{"id":27551,"date":"2018-08-06T12:56:00","date_gmt":"2018-08-06T12:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/06\/omaggio-alle-chiese-natie-santo-spirito\/"},"modified":"2018-08-06T12:56:00","modified_gmt":"2018-08-06T12:56:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-santo-spirito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/06\/omaggio-alle-chiese-natie-santo-spirito\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: Santo Spirito"},"content":{"rendered":"<p>La chiesa di Santa Elisabetta, o, come qui la chiamano tutti, di Santo Spirito, \u00e8 veramente un caso particolare: \u00e8 nello stesso tempo una delle pi\u00f9 belle del 1700, per non dire delle pi\u00f9 belle in assoluto, e una delle meno conosciute e frequentate. \u00c8 la chiesa del convento delle suore Ancelle della Carit\u00e0, situato in via Crispi, all&#8217;altezza del Largo Ospedale Vecchio, ed \u00e8 anche la chiesa cittadina in cui si tiene regolarmente la celebrazione della santa Messa secondo il <em>Vetus Ordo<\/em> tridentino. L&#8217;esterno pu\u00f2 trarre facilmente in inganno: un po&#8217; insolito, con la sua struttura ottagonale preceduta da un avancorpo pi\u00f9 basso con timpano triangolare e trabeazione spezzata, ma nello stesso tempo spoglio, disadorno, con superfici bianche e lisce, pochissime finestre e una facciata in aderenza alle case vicine, e il campanile che, dalla strada, si scorge a fatica, nonostante l&#8217;originalit\u00e0 della struttura e le dimensioni non piccole, tende a passare relativamente inosservato, come se non volesse disturbare nessuno. E invece, una volta varcato il portone &#8212; quasi sempre aperto &#8212; si scopre un autentico gioiello: un ambiente architettonicamente perfetto, equilibrato, armonioso, che ha la leggerezza e l&#8217;ariosit\u00e0 del tardo stile barocco ma anche una classica sobriet\u00e0 e una essenzialit\u00e0 che derivano da uno spazio meravigliosamente scandito secondo il ritmo delle linee ascensionali e il vigoroso rilievo dei chiaroscuri. Entrare in questa chiesa \u00e8 come passare in un altro mondo, in un altro universo. L&#8217;anima prova un senso di raccoglimento e insieme di espansione, come se respirasse pi\u00f9 liberamente e vedesse pi\u00f9 in alto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la descrive Maurizio Buora nella sua <em>Guida di Udine<\/em> (Trieste, Lint, 1986, pp. 281-83):<\/p>\n<p><em>Notizie della prima chiesa risalgono alla fine del Trecento (1395); essa fu restaurata nel 1527 e forse in quell&#8217;occasione fu fornita di un portico in facciata. Pass\u00f2 poi alle Pinzochere, ovvero Terziarie francescane, che nei pressi tenevano un educandato e vi stettero dal 1665 al 1753. La chiesa attuale \u00e8 dovuta al progetto di Giorgio Massari (1738-1743). L&#8217;altar maggiore \u00e8 opera di Giuseppe e Giovanni Mattiussi (1752-1753). Lavori di modifica si ebbero nel 1764. Dal 1885 \u00e8 tenuta dalle Ancelle della Carit\u00e0, gi\u00e0 in servizio presso l&#8217;ospedale civile.<\/em><\/p>\n<p><em>Il progetto del Massari, poi copiato da un suo seguace per la chiesa di S. Carlo a Gorizia, \u00e8 in parte diverso nei disegni conservati. &quot;La pianta, costituita da un vano centrale quadrato con angoli concavi circondato da ampie cappelle, esedra absidale semicircolare preceduta da vano quadrato ai cui lati \u00e8 il coro (fu eseguito solo il vano centrale) \u00e8 testimonianza della sua indiscutibile capacit\u00e0 di adeguare moduli del repertorio classico alle richieste del nuovo stile in una piacevole quanto abile ambiguit\u00e0&quot; (Bergamini, 1984). La decorazione moderna dell&#8217;interno non rispetta il respiro originale del progetto. All&#8217;interno di segnalano i dipinti del soffitto con la &quot;Trinit\u00e0&quot; e l&#8217;&quot;Assunta&quot; di F. Zugno (sec. XVIII) e una pala di P. Venier. Erano qui due quadri di G. B. Cignaroli, la &quot;Morte di S. Giuseppe&quot;, poi trasferito nella chiesa della Piet\u00e0, e &quot;Madonna con due Santi&quot; (firma e data 1783), successivamente portato nella chiesa di S. Giorgio<\/em>.