{"id":27567,"date":"2018-08-17T12:53:00","date_gmt":"2018-08-17T12:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/17\/omaggio-alle-chiese-natie-beata-vergine-di-fatima\/"},"modified":"2018-08-17T12:53:00","modified_gmt":"2018-08-17T12:53:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-beata-vergine-di-fatima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/17\/omaggio-alle-chiese-natie-beata-vergine-di-fatima\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: Beata Vergine di Fatima"},"content":{"rendered":"<p>La chiesa della Beata Vergine di Fatima \u00e8 un edificio dallo stile moderno situata in via Polonia, una piccola strada parallela a via Colugna, la lunghissima arteria che parte dal piazzale Chiavris e taglia rettilinea come una freccia in direzione nord-ovest, lambendo il lato nord dell&#8217;Ospedale civile e proseguendo fino a via del Cotonificio e oltre, sempre dritta, fino al paese di Colugna, frazione del comune di Tavagnacco. \u00c8 una zona molto periferica ma anche molto tranquilla, con strade larghe e ben tenute, tanto verde e un traffico ragionevole, per non dire modesto: una tipica zona residenziale disseminata di villette e piccoli condomini con giardino. La chiesa \u00e8 stata consacrata nel 1959 e riflette certe spinte innovative, tipiche degli anni precedenti il Concilio. \u00c8 un edificio dalle linee semplici e la facciata quasi disadorna, in posizione sopraelevata, a cui si accede per mezzo di un&#8217;ampia scalinata; alle spalle, sulla sinistra, una macchia d&#8217;alberi, cedri, abeti e cipressi, che fanno risaltare la superficie chiara e liscia delle pareti. Niente finestre ai lati del portone, ma un solo, enorme finestrone rettangolare al centro, spartito da una griglia di colonnine oblique che creano delle figure rombiche: una superficie che, anche grazie al gioco dei chiaroscuri, conferisce all&#8217;insieme un aspetto delicato e molto caratteristico, un po&#8217; come un pizzo o un merletto. Sulle pareti laterali, le uniche sole finestre che si notano sono all&#8217;estremit\u00e0 superiore, sotto il tetto, e coprono l&#8217;intera superficie da uno spigolo all&#8217;altro; hanno forma triangolare e assecondano la linea del cornicione fortemente aggettante. Le cappelle laterali all&#8217;esterno si presentano come delle semplici espansioni rettangolari, non belle, tanto pi\u00f9 che sono sostenute da colonne per via del piano rialzato della chiesa, il che d\u00e0 loro l&#8217;aspetto di baracche edificate su palafitte; e, al di sopra di esse, la parete bianca assolutamente spoglia, pare quella di una fabbrica o di un cementificio. Se la facciata possiede una sua grazia appena accennata, i lati sono da dimenticare: meglio cercare di non vederli addirittura, cosa per\u00f2 non facile data la sopraelevazione dell&#8217;edificio rispetto al piano stradale. Certi delitti architettonici andrebbero consumati di nascosto, in un angolo buio; questo invece \u00e8 stato commesso alla luce del sole e non si nasconde per nulla, anzi pare si vanti. \u00c8 come certe donne che farebbero meglio a vestire in maniera pi\u00f9 sobria, per non attirare troppo gli sguardi su di s\u00e9, sulle proprie forme sgraziate o su altri difetti del corpo, e invece pare che facciano di tutto per richiamare l&#8217;attenzione, evidentemente credendosi belle e degne d&#8217;ammirazione. Certo \u00e8 questione di gusto, e anche di come ci si sente; per\u00f2 non si pu\u00f2 impedire agli altri di vedere e di fare le proprie valutazioni: liberi tutti, l&#8217;uno di mostrarsi, l&#8217;altro di giudicare. Ad ogni modo, proprio come con le persone, non bisognerebbe fermarsi ad un giudizio affrettato, perch\u00e9 la vita \u00e8 pi\u00f9 complessa di quel che non si creda e pu\u00f2 riservare delle sorprese. Infatti, se il nostro viandante resiste alla tentazione di scappare davanti alla bruttezza delle pareti laterali, e a reprimere l&#8217;irritazione per non vedere da nessuna parte il campanile, e si decide a salire la scalinata e a varcare il portone, una