{"id":27554,"date":"2019-01-30T03:07:00","date_gmt":"2019-01-30T03:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/30\/omaggio-alle-chiese-natie-commiato\/"},"modified":"2019-01-30T03:07:00","modified_gmt":"2019-01-30T03:07:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-commiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/30\/omaggio-alle-chiese-natie-commiato\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: commiato"},"content":{"rendered":"<p>Il nostro viaggio attraverso le chiese dell&#8217;infanzia \u00e8 terminato. Avremmo potuto estenderlo ad altre chiese friulane che sono state significative per la nostra formazione spirituale e religiosa, da Grado a Cividale, da Tarcento a Sauris di Sopra, da Tricesimo a Gemona, da Aquileia a San Daniele, da Ronchiettis a Villa Santina; per non parlare dei tre grandi e antichi santuari mariani di Barbana, di Castelmonte e di Monte Lussari, presso Tarvisio: ma non volevamo allargare troppo la panoramica, n\u00e9 compilare una specie di <em>Baedeker<\/em> turistico-religioso del Friuli. Quel che abbiamo inteso fare, limitandoci alla sola citt\u00e0 di Udine, \u00e8 stata una ricognizione attraverso l&#8217;arte, la storia, la civilt\u00e0 cattolica della nostra citt\u00e0 natale, per cogliere in essa, come riflessa in uno specchio, la pi\u00f9 ampia evoluzione e la radicale trasformazione che si \u00e8 verificata, peraltro silenziosa e quasi in incognito, nei modi di pensare, di sentire, di vivere della nostra gente, nell&#8217;arco dell&#8217;ultimo cinquantennio, dal miracolo economico che, qui, \u00e8 arrivato in ritardo, verso la fine degli anni &#8217;60, e i giorni nostri. Cos\u00ec, attraverso la rassegna dei luoghi di culto e la rievocazione delle memorie ad essi legate, ci \u00e8 stato possibile stendere un vero e proprio bilancio di quel che si \u00e8 verificato nella nostra citt\u00e0, nella societ\u00e0 intera, specie nella scuola, nella cultura e nel mondo del lavoro, e, naturalmente, nella Chiesa cattolica, a partire dagli anni del Concilio Vaticano II. E siamo giunti all&#8217;amara conclusione che si tratta di un bilancio pienamente e innegabilmente fallimentare, sotto tutti i punti di vista. La nostra citt\u00e0, pur potendosi fregiare d&#8217;esser divenuta sede universitaria, non \u00e8 diventata pi\u00f9 colta, non ha prodotto pi\u00f9 amore per il sapere, non ha contribuito alla formazione di intelligenze vivaci e indipendenti: perfettamente in linea, del resto, con tutta la societ\u00e0 contemporanea; il piccolo commercio e la piccola impresa hanno subito e continuano a subire dei colpi terribili, stanno morendo d&#8217;inedia, ma nessuno fa nulla, mentre le multinazionali controllate dalla grande finanza aprono a catena supermercati e grandi centri commerciali; \u00e8 in atto una vera e propria invasione, etnica, culturale e religiosa, che va sotto il segno dell&#8217;islam (a Udine, per dire la verit\u00e0, meno che altrove), e intanto gli amministratori e i politici profondono il loro ingegno e le loro energie in &quot;battaglie di civilt\u00e0&quot; quali il matrimonio omosessuale, il cambio di sesso e il riconoscimento dello status di genitore 1 e genitore 2, al posto dell&#8217;omofobo <em>padre e madre<\/em>.<\/p>\n<p>La deriva della Chiesa non \u00e8 stata meno grave e radicale, anzi per molti aspetti l&#8217;ha anticipata e le ha dato la spinta decisiva. La Chiesa, fino a tutti gli anni &#8217;50 del secolo scorso, conservava il suo profilo tradizionale, sostanzialmente tridentino e antimoderno; a partire dal Vaticano II, forze esterne e interne l&#8217;hanno aggredita silenziosamente, l&#8217;hanno confusa, l&#8217;hanno manipolata e infine snaturata, e hanno operato una sostituzione di liturgia, di pastorale e di dottrina, che ha finito per espropriare i fedeli, in maniera graduale e felpata, dell&#8217;autentica fede cattolica, per consegnar loro, in cambio, una fede modernista, eretica e apostatica, spacciata per\u00f2 per cattolica, facendo s\u00ec che non si rendessero conto del terribile inganno e che si illudessero di essere ancora nel solco della vera religione, mentre, di fatto, ne