{"id":27526,"date":"2018-08-26T07:22:00","date_gmt":"2018-08-26T07:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/26\/omaggio-alle-chiese-natie-san-martino-a-passons\/"},"modified":"2018-08-26T07:22:00","modified_gmt":"2018-08-26T07:22:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-san-martino-a-passons","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/26\/omaggio-alle-chiese-natie-san-martino-a-passons\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: San Martino a Passons"},"content":{"rendered":"<p>La chiesa di San Martino a Passons, come ci appare oggi, risale al 1756, quando venne consacrata; ma era gi\u00e0 il terzo edificio sacro che sorgeva nel sito. Del primo non sappiamo quasi nulla, tranne che esisteva gi\u00e0 nel XV secolo, ma doveva essere poco pi\u00f9 di una modesta chiesetta campestre, con un altare di legno; del secondo, che venne a sostituire il primo, non si sa esattamente quando, ma pare che non fosse nemmeno consacrato, almeno fino alla met\u00e0 del XVIII secolo, allorch\u00e9 venne sostituito dall&#8217;attuale. Passons \u00e8 all&#8217;estremo <em>hinterland<\/em> occidentale di Udine, oltre il torrente Corm\u00f4r, a circa quattro chilometri dal centro, ma fa gi\u00e0 parte del comune di Pasian di Prato. Arrivarci \u00e8 facile: da piazzale Diacono si prende via Martignacco e si va sempre dritti: non c&#8217;\u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di sbagliare. Oppure, da piazzale Cavedalis, si prende viale Leonardo da Vinci e lo si segue fino all&#8217;incrocio con via Martignacco, all&#8217;altezza del Villaggio del Sole: in entrambi i casi, \u00e8 un percorso abbastanza gradevole da fare in bicicletta, o, meglio ancora, a piedi, se si dispone di un paio d&#8217;ore di tempo e si hanno occhi per guardarsi intorno, per soffermarsi sulle facciate delle vecchie case basse, con gli scuri alle finestre, i coppi sui tetti e la piccola foresta di camini. Per\u00f2 bisogna saper vedere la poesia nelle piccole cose, altrimenti non si vedr\u00e0 nulla di speciale, un paesaggio urbano che ad alcuni potrebbe anche apparire squallido, trascurato. Per noi, questa \u00e8 una zona affascinante, e lo \u00e8 sempre stata: quasi la porta verso un mondo rurale, sobrio e sereno. La bellezza, se c&#8217;\u00e8, \u00e8 nell&#8217;occhio che guarda, pi\u00f9 che nelle cose.<\/p>\n<p>Specialmente il tratto iniziale di via Passons \u00e8 rimasto come una volta: percorrerlo \u00e8 come fare un tuffo indietro nel tempo e, se non fosse per qualche caseggiato moderno, peraltro non tropo alto, una persona che sia partita cinquant&#8217;anni fa, e che ci ritorni adesso, non troverebbe molto di cambiato. Tuttavia, lo scorre del tempo si nota, se non altro nel fatto che il traffico automobilistico \u00e8 aumentato, mentre la presenza delle persone che vanno a piedi \u00e8 diminuita. Ci sono molte pi\u00f9 macchine, e di modelli decisamente pi\u00f9 costosi, e molti meno pedoni e ciclisti. Soprattutto i bambini, dove sono andati? Anziani, se ne vedono parecchi; siedono ai tavolini dei bar, discorrono sulla porta dei negozietti. Ma i bambini, \u00e8 come se fossero stati risucchiati via dal pifferaio di Hamelin. In compenso, si vedono donne straniere con due o tre figli per mano, uno in carrozzina o appeso sulla schiena: lo s\u00ec, che fanno bambini. Le scuole elementari e gli asili sono sempre di meno, e perfino i pochi rimasti forse sarebbero gi\u00e0 chiusi, se non fosse arrivata l&#8217;onda degli immigrati: ma in molte classi i bambini italiani sono ormai in minoranza. Minoranza in casa loro; ed \u00e8 per questo che qualche maestra e qualche direttore didattico scriteriati pensano bene di far sparire i simboli che identificano la nostra civilt\u00e0, specie quelli religiosi, a cominciare dai crocifissi, o dai canti di Natale, o dal Presepio: errore imperdonabile, perch\u00e9 non \u00e8 rinunciando ad essere qualche si \u00e8, che si insegna agli altri il rispetto dovuto alla loro nuova patria d&#8217;adozione: questa \u00e8 una resa incondizionata, stupida per giunta, perch\u00e9 molto spesso la smania febbrile di auto-censurarsi e di auto-mortificarsi sorge spontaneamente nel cervello bacato dei nostri bravi campioni del progressismo, non parte nemmeno da una richiesta delle famiglie straniere. Sono cose che devono far riflettere: le nota chiunque abbia un paio d&#8217;occhi per vedere e una testa per pensare. Forse che i nostri legislatori non le sanno, mentre si affannano ad approvare la legge sulle unioni di fatto, comprese quelle omosessuali, invece di pensare a come ridar vita alle famiglie italiane, quelle vere, formate da un uomo e una donna?