{"id":27487,"date":"2015-07-28T03:59:00","date_gmt":"2015-07-28T03:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/oltre-il-secolarismo-per-salvare-quel-che-resta-della-nostra-civilta\/"},"modified":"2015-07-28T03:59:00","modified_gmt":"2015-07-28T03:59:00","slug":"oltre-il-secolarismo-per-salvare-quel-che-resta-della-nostra-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/oltre-il-secolarismo-per-salvare-quel-che-resta-della-nostra-civilta\/","title":{"rendered":"Oltre il secolarismo, per salvare quel che resta della nostra civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 europea \u00e8 destinata a perire, se non trover\u00e0 il modo di uscire nell&#8217;angusto recinto, dominato da vieti pregiudizi di matrice illuminista, nel quale ha scelto di andare a recludersi con le sue stesse mani: il recinto del secolarismo. In esso, quel che restava della spiritualit\u00e0 europea si \u00e8 ammalato, \u00e8 avvizzito e sta morendo: e nessuna civilt\u00e0, per quanto evoluta tecnicamente e scientificamente, ha mai potuto sopravvivere, quando ha incominciato a perdere la propria dimensione spirituale. Una civilt\u00e0 pu\u00f2 anche sopravvivere se \u00e8 in deficit di tecnica, non se \u00e8 in deficit di anima: questo ci mostra la storia, questo ci dice la ragione.<\/p>\n<p>Accade nella storia delle civilt\u00e0 quel che accade nella vita del singolo: qualora non si possano conservare le proprie forze spirituali, qualora esse non possano espandersi e fiorire, allora \u00e8 tutto l&#8217;organismo che intristisce ed appassisce, \u00e8 come se perdesse la sua anima: perch\u00e9 perdere i contenuti spirituali \u00e8 la stessa cosa che perdere l&#8217;anima. In questo senso, si pu\u00f2 anche dire che il destino della mondo moderno, di cui la civilt\u00e0 europea \u00e8 il motore e, nello stesso tempo, il nervo pi\u00f9 sensibile (mentre l&#8217;appendice americana non \u00e8 civilt\u00e0, ma mera civilizzazione: non &quot;Kultur&quot;, ma &quot;Zivilisation&quot;) \u00e8, alla lettera, minacciata dal Diavolo. Il Diavolo, l&#8217;Avversario, \u00e8 colui che vuole attraversare i disegni di Dio, seducendo l&#8217;umanit\u00e0 e spingendola contro il suo creatore, contro il disegno sapiente e amorevole che governa l&#8217;universo. Per smania di potere, ci siamo lasciati sedurre e abbiamo voltato le spalle a Dio: il patto scellerato sottoscritto dal dottor Faust \u00e8 la parabola, e l&#8217;autentica cifra, dell&#8217;uomo moderno.<\/p>\n<p>Oh, l&#8217;Avversario ha agito in maniera subdola e sottile: \u00e8 il suo mestiere. Non ha lasciato vedere il suo gioco; ha suggerito agli uomini dei pensieri molto lodevoli e quasi caritatevoli: ha suggerito loro che, per combattere il male, la sofferenza, l&#8217;ingiustizia, essi devono fare da s\u00e9, prendere la storia nelle loro mani, realizzare il migliore dei mondi possibili; solo in seguito, poco alla volta, e con una certa prudenza, ha incominciato a suggerire loro che, per realizzare simili obiettivi, non \u00e8 necessario fare ricorso a Dio; anzi, che Dio sarebbe proprio d&#8217;ostacolo; e, insomma, che la cosa migliore, per essi, \u00e8 cancellare il pensiero e il ricordo di Dio, dichiararLo morto e sepolto, e ripartire completamente da zero, come se Dio fossero loro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l&#8217;Avversario non si \u00e8 limitato a spingere gli uomini sulle strade che li allontanano sempre pi\u00f9 da Dio &#8212; e dunque da se stessi, visto che il bisogno di Dio \u00e8 inscritto nel loro statuto ontologico -; li ha istruiti su come costruire una civilt\u00e0 del tutto autosufficiente da Lui e dalla Sua influenza; su come circondarsi di diritti, di pretese, di garanzie d&#8217;ogni sorta (almeno sulla carta); su come edificare una scienza materialista e meccanicista, senz&#8217;anima e senza compassione; su come affidarsi a delle guide intellettuali ambiziose, ma pi\u00f9 cieche dell&#8217;uomo della strada; e su come consegnarsi, legati mani e piedi, alla merc\u00e9 di un potere usuraio, famelico, spietato, che vuole mercificare tutto e sfruttare ogni persona e ogni cosa per trarne un illecito profitto e per estendere sempre pi\u00f9 la rete smisurata dei suoi insaziabili appetiti.