{"id":27479,"date":"2018-01-19T08:38:00","date_gmt":"2018-01-19T08:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/19\/alla-fine-redenta-ogni-cosa-tornera-in-dio\/"},"modified":"2018-01-19T08:38:00","modified_gmt":"2018-01-19T08:38:00","slug":"alla-fine-redenta-ogni-cosa-tornera-in-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/19\/alla-fine-redenta-ogni-cosa-tornera-in-dio\/","title":{"rendered":"Alla fine, redenta, ogni cosa torner\u00e0 in Dio"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo, cos\u00ec come lo conosciamo, \u00e8 segnato dal disordine della ferita del Peccato originale, che ha incrinato la relazione fra Dio e l&#8217;uomo e ha trafitto tutta l&#8217;umanit\u00e0 con il pungiglione della concupiscenza, ossia della tendenza al male, retaggio fatale e inesorabile di quella prima rivolta e disobbedienza. E tuttavia, il mondo \u00e8 stato creato da Dio secondo un progetto mirabilmente amorevole e intelligente, quindi secondo un ordine preciso, sorretto costantemente dalla divina Provvidenza; ordine che non \u00e8 stato completamente distrutto da quel peccato, ma soltanto incrinato, e che poi, con l&#8217;Incarnazione del Verbo, ha ricominciato a brillare, sia pure parzialmente, in attesa della pienezza finale, quando tutti i tempi e tutti i singoli membri del genere umano saranno chiamati a rendere testimonianza al Figlio di Dio, in presenza del Padre e dello Spirito Santo, per essere definitivamente giudicati e premiati o condannati, ciascuno in base alle sue opere, secondo verit\u00e0 e giustizia assolute. Al presente, perci\u00f2, possiamo dire che tutte le cose tendono verso quel&#8217;ordine originario che \u00e8 andato perduto, ma che non \u00e8 completamente scomparso e le cui tracce sono ancora visibili nella bellezza e nell&#8217;armonia della creazione, e la cui ardente nostalgia punge il cuore delle anime fin dall&#8217;infanzia, e poi, con il crescere della consapevolezza, non fa che aumentare, palesandosi sempre pi\u00f9 evidente la discrepanza che esiste fra il mondo cos\u00ec com&#8217;\u00e8, e noi stesi cos\u00ec come siamo, e il mondo come dovrebbe essere, e noi stessi come dovremmo e potremmo essere, se la concupiscenza non ci spingesse costantemente vero il male e se fossimo capaci di quel&#8217;abbandono generoso, totale, incondizionato, della creatura che risponde prontamente all&#8217;invito d&#8217;amore del suo Creatore.<\/p>\n<p>Una singola creatura, in verit\u00e0, \u00e8 stata capace di quel tipo di abbandono assoluto; una creatura privilegiata, concepita senza il fardello del Peccato originale, appunto perch\u00e9 destinata da Dio, fin da prima che il mondo cominciasse ad esistere, a rendere possibile il mistero sublime, insondabile, dell&#8217;Incarnazione del Verbo: Maria, la Madre di Ges\u00f9 Cristo. In lei quel pegno di amore totale \u00e8 passato interamene dal Creatore alla creatura ed \u00e8 ritornato, immacolato e perfetto, dalla creatura fino al suo Creatore. In quel <em>fiat<\/em> c&#8217;\u00e8 tutto il mistero di Maria e c&#8217;\u00e8 una prefigurazione di quel che potremmo essere noi, di ci\u00f2 che potrebbe essere il mondo, se ciascuno fosse capace di dire al Padre celeste <em>Sia fatto di noi cos\u00ec come Tu vuoi<\/em>, con la stessa fede e con la stessa radicale disponibilit\u00e0 mostrate da Maria Vergine, quando fu visitata dall&#8217;Arcangelo Gabriele. Per quanto Maria sia una creatura assolutamente privilegiata, la sola concepita senza il Peccato originale, il suo &quot;s\u00ec&quot; a Dio \u00e8 stato ugualmente del tutto libero e volontario: il posto speciale che ella occupava, nella mente di Dio, per la redenzione dell&#8217;umanit\u00e0, fin dall&#8217;abisso dei secoli, richiedeva comunque una adesione completamente libera; e anche una perfetta coscienza del prezzo che quel &quot;s\u00ec&quot; avrebbe comportato, in termini di umana sofferenza, perch\u00e9 