{"id":27449,"date":"2016-12-19T04:18:00","date_gmt":"2016-12-19T04:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/19\/o-beata-solitudo-o-sola-beatitudo-claudio-granzotto\/"},"modified":"2016-12-19T04:18:00","modified_gmt":"2016-12-19T04:18:00","slug":"o-beata-solitudo-o-sola-beatitudo-claudio-granzotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/19\/o-beata-solitudo-o-sola-beatitudo-claudio-granzotto\/","title":{"rendered":"\u00abO beata solitudo, o sola beatitudo\u00bb &#8211; Claudio Granzotto"},"content":{"rendered":"<p>Se non fosse stato un fervente cattolico; se non si fosse fatto frate francescano; se non fosse stato proclamato beato dalla Chiesa, nel 2004, molto probabilmente fra Claudio Granzotto, al secolo professor Riccardo Granzotto, nato a santa Lucia di Piave (Treviso) il 23 agosto del 1900 e tornato al cielo nel convento di Chiampo (Vicenza) il 15 agosto 1947, giorno dell&#8217;Assunzione di Maria Vergine, come aveva predetto (<em>me ne vado per l&#8217;Assunta<\/em>) sarebbe oggi conosciutissimo e giustamente ammirato come uno dei massimi scultori italiani del XX secolo. Invece, ancora oggi, a circa settant&#8217;anni dalla sua dipartita, egli \u00e8 conosciuto quasi solo nell&#8217;ambito della cultura cattolica, e pi\u00f9 per la sua fama di santit\u00e0 che per i suoi straordinari meriti artistici. I critici di professione e gli storici dell&#8217;arte seguitano ad ignorarlo, a snobbarlo, come se non fosse neanche esistito; nel loro laicismo inveterato, non si curano di un artista che \u00e8 stato anche santo, se proprio non sono costretti a sbattergli contro.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una cosa, in particolare, che brilla nell&#8217;arte di Claudio Granzotto, e che, crediamo, deve dispiacere in sommo grado a quegli intellettuali laicisti e irreligiosi, i quali considerano con fastidio e disdegno ogni traccia di sopravvivenza del sacro nell&#8217;arte e nella cultura moderne: il fatto che egli, mediante una delle forme di espressione artistica pi\u00f9 &quot;corposa&quot; e materiale, quale \u00e8, per definizione, la scultura in pietra, ha saputo raggiungere le vette della spiritualit\u00e0, letteralmente smaterializzando la materia. I corpi dei suoi Angeli, dei suoi Santi, di Ges\u00f9 e della Madonna sono, s\u00ec, anatomicamente perfetti e ben delineati, ma, nello stesso tempo, appaiono allo sguardo stupito e ammirato dell&#8217;osservatore come se fossero senza peso, come se si fossero liberati dai lacci della materia e si librassero fuori del tempo e dello spazio, in una regione aerea, in un&#8217;altra dimensione del reale, tutta sfolgorante di luce e spirante soavit\u00e0 e pace.<\/p>\n<p>Il carattere spirituale e quasi immateriale della sua arte emerge soprattutto negli sguardi delle figure uscite dal suo scalpello, e che sono di marmo solo quanto alla loro veste esteriore: degli sguardi cos\u00ec rapiti, cos\u00ec estatici, cos\u00ec presi dalla gioia della contemplazione di Dio, da trasmettere anche a chi li guarda un senso d&#8217;immensa serenit\u00e0, d&#8217;ineffabile pacificazione. Anche quando si tratta di sguardi letteralmente invisibili, perch\u00e9 l&#8217;occhio \u00e8 chiuso, come nel caso del sant&#8217;Antonio morente o del Cristo addormentato nella morte, ma in attesa della resurrezione; oppure come nel caso dell&#8217;estasi di santa Lucia, alla quale i persecutori pagani hanno strappato gli occhi, ma ci\u00f2 non le impedisce di <em>vedere<\/em>, e di sorridere, e di congiungere le mani sul petto in un gesto dolcissimo, struggente, di vera felicit\u00e0 e di totale abbandono al suo Sposo celeste (la scultura si trova alla sommit\u00e0 del portale, sulla facciata della Chiesa arcipretale di Santa Lucia di Piave).