{"id":27460,"date":"2019-04-10T10:47:00","date_gmt":"2019-04-10T10:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/10\/o-si-ha-la-speranza-cristiana-o-si-e-storicisti\/"},"modified":"2019-04-10T10:47:00","modified_gmt":"2019-04-10T10:47:00","slug":"o-si-ha-la-speranza-cristiana-o-si-e-storicisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/10\/o-si-ha-la-speranza-cristiana-o-si-e-storicisti\/","title":{"rendered":"O si ha la Speranza cristiana, o si \u00e8 storicisti"},"content":{"rendered":"<p>La filosofia storicista e, ancor pi\u00f9, la mentalit\u00e0 storicista, \u00e8 talmente caratteristica del pensiero moderno e della societ\u00e0 moderna, ha talmente permeato la visione del mondo e della vita da parte dell&#8217;uomo moderno, da esser penetrata, e da molto tempo, fin nel cuore della cultura cattolica e perfino della spiritualit\u00e0 cattolica, o in ci\u00f2 che di questa ancora sopravvive, modificandone radicalmente i contenuti e stravolgendo il suo originario punto di vista. La verit\u00e0 \u00e8 che non \u00e8 possibile essere sia storicisti, sia cristiani; eppure molti cristiani moderni credono ancora di essere cristiani, mentre sono diventati modernisti, perch\u00e9 hanno introiettato in pieno la mentalit\u00e0 modernista, e ormai non riescono pi\u00f9 a vedere neppure le questioni di fede cos\u00ec come i cristiani le hanno sempre viste, per quasi duemila anni, ma le vedono attraverso i prismi deformanti della modernit\u00e0, e, in particolare, attraverso il prisma dello storicismo. La categoria fondamentale mediante la quale il cristiano si pone di fronte al reale \u00e8 la Speranza; la categoria fondamentale di chi non \u00e8 cristiano, bens\u00ec modernista, \u00e8 la storia. Con la Speranza cristiana si supera l&#8217;angoscia dell&#8217;impotenza e si oltrepassa la tentazione dello scoraggiamento; con la lettura storicistica del resale, si finisce per adorare la forza, il presente, e poi, se il presente delude e le attese non si realizzano, si cade nella disperazione.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno \u00e8 disperato perch\u00e9 confida nella storia; ma la storia \u00e8 un prodotto meramente umano: e quando mai ci\u00f2 che imprigiona \u00e8 anche via di liberazione? L&#8217;uomo moderno \u00e8 prigioniero della storia, perch\u00e9 confida solamente in essa; salvo, poi, andare a sbattere contro il limite che \u00e8 connaturato alla storia umana: non conduce al superamento del male e del dolore, non offre alcuna speranza nei confronti del nulla e della morte, non apre alcuna porta, ma conferma la condizione di prigioniero, di ostaggio, e rinserra i catenacci che sbarrano la soglia per uscire. Il cristiano non ha alcun complesso verso la storia: non l&#8217;adora, non la sopravvaluta, non s&#8217;inginocchia di fronte ad essa; e, per la stessa ragione, non si rattrista oltre misura, non si dispera, non desidera annullarsi quando vede che essa va in una direzione contraria ai suoi bisogni pi\u00f9 profondi, in una direzione contraria al vero, al bene, al giusto. Nella storia, presto o tardi, \u00e8 il male che trionfa; logico: la storia \u00e8 il frutto dell&#8217;azione umana; e l&#8217;azione umana, se non \u00e8 sorretta dalla grazia, non fa che aggiungere sempre nuovi tormenti alla condizione dell&#8217;uomo. La storia chiusa in se stessa \u00e8 l&#8217;inferno: un inferno dal quale non c&#8217;\u00e8 redenzione. La sola redenzione possibile \u00e8 nel superamento della storia. Ma la storia non pu\u00f2 superarsi da se stessa, cos\u00ec come l&#8217;uomo non pu\u00f2 oltrepassare se stesso, con le sue sole forze. Se lo potesse, sarebbe anche possibile al Barone di M\u00fcnchhausen tirarsi su dalla palude afferrandosi per i capelli. Per tirarsi fuori dalla palude della storia, l&#8217;uomo ha bisogno di una leva che si trovi al di fuori della palude: non pu\u00f2 averla in se stesso, perch\u00e9, se l&#8217;avesse in se stesso, essa non gli servirebbe a nulla. Da ci\u00f2 si vede la differenza fra la visione del reale cristiana e quella storicista: solo nella visione cristiana c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 del superamento, perch\u00e9 