{"id":27563,"date":"2018-07-25T08:50:00","date_gmt":"2018-07-25T08:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/25\/omaggio-alle-chiese-natie-langelo-benedicente\/"},"modified":"2018-07-25T08:50:00","modified_gmt":"2018-07-25T08:50:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-langelo-benedicente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/25\/omaggio-alle-chiese-natie-langelo-benedicente\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: l&#8217;Angelo benedicente"},"content":{"rendered":"<p>La Chiesa, come madre amorosa, ci ha trasmesso la conoscenza della Verit\u00e0 allorquando, negli anni dell&#8217;infanzia, non eravamo in grado di capire tutto e di dare un assenso pienamente cosciente e maturo alla fede che ci veniva trasmessa. Come dice san Paolo (1 Cor 13, 9-11): <em>La nostra conoscenza \u00e8 imperfetta e imperfetta la nostra profezia.\u00a0Ma quando verr\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 perfetto, quello che \u00e8 imperfetto scomparir\u00e0.\u00a0\u00a0Quand&#8217;ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ci\u00f2 che era da bambino l&#8217;ho abbandonato.\u00a0<\/em>E adesso anche noi, divenuti uomini, abbiamo abbandonato ci\u00f2 che era da bambini; ma la verit\u00e0 ricevuta da bambini, la fede ricevuta da bambini, quelle no, non le abbiamo abbandonate, anzi, dopo molto viaggiare e cercare, e dopo essercene anche allontanati, le abbiamo ritrovate, e abbiano trovato in esse tutto ci\u00f2 che un cuore leale, un&#8217;anima onesta e una mente assetata del vero, possono desiderare e tutto ci\u00f2 che possono umanamente ricevere, pur senza arrivare a capire ogni cosa sino in fondo, perch\u00e9 vi sono delle cose che, in questa vita, bisogna accettare anche senza capirle, cos\u00ec, per fede, come appunto il bambino accetta alcune verit\u00e0 dai suoi genitori, anche se non le capisce, e anche se, per taluni aspetti, gli riescono dure o perfino sgradevoli: e tuttavia le accetta con piena fiducia, perch\u00e9 ha piena fiducia in coloro che gliele impartiscono. Atto sublime, che \u00e8 l&#8217;essenza dell&#8217;amore: accettare ed accogliere tutto, non perch\u00e9 tutto sia chiaro ed evidente, ma perch\u00e9 merita fiducia piena e assoluta la persona che ne fa dono.<\/p>\n<p>Strano destino, comune, per\u00f2, a quello di tante altre persone: giunti all&#8217;et\u00e0 adulta e ritornati con piena fiducia e convinzione alle verit\u00e0 ricevute nell&#8217;infanzia, cos\u00ec come si torna, con i piedi piagati, le membra stanche e le labbra riarse, dopo un lungo ed inutile viaggio, al giardino bellissimo degli anni lontani, lo si ritrova in uno stato di completo abbandono e di totale desolazione: le erbacce che crescono ovunque, le fontane disseccate, mucchi di pietre e rifiuti al posto delle aiole fiorite e delle siepi profumate di bacche dai vivi colori. Non solo. I custodi del giardino non se ne sono andati, sono sempre l\u00ec: ma che fanno, invece di tenerlo pulito ed in ordine, invece di annaffiare e potare le piante, invece di allontanare gli animali al pascolo e le fiere selvagge che vi si aggirano liberamente, lo sporcano e lo rendo un luogo malsicuro? Trascurando il loro dovere, si son messi a dormire beatamente, chi qua, chi l\u00e0; oppure hanno fatto amicizia con briganti, prostitute e spacciatori, che infestano il giardino e lo usano per le loro ignobili attivit\u00e0; oppure ancora, una parte di essi si \u00e8 auto-proclamata non pi\u00f9 custode, ma proprietaria del giardino, e, in nome di un supposto diritto di propriet\u00e0, ha deciso di lasciarlo andare in malora, senza per\u00f2 avere il coraggio di chiamar le cose con il loro nome, bens\u00ec asserendo che il suo disinteresse, la sua trascuratezza e la sua accidia sono il frutto di una nuova consapevolezza, di un atteggiamento pi\u00f9 maturo, di una coscienza pi\u00f9 adulta, e che sarebbe puerile montare la guardia al giardino, accudirlo e curarlo come facevano le passate generazioni, perch\u00e9 il giardino, come ogni altra cosa, \u00e8 fatto per godere le gioie della vita, e non bisogna caricarsi di troppi doveri e di