{"id":27458,"date":"2021-09-26T11:23:00","date_gmt":"2021-09-26T11:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/26\/o-la-chiesa-domina-il-mondo-o-ne-viene-dominata\/"},"modified":"2021-09-26T11:23:00","modified_gmt":"2021-09-26T11:23:00","slug":"o-la-chiesa-domina-il-mondo-o-ne-viene-dominata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/09\/26\/o-la-chiesa-domina-il-mondo-o-ne-viene-dominata\/","title":{"rendered":"O la Chiesa domina il mondo, o ne viene dominata"},"content":{"rendered":"<p>La storia della Chiesa, nel corso dei secoli, \u00e8 in gran parte la storia del tentativo della Chiesa di rendersi indipendente dal potere politico &#8212; quello romano e bizantino prima, quello imperiale germanico poi, infine quello degli stati nazionali, da ultima l&#8217;Italia &#8212; e di come quel tentativo l&#8217;abbia necessariamente portata, per la forza delle cose, a cercare d&#8217;incarnare lei stessa il supremo potere non solo spirituale, ma anche politico, s\u00ec da avere il controllo, o quanto meno la suprema direzione, di ogni potere estraneo che avrebbe potuto minacciare la sua sovranit\u00e0 e la sua autonomia. Insomma solo uno studioso accecato dal pregiudizio anticattolico pu\u00f2 sostenere che la Chiesa abbia sempre cercato, soprattutto mediante l&#8217;istituto del Papato, il potere per il potere, cos\u00ec, per pura libidine di esercitare la propria supremazia e per trarre da tale situazione i mezzi finanziari sempre pi\u00f9 cospicui dei quali riteneva, a torto o a ragione, di aver bisogno, non solo per assolvere le sue funzioni spirituali, ma appunto anche per difendere la propria sovranit\u00e0, condizione necessaria per esercitare liberamente la sua funzione religiosa. \u00c8 chiaro infatti, come illustrano soprattutto le vicende del periodo decisivo in cui si svolse tale battaglia per la sua libert\u00e0, da Gregorio VII a Innocenzo III a Bonifacio VIII, che il Papato, da sempre impegnato ad affermare la propria autonomia, a partite dalla lotta per le investiture si vide quasi costretto ad attingere a tutte le proprie risorse per emanciparsi una volta per tutte dal potere politico, cosa che lo port\u00f2 naturalmente a opporsi non solo a ogni disegno politico ghibellino, ma anche al feudalesimo in quanto strumento del potere imperiale mediante il sistema dei vescovi-conti, e quindi a favorire i liberi comuni e il partito guelfo, che a quel sistema si opponevano, e sia pure da una diversa prospettiva e con altre finalit\u00e0. Poi per\u00f2 si trov\u00f2 condotto dal suo stesso movimento a non contentarsi della salvaguardia della propria autonomia, ma a puntare pi\u00f9 in alto, alla supremazia universale: perch\u00e9 solo cos\u00ec avrebbe potuto risolvere alla radice il problema di un potere politico, quello imperiale, che in qualsiasi momento avrebbe potuto riacquistare forza e tornare a minacciare la sovranit\u00e0 della Chiesa, sia nominando i vescovi, sia determinando l&#8217;elezione dei Papi stessi. Perci\u00f2 la domanda che ci si deve porre non \u00e8 se la Chiesa, attraverso l&#8217;istituto del Papato universale, si lasci\u00f2 accecare dal demone del potere e volle esercitare una supremazia mondiale che avrebbe finito per ritorcesi contro di lei, snaturandola: perch\u00e9 ci\u00f2 rientra nella dinamica di qualunque potere che, una volta convinto di doversi espandere sempre di pi\u00f9 per ragioni difensive, subisce un&#8217;ipertrofia e una sorta di mutazione, divenendo altra cosa da ci\u00f2 che era; ma se fosse giusta la convinzione dei Papi che la sola via per proteggere l&#8217;indipendenza della Chiesa consisteva nell&#8217;esercitare in prima persona un potere politico universale, o sovrintendere in linea di diritto a ogni altro potere, cosa che l&#8217;avrebbe necessariamente impegnata sempre pi\u00f9 nelle cose temporali, con grave pericolo per la sua natura d&#8217;istituto spirituale.