dato conto di uno di questi preti infami, condannato a quattordici ani di carcere per aver stuprato numerosi ragazzini e ragazzine nella parrocchia che gli era stata affidata). Ma gli uomini non lo sanno, non lo vogliono sapere; non se ne curano, non se danno alcun pensiero. Non \u00e8 cosa che li riguardi: hanno faccende ben pi\u00f9 importanti delle quali occuparsi, loro!<\/p>\n<p>E cos\u00ec ci rendiamo conto, riflettendo, che la verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;Europa, e il cosiddetto popolo cristiano, hanno accolto il Vangelo solo molto superficialmente; e che, a partire dall&#8217;inizio della modernit\u00e0, or sono almeno sei secoli, decine di milioni di persone hanno seguitato a dirsi cristiane, senza pi\u00f9 esserlo, se non in superficie. Ma nel profondo esse sono rimaste, o sono ritornate ad essere, pagane: non c&#8217;era e non c&#8217;\u00e8 posto per Dio, nelle loro anime, ma solo per le cose del mondo. La cristianit\u00e0 ha cominciato a svuotarsi di sostanza vitale dall&#8217;interno, quando ancora resisteva vittoriosamente agli assalti provenienti dai nemici esterni: l&#8217;uomo carnale, come lo chiama san Paolo, invischiato nella palude dei piaceri disordinati, delle passioni indomabili, degli istinti vergognosi &#8212; quegli istinti che la moderna psicologia vorrebbe liberare senza alcun freno, perch\u00e9 reprimerli provoca la nevrosi! &#8212; ha scacciato con arroganza l&#8217;uomo spirituale, e cos\u00ec ha vanificato i misteri sublimi della Passione, della Resurrezione e della Redenzione operati da Cristo a beneficio di tutta l&#8217;umanit\u00e0. Prima hanno ceduto i fedeli, poi ha ceduta il clero: e il male \u00e8 partito dai teologi. Un pugno di cattivi teologi, a un certo punto, ha levato un grido: Basta con la mortificazione! Basta con la paura dell&#8217;inferno! Vogliamo una fede nuova, a misura dell&#8217;uomo!, e con ci\u00f2 hanno aperto l&#8217;ultima e pi\u00f9 terribile fase della disgregazione. I cattivi teologi hanno contaminato i cattivi vescovi, e questi hanno imposto il loro giogo sulla Sposa di Cristo, stravolgendola e rinnovando su di lei la Passione di Cristo. I buoni pastori sono stati denigrati e perseguitati, infine scacciati; e il gregge \u00e8 rimasto in balia dei cattivi pastori, cio\u00e8 di un clero apostatico, senza fede, ma ebbro di umano orgoglio. Eppure la via d&#8217;uscita esiste; il diavolo non ha ancora vinto la partita e non la vincer\u00e0. Il segreto \u00e8 riscoprire l&#8217;umilt\u00e0 della fede, come i bambini che Ges\u00f9 amava: \u00e8 alzare gli occhi e rivolgere l&#8217;anima a Lui e alla sua Madre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli antichi palazzi di maggior prestigio di via Manin, l&#8217;antico borgo di San Bartolomeo (o San Bartolomio), ai piedi del lato meridionale del colle del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[157,243],"class_list":["post-27570","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-gesu-cristo","tag-santa-vergine"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27570"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27570\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}