{"id":27509,"date":"2018-09-02T02:37:00","date_gmt":"2018-09-02T02:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/02\/omaggio-alle-chiese-natie-san-cromazio-villaggio-del-sole\/"},"modified":"2018-09-02T02:37:00","modified_gmt":"2018-09-02T02:37:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-san-cromazio-villaggio-del-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/02\/omaggio-alle-chiese-natie-san-cromazio-villaggio-del-sole\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: San Cromazio, villaggio del Sole"},"content":{"rendered":"<p>La chiesa di San Cromazio di Aquileia, l&#8217;unica chiesa al mondo che sia dedicata a questo santo, \u00e8 la parrocchiale del Villaggio del Sole, un quartiere di edilizia popolare costruito sulla destra di via Martignacco, l\u00e0 dove da questa di diparte il viale Leonardo da Vinci, che taglia dritto fino al piazzale Cavedalis. Alla fine della Seconda guerra mondiale, su una popolazione di 85.000 abitanti, Udine contava pi\u00f9 di 35.000 senza tetto, ai quali si aggiungevano altre migliaia di sfollati dai centri bombardati dai generosi &quot;liberatori&quot; lungo la linea ferroviaria, come Codroipo, Casarsa e Gemona. I quali liberatori furono talmente generosi che, nell&#8217;andarsene, lasciarono in regalo alla citt\u00e0 un villaggio di baracche costruito per accantonare provvisoriamente le truppe britanniche, nei pressi di Paderno, soprannominato il &quot;villaggio metallico&quot;. L\u00ec, \u00e8 in altre baracche di legno di via San Rocco, si arrangiavano a sopravvivere queste decine di migliaia di poveracci, in condizioni non poi tanto dissimili da quelle delle odierne <em>favelas<\/em> brasiliane. Diciamo la verit\u00e0: dove lo trovi un nemico cos\u00ec gentile e sensibile, che prima distrugge centinaia e centinaia di case d&#8217;abitazione, senza alcuna necessit\u00e0 militare, ma cos\u00ec, per puro terrorismo, e senza nulla rischiare, in quanto \u00e8 completamente padrone dei cieli; e poi, nell&#8217;andarsene, regala ai vinti le baracche di lamiera usate dai suoi soldati durante l&#8217;occupazione, affinch\u00e9 vi si possano rifugiare i disgraziati che hanno perduto le case, insieme ai familiari uccisi e sepolti dalle macerie, sotto le loro bombe?<\/p>\n<p>All&#8217;inizio degli anni &#8217;50 fu varato, a livello nazionale, il Piano INA-Casa, detto anche Piano Fanfani, un ampio programma di costruzioni per l&#8217;edilizia economica e popolare. Il Villaggio del Sole nacque allora e la sua progettazione fu affidata a Cesare Milani e altri architetti, e fu realizzato in soli quattro ani, fra il 1958 e il 1962, quando il vento del <em>boom<\/em> soffiava molto forte e la lira riprendeva velocemente quota, affermandosi come una delle monete pi\u00f9 stabili e promettenti al mondo (consigliamo la lettura di Giuseppe Bergamini e Gianfranco Ellero, <em>Udine e il Friuli<\/em>, Udine, La Biblioteca del Messaggero Veneto, 2006, vol. 4, pp. 110-117; e il volume <em>Il Piano Fanfani in Friuli<\/em>, edito dalla Provincia di Udine, 2001). Anche se molti storici dell&#8217;architettura lo giudicano con una certa benevolenza, come anche altri quartieri simili, sorti in varie citt\u00e0 dell&#8217;Italia centro-settentrionale nel quadro della medesima iniziativa, a noi riesce difficile essere d&#8217;accordo. S\u00ec, i condomini hanno una loro dignit\u00e0, non sono troppo alti, non sono troppo brutti; e, s\u00ec, gli urbanisti si sono preoccupati di lasciare un po&#8217; di verde fra una strada e l&#8217;altra: sicch\u00e9 si pu\u00f2 dire onestamente che, dato il <em>budget<\/em> a disposizione e i portafogli delle famiglie cui le case erano destinate, si \u00e8 fatto meglio che si poteva, o, se si preferisce, il meno peggio: il che \u00e8 gi\u00e0 un&#8217;impresa notevole, considerato gli orrori che sono venuti alla luce in alte citt\u00e0 d&#8217;Italia, con tutti i problemi sociali relativi, che hanno fatto di quei villaggi una sorta di ghetti e, allo stesso tempo, di cittadelle degli scontenti e dei serbatoi delle future proteste