{"id":27434,"date":"2018-04-27T06:58:00","date_gmt":"2018-04-27T06:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/27\/nulla-e-perduto-se-conserviamo-noi-stessi\/"},"modified":"2018-04-27T06:58:00","modified_gmt":"2018-04-27T06:58:00","slug":"nulla-e-perduto-se-conserviamo-noi-stessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/27\/nulla-e-perduto-se-conserviamo-noi-stessi\/","title":{"rendered":"Nulla \u00e8 perduto, se conserviamo noi stessi"},"content":{"rendered":"<p>Ci attendono tempi difficili; dobbiamo attrezzarci in vista di eventi e situazioni eccezionali, allorch\u00e9 tutti i nostri punti di riferimento saranno aggrediti, strappati dai loro cardini e letteralmente rovesciati nel loro esatto contrario. Il male sar\u00e0 chiamato bene, e il bene, male; il falso sar\u00e0 dichiarato vero, e vero il falso; il malvagio sar\u00e0 dichiarato buono, e il buono, malvagio; il brutto sar\u00e0 dichiarato bello, e il bello, brutto. La stragrande maggioranza delle persone, vuoi per conformismo, vuoi per debolezza e pusillanimit\u00e0, si adatter\u00e0 abbastanza rapidamente a questa situazione; e, naturalmente, vi saranno quelli che si autonomineranno custodi del nuovo ordine vigente e faranno\u00a0 gli zelanti cani da guardia, pronti ed attenti a sorprendere quanti non si saranno piegati &#8211; molto pochi, senza dubbio &#8211; per denunciarli e fare in modo che vengano prese contro di loro tutte le misure necessarie. Si andr\u00e0 dal disprezzo morale e dalla rovina della carriera fino alle denunce, ai tribunali e alle condanne: alcuni saranno ridotti al silenzio con delle multe salatissime, che li obbligheranno a chiudere i loro giornali, i loro siti internet o i loro\u00a0<em>blog<\/em>; altri finiranno addirittura in prigione o dovranno frequentare dei corsi di rieducazione sociale, per imparare le nuove regole del gioco. Il meccanismo fondamentale della repressione, tuttavia, sar\u00e0 quello della dissimulazione: nessuno parler\u00e0 di un&quot;&quot;nuovo&quot; ordine sociale, di un &quot;nuovo&quot; modo di pensare, perch\u00e9 si vorr\u00e0 far credere che esso sia esistito da sempre, che non vi siano mai stati altri paradigmi legittimi; ci si inventer\u00e0 che, s\u00ec, un tempo qualcuno la pensava diversamente, ma si trattava di individui malvagi e di societ\u00e0 aberranti, regressive, oscurantiste: in breve, si pretender\u00e0 di rifare la storia, cancellare il passato, anzi di modificarlo, cambiarlo, fare finta che sia stato in altro modo da come \u00e8 realmente stato. E tutto ci\u00f2 sar\u00e0 necessario, dal punto di vista della classe dirigente, perch\u00e9 se sopravvivesse qualche testimonianza di come era realmente la societ\u00e0, di come era la cultura fino a qualche tempo prima, le nuove generazioni potrebbero sospettare quel che \u00e8 avvenuto, una vera e propria manipolazione globale, una specie di\u00a0<em>Truman Show<\/em>\u00a0planetario, mentre il delitto perfetto \u00e8 quello in cui viene fatta sparire ogni traccia, non solo dell&#8217;arma del delitto, ma anche della presenza in quel luogo di quelli che lo hanno compiuto, e perfino del movente. Infatti l&#8217;obiettivo della\u00a0<em>\u00e9lite<\/em> occulta, o neanche tanto occulta (basta consultare sulla rete i nomi delle prime dieci o dodici banche mondiali e si troveranno tutti i nomi dei congiurati) non \u00e8 semplicemente quello di sottomettere l&#8217;umanit\u00e0 e trasformarla in una massa servile impegnata a lavorare in condizioni sempre peggiori per accrescere la sua ricchezza, ma anche far s\u00ec che non si renda conto del proprio abbrutimento e non sospetti neppure che si potrebbe vivere in un altro modo, per esempio ribellandosi alla propria schiavit\u00f9 e ripristinando condizioni di esistenza normali, dove il lavoro e il risparmio non siano totalmente abbandonati nelle mani dei banchieri e della speculazione finanziaria e dove esista realmente una libera circolazione delle idee, al posto dell&#8217;insulso\u00a0<em>bla, bla<\/em>\u00a0che d\u00e0 l&#8217;illusione di un libero dibattito, mentre la libert\u00e0 effettiva si riduce a spettegolare su questioni futili di moda, di\u00a0<em>gossip<\/em>\u00a0o di tifo sportivo, ma non sfiora nemmeno da lontano le cose importanti della vita e dell&#8217;organizzazione sociale.