{"id":27534,"date":"2018-08-04T02:10:00","date_gmt":"2018-08-04T02:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/04\/omaggio-alle-chiese-natie-san-valentino\/"},"modified":"2018-08-04T02:10:00","modified_gmt":"2018-08-04T02:10:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-san-valentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/04\/omaggio-alle-chiese-natie-san-valentino\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: San Valentino"},"content":{"rendered":"<p>Il borgo di Pracchiuso (<em>Borc de Pracl\u00fbs<\/em>) \u00e8 tuttora uno dei pi\u00f9 caratteristici e dei meglio conservato fra gli antichi borghi della nostra citt\u00e0: vi si respira sin dall&#8217;inizio, cio\u00e8 sin dalla breve salita oltre il Largo delle Grazie, e poi procedendo lungo l&#8217;alta muraglia di una caserma, al di sopra della quale svettano le cime di un autentico boschetto di platani e abeti, una atmosfera tutta particolare, tranquilla, &quot;provinciale&quot;, ma, nello stesso tempo, viva e operosa. Si intuisce, dalla tipologia delle costruzioni oggi esistenti, che il borgo, in passato, era sede di numerosi conventi, monasteri e confraternite religiose, fra le quali quella di San Valentino, fondata nel lontano 1513. La presenza, decisamente sgraziata, di alcuni condomini moderni \u00e8 tuttavia sporadica e non riesce a turbare l&#8217;armonia dell&#8217;insieme, la si tollera come il fastidio delle zanzare in una bella sera d&#8217;estate, quando non sono troppo numerose. Le case tradizionali di due o tre piani, talvolta dipinte a colori vivaci, con le imposte di legno, le vetrine di negozietti, di trattorie &#8212; come lo storico ristorante <em>Al trombone<\/em> -, tutto l&#8217;insieme delle facciate delle case di tipo popolare, ma ben tenute, gli conferisce una certa animazione che ricorda la vita d&#8217;altri tempi, quando le famiglie erano ben pi\u00f9 numerose, ogni singolo appartamento, con i suoi vasi di fiori alle finestre, era abitato e ben curato, e ogni spazio era sfruttato e valorizzato; il piccolo commercio prosperava e il baricentro economico della popolazione cittadina non si era spostato verso i supermercati della periferia, che ancora non esistevano o che stavano appena incominciando a fare la loro comparsa. Giunti all&#8217;altezza dell&#8217;incrocio con via Tomadini, la strada si allarga e quasi raddoppia (e purtroppo il comune ne ha profittato per creare nuove aree di parcheggio) e il passo del viandante rallenta, c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 calma per ammirare le vecchie abitazioni e i particolari delle facciate, i capitelli votivi, per esempio la piccola edicola dedicata a San Vincenzo de&#8217; Paoli, proprio sull&#8217;angolo di via Tomadini; indi la via, giunti un poco oltre la met\u00e0 della sua lunghezza, s&#8217;incurva e si restringe di nuovo, e se il viandante va di fretta o \u00e8 distratto &#8211; molto distratto, in verit\u00e0 &#8212; quasi non si accorge della piccola, elegantissima chiesa incorporata in quello che era l&#8217;ospedale militare, in aderenza agli edifici vicini, il portone sempre chiuso, ed il cui campanile a fatica s&#8217;intravede, ma solo pi\u00f9 avanti, alzarsi di poco sopra la selva dei tetti. Il timpano triangolare spezzato, sopra il portone sormontato da un busto; le due lesene in pietra grigia che spiccano gradevolmente sulla bianca superficie della facciata, conferendole animazione; i due alti finestroni protetti da fitte grate in ferro battuto e infine, sotto la trabeazione sporgente del tetto, la dedica a san Valentino martire, sormontata da un balcone che ripete, ingrandito, il motivo del timpano spezzato, con due eleganti volute laterali, danno all&#8217;insieme un aspetto pacato e armonioso, pur senza eccessive pretese. Le guide turistiche, infatti, non invitano a una sosta prolungata: liquidano questo edificio sacro in poche righe un po&#8217; sprezzanti, nelle quali s&#8217;informa il curioso che l&#8217;interno non contiene alcuna opera pregevole. Ad ogni modo, restaurata e ristrutturata nel 2005-06, dopo alcuni anni di relativo degrado dei locali interni, oggi questa chiesa di borgata, costruita nel 1524 sul sito di un precedente edificio del 1300, ha ritrovato il primitivo splendore e torna a godersi come sempre, fin dal lontano 1689, il suo giorno di gloria e di meritata popolarit\u00e0, ovviamente il 14 febbraio, festa degli innamorati, quando tutto il borgo si anima per la ricorrenza, la processione dei fedeli si snoda lungo la via e, nella chiesa, viene finalmente celebrata la Messa, mentre i fidanzati si scambiano le tradizionali chiavette contro la peste e l&#8217;epilessia.