{"id":27549,"date":"2018-08-05T04:50:00","date_gmt":"2018-08-05T04:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/05\/omaggio-alle-chiese-natie-santa-maria-della-pieta\/"},"modified":"2018-08-05T04:50:00","modified_gmt":"2018-08-05T04:50:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-santa-maria-della-pieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/05\/omaggio-alle-chiese-natie-santa-maria-della-pieta\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: Santa Maria della Piet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il massiccio ed elegante palazzo che \u00e8 tutti conoscono come la sede della Casa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, sul lato sinistro della via Mercatovecchio, \u00e8 in effetti tale solo dal 1882, ma \u00e8 vecchio di tre secoli e mezzo, perch\u00e9 venne costruito assai velocemente, fra il 1566 e il 1569, su progetto dell&#8217;architetto Francesco Floreani, per essere poi ampliato e perfezionato da Bartolomeo Rava e Giuseppe Benoni, e ultimato nel 1690; la cappella, fu terminata quattro anni pi\u00f9 tardi. Qui siamo veramente nel cuore pulsante della citt\u00e0: basti dire che, in origine, il palazzo ospitava al piano terra ben trentasei botteghe, di merceria, spezieria, oreficeria, eccetera. La facciata, al di sopra dei poderosi portici in bugnato, \u00e8 liscia, con due enormi trifore dotate di balaustra e sormontate da un timpano spezzato; ai quattro angoli dell&#8217;edificio svettano, assai sporgenti, quattro gruppi marmorei che rappresentano tutti lo stesso soggetto, la Piet\u00e0, il pi\u00f9 antico dei quali \u00e8 quello che si affaccia sul Mercato Nuovo. All&#8217;intero del palazzo, sotto i portici e sul lato principale, quello del Mercato Vecchio, \u00e8 stata ricavata la cappella di Maria, bellissimo ambiente barocco pieno di stucchi e di affreschi che non creano, tuttavia, alcun senso di pesantezza, ma al contrario trasmettono una lievit\u00e0 quasi vaporosa, e inoltre, grazie ai colori brillanti e alle forme svelte, e armoniose ingentiliscono e in qualche modo sdrammatizzano l&#8217;atmosfera. A renderla seria e a ricordarci che si tratta di una chiesa, e di una chiesa dedicata alla Piet\u00e0, ci pensa il capolavoro scultoreo collocato sopra l&#8217;altare, opera di un artista tedesco, ma qualcuno lo vuole olandese o fiammingo, di notevoli capacit\u00e0: la <em>Piet\u00e0<\/em> di Enrico Meyring (Heinrich Meyring, nato a Rheine, in Renania, ma vicino al confine olandese, verso il 1638 e morto a Venezia l&#8217;11 febbraio 1723, italianizzato talvolta in Enrico Merengo). Lo si pu\u00f2 considerare senz&#8217;altro come uno dei maggiori capolavori del barocco in Friuli, per la squisitezza della fattura e l&#8217;acuta sensibilit\u00e0 cromatica, dovuta all&#8217;effetto straordinario della continuit\u00e0 di linee curve formate dai volti e dalle braccia di Cristo, della Madonna e degli Angeli adoranti, e il sapientissimo gioco di chiaroscuri, specialmente nel panneggio delle vesti, i quali spezzano i raggi luminosi e diffondono una luce opalescente che pare sciogliersi sulla lucida superficie del marmo. \u00c8 impossibile sostare davanti a quest&#8217;opera senza sentirsi profondamente commossi; bench\u00e9 il movimento dei corpi, lo svolazzare delle vesti e la mimica dei volti risenta di una certa tendenza alla teatralit\u00e0 che \u00e8 tipica della civilt\u00e0 barocca, la stessa &#8212; del resto &#8211; che si nota nel teatro, nella poesia, nella musica e, naturalmente, nell&#8217;architettura e nella pittura, nondimeno si percepisce, oltre a una straordinaria bravura tecnica, una certa innegabile sincerit\u00e0 di sentimento, che si trasmette all&#8217;osservatore e che fa di questo piccolo locale, le cui pareti paiono dilatarsi a dismisura, anche per merito degli affreschi con la Passione di Cristo e le storie della Madonna, dipinti da Giulio Quaglio, e dei luminosi stucchi di Lorenzo Retti e Giovanni Battista Bareglio (entrambi provenienti dalla Val d&#8217;Intelvi, in provincia di Como) un luogo affascinante e quasi indefinibile, ove si provano emozioni talmente grandi da eccedere di molto le sue dimensioni, misurate soltanto con il metro.