<\/p>\n<p>Uno studioso che ha affrontato tale questione storiografica in maniera intellettualmente onesta, da un punto di vista peraltro non cattolico, \u00e8 stato il filosofo Pantaleo Carabellese (Molfetta, Bari, 6 luglio 1977-Genova, 19 settembre 1948), un pensatore in qualche modo di ascendenza postkantiana e rosminiana, cui va senz&#8217;altro il merito di aver riaffermato, in tempi di quasi assoluto predominio positivista e idealista, la centralit\u00e0 della ricerca sull&#8217;essere e l&#8217;idea che <em>la filosofia o \u00e8 anche metafisica, oppure non \u00e8 filosofia.<\/em> Sensibile da sempre all&#8217;aspetto teologico del pensiero (aveva frequentato il ginnasio e il liceo presso il seminario), oltre a opere speculative di ampio respiro come <em>Le obiezioni al cartesianesimo<\/em> (in tre volumi), <em>Da Cartesio a Rosmini. La fondazione dell&#8217;ontologismo critico<\/em> e <em>L&#8217;essere e la manifestazione<\/em> (in due volumi) evidenzi\u00f2 anche, soprattutto agli inizi della sua carriera, un forte passione per la storia, specie in collegamento con i suoi interessi metafisici e religiosi. A quel periodo iniziale appartiene il saggio <em>Sulla vetta ierocratica del Papato<\/em>, del 1910: un libro oggi pressoch\u00e9 dimenticato, ma a nostro avviso non privo d&#8217;interesse anche in chiave di attualit\u00e0, visto quel che sta accadendo negli ultimi tempi alla Chiesa cattolica nel suo rapporto col potere statale: una svolta che ha sorpreso molti ma che in realt\u00e0 non era affatto imprevedibile, se la si considera dal punto di vista della dialettica sempre aperta ed irrisolta fra Papato e politica e fra cattolicesimo e realt\u00e0 secolare, che ha caratterizzato per due millenni, con alterne vicende, la vita della Chiesa.<\/p>\n<p>Scrive dunque Pantaleo Carabellese nel saggio <em>Sulla vetta ierocratica del Papato<\/em> (Palermo, Sandron Editore, 1910, pp. 15-16):<\/p>\n<p><em>La Chiesa, strettamene coinvolta nelle spire della vita sociale e politica, e perci\u00f2 soggetta, nei suoi gradi e nelle sue funzioni pi\u00f9 alte, all&#8217;intervento sovrano del potere laico, [alla vigilia della lotta per le investiture] non solo non godeva di quella libert\u00e0 ed indipendenza di funzionamento, che potessero assicurarle il conseguimento incontrastato del fine religioso ed etico che si proponeva; ma anche si erano creati, in tale stato di fusione con la societ\u00e0 laica, rapporti tali che dovevano necessariamente danneggiare il suo stesso organismo.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisognava dunque togliere la causa del male, se si voleva soppresso il male; bisognava cio\u00e8 rendere indipendente la nomina cos\u00ec del papa che dei vescovi dal potere politico; BISOGNAVA ASSICURARE ALLA CHIESA UNA VERA E PROPRIA AUTONOMIA. Ed era necessario cominciare proprio dall&#8217;elezione del papa. Io credo che Ildebrando, quando accompagnava a Roma Leone IX, aveva gi\u00e0, se non chiara e netta nei particolari, certo determinata nelle sue linee generali la visione di questo scopo che doveva proporsi la riforma. Ed il primo atto di Leone IX, cio\u00e8 il suo recarsi a Roma privo delle insegne e della pompa pontificia prima che il popolo e il clero di Roma non l&#8217;abbia acclamato pontefice, \u00e8 forse una prova di ci\u00f2. Che per tale autonomia abbia poi combattuto Ildebrando durante il suo diaconato, oltrech\u00e9 varie deliberazioni dei vari concili ispirati dal suo pensiero e dalla sua azione, viene dimostrato dal graduale progresso che, nel senso appunto dell&#8217;autonomia ecclesiastica, egli ottiene nelle quattro successioni pontificie (Vittore II, Stefano IX, Nicol\u00f2 II, Alessandro II) che egli ebbe la fortuna di regolare.