sorpresa lo attende: valeva la pena di entrare. L&#8217;interno dalle alte pareti, poligonale e a capanna, luminoso grazie al finestrone centrale, \u00e8 impreziosito da una serie di grandi affreschi in stile bizantino del pittore friulano Paolo Orlando, realizzati nel 1997, che ricoprono quasi tutta la superficie superiore delle pareti con varie feste dell&#8217;anno liturgico, mentre quella inferiore \u00e8 stata lasciata interamente bianca, e con la loro brillante policromia e le linee morbide delle figure, trasmettono un senso di spiritualit\u00e0 fervida e gioiosa, che afferra il visitatore e lo trasporta in una dimensione estatica e rarefatta. Ci si accorge solo da dentro, specie se \u00e8 una bella giornata di sole, che vi sono anche dei lunghi e stretti finestroni che attraversano le pareti verticalmente, e da fuori quasi non si notano, ma concorrono a lasciar entrare abbastanza luce da distribuirla in modo copioso e delicato al tempo stesso. L&#8217;effetto complessivo \u00e8 sorprendente: si entra un po&#8217; prevenuti, aspettandosi di trovare qualcosa di mediocre, invece si resta piacevolmente stupiti dalla semplice eleganza dei dipinti parietali e dalla luce che trasfigura l&#8217;ambiente e smaterializza le cose.<\/p>\n<p>Quello che ci ha maggiormente colpiti di questa chiesa, tuttavia, lo confessiamo, non \u00e8 tanto la qualit\u00e0 estetica dell&#8217;edificio, quanto una riflessione che il suo parroco, don Luigino Bernardis, ha voluto condividere con i lettori del <em>Messaggero Veneto<\/em>, sollecitato da Laura Pigani, nel contesto di un&#8217;inchiesta intitolata <em>Viaggio nelle parrocchie<\/em>, ben sedici anni fa, il 6 maggio del 2002, ma che noi abbiamo trovato molto significativa e straordinariamente attuale; ci piace perci\u00f2 riportarla (dal sito <em>Mondo crea. Il mondo dei creativi<\/em>, che vanta circa 10.000 visite giornaliere):<\/p>\n<p><em>Bisogna dare un senso alla propria vita e i miei parrocchiani lo fanno: una stretta minoranza si rivolge a Dio, altri pensano soltanto al lavoro e non manca chi si affida alle parole dei due maghi operanti in zona\u00bb. Con una punta di malcelata ironia, il parroco di Madonna di Fatima, don Luigi Bernardis, osserva un calo dell&#8217;interesse spirituale da parte degli abitanti nel territorio della parrocchia, a favore di altre &quot;soluzioni&quot; capaci di dare una svolta alla propria esistenza. Prime fra tutte la ricerca spasmodica di una soddisfazione economica e le arti occulte connesse al mondo della superstizione.<\/em><\/p>\n<p><em>Don Luigi Bernardis &#8212; che regge la parrocchia (istituita nell&#8217;aprile del 1959) dal 27 marzo 1966 &#8212; confessa di non credere che per attirare pi\u00f9 gente la Chiesa debba farsi promotrice di altre attivit\u00e0 parallele. \u00abUna volta &#8212; spiega &#8212; lo pensavo anch&#8217;io, ma in 36 anni che sono qui mi sono accorto che non \u00e8 vero. In parrocchia ci sono vari campi sportivi, quattro di tennis, una pista di pattinaggio, un campo di pallacanestro, diversi giochi per i bambini: per\u00f2 tutto questo non porta in chiesa. Sono scettico &#8212; ammette ancora il sacerdote &#8212; sul fatto che sia davvero utile organizzare, per esempio, campeggi, sagre o iniziative simili, che possono essere benissimo portati avanti da altri\u00bb.\u00a0 \u00abOra &#8212; informa sempre don Bernardis &#8212; \u00e8 al vaglio della Curia un progetto riguardante la realizzazione della discoteca cattolica. Probabilmente si vuole in questo modo implementare il numero di giovani che frequentano la chiesa. A mio avviso, per\u00f2, l&#8217;azione della Chiesa, intesa come guida per un percorso spirituale, deve rimanere assolutamente distinta dalle altre attivit\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>E dopo questa premessa il parroco sottolinea il suo compito, volto \u00aba indirizzare le persone che chiedono di incontrare Dio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma su circa 3 mila residenti nel territorio parrocchiale \u00absoltanto