<\/p>\n<p>Oggi una bussola di vetro permette di vedere l&#8217;interno, anche se la cappella \u00e8 chiusa, e ci\u00f2 fa s\u00ec che non ci sia un solo abitante di questa citt\u00e0 che possa dire di non sapere che questa cappella esiste, o ignorare i suoi affreschi, i suoi stucchi e soprattutto il suo altare seicentesco con il bassorilievo del Cristo che cade sotto il peso della croce, e soprattutto con la <em>Piet\u00e0<\/em>, un&#8217;opera che riesce a rendere aggraziata, senza divenir leziosa, perfino la scena in assoluto pi\u00f9 drammatica di tutta l&#8217;iconografia cristiana, il compianto di Maria Vergine sul corpo del suo divino Figlio morto. Questo capolavoro \u00e8 stato realizzato nel 1695 e bench\u00e9 abbia pi\u00f9 di trecento anni, si sprigionano da esso una forza, una freschezza, una potenza di <em>pathos<\/em> che lo rendono perennemente giovane, o meglio che lo sottraggono alle leggi del tempo, per cui ci\u00f2 che trasmette ai fedeli non cessa mai di essere attuale, di stupire, di commuovere; mentre con le opere che si sforzano di essere giovani a ogni costo, di essere moderne, di apparire al passo con la sensibilit\u00e0 dei contemporanei, accade esattamente l&#8217;opposto: che, trascorsi solamente pochi anni, quando la sensibilit\u00e0 e il gusto cominciano a cambiare, ecco che esse perdono il loro smalto, perdono la freschezza, appaiono inesorabilmente datate, lasciano vedere il tentativo artificiale di essere facilmente popolari, come se la vera arte non nascesse da un sentimento che non conosce il tempo e non si sottomette alle leggi dello spazio. E se ci\u00f2 \u00e8 vero per l&#8217;arte, per la poesia, per la musica, per il teatro, per il cinema, a maggior ragione \u00e8 vero per la fede, che si esprime attraverso la liturgia e la pastorale, e che si organizza attorno a un nucleo di dottrina, cio\u00e8 di verit\u00e0, che \u00e8 semplicemente insensato considerare qualcosa di rigido, qualcosa che si deve adattare e &quot;ammorbidire&quot; per essere pi\u00f9 efficaci, pi\u00f9 credibili, o, addirittura, pi\u00f9 &quot;moderni&quot;. Che c&#8217;entra la modernit\u00e0 con la fede? E che c&#8217;entrano la credibilit\u00e0 e l&#8217;efficacia? Forse che Ges\u00f9 voleva essere credibile, o efficace, o moderno; e forse che dava raccomandazioni di tal genere ai suoi Apostoli, allorch\u00e9 li mandava per il mondo a battezzare e ad annunciare la sua Buona Novella? Niente affatto: Ges\u00f9 <em>\u00e8<\/em> credibile, per chi accoglie con fede il suo Vangelo; ed \u00e8 credibile perch\u00e9 la sua vita, la sua parola e il suo sacrificio appaiono in una luce di verit\u00e0 assoluta, non perch\u00e9 egli, o i suoi discepoli, o i suoi pastori, si sforzino di esser credibili, efficaci e moderni. Un prete non deve <em>apparire<\/em> credibile, deve <em>essere<\/em> credibile; ed \u00e8 credibile se dalla sua persona, dalla sua vita, dal suo modo di pregare, di predicare, di annunciare il Vangelo, si sente la sua fede assoluta in Ges\u00f9 Cristo. Se si sente che egli ha letto molti libri, che \u00e8 teologicamente molto aggiornato, che \u00e8 animato da idee assai progredite; oppure se si avverte che egli vuol piacere, vuol sedurre mediante atteggiamenti di facile popolarit\u00e0, allora automaticamente egli cessa di essere credibile: e non c&#8217;\u00e8 Messa col party, o coi burattini, o con i pagliacci, o con le danzatrici di Shiva, o col dio Ganesha dalla testa di elefante che entra in chiesa in processione, o con gli islamici che leggono brani del <em>Corano<\/em> (succede anche questo), o con il vescovo che va in bicicletta per il presbiterio, o che si mette a catare canzoni moderne dall&#8217;ambone, o sacerdote che ride, scherza, fa battute in dialetto, che riesca a trasmettere minimamente la seriet\u00e0, la purezza e la verit\u00e0 del Vangelo. Perch\u00e9 il Vangelo si presenta da solo, si qualifica da solo, si illustra da solo, e a chi lo annunzia chiede soltanto di non aggiungere nulla, di non togliere nulla, di non mettersi avanti con la propria persona, di non sovrapporre alla parola di Dio, assoluta, eterna, perfetta, le umane parole, pretenziose, ricercate, magniloquenti, e perci\u00f2 cos\u00ec misere, cos\u00ec patetiche, da risultare simili a dei ridicoli balbettamenti.