{"id":27492,"date":"2018-09-12T10:05:00","date_gmt":"2018-09-12T10:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/12\/omaggio-alle-chiese-natie-assunzione-b-v-maria\/"},"modified":"2018-09-12T10:05:00","modified_gmt":"2018-09-12T10:05:00","slug":"omaggio-alle-chiese-natie-assunzione-b-v-maria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/12\/omaggio-alle-chiese-natie-assunzione-b-v-maria\/","title":{"rendered":"Omaggio alle chiese natie: Assunzione B. V. Maria"},"content":{"rendered":"<p>E alla fine ci siamo arrivati. Abbiamo lasciato per ultime le due chiese che pi\u00f9 ci rattristano, architettonicamente e spiritualmente, e che non vorremmo fossero state costruite, non vorremmo associarle al caro ricordo di una citt\u00e0 che, fin quando noi ci abbiamo vissuto, aveva ancora un volto cristiano e cattolico chiaramente riconoscibile, anche se, probabilmente (ma noi, bambini, non lo sapevamo) gi\u00e0 minato mortalmente dal gran male di tutta la Chiesa cattolica, il neomodernismo, messo in movimento e riabilitato alla grande dal Concilio Vaticano II. A lungo abbiamo rimandato, abbiamo tergiversato: perch\u00e9 affondare il coltello nella piaga? Perch\u00e9 angustiare noi stessi e gli altri sollevando la questione delle chiese che non sono chiese, che non vogliono essere tali, cos\u00ec come certi preti che non vogliono essere preti cattolici, ma qualcos&#8217;altro; e che segnano la rottura intenzionale, arrogante, diabolica con la vera Chiesa di sempre, una, santa, cattolica e apostolica? Pure, \u00e8 giusto, dopo aver ricordato, una per una, tutte le chiese cittadine, parlare anche di queste ultime due: quella dell&#8217;Assunzione della Beata Vergine Maria in Viale Cadore e quella, in via Massaua, di San Domenico, nel villaggio omonimo. Abbiano incontrato, in questa rassegna delle chiese udinesi, alcune chiese che si stenta a riconoscere come luoghi del culto cattolico, perch\u00e9 si sforzano a tal punto di assumere lo stile del mondo, con l&#8217;uomo al centro e il progresso, anche tecnologico, quale vero oggetto del culto, da aver perso quasi del tutto il loro carattere sacro, nonch\u00e9 la loro natura specificamente cattolica; tali sono, a nostro parere, la chiesa di Ges\u00f9 Buon Pastore in via Riccardo di Giusto, e la chiesa di S. Anna a Paparotti. In tutte le chiese del centro storico &#8212; tutte, con la parziale eccezione di San Quirino; e a suo tempo abbiamo spiegato perch\u00e9 &#8211; abbiano trovato il legame con la Tradizione, l&#8217;atmosfera sacrale, l&#8217;identit\u00e0 cattolica chiaramente riconoscibile. Poi, mano a mano che passavamo in rassegna le chiese della periferia, san Paolino in viale Trieste, san Cromazio al Villaggio del Sole, abbiano visto i segni del cedimento alla mentalit\u00e0 del mondo, al mito del progresso, alla centralit\u00e0 dell&#8217;uomo, per\u00f2 in forme ancora parzialmente accettabili, o comunque non tali da respingere completamente il fedele cattolico in cerca di Dio. Molto pi\u00f9 vicine alla Tradizione le chiese dell&#8217;estrema periferia, parrocchie di quelli che un tempo erano paesi a s\u00e9 stanti e che poi sono divenute frazioni cittadine, e che erano gi\u00e0 parrocchie uno o due secoli fa, a volte pi\u00f9 indietro ancora: quelle di Paderno, Beivars, Godia, Colugna, Rizzi. Ma con la chiesa di San Domenico, e soprattutto con quella dell&#8217;Assunzione della Beata Vergine Maria, il discorso cambia: qui siamo in piena rottura con la Tradizione; qui si sente la pretesa, superba, eretica, di creare una nuova chiesa, di dar vita a un nuovo culto, sempre fondato sul Vangelo, ma solo a parole: un altro vangelo, evidentemente. Un vangelo tutto umano, in base al quale, per esempio, l&#8217;eutanasia di Eluana Englaro, che si \u00e8 consumata proprio in un ospedale di questa citt\u00e0, e che l&#8217;ha resta tristemente celebre in tutta Italia e nel resto del mondo, non \u00e8 affatto un atto contrario al Vangelo. C&#8217;\u00e8 un gruppo di preti friulani, che si autodefiniscono preti di frontiera, favorevole alla eutanasia, cos\u00ec come sono favorevoli all&#8217;immigrazione