{"id":27488,"date":"2016-06-11T07:17:00","date_gmt":"2016-06-11T07:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/11\/dobbiamo-oltrepassare-il-fiume-del-nulla-per-ritrovare-il-senso-della-vita-vera\/"},"modified":"2016-06-11T07:17:00","modified_gmt":"2016-06-11T07:17:00","slug":"dobbiamo-oltrepassare-il-fiume-del-nulla-per-ritrovare-il-senso-della-vita-vera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/11\/dobbiamo-oltrepassare-il-fiume-del-nulla-per-ritrovare-il-senso-della-vita-vera\/","title":{"rendered":"Dobbiamo oltrepassare il fiume del Nulla per ritrovare il senso della vita vera"},"content":{"rendered":"<p>Il fiume del Nulla \u00e8 il nichilismo oggi imperante nella cultura, il quale, nella vita pratica, si traduce in un relativismo radicale. Ognuno deve sentirsi libero di fare quel che gli pare, perch\u00e9 tutte le verit\u00e0 si equivalgono: non c&#8217;\u00e8 alcuna verit\u00e0 oggettiva, superiore, ma solo sette miliardi di micro-verit\u00e0, una per ciascun essere umano, anzi, a rigore, una per ciascun minuto di vita di ciascun essere umano (si veda la cosiddetta filosofia <em>gender<\/em>, in base alla quale ciascuno \u00e8 libero di sentirsi maschile o femminile a seconda dell&#8217;umore del momento). E questa robaccia, questa spazzatura intellettuale, viene proclamata da mille e mille pulpiti &#8212; ahim\u00e8, anche della Chiesa cattolica, da parte di molti preti e vescovi, non tutti per fortuna &#8212; con il risultato che, a forza di essere ripetuta, ha acquistato l&#8217;autorit\u00e0 di una Verit\u00e0 definitiva. Singolare paradosso e palese contraddizione in termini: quella stessa cultura edonista che esalta il relativismo e il soggettivismo, pretende per\u00f2 che il Relativismo e il Soggettivismo assurgano al ruolo di Nuova Legge Universale, dunque di nuova Verit\u00e0: la Verit\u00e0 della non-verit\u00e0.<\/p>\n<p>La &quot;societ\u00e0 liquida&quot; in cui viviamo, cos\u00ec ben descritta da Zygmunt Bauman, ha reso liquidi anche il pensiero, l&#8217;etica, l&#8217;arte, tutto: il nuovo slogan rivoluzionario \u00e8: <em>Abbasso le certezze<\/em>; chiunque ardisca parlare di certezze, deve essere considerato alla stregua di un reazionario, di un nemico del progresso, di un agente provocatore, e punito in maniera esemplare. Infatti: anche il Parlamento italiano, adesso, ha approvato la legge contro il negazionismo, che prevede il carcere per chi nega l&#8217;Olocausto (o magari nega alcune modalit\u00e0 e alcune cifre di esso). E questo mentre chiunque pu\u00f2 insultare pubblicamente Dio, specialmente quello cristiano, irridere la Verit\u00e0, sbeffeggiare la morale, ridicolizzare i genitori, la famiglia, la patria e ogni altra pi\u00f9 augusta tradizione. Seguir\u00e0 a breve la legge contro &quot;l&#8217;omofobia&quot;, che potrebbe considerare reato anche solo il dichiarare che i matrimoni omosessuali sono qualcosa di profondamente sbagliato, o, magari, anche solo domandare a un bambino che mestiere facciano il pap\u00e0 e la mamma: perch\u00e9 ci\u00f2 potrebbe suonare come irrispettoso verso le famiglie &quot;arcobaleno&quot;, formate da due pap\u00e0 o da due mamme. Insomma: nessuno pu\u00f2 fare le sue deduzioni sulle <em>performance<\/em>, non solo artistiche, ma anche ideologiche, di un Elton John, felicemente sposato con un marito (vietato chiedere: e lui cos&#8217;\u00e8: la moglie?), perch\u00e9 sarebbe una forma di omofobia; per\u00f2 gli omosessuali militanti, ad esempio durante i raduni del Gay Pride, hanno tutto il diritto di sbeffeggiare, insozzare e profanare ci\u00f2 che di pi\u00f9 sacro hanno la maggior parte degli esseri umani: l&#8217;amore coniugale fra uomo e donna, il senso della famiglia (quella vera), la castit\u00e0, il pudore, la riservatezza come stile di vita e come messaggio educativo per i giovani. C&#8217;\u00e8 libert\u00e0 di espressione, ma solo a senso unico: per le minoranze aggressive, sostenute da parlamentari compiacenti e demagoghi, sempre a caccia di una facile popolarit\u00e0; e anche, duole dirlo, da preti indegni e infedeli, e persino da un certo numero di vescovi, preoccupati pi\u00f9 di piacere al mondo che di piacere a Dio, che \u00e8 la Verit\u00e0.