{"id":27507,"date":"2018-09-16T09:36:00","date_gmt":"2018-09-16T09:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/16\/omaggio-alle-chiese-natie-san-bernardo-a-godia\/"},"modified":"2018-09-16T09:36:00","modified_gmt":"2018-09-16T09:36:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-san-bernardo-a-godia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/16\/omaggio-alle-chiese-natie-san-bernardo-a-godia\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: San Bernardo a Godia"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo visto, parlando di Cussignacco, che esiste una particolare tipologia di chiese, le chiese sussidiarie, che vengono istituite per accogliere i fedeli di una localit\u00e0 troppo estesa perch\u00e9 sia agevole a tutti raggiungere la parrocchiale. Solo che nel caso di Sant&#8217;Anna a Cussignacco, presso la localit\u00e0 Paparotti, la chiesa sussidiaria \u00e8 recentissima e consisteva semplicemente in un edificio civile trasformato in chiesa alla bell&#8217;e meglio, mentre nel caso di Godia abbiamo a che fare con un edificio religioso antichissimo, di grande valore storico oltre che artistico. La chiesa di San Bernardo, infatti, conosciuta anche come Chiesa di San Bernardino (eppure sono due santi diversi: Bernardo di Chiaravalle e Bernardino da Siena!), viene citata addirittura in un documento del 1284, un tempo in cui Dante Alighieri non aveva ancora composto <em>La Divina Commedia<\/em>, il che ne fa, salve le modifiche e gli interventi di ristrutturazione che certamente vi sono stati in un lasso di tempo cos\u00ec lungo, uno dei pi\u00f9 antichi edifici religiosi di Udine. La chiesa pi\u00f9 antica di tutte, la chiesa-madre, Santa Maria di Castello, \u00e8, nelle forme attuali, del XII secolo (anche se quasi certamente la sua fondazione risale all&#8217;epoca longobarda); mentre la parrocchiale di Godia, dedicata a San Giovanni Battista, \u00e8 del XVIII secolo, e quella della vicina frazione di Beivars, San Giacomo Apostolo, \u00e8 stata fondata nel XVI; quella di Colugna, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, che \u00e8 pure fra le pi\u00f9 antiche, risale al 1368, anche se \u00e8 stata completata e consacrata nel 1547. La chiesa di San Francesco, nel centro storico, \u00e8 stata consacrata nel 1266, il Duomo di S. Maria Annunziata nel 1335 (ma era stato incominciato nel 1236). Pertanto, a Godia esisteva gi\u00e0 una chiesa quando questa localit\u00e0 era ben distante da Udine e dalle sue mura, non meno di cinque chilometri e mezzo dal colle del Castello e dal Mercatovecchio, il nucleo urbano originario.<\/p>\n<p>Dal punto di vista architettonico, la chiesa di San Bernardo \u00e8 un edificio decisamente originale; vorremmo dire, a suo modo, il pi\u00f9 originale di tutte le altre chiese di Udine. Questa originalit\u00e0 deriva dal fatto che la facciata \u00e8 preceduta da un portico in muratura, chiuso, a due falde e della stessa altezza del corpo della chiesa, nonch\u00e9 della stessa lunghezza; sicch\u00e9, visto dall&#8217;esterno, in prospetto, l&#8217;edificio appare come una sola aula rettangolare di cui met\u00e0 \u00e8 costituita dalla chiesa vera e propria, e la met\u00e0 anteriore \u00e8 costituita da un portico che ne \u00e8 il naturale prolungamento e che si dischiude con tre aperture ad arcone a sesto leggermente ribassato, due laterali pi\u00f9 quella della facciata che si prolunga, in basso, a formare l&#8217;ingresso, cui si accade mediante due gradini e un cancelletto. L&#8217;orditura interna del portico \u00e8 formata da travi di legno a vista, come in un edificio rustico. La torre campanaria \u00e8 sul fondo, lievemente discostata dall&#8217;asse principale dell&#8217;edificio. L&#8217;interno, di modeste dimensioni e naturalmente a navata unica, \u00e8 reso accogliente e familiare sia dalla pavimentazione in cotto, sia dalle pareti illuminate da due finestre rettangolari ad arco ribassato, pi\u00f9 le due finestre ai lati del portale d&#8217;ingresso, sia, soprattutto, dal soffitto a capriate a vista poggianti su mensole di marmo, puntoni e tavelline in cotto, che richiamano le piastrelle in cotto del pavimento e conferiscono all&#8217;insieme un senso di