<\/p>\n<p>La tragedia e il tradimento del Concilio Vaticano II sono tutti qui: nell&#8217;aver voluto aggiungere qualcosa, e togliere qualcos&#8217;altro, affinch\u00e9 la Rivelazione divina risulti pi\u00f9 efficace, pi\u00f9 credibile e pi\u00f9 moderna, pi\u00f9 adatta allo spirito dei nostri tempi e pi\u00f9 capace di raggiungere il maggior numero di persone che vivono immerse in una societ\u00e0 pervasa di materialismo, edonismo e consumismo. Quale immenso peccato di superbia! \u00c8 come se quei signori, Karl Rahner, Edward Schillebeeckx, Hans K\u00fcng, Henri-Marie de Lubac, Godfried Danneels, avessero pensato fra di loro: Quel Ges\u00f9 Cristo, vissuto in Palestina quasi duemila anni fa, oggi come oggi non pu\u00f2 essere accettato, perch\u00e9 pensava, sentiva e parlava in un modo che \u00e8 lontanissimo da quello degli uomini moderni: e infatti il cristianesimo \u00e8 in crisi, la Chiesa \u00e8 in affanno, i conti non tornano, bisogna fare qualcosa, altrimenti si scioglier\u00e0 tutto fra le nostre mani. Cos\u00ec come la sua parola \u00e8 stata tramandata nel corso dei secoli, poteva anche andar bene, fino a quando non \u00e8 nata la civilt\u00e0 industriale, con la sua mentalit\u00e0 scientifica, che ha cambiato radicalmente la struttura psicologica e intellettuale degli uomini. L&#8217;uomo di oggi non potr\u00e0 mai pi\u00f9 credere al Vangelo nella maniera dei nostri padri, dei nostri nonni, perch\u00e9 il mondo \u00e8 cambiato. Ed \u00e8 cambiato in maniera tale che nulla sar\u00e0 mai come prima, non si pu\u00f2 tornare indietro ma solo andare avanti, sempre avanti. Questa \u00e8 la legge del progresso, alla quale non ci si pu\u00f2, n\u00e9 ci si deve opporre. Pio IX, con il <em>Sillabo<\/em>, ha sbagliato: non doveva condannare le idee del mondo moderno, doveva fare discernimento fra di esse, vedere quel che di buono c&#8217;era, accogliere quel che non si pu\u00f2 respingere perch\u00e9 ormai fa parte del mondo moderno e nessuno lo pu\u00f2 rifiutare. Anche Pio X ha sbagliato a condannare il modernismo con la <em>Pascendi<\/em>, non doveva dichiararlo un&#8217;eresia, non doveva adoperarsi per soffocarlo, ma discernere quel che in esso vi era di vivo, di giusto, di santo, accoglierlo e incorporarlo nella dottrina. Cos\u00ec bisogna fare, se si vuole attualizzare il Vangelo ed evitare di mummificarsi. Per fortuna adesso qui ci siano noi, che siamo teologi profondi e cardinali e vescovi molto intelligenti, e coglieremo al volo le opportunit\u00e0 che i tempi nuovi ci offrono: non ripeteremo gli errori di Pio IX e di Pio X, non ci culleremo nell&#8217;immobilismo di Pio XII, ma andremo gioiosamente incontro alla modernit\u00e0; non condanneremo nessuno (chi siamo noi per giudicare?), useremo sempre e solo la misericordia con tutti, faremo in modo di conquistare i cuori con la tenerezza, con la benevolenza, e instaureremo la civilt\u00e0 dell&#8217;amore, superando le frontiere e affratellando gli uomini in un&#8217;unica famiglia. Bello, vero? Peccato che tutto ci\u00f2 non sia pi\u00f9 cristianesimo, che non sia affatto cattolicesimo, che una Chiesa ispirata a siffatti principi non sia pi\u00f9 la chiesa di Ges\u00f9 Cristo, ma tutt&#8217;altra cosa. Sar\u00e0 la sinagoga di Satana, forse; certo non sar\u00e0 la Sposa di Cristo.<\/p>\n<p>La radice del male che sta avvelenando e soffocando la Chiesa, oggi, \u00e8 questa: un peccato di orgoglio intellettuale, un atto d&#8217;intollerabile superbia nei confronti del Vangelo. \u00c8 la stessa radice dalla quale era germinato il primo modernismo, al principio del XX secolo: solo che, al confronto, le idee e i comportamenti di un Salvatore Minocchi, di un Romolo Murri, di un Ernesto Buonaiuti, di un George Tyrrell, di un Friedrich von H\u00fcgel, di un Alfred Loisy e di un Lucien Laberthonni\u00e8re, al confronto di quelli del neomodernismo attuale, portato avanti dai vertici stessi della chiesa, dietro ispirazione di un Walter Kasper, della massoneria ecclesiastica e di forze esterne, come l&#8217;ebraico