indiscriminata, che a casa nostra si chiama invasione, ma a casa loro, e anche a casa dell&#8217;eretico Bergoglio, si chiama accoglienza. Non vogliamo fare casi personali; non vogliamo fare nomi, non certo per timore &#8212; ne abbiamo fatti tanti, in questi anni, e da qualcuno ci siamo anche beccati delle denunce, pur non avendo mai diffamato n\u00e9 calunniato alcuno, ed essendo sempre rimasti entro la verit\u00e0 dei fatti: perch\u00e9 sono tanto misericordiosi, costoro, ma solo verso i non cattolici e mai, comunque, coi cattolici che essi definisco, con sommo dispregio, &quot;tradizionalisti&quot; &#8212; ma perch\u00e9 non \u00e8 nostra intenzione polemizzare con alcuno a livello personale. Non questa volta, almeno. Non vogliamo mescolare il dolce ricordo di una cara citt\u00e0 e di una Chiesa che ha fatto di noi quel che siamo oggi, e che siamo lieti, e fieri, di essere, con polemiche <em>ad personam<\/em> nei confronti di sacerdoti che neppure conosciamo, ma solo per aver letto le loro triste esternazioni in frangenti come quello dell&#8217;eutanasia della povera Eluana.<\/p>\n<p>Quando diciamo che queste sono chiese che non vogliono essere chiese, non stiamo esagerando, n\u00e9 forzando il significato delle parole. Sfidiamo il turista che giunge a Udine e che imbocca viale Cadore, per trovare la Chiesa dell&#8217;Assunzione della Beata Vergine Maria, a individuarla nel pur diradato paesaggio della periferia. Istintivamente egli cercher\u00e0 un campanile, o almeno una croce, ma non trover\u00e0 n\u00e9 l&#8217;uno, n\u00e9 l&#8217;altra. Alla fine trover\u00f2 solo un edificio che pare un comunissimo piccolo condominio di una qualsiasi zona residenziale, col suo praticello ben curato. La sensazione \u00e8 cos\u00ec forte che, molto probabilmente, il nostro visitatore scambier\u00e0 la chiesa per il condominio vicino, molto pi\u00f9 imponente. Solo con fatica riuscir\u00e0 a capire quale \u00e8 la chiesa, e vi entrer\u00e0, esitante, chiedendosi fino all&#8217;ultimo se, per caso, non si sta sbagliando. Perfino la targa metallica dichiara che questa \u00e8 la <em>parrocchia<\/em>, non gi\u00e0 la <em>chiesa<\/em>, dell&#8217;Assunzione della Beata Vergine Maria. Si vede che la parola <em>chiesa<\/em>, e tanto pi\u00f9 <em>chiesa cattolica<\/em>, \u00e8 diventata una parolaccia: non si sa quando, n\u00e9 si sa per decisione di chi; una di quelle cose che una mattina si scoprono, per caso, e ci si accorge di aver perso qualcosa &#8212; o che qualcuno ce l&#8217;ha fatta proprio sporca sotto il naso, ma noi non ce ne siamo minimamente accorti. Insomma: niente campanile, niente croce, niente parola &quot;chiesa&quot;: cosa ci sar\u00e0 all&#8217;interno? All&#8217;interno c&#8217;\u00e8 una sorta di sala-congressi, con le sedie perfettamente identiche a quelle che si trovano in una sala-congressi di un albergo o di un istituto culturale. Niente banchi, dunque impossibile inginocchiarsi per pregare, dunque niente umilt\u00e0 davanti a Dio e al Mistero eucaristico. Tutti in piedi o seduti, come, appunto, a una qualsiasi conferenza. Questa non \u00e8 una chiesa, ma una casa del popolo; questo non \u00e8 affatto uno spazio sacro, ma un luogo di ritrovo perfettamente laico. Il bello \u00e8 che questo \u00e8 proprio ci\u00f2 che i fautori della &quot;svolta&quot; conciliare volevano ottenere, e di cui vanno fieri: del fatto che non si capisce che questa \u00e8 una chiesa, del fatto che non c&#8217;\u00e8 un crocifisso che la identifichi, del fatto che, all&#8217;interno, essa sembra ancora meno una chiesa di quel che non sembri all&#8217;esterno. Qual \u00e8 la cosa che identifica l&#8217;interno di una chiesa cattolica? Il Santissimo, evidentemente. Ebbene: dov&#8217;\u00e8 il santissimo, dov&#8217;\u00e8 il tabernacolo che lo contiene, in questo luogo che pare una palestra o un auditorium? Se, entrando in una chiesa, non si scorge subito il Santissimo, verso che cosa ci si inginocchia &#8212; <em>pardon<\/em>, qui non ci si pu\u00f2, non ci si <em>deve<\/em>, inginocchiare &#8212; verso che cosa ci si rivolge, per pregare? Verso l&#8217;assemblea dei fedeli? \u00c8 questo il senso, \u00e8 questo il suggerimento: la chiesa siamo noi? Se \u00e8 cos\u00ec, quel che sospettavamo \u00e8 pienamente confermato: questa non \u00e8 una chiesa cattolica; e chi ci viene, non ci viene per incontrare il Dio cattolico, vale a dire Ges\u00f9 Cristo, Figlio Unigenito del Padre celeste. Del resto, il signore argentino lo ha pur detto, che <em>Dio non \u00e8 cattolico.