{"id":27559,"date":"2018-08-06T06:43:00","date_gmt":"2018-08-06T06:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/06\/omaggio-alle-chiese-natie-il-tempio-ossario\/"},"modified":"2018-08-06T06:43:00","modified_gmt":"2018-08-06T06:43:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-il-tempio-ossario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/06\/omaggio-alle-chiese-natie-il-tempio-ossario\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: il Tempio Ossario"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 bello, il Tempio Ossario, o a noi, almeno, non \u00e8 mai parso bello; imponente, questo s\u00ec: incredibilmente solido, massiccio, grandioso, a suo modo eroico, d&#8217;un eroismo intriso di retorica, eppure a suo modo sincero. Il fatto \u00e8 che, per le generazioni nate dopo la Seconda guerra mondiale, \u00e8 terribilmente difficile entrare nella mentalit\u00e0 degli uomini che hanno vissuto le due guerre e ne sono rimasti segnati profondamente, con tutti gli ideali, i valori e le illusioni che le accompagnarono, che in qualche misura le favorirono, e che poi si portarono via, in un immenso cumulo di rovine, la giovinezza e i sogni di milioni e milioni di persone, lasciandoci in eredit\u00e0 questa Italia e questa Europa un po&#8217; cos\u00ec, senza troppi romanticismi, anzi, diciamo pure alquanto ciniche, interamente sprofondate nelle cose immediate, nella ricerca del successo personale, nel miraggio del benessere economico. Tuttavia, se si vuol essere giusti, bisogna cercar di tornare alla mentalit\u00e0 di un secolo fa, quando la Prima guerra mondiale era appena finita, il popolo italiani piangeva i suoi caduti e c&#8217;erano ben poche famiglie che non fossero state toccate da un lutto, o da un parente o un amico invalido, o mutilato, o ammalato per le ferite e gli strapazzi sopportati in tre anni e mezzo di guerra di trincea. Inoltre, per essere giusti verso questa singolare opera architettonica, bisogna tener conto del fatto che il progetto originario venne stravolto in corso d&#8217;opera per il sopraggiungere di circostanze estranee, sicch\u00e9 quel che abbiamo oggi davanti agli occhi \u00e8 sostanzialmente un ibrido, o, se si vuole, il risultato di un compromesso fra due stili e due funzioni completamente doversi. L&#8217;intitolazione completa sarebbe San Nicol\u00f2 al Tempio Ossario, ma crediamo che quasi nessun udinese lo sappia, per il semplice fatto che quasi nessuno ricorda che la parrocchia originaria di borgo Poscolle aveva sede nella chiesa di San Nicol\u00f2, all&#8217;angolo fra via Zanon e via Viola. Il parroco, don Clemente Cossettini, a partire dal 1919 cerc\u00f2 di realizzare una nuova chiese, nel piazzale XXVI Luglio (la data dell&#8217;ingresso delle trippe italiane in citt\u00e0 al termine della terza guerra d&#8217;indipendenza, nel 1866), perch\u00e9 la vecchia era ormai fatiscente e troppo piccola, ma anche per dedicare una chiesa votiva al ricordo dei soldati caduti in guerra, alla quale egli aveva partecipato (prima del Concordato del 1929 anche i sacerdoti dovevano prestare il servizio militare). Il progetto era stati affidato all&#8217;architetto udinese Provino Valle, che concep\u00ec un edificio in stile barocco; i lavori iniziarono nel 1925 ed erano a buon punto, allorch\u00e9, nel 1927, un decreto legge approvato dal governo offr\u00ec la possibilit\u00e0 di riunire le salme dei caduti sparsi in moltissimi cimiteri di guerra del Friuli, per riunirne circa 20.000 in un solo edificio. In questo modo il tempio votivo si trasform\u00f2 in un tempio ossario e a Provino Valle si affianc\u00f2 un famoso architetto romano (di origine egiziana), Alessandro Limomgelli, uomo dalle idee grandiose e fortemente originali, ispirato alle reminiscenze classiche e all&#8217;arte dell&#8217;antico Egitto, che dal 1930 modific\u00f2 radicalmente l&#8217;impianto originario. Egli era anche il Commissario nazionale per le Onoranze ai caduti e impresse all&#8217;edificio un carattere fortemente monumentale, ispirato ad un forte patriottismo non esente dall&#8217;ideologia militarista: ne fanno fede le quattro gigantesche statue poste sulla facciata, del fante, dell&#8217;alpino, del marinaio e dell&#8217;aviatore, opera