eccessive fatiche, ma si ha il diritto, al contrario, di concedersi tutti quegli svaghi e tutte quelle soddisfazioni che rispondono ai desideri del proprio cuore, senza andar tanto per il sottile e vedere se siano conformi, oppure no, al proprio dovere e alla legge del vero, del giusto, del buono e del bello. Quei guardiani infingardi, cialtroni, traditori, si sono macchiati del crimine peggiore: hanno trasformato il proprio dovere in una vita di ozio, di furberia da quattro soldi, e si son fatti una nuova legge, ritagliata sulla misura dei loro vizi: una legge in base alla quale non \u00e8 colpa lasciare che il giardino si trasformi in una landa selvaggia e spinosa, ma, al contrario, \u00e8 cosa buona e giusta, perch\u00e9 non ci devono pi\u00f9 esser giardini o luoghi privilegiati, ma tutta la terra deve esser egualmente accogliente, deve essere fatta su misura per i bisogni dell&#8217;uomo, e questi bisogni ciascuno ha la facolt\u00e0 di ritagliarseli a suo modo e secondo il suo gusto, fosse pure calpestando ogni legge umana e divina.<\/p>\n<p>Che fare, a questo punto, dopo aver affrontato, assorbito e metabolizzato la fase della cocentissima delusione, se non quello che qualsiasi figlio devoto e pietoso farebbe con la sua vecchia madre, se la trovasse abbandonata sul ciglio di una strada, coperta di sporcizia, derisa e sbeffeggiata da tutti i passanti, e soprattutto dagli amici di un tempo? Che fare, se non chinarsi su di lei, ripulire con un fazzoletto umido il suo volto disfatto, aiutarla a rialzarsi e mormorarle dolci parole di amore e d&#8217;incoraggiamento, non perch\u00e9 ella sia amabile e desiderabile come si \u00e8 purtroppo ridotta, ma in nome del bene che ci ha voluto e del bene che ci ha fatto, quando eravamo piccoli e ancora ignari del mondo, e bisognosi di tutto? Nn \u00e8 forse per merito suo se abbiamo appreso i rudimenti di quella verit\u00e0 che, poi, ci ha permesso di procedere nella vita, di orientarci e di trovare, alla fine, la direzione giusta? Non abbiamo pertanto un debito nei suoi confronti, che niente e nessuno potranno mai cancellare, sino a quando non le avremo reso il bene ricevuto e fatto quanto \u00e8 in nostro potere per sanare le sue piaghe e ripulire la sua sporcizia? Che razza di figli saremmo, come potremmo mai guardarci allo specchio senza arrossire, se ora la piantassimo in asso, se proseguissimo per la nostra strada, facendo finta di non vederla, o, non potendo negare d&#8217;averla vista, facendo finta di non riconoscerla? Cher razza di vermi saremmo, che sottospecie di spregevoli individui dimostreremmo di essere, senza fede n\u00e9 onore, se ci comportassimo in un tal modo?<\/p>\n<p>Ed ecco che \u00e8 nata, in noi, l&#8217;idea di restituire un po&#8217; di quella tenerezza, di quella dolcezza e di quella verit\u00e0 che abbiamo a suo tempo ricevuto; di rendere testimonianza a quella donna infelice, che ci ha voluto bene e alla quale anche noi abbiamo voluto bene, non per ci\u00f2 che essa \u00e8 diventata oggi, ma per ci\u00f2 che era allora e che forse, anche per merito del nostro amore, della nostra riconoscenza e della nostra sollecitudine, potr\u00e0 un giorno tornare ad essere: bella, pura e forte, con lo sguardo limpido rivolto in avanti, pieno di fede, come la ricordavamo nei giorni del nostro esilio, allorch\u00e9, pieni di ardente nostalgia, sognavamo di ritornare al giardino fiorito e profumato della nostra infanzia. Poich\u00e9 la Chiesa, nel momento in cui accoglie l&#8217;anima di un bambino, si manifesta in una serie di persone, di situazioni e di luoghi; e poich\u00e9 la mente di un bambino non coglie, se non in maniera assai vaga, i concetti astratti, ma si lega alle cose concrete, e pensa per immagini: per tale motivo, abbiamo pensato di rendere omaggio alle singole chiese che hanno caratterizzato i momenti felici della nostra infanzia, nella citt\u00e0 natale che poi abbiamo lasciato, ma che non abbiamo mai scordato e alla quale \u00e8 sempre ritornato il nostro pensiero, con amore immutato e con nostalgia sempre pi\u00f9 acuta. Abbiamo pensato di abbinare ad ogni chiesa ricordata, un pensiero, una riflessione