Dio non inganna le sue creature. Si ricordino le parole di Simeone a Maria, al momento della presentazione di Ges\u00f9 al tempio (<em>Lc<\/em> 2, 34-35): <em>Egli \u00e8 qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perch\u00e9 siano svelati i disegni di molti cuori. E anche a te una spada trafigger\u00e0 l&#8217;anima<\/em>. Eppure, grazie a quell&#8217;atto di totale obbedienza e di totale fiducia in Dio, con cui Maria ha risposto all&#8217;invito dell&#8217;Arcangelo Gabriele, l&#8217;esatto contrario del &quot;no&quot; di un&#8217;altra donna, Eva, la quale non volle fidarsi dell&#8217;amore di Dio e prov\u00f2 invidia per la propria condizione di creatura rispetto al suo Creatore, istigata dal diavolo alla disobbedienza, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 stata reintegrata pienamente nel progetto salvifico di Dio e in lei, umile creatura, si \u00e8 realizzato un anticipo di quella condizione felice e perfetta che caratterizzer\u00e0 i tempi nuovi, quando ogni cosa sar\u00e0 rifatta a piena immagine di Dio. In altre parole, in Maria si realizza una reintegrazione dello stato paradisiaco dell&#8217;umanit\u00e0, poich\u00e9 la condizione fondamentale di quello stato risiedeva proprio nella piena fiducia e obbedienza, non offuscata da alcuna ombra, da parte delle creature verso il loro Creatore.<\/p>\n<p>Questo aspetto della riflessione mariologica \u00e8 stato specialmente approfondito dal beato Luigi Caburlotto, un umile sacerdote veneziano dell&#8217;Ottocento, che viene oggi ricordato soprattutto per aver fondato, nel 1850, la Congregazione delle Figlie di San Giuseppe, comunemente conosciute come suore giuseppine, il cui carisma \u00e8 quello dell&#8217;educazione cristiana dei giovani, dall&#8217;asilo fino alle scuole superiori; ma era anche un appassionato devoto della Madonna e, pur essendo meno noto questo aspetto della sua personalit\u00e0, egli ha svolto delle profonde riflessioni teologiche sul ruolo di Maria nel piano della salvezza. Scrive Nereo Zamberlan nel suo saggio\u00a0<em>La devozione a Maria del venerabile Luigi Caburlotto<\/em>, Venezia, Istituto Figlie di San Giuseppe, 2007, pp. 83-84; riportiamo anche le note, molto interessanti, cambiando solo, di necessit\u00e0, la numerazione):<\/p>\n<p><em>L&#8217;assoluta preminenza del punto di riferimento e di orientamento che Maria rappresenta per ogni destinatario della salvezza si comprende alla luce dell&#8217;infinita perfezione del piano salvifico,che ha il suo fulcro nella carit\u00e0 divina. Dio &#8211; spiega il Caburolotto &#8211; ama infinitamente le sue creature, ha sognato Maria fin dall&#8217;eternit\u00e0, e HA TROVATO &#8211; in Colei che da sempre ha contemplato &#8211; IL SUO PIENO COMPIACIMENTO; ha rivolto il suo sguardo d&#8217;amore proprio verso QUESTA creatura in particolare, facendone, con la sua Potenza, la primizia della redenzione da cui prende inizio la RICAPITOLAZIONE UNIVERSALE (Ef, 1, 10). (1) In modo portentoso l&#8217;ha costituita FIGLIA sua, FIGLIA DELLA LUCE (e lei stessa\u00a0 LUCE DI CONSOLAZIONE, DI PACE E DI GIOIA che deve apparire tra le tenebre); l&#8217;ha scelta come CORREDENTRICE accanto al Redentore (e Lei medesima REDENTRICE) (2); l&#8217;ha creata DALLA COMUNE PENA ESENTE sottraendola ai colpi del nemico (salvandola, fortificandola, proteggendola, elevandola, trasferendola in un luogo inaccessibile al maligno). Il Verbo l&#8217;ha nobilitata, BELLAMENTE ONORATA, fregiata di DONI SINGOLARI E SPECIALISSIMI in misura illimitata (vero ABISSO di carismi), ed ha santificato come SUO tabernacolo quest&#8217;Arca mistica, UNICA E SOLA RISERVATA DAL COMUNE NAUFRAGIO, aurora felice del giorno della grande liberazione.