<\/p>\n<p>Quei sorrisi che vincono la pesantezza della materia e toccano le corde pi\u00f9 profonde dell&#8217;anima, sono una smentita e un monito nei confronti di tutti coloro i quali pensano che l&#8217;arte moderna debba celebrare ci\u00f2 che \u00e8 puramente umano, in un orizzonte immanentistico, pago e compiaciuto di se stesso: perch\u00e9 mostrano chiaramente, e fanno quasi toccare con mano, quanto \u00e8 pi\u00f9 alta, pi\u00f9 vera e pi\u00f9 pura un&#8217;arte che non voglia restare imprigionata nell&#8217;orizzonte meramente terreno, ma sappia aprirsi al Mistero del divino e alla sua bellezza abbagliante. E non desta meraviglia sapere che fra Claudio, al principio del suo noviziato di frate minore &#8211; allorch\u00e9 si trovava nell&#8217;isola di San Francesco del Deserto, nella Laguna di Venezia -, abbia persino accarezzato l&#8217;idea di non scolpire pi\u00f9 nulla (proponimento, per fortuna, non mantenuto, dato che ci\u00f2 gli permise di creare le meraviglie della Grotta di Lourdes a Chiampo, per l&#8217;edificazione dei fedeli): la sua idea, che l&#8217;arte sia una strada per giungere a Dio, doveva necessariamente culminare nell&#8217;altra idea, che Dio sia l&#8217;artista che scolpisce le nostre vite e che, per colui o colei che si arrende alla sua chiamata e si fa docile strumento nelle sue mani, spetta un compito pi\u00f9 alto che non sia quello di scolpire delle forme materiali: ossia di lasciarsi scolpire e modellare dalla volont\u00e0 di Dio, infinitamente amorevole e sapiente, e diventare, cos\u00ec, opere viventi della sua creazione; sculture palpitanti che vivono per conoscerlo sempre di pi\u00f9, per amarlo e servirlo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha descritto quella fase della vita di questo grande e dimenticato artista del Novecento, il padre Redento Fusato nella sua biografia <em>Fra Claudio Granzotto. Un artista francescano del secolo XX<\/em>, Chiampo [Vicenza], Collegio Serafico Missionario, 1989, pp. 201-204):<\/p>\n<p><em>Il 7 dicembre 1935 Fra Claudio Granzotto, postulante francescano, ritorna a San Francesco del Deserto a iniziare l&#8217;anno di noviziato. Per concluderlo il giorno dell&#8217;Immacolata, 8 dicembre 1936, con la professione dei voti religiosi.<\/em><\/p>\n<p><em>Il nuovo cammino spirituale e l&#8217;isoletta del Deserto diventano per lui il binario che lo condurr\u00e0 alle pi\u00f9 avvincenti conquiste. Il sereno romitorio francescano, oasi di verde immersa nel silenzio, la taciturna processione dei cipressi che fiancheggiano i viali, le placide fronde dei pini e dei larici, il cinguettio rasserenante degli uccelli e soprattutto la solitudine e la mistica pace che vi aleggiano sono come la scoperta d&#8217;un nuovo pianeta dove ascesi e spiritualit\u00e0 sono di casa.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora si rende conto perch\u00e9 Ges\u00f9 ebbe i rifugi di preghiera: il Tabor, il Getsemani, il monte degli olivi, il deserto di Giuda.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora viene a capire l&#8217;importanza che S. Francesco d&#8217;Assisi, perfetto imitatore di Cristo, dava ai romitori: la Porziuncola, San Damiano, Rivotorto, le Carceri, la Verna, l&#8217;isoletta del Trasimeno e quella del Deserto.<\/em><\/p>\n<p><em>Proprio in questo lembo di terra, lambito dalle acque lagunari, Fra Claudio nella soave armonia natura incontaminata percepisce le note rasserenanti dell&#8217;inconfondibile voce, quella che lo chiam\u00f2 alla vita religiosa: &quot;Qui mi troverai, qui mi dar\u00f2 a te&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 la chiara risposta di Ges\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Il maestro di noviziato, P. Camillo Nervo, lo inizia alla nuova esperienza spirituale mettendogli tra le mani le Epistole di San Paolo. Il libro non gli \u00e8 nuovo. Eppure \u00e8 come lo leggesse la prima volta, per tutto ci\u00f2 che di nuovo gli rivela. Fra Claudio ne \u00e8 affascinato. Lo legge e lo medita fino a sdruscirne le pagine. San Paolo gli sembra uno scultore dello spirito. L&#8217;Apostolo adopera la penna come uno scalpello. Infatti estrae dal mistero un&#8217;immagine di Cristo viva e scultorea. \u00c8 un Ges\u00f9 che attrae con forza irresistibile. Fra Claudio infatti confessa:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Le epistole paoline mi offrono le ali per l&#8217;ascesi spirituale.