erano gi\u00e0 in gran parte fuori. Si pu\u00f2 vedere nel Concilio un&#8217;anticipazione del &#8217;68, perch\u00e9 sono state due rivoluzioni: due tentativi, sostanzialmente riusciti, sia pure in un ampio arco di tempo, di mutare radicalmente l&#8217;assetto della Chiesa e quello della societ\u00e0, senza risparmiare nessun ambito delle due istituzioni: dai seminari all&#8217;universit\u00e0, dalle scuole agli oratori, dalle pratiche devozionali ai riti e ai miti della liturgia profana e neopagana, culminati, questi ultimi, nella celebrazione domenicale di Mammona, mediante la frequentazione degli anti-sacramenti chiamati <em>shopping<\/em>, discoteca e principio del piacere, tutti miranti a privare l&#8217;uomo della sua spiritualit\u00e0 e ad abbrutirlo, riducendolo al livello di una creatura sub-umana, schiava delle emozioni epidermiche e degli istinti pi\u00f9 egoistici e bassi. Il merito \u00e8 stato praticamente abolito in nome dell&#8217;egualitarismo; lo spirito di sacrificio \u00e8 stato rimosso in nome della comodit\u00e0 e della facilit\u00e0; il senso del dovere \u00e8 stato ucciso a forza di permissivismo e di edonismo.<\/p>\n<p>Passando in rassegna le chiese di Udine, abbiano scoperto molte cose che ignoravamo, in una citt\u00e0 che credevamo di conoscere piuttosto bene; ma ci sia orsi conto che il fatto di vivere, o aver vissuto, in un luogo, non equivale affatto a conoscerlo veramente. Abbiamo scoperto, per esempio, le cappelle private dei palazzi signorili e anche quella delle chiese che pi\u00f9 non esistono, ma che per secoli aprirono le porte ai fedeli e videro battesimi, matrimoni, funerali, devozioni, con gran concorso di popolo. Almeno tre di esse, decisamente importanti &#8212; Santa Maria Maddalena in via Vittorio Veneto, a due passi dal Duomo e dalla nostra casa di allora; San Nicol\u00f2 in via Zanon, e San Pietro e Paolo in via Aquileia &#8212; esistevano ancora nel XX secolo e vennero demolite, le prime due inutilmente, nel senso che la loro struttura era ancora integra e il loro abbattimento fu un gratuito atto di vandalismo architettonico e urbanistico, nato dalla superficialit\u00e0 e dalla mancanza di consapevolezza. Per la stessa ragione erano state abbattute, fra gli ultimi anni del XIX e i primi del XX secolo, tutte le porte delle storiche mura, tranne le quattro tuttora esistenti &#8212; Aquileia, San Bartolomeo, Villalta e Santa Maria; l&#8217;ultima a cadere sotto il piccone dei nuovi barbari fu porta San Lazzaro, gi\u00e0 oltre la met\u00e0 del secolo scorso. La maggior parte delle vecchie chiese, comunque, era stata demolita all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, per effetto delle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi: fu allora, cio\u00e8 nel passaggio dall&#8217;Ancien R\u00e9gime alla societ\u00e0 moderna, che il misfatto pi\u00f9 grande era stato perpetrato, e proprio sulla base di un&#8217;avversione ideologica contro il cattolicesimo. Il quadro che ci \u00e8 apparso chiaro nel corso della nostra ricerca \u00e8, pertanto, quello di una citt\u00e0 che, entro la cerchia delle sue mura, ospitava moltissime chiese, che erano luoghi di intensa devozione religiosa e molte delle quali, nate dalla piet\u00e0 di qualche famiglia nobile o della ricca borghesia, vennero poi aperte all&#8217;intera comunit\u00e0, che vi venerava una quantit\u00e0 di Santi, accanto a Dio e alla Vergine Maria. Le processioni religiose, i pellegrinaggi, le affollatissime prediche nei quaresimali, testimoniavano l&#8217;intensit\u00e0 e la sincerit\u00e0 della vita religiosa della cittadinanza, che neppure gli eventi pi\u00f9 drammatici &#8212; guerre, pestilenze, terremoti, delitti politici come l&#8217;assassinio dell&#8217;arcivescovo Bertrando di Saint-Geni\u00e8s, o prove generali di guerra civile come il Crudele Gioved\u00ec grasso del 1511 &#8212; riuscirono mai a spegnere.