{"id":27463,"date":"2018-11-28T01:01:00","date_gmt":"2018-11-28T01:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/28\/occhi-al-filologo-e-il-tecnico-piu-micidiale\/"},"modified":"2018-11-28T01:01:00","modified_gmt":"2018-11-28T01:01:00","slug":"occhi-al-filologo-e-il-tecnico-piu-micidiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/28\/occhi-al-filologo-e-il-tecnico-piu-micidiale\/","title":{"rendered":"Occhi al filologo: \u00e8 il tecnico pi\u00f9 micidiale"},"content":{"rendered":"<p>Avevamo osservato, a suo tempo, sulle orme di un passo de <em>La Gaia Scienza<\/em> di Nietzsche, che la rovina del cristianesimo \u00e8 iniziata quando al teologo si \u00e8 gradualmente sostituito il filologo; e osservando i disastri che la filologia sta facendo oggi nel campo della religione cattolica, arrivando perfino a cambiare, dopo duemila anni, le parole della preghiera fondamentale dei cristiani, quel <em>Padre nostro<\/em> che Ges\u00f9 stesso ci ha insegnato (cos\u00ec crediamo noi; cosa credano quelli che lamentano l&#8217;assenza, all&#8217;epoca, di nastri magnetici per registrare i suoi discorsi, come Sosa Abascal, non lo sappiamo), non si pu\u00f2 che ammirare l&#8217;acutezza del filosofo tedesco, il quale, provenendo da studi filologici, di quelle cose se ne intendeva. In fondo, tutta l&#8217;eresia modernista ruota intorno all&#8217;uso e all&#8217;abuso della filologia.<\/p>\n<p>Il filologo ci \u00e8 sempre stato presentato, dalla cultura moderna, come una figura estremamente simpatica. Ci \u00e8 stato detto che il primo filologo &#8212; e, guarda caso, il primo umanista: le due cose vanno a braccetto &#8212; \u00e8 stato Francesco Petrarca, il quale passava al setaccio abbazie e monasteri per trovare i manoscritti delle opere classiche e per ripubblicarne l&#8217;edizione corretta, liberata cio\u00e8, dagli errori di trascrizione di quei pasticcioni degli amanuensi medievali. Ci \u00e8 stato anche detto, sui banchi del liceo, che bisogna rivolgere un grato pensiero a uomini come Lorenzo valla, il quale, con lo strumento della filologia, ha dimostrato, appunto, la falsit\u00e0 della donazione di Costantino, un documento che, ci \u00e8 stato detto, era non solo falso, ma esiziale per il progresso della civilt\u00e0 europea e mondiale. E va bene. Quel che si sono scordati di dirci, o perch\u00e9 non ci hanno mai riflettuto, o perch\u00e9 volontari operatori del grande progetto di deformazione della nostra percezione delle cose, \u00e8 che la filologia, per sua stessa natura, \u00e8 una scienza sperimentale, e pertanto che precede di due secoli la pretesa di Machiavelli di staccare la politica dalla morale e della religione, e di tre secoli la rivendicazione di Galilei della separazione (separazione, non autonomia) della scienza moderna da tutto ci\u00f2 che non le appartiene, religione compresa. Dunque i primi filologi sono stati anche i primi scienziati, nel senso moderno, cio\u00e8 sperimentale e antifinalistico, della parola: dei meccanicisti <em>ante litteram<\/em>, per i quali non esiste alcuna distinzione fra sacro e profano, tutto \u00e8 profano perch\u00e9 tutto pu\u00f2 essere da loro esaminato, passato al setaccio, emendato, rivisitato, e, al limite, come nel caso della donazione costantiniana, dichiarato falso.<\/p>\n<p>Era fatale che arrivasse il momento, prima o poi, in cui siffatti criteri sarebbero stati applicati, in tutto e per tutto, anche ai libri sacri: a quelle Scritture che si scrivono con la maiuscola non solo e non tanto per &quot;rispetto&quot;, ma perch\u00e9 il credente ne riconosce l&#8217;origine soprannaturale e quindi proclama dinanzi ad esse la propria finitezza e la propria inadeguatezza, e si accinge, pertanto, a leggerle con la debita umilt\u00e0. Umilt\u00e0 viene da <em>humilis<\/em> che viene, a sua volta, da <em>humus<\/em>, la terra. L&#8217;uomo viene dalla terra e appartiene alle cose della terra; e, anche se in lui Dio ha infuso un&#8217;anima immortale, il suo corpo, i suoi istinti, la sua stessa ragione naturale appartengono alla terra, non al cielo. Come potrebbe, dunque, una mente terrena, comprende il mistero dell&#8217;Eterno? L&#8217;episodio del bambino che cerca di versare l&#8217;acqua