la Speranza cristiana poggia sulla roccia dell&#8217;Assoluto e confida unicamente in Dio. Dio s\u00ec, che si trova al disopra della palude; Lui s\u00ec, che pu\u00f2 aiutare gli uomini a uscire dal fango e rimettere il piede sul terreno solido. Ma per far questo ci vuole molta, molta umilt\u00e0: bisogna riconoscersi creature; bisogna confessare di essere incapaci di redimersi da se stessi. L&#8217;uomo moderno non ha una simile umilt\u00e0, anzi, la civilt\u00e0 moderna nasce proprio dal disconoscimento di questa pur evidente verit\u00e0: e da ci\u00f2 deriva la pazzia, che \u00e8 il tratto pi\u00f9 caratteristico della condizione antropologica della modernit\u00e0. Si prendano le filosofie idealiste, nelle quali \u00e8 il Pensiero che crea l&#8217;Essere, e non l&#8217;Essere che crea il Pensiero: \u00e8 il barone di M\u00fcnchhausen, ancora e sempre, che pretende di afferrarsi per i capelli e tirarsi fuori, al di sopra di se stesso. Oppure si prenda la filosofia di Nietzsche, con l&#8217;idea dell&#8217;oltrepassamento dell&#8217;uomo rispetto a se stesso: l&#8217;uomo \u00e8 sospeso su una fune, deve andare oltre, deve diventare un oltre-uomo; altrimenti cadr\u00e0 al di qua di se stesso, e sar\u00e0 meno di una bestia. Benissimo: ma come potrebbe l&#8217;uomo oltrepassare se stesso, senza poggiare il piede su qualcosa di diverso da s\u00e9? Altrimenti, se poggia il piede su se stesso, l&#8217;uomo non solo non riuscir\u00e0 mai a oltrepassarsi, ma non avr\u00e0 neppure gli strumenti per capire se si \u00e8 oltrepassato oppure no. Se l&#8217;uomo \u00e8 totalmente centrato su se stesso, come potrebbe avere dei punti di riferimento per capire dove si trova? Il mondo non sarebbe che una parte del suo io, e tutte le cose non sarebbero che strumenti a sua disposizione; ma, in tal caso, chi potr\u00e0 dirgli una parola di verit\u00e0 riguardo a se stesso? Se viene a mancare l&#8217;alterit\u00e0; se vengono a mancare i riferimento di ci\u00f2 che sta al di fuori di lui stesso, come far\u00e0 a capire dove si trova, come far\u00e0 a sapere chi \u00e8, cosa \u00e8 diventato? Potrebbe essere un dio o una bestia, ma egli non lo sapr\u00e0 mai. Non trover\u00e0 uno specchio in grado di dirglielo, perch\u00e9 tutti gli specchi gli rifletteranno sempre e solo l&#8217;immagine &#8212; deformata &#8212; che egli si \u00e8 costruita di se stesso; mentre per sapere chi si \u00e8 veramente, bisogna ammettere che esiste qualcosa che non \u00e8 il proprio io, e che non pu\u00f2 essere manipolato a proprio piacere.<\/p>\n<p>All&#8217;interno dello storicismo, il concetto-chiave \u00e8 quello di progresso. Esiste una visione storicista della storia che, se non vuol condurre alla disperazione e al suicidio, deve indicare la via del progresso. Di fatto, lo storicismo \u00e8 sempre stato un pendolo che si muove fra l&#8217;esaltazione e l&#8217;euforia del progresso, da una parte, e la disperazione e l&#8217;angoscia della morte e del nulla, dall&#8217;altra. Nella sua accezione positiva e non nichilista, lo storicismo \u00e8 la tipica concezione fondata sul progresso, dunque \u00e8 una concezione tipicamente moderna: perch\u00e9 l&#8217;idea di progresso \u00e8 moderna, almeno come la intendono gli uomini moderni, nella prospettiva non cristiana. Il progresso \u00e8 quella mitologia, anzi, quella soteriologia, quella sorta di redenzione laica dal male e dalla morte che giustifica, o che cerca di rendere tollerabili, tutte le nefandezze della storia umana. Si dice: s\u00ec, la storia ha prodotto e continua a produrre molto male, molta ingiustizia, molti errori; per\u00f2 alla fine c&#8217;\u00e8 il progresso, ed \u00e8 in tale direzione che l&#8217;umanit\u00e0 sta marciando. Perci\u00f2, \u00e8 la logica conclusione, pazienza e ancora pazienza: il paradiso in terra ancora non l&#8217;abbiamo visto, e di fatto lo stiamo aspettando da almeno cinque secoli, per\u00f2 non bisogna scoraggiarsi, prima o poi arriver\u00e0: tutte le ideologie immanentiste e storiciste ce l&#8217;hanno promesso, tutte le filosofie idealiste lo hanno assicurato, addirittura &#8211; con Hegel &#8212; facendo coincidere la storia con lo Spirito