{"id":27474,"date":"2012-09-26T08:50:00","date_gmt":"2012-09-26T08:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/09\/26\/offrire-il-proprio-cuore\/"},"modified":"2012-09-26T08:50:00","modified_gmt":"2012-09-26T08:50:00","slug":"offrire-il-proprio-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/09\/26\/offrire-il-proprio-cuore\/","title":{"rendered":"Offrire il proprio cuore"},"content":{"rendered":"<p>Accade ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, eppure \u00e8 una cosa sbalorditiva, impressionante, drammatica: che qualcuno sia pronto ad offrire il proprio cuore a qualcun altro, a donare tutto se stesso o tutta se stessa a un altro essere umano.<\/p>\n<p>\u00c8 una cosa sublime; e anche terribile. Le sue conseguenze sono incalcolabili, cos\u00ec come la sua portata \u00e8 incommensurabile.<\/p>\n<p>Di solito, nella vita ordinaria, le persone sono piuttosto caute e circospette; hanno paura di essere imbrogliate, tengono stretto il portafoglio, contano diligentemente il denaro ricevuto di resto dal negoziante o dalla cassiera; se sospettano, anche minimamente, di essere stati raggirati, sono pronti a reagire, a protestare, a denunciare.<\/p>\n<p>Nell&#8217;amore, invece, si buttano allo sbaraglio con ardore incontenibile, con audacia quasi folle. Vanno avanti come i seicento cavalleggeri britannici della carica di Balaklava, cantata dal poeta Lord Alfred Tennyson: incuranti di qualunque ostacolo, pronti a farsi spazzare via dall&#8217;artiglieria nemica piuttosto che indietreggiare.<\/p>\n<p>\u00abTi offro me stesso (o me stessa); ti offro il mio cuore\u00bb: \u00e8 una frase da far accapponare la pelle, e tuttavia c&#8217;\u00e8 sempre stato, c&#8217;\u00e8 e ci sar\u00e0 sempre qualcuno pronto a pronunciarla; a pronunciarla con gioia, senza secondi fini; a immolarsi per essa, a sacrificare tutto, ad affrontare ogni sorta di avversit\u00e0, pur di mantenervi fede. C&#8217;\u00e8 di che restare pensosi.<\/p>\n<p>La riflessione che vogliamo qui fare sar\u00e0 di tipo puramente filosofico: niente sentimentalismi; niente romanticherie a buon mercato; niente elementi accessori, ma solo la sostanza delle cose, sfrondata di tutto quanto \u00e8 casuale o estemporaneo. E, soprattutto, cercando di vedere l&#8217;insieme della questione, non solo singoli aspetti, per quanto importanti.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;offerta del proprio cuore &#8211; che, nella prospettiva dell&#8217;amor cortese, corrispondeva a una vera e propria cerimonia iniziatica &#8211; \u00e8, comunque, badando alla sua natura essenziale, appunto una offerta, cio\u00e8 un dono; e non un dono qualunque, ma il dono di se stessi; e non il dono di se stessi che nasce da una decisione della mente, ma che scaturisce dalle profondit\u00e0 del sentimento, dalla parte passionale dell&#8217;anima, non senza una robusta partecipazione dell&#8217;elemento erotico e sessuale.<\/p>\n<p>&quot;Offrire&quot;, dunque, non \u00e8 &quot;donare&quot; e basta; \u00e8 donare, ma con l&#8217;aspettativa di ricevere in cambio; se si dona se stessi per amore, ci si aspetta di ricevere, quale ricompensa, l&#8217;amore dell&#8217;altro, cio\u00e8 che anche l&#8217;altro si doni a noi, tutto intero e senza condizioni. Non \u00e8 poco.<\/p>\n<p>Dunque siamo arrivati a un primo punto fermo: donare il proprio cuore non \u00e8 un atto disinteressato; anche se l&#8217;interesse pu\u00f2 non essere necessariamente cosciente, esso esiste ed \u00e8 inseparabile da questo tipo di offerta; nessuno offre il proprio cuore, se non aspettandosi di ricevere, a sua volta, un dono di valore equivalente: il cuore dell&#8217;amato. Jacopo Ortis, che si uccide per amore di Teresa, spera &#8211; forse inconsciamente &#8211; di ricevere in cambio l&#8217;amore eterno di lei, nella forma della memoria. Dunque \u00e8 un donare ambiguo, ammesso che esistano doni totalmente disinteressati e donatori che non si aspettano assolutamente nulla in cambio del loro gesto.