{"id":27513,"date":"2018-08-08T09:45:00","date_gmt":"2018-08-08T09:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/08\/omaggio-alle-chiese-natie-san-gaetano-da-thiene\/"},"modified":"2018-08-08T09:45:00","modified_gmt":"2018-08-08T09:45:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-san-gaetano-da-thiene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/08\/omaggio-alle-chiese-natie-san-gaetano-da-thiene\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: San Gaetano da Thiene"},"content":{"rendered":"<p>Questa piccola, deliziosa chiesa che si apre su Via Scrosoppi, in posizione lievemente rialzata, ed \u00e8 la cappella del convento delle suore della Provvidenza di San Gaetano da Thiene, una congregazione fondata dal santo di cui la via reca il nome: don Luigi Scrosoppi, infaticabile promotore dell&#8217;assistenza alle ragazze orfane o abbandonate, nato a Udine il 4 agosto 1804 e morto nella sua citt\u00e0 il 3 aprile 1884, santificato da Giovanni Paolo II nel 2001. Il paradosso \u00e8 che, in citt\u00e0, il nome di questo grande, umile santo non \u00e8 conosciuto da tutti, anzi \u00e8 probabile che il suo nome sia noto soprattutto perla lunga e stretta arteria cittadina che parte da Via Treppo e arriva fino a Via Ronchi; e un ulteriore paradosso \u00e8 che ben pochi conoscono la chiesa e il convento che sorgono in quella via estremamente pacifica e silenziosa, che si allunga fra due facciate di muri bianchi e uniformi, con le finestre bene allineate, dietro i quali s&#8217;intuiscono orti e giardini, come in campagna; siamo pronti a scommettere che solo pochissimi si sono mai spinti a salire quei gradini e varcare il portone della chiesa, che peraltro \u00e8 sempre aperto, e perfino quei pochi forse ignorano il nome della chiesa. Tutt&#8217;al pi\u00f9, qualcuno sapr\u00e0 che \u00e8 la Chiesa delle Derelitte, perch\u00e9 questo \u00e8 il nome originale della casa per ragazze abbandonate che il santo sacerdote venne chiamato a dirigere nel 1829, dopo che era stata fondata, dieci anni prima, da padre Gaetano Salomoni, della congregazione di San Filippo Neri. Ci sarebbero voluti pi\u00f9 di tre lustri perch\u00e9 egli potesse fondare una sua congregazione, nel 1845, quella delle suore della Provvidenza, le quali si sarebbero ben presto guadagnate il rispetto e l&#8217;ammirazione della popolazione, soprattutto in occasione dell&#8217;assedio della citt\u00e0 da parte delle truppe austriache, nel 1848. Erano tempi duri quelli della prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento per questa citt\u00e0 e questa terra: tempi di inverni freddissimi, di cattivi raccolti, di carestie, pestilenze e, per giunta, di guerre frequenti e distruttivi passaggi di eserciti; e in quei tempi calamitosi padre Scrosoppi e le sue suore si coprirono di gloria per l&#8217;impegno assiduo, incessante, straordinario a favore dei poveri e specialmente delle orfane e delle ragazze rimaste sole, le quali, senza aiuto n\u00e9 sostegno da parte delle famiglie, avrebbero rischiato di finire su una brutta strada. La chiesa delle Derelitte, o meglio la chiesa di San Gaetano da Thiene, non \u00e8 perci\u00f2 cos\u00ec recente, o cos\u00ec poco significativa nella storia di questa citt\u00e0, da poter essere ignorata dalle nuove generazioni:nel 2016 la congregazione ha compiuto la bella et\u00e0 di 200 anni e la chiesa ne ha ormai non molti di meno, bench\u00e9 non li dimostri, perch\u00e9 \u00e8 simile a quelle donne dall&#8217;aria aggraziata e giovanile &#8212; se ci si perdona il paragone profano, ma non irriverente &#8211; che portano talmente bene la loro et\u00e0, da ingannare chiunque le veda. E la congregazione \u00e8 a tutt&#8217;oggi viva e vegeta: si occupa di minori costretti a vivere in situazioni difficili e ne ospita una cinquantina nelle sue comunit\u00e0 per famiglie sparse per il Friuli: oltre che a Udine, a Faedis, Orzano (Remanzacco), Tarcento, Cormons, Gorizia e Grado; fra essi, una ventina che sono stati allontanati dalle loro madri incapaci di accudirli. Le suore della Provvidenza hanno in via Scrosoppi anche una scuola primaria parificata.