il 10 per cento partecipa attivamente\u00bb e, escludendo chi fa riferimento ad altre parrocchie o chi per altri motivi non pu\u00f2 prender parte con costanza alla vita religiosa, \u00abun buon 80 per cento &#8212; secondo don Bernardis &#8212; d\u00e0 importanza ad altre cose\u00bb. Come detto, infatti, la gente preferisce dedicarsi ad altre attivit\u00e0 e decide di credere a &quot;idoli&quot; diversi. \u00abLa natura umana &#8212; riprende il parroco &#8212; ha bisogno di rimettersi a un qualcosa che dia un valore alla propria vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Per chi non si lascia guidare dalla fede, si rende necessaria un&#8217;alternativa. Molti parrocchiani puntano tutto sul lavoro, pensando sia importante il fattore economico, altri, invece, ritengono indispensabile credere ai ragionamenti occulti e alle superstizioni di due &quot;chiromanti&quot; che operano nel quartiere. Ma le scelte possono essere ancora altre\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Oltre alle ricorrenze previste nel calendario liturgico, in parrocchia si festeggia la consacrazione della chiesa (avvenuta il 7 dicembre 1969) in concomitanza con l&#8217;8 dicembre (festa dell&#8217;Immacolata). Il 13 maggio, poi, \u00e8 la volta della commemorazione della Madonna di Fatima, con rinfresco e musica per tutti. Infine, si organizza la Veglia pasquale dove, per l&#8217;occasione, si celebrano battesimi per immersione.<\/em><\/p>\n<p>Oltre che una riflessione sulla pastorale e, pi\u00f9 in generale, sullo stato di salute della Chiesa odierna, questa intervista ci sembrata anche una sorta di onesto bilancio delle proprie speranze e delle proprie illusioni, da parte di un parroco intelligente che all&#8217;epoca aveva quarantotto anni di sacerdozio sulle spalle, e che \u00e8 ancora l\u00ec, al suo posto, avendone ormai toccati i sessantaquattro; e ci sia permesso di credere che, alla luce di quanto sta accadendo in questi ultimi anni, egli non abbia cambiato opinione, semmai si sia rafforzato nelle conclusioni cui era giunto dopo un cos\u00ec lungo periodo di esperienze pastorali. Perch\u00e9 le <em>esperienze pastorali<\/em> non le ha fatte solo don Lorenzo Milani: le hanno fatte, umilmente e in spirito di servizio, migliaia di sacerdoti che non sono diventati famosi per aver sparato a zero sui loro vescovi &quot;conservatori&quot; o per essersi improvvisati altrettanti Lutero in sedicesimo, e neppure per aver sobillato i bambini delle loro parrocchie a compilare delle requisitorie di fuoco contro le loro professoresse, colpevoli di bocciare all&#8217;esame gli alunni ignoranti e sgrammaticati, ma anch&#8217;essi hanno avuto modo di ripensare a ci\u00f2 che hanno fatto come parroci, a ci\u00f2 che avrebbero potuto fare di pi\u00f9 e meglio, e, qualche volta, anche ci\u00f2 che, forse, avrebbero potuto evitare di fare.<\/p>\n<p>Don Bernardis parte da una ovvia constatazione: non si pu\u00f2 vivere senza un qualcosa che conferisca significato alla propria esistenza. Resta da vedere cosa sia questo <em>qualcosa<\/em>: non \u00e8 detto che sia la religione cattolica, e neppure che sia qualcosa di serio; pu\u00f2 essere anche la religione del lavoro che, specialmente in Friuli, ha sempre avuto caratteristiche quasi sacrali. Ci sono persone che si ammazzano di lavoro e non cercano mai qualcos&#8217;altro, non si fanno domande: si direbbe che vogliano stordire la loro domanda di senso con l&#8217;eccesso di lavoro e la fatica che ne deriva. La constatazione \u00e8 che un buon 80% dei suoi parrocchiano non mette la fede al primo posto. E questo, sedici ani fa; oggi, con l&#8217;avvento della neochiesa, che ha ulteriormente raffreddato la ricerca &quot;forte&quot; di assoluto, la percentuale \u00e8 sicuramente scesa, e di molto. Possiamo considerare questa parrocchia udinese come un tipico campione della societ\u00e0 secolarizzata e post-cristiana ormai diffusa pressoch\u00e9 ovunque. Dopo di che, don Bernardis passa all&#8217;autocritica: anche lui, un tempo, ha creduto che