<\/p>\n<p>Oggi si cerca di far rivivere le antiche tradizioni e di rianimare i vecchi borghi, i quali rischiano l&#8217;abbandono e il degrado, mano a mano che i loro abitanti si spostano verso i nuovi quartieri residenziali, in abitazioni pi\u00f9 ampie e pi\u00f9 comode, e le botteghe rionali chiudono una dopo l&#8217;altra per il rarefarsi dei clienti, il peso insostenibile delle tasse e la concorrenza spietata dei grandi centri commerciali. Ma non \u00e8 facile e, soprattutto, si rischia di fare solamente del folklore, di rinverdire riti e cerimonie per un giorno all&#8217;anno, mentre la citt\u00e0, nel suo complesso, continua a muoversi in tutt&#8217;altra direzione, che poi \u00e8 quella della modernit\u00e0, e l&#8217;amore delle tradizioni si riduce a un omaggio sentimentale, da cartolina, invece di nascere da una condivisione di fondo dei valori e degli stili di vita che in quei riti e in quelle tradizioni trovavano la loro naturale e spontanea espressione. Questo \u00e8 un problema reale e ci pone di fronte a un bivio, perch\u00e9 quasi nessuno, o forse nessuno, \u00e8 disposto a rinunciare alle seduzioni del consumismo; e, di fatto, anche quelli che professano, a parole, rispetto, ammirazione e nostalgia per molti aspetti della societ\u00e0 di due o tre generazioni fa, non si sognano nemmeno di ripensare o di mettere in discussione i fondamenti della civilt\u00e0 moderna, e soprattutto le comodit\u00e0 &#8211; materiali, beninteso, e sempre alquanto relative &#8211; di cui essa \u00e8 portatrice. Spostandoci dal versante della societ\u00e0 civile a quello della Chiesa cattolica, poi, si osserva che i fedeli si trovano davanti allo stesso bivio e allo stesso dilemma, ed \u00e8 un&#8217;alternativa secca, non suscettibile di mediazioni o compromessi, almeno, beninteso, per le perone serie, coerenti e rispettose di se stesse: o si fa il salto nella cultura moderna pi\u00f9 <em>avanzata<\/em>, e si introiettano i suoi capisaldi ideologici, dal femminismo al migrazionismo, dal radicalismo all&#8217;omosessualismo; oppure ci si decide per Ges\u00f9 Cristo in maniera radicale, si prova ad essere dei cattolici che prendono sul serio il Vangelo, e si assume un sistema di valori, e quindi uno stile di vita, conforme ad esso e, di contro, incompatibile con lo stile &quot;moderno&quot;. Fino al principio degli anni &#8217;60 del Novecento, la Chiesa ha provato a tenere la barra del timone nella seconda direzione, in continuit\u00e0 con quasi due millenni di storia; poi, con il Concilio Vaticano II, e pi\u00f9 ancora con quanti lo hanno voluto <em>proseguire<\/em>, <em>attuare<\/em>, <em>portare a compimento<\/em> in questi cinquant&#8217;anni da che si \u00e8 concluso, il clero ha bruscamente mutato rotta e puntato tutto sulla carta della modernizzazione. Operazione inaudita, ingiustificabile sul piano dottrinale e morale, e ipocritamente spacciata per semplice <em>aggiornamento<\/em> pastorale e liturgico: come se cambiare la pastorale e la liturgia non equivalesse di per s\u00e9 ad attuare una rivoluzione nella sostanza stessa della vita cristiana. Questa, tuttavia, \u00e8 una cosa che possono capire fino in fondo solo poche persone, soprattutto quelle che, avendo un&#8217;et\u00e0 dai sessant&#8217;anni in su, hanno la possibilit\u00e0 di fare un confronto tangibile e concreto fra la vecchia Messa tridentina e il <em>Novus Ordo Missae<\/em>, scaturito dalla riforma liturgica voluta ed attuata sotto la regia dell&#8217;arcivescovo massone Annibale Bugnini.