<\/p>\n<p>Ed ecco che gli uomini moderni, inseriti e quasi fagocitati in questo ferreo meccanismo, programmati dalla nascita alla morte per essere sfruttati e per lasciarsi dirigere come burattini, instupiditi dalla pubblicit\u00e0 del diabolico consumismo, scambiando l&#8217;egoismo e la licenza per &quot;diritti naturali&quot; garantiti per legge, dall&#8217;aborto all&#8217;eutanasia, soffrono infiniti tormenti causati dall&#8217;angoscia, dalla solitudine, dall&#8217;alienazione, dal disincanto del mondo e dalla frustrazione esistenziale; ma sono lontanissimi dall&#8217;intuire la causa del loro malessere.<\/p>\n<p>Se la intuissero, vedrebbero anche fino a che punto si sono lasciati manipolare, fino a che punto si sono degradati e smarriti da se stessi, sotto le apparenze di sempre nuove &quot;conquiste&quot; di libert\u00e0 e di benessere; e si renderebbero conto di quale errore madornale abbiano fatto nel recidere le loro radici spirituali e nell&#8217;affidarsi a pratiche e a ideologie che, con il pretesto di emanciparli, li hanno resi sempre pi\u00f9 schiavi e sempre pi\u00f9 deboli, svuotati, avviliti, scontenti di s\u00e9.<\/p>\n<p>Ha scritto Rocco Buttiglione in un articolo intitolato \u00abLa Chiesa nel declino dell&#8217;Occidente secolarizzato\u00bb (in: \u00abIl nuovo Areopago\u00bb, rivista trimestrale, Bologna, n. 3 del 1983, pp. 64-5):<\/p>\n<p>\u00abIl cambiamento di prospettiva con cui noi oggi percepiamo il fenomeno della secolarizzazione non significa [&#8230;] affatto che le Chiese torneranno a riempirsi e che fra breve la nostra civilizzazione torner\u00e0 ad assestarsi sulle sue antiche basi religiose. Gli stessi studi che cidicono che esiste nella metropoli &quot;secolarizzata&quot; un nuovo e forte bisogno religioso ci dicono anche che esso non si rivolge affatto verso la religione &quot;di Chiesa&quot;, verso le forme istituzionali consolidate. Esso, per la verit\u00e0, rifugge ancor pi\u00f9 drasticamente dalle Chiese parallele che invano una certa teologia secolarista ha in vario modo cercato di costruire. Queste infatti mettono tutto l&#8217;accento sull&#8217;impegno nella storia mentre il problema fondamentale che l&#8217;uomo &quot;secolarizzato&quot; avverte \u00e8 piuttosto quello della scoperta della propria interiorit\u00e0. Solo attraverso essa, al contrario di ci\u00f2 che poteva apparire in una certa fase di transizione alla citt\u00e0 secolare, egli potr\u00e0 percepire il legame con gli altri e la grandezza di un impegno etico-politico per la giustizia.<\/p>\n<p>Resta da vedere se queste esigenze spirituali possano essere incontrate da una Chiesa che si d\u00e0 la forma di Movimento e che, invece di separare storia profana e storia della salvezza, torna a leggere la storia delle nazioni alla luce della storia della Chiesa.<\/p>\n<p>Questa mi sembra essere la corrente sotterranea che percorre tutti i grandi cicli di discorsi che Giovanni Paolo II ha indirizzato ai popoli delle diverse nazioni dell&#8217;Europa e non solo dell&#8217;Europa. Attraverso la Riforma, l&#8217;Illuminismo, il Marxismo, l&#8217;Europa ha formulato una serie di nuove esigenze umane a cui non ha saputo dare una risposta adeguata. IL VALORE DELLA COSCIENZA, IL VALORE DELLA CONOSCENZA, IL VALORE DELLA GIUSTIZIA SOCIALE sono stati messi in luce con una forza ed una ricchezza che non hanno precedenti nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. Essi tuttavia sono stati scoperti in un modo unilaterale che li ha posti in conflitto tra loro ed infine li ha condotti sulla soglia dell&#8217;autonegazione. Senza il valore di una verit\u00e0 oggettiva a cui riferirsi, il valore della