<\/em> Bisogna concludere che allorch\u00e9 questo architetto, questo sacerdote, l&#8217;hanno cos\u00ec voluta, cos\u00ec progettata, cos\u00ec realizzata, nell&#8217;ormai lontano 1975, erano in anticipo di quasi quarant&#8217;anni sulla gloriosa svolta del signor Bergoglio, ma si sono anche posti, con ci\u00f2 stesso, oltre, e perci\u00f2 fuori, la Chiesa cattolica, quella vera.<\/p>\n<p>Naturalmente, loro pensano e sostengono il contrario. La vera chiesa siamo noi, dicono. Si legga l&#8217;articolo del <em>Messaggero Veneto<\/em>, edizione <em>online<\/em>, del 26 ottobre 2013, iperbolicamente elogiativo sia della chiesa, sia dell&#8217;idea da cui essa \u00e8 scaturita. In quell&#8217;articolo si riconosce francamente che la chiesa non sembra una chiesa; che la si riconosce a fatica, anzi, che non la si riconoscerebbe affatto, se non si sapesse che \u00e8 una chiesa; che non c&#8217;\u00e8 una croce e neppure la parola &quot;chiesa&quot;, e che l&#8217;interno \u00e8 ancora pi\u00f9 sconcertante dell&#8217;esterno; per\u00f2, con una logica tutta bergogliana, si arriva ad affermare, cos\u00ec, di punto in bianco, che proprio per tali ragioni, ossia perch\u00e9 questa \u00e8 una chiesa che non vuol sembrare una chiesa, che non vuol rispettare alcuna tradizione, anzi, che vuol rompere con secoli di Tradizione, proprio perci\u00f2 \u00e8 una vera chiesa, nel senso etimologico della parola greca, <em>ekklesia<\/em>, assemblea: tanto per far passare l&#8217;idea, completamente farlocca, che le chiese, fin alle origini, fossero delle case del popolo e non le case in cui ci si riuniva per adorare il Signore Iddio, nella Persona di Ges\u00f9 Cristo. Non un Dio qualsiasi; non un Dio che non \u00e8 cattolico, e chi lo sa cosa sar\u00e0 mai: nossignori, il Dio di cui ha parlato Ges\u00f9 Cristo, e che era Lui stesso, incarnato, morto e risorto per amore degli uomini. Quel Dio, non un altro. Quel Dio che \u00e8 presente nel Sacrificio eucaristico, che si rinnova ogni volta che il sacerdote celebra la santa Messa. <em>Le domus ecclesiae<\/em>, dice l&#8217;articolo, <em>erano delle grandi case private, con una semplice mensa e un ampio spazio attorno per l&#8217;assemblea. Non erano templi ma luoghi dove si pregava e si svolgevano altre attivit\u00e0 comunitarie.<\/em> Questa impostazione pseudo storica \u00e8 tipica dei cattolici progressisti e neomodernisti. Essi si rendono perfettamente conto della pericolosit\u00e0 di presentare il Vaticano II, l&#8217;unico concilio cui si riferiscono (su ventuno che ce ne sono stati) e che hanno sempre in bocca, come una rottura con la Tradizione, perch\u00e9 ci\u00f2 farebbe di loro quel che in realt\u00e0 sono, degli eretici e degli apostati, gi\u00e0 solennemente condannati da san Pio X fin dal 1907, con l&#8217;enciclica <em>Pascendi<\/em>. Perci\u00f2, nella loro astuzia di basso conio, dicono di non essere affatto contrari alla Tradizione, ma anzi, di voler risalire e riallacciarsi alla &quot;vera&quot; Tradizione, quella dei primi secoli; evidentemente, anche se non osano dirlo, ma certo lo pensano, contro la falsa Tradizione, quella del Concilio di Trento, che condann\u00f2 solennemente gli errori protestanti, e che ha improntato di s\u00e9 gli ultimi cinque secoli di storia della Chiesa, di liturgia, di pastorale e di Magistero. Ed ecco le improbabili tirate sulla <em>ekklesia<\/em> come casa del popolo cristiano; ed ecco la giustificazione teorica delle aberrazioni architettoniche postconciliari; ecco con quale sfrontatezza arrivano a dire che \u00e8 giusto cos\u00ec, che \u00e8 bene e bello cos\u00ec: costruire chiese che non sembrino chiese, che il fedele non riesca a nemmeno a identificare come tali; e