<\/p>\n<p>La chiesa di San Gaetano fa Thiene venne costruita nel 1846-47 nelle svelte forme neogotiche che oggi vediamo. L&#8217;edificio rientrante e sopraelevato non si noterebbe, se il portone socchiuso con l&#8217;arco a sesto acuto, che si apre in un semplice muretto dipinto in un vivace colore ocra dalle sfumature rosate, sormontato dalle tegole a vista, posti fra il corpo dell&#8217;istituto e una vecchia casa con gli scuri di legno, non ne segnalasse l&#8217;esistenza, consentendo di accedere alla scala che adduce alla porta della chiesa, situata al primo piano. La facciata, rettangolare, intonacata con la stessa tinta ma con le sottili, elegantissime decorazioni pi\u00f9 chiare, presenta un portone, sempre con l&#8217;arco a sesto acuto, una finestra rotonda centrale sopra di esso, e un timpano triangolare; il piccolo campanile s&#8217;intravede sulla destra. Nella mezzaluna sopra il portone, un dipinto con San Gaetano da Thiene nella tradizionale iconografia, un giglio in mano, simbolo di purezza, e il Bambino Ges\u00f9 in braccio; al di sotto, le suore della congregazione. Padre Scrosoppi dava moltissima importanza alla semplicit\u00e0, alla sobriet\u00e0 e alla preghiera. Nel suo istituto le bambine e le ragazze imparavano un lavoro: c&#8217;erano un laboratorio di maglieria e calzettificio; uno di filatura e tessitura; uno di taglio, cucito e ricamo; una filanda di seta. La direzione era assicurata da una superiora e da quattro suore anziane. La semplicit\u00e0 era d&#8217;obbligo, sia negli edifici e nell&#8217;arredo, sia nell&#8217;abbigliamento dimesso delle convittrici; le pi\u00f9 povere erano mantenute interamene a spese dell&#8217;istituto e restavano finch\u00e9 non avevano completato il loro corso di formazione. La forte spiritualit\u00e0 del fondatore pervadeva l&#8217;ambiente ed era d&#8217;esempio a tutti. La sua avversione per il superfluo lo spinse a non volere che i muri esterni della casa venissero intonacati, e cos\u00ec rimasero fin dopo la sua morte. Al tempo stesso, padre Luigi era un uomo di preghiera ed era un convinto fautore dell&#8217;adorazione perpetua; egli stesso, nonostante i numerosi e pressanti impegni della giornata, vi partecipava e si era scelto il turno della sera, dalle dieci alle undici, al quale non mancava mai, per nessuna ragione. La sua figura inginocchiata nella chiesa e assorta in preghiera era di sostegno e di conforto a tutta la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Possiamo facilmente immaginarcelo, le mani giunte, le spalle curve, in adorazione del Santissimo: una postura e un atteggiamento che sono diventati cos\u00ec rari, oggi, frastornati come siamo da un clero rumoroso, sin troppo affaccendato, a volte sopra le righe e perfino sguaiato, che veste in maniera discutibile, con sciarpe arcobaleno che alludono alla simpatia per i movimenti omosessuali, sempre pronti a <em>twittare<\/em>, a pontificare sui blog, a rilasciare interviste, a presentarsi alla radio e alla televisione per parlare di tutto e di pi\u00f9, tranne che di cose dello spirito. Ne abbiamo fin sopra le tasche di questi vescovi e preti che si autodefiniscono di strada, quasi civettando con l&#8217;idea del mestiere pi\u00f9 antico del mondo, e della loro continua, fastidiosa, immodesta esibizione di solidariet\u00e0 con gli &quot;ultimi&quot;. Padre Scrosoppi, e con lui tanti altro santi &quot;sociali&quot; del XIX secolo, Giuseppe Cafasso, Giovanni Bosco, e suore come Francesca Cabrini, forse che si tiravano indietro, quando c&#8217;era da aiutare il prossimi, gli ultimi, i pi\u00f9 diseredati? Ma se hanno dedicato a loro tutta la loro vita! Per\u00f2 non erano loro ad abbassare il cristianesimo al livello della strada; loro innalzavano le cose della strada alle altezze del cristianesimo. Avevano una fortissima carica di spiritualit\u00e0, e nella preghiera, nella meditazione, nel digiuno, trovavano la forza per amare il prossimo, senza mai indulgere alla mentalit\u00e0 del mondo. Forse che Giuseppe Cafasso, il santo dei condannati a morte, fece della sua vita una battaglia contro la pena capitale? Oppure