<\/em><\/p>\n<p><em>A tal punto per\u00f2 non doveva e non poteva fermarsi Ildebrando. Egli \u00e8 uno di quegli uomini che, o intensificando il sentimento loro individuale nella grande anima collettiva, in modo che questa si personifichi in quello, o correndo imperterriti alle conseguenze logiche nascoste dei princip\u00ee universalmente accettati o sentiti, compiono una rivoluzione, ovvero creano ed attuano un sistema. Dalla autonomia della Chiesa, voluta nella elezione dei suoi capi, se non era breve, era gi\u00e0 ben preparato il passo alla sua supremazia, e per essa, alla supremazia del Papato. Gli ostacoli trovati nella conquista della desiderata autonomia sono le vie che aprono un ben pi\u00f9 vasto campo all&#8217;attivit\u00e0 d&#8217;Ildebrando. Se la Chiesa non \u00e8 la istituzione fondamentale e suprema della societ\u00e0, e se perci\u00f2 il Papa, che ne \u00e8 il sommo moderatore, non ha nelle sue mani il potere supremo, dinanzi al quale debba ogni altro, sia temporale che spirituale, sottomettersi, la Chiesa non potr\u00e0 essere veramente autonoma: dall&#8217;autonomia della Chiesa si passa cos\u00ec alla supremazia di essa.<\/em><\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, la Chiesa raggiunse il culmine della sua potenza sotto il papato di Innocenzo III, che si caratterizz\u00f2 come una vera e propria teocrazia, o ierocrazia, universale, con i sovrani e i principi dell&#8217;intera Europa che riconoscevano al pontefice il primato indiscusso di chi esercita un potere proveniente direttamente da Dio. Noi concordiamo col giudizio di Francesco Landogna &#8211; un illustre storico e dantista sul quale \u00e8 caduta una vera e propri <em>damnatio memoriae<\/em>, probabilmente perch\u00e9 fascista e autore, fra molte altre cose, di un <em>Elementi di cultura fascista<\/em>, del 1934, che la cultura italiana uscita dalla guerra civile e dall&#8217;antifascismo militante e perpetuo non gli ha mai perdonato &#8211; il quale conclude (in: F. Landogna, <em>Il genio dei popoli. Sommario di storia per gli Istituti tecnici superiori<\/em>, vol. 3, <em>La civilt\u00e0 medioevale e moderna<\/em>, Torino, G. B. Petrini, 1951, p. 124):<\/p>\n<p><em>Questa inaudita potenza Innocenzo III non la volle a soddisfazione di mire egoistiche d&#8217;ambizione o di dominio: MA PER IL TRIONFO DELLA CAUSA CRISTIANA E DELLA CHIESA CONTRO TUTTI I SUOI NEMICI O RIVALI.<\/em><\/p>\n<p>Non cos\u00ec il Carabellese, o non del tutto, n\u00e9 per le stesse ragioni; il quale osserva (<em>Op. cit.,<\/em> p. 177):<\/p>\n<p><em>Cos\u00ec l&#8217;eccessivo politicismo \u00e8 un&#8217;accusa che non si pu\u00f2 giustamente rivolgere a Innocenzo. Ritroviamo bens\u00ec nel suo pontificato un maggiore sviluppo, che non nel pontificato di Gregorio, della parte pi\u00f9 propriamente politica; ma detto sviluppo \u00e8 il necessario effetto del maggiore incremento potere religioso nel senso teocratico datogli da Gregorio VII. Allo stesso modo noi troviamo certo nel pontificato di Gregorio VII una molto pi\u00f9 spiccata tendenza ierocratica che non in quello, mettiamo, di Leone I, o di Gregorio I, o di Nicol\u00f2 I; ma questa pi\u00f9 spiccata tendenza ierocratica \u00e8 l&#8217;effetto necessario dell&#8217;interpretazione cattolica del cristianesimo<\/em>. <em>(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La necessit\u00e0, per Gregorio da una parte, di affermare un sistema sociale teocratico, pur partendo da motivi etici e religiosi, per Innocenzo dall&#8217;altro, di attuare quel sistema con un indirizzo politico, \u00e8 spiegata da una unica e identica ragione, come gli stessi ed identici sono i principi operanti nel pensiero dell&#8217;uno e nell&#8217;azione dell&#8217;altro. I princip\u00ee son quelli di cui noi gi\u00e0 sin dall&#8217;inizio abbiano cercato di trarre logicamente tutto il gregorianesimo: la concezione religiosa oltremondana della vita ed i versetti biblici d\u00ec relativi a Pietro fondatore della Chiesa e depositario, in terra, del potere divino e quindi delle chiavi del Regno dei Cieli. E come nell&#8217;Evangelo biblico, a ragione od a torto, realmente voluti e detti ed insegnati da Cristo o non, sono i principi che, sviluppati, dovevano diventare il sistema ierocratico del papato; cos\u00ec nel rapporto che il Vangelo steso ha con l&#8217;uomo e con la vita sociale, deve ritrovare la ragione logica precipua del massimo secolarizzarsi della autorit\u00e0 religiosa proprio nel periodo del massimo dominio della religione stessa.