di Silvio Olivo che fu terminata solo nel 1950, in pietra anzich\u00e9 in bronzo, come da bozzetti originari. Il nuovo progetto fu approvato nel 1932, anno in cui mor\u00ec Limongelli e la parrocchia di Poscolle venne ufficialmente spostata nella nuova chiesa, mentre i lavori procedevano sotto la direzione del Valle, concludendosi nel 1940. Il 22 maggio di quell&#8217;anno la chiesa venne consacrata, meno di un mese prima dell&#8217;ingresso dell&#8217;Italia in un&#8217;altra e ancor pi\u00f9 terribile guerra mondiale. Don Cossettini fece in tempo a veder realizzata l&#8217;opera alla quale aveva dedicato gli ultimi venti anni della sua vita, profondendovi immensi sforzi e affrontando difficolt\u00e0 d&#8217;ogni genere. La cupola, alta 64 metri e rivestita di piastre in rame, \u00e8 cos\u00ec grandiosa che si vede da qualsiasi punto elevato della citt\u00e0. Alla fine ben 25.000 salme han trovato riposo fra queste mura, che portano incisi i loro nomi, nella cripta e lungo le navate.<\/p>\n<p>Ci domandiamo cosa possa dire questo notevole edificio sacro al cuore e alla mente dei cittadini di oggi; quali sentimenti e quali ideali, o valori, possa trasmettere; e se riesca ad accendere in loro una <em>pietas<\/em> anche solo lontanamente paragonabile a quella di don Cossettini e di tutti quanti vollero dare una degna sepoltura e un ricordo imperituro ai soldati che avevano immolato la vita per la difesa e la grandezza della Patria. Che cos&#8217;\u00e8 la Patria, per un giovane di quindici anni, di vent&#8217;anni, di venticinque, che si trova a passare davanti al Tempio Ossario, recandosi a scuola o al lavoro, e che vede ogni giorno quel fante, quell&#8217;alpino, dalle dimensioni colossali, non belli, gonfi di retorica, e tuttavia espressione di un sentimento vero, che i loro nonni e bisnonni sentivano profondamente? Perch\u00e9 qui, pi\u00f9 che in altre pari d&#8217;Italia, la guerra \u00e8 stata vista da vicino, \u00e8 stata combattuta in casa; nella prima, essa ha significato l&#8217;esodo per migliaia e migliaia di friulani, dopo Caporetto, e nella seconda, l&#8217;incendio di interi paesi, le rappresaglie e, oltre all&#8217;orrore dei bombardamenti alleati e dei rastrellamenti tedeschi, l&#8217;orrore ancor pi\u00f9 grande di una guerra civile particolarmente spietata, con migliaia di persone gettate nelle foibe dai partigiani comunisti di Tito e dai loro amici nostrani. A Porzus, nel febbraio 1945, una ventina di partigiani &quot;verdi&quot; della <em>Osoppo<\/em> furono trucidati dai loro &quot;colleghi&quot; comunisti della <em>Garibaldi<\/em>, proprio perch\u00e9 si opponevano all&#8217;annessione di ampie zone di confine alla Jugoslavia. Ma i giovani, oggi, che cosa sanno, cosa hanno sentito dire? E soprattutto, cosa pensano che sia la Patria? \u00c8 ancora una nozione credibile, proponibile? Sarebbero disposti a sacrificare per lei la loro vita, come fecero i soldati e anche molti civili nelle due guerre mondiali? E il confine, che \u00e8 cos\u00ec vicino in linea d&#8217;aria, non pi\u00f9 di una ventina di chilometri, ha ancora un senso, viene ancora percepito come il simbolo di una difesa della propria terra, della propria identit\u00e0, del proprio modo di vivere, coi relativi valori? Ma quali valori? Ci sono ancora valori? Per un giovane che si laurea e non trova poi lavoro, se non con estrema difficolt\u00e0; che deve, magari, andarsene all&#8217;estero per trovarlo; che vede i suoi genitori, che lo hanno fatto studiare, annaspare sotto i colpi della crisi, vendere la bottega che avevano da due o tre generazioni, vendere la casa dei nonni, tirare avanti sempre pi\u00f9 a fatica con la loro pensione: che cos&#8217;\u00e8 la Patria, e vale la pena di restare per &quot;difenderla&quot;? E davanti all&#8217;arrivo quotidiano di centinaia di stranieri, di africani, di asiatici, di sudamericani, che qui penetrano dalla frontiera terrestre, pi\u00f9 che dal mare, ma comunque si vedono dappertutto, non si capisce nemmeno se siano regolari o clandestini, ostentano la loro presenza, legale e illegale, primeggiamo nei reati, rendono insicura la vita, spopolano la citt\u00e0 al calar della sera, costringono la gente perbene a restarsene in casa o a uscire solo a suo rischio e pericolo: che cos&#8217;\u00e8, dunque, la Patria, e soprattutto di chi \u00e8? \u00c8 di chiunque arrivi qui fisicamente, di chiunque trovi il modo di stabilircisi, magari in un centro di accoglienza da cui non verr\u00e0 mai espulso, anche se risulter\u00e0 che non aveva alcun titolo per essere considerato un rifugiato, come avviene nel 93% dei casi? \u00c8 di chi ci \u00e8 nato, per diritti allo <em>ius soli<\/em>?