si batt\u00e9 contro la pena di morte Santa Caterina da Siena, che assisteva i condannati e li accompagnava sino al patibolo, dopo averli convertiti e fatti pentire, al punto che essi stessi piangevamo di gioia all&#8217;idea di scontare i loro peccati sul patibolo e ricongiungersi con Dio misericordioso? I veri santi non vogliono cambiare il mondo, non vogliono cambiare le leggi, non vogliono affermare dei diritti: vogliono cambiare le anime; e danno l&#8217;esempio mostrando il cambiamento che hanno saputo operare in se stessi, con la grazia di Dio. Nessun vero santo assume le pose e gli atteggiamenti dei cosiddetti preti di strada; nessuno scaglia anatemi e maledizioni contro i politici che non gli garbano, come fa adesso il neoclero progressista contro il ministro Salvini; nessun vero santo si \u00e8 mai sognato di entrare a pie&#8217; pari nel terreno della politica, di scendere nell&#8217;agone, n\u00e9 di salutare con il pugno chiuso (e il sigaro in bocca), come il defunto don Gallo, n\u00e9, tanto meno, di spezzare una corona del Rosario, come fece padre Turoldo per insegnare ai fedeli che ci si deve liberare delle &quot;superstizioni&quot; medievali. No, i veri santi non fanno cos\u00ec, perch\u00e9 sono miti e umili di cuore, come ha insegnato il loro solo, il loro unico modello: Ges\u00f9 Cristo. E inoltre pregano, pregano tanto, pregano sempre, seguendo, ancora, la raccomandazione del divino Maestro. Ma questi cardinali progressisti, questi Sch\u00f6nborn, questi De Kesel, questi Kasper, questi Marx, questi Bassetti; questi superiori di ordini religiosi, arcivescovi e vescovi, come Sosa Abascal, come Paglia, come Galantino, come Cipolla, come Lorefice, come Perego, come Zuppi, lo trovano il tempo per pregare, fra una esternazione e l&#8217;altra, fra una intervista e l&#8217;altra, fra una iniziativa di solidariet\u00e0 <em>gay-friendly<\/em> e una pro immigrazione? E il signor Bergoglio, si mette mai in ginocchio, davanti al Santissimo, le mani giunte, la fronte bassa, per incontrarsi con Dio e anche, in qualit\u00e0 di successore di Pietro, per dare l&#8217;esempio ai fedeli di quanto sia importante la preghiera? Lo si vede mai partecipare all&#8217;adorazione perpetua, o raccomandarne la pratica, o spendere qualche parola, nel fiume di discorsi profani, o semi-eretici, sempre provocatori, qualche volta blasfemi, nei quali parla di tutto, per raccomandare ai cattolici di pregare, di recitare il Rosario, di adorare il Santissimo?<\/p>\n<p>E se qualche cattolico progressista ci viene a dire che i personaggi che abbiamo citato sono i santi di oggi, perch\u00e9 hanno messo i poveri al centro di ogni cosa, noi rispondiamo che i santi di ieri, e i santi di sempre, facevano <em>questo e quello<\/em>: operavano instancabilmente per i poveri (ma senza cercare la pubblicit\u00e0 davanti alle telecamere, senza mettersi continuamente in mostra) e intanto pregavano, digiunavano e adoravano il Signore. Anzi: pregavano, digiunavano e adoravano, e ci\u00f2 li metteva in grado di farsi tutto a tutti, e specialmente ai poveri (ma senza disprezzare i ricchi; i quali, da un punto di vista spirituale, possono essere pi\u00f9 poveri dei poveri, e avere quindi bisogno dell&#8217;assistenza di un sacerdote o di un religioso quanto e pi\u00f9 dei poveri in senso economico). I cattolici progressisti hanno scambiato il Vangelo per il <em>Manifesto del Partito comunista<\/em>, e credono che Marx e Cristo possano andare d&#8217;amore e d&#8217;accordo per il bene degli uomini, come sosteneva un altro famoso friulano, Pier Paolo Pasolini, il quale, secondo noi, del Vangelo aveva capito poco e niente. E il Friuli dovrebbe ricordare con orgoglio i suoi figli che avevano capito che lui non aveva capito, Giuseppe Marchetti, e ancor pi\u00f9 Cornelio Fabro: perch\u00e9 la strada del Vangelo \u00e8 la strada della santit\u00e0; e quale santit\u00e0 pu\u00f2 venire da chi indulge a una vita sregolata e dissoluta, a chi addirittura ne teorizza la perfetta liceit\u00e0, come ora sta facendo quell&#8217;indegno gesuita americano, James Martin, la cui ombra malefica gi\u00e0 