coscienza si disperde nell&#8217;arbitrio; senza il valore della interiorit\u00e0 della persona, il valore della conoscenza oggettiva della realt\u00e0 si capovolge in un fisicalismo che pretende di ridurre a cose sia l&#8217;uomo che i valori spirituali; senza il valore di Dio stesso, che \u00e8 il termine di riferimento ultimo di ogni giustizia in cielo e sulla terra, la parola giustizia perde di significato e si piega (come Nietzsche ha genialmente descritto) a coprire ogni iniziativa dell&#8217;invidia e del rancore. Per una fase della sua storia la Chiesa si \u00e8 limitata d indicare il limite di ciascuno di questi valori, preso in se stesso ed assolutizzato. Con il Concilio essa apre la fase storica della loro riappropriazione. Il primo post-Concilio ha visto la tentazione di un cedimento della Chiesa alla secolarizzazione, cedimento che solo la decisione umanissima ma ferma di Paolo VI ha potuto contenere. Con Giovanni Paolo II si apre invece piuttosto una fase di realizzazione positiva e di prosecuzione del disegno conciliare. Il mondo moderno non ha bisogno che la Chiesa gli dia ragione, anche con dovizia di argomentazioni, l\u00e0 dove esso effettivamente ha ragione. Il mondo piuttosto ha bisogno che la Chiesa sia SOLIDALE CON LUI NELL&#8217;ATTIMO DELLA SUA CADUTA, manifestandogli in che modo \u00e8 possibile porre rimedio a quegli errori fondamentali che minacciano di distruggere tutto ci\u00f2 che di positivo la civilt\u00e0 europea ha costruito nel lavoro di secoli.\u00bb<\/p>\n<p>Ecco, dunque, la causa fondamentale dello smarrimento in cui sono precipitati gli uomini, e della loro schiavit\u00f9: il relativismo etico, culturale, spirituale.<\/p>\n<p>L&#8217;aver rinunciato a perseguire la Verit\u00e0, in nome di cento, mille verit\u00e0 soggettive e parziali; l&#8217;aver rinunciato al Bene, al Giusto, al Bello, in nome di cento e mille forme di bene, di giustizia e di bellezza, tutte effimere, tutte incomplete, perch\u00e9 tutte fondate su ci\u00f2 che \u00e8 transitorio: ecco l&#8217;errore.<\/p>\n<p>Da qui, pertanto, occorre ripartire; da qui \u00e8 necessario incominciare la ricostruzione morale, culturale e spirituale della nostra societ\u00e0, senza la quale continueremo a edificare sul nulla, a costruire le nostre torri di Babele che resteranno, poi, incomplete e abbandonate, quale malinconica testimonianza del nostro vano orgoglio e della nostra follia.<\/p>\n<p>Per ricostruire un tessuto spirituale, la nostra societ\u00e0 deve superare le secche del secolarismo, cio\u00e8 del progressivo, deliberato, tenace rifiuto di ogni influenza religiosa nell&#8217;ambito della vita civile e quasi dell&#8217;orrore nei confronti della dimensione del sacro. Il secolarismo rappresenta, per un corpo sociale, l&#8217;equivalente di quel che sarebbe una annosa siccit\u00e0 nei confronti della vegetazione, ossia il venir meno, per le piante, dell&#8217;elemento indispensabile per la loro vita e per la loro crescita, oltre alla luce del sole: l&#8217;acqua. Cos\u00ec come le piante non possono vivere senza l&#8217;acqua, cos\u00ec una societ\u00e0 non pu\u00f2 vivere senza conservare il senso del sacro e senza coltivare al suo interno la dimensione del soprannaturale e del divino.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 che recida le proprie radici spirituali corre verso il suicidio: perch\u00e9 il bisogno di Dio fa parte della natura umana, e una societ\u00e0 &#8211; che \u00e8 fatta di esseri umani, e non di macchine -, negando a se stessa il proprio alimento spirituale, si avvia incontro alla consunzione e alla morte. Le apparenze possono anche ingannare; specialmente se l&#8217;ipertrofia della tecnica simula le apparenze di un vitalismo inesausto, titanico, prometeico: ma all&#8217;occhio esperto non pu\u00f2 sfuggire la differenza che passa tra una societ\u00e0 realmente viva e vitale ed una societ\u00e0 intimamente moribonda e malata di gigantismo. Anzi, le dimensioni spropositate delle cose e l&#8217;efficienza sempre pi\u00f9 avveniristica della tecnologia sono l&#8217;indizio pressoch\u00e9 infallibile del pessimo stato di salute, se non della vera e propria agonia, in cui versa un determinato corpo sociale. L&#8217;uomo moderno ha bisogno di ben altro che macchine, diceva lo scrittore francese Drieu La Rochelle, per affrontare i problemi che lo assillano da ogni lato.