<\/em><\/p>\n<p>Dunque per il filosofo pugliese il male, per cos\u00ec dire, \u00e8 alla radice: il cristianesimo essendo una religione contraria alla vita, perch\u00e9 toglie ogni valore alla dimensione terrena e propone il dolore come scopo di essa, non poteva che condurre alla ierocrazia, cio\u00e8 al tentativo d&#8217;imporre con la massima concentrazione di autorit\u00e0 un sistema di vita innaturale e patologico, tale che &#8212; dice Carabellese riecheggiando Nietzsche &#8211; se il cristianesimo davvero si estendesse al mondo intero, senza pi\u00f9 incontrare resistenza, condurrebbe l&#8217;umanit\u00e0 all&#8217;estinzione, spegnendo ogni forza vitale e ogni speranza nel futuro. Ci sembra il caso di dire che qui lo storico si \u00e8 fatto prendere la mano dal filosofo: la sua idea preconcetta del cristianesimo lo ha portato a teorizzare una inevitabilit\u00e0 della ierocrazia papale che a noi non pare cos\u00ec scontata. Che il cristianesimo sia una religione contraria ad un sano senso della vita perch\u00e9 esalta il dolore e la rinuncia, \u00e8 un luogo comune facile da smentire: egli confonde l&#8217;accettazione del dolore e la rinuncia quali mezzi di perfezionamento spirituale con una loro esaltazione assoluta. Ma il cristianesimo non nega n\u00e9 disprezza quanto di buono c&#8217;\u00e8 nella vita terrena, tanto \u00e8 vero che Ges\u00f9 si \u00e8 fatto vero uomo, e da vero uomo ha partecipato ai sentimenti umani: si \u00e8 commosso per gli sposi di Cana rimasti senza vino, ha pianto sulla tomba dell&#8217;amico Lazzaro. Che poi, secondo il testo evangelico, la Chiesa sia stata fondata da Pietro, \u00e8 un&#8217;asserzione tale da far dubitare che egli abbia mai letto il Vangelo. Pi\u00f9 seria sarebbe l&#8217;accusa di un&#8217;indebita commistione, nella ierocrazia papale, di spirituale e politico: accusa che il Carabellese tuttavia non fa, convinto che si tratti d&#8217;un processo inevitabile date le premesse. Se per\u00f2 si vuol essere equanimi, bisogna convenire che, su questo singolo punto, e fatte salve le questioni teologiche e dottrinali, Lutero aveva ragione, come hanno ragione gli ortodossi (si pensi alla <em>Leggenda del Grande Inquisitore<\/em> di Dostoevskij). \u00c8 innegabile che l&#8217;essere stata &quot;adottata&quot; da Costantino, che ne assunse la supervisione, nel momento stesso in cui la emancipava dalle persecuzioni, ha posto sulla Chiesa una gravissima ipoteca politica, che prima o poi sarebbe venuta a scadenza. Ma \u00e8 anche vero che i Papi erano giustamente preoccupati di preservare l&#8217;indipendenza della Chiesa e non c&#8217;erano molte alternative a quel che fecero. Per\u00f2 si lasciarono sedurre dall&#8217;ebbrezza del potere: questo \u00e8 indubbio. Ci\u00f2 fa parte della debolezza umana. Ma lo Spirito Santo non veglia sulla Chiesa? S\u00ec, e infatti essa non ha mai deviato dal retto Magistero per quasi duemila anni, fino al Vaticano II, quando \u00e8 stata sovvertita con la frode, dall&#8217;interno. Ma quanto agli uomini, la carne \u00e8 debole: \u00e8 lo spirito che giova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia della Chiesa, nel corso dei secoli, \u00e8 in gran parte la storia del tentativo della Chiesa di rendersi indipendente dal potere politico &#8212; quello<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,232],"class_list":["post-27458","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-renato-cartesio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27458","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27458"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27458\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}