<\/p>\n<p>Il dono perfetto non \u00e8 quello che si offre senza aspettarsi nulla, ma quello che si fa senza residui, senza chiedere o porre condizioni, per quanto grande esso sia. Lancillotto accetta perfino di salire sulla carretta dei condannati a morte per amore di Ginevra, cosa supremamente oltraggiosa per un cavaliere; tuttavia ha un momento di esitazione, di umana debolezza davanti alla prospettiva di coprirsi di obbrobrio: e Ginevra, giustamente &#8211; secondo il codice dell&#8217;amore cortese &#8211; non glielo perdona, non ci passa sopra.<\/p>\n<p>O si dona davvero, o non si dona; se si dona l&#8217;amore, lo si deve donare in modo perfetto, cio\u00e8 totale: l&#8217;amante non potrebbe offrire, neanche se lo volesse, niente di pi\u00f9, mentre l&#8217;amato non pu\u00f2 accontentarsi di niente di meno; questa \u00e8 la legge.<\/p>\n<p>Un secondo punto fermo \u00e8 che chi dona il proprio cuore, lo dona spontaneamente: nessuno lo obbliga, nessuno lo costringe, nessuno lo ricatta; lo dona perch\u00e9 non potrebbe fare altrimenti, in quanto una forza interna, potentissima, lo sospinge avanti, vincendo qualsiasi resistenza; pertanto non ha senso che, dopo aver donato, egli si penta, recrimini, rinfacci.<\/p>\n<p>Quando si dona qualcosa, lo si fa liberamente, in caso contrario non si tratterebbe affatto di un dono; e se lo si fa liberamente, allora bisogna assumerne la piena responsabilit\u00e0, rinunciando in partenza, e in linea di principio, per cos\u00ec dire, a qualunque eventuale recriminazione. Tutto quel che pu\u00f2 avvenire poi non modifica la sostanza delle cose: il donatore non era costretto da alcuno, ha agito liberamente, dunque non ha alcun diritto di rivalersi o di protestare.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che l&#8217;amato non abbia delle responsabilit\u00e0 nei confronti dell&#8217;amante; significa, per\u00f2, che tali responsabilit\u00e0 non investono l&#8217;oggetto del dono, ossia l&#8217;amore che gli \u00e8 stato offerto, ma, semmai, il modo in cui ha ritenuto di gestire questo &quot;capitale&quot;, questa grande ricchezza che \u00e8 stata messa, gratuitamente, a sua disposizione. L&#8217;amato, infatti, \u00e8 libero di accettare o no il dono, cos\u00ec come l&#8217;amante era libero di farlo. Se lo rifiuta, egli recupera, tutta intera, la sua indipendenza, fermo restando che sarebbe buona cosa saper rifiutare nei dovuti modi un dono cos\u00ec grande, mostrando rispetto per i sentimenti del donatore. Se lo accetta, invece, egli esce dalla sua splendida solitudine e diventa il polo di una coppia, all&#8217;interno della quale entrambi devono assumersi delle responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto questo pu\u00f2 sembrare formalistico, quasi legalistico; ma, in effetti, il fatto del dono instaura una relazione complessa fra due esseri umani, nella quale esiste anche una dimensione etica: e non si d\u00e0 etica senza che vi sia un discorso sui diritti e sui doveri, dunque un discorso sulle relazioni giuridiche fra due o pi\u00f9 soggetti.<\/p>\n<p>Esistono delle possibili obiezioni a quanto abbiamo qui sopra sostenuto. In particolare, l&#8217;amante tende a respingere l&#8217;affermazione di aver offerto il proprio amore in maniera del tutto libera e spontanea; egli sostiene di essere stato &quot;costretto&quot; ad amare, non da una forza interna, ma dalla presenza stessa dell&#8217;amato; ed \u00e8 proprio per questo che scorge nell&#8217;amato un principio di responsabilit\u00e0 nei suoi confronti, se non addirittura una intenzione e una volont\u00e0 di catturarlo e di sottometterlo.