<\/p>\n<p>Di fronte a questo futuro, che \u00e8 gi\u00e0 incominciato, perch\u00e9 molte delle cose ora dette sono gi\u00e0 nella realt\u00e0 dei fatti, \u00e8 necessario prepararsi e non lasciarsi prendere alla sprovvista. La domanda decisiva \u00e8 se sar\u00e0 possibile evitare di essere completamente travolti dal flusso in arrivo, destrutturati come persone e come soggetti pensanti, ridotti all&#8217;insignificanza pi\u00f9 completa, come le mucche in un allevamento bovino, e per giunta, in buona misura, consenzienti al proprio sfruttamento e al proprio avvilimento. Per rispondere a questa domanda, bisogna capire come sia stato possibile che si sia giunti fino a questo punto. A noi pare che ci\u00f2 sia accaduto perch\u00e9 gi\u00e0 da un pezzo la maggioranza delle persone avevano rinunciato ad essere tali, e si erano ridotte ad essere gente: vale a dire atomi senza radici, senza coscienza, senza identit\u00e0 e, spesso, anche senza un codice etico. Una volta che le persone si degradano a gente, o si lasciano degradare, il gioco \u00e8 fatto: non resta che metter loro la cavezza e trascinarle nel luogo desiderato, docili e remissive, perfino collaborative, quanto potrebbe esserlo, appunto, una mandria di buoi, perfettamente abituata a rispondere nei modi appropriato alle sollecitazioni del mandriano. La seconda cosa che bisogna capire \u00e8 come sia accaduto che tante persone siano scese cos\u00ec in basso, si siano lasciate abbindolare in questo modo. La risposta \u00e8 che sono state prese al laccio delle loro passioni disordinate, che qualcuno, senza dubbio, ha sollecitato ad arte, attraverso l&#8217;uso sempre pi\u00f9 spregiudicato della pubblicit\u00e0, dei mass media, specialmente il cinema e la televisione, dei giochi elettronici, della musica leggera, dello spettacolo in genere e di buon parte della cosiddetta cultura contemporanea; le solite, eterne passioni, antiche quanto l&#8217;uomo: superbia, lussuria, cupidigia. Una volta preso all&#8217;amo, l&#8217;uomo cessa di essere una persona, perde il controllo di se stesso e incomincia a regredire al livello di<em>\u00a0gente<\/em>: individuo anonimo, spersonalizzato, \u00a0inconsapevole e perci\u00f2 irresponsabile.<\/p>\n<p>Una volta compreso che il meccanismo \u00e8 questo, che le cose sono andate cos\u00ec per queste ragioni, ne deriva con chiarezza quale sia la strada da prendere per reagire alla sottomissione e alla totale insignificanza in cui siamo caduti, non senza nostra colpa e responsabilit\u00e0. Infatti, la minuscola\u00a0<em>\u00e9lite<\/em>\u00a0globale, pur con gli immensi mezzi finanziari, e perci\u00f2 anche mediatici, dei quali dispone, non sarebbe riuscita a sottomettere pi\u00f9 di sette miliardi di individui, e farlo in maniera tale che questi non se ne rendano neppure conto, se la grande maggioranza di questi non fosse stata ben lieta di lasciar entrare il nemico in casa propria: di togliersi dalle spalle, cio\u00e8, il fardello della propria libert\u00e0 di persona, con tutti i sacrifici e le fatiche che tale libert\u00e0 personale comporta, per trasformarsi in docili strumenti del potere occulto, desiderosi solo di soddisfare i propri appetiti pi\u00f9 bassi e di appagare il proprio ego ipertrofico e narcisista, in definitiva ansiosi di lasciarsi alienare e imbestialire, come fecero i compagni di Ulisse, prima gustando il cibo dei Lotofagi, che provoca l&#8217;oblio della patria e della propria identit\u00e0, poi consentendo alla maga Circe di trasformarli addirittura in maiali, e ci\u00f2 sempre per la debolezza del loro volere e per la tendenza a cedere troppo facilmente al richiamo dei piaceri sensuali. Nei versi dell&#8217;<em>Odissea<\/em>\u00a0noi vediamo gi\u00e0 prefigurato il conflitto fra una umanit\u00e0 desta e consapevole, rappresentata da Ulisse, e una umanit\u00e0 sviata e dimentica di s\u00e9, manipolabile a volont\u00e0 da chiunque scopra e sappia sfruttare adeguatamente le sue segrete debolezze. La morale che possiamo ricavarne \u00e8 che solo chi sa conservarsi padrone di se stesso, dei propri istinti, dei propri appetiti, e solo chi non smarrisce la consapevolezza di s\u00e9, la memoria del passato, n\u00e9 perde di vista la meta che vuole raggiungere, pu\u00f2 evitare di lasciarsi ingannare e sottomettere; pu\u00f2 perfino concedersi il lusso di ascoltare l&#8217;incantevole, ma mortale canto delle Sirene, per\u00f2 dopo aver preso le necessarie precauzioni per non essere trascinato a rovina.