<\/p>\n<p>In tutta questa liquidit\u00e0, colpisce la disinvoltura con cui le persone, e gli intellettuali prima di tutti, traghettano allegramente da una posizione all&#8217;altra, a seconda di come soffia il vento. E vada per quei filosofi o per quegli scrittori o per quegli artisti che hanno fatto del relativismo, del soggettivismo e del nichilismo la loro bandiera; ma che dire per quei teologi, per quei sacerdoti, e anche per quegli uomini politici, i quali si richiamano a un principio di verit\u00e0 non negoziabile, non modificabile, non edulcorabile, perch\u00e9 fondato su una concezione assoluta del reale? Prendiamo il caso dei teologi: si confronti un qualsiasi trattato di teologia anteriore al Concilio Vaticano II, ed uno posteriore. Si avr\u00e0 l&#8217;impressione che non si tratti della stessa religione, dello stesso cristianesimo, dello stesso cattolicesimo: che ne sia nato un secondo, ben diverso dal precedente, e che ha dichiarato lecite e perfino buone molte delle cose che, prima, erano condannate come cattive, molte idee che erano considerate azzardate o imprudenti, molte scelte di vita che erano qualificate come sbagliate, immorali, perniciose. Chi aveva ragione, dunque: i teologi della &quot;vecchia scuola&quot;, o i nuovi? Ebbene, davanti a questi dati di fatto evidenti, e alquanto sconcertanti, molti teologi, scrittori, giornalisti d&#8217;ispirazione cristiana, molti membri del clero e pressoch\u00e9 tutti gli insegnanti di religione cattolica, pretendono di persuaderci che non vi \u00e8 stata alcuna rottura, ma una sostanziale continuit\u00e0; e che, se rottura c&#8217;\u00e8 stata, si \u00e8 trattato di un qualcosa di fausto e di gioioso, che ha fatto cadere vecchie preclusioni e incomprensioni e spianato la strada al &quot;dialogo&quot; con l&#8217;altro, con il seguace di altre religioni, con l&#8217;ateo, con il laico, in un grande abbraccio di amore, stima e comprensione, sulla base dei &quot;diritti umani&quot; irrinunciabili.<\/p>\n<p>Quale mancanza di coerenza, quale mancanza di decenza intellettuale. Lo dicano, quei signori, che \u00e8 cambiato tutto: che hanno <em>voluto<\/em> cambiare tutto; che ci\u00f2 ch&#8217;era vero, giusto e santo, fino al 1965, poi ha cessato di esserlo, e che ci\u00f2 che era falso, \u00e8 diventato vero. Lo dicano che aveva ragione Lutero; che l&#8217;Islam \u00e8 una religione che vale tanto quanto il Cristianesimo; che con qualunque credo si pu\u00f2 arrivare alla salvezza; che il concetto di peccato \u00e8 relativo, che il vero peccato \u00e8 rinunciare ai propri desideri e ai propri appetiti, anche i pi\u00f9 disordinati, anche i meno edificanti; lo dicano che non \u00e8 il caso di dedicare tanto spazio alla preghiera e alla correzione di se stessi, ma che l&#8217;importante \u00e8 agire nel sociale, cambiare il mondo materialmente, abbattere i governi ingiusti, dare lavoro e leggi <em>avanzate<\/em> agli uomini (dove per &quot;avanzate&quot; si intende che consentano l&#8217;aborto, la droga, l&#8217;eutanasia, le unioni omosessuali, e, possibilmente, anche la pedofilia); e <em>rinnovare<\/em> la Chiesa: dove per &quot;rinnovare&quot; s&#8217;intende concedere il diaconato permanente alle donne, e, domani, anche il sacerdozio femminile (a quando un vescovo donna, un cardinale donna e un papa donna?; e a quando le &quot;quote rosa&quot; nelle relative elezioni e nei conclavi?), la comunione ai divorziati, il culto cattolico senza santi e Madonne, la santa Messa con i burattini e con i monsignori che vanno in giro per la chiesa in sella alle loro biciclette, o i preti che spruzzano allegramente l&#8217;acqua santa sui fedeli con delle pistole giocattolo&#8230; Perch\u00e9 il cristianesimo \u00e8 la religione della gioia, non \u00e8 vero? Per quasi duemila anni, i preti cattivi e oscurantisti e i papi reazionari ne hanno fatto la religione della paura e della tristezza; ma adesso sono arrivate le meraviglie dell&#8217;era Bergoglio, e le parola d&#8217;ordine sono: <em>Bisogna essere gioiosi! Essere misericordiosi! Essere accoglienti!