del Mondo, e quest&#8217;ultimo con la nozione di assoluto pi\u00f9 vicina a quella tradizionale, metafisica, dell&#8217;Assoluto in senso teologico. Tanto pi\u00f9 che il progresso nel pensiero moderno, il progresso illuminista, \u00e8, per definizione, il progresso illimitato; e se \u00e8 illimitato, vuol dire che non ha mai finito di attuarsi, di svelarsi, di realizzarsi. Dunque, non bisogna essere toppo impazienti o troppo esigenti; se non ha portato la felicit\u00e0 oggi, la porter\u00e0 domani: anche se domani ci verr\u00e0 detto: <em>Spiacenti, oggi ancora no, ma riprovate domani<\/em>. Di fatto, come potrebbe essere illimitato un progresso di natura immanente, fatto esclusivamente dagli uomini? \u00c8 un ossimoro, una contraddizione in termini. D&#8217;altra parte, perch\u00e9 preoccuparsi? L&#8217;uomo moderno \u00e8 capace di mandar gi\u00f9 e digerire assurdit\u00e0 anche pi\u00f9 grosse, pur di non dover fare i conti con il proprio limite ontologico, di non riconoscersi creatura: perch\u00e9 \u00e8 questa la cosa che gli secca pi\u00f9 di qualsiasi altra. E, per questo motivo, a un certo perfino la teologia si \u00e8 messa a ragionare con le categorie dello storicismo: che altro \u00e8, infatti, la tanto sbandierata &quot;svolta antropologica&quot; di Karl Rahner, se non l&#8217;applicazione dello storicismo alla teologia?<\/p>\n<p>Scriveva il cardinale Giuseppe Siri nel suo libro <em>Getsemani. Riflessioni sul movimento teologico contemporaneo<\/em> (Roma, Fraternit\u00e0 della Santissima Vergine Maria, 1980, pp. 205-207):<\/p>\n<p><em>Per capire la sottile ma profonda differenziazione che subiscono il pensiero e la speranza cristiana, sotto la spinta nascosta o visibile della mentalit\u00e0 storicista, basterebbe notare con quale leggerezza un uomo cos\u00ec laborioso e colto come Chevalier prenda, come punto di appoggio per il suo concetto di progresso, espressioni dalla &quot;Lettera agli Ebrei&quot; a proposito d Ges\u00f9 Cristo; e dice espressamente (&quot;Histoire de la pens\u00e9e, tomo III, p. 463):<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La maggioranza dei pensatori cristiani, a partire da Sant&#8217;Agostino, l&#8217;avevano proclamato con forza, non facendo cos\u00ec che esplicitare il carattere profondo del cristianesimo, CHE NON \u00c8 UN MITO atemporale sito nel ciclo di un grande anno a ricorsi periodici, ma un evento, un avvenimento e un progresso, &quot;Jesus Christus heri et hodie, ipse et in saecula&quot; (Ges\u00f9 Cristo \u00e8 lo stesso, ieri, oggi e sempre, Ebrei, XIII, 8).&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Con tristezza si deve ammettere che \u00e8 inspiegabile come ci si possa servire di un&#8217;affermazione sulla perennit\u00e0 e sull&#8217;immutabilit\u00e0 di Cristo per illustrare una dottrina del progresso secondo la nozione di Chevalier-Teilhard de Chardin. Come spiegare questo, visto che perfino il contesto di questa affermazione, \u00e8 un&#8217;esortazione rivolta dall&#8217;autore sacro ai fedeli affinch\u00e9 siano coraggiosi e fedeli alla dottrina ricevuta dalla parola e dall&#8217;esempio di vita dei loro maestri? &quot;Perch\u00e9 &#8212; continua il testo sacro &#8212; non abbiamo quaggi\u00f9 una citt\u00e0 stabile, ma andiamo in cerca di quella futura&quot; (Ebrei, XIII, 14).<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 una concezione realmente cristiana del progresso? Certo ce n&#8217;\u00e8 una. Infatti esiste, per ogni cosa e per ogni termine positivo e negativo, una concezione giusta, precisa e al contempo sfumata, secondo l&#8217;azione e il messaggio di Cristo al mondo. Di fronte, per\u00f2, a tutte queste considerazioni a proposito del Progresso storico, il nostro giovane certo si chieder\u00e0: Quale luce da tutto questo?<\/em><\/p>\n<p><em>Dove si situa questa citt\u00e0 di Dio? E dove si trova la citt\u00e0 nella quale lo Spirito di Dio deve, per necessit\u00e0 storica positiva lasciare il posto allo Spirito della Terra? Quali sono i cittadini di questa Citt\u00e0 di Dio? Sono tutti i morti salvati, al di l\u00e0 del corso degli eventi nel tempo, o forse sono tutti gli uomini di un lontano Eldorado, di un &quot;escaton&quot; del movimento storico?