<\/p>\n<p>Il minimo che si possa dire dell&#8217;operazione di &quot;riforma&quot; voluta dal clero (massonico) a partire dal Concilio \u00e8 che si \u00e8 trattato di una strategia decisa da pochi e calata dall&#8217;alto, anche se si \u00e8 dispiegata una notevolissima abilit\u00e0 nel persuadere i fedeli che nulla, in sostanza, sarebbe cambiato, ottenendo cos\u00ec l&#8217;appoggio e il sostegno di quel popolo cattolico che,di fatto era divenuto vittima di un inaudito tradimento, di uno snaturamento della prospettiva cristiana e uno stravolgimento del Vangelo quali mai si erano visti in passato, se non da parte di qualche frangia eretica, peraltro prontamente individuata e riconosciuta come tale, e perci\u00f2 denunciata alla comunit\u00e0 dei fedeli come portatrice di idee e di valori assolutamente incompatibili con il Deposito della fede. Qui \u00e8 accaduto il contrario: l&#8217;eresia \u00e8 andata al potere, entrando tranquillamente dalla porta principale, senza forzare serrature e senza servirsi di finestre o d&#8217;ingressi secondari, col risultato che, se qualcuno si accorge di quanto \u00e8 accaduto, o si autocensura, preferendo pensare di essere lui a sbagliarsi, e soffre in silenzio, oppure lancia l&#8217;allarme, ma non viene creduto e anzi viene preso per pazzo o additato come nemico della Chiesa e come agente provocatore al servizio di forze oscure. Quanto pi\u00f9 una menzogna \u00e8 grossa, diceva qualcuno che non \u00e8 necessario citare per nome, tanto pi\u00f9 \u00e8 facile che la gente ci creda: perch\u00e9 gli esseri umani sono fatti cos\u00ec, possono stare in guardia e insospettirsi davanti alle piccole bugie, ma di fronte a quelle veramente colossali, purch\u00e9 siano ben orchestrate e portate avanti con impassibile faccia tosta, non arrivano neppure a sospettare che ci sia del marcio, non avvertono la puzza di bruciato, mandano gi\u00f9 tutto e dicono anche grazie a quelli stessi che li stanno deliberatamente ingannando e strumentalizzando. Nel caso di cui stiamo parlando, ossia la modernizzazione della Chiesa dopo il Concilio, vi \u00e8 un elemento generale che favorisce, di per se stesso, la sporca manovra del clero massone, in combutta con il B&#8217;nai B&#8217;rith e altre forze, quelle s\u00ec, realmente oscure, satanismo compreso (il quale, non scordiamolo mai, in Vaticano \u00e8 praticato, eccome, con tanto di sacrifici umani): la spinta generale, sempre pi\u00f9 forte, dei meccanismi, materiali e psicologici, della civilt\u00e0 moderna, i quali si trovano in perfetta sintonia cn un clero progressista e neomodernista, mentre hanno tutto da temere da un clero che si tenga saldo sulla base della Tradizione; e questo, in termini pratici, significa chela stampa, la televisione, la cultura dominante, intellettuali politicamente corretti e la grande maggioranza dei docenti universitari, pi\u00f9 le case editrici e le maggiori istituzioni culturali pubbliche e private, sono pronte e ben disposte a fornire tutto il loro appoggio al clero progressista, mentre combattono con l&#8217;arma del silenzio i teologi, come monsignor Antonio Livi o padre Giovanni Cavalcoli, e naturalmente i vescovi e i sacerdoti che non si adeguano al nuovo corso ma che cercano di tener fermo alla Chiesa di sempre e al Magistero perenne. E poich\u00e9 la societ\u00e0 odierna \u00e8 la civilt\u00e0 dell&#8217;immagine e dei mezzi di comunicazione di massa, chi riesce ad assicurarsi il controllo di questi ultimi ha in pugno la situazione, mentre chi \u00e8 tagliato fuori, \u00e8 come se non esistesse. Da cinquant&#8217;anni, pertanto i cattolici leggono libri e giornali, ascoltano interviste televisive, assistono a Messe con le relative omelie, che rispecchiano il punto di vista dei modernizzatori, mentre non sanno nulla dei cosiddetti <em>tradizionalisti<\/em> o <em>conservatori<\/em>, che pii sono semplicemente i cattolici in quanto tali (perch\u00e9 sia chiaro che i modernisti non sono cattolici ma semplicemente eretici, come stabilito dall&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em> di san Pio X, centoundici anni fa.