<\/p>\n<p>Qui, in effetti, si sfiora un terreno delicatissimo, dove \u00e8 quasi impossibile muoversi senza posare il piede su qualcosa di estremamente ambiguo sfuggente: intendiamo parlare del confine, ammesso che esista, fra innocenza e seduzione. Quando nasce un sentimento amoroso, non \u00e8 detto che chi prende l&#8217;iniziativa di dichiararsi e di offrire il proprio cuore, abbia fatto tutto da solo; pu\u00f2 essere che egli sia stato segretamente invitato dall&#8217;altro e, nei casi pi\u00f9 sottili, addirittura manipolato, senza che egli se ne sia neppure reso conto. Ma, se pure questo \u00e8 avvenuto, debolissimi sono gli indizi, quasi impercettibili; e impossibile il dimostrarlo.<\/p>\n<p>Un caso ancora pi\u00f9 ambiguo, e, nello stesso tempo, straordinariamente grossolano, \u00e8 quello della seduzione alla cieca: di quelle persone, cio\u00e8, che distribuiscono a trecentosessanta gradi la loro strategia seduttiva, per poi scegliere con calma se e quando accettare l&#8217;offerta d&#8217;amore altrui, ignorando o respingendo tutte le altre. Tali persone agiscono come quei pescatori che non vanno a pesca con le reti, ma con la dinamite: a loro non importa di uccidere o mutilare centinaia di pesci, per portare a casa un bottino di poche decine; non si curano della enorme sproporzione esistente fra il danno che provocano e il vantaggio che acquisiscono.<\/p>\n<p>Prendiamo, allora, il caso pi\u00f9 frequente: quello in cui l&#8217;amante non \u00e8 stato sedotto intenzionalmente, ma \u00e8 rimasto sedotto dalle qualit\u00e0 dell&#8217;amato e gli ha offerto il suo cuore, arrendendosi all&#8217;amore senza porre condizioni. Certo, dire che egli ha fatto tale dono &quot;liberamente&quot; pu\u00f2 dare luogo a un malinteso: perch\u00e9 quell&#8217;avverbio non va inteso in senso assoluto, ma relativo. Egli era &quot;libero&quot; nel senso che non \u00e8 stato catturato dalla volont\u00e0 dell&#8217;amato, ma da un sentimento che gli \u00e8 nato dentro in virt\u00f9 di quella presenza, e al quale non ha saputo resistere. Non era pertanto &quot;libero&quot; in senso assoluto, ma era libero in senso relativo: perch\u00e9, non essendo costretto nel senso ordinario del termine, avrebbe potuto anche negarsi a quel sentimento e non offrire all&#8217;altro il suo cuore (come di fatto accade con persone dalla forte volont\u00e0).<\/p>\n<p>Ribadiamo il concetto: il dono, qualunque dono &#8211; e dunque, a maggior ragione, il dono totale di se stessi &#8211; non \u00e8 un atto cos\u00ec gratuito come sembra; \u00e8 carico di aspettative e di sottintesi: tutti, tranne i santi e gli idioti, donano nella convinzione che riceveranno qualcosa in cambio, che il loro dono verr\u00e0 ricambiato. Ecco perch\u00e9 accettare un dono \u00e8 molto pi\u00f9 impegnativo che rifiutarlo; rifiutandolo, ci si scioglie da qualunque impegno; accettandolo, ci si impegna, come minimo, a prendere in considerazione la persona del donatore, e, fino a un certo punto, anche le sue intenzioni, palesi e recondite.<\/p>\n<p>Presso certe trib\u00f9 amazzoniche, in cui vige una cultura di tipo animista e sciamanico, se un uomo sogna che un vicino gli ha fatto un dono, il giorno dopo si presenta da quell&#8217;uomo per riceverlo; e, se questi dice di non ricordare una promessa del genere, si ritiene offeso in misura tale da meditare una vendetta mortale. Questo, per la nostra mentalit\u00e0, \u00e8 assurdo; tuttavia, senza volerci addentrare in un&#8217;ardua disquisizione di antropologia culturale, e tanto meno sulla natura profonda dei sogni (liberandoci, per\u00f2, dalla pretesa ridicola di sapere ormai tutto in proposito, grazie al dottor Freud) dovremmo riflettere sul fatto che il dono \u00e8 un&#8217;arma a doppio taglio: impegna colui che lo riceve non meno di quanto colui che lo ha fatto.<\/p>\n<p>Insomma, il vero dono non esiste, se per &quot;dono&quot; si intende qualcosa che viene offerto senza aspettarsi assolutamente nulla in cambio, tranne che da parte dei santi o nel contesto di un rapporto impersonale, come pu\u00f2 essere un&#8217;opera caritativa e assistenziale che agisce per mezzo della mediazione di altri soggetti. Nel rapporto a tu per tu, diretto, immediato, tutti donano perch\u00e9 si aspettano di ricevere; anche se non sempre ne sono, l\u00ec per l\u00ec, consapevoli.