sociali sessantottesche: vedi l&#8217;Isolotto di Firenze, tanto per citarne uno. Ma insomma, c&#8217;\u00e8 poco da fare: un quartiere di edilizia popolare \u00e8 quello che \u00e8, dignitoso fin che si vuole, ordinato, pulito anche; ma bello, questo proprio non lo si pu\u00f2 dire, nemmeno con la migliore buona volont\u00e0. E a ci\u00f2 si aggiunga il rapido deterioramento delle costrizioni edificate in economia; sicch\u00e9 oggi, a poco pi\u00f9 di mezzo secolo di distanza, gi\u00e0 il villaggio mostra le crepe, gli abitanti protestano perch\u00e9 si sentono abbandonati, urgono interventi di manutenzione e di restauro. Bisogna per\u00f2 anche riconoscere, per amore di verit\u00e0 e completezza, che per quelle famiglie, costrette a vivere in maniera precaria per anni, dopo aver perso le loro case durante i crudeli bombardamenti del 1944-45, trovarsi con le chiavi in mano di un appartamento nuovo di zecca al Villaggio del Sole, dovette essere una esperienza emozionante, un momento felice della loro vita: dopo tanto partire, finalmente un raggio di speranza. Ma tutto il volto della citt\u00e0, nel frattempo, \u00e8 cambiato, perch\u00e9 altre dinamiche, sociali ed economiche, si sono messe in moto, mutando profondamente sia l&#8217;aspetto urbanistico e architettonico, sia la composizione della popolazione e la struttura delle famiglie. Il centro storico, a partire dagli anni Ottanta, ha cominciato a svuotarsi e anche la periferia ha conosciuto difficolt\u00e0 e disagi, mentre Udine diveniva una citt\u00e0 post-industriale, ormai decisamente orientata verso il terziario; e delle vere e proprie cattedrali di archeologia industriale restavano allo scoperto, a testimonianza di un passato recente che pare gi\u00e0 tanto lontano, come le ex Acciaierie Safau, fra via Milazzo e via Calatafimi, subito al di l\u00e0 della stazione ferroviaria e quindi a due assi dal centro storico.<\/p>\n<p>La chiesa di san Cromazio, dunque. Iniziata nel 1960, \u00e8 stata terminata e consacrata nel 1965, su progetto dell&#8217;architetto Luciano Ria, di Udine. Sorge poco addentro via Martignacco, dalla quale \u00e8 visibile, in una piccola area verde e alberata fra via Raccolana e Via Val Pesarina (i nomi delle vie delle Villaggio del Sole sono tutti di vallate alpine o prealpine: uniformit\u00e0 e scarsa fantasia nella toponomastica, cos\u00ec come nel piano urbanistico del quartiere, con i suoi condomini disperatamente uguali, o simili, gli uni agli altri). \u00c8 una tipica chiesa del periodo conciliare, e ne riflette l&#8217;ideologia del rinnovamento a ogni costo, specialmente nella brutta parte superiore, con il tetto a spioventi esageratamente espansi, s\u00ec da sembrare una enorme fisarmonica; eppure, bisogna ammetterlo, ancora al di qua di una linea ideale di separazione fra l&#8217;autentica tradizione cattolica e un neocattolicesimo sempre pi\u00f9 velleitario, modernista e relativista, che trionfer\u00e0 nell&#8217;architettura &quot;sacra&quot; (fra virgolette) di qualche anno dopo, e che avr\u00e0 i suoi dubbi modelli esemplari in chiese come quella dell&#8217;Assunzione della Beata Vergine Maria, in via Cadore (e che neanche si riconosce dall&#8217;esterno come una chiesa, tant&#8217;\u00e8 che mancano sia la croce, sia qualsiasi altro simbolo religioso, cosa che riempie di orgoglio quanti l&#8217;hanno cos\u00ec voluta, progettata e realizzata), e quella di San Domenico, in via Massaua. La chiesa di san Cromazio, a pianta ottagonale e a forte sviluppo verticale, incorniciata dagli alberi, solida, robusta, a suo modo proporzionata ed equilibrata, con l&#8217;ampia scalinata in pietra che la precede e, all&#8217;interno, una luminosit\u00e0 diffusa proveniente dai pochi e stretti, ma altissimi finestroni verticali, che attraversano l&#8217;intera superficie delle pareti, dal pavimento all&#8217;inizio del soffitto, anche se non \u00e8 bella e anche se non trasmette un senso di calda spiritualit\u00e0, nondimeno consente un certo raccoglimento ed \u00e8 ancora pur sempre una chiesa, cio\u00e8 un edificio sacro