si profila sul prossimo Incontro internazionale sulla famiglia? Se costui si presenter\u00e0 a parlare come relatore, \u00e8 certo che chieder\u00e0 di riconoscere come &quot;famiglie&quot; anche le cosiddette famiglie arcobaleno: pretender\u00e0, cio\u00e8, di far accettare ai cattolici non solo la pratica dell&#8217;omosessualit\u00e0; non solo la pratica delle cosiddette coppie omosessuali; ma anche le adozioni omosessuali e la fecondazione eterologa, insomma le famiglie omosessuali, mettendole sullo steso piano della famiglia cristiana fondata sul legane naturale, <em>e soprannaturale<\/em> (ma di questo, padre Martin si \u00e8 dimenticato?) fra l&#8217;uomo e la donna che confidano in Dio. Gi\u00e0 molti vescovi, come Bonny, di Anversa, e molti sacerdoti, come don Scordato, a Palermo, sono d&#8217;accordo con questa linea: non si \u00e8 forse visto il primo chiedere un riconoscimento della Chiesa alle unioni omosessuali, e il secondo presentare festoso una coppia di lesbiche sull&#8217;altare, in piena Messa, indicandole ai fedeli come modello ed esempio di autentico amore? Un discorso del tutto analogo si pu\u00f2 fare per i migranti, dai quali il neoclero \u00e8 letteralmente ossessionato, come del resto lo \u00e8 il signor Bergoglio. A parte il fatto che costoro non sono veri profughi, ma dei falsi profughi, nel novanta per cento e pi\u00f9 dei casi; a parte il fatto che prescrivere l&#8217;accoglienza di centinaia di migliaia e, in prospettiva, di milioni di africani islamici, significa alterare irrimediabilmente la fisionomia e la struttura materiale e spirituale della nostra societ\u00e0; a parte la continua invasione di campo nella sfera politica, e gli attacchi furibondi contro quegli italiani che non condividono la pratica della auto-invasione, bollati come populisti, razzisti, fascisti, e, naturalmente, come dei cattivi cristiani: a parte tutto questo, chi lo dice che la sola maniera di aiutare le persone sia quella di autorizzarle a trasferirsi in casa d&#8217;altri? Al contrario, ci\u00f2 \u00e8 profondamente sbagliato sia in senso materiale, perch\u00e9 equivale a &quot;svuotare&quot; sempre di pi\u00f9 i Paesi di provenienza, privandoli delle braccia pi\u00f9 valide e della sola speranza nel futuro, sia in senso morale, perch\u00e9 equivale a incoraggiare la fuga dalle responsabilit\u00e0, l&#8217;abbandono dei parenti, dei genitori anziani, delle mogli, dei figli, inseguendo un miraggio di benessere che, oltre ad essere falso e illusorio, \u00e8 anche totalmente contrario all&#8217;ideale evangelico. <em>Non di solo pane vive l&#8217;uomo<\/em>, ha insegnato Ges\u00f9 Cristo, e ne ha dato continui esempi, durante tutta la sua vita terrena. Soddisfare le esigenze materiali, riempire lo stomaco delle persone non \u00e8 sufficiente, se non si mira a operare una conversione, una purificiazione e un nuovo orientamento dell&#8217;anima, che, facendosi una cosa sola con la volont\u00e0 di Dio, diventa capace di operare il bene. In altre parole: il bene non \u00e8 solo quello materiale, e non \u00e8 onesto, n\u00e9 cristiano, stare ad aspettarselo dagli altro senza far nulla, vivere di carit\u00e0 e di parassitismo, diventare dei bisognosi di professione; inoltre, \u00e8 profondamente diseducativo regalare ogni cosa a chi non lavora e non intende guadagnarsi onestamente la vita, come nel caso dei rom. Chi si dimentica queste cose, chi vuol ridurre la Chiesa a una o.n.g., chi scambia il Vangelo per il <em>Manifesto<\/em>, semplicemente non \u00e8 cattolico. Che se ne vada per la sua strada; oppure Cristo dovr\u00e0 tornare a farsi crocifiggere, visto che noi rifiutiamo la croce&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa piccola, deliziosa chiesa che si apre su Via Scrosoppi, in posizione lievemente rialzata, ed \u00e8 la cappella del convento delle suore della Provvidenza di San<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109],"class_list":["post-27513","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27513"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27513\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}