<\/p>\n<p>La terza cosa che colpisce, rispetto a quaranta o cinquant&#8217;anni fa, nonostante l&#8217;aspetto urbanistico complessivo sia rimasto quasi uguale, oltre all&#8217;aumento del traffico e alla diminuzione dei bambini, \u00e8 che molti negozi sono stato sostituiti da agenzie di servizi: agenzie immobiliari, assistenza elettronica, agenzie assicurative, agenzie pubblicitarie, agenzie turistiche, perfino agenzie ippiche o di scommesse varie, centri estetici e per l&#8217;abbronzatura, palestre private; e gl&#8217;immancabili centri per tatuaggi e <em>piercing<\/em>. Non si vendono pi\u00f9 merci, ma servizi; non si vedono pi\u00f9 donne o uomini con le borse della spesa, n\u00e9 bambini coi palloncini o i lecca-lecca, ma gente che entra ed esce senza comprare nulla, in compenso lascia un bel po&#8217; di soldi a delle persone che faranno un certo servizio per conto loro. La spesa si va a farla il sabato, o meglio ancora la domenica, nei grandi centri commerciali: con l&#8217;automobile, naturalmente. Gli anziani si arrangiano come possono: ci pensano i figli, o la badante, o magari nessuno. Qualche negozio porta ancora la merce a casa. Ormai intere vie, interi quartieri sono rimasti senza un negozio di alimentari, un panificio, una macelleria, una bottega di barbiere, una farmacia. Per comprare il giornale, bisogna fare mezzo chilometro; per trovare un calzolaio, bisogna andare all&#8217;altro capo della citt\u00e0. Molte persone, del resto, la merce non la comprano nemmeno nei supermercati, ma direttamente via internet, facendosela arrivare a domicilio per corriere. Questo, naturalmente, \u00e8 un problema molto vasto, che riguarda tutta l&#8217;Italia, anzi, tutti i Paesi industriali avanzati, o, per meglio dire, tutti i Paesi del terziario avanzato, post-industriali e post-moderni. La crisi ha fatto il resto. Risultato: le botteghe a conduzione familiare chiudono quasi tutte, anche le edicole, anche i tabaccai, anche il bar di quartiere; si moltiplicano i supermercati stranieri, come i Lidl, o i centri commerciali stranieri, come il Bennet. Per ognuno di questi mostri della grande finanza che apre, ci sono venti o trenta botteghe di onesti commercianti italiani destinate a chiudere: schiacciate dalle tasse, travolte da una concorrenza insostenibile, proibitiva. Per non parlare della sicurezza: ci sono alimentari o tabaccherie che hanno subito cinque, sei, sette rapine nel giro di neppure un anno. Alla fine, si scoraggerebbe e chiuderebbe anche Nembo Kid. \u00c8 una partita persa, e la cosa peggiore \u00e8 che chi dovrebbe proteggere il commercio nazionale, l&#8217;interesse nazionale, le merci italiane, brilla per la sua assenza, anzi, si direbbe che faccia del suo meglio per mandare in fallimento chi ancora ha voglia di aprire un&#8217;attivit\u00e0 commerciale, o imprenditoriale, e per spalancare le porte e stendere il tappeto rosso al capitale straniero che vuol comprarsi tutto a prezzi stracciati. Il sospetto che i nostri governanti siano puramente e semplicemente dei traditori, al servizio di interessi contrari al nostro, \u00e8 pi\u00f9 che legittimo, e comincia a diffondersi. Le ultime vicende politiche ne sono la prova: sia nelle elezioni del 4 marzo 2018, che hanno portato alla nascita del governo giallo-verde (che il presidente Mattarella, per conto del vecchio <em>establishment<\/em>, ha cercato di sabotare ancor prima che nascesse), sia nella reazione furibonda dei poter spodestati, dei signori della sinistra sconfitti