riconoscibile come tale, e identificabile come cattolico, con la sua croce in cima al tetto: il che, come si \u00e8 detto, di questi tempi non \u00e8 neppure una cosa scontata, per quanto incredibile ci\u00f2 possa sembrare. Ma chi era codesto san Cromazio, che, fuori del Friuli &#8212; ma, sicuramente, anche al suo interno &#8212; risulta pressoch\u00e9 sconosciuto alla grande maggioranza dei fedeli? \u00c8 stato un arcivescovo di Aquileia, vissuto fra il 340 e il 408 circa, quando la citt\u00e0, pur nella generale decadenza dell&#8217;Impero di Occidente (la caduta di Roma in mano ad Alarico \u00e8 del 410) era ancora una delle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 romane d&#8217;Italia, un importante nodo stradale e marittimo, e un notevolissimo centro religioso, tanto che vi si tenne un concilio, nel 381, che condann\u00f2 definitivamente l&#8217;arianesimo. E alla lotta contro l&#8217;eresia ariana fu dedicata anche la maggior parte della vita e dell&#8217;impegno teologico e letterario di san Cromazio, del quale ci restano diversi scritti e alcune decine di sermoni a commento di brani, soprattutto del Nuovo Testamento. Ecco come riassume la sua vita Domenico Agasso, consultabile sul sito <a href=\"../../../../../www.santiebeati.it/default.htm\">www.santiebeati.it<\/a>:<\/p>\n<p><em>Non l&#8217;ha canonizzato nessuno, che si sappia. Per\u00f2 il Martirologio romano lo ricorda come santo e \u00abvero artefice di pace, pronto a elevare le menti verso le cose pi\u00f9 amate\u00bb, anche in mezzo alle rovine e ai lutti che colpivano il territorio friulano e la citt\u00e0. Aquileia, gi\u00e0 colonia romana nel II secolo a.C. e sede di guarnigioni militari, \u00e8 stata poi fortificata tra il 161 e il 180 dall&#8217;imperatore Marco Aurelio, che ne ha fatto un bastione contro le invasioni dall&#8217;Est. Secondo una tradizione, il cristianesimo vi sarebbe stato diffuso da san Marco evangelista. La cronologia dei vescovi \u00e8 lacunosa nei primi tempi, e sicura dal 285 in avanti.<\/em><\/p>\n<p><em>Cromazio nasce in una famiglia benestante. Sappiamo infatti che in casa sua (dove ci sono il fratello Eusebio e tre sorelle) s&#8217;incontrano sacerdoti e laici animati da lui: una sorta di gruppo ascetico culturale che verso il 370 accoglie anche un funzionario imperiale dimissionario: un d\u00e0lmata Girolamo. Questi arriva da Treviri, in Germania (sede stagionale degli imperatori), dove ha rinunciato alla sua carica. E in casa di Cromazio, tra letture, preghiere e discussioni, si prepara al cammino che lo condurr\u00e0 in Oriente, e all&#8217;opera gigantesca di tradurre le Scritture in latino.<br \/>\nIl vescovo Valeriano di Aquileia ha ordinato sacerdote Cromazio, e si serve di lui per la difesa della dottrina cattolica contro l&#8217;arianesimo, che in Alta Italia ha ancora sostenitori, anche tra i vescovi. Proprio per giungere a un chiarimento generale in materia di dottrina, nel 381 si riunisce ad Aquileia un Concilio regionale; e Cromazio \u00e8 uno dei pi\u00f9 autorevoli ispiratori delle sue conclusioni.<br \/>\nMorto poi Valeriano, \u00e8 lui a succedergli come vescovo di Aquileia, e riceve la consacrazione episcopale da sant&#8217;Ambrogio di Milano. Dall&#8217;Oriente, Girolamo lo definir\u00e0 il vescovo \u00abpi\u00f9 santo e pi\u00f9 dotto\u00bb del suo tempo. E sicuramente egli \u00e8 pure uno dei pi\u00f9 generosi verso il traduttore della Bibbia: gli manda lettere di incoraggiamento e anche aiuti in denaro; e Girolamo ricambia dedicandogli alcune delle sue versioni bibliche.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma nell&#8217;Impero, governato da due imperatori &quot;colleghi&quot; e spesso rivali a morte, per due volte in pochi anni la guerra arriva addosso al Friuli. Due battaglie e due vittorie di Teodosio (luglio 387 e settembre 394), con l&#8217;immediata uccisione dei rivali sconfitti e le solite devastazioni e rapine della truppa. Cos\u00ec Teodosio rimane imperatore unico, ma alla sua morte riecco un imperatore in Italia (Ravenna) e uno a Costantinopoli: Onorio e Arcadio, figli di Teodosio.