<\/p>\n<p>Questa chiesa, centrale eppure appartata, che pare non voglia farsi notare tanto \u00e8 discreta, ma che ricompensa con eccezionale munificenza la curiosit\u00e0 di chi voglia rubare qualche minuto alle sue faccende ordinarie per entrare e ammirarne l&#8217;interno, ci \u00e8 particolarmente cara per il fatto di ospitare, come abbiamo detto, due domeniche al mese, la seconda e la quarta, alle undici, la santa Messa secondo il <em>Vetus Ordo.<\/em> Il lettore interessato pu\u00f2 andare sul sito <em>Biel lant a la Messe<\/em> e vi trover\u00e0 le immagini della Messa in latino celebrata l&#8217;8 febbraio 2009, accompagnata dal coro <em>V\u00f4s di Muzane<\/em> di Muzzana del Turgano; e potr\u00e0 sentire l&#8217;audio dei momenti essenziali della Messa: l&#8217;introduzione, il canto d&#8217;inizio, un estratto dalla sequenza al Vangelo, l&#8217;omelia, l&#8217;<em>Agnus Dei<\/em> e la benedizione, infine il canto <em>Susp\u00eer da l&#8217;anime<\/em> del compianto Oreste Rosso.<\/p>\n<p>Affrontare la questione della Messa tridentina significa confortarsi con il nodo centrale della questione. Ci si pu\u00f2 girare attorno fin che si vuole; la si pu\u00f2 snobbare, o minimizzare, o banalizzare; la si pu\u00f2 ridurre a una questione di forma, di nostalgia, di memoria: e invece \u00e8 una questione di sostanza. Quanto pi\u00f9 si confronta il <em>Novusu Ordo Missae<\/em>, l&#8217;unico che la stragrande maggioranza dei cattolici oggi conoscono, e l&#8217;unico che i giovani abbiano mai conosciuto, con la Messa di Pio V, e quanto pi\u00f9 si riflette e ci s&#8217;interroga onestamente, tanto pi\u00f9 si giunge ad un&#8217;unica conclusione: non sono due riti diversi della stessa cerimonia; sono proprio due cerimonie differenti. Non vogliamo dire, con questo, che la Presenza Reale di Ges\u00f9 Cristo non ci sia nella nuova Messa; niente affatto: ma siccome gli uomini sono uomini, e non Angeli, e hanno bisogno di tutti gli strumenti e gli accorgimenti necessari per accostarsi al Mistero di Dio, anzi al Mistero pi\u00f9 grande della religione cattolica, che \u00e8 il Sacrificio eucaristico, allora risulta evidente quale immensa imprudenza, quale sconsiderata semplificazione, quale sopravvalutazione inescusabile della natura umana sia stata compiuta quando si volle sostituire la Messa di Paolo VI a quella di prima. in vigore dal Concilio di Trento, cio\u00e8 da quattro secoli, che era uguale per tute le diocesi e le parrocchie sparse nei cinque continenti e si celebrava nella stessa lingua, quel latino ecclesiastico che \u00e8 sempre stato un elemento di unificazione spirituale e psicologica fra le centinaia di milioni di fedeli appartenenti a popoli e civilt\u00e0 diversi. N\u00e9 si pu\u00f2 ridurre il significato della cosiddetta riforma ai suoi singoli aspetti esteriori e stemperarlo, dissolvendolo, in una quantit\u00e0 di frammenti indipendenti, perch\u00e9 la questione non riguarda singoli aspetti, per quanto importanti, come l&#8217;abolizione del latino (peraltro mai decisa da alcuno e del tutto assente nei documenti conciliari) o, pi\u00f9 tardi, la decisione di distribuire la Comunione sulla mano dei fedeli, sino alle forzature di quei sacerdoti i quali rifiutano di comunicare i fedeli in bocca e pretendono che tutti si adeguino al nuovo uso. No, non sono i singoli gesti e le singole parole, ma \u00e8 tutto l&#8217;insieme dell&#8217;atmosfera che \u00e8 radicalmente cambiato: assistere alla vecchia e alla nuova Messa e rendersene conto all&#8217;istante \u00e8 una sola cosa. \u00c8 sparita la trascendenza; \u00e8 sparito il timor di Dio; tutto si \u00e8 abbassato al livello di una celebrazione umana: non si sente pi\u00f9 il respiro dell&#8217;infinito. Per cui, se anche &#8212; ipotesi quanto mai fantasiosa &#8212; domani qualcuno decidesse di ripristinare i vecchi altari, facendo rimuovere quelle orribili tavole di marmo che sfigurano i presbiteri delle chiese, le quali vennero costruite con l&#8217;anima rivolta al Santissimo e non alla cosiddetta assemblea dei fedeli; se anche qualcuno decidesse di ripristinare i paramenti sacri di prima del Concilio, e il sacerdote si presentasse col piviale e il tricorno col fiocco, di per s\u00e9 non cambierebbe niente, non farebbe alcuna differenza, perch\u00e9 quello che si \u00e8 perduto, e che occorre assolutamente ripristinare, \u00e8 il giusto atteggiamento dell&#8217;anima e la giusta disposizione spirituale e morale.