{"id":27550,"date":"2018-07-26T01:19:00","date_gmt":"2018-07-26T01:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/26\/omaggio-alle-chiese-natie-santa-maria-di-castello\/"},"modified":"2018-07-26T01:19:00","modified_gmt":"2018-07-26T01:19:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-santa-maria-di-castello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/26\/omaggio-alle-chiese-natie-santa-maria-di-castello\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: Santa Maria di Castello"},"content":{"rendered":"<p>Santa Maria di Castello \u00e8 la chiesa pi\u00f9 antica, pi\u00f9 appartata, pi\u00f9 suggestiva e misteriosa della citt\u00e0: se ne sta appollaiata lass\u00f9, verso il cielo, da dove si spazia intorno su tutta la regione, fino al mare e fino ai monti pi\u00f9 alti. Le sue pietre medievali trasudano il passato, la penombra del suo interno invita al raccoglimento e alla preghiera, con la forza di persuasione che scaturisce dall&#8217;atmosfera stessa, carica di misticismo, nella quale paiono indugiare le preghiere d&#8217;innumerevoli generazioni di gente nostra. Ricordiamo certe belle mattine di giugno, in vacanza, quando salire in castello, leggeri e felici, era gi\u00e0 di per se stesso, per noi bambini, una festa di libert\u00e0; e certi pomeriggi di febbraio, per la ricorrenza della Candelora, con il sacerdote che posava due lunghe candele a forma di croce sul collo dei fedeli e invocava la protezione dell&#8217;Onnipotente contro le malattie delle vie respiratorie. D&#8217;estate o d&#8217;inverno, con il cielo azzurro o coperto di nuvole basse, con le ombre corte o con le ombre lunghe, la facciata di Santa Maria di Castello aveva sempre un suo fascino tutto particolare, un po&#8217; strano, decisamente diverso da quello di tutte le altre chiese cittadine, accentuato dal paesaggio differente, fatto solo di verde e di pochi edifici vetusti, con quel lungo porticato ad archi che corre a fianco della strada, addolcendo la pendenza della salita, e senza automobili, senza rumori, senza la normale agitazione della citt\u00e0 (che pure era, e in parte \u00e8 ancora oggi, una citt\u00e0 singolarmente tranquilla).<\/p>\n<p>Ecco, forse \u00e8 da questo pensiero che pu\u00f2 partire una ulteriore riflessione: la chiesa di Santa Maria di Castello era in alto, in uno spazio tutto suo, che non aveva niente a che fare con il resto del tessuto urbano; ebbene: accostarsi al Vangelo di Ges\u00f9 \u00e8 un salire, un lasciarsi le cose note alle spalle e uno spingersi verso spazi pi\u00f9 ampi, di dove si gode la vista di orizzonti molto pi\u00f9 vasti, che hanno il presentimento dell&#8217;infinto; \u00e8 un uscire dalla dimensione del quotidiano, dell&#8217;abituale, per scoprire una dimensione nuova, dove le cose non sono pi\u00f9 quelle che sembravano prima, ma acquistano un significato nuovo, che spalanca, a sua volta, prospettive nuove, affascinanti, e del tutto inaspettate. Finch\u00e9 si rimane in basso, finch\u00e9 si vive al livello della quotidianit\u00e0, non si arriva neppure a sospettare quale immensa ricchezza di visioni, di profumi, di suoni meravigliosi si dischiude a chi ha il coraggio e la perseveranza di spingersi in alto, lungo il sentiero: sentiero dapprima erto e malagevole, a tratti perfino pericoloso, ma poi, mano a mano che si procede, sempre pi\u00f9 bello, sempre pi\u00f9 entusiasmante, sempre pi\u00f9 luminoso. Al punto che, un bel momento, ci si domanda, quasi increduli: Ma come ho fatto, sinora, a vivere in quella maniera? Come ho potuto passare tanto tempo l\u00e0 in basso, in quell&#8217;aria stagnante, senza mai vedere uno squarcio d&#8217;orizzonte, chiuso e murato come vivono i prigionieri al bagno penale? Come potevo respirare, come potevo adattarmi a quella luce falsa, smorta, ove le cose appaiono come in realt\u00e0 non sono, e dove tutti fanno a gomitate per assicurarsi il possesso di cose senza valore, di volgari perline colorate che solo dei grossolani ignoranti possono scambiare per autentici gioielli? Ecco: queste cose ci vengono in mente, ripensando a quei chiari mattini d&#8217;estate, o a quei freddissimi pomeriggi d&#8217;inverno, nei quali salivamo al castello e restavamo stupiti davanti alla bellezza severa, un po&#8217; elusiva, quasi indecifrabile, dell&#8217;antichissima chiesa dedicata alla Santa Maria.