{"id":27431,"date":"2018-03-26T01:11:00","date_gmt":"2018-03-26T01:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/26\/nulla-andra-bene-finche-non-torneremo-a-volere-il-bene\/"},"modified":"2018-03-26T01:11:00","modified_gmt":"2018-03-26T01:11:00","slug":"nulla-andra-bene-finche-non-torneremo-a-volere-il-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/26\/nulla-andra-bene-finche-non-torneremo-a-volere-il-bene\/","title":{"rendered":"Nulla andr\u00e0 bene finch\u00e9 non torneremo a volere il bene"},"content":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 da tempo la cultura moderna aveva insinuato il sospetto che predicare il bene, insegnare il bene, additare il bene quale meta ultima della nostra vita, sia una operazione poco limpida, interessata e mossa da chiss\u00e0 quali inconfessabili fini, o, nel meno peggiore dei casi, una forma di ipocrisia, perch\u00e9 predicano il bene coloro i quali, per primi, si guardano\u00a0 dal praticarlo nella loro vita. Poi \u00e8 arrivata la psico-analisi di Freud e la cultura moderna, materialista, edonista, utilitarista, si \u00e8 trovata fra le mani lo strumento di cui abbisognava per vibrare il colpo decisivo contro l&#8217;idea del bene: una teoria pseudo scientifica spacciata per verit\u00e0 inconfutabile, lo strumento definitivo per smascherare gli ipocriti e i\u00a0 fraudolenti che ci vengono a parlare del bene collo scopo recondito di addormentarci, di manipolarci, di asservirci. Questa tesi era gi\u00e0 stata esplicitata da Marx riguarda alla religione e alla Chiesa: i preti, aveva affermato, hanno creato l&#8217;idea di dio, di un dio da adorare e servire, affinch\u00e9\u00a0 gli uomini restino sprofondati nella passivit\u00e0 e nella superstizione, e ci\u00f2 permette alle classi dominanti, nobilt\u00e0 e clero, di sfruttarli illimitatamente. Che Dio possa esistere e che il bisogno di\u00a0 Dio possa\u00a0 far parte della struttura fondamentale dell&#8217;anima umana, non \u00e8 mai venuto in mente a Marx e ai suoi seguaci; cos\u00ec come a Freud e ai suoi seguaci non \u00e8 mai venuto in mente che esista il bene e che gli uomini siano naturalmente attratti verso di esso, o almeno che ne sia attratta la loro parte migliore, e che ci\u00f2 sia un dato reale, che \u00e8 parte del loro statuto ontologico e non una proiezione del super-io o una sublimazione di pulsioni inconsce che, se si rivelassero apertamente (l&#8217;istinto di veder morto il proprio padre e di avere rapporti sessuali con la propria madre) ci provocherebbero un trauma psichico dagli effetti devastanti.<\/p>\n<p>Dobbiamo liberarci da Marx e dobbiamo liberarci da Freud; dobbiamo disintossicare la nostra societ\u00e0 dalle conseguenze catastrofiche prodotte da milioni di uomini-massa, semi sapienti e semi ignoranti, ma molto presuntuosi, i quali, avendo sentito o avendo masticato qualche concetto marxista e qualche concetto freudiano, hanno creduto d&#8217;aver capito tutto, di aver smascherato gli inganni secolari, di aver trovato la prova &quot;scientifica&quot; (come Marx definiva scientifico il suo socialismo) che il bene non esiste, \u00e8 solo una trappola inventata dalle classi dominanti, o dai preti, o da entrambi, per poter addomesticare le masse e loro, intanto, godersi tutta la libert\u00e0 possibile, senza tener conto di alcun codice morale. In altre parole, dobbiamo disintossicarci e de-condizionarci dalla cultura moderna, la cui essenza \u00e8 la negazione di Dio e del bene, e l&#8217;assolutizzazione dell&#8217;uomo, delle sue pulsioni, dei suoi istinti, tutti, senza distinzione alcuna fra &quot;buoni&quot; e &quot;cattivi&quot;, perch\u00e9 la natura non ha niente a che fare con la morale, gli istinti vengono dalla