<\/em><\/p>\n<p><em>Quale la sorte di tutti gli uomini che sono vissuti, che saranno vissuti e saranno morti fino al tempo dell&#8217;Eldorado? Qual \u00e8 il senso della Resurrezione di Cristo, senza la quale, come dice San Paolo, vana \u00e8 la nostra fede (1 Cor, 15, 17)? Come armonizzare i tanti numerosi testi della &quot;Citt\u00e0 di Dio&quot; di Sant&#8217;Agostino, che presentano i cittadini di questa Citt\u00e0 come perforando nel loro tempo &quot;il tetto della Storia&quot;, con la nozione di una Perfezione che sar\u00e0 realizzata al termine del movimento storico?<\/em><\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 il senso della salvezza in seno al progresso indefinito? Quando passa l&#8217;uomo dalla Storia nel Regno? Dove &quot;l&#8217;intera storia&quot; passa dal tempo all&#8217;eternit\u00e0? Dove ha luogo questa differenziazione del cittadino della citt\u00e0 terrena, affinch\u00e9 divenga cittadino della Citt\u00e0 celeste?<\/em><\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 una reale risposta, risposta di luce a tutto questo, a tutte queste domande e ad una moltitudine di altre che il nostro giovane si pone senza dubbio o potrebbe porsi? S\u00ec, ce n&#8217;\u00e8 una. Ma perch\u00e9 si abbia risposta senza ambiguit\u00e0, e senza grettezza, n\u00e9 aridit\u00e0, n\u00e9 ardori e freddi infernali ma con freschezza e ardore termini risposta dall&#8217;incognito benefico e di santa certezza, risposta veramente teologia di verit\u00e0 e di speranza, occorre capovolgere in se stessi tutta l&#8217;eredit\u00e0 storicista<\/em>.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio cos\u00ec. Lo storicismo \u00e8 penetrato talmente a fondo nel modo di pensare dell&#8217;uomo moderno, che anche i cristiani ne sono stati profondamente segnati; molti di essi non riescono pi\u00f9 a pensare da cristiani, ma solo da storicisti. Il Concilio Vaticano II, con l&#8217;affermazione del principio della libert\u00e0 religiosa, ossia dell&#8217;indifferentismo religioso; il filo-giudaismo teologico e la richiesta di perdono per le &quot;colpe&quot; della Chiesa; l&#8217;accettazione acritica dell&#8217;evoluzionismo darwiniano; la resa dei teologi ai filologi, e dei filologi agli storici delle religioni, ossia la storicizzazione delle Scritture e della stessa Rivelazione; la cosiddetta riforma liturgica e la Nuova Messa di Paolo VI, che pone al centro non pi\u00f9 Dio e la trascendenza, ma l&#8217;uomo e l&#8217;immanenza; e ora l&#8217;attacco di Bergoglio alla spiritualit\u00e0 e al monachesimo contemplativo: sono tutte cose che vanno in quella direzione e che illustrano tale tendenza. Oggi abbiamo un sedicente papa storicista; dei sedicenti vescovi storicisti; moltissimi preti e religiosi storicisti; i quali tutti, in quanto storicisti, sono anche materialisti, modernisti, relativisti; peraltro, dietro la maschera dello storicismo, ci\u00f2 che realmente perseguono, o ci\u00f2 di cui sono gl&#8217;inconsapevoli strumenti, \u00e8 la distruzione del cristianesimo e la radicale falsificazione del Vangelo. E lo stanno gi\u00e0 facendo, eccome. Quando si ode il generale dei gesuiti (sempre loro!), Sosa Abascal, negare che Ges\u00f9 abbia sostenuto che il matrimonio \u00e8 indissolubile, e osservare che le parole di Ges\u00f9 devono essere ricondotte ad un contesto preciso, ad un uditorio circoscritto, di che altro si tratta, se non di un attacco al Vangelo, nella sua attualit\u00e0 perenne, servendosi di sofismi da quattro soldi, per assolutizzare la storia e colpire al cuore la fede?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La filosofia storicista e, ancor pi\u00f9, la mentalit\u00e0 storicista, \u00e8 talmente caratteristica del pensiero moderno e della societ\u00e0 moderna, ha talmente permeato la visione del mondo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[141],"class_list":["post-27460","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27460","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27460"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27460\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}