<\/p>\n<p>Certo, nel 1917 era pi\u00f9 facile capire cosa sia la Patria, a cosa serva un confine, e anche a quale scopo valga la pena di tenere in piedi un esercito. Ma adesso? La Patria non pu\u00f2 essere l&#8217;Italia com&#8217;\u00e8 ora, e nemmeno l&#8217;Europa com&#8217;\u00e8 ora: un meccanismo burocratico incomprensibile, che favorisce solo i guadagni smodati di una minuscola <em>\u00e9lite<\/em> di finanzieri e di grandi industriali, ma impoverisce tutti gli altri, toglie loro prospettive, speranze, al punto da scoraggiare la formazione di nuove famiglie, la gioia di fare progetti a lungo termine, di mettere al mondo dei figli. E non pu\u00f2 essere semplicemente un luogo fisico, un&#8217;area di relativo benessere (sempre pi\u00f9 relativo, sempre pi\u00f9 evanescente), nella quale chiunque ha <em>il diritto<\/em> di venire di stabilirsi e d&#8217;importare le sue tradizioni, le sue regole, i suoi valori, senza curarsi affatto di quelli esistenti. Oppure s\u00ec? Oppure hanno ragione quelli che predicano che la terra \u00e8 di tutti &#8212; i preti &quot;di strada&quot;, per esempio, che ormai sono la maggioranza; e il signor Bergoglio pi\u00f9 di tutti gli altri? E l&#8217;idea che la Patria sia un luogo fisico, ma anche un luogo del cuore, legato alle memorie, alle generazioni precedenti, all&#8217;identit\u00e0, alla lingua, alla storia, alla fede religiosa (gi\u00e0, ma quale?) appartiene ormai al passato, era l&#8217;idea dei noni, ma adesso solo gli stupidi o gli illusi la sentono ancora in questi termini? Un giovane che non ha fatto, n\u00e9 mai far\u00e0, il servizio militare e al quale i professori di sinistra hanno insegnato che tutti gli eserciti sono il male assoluto, che tutte le guerre sono stupide follie, che tutti i confini sono creazioni delle classi dominanti per i loro egoistici interessi, che tutti i popoli sono uguali, che le razze non esistono, che non c&#8217;\u00e8 religione vera o religione falsa, sono tutte vere o magari tutte false, comunque poco importa, o perch\u00e9 Dio non c&#8217;\u00e8, o perch\u00e9 tutti i fedeli possono abbracciarsi e vivere fianco a fianco in perfetto accordo, rispettandosi e collaborando, tanto che ci vuole?, in fondo il terrorismo islamico non esiste, come dice il signor Bergoglio, tutti hanno i loro difetti, ma non si deve mica generalizzare. Un giovane che ha subito un simile lavaggio del cervello &#8212; e temiamo che siano la maggioranza a trovarsi in tali condizioni &#8211; che cosa ne penser\u00e0 di tutte queste cose? Come vede il fatto di essere italiano, di essere europeo, di appartenere a una civilt\u00e0 che \u00e8 stata cristiana per millecinquecento anni, anche se adesso non si capisce pi\u00f9 che cosa sia, n\u00e9 cosa voglia essere? Certo: per quel giovane il fante e l&#8217;alpino scolpiti sulla facciata del Tempio Ossario sono qualcosa d&#8217;incomprensibile e d&#8217;indecifrabile, di remoto, come i guerrieri greci che combatterono a Maratona duemilacinquecento anni fa, o come le figure scolpite sulle pareti d&#8217;un tempio egiziano.<\/p>\n<p>Eppure, anche se molti giovani e meno giovani hanno smesso di crederci, la Patria esiste, per il semplice fatto che esiste un legame naturale, indissolubile, fra gli uomini e la terra che li ha visti nascere, che li ha allevati, li ha nutriti, ha insegnato loro a distinguere il bene dal male, l&#8217;onesto dal disonesto; una terra dove hanno ricevuto l&#8217;amore di un padre e di una madre. Finch\u00e9 ci saranno queste cose, ci sar\u00e0 anche la Patria. Ma se queste cose spariranno &#8212; si nasce dove capita, poi c&#8217;\u00e8 il diritto alla cittadinanza; e i genitori possono essere benissimo due padri o due madri, basta coi pregiudizi &#8212; anche la Patria morir\u00e0 nel cuore delle