<\/p>\n<p>Il secolarismo \u00e8 il risultato di una filosofia che si \u00e8 allontanata non solo da Dio, ma dal centro vitale dell&#8217;uomo stesso: e, dunque, di una filosofia intimamente, profondamente anti-umana. Una tale filosofia si accompagna &#8212; anche questo \u00e8 fisiologico &#8212; a slogan e parole d&#8217;ordine che proclamano la loro sollecitudine per i bisogni dell&#8217;uomo, per la verit\u00e0, per la giustizia, e che sanciscono, nel modo pi\u00f9 solenne ed enfatico, i suoi diritti, veri o presunti che siano (in genere, tuttavia, parlando il minimo indispensabile dei doveri, che pure sono il corrispondente, logico ed etico, di qualsiasi discorso sui diritti). Di conseguenza, \u00e8 necessario smascherare l&#8217;inganno, la truffa insita in questa strategia del doppio binario: occorre denunciare con forza che, se si vogliono mettere al centro i diritti, bisogna fare leva sui valori; e che nessun valore pu\u00f2 prescindere dal bisogno pi\u00f9 profondo della natura umana: il bisogno di Dio.<\/p>\n<p>La cultura moderna pretende di poter estendere e proteggere i nostri diritti, in quanto saprebbe riconoscere i nostri bisogni; ma vorrebbe farci credere che questi ultimi siano di ordine pressoch\u00e9 esclusivamente materiale: in pratica, poco pi\u00f9 del mero inseguimento del miraggio consumista, che ci incatena al circolo vizioso della crescita illimitata (che \u00e8 una contraddizione in termini ed una impossibilit\u00e0 logica) e del consumo compulsivo di sempre nuovi beni e servizi, peraltro sempre pi\u00f9 inutili, se non francamente dannosi. Dunque, occorre denunciare la menzogna: perch\u00e9 non di solo pane vive l&#8217;uomo; e chi pretende di affermarlo, magari servendosi del nobile pretesto di voler instaurare la giustizia in terra, va contro ci\u00f2 che \u00e8 umano.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di tornare a ci\u00f2 che \u00e8 autenticamente umano, per poter socchiudere uno spiraglio sulla dimensione del divino. Le due cose vanno di pari passo. Troppo a lungo ci \u00e8 stato insegnato, da cattivi maestri, che tutto ci\u00f2 che serve Dio, rappresenta una alienazione ed un regresso per l&#8217;umanit\u00e0: ma \u00e8 vero l&#8217;esatto contrario. Nella ricerca del divino, l&#8217;uomo si ritrova e si realizza in ci\u00f2 che possiede di pi\u00f9 specificamente umano: la dimensione spirituale. Non siamo stati fatti per vivere come bruti, ammoniva Dante, ma per seguire la virt\u00f9 e la conoscenza.<\/p>\n<p>Virt\u00f9 e conoscenza ci portano verso Dio, perch\u00e9 devono ancorarsi in qualcosa che non sia effimero, che non sia transitorio, n\u00e9 opinabile: in qualcosa di saldo e certo, fuori dalle paludi di ogni specie di relativismo. Il relativismo \u00e8 inumano, come lo \u00e8 il secolarismo, perch\u00e9 entrambi negano e vorrebbero sopprimere alla radice ci\u00f2 che fa dell&#8217;uomo, l&#8217;uomo: la sete ardente di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 europea \u00e8 destinata a perire, se non trover\u00e0 il modo di uscire nell&#8217;angusto recinto, dominato da vieti pregiudizi di matrice illuminista, nel quale ha<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[110,117],"class_list":["post-27487","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-civilta","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27487","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27487"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27487\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}