del mare in una buca scavata nella sabbia e che vuol far capire a sant&#8217;Agostino &#8212; perch\u00e9 non \u00e8, realmente, un bambini, ma un Angelo &#8211; l&#8217;impossibilit\u00e0, per la mente umana, di capire misteri come la Trinit\u00e0 e l&#8217;Incarnazione, i due dogmi fondamentali del cristianesimo, quelli sui quali si regge tutto il resto, ma che non possono essere &quot;dimostrati&quot; con il ragionamento di tipo logico-matematico, perch\u00e9, sono, appunto, misteri, ben rappresenta questo limite, questa frontiera invalicabile. Ma quale frontiera invalicabile pu\u00f2 esserci per una civilt\u00e0 che si fonda sull&#8217;umanesimo, cio\u00e8 sulla pretesa di fare dell&#8217;uomo il centro del mondo e la misura di tutte le cose? Ecco un&#8217;alta parola simpatica, umanesimo, che suggerisce qualcosa di buono, di postivo; che ci \u00e8 stata presetata come tale in contrapposizione a un&#8217;altra parola, che subito evoca immagini sgradevoli, medioevo. L&#8217;umanesimo sta al medioevo come la luce sta alle tenebre, come il vero sta al falso, come il bene sta al male e come il bello sta al brutto: questo, almeno, \u00e8 quanto ci si \u00e8 voluto far credere. Ma sar\u00e0 vero, poi?<\/p>\n<p>Abbiamo detto che il filologo \u00e8 stato il primo scienziato moderno, cio\u00e8 il primo studioso (o il primo <em>savant<\/em>, direbbero i positivisti francesi) che ha preteso di staccare la propria ricerca da tutto ci\u00f2 che \u00e8 trascedente. Era inevitabile che egli giungesse prima a dubitare, poi a negare che vi sia davvero qualcosa di trascendente: abituato, per formazione professionale, a lavorare sempre e solo sul finito, sull&#8217;umano, e vedendo quanto le cose umane sono labili e bisognose di continui aggiornamenti, ha finito per convincersi che non esiste null&#8217;altro del visibile e del finito, e insomma che tutto \u00e8 natura, tutto \u00e8 storia. Aggiungiamo ora che egli \u00e8 anche, fin dall&#8217;inizio, un tecnico, e perci\u00f2 precede di secoli la figura del tecno-scienziato che oggi spadroneggia nel mondo contemporaneo, al punto da permettersi di modificare il DNA umano come se fosse la cosa pi\u00f9 normale di questo mondo. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un confine tra tecnica e scienza; ci\u00f2 che scientificamente viene dimostrato possibile, e ci\u00f2 che tecnicamente \u00e8 realizzabile, formano un tutt&#8217;uno; e in nome della rivendicata libert\u00e0 e indipendenza della scienza e del progresso, l&#8217;etica non deve permettersi di metterci il becco. Ebbene, anche i filologi lavorano cos\u00ec e hanno sempre lavorato cos\u00ec. La constatazione della fallibilit\u00e0 umana, gli errori dei manoscritti che essi individuano e riconoscono con il fiuto di un segugio da tartufi, non hanno insegnato loro alcuna umilt\u00e0, anzi, li riempiono di orgoglio in se stessi: visto che bravi che siamo, se riusciamo a dimostrare che era falso quel che fu creduto vero per secoli? Si provi ora ad applicare questa mentalit\u00e0 alle Sacre Scritture, e si capir\u00e0 subito in che cosa consista l&#8217;essenza dell&#8217;eresia modernista. Essa storicizza la <em>Bibbia<\/em>, storicizza i Vangeli, dunque storicizza e naturalizza, alla fine, anche Ges\u00f9 e il suo messaggio. \u00c8 quel che ripetono, continuamente, gli stupidi esponenti della neochiesa: bisogna vedere in quale contesto Ges\u00f9 parlava, a quale pubblico specifico si rivolgeva quando diceva o faceva quella tale cosa (\u00e8 sempre il generale dei gesuiti che ci regala simili perle di saggezza; ci sar\u00e0 un motivo se chi di dovere non l&#8217;ha mai rimesso al suo posto).