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli nasce timidamente nell&#8217;anima il desiderio della contemplazione. Molte ore del giorno e della notte \u00e8 davanti al tabernacolo. Rifiuta il banchetto, dove poggiare le braccia, perch\u00e9 ha l&#8217;apparenza d&#8217;un legame con il mondo. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 terrestre sembra superato. \u00c8 contemplazione? \u00c8 estasi?<\/em><\/p>\n<p><em>I testimoni oculari della sua straordinaria esperienza affermano l&#8217;una e l&#8217;altra cosa.<\/em><\/p>\n<p><em>Il P. Camillo, direttore spirituale, \u00e8 perplesso nel concedergli il permesso di protrarre l&#8217;adorazione notturna oltre il tempo previsto dagli statuti. Vorrebbe limitarne lo slancio perch\u00e9 teme che sia momentaneo.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Fra Claudio &#8212; attesta P. Camillo &#8212; prega nella maniera dei santi. La sua \u00e8 un&#8217;orazione cos\u00ec fervorosa che, come a Dio strappa le grazie, cos\u00ec a me strappa i permessi. Non riesco a dirgli di no.<\/em><\/p>\n<p><em>Fra Pancrazio Pillon, compagno di noviziato, incuriosito per quanto sta vedendo, gli chiede qualche spiegazione:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Ma lei, dopo un lungo tempo di preghiera, non avverte la stanchezza? Pure il Vangelo dice che lo spirito \u00e8 pronto ma la carne \u00e8 inferma. Di quale carne lei \u00e8 fatto?<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; \u00c8 vero &#8212; chiarifica Fra Claudio &#8211; che la carne \u00e8 inferma. Ma dopo un&#8217;ora d&#8217;intensa preghiera,, l&#8217;anima si fa tanto leggera che quasi pi\u00f9 non avverte il peso del corpo.<\/em><\/p>\n<p><em>Fra Claudio, senza saperlo, adopera il linguaggio dei mistici.<\/em><\/p>\n<p><em>I maestri di teologia ascetica insegnano che alle vette della contemplazione si arriva attraverso la purificazione dei sensi.<\/em><\/p>\n<p><em>Fra Claudio vuole scuotere dall&#8217;anima la polvere della materia, anche quella luminosa. Decide perci\u00f2 di romperla con l&#8217;arte. Non si tratta d&#8217;un abbandono, tanto meno di un&#8217;abiura. L&#8217;arte \u00e8 la nobilt\u00e0 della materia, \u00e8 un raggio di luce. Ma a che cosa serve per chi \u00e8 di fronte allo splendore divino, Ges\u00f9, eterna bellezza?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 cosciente d&#8217;essere diventato strumento dell&#8217;artefice divino e materia di scultura. Rinuncia dunque a fare lo scultore.<\/em><\/p>\n<p><em>Fra Pasquale Lorenzin, con giovanile curiosit\u00e0, sta rovistando la sacca dello scultore. Prova pena a vedere gli scalpelli inoperosi; gli chiede:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Pensa di tornare alla scultura?<\/em><\/p>\n<p><em>La risposta \u00e8 precisa:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Sto per dare inizio ad una nuova opera, ma gli scalpelli non servono. Avr\u00f2 bisogno di strumenti d&#8217;altro genere perch\u00e9 \u00e8 un lavoro spirituale.<\/em><\/p>\n<p>Ecco la suprema umilt\u00e0: rendersi conto che i nostri scalpelli, la nostra tecnologia, il nostro denaro, il nostro potere, e soprattutto il nostro umano, e talvolta diabolico, orgoglio, la nostra superbia intellettuale, arrivati a un certo punto, non valgono nulla, non servono a nulla, non significano pi\u00f9 nulla. Chi arriva a comprendere questo, o almeno ad intravederlo, fosse pure una sola volta nel corso della sua vita, \u00e8 arrivato all&#8217;essenziale: e, qualunque cosa decida di fare in seguito, continuare ad usare gi scalpelli oppure no, e cos\u00ec la tecnologia, il denaro, il potere, la far\u00e0 in una maniera profondamente diversa da come la faceva prima, perch\u00e9 lui sar\u00e0 diventato una persona profondamente diversa da quella che era. Chi non lo ha mai compreso, chi non lo ha mai neppure intuito o sospettato, viceversa, \u00e8 come se avesse sprecato la sua vita: perch\u00e9 la vita ci \u00e8 data affinch\u00e9 noi comprendiamo che cosa \u00e8 essenziale e che cosa non lo \u00e8, e facciamo le nostre scelte alla luce di una tale consapevolezza.