<\/p>\n<p>Il punto non \u00e8 se scambiarsi il gesto di pace, stringendosi le mani e creando subbuglio nei banchi, sia, in s\u00e9 e per s\u00e9, giusto o sbagliato, e neppure se sia giusto eseguire musiche moderne, con la chitarra, e con degli arrangiamento musicali, per non dire dei testi, che sanno pi\u00f9 di ballo in spiaggia che di Messa: quel che importa \u00e8 sapere se, quando ci si reca alla santa Messa, si pensa, oppure no, che si va incontro al Cristo che si offre nel Sacrificio eucaristico, e quindi ci si va con tutta l&#8217;umilt\u00e0 possibile, con la piena coscienza dei propri peccati, con la limpida intenzione di lasciarsi investire dalla grazia divina per convertirsi e cambiar vita, permettendo la nascita dell&#8217;uomo nuovo, l&#8217;uomo spirituale, al posto del vecchio uomo carnale, che sempre \u00e8 agitato da mille passioni, perch\u00e9 spinto dal pungolo della concupiscenza. Se esiste questa chiara consapevolezza, tutto il resto diventa, non diciamo secondario, ma una logica conseguenza: lo stile che si adotter\u00e0 nel corso della Messa sar\u00e0 l&#8217;effetto di questo desiderio di conversione. E perci\u00f2, a monte della Messa, c&#8217;\u00e8 il sacramento, oggi alquanto negletto, della Confessione o Riconciliazione: una buona Confessione \u00e8 la premessa indispensabile per una partecipazione fruttuosa alla Messa. Se l&#8217;anima non si riconcilia con Dio prima di presentarsi all&#8217;incontro con il Signore e, ovviamente, prima di ricevere la santa Eucarestia, allora il &quot;fedele&quot; non mangia il Corpo del Signore, ma la propria dannazione. E anche qui non si pu\u00f2 tacere che il signor Bergoglio ha fatto del suo meglio, o del suo peggio, per confondere le carte e per turbare le anime, quando ha detto, nella Messa per il Corpus Domini del 2015, che <em>l&#8217;Eucarestia non \u00e8 un premio per i buoni<\/em>, concetto trionfalmente ripreso da <em>Famiglia Cristiana<\/em> e da tutta la stampa ex cattolica ed ora ferventemente bergogliana. Come sempre, ha detto con aria convinta una mezza verit\u00e0, perch\u00e9 la Messa \u00e8 <em>anche<\/em> un premio per i buoni, vale a dire per quanti, con il sacramento della Confessione, si sono riconciliati con Dio, cos\u00ec come \u00e8 un aiuto soprannaturale per perseverare nella vita buona, che \u00e8 la vita in grazia di Dio; in ogni caso, <em>non<\/em> \u00e8, come ha detto il signore argentino, <em>un vincolo di comunione che ci aiuta a non disgregarci<\/em>, perch\u00e9 questi sono concetti puramente umani, che non hanno niente a che col Mistero eucaristico, e per giunta sembrano preludere alla trasformazione dell&#8217;Eucarestia ad un semplice simbolo, a una semplice commemorazione dell&#8217;Ultima Cena, come per i suoi amici protestanti. Ma anche questa, in fondo, \u00e8 una manovra prevedibile, diremmo quasi scontata: la Presenza Reale, di Ges\u00f9 Cristo, infatti, d\u00e0 fastidio. D\u00e0 fastidio a chi vuol entrare in chiesa e partecipare alla Messa non per convertirsi dai peccati e cambiar vita, ma per perseverare nei peccati e chiamare Dio, empiamente, a testimonio della loro perfetta liceit\u00e0.<\/p>\n<p>La questione \u00e8, in sostanza, tutta qui. La liturgia non \u00e8 una veste che s&#8217;indossa per partecipare alla Messa; ma \u00e8 qualcosa di sacro in se stesso, nella misura in cui riflette l&#8217;atteggiamento delle anime che desiderano santificarsi. Chi si reca alla Messa da peccatore, ben deciso a restare nei propri peccati; o, peggio, chi osa rovesciare la morale e pensa di non essere in peccato, perch\u00e9 Dio ci vuole <em>cos\u00ec come siamo<\/em>, e non si aspetta da noi la conversione, bens\u00ec che ciascuno di noi cerchi la propria realizzazione, intesa in senso terreno e carnale, \u00e8 automaticamente fuori dalla vera Chiesa e fuori dalla grazia di Dio. Quel prete americano, per