legata alla fede, alla condizione in cui si trova la Chiesa oggi, alla nostra viva speranza che il bellissimo giardino possa tornare a fiorire, dopo essere stato ripulito dalle pietre e dalle erbacce, e liberato dalla molesta presenza di frequentatori volgari e grossolani, che vi entrano solo per insozzarlo e per condurvi traffici illeciti, di natura equivoca. Dall&#8217;insieme di queste riflessioni speriamo che possa scaturire un quadro d&#8217;insieme che valga a rincuorare, incoraggiare, rianimare tutti i viandanti che, come noi, avevano diretto i loro passi verso il giardino, ricordandolo com&#8217;era una volta, e che sono rimasti traumatizzati e angosciati nel vederlo a tal segno deturpato, e quasi irriconoscibile; e anche per aiutare a riscuotersi quei guardiani infedeli i quali, per pigrizia, vilt\u00e0 e conformismo, hanno trascurato nella maniera pi\u00f9 vergognosa i loro doveri, forse senza rendersi del tutto conto dello stato di abiezione in cui loro stessi sono caduti, dacch\u00e9 hanno contribuito, con la loro colpevole remissivit\u00e0, a far s\u00ec che il giardino venisse profanato e, metaforicamente, stuprato. Tale, almeno, \u00e8 il nostri auspicio, ed \u00e8 con questa intenzione e con questo stato d&#8217;animo che prendiamo, come si diceva una volta, la penna, e ci mettiamo all&#8217;opera.<\/p>\n<p>E da dove dovremmo cominciare, se non da quell&#8217;Angelo in bronzo dorato, che ruota secondo il soffiare dei venti, posto lass\u00f9, in cima al campanile, sulla chiesa pi\u00f9 elevata della citt\u00e0, la chiesa pi\u00f9 antica e, forse, la meno conosciuta, anche perch\u00e9 quasi sempre chiusa al pubblico, arroccata quasi sulla cima del colle che la domina dall&#8217;alto e che spalanca l&#8217;orizzonte da ogni parte, da un lato verso il mare e, dall&#8217;altro, verso la chiostra vicina dei monti, solenni, imponenti, simili a un bastione ininterrotto che s&#8217;innalza lungo tutto il lato settentrionale e che l&#8217;inverno biancheggia di neve, come una fantastica e immane cattedrale scolpita nella viva roccia? In quell&#8217;Angelo &#8212; l&#8217;<em>Agnulut<\/em>, come lo chiamano tutti &#8212; vi \u00e8 la sintesi della nostra civilt\u00e0: civilt\u00e0 cristiana, consolidata da quasi duemila anni di storia; da quando i santi patroni della citt\u00e0, Ermacora e Fortunato (festa, il 12 luglio), protomartiri della diocesi aquileiese, dalla quale sarebbe un giorno sorto il glorioso Patriarcato, vennero a questi lidi portando la Buona Novella del divino Maestro, sorta in Palestina appena qualche anno prima, quando Iddio camminava ancora sulla terra con piedi umani. Dall&#8217;alto del colle, dalla cima del campanile della chiesa pi\u00f9 antica, l&#8217;Angelo sembra abbracciare, custodire e proteggere tutta la citt\u00e0, la pianura ed i monti; e sembra benedire i paesi, i villaggi, le fattorie, le valli, i fiumi, i laghi, i passi, le malghe, le rocce e i nevai, e far aleggiare su tutto lo Spirito di Dio, che trasmette agli uomini di retto sentire la fede, la speranza e la carit\u00e0 necessarie per vivere la vita buona. Quante volte, sin dalla prima infanzia, abbiamo levato lo sguardo verso l&#8217;<em>Agnulut<\/em> &#8212; la nostra casa era proprio ai piedi del colle &#8212; e quante volte, pur senza dedicarvi un esplicito pensiero, quella presenza dolce, amica, benevola, ha trasmesso, a noi come a chiss\u00e0 quante persone e a chiss\u00e0 quante generazioni di uomini e donne, un senso di sicurezza, di protezione, di continuit\u00e0 e di identit\u00e0. S\u00ec, perch\u00e9 noi non siano giudei, n\u00e9 islamici, e neppure luterani &#8211; i protestanti deridono il culto degli Angeli, come quello dei Santi &#8212; e la nostra civilt\u00e0 \u00e8 la civilt\u00e0 cristiana e cattolica, anche se poi \u00e8 stata ferita e orribilmente sfigurata dalla modernit\u00e0, con tutte le diavolerie che la modernit\u00e0 ha escogitato per sradicare le sue radici cristiane, dalla massoneria al miraggio del progresso illimitato, di un benessere sempre pi\u00f9 grande, del piacere e del dio denaro.