e umiliati, e ora pieni di rancore, dei vescovi progressisti, delle banche, dei turbo-capitalisti alla Benetton, dei padroni dei giornali, delle radio e delle televisioni, che hanno in mano la narrazione del discorso, e quindi l&#8217;immaginario collettivo, e soprattutto di quelli che hanno realmente in mano il potere, in Italia, da sempre: i magistrati. La vicenda della procura di Agrigento, che ha messo sotto inchiesta il ministro degli Interni per sequestro di persona, abuso d&#8217;ufficio e incitamento all&#8217;odio razziale, e ci\u00f2 per aver voluto difendere i confini della nostra nazione, ne \u00e8 una testimonianza eloquente.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla passeggiata dal centro di Udine verso Passons. Il primo tratto di via Martignacco si distende all&#8217;ombra di una doppia fila di alti pioppi cipressini, ed \u00e8 affiancata da via Passons, con la sua lunga successione di vecchie, modeste casette, e il canale Ledra che scorre nel mezzo: in pratica, \u00e8 come se fosse un unico, larghissimo viale, con dei ponticelli che si susseguono vero Nord e che gli danno un insolito aspetto quasi &quot;veneziano&quot;. Questo \u00e8 il tratto pi\u00f9 trafficato del percorso, ma, in compenso, \u00e8 anche il pi\u00f9 caratteristico, e ha un suo fascino di periferia non orrenda, non industrializzata e, si direbbe, quasi pre-moderna. Le case a due piani, dei primi anni del Novecento, con qualche bottega, qualche bar un po&#8217; vecchiotto, quell&#8217;aria di paese, la ringhiera che si snoda lungo la riva e l&#8217;acqua che scorre veloce in basso, specchiando le fronde dei pioppi: tutto questo ha sempre esercitato uno strano fascino su di noi. Chi ama le passeggiate in centro, fra negozi eleganti e vetrine scintillanti, non venga qui: non ci troverebbe niente di bello o d&#8217;interessante. Questo \u00e8 un luogo per chi ha un animo introspettivo, per chi sa andare oltre le apparenze e vedere ci\u00f2 che sfugge all&#8217;occhio distratto o frettoloso; un luogo per chi ama le cose di una volta, le vecchie atmosfere, gli arredamenti dei locali stile anni &#8217;60. Non ci sono nemmeno quelle tipiche palazzine in stile <em>liberty<\/em> che impreziosiscono altri viali della periferia udinese: questa \u00e8 sempre stata una zona popolare, le famiglie della buona borghesia non hanno mai abitato qui. Dopo l&#8217;incrocio con via del Cotonificio, la passeggiata si fa pi\u00f9 tranquilla, il traffico \u00e8 pi\u00f9 che dimezzato; si succedono casette e piccoli condomini, intervallati da orti e giardini, fino al cavalcavia autostradale.<\/p>\n<p>Arrivati a Passons, si ha l&#8217;impressione di un piccolo paese a s\u00e9 stante, che non ha nulla a che fare con la citt\u00e0 vicina, a parte l&#8217;autobus che arriva dal centro e poi riparte con regolarit\u00e0. C&#8217;\u00e8 il tempo di scendere, bere un bicchiere di buon vino bianco all&#8217;osteria, visitare la chiesa e ripartire; non c&#8217;\u00e8 altro da vedere, ma l&#8217;insieme \u00e8 gradevole e sereno. Una citt\u00e0 pi\u00f9 dinamica, nel corso di questi ultimi decenni, l&#8217;avrebbe gi\u00e0 raggiunto e inglobato nella sua periferia, invece qui, venendo dal centro, si notano ancora ampi tratti di campagna vera e propria. La stessa via Martignacco \u00e8 poco trafficata, non solo perch\u00e9 il traffico pesante \u00e8 convogliato verso l&#8217;autostrada, ma perch\u00e9 questo non \u00e8 un asse viario di fondamentale importanza: pur essendo una strada statale (SR 464 di Spilimbergo), ha l&#8217;andamento pacifico di una arteria fuori mano, e questo perch\u00e9 non conduce ad alcuna citt\u00e0, ma solo a dei piccoli paesi: Martignacco, Fagagna, San Daniele del Friuli; Mereto di Tomba, Flaibano, Dignano. Se si andasse verso qualche grosso centro o qualche importante zona industriale, il traffico sarebbe ben pi\u00f9 intenso, il paesaggio sarebbe imbruttito e l&#8217;aria ben pi\u00f9 inquinata. Bisogna pur dire che, in questa parte d&#8217;Italia, l&#8217;industrializzazione graduale e diffusa, sempre di piccole o medie dimensioni, ha scongiurato i disastri che si sono verificato altrove; potrebbe essere perci\u00f2 presa a modello. Forse i friulani non lo sanno, ma questa \u00e8 stata la loro fortuna.