profonda unit\u00e0 ed armonia. Il presbiterio \u00e8 pi\u00f9 stretto del resto dell&#8217;aula e l&#8217;altare a mensa \u00e8 aderente alla parete di fondo, per guadagnare spazio; inutile dire che anche qui, come in migliaia e migliaia di altri casi, il &quot;nuovo&quot; altare postconciliare serve solo a spezzare le proporzioni e a incrinare l&#8217;armonia architettonica e spirituale, dal momento che le chiese, da sempre, sono state pensate e realizzate per volgere lo sguardo e l&#8217;anima dei fedeli verso il Mistero del Sacrificio eucaristico e non verso la faccia del prete che officia la santa Messa, bella o brutta che sia, e forbita o meno che sia la sua eloquenza. In chiesa si viene per pregare e adorare Dio, non per ascoltare parole umane; e Dio. per un cattolico, si trova in un luogo preciso, nelle Specie consacrate del Pane e del Vino, che diventano il Corpo e il Sangue di Cristo: pertanto, \u00e8 naturale che tutta l&#8217;attenzione e tutta l&#8217;adorazione del fedele si rivolgano verso il tabernacolo che contiene il Santissimo, cio\u00e8 verso l&#8217;altare posto in modo che non vi sia nulla fra esso e l&#8217;assemblea dei fedeli. Certo, questa \u00e8 un&#8217;idea che non piace ai protestanti, e non piace nemmeno ai preti modernisti, ai quali sa quasi di superstizione, come se dare un luogo preciso alla Presenza divina equivalesse a sminuirne la natura spirituale. Niente affatto: la bellezza della liturgia cattolica, prima che il Concilio Vaticano II la offuscasse e, per certi aspetti, la stravolgesse, consiste proprio in questo: che essa unisce il massimo della concretezza e del realismo, perch\u00e9 Dio \u00e8 proprio qui, nella chiesa, fra i fedeli, nelle mani del celebrante, e il massimo della trascendenza, perch\u00e9 questa Presenza non rimane statica e non si lascia imprigionare, ma \u00e8 una Presenza dinamica, viva e operosa: attira le anime verso di s\u00e9, verso l&#8217;alto, invitandole a superare la dimensione carnale della vita e a consegnarsi alla dimensione spirituale.<\/p>\n<p>Vi sono una bellezza e una magnificenza teologica tali, in quest&#8217;idea, che il fedele dovrebbe sentirsi commosso fino alle lacrime, ogni qualvolta il sacerdote si appresta a celebrare il Mistero eucaristico. Che \u00e8 un ripetersi del mistero dell&#8217;Incarnazione e del mistero della Passione, Morte e Risurrezione: Ges\u00f9 vero Dio e vero uomo, viene nel mondo per annunciare la Parola di salvezza e per chiamare a S\u00e9 ogni creatura. Ma come potr\u00e0 avvenire questa elevazione, che \u00e8 anche una purificazione, se il cattolico si presenta in chiesa, di fronte a Ges\u00f9 eucaristico, carico dei suoi peccati, dei quali non si pente, anzi, perfino se ne vanta? Come pu\u00f2 esserci Ges\u00f9 eucaristico nella messa (lo scriviamo con la minuscola) celebrata da quel sacerdote, sospeso <em>a divinis<\/em> ma non ancora ridotto allo stato laicale, che si \u00e8 sposato con un uomo e che ha infranto tutte le promesse dell&#8217;Ordine sacro: come pu\u00f2 esserci in quella messa abusiva, che \u00e8 stata un aperto atto di ribellione alla Sposa di Cristo e una superba pretesa di rovesciare la legge di Dio per far diventare lecito ci\u00f2 che non lo \u00e8, per proclamare che il peccato non \u00e8 peccato, e per chiamare Dio a testimone di una simile profanazione? Che cosa sono andati a fare, ad ascoltare quei fedeli: la parola di un uomo, contraria alla Parola di Cristo, ma nella cornice di una chiesa consacrata e dalle labbra di un uomo che \u00e8 stato consacrato? Tutto questo ha il sapore di inganno atroce, di una diabolica contraffazione: \u00e8 difficile immaginare qualcosa di pi\u00f9 blasfemo. Eppure, se questo \u00e8 un caso estremo, assistiamo ormai pressoch\u00e9 quotidianamente a uno stillicidio di casi analoghi, se pur meno gravi; e, peggio ancora, a uno stillicidio di dichiarazioni ambigue, sconcertanti, sul filo dell&#8217;eresia, e talvolta anche oltre quel filo, da parte della gerarchia; assistiamo a un magistero (di nuovo con la minuscola) che si prende la libert\u00e0 di cambiare la dottrina, per esempio a proposito della pena di morte, cos\u00ec, con un semplice tratto di penna da parte del pontefice, fatto