\u00a0<\/p>\n<p>D&#8217;altra pare, proprio l&#8217;episodio delle Sirene evidenzia un altro aspetto caratteristico dell&#8217;uomo\u00a0 che confida molto, e forse troppo, nelle proprie forze: la\u00a0<em>curiostias<\/em>, non sempre sostenuta da una dose altrettanto forte di\u00a0<em>virtus\u00a0<\/em>(ricordiamo le parole di Dante, riferite appunto alla narrazione del viaggio del &quot;suo&quot; Ulisse:\u00a0<em>e pi\u00f9 lo &#8216;ngegno affreno ch&#8217;i&#8217; non soglio, \/ perch\u00e9 non corra che virt\u00f9 nol guidi<\/em>:\u00a0<em>Inf<\/em>. XXVI, 21-22);\u00a0<em>curiositas<\/em>\u00a0che \u00e8 fatta d&#8217;inquietudine, febbre di nuove esperienze, amore dell&#8217;avventura e anche del rischio, e che si esprime oggi, per esempio, nella pratica dei cosiddetti sport estremi, per vedere si dove si possa arrivare nello scherzare col pericolo. Questo aspetto della psicologia umana si \u00e8 enormemente sviluppato nell&#8217;uomo moderno, in una misura che all&#8217;uomo antico sarebbe risultata incomprensibile: perch\u00e9 nell&#8217;uomo antico Ulisse rappresenta decisamente l&#8217;eccezione, mentre nella civilt\u00e0 moderna essa \u00e8 quasi la regola, anche se molti vivono tale dimensione in una maniera tale per cui non afferrano neppure tutto il potenziale di pericolosit\u00e0 che essa porta con s\u00e9. Si assiste ormai quotidianamente allo sconcertante spettacolo di bambini, ragazzi, uomini (e donne) adulti, e perfino vecchi, i quali, dopo essersi cacciati in situazioni di pericolo d&#8217;ogni genere, mostrano la pi\u00f9 grande e, si direbbe, la pi\u00f9 sincera meraviglia allorch\u00e9, poi, le circostanze li mettono di fronte alle conseguenze, talvolta drammatiche, della loro imprudenza, della loro leggerezza e della loro incoscienza. Dai principianti che si avventurano su difficili percorsi di montagna, agli speleologi che scendono in una grotta in una giornata che il bollettino meteorologico annuncia come molto piovosa, gli esempi sarebbero pressoch\u00e9 infiniti: ci sono i visitatori dello zoo che infilano le mani fra le sbarre della gabbia di una tigre, al modesto impiegato che si gioca al tavolo verde tutto lo stipendio, e anche i suoi sudatissimi risparmi. Il movente, in entrambi i casi, \u00e8 lo stesso: perch\u00e9 l&#8217;attrazione verso il pericolo nasce, spesso, da una forma di dipendenza, e la dipendenza verso comportamenti che sono oggettivamente destabilizzanti (come il vizio del gioco) \u00e8 il surrogato di quelle emozioni pericolose cui molte persone anelano, ma senza avere il coraggio fisico per esporvisi materialmente. La radice, tuttavia, \u00e8 identica: si \u00e8 segretamente insoddisfatti della propria vita, della propria condizione; si \u00e8 frustrati, ci si annoia, si vorrebbe un cambiamento; si prova la tentazione compulsiva di sfidare la sorte, di giocare col destino, di mostrarsi pi\u00f9 forti di tutto, compreso l&#8217;istinto pi\u00f9 radicato, quello della propria conservazione. Ci\u00f2 avviene quando, in una societ\u00e0, si perde completamente di vista ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e lo si confonde con ci\u00f2 che \u00e8 secondario o irrilevante. Chi ha compreso il valore della vita, e il perch\u00e9 la vita ci \u00e8 stata data, non gioca con essa; se la mette a repentaglio, lo fa solo in casi estremi, quando \u00e8 in gioco qualcosa il cui valore supera quello della vita stessa. Di certo non lo farebbe per nutrirsi di emozioni &quot;forti&quot; che provocano il rilascio di adrenalina e consentono di inebriarsi con un effimero senso di onnipotenza: perch\u00e9 chi sfida intenzionalmente e gratuitamente un pericolo mortale si sente e si crede onnipotente, almeno finch\u00e9 gli va dritta, ma proprio