<\/p>\n<p>E quante lotte si sono svolte, nel corso degli anni e dei secoli, perch\u00e9 queste terre, benedette da Dio, rimanessero ci\u00f2 che erano state per quasi due millenni: quante volte, dai passi alpini, si sono affacciati invasori spietati, e quante volte bande di predoni, sotto gli stendardi della Mezzaluna, si sono lanciate attraverso la pianura, bruciando, devastando, uccidendo e portando via, in schiavit\u00f9, i giovani pi\u00f9 forti e le fanciulle pi\u00f9 belle, merce destinata ad essere venduta sui mercati degli Stati barbareschi. S\u00ec, lo sappiamo; non sta bene ricordare queste cose, in tempi di ecumenismo e di dialogo inter-religioso; bisogna scordare il passato, concentrarsi sul presente e auspicare un mondo dove non ci siano pi\u00f9 frontiere, n\u00e9 divisioni, ma dove tutti siano fratelli, solidali e amici. Che bello! Tanto bello da essere falso: falso come una banconota falsa, stampata da un falsario di professione. Gli uomini non saranno mai veramente fratelli se non si convertiranno alla Verit\u00e0; ma la Verit\u00e0 \u00e8 una sola, ed \u00e8 quella insegnata dal divino Maestro e diffusa, poi, dai suoi Apostoli e dai loro successori. Testimoni della fede i quali, come appunto Ermacora e Fortunato, non hanno esitato a offrire la loro vita perch\u00e9 il loro sangue fosse semente di nuovi cristiani; uomini che non hanno nulla a che fare con certi pastori di oggi, fedifraghi e apostati, i quali vanno cianciando di un vangelo che non \u00e8 il Vangelo, di una speranza che non \u00e8 la Speranza, di una fede che non \u00e8 la vera Fede, che non c&#8217;entra niente con il vero cristianesimo, ma che \u00e8 solo una misera, sacrilega imitazione di quello autentico. Non si tratta, infatti, di rinfocolare gli od\u00ee del passato, ma di preservare la propria identit\u00e0, e, con essa, la Verit\u00e0 soprannaturale, che ha illuminato e ingentilito la vita di tante generazioni della gente nostra, le quali ci hanno preceduto in questo pellegrinaggio terreno. Se, poi, i falsi pastori ci vengono a dire che i giudei hanno gi\u00e0 la salvezza, perch\u00e9 hanno gi\u00e0 la Verit\u00e0, noi domanderemo, e con pieno diritto: <em>Come: una Verit\u00e0 senza Ges\u00f9 Cristo?<\/em> Per i giudei, Cristo \u00e8 solo un falso profeta; e sappiamo come si regolarono nei sui confronti i sacerdoti e i capi del Tempio. E se i falsi pastori ci vengono a dire che anche gli islamici meritano tutto il nostro rispetto, che \u00e8 giusto invitarli a partecipare anche alla santa Messa, dentro le nostre chiese; e che non \u00e8 vero che alcuni di essi ci odiano e ci vorrebbero morti, e che il terrorismo islamico non esiste: allora noi domanderemo: <em>Come \u00e8 possibile tutto ci\u00f2, se Ges\u00f9 ha detto esplicitamente: nessuno pu\u00f2 venire al Padre se non per mezzo di me<\/em>? Forse che la parola di Ges\u00f9 \u00e8 stata cambiata? E quando, e come, e da chi? Forse dal Concilio Vaticano II? Se \u00e8 cos\u00ec, allora abbiamo dei seri dubbi che lo Spirito Santo abbia ispirato quei padri conciliari. E se i falsi pastori ci vengono a dire che Lutero, dopotutto, aveva ragione (e quindi, per la propriet\u00e0 transitiva, che il Concilio di Trento ebbe torto, completamente torto, visto che condann\u00f2 Lutero e tutte le sue dottrine); se ci vengono a dire che possiamo condividere con essi il Sacrificio eucaristico, pur sapendo che, per loro, l&#8217;Eucarestia non ha lo stesso significato che ha per noi cattolici, e che per essi non vi \u00e8 la Presenza Reale, viva e operante del Corpo e del Sangue di Ges\u00f9 Cristo, allora domanderemo: <em>Ma come \u00e8 possibile questo?<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Chiesa, come madre amorosa, ci ha trasmesso la conoscenza della Verit\u00e0 allorquando, negli anni dell&#8217;infanzia, non eravamo in grado di capire tutto e di dare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[263],"class_list":["post-27563","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27563","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27563"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27563\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}