inaudito e contrario a tutte le leggi canoniche; assistiamo alla pubblicazione di documenti che dovrebbero essere magisteriali, come <em>Amoris laetitia,<\/em> nei quali si demanda alla coscienza individuale del peccatore, anche in assenza di pentimento e del proponimento di cambiar vita, la decisione se assumere o no la santa Comunione, altro fatto inaudito e del tutto contrario al vero Magistero; e al fatto che il papa, interpellato con rispetto da quattro cardinali perch\u00e9 chiarisca un simile dubbio in materia di fede, non risponde, come non risponde a una successiva richiesta di colloquio privato, e che mente, sapendo di mentire, dicendo che la lettera con la richiesta di chiarimenti non l&#8217;ha mai ricevuta; e alla pubblicazione di un altro documento che dovrebbe essere di magistero (minuscolo), <em>Evangelii Gaudium<\/em>, nel quale si afferma che l&#8217;Antica Alleanza di Dio col popolo d&#8217;Israele \u00e8 tuttora valida, cosa che va frontalmente contro millenovecento anni di autentico Magistero e che destituisce di significato il fatto centrale della religione cattolica: l&#8217;Incarnazione, la Passione, Morte e Resurrezione di Ges\u00f9, dal momento che, se l&#8217;Antica Alleanza \u00e8 ancora valida, non si capisce cosa sia venuto a fare Ges\u00f9 e perch\u00e9 si sia offerto sulla croce, n\u00e9 perch\u00e9 ci si dovrebbe convertire al Vangelo, dato che basterebbe farsi circoncidere e abbracciare la fede giudaica. E che dire di un papa il quale afferma tranquillamente, <em>senza che nessuno insorta a correggerlo<\/em>, in tutto il collegio cardinalizio e in tutto l&#8217;episcopato cattolico, per non parlare degli intellettuali simil-cattolici, da Alberto Melloni ad Andrea Riccardi, passando per il simil-teologo, simil-prete e simil-monaco Enzo Bianchi, che Martin Lutero aveva ragione? E col silenzio-assenso di tutta la stampa &quot;cattolica&quot;, o piuttosto ex cattolica, da <em>Famiglia Cristiana<\/em> a <em>L&#8217;Avvenire<\/em>, passando per il giornale dei gesuiti, <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, diretto da uno che fino a ieri era un perfetto sconosciuto ma da quando si \u00e8 fatto notare tra i pi\u00f9 sfegatati tifosi di Bergoglio \u00e8 diventato un <em>big<\/em> dell&#8217;<em>establishment<\/em> vaticano? E non parliamo dell&#8217;affare Vigan\u00f2&#8230;<\/p>\n<p>Tutte queste cose ci vengono in mente, mentre sostiamo davanti a questa piccola, bellissima chiesa medievale della periferia udinese, e poi entriamo a pregare, inginocchiati sui banchi, in questo luogo sacro carico di secoli, impegnato delle preghiere di generazioni e generazioni di fedeli, i quali hanno resistito a mille sfide e a mille lusinghe, minacce e persecuzioni; che hanno visto passare eserciti d&#8217;ogni nazione, ma soprattutto gli spietati predoni ottomani, in cerca di uomini da sgozzare e donne e bambini da rapire, per venderli schiavi sui mercati africani e mediorientali; che hanno affrontato terremoti, carestie, pestilenze, inondazioni, ogni volta ricostruendo le loro case distrutte, ogni volta ricostituendo le famiglie ferite e disperse, ogni volta ripopolando paesi e cittadine, senza mai perdere la fede dei padri, senza mai farsi suggestionare e convertire ad altri &quot;vangeli&quot;, n\u00e9 da quello di Maometto, necessario per aver salva la vita in caso di cattura, n\u00e9 da quello di Lutero, che pure ha lambito queste terre e si \u00e8 portato via la fede cattolica addirittura di un pastore vicino, Pier Paolo Vergerio, vescovo di Capodistria. Che cosa penserebbero, quei nostri valorosi progenitori, gente forte, laboriosa, semplice ma piena di fede, di fronte ai continui tentativi di trasformare la Chiesa cattolica in una grossa variante, in ritardo di cinque secoli, delle tante chiese protestanti? Di una chiesa dove un prete, come \u00e8 successo a Palermo, invita sull&#8217;altare, festosamente, durante la santa Messa, una coppia di lesbiche, per portare ad esempio e modello per tutti i fedeli il loro splendido amore, e si rammarica pubblicamente di non poterle sposare in chiesa lui stesso, dovendosi per ora accontentare, le due fidanzate, della celebrazione civile? E di un papa che, come