<\/p>\n<p>Anche altre domande, per\u00f2, si affacciano alla mente e pungono il cuore del cristiano che assiste al progressivo, massiccio, sistematico sovvertimento della fede da parte del clero stesso, o di una parte di esso, e spronato, sostenuto, incoraggiato proprio dal vertice della Chiesa: dal papa Francesco, dal collegio dei cardinali, da una parte significativa dell&#8217;episcopato, per non parlare dei teologi, i primi e i pi\u00f9 accaniti fautori della laicizzazione, della secolarizzazione e dell&#8217;apostasia dalla fede. E tutte queste domande si possono riassumere in due soltanto: come \u00e8 potuto accadere? E che cosa pu\u00f2 fare, arrivate le cose a questo punto, il singolo fedele? Sono le domande che si fanno un po&#8217; tutti quelli che si son resi conto di quel che sta accadendo, dietro la facciata tutta rose e fiori dipinta dai grandi mezzi d&#8217;informazione (o, piuttosto, di disinformazione), nella Chiesa cattolica; e che ci rivolgono continuamente amici, conoscenti e anche sconosciuti, tutti ugualmente scoraggiati, pensosi, quasi increduli di quel che avviene, ogni giorno, sotto i nostri occhi. Partiamo dalla prima domanda: come hanno potuto, le cose, arrivare fino a questo punto? In effetti, se un bambino, nato verso la met\u00e0 degli anni &#8217;50 del secolo scorso, fosse caduto in coma e si risvegliasse oggi, confrontando la Chiesa della sua infanzia, quella che gli ha dato l&#8217;istruzione di base affinch\u00e9 potesse ricevere la Comunione e la Cresima, con quella odierna, siamo assolutamente certi che non le riconoscerebbe come una sola ed unica realt\u00e0. Penserebbe che si tratta di due cose diverse, e che la seconda non ha niente a che vedere con la prima, quella che lui aveva conosciuto. Non stiamo esagerando. Quel che ci ha resi tutti, o quasi tutti, ciechi e inconsapevoli, \u00e8 proprio il fatto di aver vissuto dall&#8217;interno, con relativa gradualit\u00e0, la manovra mediante la quale il clero neomodernista si \u00e8 impadronito della Chiesa e ha scalzato lentamente, ma metodicamente e capillarmente, la liturgia, la pastorale e, da ultimo, la dottrina, in modo da ottenere quel che voleva fin dai tempi di Pio X: una chiesa modernista, fatta secondo i suoi desideri, e cio\u00e8 buona per piacere agli uomini della societ\u00e0 moderna, ma non altrettanto per piacere a Dio.<\/p>\n<p>Ma facciamo pure un esempio, uno fra i cento, fra i mille che potremmo fare, pescando, purtroppo, dalle cronache ormai quotidiane di questa neochiesa apostatica ed eretica, che \u00e8 solo una orribile caricatura della vera Chiesa ma che ad essa si \u00e8 sovrapposta, fingendo di essere quel che non \u00e8, al preciso scopo di ingannare i fedeli e rassicurarli sul fatto che, nella sostanza, cio\u00e8 nel Deposito della fede, non \u00e8 cambiato niente, ma che sono stati cambiati solamente alcuni modi di esprimere le &quot;eterne&quot; verit\u00e0 del vangelo. Un amico ci scrive per segnalarci quel che il gesuita Antonio Spadaro, direttore de La Civilt\u00e0 Cattolica, ha twittato (una maniera di comunicare oggi assai in voga, molto bergogliana e molto discutibile) a proposito della proposta di legge, lanciata dal ministro degli Interni Salvini, di reintrodurre il Crocifisso nelle aule scolastiche e nei locali della pubblica amministrazione: <em>Usare il crocifisso come un Big Jim qualunque \u00e8 blasfemo. La croce \u00e8 segno di protesta contro peccato, violenza, ingiustizia e morte. Non \u00e8 MAI un segno identitario. Grida l&#8217;amore al nemico e l&#8217;accoglienza incondizionata. \u00c8 l&#8217;abbraccio di Dio senza difese. Gi\u00f9 le mani!<\/em> S\u00ec, avete capito bene: dice proprio: <em>gi\u00f9 le mani!