<\/p>\n<p>Il pensiero che, oggi, le Quanrant&#8217;ore non sono pi\u00f9 celebrate con la solennit\u00e0 di cinquant&#8217;anni fa; che i quaresimali non sono pi\u00f9 cos\u00ec affollati, da non trovar posto a sedere nei banchi delle chiese, come accadeva; che non solo la frequenza alla santa Messa, ma anche la pratica dei Sacramenti, a cominciare dal Matrimonio, non \u00e8 pi\u00f9 sentita come necessaria da moltissimi sedicenti cristiani; e che le folle sono pi\u00f9 attirate da sfilate come quelle del <em>Gay Pride<\/em>, che dalla solenne processione del <em>Corpus Domini<\/em>, tutto questo, avvenuto nello spazio di meno di cinque decenni, ci riempie di sgomento e amarezza, e ci spinge a interrogarci sulle cause di un fenomeno che ha mutato la mentalit\u00e0 e i costumi in maniera cos\u00ec radicale. Non giova obiettare che cinquant&#8217;anni sono pur sempre un tempo considerevole nel corso della storia umana, specie nel contesto della modernit\u00e0, dove ogni fenomeno tende ad accelerare sempre pi\u00f9; non giova, perch\u00e9 questa non \u00e8 una risposta. La civilt\u00e0 europea, infatti, ha ben saputo tramandare ci\u00f2 che sentiva come importante, usi e tradizioni, valori e ideali, per secoli e secoli, apportando, s\u00ec, qualche modifica esteriore, ma conservando intatta la sostanza: resta dunque da capire in qual modo i popoli europei abbiano disimparato cos\u00ec in fretta la saggezza millenaria dei loro antenati. L&#8217;accelerazione irreparabile, diciamo pure la rottura col passato, si \u00e8 verificata proprio a partire dalla seconda met\u00e0 del secolo scorso: in campo economico ha visto crearsi le premesse della globalizzazione dei mercati; in campo culturale, il dominio sempre pi\u00f9 incontrastato del relativismo e del nichilismo, reso ancor pi\u00f9 torbido dalla sopravvivenza, sotto mentite spoglie, di un&#8217;ideologia morta e sepolta, e quanto mai nefasta, come il comunismo; in ambito religioso, i frutti avvelenati di un evento presentato come provvidenziale, il Concilio Vaticano II, ma che \u00e8 stato, invece, il cavallo di Troia di cui si sono serviti gli eterni nemici della Chiesa e del Vangelo, i massoni, per sgretolare e inquinare dall&#8217;interno le sorgenti purissime della fede cattolica. Tutti questi fenomeni e quelli ad essi collegati, specie nel campo educativo, come il degrado progressivo e inarrestabile della scuola, e soprattutto lo sfarinamento della famiglia cristiana, sotto l&#8217;attacco frontale dell&#8217;edonismo sfrenato e quello, insidioso perch\u00e9 camuffato, dell&#8217;ideologia <em>gender<\/em>, possono anche essere letti come &quot;naturali&quot;, se si \u00e8 propensi a vedere nella storia, specie in quella moderna, una successione di fenomeni spontanei, messi in movimento dalle idee e dalle trasformazioni scientifiche, tecnologiche, produttive. Noi, per\u00f2, non siamo di questa opinione. Al nostro esame e alla nostra riflessione \u00e8 divenuto via via pi\u00f9 chiaro come dietro questa apparente spontaneit\u00e0 si celi, in effetti, un disegno, e quindi una regia occulta, che ha manovrato gli indirizzi del pensiero e i mutamenti materiali in maniera da perseguire i suoi fini; scardinare la societ\u00e0 tradizionale e sostituirla con una massa disorganica di individui spersonalizzati, senza pi\u00f9 identit\u00e0, senza consapevolezza, senza punti di riferimento, e soprattutto senza Dio.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 grave di tutte \u00e8 che questa regia occulta ha diretto le due rivoluzioni, quella profana e quella religiosa, facendo in modo da cancellare fin la memoria di quel che esisteva prima, in modo da rendere irreversibili i mutamenti realizzati. Le persone che hanno meno di cinquant&#8217;anni non sanno, puramente e semplicemente, che \u00e8 avvenuta una sostituzione di valori: credono ancora di vivere come si viveva fino a pochi decenni or sono, mente tutto \u00e8 cambiato, e l&#8217;essenza di tali cambiamenti non \u00e8 stata percepita in tutta la sua portata. Molti si sono accorti di una serie di cambiamenti marginali, ma alla maggior parte \u00e8 sfuggita la cosa pi\u00f9 importante. Al cittadino \u00e8 sfuggito che la Patria non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9; al genitore, che la famiglia non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9; al risparmiatore, che il risparmio non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9; al