B&#8217;nai B&#8217;rith, nonch\u00e9 dei teologi e dei pastori luterani, appare come qualcosa di timido, d&#8217;incerto, di confuso, e, tutto sommato, perfino di relativamente poco pericoloso, bench\u00e9 sicuramente erroneo, e perci\u00f2 eretico. Ma i Paglia, i Galantino, i Bassetti, i Sosa, i De Kesel, i Martin, i Marx, i Bonny, i Sch\u00f6nborn, e naturalmente il signor Bergoglio, che \u00e8 stato insediato sul soglio pontificio a questo preciso scopo, sono ben pi\u00f9 pericolosi, ben pi\u00f9 astuti, ben pi\u00f9 esiziali, perch\u00e9 sono animati da una perfida, lucidissima, precisa volont\u00e0 di sovversione e distruzione della Chiesa e del Vangelo. E se i fedeli non se ne renderanno conto quanto prima; se non si opporranno a questa truffa colossale, a questo diabolico inganno; se non cacceranno a pedate i pastori indegni e traditori; e se, soprattutto, non si convertiranno e cesseranno di essere dei cattolici banali, insipidi e conformisti, dei cattolici della domenica, merce che si compra e che si vende a un tanto il chilo, e non si abbandoneranno con fervore, umilt\u00e0 e dedizione assoluti alla misericordia del Signore, annullando il loro umano orgoglio e i loro umani desideri, per lascare che Egli tolga loro dal petto il cuore di pietra e doni loro un cuore nuovo, di carne, che sente, che soffre, che arde d&#8217;amore per Lui, non ci sar\u00e0 alcun futuro per la Chiesa, e il principe di questo mondo finir\u00e0 per trionfare. Si avvicinano i tempi della battaglia finale, quella predetta nell&#8217;<em>Apocalisse<\/em> e della quale tante volte ha parlato ai suoi fedeli la Vergine Maria, mostrandosi a delle umili creature, a dei ragazzini, a dei pastorelli, come a Lourdes, o a La Salette, o a Fatima, chiedendo sempre conversione, preghiere e penitenza. E che fanno, invece, i neoteologi e ei neopastori, i vescovo di strada, i preti progressisti con la sciarpa arcobaleno? Che fa il signor Bergoglio, perfino a Fatima, dove ha <em>dovuto<\/em> recarsi in occasione del centenario delle apparizioni mariane, ma facendo di tutto per togliere sostanza e significati a quella ricorrenza? Predicano forse la conversione, la preghiera e la penitenza? Predicano la santit\u00e0, la croce, la testimonianza del cristiano, spinta, se necessario, fino al martirio? Niente affatto: predicano l&#8217;accoglienza dei migranti islamici, l&#8217;inclusione degli omosessuali, l&#8217;accettazione delle unioni contro natura, il facile perdono per l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia; predicano la fine dei dogmi, l&#8217;abbattimento dei muri, la critica della dottrina, l&#8217;abbandono dell&#8217;apostolato; insegnano che tutti gli uomini sono gi\u00e0 nella verit\u00e0, basta che seguano la loro coscienza, basta che si lascino guidare dal loro umano desiderio di &quot;realizzarsi&quot;. Significative e riepilogative sono state, a questi riguardo, le parole rivolte dal signor Bergoglio a un giovane omosessuale cileno, Juan Carlos Cruz: <em>che tu sia gay non importa. Dio ti ha fatto cos\u00ec e ti ama cos\u00ec e non mi interessa. Il papa ti ama cos\u00ec. Devi essere felice di ci\u00f2 che sei.<\/em> Ecco: questo \u00e8 il tradimento del Vangelo; questo \u00e8 il rovesciamento della Parola di Dio. Se non ci fossero decine e decine di altri atti e parole di questo signore argentino che usurpa la cattedra di san Pietro, queste parole, da sole, basterebbero a rivelare al mondo chi egli sia in realt\u00e0: un nemico pericolosissimo della Chiesa, sleale e diabolicamente astuto, il quale, dietro una certa apparenza di piet\u00e0 e comprensione, mira a distruggere tutto ci\u00f2 che Ges\u00f9 Cristo ha insegnato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il massiccio ed elegante palazzo che \u00e8 tutti conoscono come la sede della Casa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, sul lato sinistro della via Mercatovecchio,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109],"class_list":["post-27549","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27549"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27549\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}