<\/em><\/p>\n<p><em>La BELLEZZA della sposa del Cantico, nel discorso DELLA CONCEZIONE, \u00e8 oggetto di infinito stupore: Maria \u00e8 l&#8217;&quot;hortus conclusus&quot;&#8230; il &quot;paradiso&quot; dove abita per sempre ormai Dio. (3)<\/em><\/p>\n<p><em>1) La ricapitolazione \u00e8 da intendersi come RI-UNIFICAZIONE e RE-INTEGRAZIONE di tutti gli esseri nel piano divino mediante il Cristo costituito capo dell&#8217;universo; &quot;cos\u00ec alla universalit\u00e0 \u00a0della creazione mediante il Verbo, corrisponde l&#8217;ampiezza cosmica delle redenzione mediante il Verbo Incarnato, nel quale tutte le creature ritrovano il loro vero senso e valore. Una palingenesi cristocentrica e teocentrica, gi\u00e0 annunciata dai profeti Isaia ed Ezechiele: un ricreare l&#8217;ordine essenziale, l&#8217;unit\u00e0 che \u00e8 la legge di vita&#8230;&quot; (&quot;Lettere di s. Paolo. Lettere cattoliche. Apocalisse&quot;, versione dal testo greco e note di A. Rizzato, comm. L. Favero, Vicenza 1963, p. 261).<\/em><\/p>\n<p><em>2) Entrambi i titoli sono usati da Luigi Caburlotto; la con-redenzione non \u00e8 una redenzione accessoria. Per grazia, \u00e8 una associazione A PIENO TITOLO all&#8217;opera della salvezza. Del resto, non siamo noi chiamati a portare a compimento &quot;ci\u00f2 che manca ai patimenti di Cristo&quot;? (Col. 1,24).<\/em>_3C/p>\n<p><em>3) Vale la pena di notare che &quot;hortus&quot;\u00a0 (Ct 4,12) nella Vulgata traduce l&#8217;ebraico &quot;gan&quot;-giardino e che tale vocabolo \u00e8 quello usato nel libro della Genesi a partire da Gen 2,8.9.15ss dove la Vulgata traduce lo stesso termine con paradisum&quot;. In Gen 2,9 si dice che \u00e8 proprio nel &quot;gan&quot; in Eden (da cui usciva un &quot;fiume&quot; che irrigava il &quot;giardino&quot; che Dio piant\u00f2 l&#8217;albero della vita. L&#8217;indicazione di Maria come &quot;fons&quot; (sempre sulla scorta del Cantico) viene ripresa da Anastasio Sinaita (VII sec.): &quot;in medio FONTIS VITAE PUELLAE DEI MATRIS&quot; (CMP, vol. IV\/2, Burgos 1979, 4852). Ma Efrem (IV sec.) aveva gi\u00e0 visto benissimo quando, unendo le due prospettive (Genesi e Cantico), cantava: &quot;Maria FONS PURUS EST&#8230;: ipsa ventre FLUMEN VITAE CONCEPIT, QUOD DESCENDENS MUNDUM IRRIGAVIT OMNIBUS PER EUM MORTUIS RENATIS &#8211; Maria \u00e8 la sorgente pura&#8230;: essa nel suo ventre CONCEPI\u00cc IL FIUME DELLA VITA, IL QUALE DISCENDENDO IRRIG\u00d2 IL MONDO per tutti coloro che &#8211; per mezzo di Lui &#8211; sono rinati da morti che erano&#8230;&quot; (Cf &quot;Carmina Soghita&quot;: 1,37 in &quot;Testi Mariani del Primo Millennio (=TMPM) 1, Citt\u00e0 Nuova Editrice, Roma, 1988, p. 91; CMP, vol. II, Burgos, 1970, 1392, 37). \u00c8 l&#8217;identificazione di Maria con il GIARDINO\/PARADISO DI DIO, ed \u00e8 chiara l&#8217;interpretazione di Gen 2,9 in senso mariologico e cristologico insieme: il Figlio di Dio \u00e8 il fiume che esce da quel Giardino. Il Cantico dei Cantici rinvia al libro della Genesi. Bisogna PROSEGUIRE la meditazione del Caburolotto, che porta davvero lontano, e al recupero del prezioso e fertile pensiero patristico largamente sotteso alla sua devozione mariana.<\/em><\/p>\n<p>La riflessione mariologica del Caburlotto, dunque, si muove fra il libro della <em>Genesi<\/em> e il <em>Cantico dei Cantici<\/em>, e fra la <em>Lettera agli Efesini<\/em> e la <em>Lettera ai Colossesi<\/em> di san Paolo, passando per i Padri della Chiesa, come Efrem il Siro. Due sono i concetti-chiave in questa riflessione mariologica: che tutte le cose saranno ricapitolate in Ges\u00f9 Cristo, per mezzo del quale esse furono fatte, e senza il quale nulla di ci\u00f2 che esiste \u00e8 stato fatto (cfr. <em>Gv<\/em> 1,3); e che Maria \u00e8 la primizia di questa &quot;ricapitolazione&quot;, e quindi, in un certo senso, ella \u00e8 gi\u00e0, fin da ora, il nuovo &quot;paradiso&quot;, la nuova realt\u00e0 rifatta e redenta dal Peccato originale, interamente riconciliata con Dio e divenuta a pieno titolo figlia di Lui. Scrive infatti san Paolo nella <em>Lettera ai Corinti<\/em>, 3-12:<\/p>\n<p><em>Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.