per attirare pi\u00f9 gente, la Chiesa doveva farsi promotrice di altre attivit\u00e0 sociali, ricreative, sportive, e che tale strategia avrebbe finito per dare dei risultati, specialmente fra i giovani; ma ha dovuto prendere atto che cos\u00ec non \u00e8 stato. I ragazzi vengono in oratorio, frequentano il campo sportivo, approfittano delle possibilit\u00e0 di svago e di socializzazione offerte dalla parrocchia, ma non si fanno vedere in chiesa: vanno per un&#8217;altra strada. \u00c8 un errore, pertanto, voler puntare su tali attivit\u00e0 per recuperare le persone che, altrimenti, non verrebbero in chiesa: non ci verranno lo stesso. E anche l&#8217;idea di una <em>discoteca cattolica<\/em> \u00e8 una sciocchezza &#8212; questo lo diciamo noi, ma la critica traspare dalle sue parole -, una perfetta contraddizione in termini, Discoteca per discoteca, i giovani preferiscono una discoteca &quot;vera&quot;, cio\u00e8 una discoteca laica, dove si sentono assolutamente liberi. Perch\u00e9 dovrebbero preferire la brutta copia all&#8217;originale? Se vuol tornare a essere credibile, la Chiesa deve tornare a fare un suo discorso esistenziale, deve tornare a proporre, con forza, il suo modello educativo e morale, che naturalmente \u00e8 quello del Vangelo. Deve tornare a dire <em>s\u00ec<\/em>, <em>s\u00ec<\/em>, e <em>no<\/em>, <em>no<\/em>, come ha raccomandato di fare Ges\u00f9 stesso: nessuna ambiguit\u00e0, nessun cedimento per conservare ad ogni costo la &quot;clientela&quot;. Non \u00e8 seguendo una tal via che ci si rende credibili. Il sacerdote deve anche saper andare controcorrente, deve anche saper opporsi a certe mode, a certi riti, a certe tendenze del mondo moderno; altrimenti, sar\u00e0 visto e percepito come una povera mosca cocchiera, come uno che cerca di arrancare dietro l&#8217;autobus giusto, terrorizzato dall&#8217;idea di dover andare a piedi. Le attivit\u00e0 parrocchia, per esempio: \u00e8 sbagliato ci\u00f2 che fanno molti preti e anche non poche suore e religiosi, offrire ai ragazzi il divertimento, l&#8217;intrattenimento, ma non farli mai pregare, non insegnare loro che ogni cosa va fatta nella prospettiva del Vangelo. Se credono che il Vangelo verr\u00e0 da s\u00e9, sbagliano: i ragazzi frequenteranno la parrocchia finch\u00e9 ci sar\u00e0 da divertirsi, poi spariranno. E allora tanto vale prendere il toro per le corna: tanto vale proporre apertamente il modello di vita del cattolicesimo, unendo i momenti di svago e divertimento a quelli di preghiera e adorazione. Non si possono separare le due cose; se lo si fa, si insegna loro che si pu\u00f2 anche vivere rimandando indefinitamente la parte che spetta a Ges\u00f9 Cristo, ma questo non \u00e8 il messaggio autentico di Ges\u00f9. Egli non ha mai detto, o dato a credere: <em>Fate i vostri affari, inseguite pure i vostri sogni; e poi se potete, quando potete, rivolgete anche un pensiero al Padre celeste, che vi ama<\/em>. Niente affatto: Ges\u00f9 ha sempre insegnato che il Vangelo deve essere vissuto sempre, ogni giorno, ogni ora, e che niente ha un senso nella vita, se lo si separa dalla volont\u00e0 di Dio. Ha insegnato che si \u00e8 nel giusto quando ci si rimette interamente alla sua volont\u00e0, e si \u00e8 nell&#8217;errore quando si cerca di soddisfare unicamente la propria. La vita umana non ha senso lontano da Dio, perch\u00e9 solo Dio \u00e8 amore. <em>Signore, e da chi andremo?<\/em>, dice san Pietro a Ges\u00f9 Cristo; <em>tu solo hai parole di vita eterna!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa della Beata Vergine di Fatima \u00e8 un edificio dallo stile moderno situata in via Polonia, una piccola strada parallela a via Colugna, la lunghissima<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109,243],"class_list":["post-27567","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica","tag-santa-vergine"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27567"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27567\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}