<\/p>\n<p>\u00c8 penoso, a distanza di dieci, venti o trenta anni, incontrare delle persone che avevamo conosciuto, forse amato, e poi perso di vista, e scoprire che non sono evolute di uno <em>iota<\/em>, che non hanno fatto il bench\u00e9 minimo progresso spirituale, che sanno parlare solo di soldi, di vestii, di automobili: \u00e8 triste e penoso, perch\u00e9 vediamo in esse delle occasioni mancate, delle vite sciupate, dei fiori avvizziti prima del tempo, dei rami secchi che verranno tagliati, senza aver dato alcun frutto e senza aver portato alcun bene n\u00e9 a se stessi, n\u00e9 ad altri. Qui non si tratta di giudicare: pur restando aperto il mistero dell&#8217;anima, qui si tratta semplicemente di prendere atto di come stanno le cose. Se in un&#8217;anima si \u00e8 aperta, o almeno socchiusa, anche la pi\u00f9 piccola finestra, anche il minimo spiraglio, sul profumo dell&#8217;Infinito e dell&#8217;Eterno, ebbene ci\u00f2 si vede, si sente: e lo vedremmo e lo sentiremmo anche se si trattasse di un sordo o di un cieco, come traspare, appunto, dai volti angelici dei santi e delle sante scolpiti dalla mano d&#8217;artista di Claudio Granzotto, perfino quando i loro occhi sono chiusi, e i loro sguardi giacciono nascosti nel grembo della morte. Perch\u00e9 la morte \u00e8 la fine di tutto solo per chi non sa vedere <em>oltre<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;artista che volle farsi umile frate e che andava a fare la questua per il suo convento lungo le strade del mondo, umiliandosi perfino a bussare alle porte delle case dei suoi compaesani, aveva intravisto questa verit\u00e0, e, per rafforzarsi nella sua scelta e per rendere ancor pi\u00f9 limpido il proprio sguardo, volle recarsi nella solitudine di San Francesco del Deserto, un&#8217;isola carica di suggestione, immersa nel verde e cullata dalle acque tranquille della laguna. <em>\u00abO beata solitudo, o sola beatitudo\u00bb<\/em>, avr\u00e0 pensato chiss\u00e0 quante volte, immerso in contemplazione e in preghiera, fin nel cuore della notte, in ginocchio, davanti all&#8217;altare del Santissimo, oppure passeggiando e meditando i misteri sacri lungo gli ombrosi vialetti sotto le fronde degli alberi. La sua vita fu un capolavoro di raccoglimento e di umilt\u00e0. Era stato un bel giovanotto, stimato e intelligente, che avrebbe potuto chiedere la mano delle migliori ragazze del paese; oppure avrebbe potuto inseguire il sogno di farsi un nome come scultore e dedicarsi interamente alle sue creazioni artistiche, nelle quali, fin dall&#8217;inizio, traspare sempre un&#8217;aria di spiritualit\u00e0 e di vibrante pulizia morale. Ma quando si sent\u00ec toccato dalla Grazia divina, lasci\u00f2 tutto senza esitare, e si mise totalmente nelle mani del Signore. La sua opera pi\u00f9 bella \u00e8 stata la sua stessa vita. Quando un tumore al cervello lo port\u00f2 in cielo, all&#8217;et\u00e0 di soli quarantasette anni, la sua parabola esistenziale aveva gi\u00e0 toccato un vertice cui solamente pochi riescono ad avvicinarsi. E questo \u00e8 stato il suo maggiore lascito agli uomini: ci\u00f2 che conta \u00e8 l&#8217;essenziale; \u00e8 l&#8217;essenziale \u00e8 Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se non fosse stato un fervente cattolico; se non si fosse fatto frate francescano; se non fosse stato proclamato beato dalla Chiesa, nel 2004, molto probabilmente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[109,157,245],"class_list":["post-27449","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27449"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27449\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}