\u00a0In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carit\u00e0,\u00a0predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Ges\u00f9 Cristo,\u00a0secondo il beneplacito della sua volont\u00e0. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto;\u00a0nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.\u00a0Egli l&#8217;ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza,\u00a0poich\u00e9 egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volont\u00e0, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito\u00a0per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cio\u00e8 di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.\u00a0In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volont\u00e0, perch\u00e9 noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo.<\/em><\/p>\n<p>Questa &quot;ricapitolazione&quot; di tutte le cose in Cristo equivale a un ritorno di tutti gli esseri a Dio, e ad una loro reintegrazione in quello stato di pienezza e perfezione originaria, che era loro prerogativa prima che intervenissero le funeste conseguenze del Peccato originale. Ogni cosa creata, infatti, tende a tornare verso Dio, sua origine e suo motore primo, sua pace, suo scopo e sua meta finale; come dice ancora san Paolo, <em>sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non \u00e8 la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l&#8217;adozione a figli, la redenzione del nostro corpo<\/em> (<em>Romani<\/em>, 8, 22-23). E sempre san Paolo, nella <em>Lettera ai Colossesi<\/em> (1,24): <em>Perci\u00f2 sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che \u00e8 la Chiesa.<\/em> &quot;Quello che manca ai patimenti di Cristo&quot; \u00e8 un&#8217; altissima meditazione sul mistero della salvezza. Noi siamo redenti dal sangue di Cristo; tuttavia, Egli non pu\u00f2 fare tutto da solo: non pu\u00f2 redimerci, se noi non lo vogliamo; e, se lo vogliamo, allora \u00e8 giusto che noi partecipiamo a pieno titolo anche ai patimenti che essa comporta, aggiungendoli umilmente a quelli sofferti dal nostro Signore, Ges\u00f9 Cristo. E anche in questo Maria ci ha preceduti e ci precede: <em>la spada che le ha trafitto il cuore<\/em> \u00e8 stata l&#8217;aggiunta ai patimenti di Cristo che ella ha preso su di s\u00e9, per essere fedele alla chiamata. Proprio qui si vede l&#8217;abisso che separa la concezione cattolica da quella protestante, nella quale \u00e8 Dio che fa tutto e Cristo non ha bisogno della nostra collaborazione. Fa sorridere l&#8217;invenzione, da parte di una certa &quot;teologia&quot; di questi ultimi anni, della cosiddetta <em>mariologia ecumenica<\/em> (cfr. <em>Mariologia ecumenica, l&#8217;ultimo cavallo di Troia dei modernisti per decattolicizzare la Chiesa<\/em>, pubblicato sul sito di Accademia Nuova Italia il 15\/07\/2017), per cui una certa rivista cattolica ci rende edotti, ad esempio, di quanto belle e toccanti siano le parole rivolte da Zwingli alla Madonna. In realt\u00e0, non c&#8217;\u00e8 alcuna mariologia ecumenica, queste sono elucubrazioni postconciliari: solo per i cattolici Maria svolge quel ruolo di anticipatrice del Paradiso e di primizia dell&#8217;umanit\u00e0 redenta, che ne fa, come dice Dante (<em>Par<\/em>. XXXIII, 2), <em>umile e alta pi\u00f9 che creatura&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo, cos\u00ec come lo conosciamo, \u00e8 segnato dal disordine della ferita del Peccato originale, che ha incrinato la relazione fra Dio e l&#8217;uomo e ha<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,219],"class_list":["post-27479","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-peccato-originale"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27479"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27479\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}