<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto delle nostre (malinconiche) riflessioni, la domanda \u00e8 sempre la stessa: che fare? Come si pu\u00f2 reagire; come si pu\u00f2 cercar d&#8217;invertire la tendenza; come si far capire a cos\u00ec tante persone che sono state circuite e ingannate, che la loro buona fede \u00e8 stata tradita, che i pastori non stanno pascolando le pecorelle del gregge di Ges\u00f9 Cristo, ma le stanno volutamente disperdendo in tutte le direzioni, giacch\u00e9 il loro obiettivo finale, ovviamente non dichiarato, \u00e8 la distruzione pura e semplice della Chiesa cattolica? \u00c8 chiaro che non abbiamo ricette pronte o formule preconfezionate di alcun tipo, tanto pi\u00f9 che ci troviamo in presenza di una situazione del tutto inedita, che non ha riscontro nelle vicende passate. I nostri avi non si erano mai trovati alle prese con un problema cos\u00ec grande e, nello stesso tempo, cos\u00ec spinoso dal punto di vista morale: perch\u00e9 si tratta, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, di prendere atto che gli uomini attualmente alla guida della Chiesa non sono cattolici, quindi non sono legittimi e non vanno seguiti, n\u00e9 ascoltati; che tradurre in pratica le loro indicazioni equivale a scivolare nell&#8217;eresia e nell&#8217;apostasia, e che, viceversa, opporsi ad esse equivale a restare nella vera fede ed essere i veri difensori della vera Chiesa. Tutto questo, oltre ad essere doloroso, \u00e8 immensamente difficile: in pratica, si tratta di ribellarsi all&#8217;autorit\u00e0 in nome della vera autorit\u00e0 di Cristo; di opporsi alla menzogna in nome della Verit\u00e0; di rischiare, per amore e fedelt\u00e0 alla vera Chiesa, di essere scacciati, o come minimo emarginati, dalla falsa chiesa dei falsi pastori. Il diavolo, che sa sempre infiltrarsi nelle zone grigie, l\u00e0 dove non \u00e8 chiara la distinzione fra la verit\u00e0 e l&#8217;errore, fra il bene e il male, non si lascia sfuggire l&#8217;occasione per sussurrare all&#8217;orecchio dei fedeli, gi\u00e0 per loro conto tribolati e amareggiati dai comportamenti del neoclero, che forse, dopotutto, si stanno sbagliando; che stanno peccando d&#8217;indisciplina e di superbia; che sono loro ad allontanarsi dalla retta via e stanno attentando all&#8217;unit\u00e0 della Chiesa. E a poco giova ai fedeli ripetersi, come diceva monsignor Lefebvre, che non hanno nulla da rimproverarsi, poich\u00e9 si limitano a voler conservare ci\u00f2 che hanno ricevuto dalla Chiesa delle generazioni precedenti e dal Magistero di sempre. Tutto infatti, anche le certezze dottrinali, sta diventando precario, friabile, aleatorio. Se una cosa del Magistero non piace, si cambia: lo si \u00e8 appena visto con l&#8217;intervento improvviso, attuato d&#8217;autorit\u00e0, del signor Bergoglio sul punto del Catechismo riguardante la pena di morte. Ora, senza entrare, in questa sede nella sostanza del discorso, ci\u00f2 che richiederebbe molto spazio, ci limitiamo a osservare che il Catechismo \u00e8 l&#8217;ossatura della dottrina e la base del Magistero; e che il Magistero, per definizione, non pu\u00f2 smentire se stesso. Questo, anzi, \u00e8 il criterio fondamentale per capire se una proposizione \u00e8 ortodossa o se \u00e8 eretica: la fedelt\u00e0 alla dottrina e la concordanza con il Magistero. Ebbene, cambiando il punto 2267 del Catechismo e dandone comunicazione sugli <em>Acta Apstolicae Sedis,<\/em> la gazzetta ufficiale vaticana, il signor Bergoglio si \u00e8 assunto la responsabilit\u00e0 di modificare la dottrina e di correggere il Magistero, due cose entrambe impossibili. Si potrebbero fare cento altri esempi del genere, perch\u00e9 questo \u00e8 lo stile del neoclero e, per rendersene conto, basterebbe rompere lo stato d&#8217;ipnosi in cui tanti fedeli sono caduti, e guardare le cose in maniera oggettiva. Ricordando sempre la massima di san Pietro, citata negli <em>Atti<\/em>: <em>Si deve piacere a Dio piuttosto che agli uomini<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il borgo di Pracchiuso (Borc de Pracl\u00fbs) \u00e8 tuttora uno dei pi\u00f9 caratteristici e dei meglio conservato fra gli antichi borghi della nostra citt\u00e0: vi si<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109,245],"class_list":["post-27534","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27534","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27534"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27534\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}