natura e perci\u00f2 noi, esseri naturali, dobbiamo seguirli e dobbiamo soddisfarli. Oh, sappiamo bene che n\u00e9 Marx n\u00e9 Freud hanno mai predicato la licenza morale. Marx sosteneva che, dopo il crollo della societ\u00e0 borghese, si sarebbe instaurata una nuova morale, una vera morale, basata sul rispetto dell&#8217;uomo verso l&#8217;uomo; e Freud, da parte\u00a0sua, sosteneva che, preso fra l&#8217;incudine degli istinti e il\u00a0 martello della societ\u00e0, l&#8217;uomo deve scegliere piuttosto la nevrosi, che gli deriva dalla repressione dei propri istinti, piuttosto che il disordine in cui sprofonderebbe se li assecondasse. Ma sono soltanto parole: entrambi hanno agito come colui che distrugge, e, anche se dichiara di voler poi ricostruire, di fatto limita la sua opera alla distruzione, perch\u00e9 insegna agli uomini la via per rifiutare ci\u00f2 che la tradizione ha insegnato loro e per considerare tale insegnamento come una immensa mistificazione ai loro danni. In realt\u00e0, il valore speculativo di Marx e di Freud \u00e8 modesto, per non dire minimo; nessuno dei due possedeva una mente filosofica, in compenso erano molto abili nel promuovere le loro teorie e nello spacciarle per qualcosa di auto-evidente. Dopo di loro, qualsiasi tanghero, specialmente se munito di un diploma di scuola superiore, o meglio ancora di una laurea, pretende di sapere che il surplus \u00e8 la parte del salario che il capitalista froda all&#8217;operaio, o che nessuno parla di qualcosa in senso positivo, se non perch\u00e9, nel suo inconscio, ama e desidera esattamente la cosa opposta. Eppure questi due sistemi di pensiero, modesti, dilettanteschi, pretenziosi ma superficiali, sono assurti al rango di ideologia dominante: sono entrati nel dna intellettuale (o sotto-intellettuale) di milioni di persone, e ci\u00f2 per la buona ragione che il potere dominante, quello finanziario, ha scommesso su di loro per fare ci\u00f2 che, secondo Marx, hanno sempre fatto le classi egemoni e sfruttatrici, e che, secondo Freud, fa il\u00a0 Super-io nei confronti di ciascuno di noi: creare un condizionamento cos\u00ec forte da divenire parte della coscienza collettiva, al punto che rifiutarlo o contestarlo acquisterebbe il sapore di una empiet\u00e0, di una blasfemia.<\/p>\n<p>E non solo da Marx e da Freud ci dobbiamo liberare, ma anche da Galilei, con la sua arroganza scientista; da Cartesio, con il suo dualismo schizofrenico fra natura e spirito; da Locke, con la sua pretesa di fare del liberalismo il solo sistema politico accettabile; da Rousseau, con la sua folle idea della bont\u00e0 originaria dell&#8217;uomo quale presupposto della democrazia; da Kant, che ha eliminato la metafisica dall&#8217;orizzonte del reale; da Hegel, con la sua pretesa di divinizzare la storia; da Nietzsche, col suo annuncio della morte di Dio e del rovesciamento di tutti i valori; e, prima ancora, dal Rinascimento pagano o paganeggiante, con la sua volont\u00e0 di assolutizzare il destino dell&#8217;uomo e con la sua idea, mutuata dalla magia, dall&#8217;occultismo, dalla Cabala e dalla gnosi,\u00a0 dell&#8217;ermafrodito originario, essere perfetto perch\u00e9 maschio e femmina contemporaneamente. Da tutte queste idee, che abbiamo assunto inconsapevolmente come parti di quel pacchetto completo e indivisibile che\u00a0\u00e8 la cultura moderna, sotto il costante ricatto di essere rifiutati e scacciati dalla modernit\u00e0, e quindi gettati nella spazzatura della storia, ci dobbiamo liberare, perch\u00e9, sino a quando non lo avremo fatto, continueremo a vedere le cose non per ci\u00f2 che realmente sono, ma per ci\u00f2 che la cultura dominante, messa a punto ed imposta dalla\u00a0<em>\u00e9lite<\/em>\u00a0finanziaria