ha fatto Bergoglio durante il viaggio in Sicilia, il 15 settembre 2018, si rifiuta d&#8217;impartire la benedizione a un gruppo di giovani <em>che gliel&#8217;avevano chiesta<\/em>, dicendo di non voler offendere quanti non sono cattolici, quanti non sono cristiani e quanti non sono credenti in alcuna religione? E che dice loro soltanto di pregare Dio, affinch\u00e9 Dio li benedica tutti? Di una papa che rifiuta di benedire i cattolici, perch\u00e9, in sostanza, come lui stesso ha detto e ripetuto, <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>? Che cosa penserebbero quei nostri antenati, o anche soltanto i nostri nonni, uomini e donne di vera fede, che la sera dicevano sempre il Rosario, dopo una dura giornata di lavoro, che era iniziata alle quattro del mattino? Cosa direbbe il nonno che, coi suoi piedi piatti, ogni sabato pomeriggio andava, pian pianino, alla libreria paolina di via Treppo ad acquistare <em>Famiglia Cristiana<\/em>, che allora era davvero un giornale cattolico? E la nonna, anima buona, anima semplice, di quella semplicit\u00e0 che Ges\u00f9 ha detto essere necessaria per entrare nel Regno dei Cieli: che cosa direbbe e che cosa penserebbe di tutte queste cose? Che cosa penserebbe il nostro vecchio parroco, il nostro vecchio arciprete, che ci ha impartito il Battesimo e ci ha dato la prima Comunione, di fronte a quel prete che trasforma la sua chiesa in un dormitorio e in un rifugio per sedicenti profughi, irregolari e clandestini di ogni sorta, per resistere alle autorit\u00e0 costituite e per sfidare le leggi dello Stato, dicendo: <em>Adesso vengano a prenderli dentro la chiesa, se sono capaci<\/em>, facendo incoscientemente le prove di una guerra civile che finir\u00e0 per scoppiare, se altri preti fanatici e altri vescovi irresponsabili continueranno a soffiare sul fuoco dell&#8217;esasperazione degli italiani, predicando e ordinando ogni santo giorno il supposto dovere cristiano di accogliere qualsiasi straniero che pretenda, da clandestino, di varcare i nostri confini, e che poi, accolto, ospitato, nutrito e accudito, se ne va senza ringraziare e si perde chiss\u00e0 dove, ingrossando impunemente il gigantesco esercito dei clandestini, i quali scorrazzano in ogni angolo dell&#8217;Italia, rendendo malsicure le strade e inabitabili i quartieri? E il giovane cappellano che ci insegnava il catechismo e ci raccomandava la purezza? Ci par di vederlo raccontare l&#8217;episodio della decapitazione di Giovanni il Battista; rivediamo ancora, a distanza di tanti anni, la smorfia che faceva quando diceva che Salom\u00e8 aveva danzato per il re Erode, ma che non era stata certo una bella danza, ma una cosa brutta, e cercava di trasmetterci l&#8217;idea dell&#8217;impudicizia, ma senza entrare nei particolari, per non turbare noi bambini. Che cosa direbbe del gesuita che va al Meeting sulla Famiglia, a Dublino, a perorare la causa delle <em>famiglie arcobaleno<\/em>, quello stesso gesuita il quale ha detto che il catechismo \u00e8 tanto severo da spingere al suicidio tanti giovani gay, e comunque, a suo dire, il calendario cattolico \u00e8 pieno di santi che erano gay? C&#8217;\u00e8 poco da fare: si tratta di due chiese. Non riusciranno mai a persuaderci che questa, di Bergoglio &amp; Soci, \u00e8 la stessa Chiesa di allora e di sempre. C&#8217;\u00e8 continuit\u00e0 fra la Chiesa della nostra infanzia e quella dei secoli precedenti; ma non c&#8217;\u00e8 fra quella e questa di oggi. Qualcuno bara al gioco. \u00c8 in atto un&#8217;immensa, diabolica mistificazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo visto, parlando di Cussignacco, che esiste una particolare tipologia di chiese, le chiese sussidiarie, che vengono istituite per accogliere i fedeli di una localit\u00e0 troppo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[16,28],"tags":[109],"class_list":["post-27507","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omaggio-alle-chiese-natie","category-architettura","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27507","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27507"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27507\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}