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 404, un avvenimento lontano sottolinea il prestigio di Aquileia e del suo vescovo. Il patriarca di Costantinopoli, Giovanni Crisostomo, \u00e8 stato condannato un&#8217;altra volta all&#8217;esilio, e chiede aiuto a tre persone: papa Innocenzo I, Ambrogio di Milano e Cromazio di Aquileia. Il quale interviene presso Onorio, ma invano. Il patriarca morir\u00e0 in esilio.<\/em><\/p>\n<p><em>Le delusioni non fermano la sua operosit\u00e0 di promotore di cultura cristiana. Tra un&#8217;invasione e l&#8217;altra (anche i Visigoti, ora) aiuta e incoraggia studiosi; e uno se lo prende in casa, Rufino di Aquileia, per fargli continuare la Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea. E quando Rufino e Girolamo polemizzano tra loro, fa di tutto per riconciliarli e riportarli allo scrittoio. Anche lui, Cromazio, studia e scrive: conosciamo una raccolta di suoi sermoni e un commento parziale al Vangelo di Matteo.<\/em><\/p>\n<p>La chiesa, dicevamo, non \u00e8 bella, e tuttavia la si pu\u00f2 guardare, ci si pu\u00f2 entrare, vi si pu\u00f2 pregare: non vi \u00e8 nulla che urti frontalmente il sentimento religioso, anche se un po&#8217; tutto parla un linguaggio umano, troppo umano, come direbbe il buon vecchio Nietzsche, con quello sforzo di modernit\u00e0 che oggi, a distanza di soli cinquant&#8217;anni, mostra quanto \u00e8 sbagliata la smania dei cattolici progressisti di correre dietro alle mode del mondo, perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 oggi \u00e8 moderno, domani sar\u00e0 archeologico, e dunque la Chiesa bene ha fatto a non tenere in alcun conto, per millenovecento anni, le mode di questo mondo, per affermare sempre, con chiarezza e, se necessario, con intransigenza, il suo messaggio, che \u00e8 ben distinto, per non dire opposto, al messaggio del mondo. Perch\u00e9 gira e rigira, la questione \u00e8 sempre quella: cosa deve essere una chiesa, cosa deve essere <em>la<\/em> Chiesa; e quale deve essere la sua relazione con il mondo. Se una chiesa \u00e8 la casa di Dio, e se <em>la<\/em> Chiesa \u00e8 l&#8217;istituzione voluta e fondata da Ges\u00f9 Cristo per la salvezza degli uomini, allora chi entra in una chiesa deve poter trovare Dio, sentirne la presenza, o, almeno, non trovar nulla che possa ostacolare un tale incontro; e deve poter udire dalla Chiesa quelle Parole di vita eterna che infiammavano il cuore agli Apostoli quando Ges\u00f9 parlava, e li spinsero a dare tutto per predicare il suo Vangelo, affrontando fatiche, pericoli e il martirio. La Chiesa, dunque \u00e8 lo strumento necessario per la salvezza degli uomini: ma per poterli salvare, bisogna che essa sia veramente se stessa, cio\u00e8 che rimanga perfettamente fedele all&#8217;insegnamento di Ges\u00f9. Se lo modifica anche solo di poco, se lo adatta, se lo attenua, se lo confonde, se lo stempera, se lo edulcora, e fa queste cose per piacere al mondo, o per non dispiacergli, allora essa tradisce il Vangelo e tradisce se stessa: non \u00e8 pi\u00f9 la fedele Sposa di Ges\u00f9 Cristo, ma una volgare sgualdrina, la quale, lungi dal poter salvare il mondo, non riuscir\u00e0 a giustificare nemmeno se stessa, quando Dio le domander\u00e0 conto del suo tradimento. <em>Voi siete il sale della terra<\/em>, dice Ges\u00f9 ai suoi Apostoli, ma <em>se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potr\u00e0 render salato? A null&#8217;altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini<\/em> (<em>Mt<\/em> 5,13). \u00c8 un&#8217;affermazione molto recisa e severa, che dovrebbe richiamare i cattolici al dovere di essere fedeli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di San Cromazio di Aquileia, l&#8217;unica chiesa al mondo che sia dedicata a questo santo, \u00e8 la parrocchiale del Villaggio del Sole, un quartiere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109],"class_list":["post-27509","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27509\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}