esempio, che in chiesa, durante l&#8217;omelia ai suoi parrocchiani, ha detto loro: <em>Sapete che c&#8217;\u00e8? Io sono omosessuale; e non ho intenzione n\u00e9 di lasciare l&#8217;abito, n\u00e9 di cambiar vita, perch\u00e9 ho capito che Dio mi vuole cos\u00ec, mi ama cos\u00ec, e sarebbe un&#8217;ipocrisia se fingessi di essere diverso da come sono<\/em> (\u00e8 accaduto nella chiesa di Santa Bernadette a Milwaukee, e il prete in questione \u00e8 un tale Gregroy Greiten; ma il fatto \u00e8 tutt&#8217;altro che insolito, visto che concetti identici sono stati espressi pubblicamente anche dal signor Bergoglio; tanto \u00e8 vero che il suo arcivescovo lo ha difeso e avallato la sua esternazione), ben rappresenta l&#8217;atteggiamento di chi, a Messa, ci va per dettare a Dio le sue condizioni e costringere gli altri fedeli ad adeguarsi alle sue pubbliche scelte. \u00c8 la naturale conseguenza di tutto l&#8217;orientamento pastorale invalso nella Chiesa dopo la cosiddetta &quot;svolta antropologica&quot; in teologia, teorizzata da Karl Rahner, che ha instillato nei fedeli l&#8217;idea che a Messa non si va per convertirsi e per lasciarsi vivificare dalla grazia del Signore, ma per confermarsi nelle proprie umane convinzioni, perseverare nei propri stili di vita e rivendicare la propria autonomia e l&#8217;esercizio dei propri diritti. <em>E nessuno mi pu\u00f2 giudicare<\/em>, come direbbe, riecheggiando il motivo di una celebre canzone di Caterina Caselli, il signore che siede sulla cattedra di San Pietro ma che non \u00e8 papa, per il semplice fatto che non \u00e8 cattolico e che lo dice e lo dimostra ogni giorno, strappando entusiastici consensi sia da parte dei nemici esterni e dichiarati della Chiesa, i radicali, i massoni, gli atei militanti e aggressivi, per non parlare dei seguaci delle altre religioni, tutti diventati improvvisamente, non si sa come, amici del cattolicesimo e soprattutto amici di Bergoglio, sia da parte di quanti, nella Chiesa, detestano e disprezzano la Tradizione, pretendono di modificare il Magistero secondo le esigenze dei tempi, e di leggere e interpretare liberamente le Scritture come i protestanti: e infatti non si stancano di dire e di ripetere, come fa il gesuita Antonio Spadaro, direttore della <em>Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, che Lutero aveva ragione e che la Chiesa ha peccato contro di lui, e adesso lo deve riconoscere e pentirsi.<\/p>\n<p>La santa Messa \u00e8 il cuore della Chiesa e il senso del cristianesimo. Nel Sacrificio eucaristico, Ges\u00f9 Cristo rinnova il suo estremo atto di amore per gli uomini e questi, mangiando il suo Corpo e bevendo il suo Sangue, riconoscono la sua divinit\u00e0, lo adorano, si offrono a Lui e gli chiedono la grazia di rimanere Suoi figli adottivi. \u00c8 un Mistero immenso, abissale, eppure pu\u00f2 accostarsi ad esso anche un bambino di una decina d&#8217;anni. Ges\u00f9 non si rivolge ai sapienti e agli intelligenti e non pretende dagli uomini pi\u00f9 di questo: lasciarsi amare da Lui e rimanere nel Suo amore. Tutto il resto, la conversione e il mutamento di vita, viene di conseguenza. Se si stravolge il senso della Messa, se si altera l&#8217;Eucarestia, si colpisce al cuore il cristianesimo. Senza la Presenza Reale come dono gratuito di Dio agli uomini, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 Chiesa, n\u00e9 Vangelo. Resta solo un&#8217;assemblea di pretenziosi chiacchieroni che parlano a vanvera di Dio e dicono: <em>noi siamo chiesa<\/em>, ma in realt\u00e0 non sono nulla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di Santa Elisabetta, o, come qui la chiamano tutti, di Santo Spirito, \u00e8 veramente un caso particolare: \u00e8 nello stesso tempo una delle pi\u00f9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109,242],"class_list":["post-27551","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica","tag-santa-messa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27551","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27551"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27551\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}