all&#8217;interno delle quali non ci s&#8217;inginocchia per pregare, ma si prega in piedi, e <em>si svolgono anche tutte le altre attivit\u00e0 comunitarie<\/em> (quali? assistenziali? sindacali? quelle sul modello della comunit\u00e0 di sant&#8217;Egidio: trasformare la chiesa in refettorio, servire il pranzo ai poveri davanti all&#8217;altare e sostituire l&#8217;odore di rag\u00f9 al profumo dell&#8217;incenso?). \u00c8 curioso: quando si tratta di attaccare la Tradizione, essi sono per il nuovo, per la svolta, per il cambiamento, e quindi per il Concilio Vaticano II; ma quando si tratta di giustificare e dare una copertura ideologica ai loro abusi liturgici e d&#8217;altro genere, ecco che la Tradizione, per loro, diventa importante, importantissima: proprio per loro, bench\u00e9, come i protestanti, alla Tradizione non ci credano, dal momento che la riducono a semplice tradizione, ossia un insieme di norme e consuetudini puramente umane, e non gi\u00e0 divinamente ispirate. Guarda un po&#8217; che astuzia: quando vogliono sovvertire la liturgia, la pastorale, la dottrina, allora la tradizione va loro stretta, \u00e8 un laccio, una camicia di forza che deve essere abolita e messa in cantina; ma quando si tratta di appigliarsi a una valida ragione canonica per fare quello che fanno, sono ultra tradizionalisti, sono i veri custodi della tradizione (per\u00f2 sempre con la lettera minuscola), naturalmente scavalcando a pie&#8217; pari tutta quella parte della tradizione secolare che a loro d\u00e0 noia, come la dava a Lutero, e innestandosi direttamente, non si sa come, alla tradizione pi\u00f9 antica, quella delle primissime comunit\u00e0 cristiane. Ignorando tuttavia il piccolo dettaglio che le prime comunit\u00e0 cristiane si riunivano nelle case private per la banalissima ragione che il culto cristiano era sostanzialmente proibito, sovente perseguitato a morte, dunque una ragione di segretezza che oggi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, se davanti a chiese come quella di san Paolino di Aquileia entriamo malvolentieri, e in chiese come quella di Sant&#8217;Anna entriamo con una stretta al cuore, sforzandoci di trovare Dio <em>nonostante<\/em> la bruttezza quasi offensiva (i mistici russi, in particolare, sanno quanto sia importante la bellezza della liturgia e dell&#8217;arte sacra, quale strumento per avvicinarsi a Dio), di fronte a una chiesa che non \u00e8 una chiesa, come questa, ci rifiutiamo di entrare. Anche e soprattutto simbolicamente. Se davvero la Chiesa cattolica \u00e8 diventata questa cosa qui, allora noi non ne facciamo parte: ma non, sia chiaro, perch\u00e9 sia cambiato qualcosa da parte nostra, nella nostra fede, nel nostro modo di adorare e servire Dio, ma perch\u00e9 \u00e8 cambiato pi\u00f9 di qualche cosa, \u00e8 cambiato tutto, da parte di una chiesa che si dice ancora la Chiesa cattolica di sempre, ma non lo \u00e8 pi\u00f9; e noi, che non abbiano vent&#8217;anni, lo sappiamo, perch\u00e9 lo abbiamo visto coi nostri occhi, e siamo stati testimoni di questa truffa gigantesca, di questa falsificazione sistematica e diabolica. Costoro si sono presi il marchio di fabbrica e con quello pretendono di essere nel vero, e di porre noi, automaticamente, fuori di esso; ma le cose stanno al contrario: sono loro che sono usciti dalla vera fede cattolica, e, abusando del loro potere e della loro autorit\u00e0, hanno tratto in inganno l&#8217;intero gregge delle pecorelle che era stato loro affiato. Ne renderanno conto a Ges\u00f9, il Buon Pastore, il quale domander\u00e0 che fine abbiano fatto tutte quelle pecorelle che si sono allontanate, nauseate, per causa loro: Lui che per non perderne neanche una sola, non esitava a lasciare il gregge nel recinto per mettersi alla sua ricerca. \u00c8 una responsabilit\u00e0 tremenda, quella che si sono assunti, come del resto il signore argentino, che ha commissariato i francescani dell&#8217;Immacolata; per nulla al mondo vorremmo trovarci al posto loro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E alla fine ci siamo arrivati. 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