<\/em><\/p>\n<p>Ma chi bisogna accogliere, per esempio? Domanda sciocca: ma tutti, naturalmente! E specialmente gli islamici, i radicali, gli atei, e tutti quanti detestano la Chiesa e vorrebbero vedere spazzato via dalla societ\u00e0 anche quel poco, quel pochissimo di realmente cristiano, che ancora vi \u00e8 rimasto. Alla faccia della coerenza. Sono gli stessi teologi, gli stessi preti, gli stessi gesuiti, i quali, meno di due generazioni fa, parlavano, scrivevano ed agivano in tutt&#8217;altro modo; che si ergevano a cani da guardia della pi\u00f9 rigida ortodossia; che erano capaci di negare le esequie cristiane a un suicida, e che non ammettevano n\u00e9 un romanzo un po&#8217; spinto, n\u00e9 la musica pop, n\u00e9 una pur timida minigonna: tutti, adesso, l&#8217;uno pi\u00f9 progressista dell&#8217;altro, l&#8217;uno pi\u00f9 &quot;liberale&quot; e &quot;tollerante&quot; dell&#8217;altro, a gareggiare nell&#8217;ecumenismo, nel laicismo, nel secolarismo, per vedere chi si spinge pi\u00f9 lontano, chi arriva ad infrangere l&#8217;ultimo tab\u00f9. Nondimeno, la loro faccia di bronzo \u00e8 imperturbabile: no, loro non sono cambiati affatto, hanno &quot;solo&quot; adottato uno stile pi\u00f9 giovane, un approccio pi\u00f9 dinamico e pi\u00f9 rispettoso delle differenze altrui (ma non delle proprie). Sar\u00e0 per questo che papa Francesco, di ritorno dall&#8217;isola di Lesbo, ove ha lanciato un messaggio disastroso a tutti i futuri migranti\/invasori: <em>Venite pure, che noi vi accoglieremo, perch\u00e9 ne abbiamo l&#8217;obbligo morale!,<\/em> si \u00e8 portato a casa tre famiglie di musulmani, e nemmeno un solo profugo cristiano? Eppure, c&#8217;erano anche quelli; ma &#8212; ha spiegato la Segreteria vaticana &#8212; &quot;non avevano le carte in regola&quot;. Come spiegazione ecumenica, francescana e misericordiosa, non c&#8217;\u00e8 male davvero: da un papa cos\u00ec &quot;misericordioso&quot;, infatti, ci saremmo aspettati che andasse un poco al cuore delle cose, non che si fermasse alla lettera. Ma forse la verit\u00e0 \u00e8 che i cristiani, nella sua mappa mentale, vengono comunque per ultimi.<\/p>\n<p>La stessa faccia di bronzo la vediamo fra i politici. Anche qui, qualcosa \u00e8 cambiato: un tempo erano rari i transfughi da un partito all&#8217;altro, nelle aule parlamentari; oggi, formano una percentuale impressionante, che \u00e8 in continua crescita. Si passa da un partito all&#8217;altro, da un seggio parlamentare a un altro, con una disinvoltura che ha dell&#8217;incredibile: senza dignit\u00e0, ma anche senza farsi alcun problema nel giustificare le proprie giravolte. <em>Cos\u00ec fan tutti, che c&#8217;\u00e8 di strano?<\/em> <em>Noi siamo coerenti con noi stessi, con la nostra coscienza<\/em>, essi dicono<em>.<\/em> La loro coscienza: che parola grossa! Come barzelletta sarebbe quasi buona, se non fosse anche un pochino malinconica. Purtroppo, nessuno si vergogna pi\u00f9 di niente, e il pessimo esempio viene proprio dalle classi dirigenti: dal direttore di banca, che resta attaccato alla poltrona anche dopo che il suo istituto si \u00e8 mangiato allegramente i risparmi d&#8217;una vita di migliaia di clienti, al comandante della nave in procinto di affondare, che si mette in salvo prima dei passeggeri e dello stesso equipaggi. Il panorama, quanto mai sconfortante, \u00e8 sempre lo stesso: mancanza di seriet\u00e0, di dirittura morale, assoluta incapacit\u00e0 di assumersi le proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutte queste cattive abitudini, questi comportamenti mediocri, aggravati dalla mancanza di onest\u00e0 intellettuale di negare l&#8217;evidenza, e cio\u00e8 che si \u00e8 venuti meno ai propri princip\u00ee, ai propri valori, e &#8212; nel caso dei cristiani &#8212; anche al proprio Vangelo e alla propria