<\/em> Solo che non lo dice ai nemici della Chiesa, non lo dice ai fanatici integralisti islamici o ai laicisti arrabbiati che non sopportano neppure di vedere il crocifisso: no, lo dice a un partito politico che ha proposto di reintrodurlo nei locali come universit\u00e0, tribunali, aeroporti, eccetera. E lo dice per odio verso quel partito, lui che parla di amore al nemico. Ma quale amore, se lui e quelli come lui, i preti progressisti e neomodernisti, Bergoglio in testa, abbaiano ogni santo giorno contro i cattolici che essi accusano di essere &quot;tradizionalisti&quot;, mentre sono cattolici e basta? Ma andiamo con ordine e ritorniamo a quell&#8217;immaginario bambino, o meglio ex bambino, uscito oggi dal coma, dopo un sonno durato cinquanta anni. Che cosa penserebbe di un gesuita, direttore della rivista dei gesuiti, il quale, davanti alla proposta di legge della Lega, dice testualmente: <em>La croce \u00e8 segno di protesta contro peccato, violenza, ingiustizia e morte<\/em>? Penserebbe, semplicemente, che costui \u00e8 impazzito. La croce \u00e8 un segno di protesta? Ma quando mai? Ma dove ha letto queste cose, in quale seminario, in facolt\u00e0 di teologia le ha studiate, padre Spadaro? Che religione \u00e8 quella di padre Spadaro? Perch\u00e9 il cattolicesimo no, di sicuro. Quindi Ges\u00f9 \u00e8 andato sulla croce per &quot;protestare&quot;? E noi prendiamo la nostra croce non per seguirlo, ma per &quot;protestare&quot; a nostra volta? Per protestare contro il peccato, poi? Ma contro il peccato non si protesta: si prega, quando \u00e8 il peccato degli altri; e si cerca di non farlo pi\u00f9, quando \u00e8 il proprio. Ma padre Spadaro, se non andiamo errati, \u00e8 di quelli che non pregano alle veglie di riparazione per i Gay Pride, bens\u00ec alle veglie di protesta contro l&#8217;omofobia. Dunque, la protesta non \u00e8 contro il peccato, ma contro chi protesta contro il peccato. Questa \u00e8 la verit\u00e0 della neochiesa: una verit\u00e0 bruciante, inconfessabile, eppure sotto gli occhi di tutti; e chi non vuol vederla, lo fa solo per conformismo e ipocrisia. E non basta. Padre Spadaro dice anche che <em>la croce non \u00e8 mai un segno identitario, col &#8216;mai&#8217; sottolineato.<\/em> Ma anche questa ci giunge nuova. Al contrario, a noi risulta che la croce \u00e8 sempre stata un segno identitario: talmente identitario che i primi cristiani si facevano ammazzare piuttosto che nasconderla. E non solo i primi cristiani: anche le suore carmelitane ghigliottinate nella Parigi rivoluzionaria, anche i <em>cristeros<\/em> messicani trascinati davanti al plotone d&#8217;esecuzione, anche il quattordicenne seminarista Rolando Rivi, sequestrato, torturato e trucidato dai partigiani comunisti, per la colpa di andare in giro con la veste da prete e, naturalmente, col crocifisso. Il crocifisso d\u00e0 tanto fastidio a padre Spadaro e ai suoi amici? Benissimo: ma \u00e8 un problema loro. Per liberarsene, non hanno che da fare una cosa semplicissima: confessare di non essere pi\u00f9 cristiani, togliersi l&#8217;abito (quell&#8217;abito che indossano cos\u00ec di rado e cos\u00ec malvolentieri) e poi mettersi a far politica dalla mattina alla sera, se cos\u00ec piace loro, contro la Lega e contro tutti gli italiani che non condividono la loro folle idea, che la croce vuol dire <em>accoglienza incondizionata<\/em> (come lui afferma, mentendo), il che, tradotto nel dal vocabolario bergogliano, significa dire s\u00ec all&#8217;auto-invasione dell&#8217;Italia da parte di milioni di africani e s\u00ec alla islamizzazione del nostro Paese e alla sostituzione della sua popolazione.<\/p>\n<p>Lo stesso amico ci segnala la copertina dell&#8217;ultimo numero di <em>Famiglia Cristiana<\/em>; andiamo a vedere su internet (non l&#8217;abbiamo mai comprata, n\u00e9 letta) e vediamo una foto del signor Bergoglio che unisce la mani di due sposi, lei col vestito bianco e tuttavia col pancione, perch\u00e9 incinta di parecchi mesi; il titolo afferma, a caratteri cubitali: <em>La gioia dell&#8217;amore<\/em>, e il sottotitolo, ancor pi\u00f9 eloquente: <em>La Chiesa abbraccia tutte le famiglie. Nessuna esclusa<\/em>. Dunque, se le parole hanno un senso, la &quot;chiesa&quot; (ma quale?) abbraccia anche le famiglie non unite in matrimonio e anche le cosiddette famiglie arcobaleno, quelle formate da una coppia di omosessuali, magari coi figli ottenuti in vari e