<\/p>\n<p>E adesso ecco che il filologo \u00e8 diventato il padrone della teologia: \u00e8 lui a stabilire cosa \u00e8 vero e cosa non lo \u00e8 nelle Scritture; quindi, \u00e8 lui a decidere come vada intesa la Rivelazione. Si \u00e8 impadronito delle cose spirituali per mezzo di una scienza, di un sapere inteso in senso materialistico e immanentista: non assume un atteggiamento di umilt\u00e0 quando studia la <em>Bibbia<\/em>, non si sente piccolo e non ritiene di aver bisogno di essere illuminato dall&#8217;alto; fida nella sua ragione, nelle sue certezze scientifiche, nelle sue verit\u00e0 razionai. In questo modo &quot;scopre&quot; che i cristiani, per duemila anni, hanno frainteso le parole di Ges\u00f9 e hanno recitato male il <em>Padre Nostro<\/em>. Che altro ci si deve ancora aspettare dai filologi divenuti padroni della teologia? Il passo successivo \u00e8 facilmente intuibile: la totale storicizzazione delle Scritture, quindi la totale immanentizzazione della Rivelazione, e perci\u00f2 la definitiva umanizzazione di Cristo. Ed eccoci alle neoteologia dei neoteologi, come Enzo Bianchi: Ges\u00f9 non \u00e8 Dio, \u00e8 un uomo, un profeta che narrava Dio agli uomini. L&#8217;obiettivo finale \u00e8 chiaro: non c&#8217;\u00e8 alcun Dio da adorare, e infatti quando mai il signore argentino si inginocchia davanti a Lui? E potrebbe parlare come parla, potrebbe dire che\u00a0<em>Ges\u00f9 fa un po&#8217; lo scemo<\/em>, che \u00e8\u00a0<em>brutto da fare schifo<\/em>\u00a0(durante la Passione), se avesse solo un poco di timor di Dio? Ma no, lui \u00e8 forte degli studi storici e filologici; lui sa, o crede di sapere, che il vangelo \u00e8 una favola per bambini, se non lo si legge con gli occhi dello storico e del filologo. La filologia prende il posto della fede: \u00e8 il filologo che dice in che cosa deve credere il fedele. E se il filologo fa una nuova scoperta, contrordine compagni!, si cambia anche la fede. Si passa, ed \u00e8 un processo che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, dalla fede nell&#8217;invisibile alla fede in ci\u00f2 che \u00e8 visibile, quantificabile, e, se necessario, modificabile. Nessuna eresia dei secoli passati avrebbe osato spingersi l\u00e0 dove si sono spinti i neoteologi, forti della loro filologia. Se un cristiano negava, per esempio, l&#8217;esistenza del diavolo, cadeva automaticamente nel peccato di eresia, e da eretico veniva trattato; a maggior ragione se si trattava di un sacerdote. Ma oggi Sosa Abascal, il generale dei gesuiti, pu\u00f2 dire tranquillamente che il diavolo non esiste, che \u00e8 solo un simbolo del male, e dirlo con\u00a0<em>nonchalance<\/em>, chiacchierando con un giornalista della stampa laica, senza che nessuno lo riprenda, nessuno lo corregga, nessuno lo ammonisca. La filologia sta smontando e distruggendo la fede, pezzo per pezzo. E ad essa si affianca l&#8217;opera delle altre &quot;scienze&quot; umane, la psicologia, la sociologia, non per nulla continuamente evocate dal signore argentino e dai neopreti: si direbbe che, per sapere se una cosa \u00e8 buona o cattiva, oggi il fedele non deve pi\u00f9 rivolgersi alla Rivelazione, ma agli specialisti. Nelle recenti istruzioni all&#8217;<em>Ordo Virginum<\/em>, il cardinale Braz de Aviz, oltre ad affermare che non \u00e8 pi\u00f9 necessario essere vergini per entrare nell&#8217;ordine delle vergini consacrate a Dio, dice anche che una donna, prima di intraprendere questa strada, farebbe bene a sottoporsi a una visita psichiatrica, perch\u00e9 sono la psicologia e la psichiatria che possono dirle la parola risolutiva circa la sua vocazione religiosa. Stupefacente\u00a0; e ancor pi\u00f9 stupefacente \u00e8 che nessuno abbia fatto una piega, che nessuno abbia chiesto a gran voce di cacciar fuori l&#8217;abusivo a calci nel sedere. Oggi gli eretici hanno trovato la strada sicura per distruggere la Chiesa: agire dal suo interno, anzich\u00e9 attaccarla dal di fuori. E come \u00e8 possibile fare una cosa del genere, senza venire riconosciuti per quel che si \u00e8, dei nemici della fede, e senza cos\u00ec mettere in allarme i fedeli? Semplice: indossando i panni del filologo. I Tyrrell, i Loisy, i Buonaiuti, hanno indicato la strada da percorrere, ma erano solo dei principianti, dei maldestri dilettanti; ora abbiamo i Rahner, i Kasper, i Martin, i Bianchi, guide ben pi\u00f9 esperte, e possiamo star tranquilli che nel giro di neanche una generazione avranno fatto piazza pulita di quel che ancora restava della Chiesa cattolica quale forza spirituale organizzata, capace di indicare una normativa e di segnare un percorso preciso al fedele verso la Verit\u00e0 di Cristo. Oggi, prima di recitare una preghiera, anche se antica di duemila anni, anche se appresa dalle labbra di Ges\u00f9 stesso, bisogna prima domandare il <em>nihil obstat<\/em> del filologo; al quale soltanto, essendo un tecnico e uno scienziato, cio\u00e8 un esperto, compete dire l&#8217;ultima parola ai profani, cio\u00e8 alla massa dei fedeli che non possiedono le chiavi della scienza e della tecnica.