fede, hanno ingrossato a dismisura il fiume del Nulla, che ha rotto gli argini e dilaga incontrastato per la vasta pianura, senza pi\u00f9 trovare ostacoli alla propria marcia devastante. I cattivi maestri del nichilismo possono ritenersi pienamente soddisfatti: la loro dottrina \u00e8 diventata il credo di centinaia di milioni di persone, gode delle simpatie di quasi tutti gl&#8217;intellettuali di prestigio, viene ammessa o magari proclamata nelle aule scolastiche e universitarie, e, in forma pi\u00f9 ipocrita e strisciante, anche nei seminari e nelle facolt\u00e0 teologiche. Risultato: tutta la vita familiare, sociale, spirituale, \u00e8 divenuta precaria, provvisoria, fluida; le persone sono diventate inaffidabili, i sentimenti sono aleatori, gli impegni sono presi con riserva mentale, come dei mercenari: si fa quel che si fa, fino a quando se ne vedono la convenienza e il tornaconto, poi si molla tutto e buonanotte suonatori. Nulla \u00e8 certo e definitivo, nulla viene assunto con il proponimento di andare sino in fondo, nulla sembra valer la pena di un impegno totale e incondizionato. Tutti provano e sperimentano, ma senza vera seriet\u00e0: ciascuno tiene d&#8217;occhio l&#8217;orologio, il calendario, l&#8217;angolo pi\u00f9 vicino, per sgattaiolare al momento buono; ma soprattutto il portafoglio \u00e8 diventato la cosa pi\u00f9 importante, non si dice e non si fa quel che \u00e8 giusto, ma quello che d\u00e0 il pane, anche se \u00e8 un pane malguadagnato, anche se \u00e8 il pane del servilismo e della piaggeria, dell&#8217;auto-mortificazione e dell&#8217;auto-umiliazione: un pane avvelenato, che una persona libera e fiera di s\u00e9 dovrebbe gettare in faccia, con sdegno, a colui che gliel&#8217;ha offerto. Ma si direbbe che siamo ormai tutti in vendita: che la nostra dignit\u00e0 sia diventata una questione di prezzo. E almeno ci vendessimo con franchezza, con un minimo di sincerit\u00e0: no, ci vendiamo con falsit\u00e0 e con ipocrisia, arrampicandoci sugli specchi per dimostrare l&#8217;indimostrabile, e cio\u00e8 che siamo, e siamo sempre stati, perfettamente coerenti con noi stessi e del tutto leali con le persone che in noi avevano creduto, e che su di noi avevano fatto un qualche affidamento. Il che rende addirittura ripugnante un modo di fare che, di per s\u00e9, sarebbe &quot;solamente&quot; vile ed osceno.<\/p>\n<p>Eppure, in un modo o nell&#8217;altro, noi dobbiamo attraversare questo fiume del Nulla, per giungere in una zona pi\u00f9 respirabile, dove ci sia possibile ritrovare il senso della realt\u00e0, e, con essa, anche il vero significato della nostra vita. E dobbiamo attraversarlo da soli, al buio, immersi nell&#8217;acqua limacciosa e con la sola forza delle nostre braccia: non vi \u00e8 alcun traghetto, alcuna imbarcazione che ci possano trasportare sull&#8217;altra riva. Dobbiamo nuotare, e affrontare una corrente molto forte: la corrente del conformismo intellettuale e morale, che ha gi\u00e0 afferrato e trascinato a fondo parecchi di quelli che pensavano di poter riuscire facilmente nell&#8217;impresa. \u00c8 un&#8217;impresa difficile, invece: talmente difficile, che saremmo tentati di disperare. Ma allora, sarebbe la fine: automaticamente entreremmo a far parte di quella genia di cattivi maestri che trasmettono scoraggiamento e fatalismo a tutti gli altri, dicendo che il mondo \u00e8 questo e non c&#8217;\u00e8 nulla da fare, si pu\u00f2 solo seguire la corrente, che non \u00e8 poi cos\u00ec male, perch\u00e9 \u00e8 la corrente del Progresso. Su che cosa fondare la speranza, allora, visto che, parlando umanamente, si tratta di un&#8217;impresa quasi disperata? Su nessun argomento umano, appunto: umanamente, \u00e8 finita. Ma c&#8217;\u00e8 Qualcuno che pu\u00f2 aiutarci, se davvero lo vogliamo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fiume del Nulla \u00e8 il nichilismo oggi imperante nella cultura, il quale, nella vita pratica, si traduce in un relativismo radicale. 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