<\/p>\n<p>Pertanto il dono di s\u00e9 che avviene sulla spinta dell&#8217;amore \u00e8 il meno disinteressato di tutti i doni: il suo valore \u00e8 altissimo, ma lo \u00e8 anche quello di ci\u00f2 che si spera di ricevere in cambio. Si dona interamente se stessi per ricevere tutto dell&#8217;altro: aspettativa pi\u00f9 grande non potrebbe darsi, alla lettera. \u00c8 comprensibile che qualcuno sia esitante ad accettare un dono che possiede implicazioni talmente forti, dalle quali \u00e8 cos\u00ec difficile tornare indietro.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 il terzo e ultimo punto: dal dono dell&#8217;amore non si torna pi\u00f9 indietro. L&#8217;amore pu\u00f2 finire, le sue conseguenze no. Una centrale atomica produce scorie che rimangono radioattive per qualcosa come quarantamila anni, dunque resta potenzialmente pericolosa moltissimo tempo dopo che sia stata spenta (non sappiamo nemmeno se esister\u00e0 ancora il genere umano, fra quarantamila anni). Ripetiamolo un&#8217;altra volta: dal dono di s\u00e9, totale, che si fa nell&#8217;amore, non \u00e8 possibile tornare indietro, mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 avviene nei due sensi: dell&#8217;amante e dell&#8217;amato. L&#8217;amante, colui che ha offerto il dono, potr\u00e0 forse disamorarsi di quella persona, ma non dimenticher\u00e0 mai del tutto il sentimento che ha provato e che lo ha spinto al dono di s\u00e9. Anche quando creder\u00e0 di essersene del tutto scordato, a decenni di distanza, un gesto, una frase, uno sguardo, di colpo glielo faranno tornare vivo e presente: e allora si accorger\u00e0 che era rimasto silenzioso, in attesa, per tutto quel tempo, in qualche angolo della sua coscienza. Colui che ha ricevuto un tale dono potr\u00e0 credere, a sua volta, ma soltanto credere, di averlo dimenticato, sia che l&#8217;abbia accettato, sia che l&#8217;abbia rifiutato: perch\u00e9 il dono dell&#8217;amore \u00e8 cos\u00ec strano, che qualcosa di esso rimane anche in colui che lo rifiuta. Non \u00e8 cosa indifferente ricevere una tale offerta, anche se non ci si sente di accettarla: la persona che l&#8217;abbia ricevuta non sar\u00e0 mai pi\u00f9 la stessa di prima, non penser\u00e0 pi\u00f9 a se stessa e agli altri negli stessi termini di prima.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima riflessione ci accompagna verso la conclusione del presente ragionamento.<\/p>\n<p>Donare \u00e8 impegnativo; accettare un dono lo \u00e8, se possibile, ancora di pi\u00f9; e se quel dono \u00e8 l&#8217;amore, allora non esiste impegno pi\u00f9 grande che sia dato immaginare: roba da far tremare le vene e i polsi. Dante ne era consapevole, quando descrisse la scena, paurosa e tutt&#8217;altro che &quot;stilnovistica&quot; (se per stilnovismo si intendono sdolcinate svenevolezze), in cui Amore d\u00e0 da mangiare a Beatrice il cuore del poeta e poi, piangendo, si allontana con lei verso il cielo.<\/p>\n<p>Gli uomini e le donne dovrebbero essere maggiormente consapevoli di quanto sia impegnativo donare e accogliere l&#8217;offerta d&#8217;amore. Se non lo sono, andranno incontro a fraintendimenti e sofferenze inutili: inutili, perch\u00e9 avrebbero potuto essere evitati o, almeno, ridotti, con un po&#8217; pi\u00f9 di chiarezza nel guardarsi dentro e un po&#8217; pi\u00f9 di onest\u00e0 nel leggervi quel che c&#8217;\u00e8 scritto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accade ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, eppure \u00e8 una cosa sbalorditiva, impressionante, drammatica: che qualcuno sia pronto ad offrire il proprio cuore a qualcun altro,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-27474","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27474"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27474\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}