<\/p>\n<p>E si noti un&#8217;altra cosa. I signori della neochiesa si presentano come i misericordiosi per eccellenza, i dialoganti per antonomasia, e i soli, veri amici dei poveri; ma la verit\u00e0 \u00e8 che la loro idea di Chiesa \u00e8 il riflesso dell&#8217;ide di scienza che hanno gli scientisti rispetto all&#8217;insieme della societ\u00e0: una istituzione di specialisti il cui operato \u00e8 insindacabile, un corpo separato dalla massa, al quale spetta dire ai fedeli ci\u00f2 in cui possono credere e ci\u00f2 che devono dimenticarsi. Quante volte abbiamo sentito frasi come questa: <em>bisogna dimenticare la vecchia pedagogia cattolica, perch\u00e9 era basata sulla paura dell&#8217;inferno<\/em>; oppure: <em>bisogna scordarsi la dottrina della sofferenza vicaria, perch\u00e9 Dio non gradisce alcuna forma di sofferenza<\/em> (si vede che \u00e8 salito sulla croce per sbaglio, per un malinteso). Bisogna scordarsi anche il diavolo, anche il giudizio universale, anche il peccato originale, e, naturalmente, il peccato definitivo e irreparabile: perch\u00e9 Dio \u00e8 talmente misericordioso che accoglie tutti, che perdona tutti, che non respinge nessuno; come se non fossero cos\u00ec spesso gli uomini a respingere Lui, e a farlo in piena consapevolezza. Quindi, da un lato i novatori teorizzano una chiesa dei tecnici, degli esperti, dei filologi e degli scienziati, ai quali \u00e8 riservato di stabilire, correggere, modificare, il contenuto della dottrina; dall&#8217;altro, offrono una morale a prezzi stracciati, una morale da liquidazioni di fine stagione, dove al fedele si chiede pochissimo, al limite non gli si chiede neppure di pentirsi, ma gli si concede di seguitare a peccare, assicurandolo che non per questo verranno a mancargli la comprensione e la misericordia di Dio. In compenso, a ben guardare, al fedele un siffatto &quot;cristianesimo&quot; offre anche pochissimo: quasi niente. Non gli offre alcuna certezza; non gli assicura n\u00e9 l&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, n\u00e9 la felicit\u00e0 d&#8217;incontrare Dio e trovare in Lui la beatitudine; non gli dice che l&#8217;amore sar\u00e0 ricompensato, n\u00e9 che il male commesso verr\u00e0 punito. Lascia tutto nel vago e, quel che \u00e8 peggio, avverte che ogni contenuto della Rivelazione, passando al vaglio del tecnico, potrebbe subire aggiustamenti e modifiche. I neoteologi e i neopreti hanno la spudoratezza di chiamare tali manipolazioni &quot;aggiornamenti pastorali&quot;, e infatti un prete, oggi, \u00e8 continuamente sollecitato a partecipare a corsi di aggiornamento di ogni tipo: un po&#8217; come le maestre e i professori. Strano che questa locuzione, prima del Concilio, non esistesse neppure: la neochiesa l&#8217;ha scoperta solo a partire dagli anni &#8217;60, specie sotto la spinta delle <em>Esperienze pastorali<\/em> di don Lorenzo Milani. Fino ad allora, ai sacerdoti la Chiesa non chiedeva di &quot;aggiornarsi&quot; e tanto meno di adeguarsi alle novit\u00e0 filologiche, ma di avere timor di Dio, di saper parlare ai fedeli e di dar loro l&#8217;esempio di una vita ispirata al Vangelo. Il che la maggior parte di essi faceva: senza bisogno di mettersi sciarpe arcobaleno al collo, n\u00e9 di tenere &quot;veglie di preghiera&quot; a favore della sodomia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevamo osservato, a suo tempo, sulle orme di un passo de La Gaia Scienza di Nietzsche, che la rovina del cristianesimo \u00e8 iniziata quando al teologo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[107,110,148],"class_list":["post-27463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-cattolicesimo","tag-civilta","tag-friedrich-nietzsche"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27463","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27463"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27463\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}