quel senso di ebbrezza lo spinge a tentare delle continue verifiche di tale onnipotenza, con l&#8217;esito finale che si pu\u00f2 facilmente immaginare, poich\u00e9 il destino non si lascia beffare all&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che esistono delle cose il cui valore \u00e8 superiore a quello della vita stessa e ci\u00f2 avr\u00e0 fatto sobbalzare gli esponenti della cultura politicamente corretta, i fautori dell&#8217;umanesimo integrale, compresi i cattolici progressisti, per i quali la vita \u00e8 il massimo bene esistente ed immaginabile. Eppure \u00e8 cos\u00ec: pur essendo dotata di un grande valore, la vita umana non \u00e8 il valore supremo: il valore supremo \u00e8 la verit\u00e0, che comprende tutti gli altri, a cominciare dal vero bene.\u00a0<em>Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di colui che d\u00e0 la vita per i propri amici<\/em>, dice Ges\u00f9 Cristo, durante l&#8217;Ultima Cena, rivolto ai suoi discepoli; e, di l\u00ec a poche ore, ne dar\u00e0 la dimostrazione pratica, offrendo la sua vita sulla croce, per amor loro e per amore di tutti gli uomini. Dunque, la vita \u00e8 sacra, nel senso che nessuno pu\u00f2 disporne con leggerezza, perch\u00e9 appartiene a Dio soltanto; ma non \u00e8 il bene supremo, perch\u00e9 non appartiene all&#8217;uomo. Una vita strappata alla morte per mezzo del tradimento verso i propri amici, ad esempio, non \u00e8 una vita degna di essere vissuta; a meno che subentri un profondo pentimento, nel qual caso quella vita diverr\u00e0 una incessante preghiera di espiazione e di riparazione. Questa riflessione ci riporta al tema iniziale e ci permette di chiudere il cerchio. Nulla \u00e8 perduto, fino a quando noi siamo capaci di conservare noi stessi: cio\u00e8 di conservare la nostra identit\u00e0, la nostra libert\u00e0, la nostra dignit\u00e0 di persone; ma se abdichiamo a tutto questo, magari in cambio del piatto di lenticchie del consumismo, cio\u00e8 della servile adorazione delle cose (perch\u00e9 il consumista crede e s&#8217;illude di servirsi delle cose e di disporne a piacimento, mentre ne diviene il servitore, e sono esse a disporre di lui: ragion per cui si dovrebbe sempre specificare: il <em>diabolico<\/em>\u00a0consumismo), allora tutto \u00e8 veramente perduto, la societ\u00e0 \u00e8 destinata al crollo &#8211; a cominciare dalla societ\u00e0 fondamentale, la famiglia &#8211; e l&#8217;umanit\u00e0 non riuscir\u00e0 mai pi\u00f9 a riscattarsi dalla miserevole condizione in cui si \u00e8 ridotta: quella di un immenso branco di animali da fatica, di consumatori alienati, rassegnati e disciplinati, nonch\u00e9 di produttori di cose in gran parte inutili o nocive, che essi stessi, poi, dovranno consumare, volenti o nolenti, in un circolo chiuso e senza fine, del quale si avvantaggeranno solo i padroni della finanza mondiale. Per scongiurare una tale eventualit\u00e0, abbiamo una strada ben chiara da seguire: quella del distacco dalle cose e della rinuncia alle passioni disordinate che ci tengono legati a un potere estraneo pi\u00f9 forte di noi: chi lascia morire in s\u00e9 l&#8217;uomo vecchio, pieno di ego, di ambizioni e di funesta brama di potere, gratificazioni e piaceri, \u00e8 libero dal ricatto del sistema usuraio sul quale si fonda la civilt\u00e0 moderna. Il diavolo, sommo artefice e sommo regista di essa, non trova il modo di far presa su di lui; e i suoi vassalli, i tentatori, i corruttori di questo mondo, coloro i quali gli offrono sesso, denaro e carriera in cambio della sua anima, resteranno a mani vuote, perch\u00e9 egli rifiuter\u00e0 di porgere il collo per farsi mettere il guinzaglio. Ma una tale forza nessun uomo pu\u00f2 averla da s\u00e9: deve chiederla a Colui che pu\u00f2 tutto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci attendono tempi difficili; dobbiamo attrezzarci in vista di eventi e situazioni eccezionali, allorch\u00e9 tutti i nostri punti di riferimento saranno aggrediti, strappati dai loro cardini<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-27434","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27434\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}