orripilanti modi. Ma &quot;tutte&quot;, nella lingua italiana, vuol dire &quot;tutte&quot;, c&#8217;\u00e8 poco da fare, e senza dubbio l&#8217;intenzione del giornale (e del sedicente papa) \u00e8 proprio questa. Ora, quel bambino ricorda benissimo quel che gli dissero i suoi genitori: che un&#8217;amica della mamma aveva dovuto sposarsi alle sette del mattino, senza invitati e senza neppure la presenza di suo padre e sua madre, perch\u00e9 era rimasta incinta del suo fidanzato. E ci\u00f2 le negava automaticamente il diritto a un matrimonio &quot;normale&quot; in chiesa. Si dir\u00e0: erano altri tempi; senza dubbio. Si dir\u00e0 anche: era un&#8217;altra Chiesa. Questo \u00e8 ancor pi\u00f9 vero. Ma allora torniamo a quanto dicevamo prima: qui non siamo in presenza di una Chiesa che si \u00e8 adattata ai tempi e che ha seguito il movimento della storia, restando per\u00f2 fondamentalmente fedele a se stessa e al suo divino Fondatore; qui siamo davanti a una Chiesa che \u00e8 divenuta diametralmente opposta alla Chiesa di prima, diciamo di prima del Concilio, e quindi a una Chiesa apostatica, perch\u00e9 non pu\u00f2 esserci una Chiesa, dopo il Concilio, che sia completamene diversa da quella di prima, cio\u00e8 da quella di sempre. I concili sono ventuno e il terzultimo \u00e8 stato il Concilio di Trento, che ora il clero neomodernista vorrebbe cancellare, di fatto se non di diritto. Infatti, non lo cita mai nei suoi documenti; e gi\u00e0 questo attesta la sua eresia. Un vero cattolico cita tutti i concili e tutti gli atti del Magistero, e non solo quelli del Vaticano II: se lo fa, allora la sua intenzione \u00e8 chiara, e lo tradisce: vuol cambiare la Chiesa, vuol cambiare la dottrina. Solo che non ne ha il diritto, perch\u00e9 \u00e8 questa si chiama eresia. Questa, e non la rivendicazione del crocifisso, caro Spadaro, \u00e8 blasfemia. \u00c8 la vostra Chiesa che \u00e8 andata fuori del seminato, non quella di monsignor Lefebvre, che \u00e8 sempre rimasta fedele al Deposito della fede.<\/p>\n<p>E ora veniamo alla seconda domanda, forse la pi\u00f9 angosciosa: che cosa pu\u00f2 fare, adesso, il singolo fedele? Tacere, non pu\u00f2 e non deve; fare finta di nulla, fingere di non vedere, sarebbe la stessa cosa che rinnegare Ges\u00f9 Cristo, fingere di non conoscerlo, come fece san Pietro nella notte del suo arresto, mentre si trovava nel cortile del sommo sacerdote. Parlare, dunque: dire apertamente le cose come stanno, far notare le madornali contraddizioni, gli eretici stravolgimenti della Rivelazione operati da questa neochiesa. E poi? E poi pregare, pregare, pregare; e, naturalmente, cercar di essere coerenti: la Chiesa, quella vera, ha bisogno di santi, non sa che farsene di teologi modernisti e teme come la peste i preti chiacchieroni, che usano e abusano delle loro chiese per tenere delle omelie domenicali che tutto sono, tranne che il commento alla Parola di Dio, semmai sermoni di carattere politico e sociale, oltretutto a senso unico: si devono &quot;accogliere&quot; i migranti, cio\u00e8 i falsi profughi e i falsi naufraghi; si deve accettare l&#8217;africanizzazione e l&#8217;islamizzazione dell&#8217;Italia; si deve accettare anche l&#8217;omosessualit\u00e0, e prepararsi a veder celebrati matrimoni gay fin dentro le chiese. Ma noi, per quel giorno, speriamo di non esserci pi\u00f9; speriamo che il buon Dio ci risparmi di assistere a quest&#8217;ultimo sacrilegio e ci porti via prima che si consumi. Ci sembra anzi d&#8217;averne visti fin troppi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santa Maria di Castello \u00e8 la chiesa pi\u00f9 antica, pi\u00f9 appartata, pi\u00f9 suggestiva e misteriosa della citt\u00e0: se ne sta appollaiata lass\u00f9, verso il cielo, da<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109,243,267],"class_list":["post-27550","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica","tag-santa-vergine","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27550","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27550"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27550\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}