<\/p>\n<p>La facciata della chiesa \u00e8 in tipico stile settecentesco, con la facciata a capanna e quattro lesene su alti basamenti che la spartiscono in tre spazi; una sola finestra a lunetta sopra il portale, timpano triangolare con un oculo al centro; nessuna decorazione, nessuna pittura, solo una grande iscrizione dedicatoria, sopra il portale: <em>D.O.M. Ad Honorem Martini Episcopi<\/em>. La svela, elegante torre campanaria \u00e8 staccata dal corpo centrale dell&#8217;edificio, quasi di fronte ad essa. L&#8217;interno, a navata unica, ampio, luminoso, col soffitto alto e la volta a botte, d\u00e0 al fedele che vi entra un senso di calma e pace. Ecco la descrizione della chiesa tratta dal sito <a href=\"../../../../../www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/default.htm\">www.chieseitaliane.chiesacattolica.it<\/a>:<\/p>\n<p><em>Edificio ad aula rettangolare, orientato sud-nord, con il sedime del sagrato rialzato di tre gradini sul piano stradale. Presbiterio a pianta rettangolare di volumetria inferiore e abside semicircolare di volume inferiore. Lateralmente aggettano lungo la fiancata sinistra due cappelle concluse a timpano con al centro il portale secondario, lungo la fiancata destra un&#8217;unica cappella identica e il corpo di sacrestia a due piani con il locale caldaie e l&#8217;ingresso laterale preceduto da piccola gradinata a quattro scalini. Torre campanaria autonoma antistante la chiesa sul fianco sud-est all&#8217;incrocio del percorso viario. Prospetto tripartito dalle quattro lesene dal capitello dorico impostate su alto basamento lapideo, frontone impostato sulla trabeazione con oculo di areazione; portale lapideo con piedritti e architrave, piccolo sporto su mensoline arcuate; superiore epigrafe dedicatoria e finestre termale a cornice. L&#8217;interno voltato a botte con dipinto centrale quadripartito da profondi unghioni a contenere la controfacciata, l&#8217;arcosanto del presbiterio, le due finestre termali. L&#8217;intero perimetro della chiesa \u00e8 perimetrato dalla trabeazione impostata su lesene dal capitello dorico all&#8217;altezza dei pilastri d&#8217;imposta dell&#8217;arco a tutto sesto delle due cappelle laterali; le fiancate dell&#8217;aula sono tripartite da quattro lesene dal capitello ionico. In ciascun lato delle cappelle, a destra una nicchia tutto sesto con statua devozionale, a sinistra l&#8217;ingresso secondario. Il presbiterio, rialzato di tre gradini, prospetta tramite l&#8217;arcosanto a tutto sesto impostato su colonne a mo&#8217; di serliana con lesene angolari dal capitello ionico; l&#8217;interno \u00e8 decorato da lesene angolari, voltato a botte, decorato e dipinto, e due finestre contrapposte; ai lati si aprono due profonde scarselle. L&#8217;abside prospetta ad arcata a tutto sesto impostata sulla trabeazione e il catino absidale dipinto \u00e8 impostato sul cornicione a correre. Sul lato destro antistante il presbiterio il fonte battesimale. In controfacciata la bussola lignea con la cantoria alla quale si acceda con scala a chiocciola posta a levante. Pavimentazione in lastre quadrate di marmo bicromo disposte a losanga.<\/em><\/p>\n<p>Vale la pena di venir fin qui per vedere questa chiesa di paese e percorrere questa strada? Forse s\u00ec. Ma la cosa pi\u00f9 bella da vedere \u00e8 la quercia di Bonavilla: un gigante verde che ha vari secoli di vita&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di San Martino a Passons, come ci appare oggi, risale al 1756, quando venne consacrata; ma era gi\u00e0 il terzo edificio sacro che sorgeva<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109,245],"class_list":["post-27526","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27526","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27526"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27526\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}