persone. Intanto, finch\u00e9 la famiglia esister\u00e0, per quanto disastrata, e finch\u00e9 un modello educativo verr\u00e0 impartito ai bambini, per quanto screditato, ci sar\u00e0 anche la Patria. E se non ci sono pi\u00f9 gli eroi del Grappa e del Piave, ci sono per\u00f2 gli eroi del nostro tempo. Come quella ragazza di Roma, Luana Zaratti, una ventiseienne che lavorava come dipendente dell&#8217;Azienda dei trasporti pubblici e che, nell&#8217;estate del 2011, stava facendo la multa a un passeggero, un egiziano che viaggiava sull&#8217;autobus senza biglietto, allorch\u00e9 questi le si scagli\u00f2 contro colpendola al viso con una fortissima testata, fracassandole la faccia e provocandole danni permanenti che hanno reso la sua vita un inferno. Finita la sua giovinezza, finito il suo futuro; terapie continue, costose, e pochi soldi per pagarsele: perch\u00e9 l&#8217;azienda non le ha riconosciuto l&#8217;infortunio per ragioni di servizio. Incredibile, ma \u00e8 cos\u00ec: i suoi legali hanno sostenuto, con successo, che non c&#8217;\u00e8 un legame dimostrabile fra la testata ricevuta da Luana e il danno cerebrale che l&#8217;ha resa poco pi\u00f9 di un vegetale. L&#8217;egiziano? Condannato a soli quattordici mesi, \u00e8 scappato e ha fatto perdere le sue tracce: non ha scontato la pena e si \u00e8 saputo che non era neanche nuovo a simili episodi di violenza. Ecco, davanti alla storia di Luana, uno, giovane o meno giovane, si domanda: ma che cos&#8217;\u00e8 la Patria? Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;Italia? \u00c8 solo un ente giuridico, o \u00e8 una realt\u00e0 dell&#8217;anima, per difendere la quale si potrebbe anche fare il sacrifici della vita? Che cosa \u00e8 stata la Patria per questa ragazza, divenuta inabile al lavoro per aver fatto coscienziosamente il suo dovere (come sarebbe stato facile, per lei, fingere di non vedere quel passeggero che viaggiava a sbafo!), e scaricata dall&#8217;azienda pubblica per la quale lavorava? Eppure il signor Bergoglio sa parlare, tutti i santi giorni, sempre e solo del diritto all&#8217;accoglienza di tutti gli stranieri. E il presidente Mattarella, se tocca questo argomento, lo fa per mettere in guardia gli italiani dal pericolo di diventare razzisti e di scatenare il Far West nelle strade. Chiss\u00e0 perch\u00e9, i massimi rappresentanti della Chiesa e dello Stato non parlano mai di casi come quello di Luana: e ce ne sono tanti, Dio sa se ce ne sono: furti, rapine aggressioni, stupri ai danni degli italiani, sono cose all&#8217;ordine del giorno, Ma il papa non ne parla e il presidente parla del Far West per stigmatizzare gli episodi di &quot;razzismo&quot;. C&#8217;\u00e8 qualcosa che non torna. Tutti lo percepiscono, pochi lo dicono a voce alta: le nostre classi dirigenti si accingono a tradire, ancora una volta, come gi\u00e0 tanto spesso in passato. E la vittima del tradimento \u00e8 il popolo italiano: ridotto a straniero in casa sua, spogliato della sua Patria, dei suoi risparmi, del suo lavoro, dei <em>suoi<\/em> diritti, e adesso anche della sua fede religiosa, quella ricevuta dai suoi padri. Perch\u00e9 <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>, come dice il signore che siede sulla cattedra di san Pietro, e a un Dio cattolico lui, comunque, non ci crede. E allora, in che cosa vogliamo credere? Nell&#8217;Italia che nega l&#8217;infortunio professionale a Luana Zaratti e offre la cittadinanza a chiunque venga partorito qui, dopo che i suoi genitori vi sono giunti illegalmente? O in quella delle tante persone oneste che lavorano, educano i figli, trasmettono loro dei valori morali? Come una vecchia madre, quest&#8217;ultima ha bisogno di noi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 bello, il Tempio Ossario, o a noi, almeno, non \u00e8 mai parso bello; imponente, questo s\u00ec: incredibilmente solido, massiccio, grandioso, a suo modo eroico,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109],"class_list":["post-27559","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27559","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27559"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27559\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}