lavoratore, che il lavoro non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9; all&#8217;uomo di cultura, che la cultura non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9; al tutore dell&#8217;ordine, che l&#8217;ordine sociale non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9; al cattolico, che la Chiesa non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Noi continuiamo a vivere, a studiare, a lavorare, a risparmiare, a progettare, a frequentare le chiese, come se queste cose esistessero ancora, mentre sono state azzerate oppure capovolte nel loro contrario. Oggi l&#8217;Italia appartiene alla finanza speculativa e alle multinazionali, da un lato, e ai migranti\/invasori islamici, dall&#8217;altro, non certo al popolo italiano; e la Chiesa \u00e8 caduta in potere dei massoni, dei modernisti, dei protestanti e degli ebrei. Non \u00e8 pi\u00f9 la Chiesa dei cattolici, e il papa non \u00e8 pi\u00f9 il papa, ma un eretico, apostata e bugiardo, insediato e manovrato dalle <em>lobby<\/em> massoniche e finanziarie: e infatti pare che parli sempre dei poveri, ma dice, in realt\u00e0, le stesse identiche cose che dicono Soros, Rockefeller, Rotschild &amp; compagnia bella: un po&#8217; strano, vero? Intanto le cose sono arrivate a un punto tale che la menzogna si \u00e8 intrecciata inestricabilmente alla verit\u00e0, \u00e8 divenuto impossibile separarle. Chi potrebbe spiegare a un giovane cattolico, per esempio a un ragazzo che torna entusiasta dalla Giornata Mondiale della Giovent\u00f9, che non \u00e8 andato ad abbeverarsi alla fonte perenne della Parola di Dio ma si \u00e8 mescolato a una folla disordinata, idolatra, che venera il papa e non pensa a Dio, al vero Dio, quello del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo? O a un cattolico progressista che la cerimonia domenicale cui suole recarsi non \u00e8 pi\u00f9 la vera e santa Messa, ma, a volte, un rito sincretista e quasi blasfemo, nel quale succede perfino di vedere delle danzatrici ind\u00f9 esibirsi davanti al Santissimo, o i fedeli del dio Ganesha portare in processione il loro dio dalla testa d&#8217;elefante attraverso la navata, o una pastora protestante tenere il suo sermone sulla Bibbia luterana, e un sacerdote inosciente presentare ai fedeli una coppia omosessuale che si ama tanto, fra sorrisi e complimenti, deprecando che le leggi ecclesiastiche siano cos\u00ec rigide e antiquate da impedirgli di unire in matrimonio quelle due anime cos\u00ec prese l&#8217;una dall&#8217;altra? Come spiegare che tutto questo \u00e8 pazzia, \u00e8 sacrilegio, \u00e8 un totale non senso, una radicale negazione dell&#8217;autentico Vangelo e della vera Chiesa, la Sposa di Cristo? E come far capire a un giovane che negare la Comunione a un divorziato risposato non \u00e8 crudelt\u00e0, non \u00e8 arbitrio di un prete tradizionalista, per il semplice fatto che la Comunione non \u00e8 un diritto, ma un privilegio, un dono di Dio, e non la si pu\u00f2 fare se non si \u00e8 in grazia di Lui? E che quindi lo spettacolo della folla che, a Manila, si accalcava e arraffava con le mani le Particole, distribuendole al di sopra delle teste come fossero state tramezzini, e facendone anche cadere in terra qualcuna, durante il viaggio nelle Filippine del Grande Bugiardo, \u00e8 qualcosa di orribile e inescusabile, qualcosa che nessun vero sacerdote cattolico avrebbe dovuto permettere? In un certo senso, le nuove generazioni dovranno rei-imparare tutto, o quasi tutto, da sole. Sono state fuorviate; sono state ingannate, come \u00e8 accaduto a noi. Noi per\u00f2, quelli non pi\u00f9 giovani, abbiamo qualche responsabilit\u00e0, perch\u00e9, pur senza aver collaborato allo sfacelo presente, non abbiamo saputo vedere il pericolo e non ci si siamo opposti. Auguriamo ai giovani di trovare la strada della verit\u00e0 in mezzo a questo mare di menzogne. La verit\u00e0 \u00e8 Cristo. Che l&#8217;Angelo del Castello indichi loro la via&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro viaggio attraverso le chiese dell&#8217;infanzia \u00e8 terminato. 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