mondiale, vuole che noi vediamo di esse. Per fare solo un esempio: il dilagare della teoria del\u00a0<em>gender<\/em>, che si sta imponendo nelle scuole mediante il cavallo di Troia della &quot;educazione sessuale&quot;, la quale spinge i bambini dell&#8217;asilo e della scuola elementare a interrogarsi se vogliono essere maschili o femminili, e quando, e fino a che punto, e che ci\u00f2 \u00e8 perfettamente giusto e naturale (giusto\u00a0<em>perch\u00e9<\/em>\u00a0naturale), per cui chiunque voglia negare loro questo &quot;diritto&quot;, a cominciare dai genitori, \u00e8 un nemico contro il quale bisogna appellarsi all&#8217;autorit\u00e0 dello Stato, tutto ci\u00f2 non \u00e8, come molti credono, il frutto di una cultura recente, ma di una cultura antica di secoli, trasmessa da circoli esoterici che l&#8217;hanno custodita e preservata nel corso del tempo, e che trova le sue matrici, oltre che in talune scuole esoteriche greche ed ellenistiche, in ambienti vicini ai templari, ai rosacroce, ad alcuni intellettuali e gruppi dell&#8217;Umanesimo e del Rinascimento, e infine nella massoneria. La cultura dominante odierna non ha fatto altro che trasformare queste idee, un tempo coltivate da circoli chiusi, o comunque ristretti, in patrimonio ideologico delle masse, beninteso facendo in modo che vengano percepite sul piano dei diritti della persona, e spogliandole, o nascondendo, il loro retroterra iniziatico e filosofico. Sicch\u00e9 quando un giudice progressista toglie la patria potest\u00e0 a una coppia di genitori che si oppone alla volont\u00e0 del figlio minorenne di sottoporsi all&#8217;operazione del cambio di sesso, crede di aver offerto il suo contributo a una battaglia di civilt\u00e0, a una battaglia per la libert\u00e0 e l&#8217;autodeterminazione dell&#8217;individuo, specialmente dei soggetti pi\u00f9 deboli, oppressi dai tab\u00f9 oscurantisti di quanti si oppongono al progresso per meschine ragioni d&#8217;interesse o d&#8217;ignoranza; mentre \u00e8 solo l&#8217;utile idiota di un progetto che nemmeno conosce. Del resto i progressisti, da sempre, si auto-promuovono ad un livello etico superiore e guardano dall&#8217;alto in basso chiunque osi sfidare i loro dogmi, che ritengono auto-evidenti: beninteso, per chi sia moralmente puro e disinteressato come loro, con modestia, ritengono fermamente e incrollabilmente di essere.<\/p>\n<p>Dunque: bisogna liberarsi dalla nefasta influenza della cultura moderna per poter ricominciare a pensare il bene, a insegnare il bene, a indicare il bene come la meta della vita umana, dopo che, per tanto tempo, una simile operazione \u00e8 stata guardata con sospetto, disprezzo, irrisione, fino alla pi\u00f9 aperta e dichiarata ostilit\u00e0; al punto che la\u00a0civilt\u00e0 moderna potrebbe essere definita come la civilt\u00e0 che odia il bene e i cui intellettuali montano in furore non appena lo sentono anche solo nominare. Bisogna liberarsi da ci\u00f2, perch\u00e9 nulla andr\u00e0 bene finch\u00e9 non torneremo a volere il bene.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8 il bene? Ci piace riportare una semplice, piana paginetta del gesuita Antonin Eymieu (1861-1933), profondo direttore spirituale di anime, tratta dal quarto volume della sua grande opera di psicologia morale <em>Il governo di se stesso<\/em> (da: A. Eymieu, <em>La legge della vita<\/em>; titolo originale: <em>Le gouvernement de soi-meme. La Loi de la vie<\/em>, Paris, Librairie Acad\u00e9mique Perrin, 1930; traduzione dal francese di Luigi Rosadoni, Roma, Edizioni Paoline, 1958, pp. 226-231):<\/p>\n<p><em>Nella sua accezione pi\u00f9 larga, il bene \u00e8 ci\u00f2 che conviene, ci\u00f2 che si conf\u00e0; \u00e8 qualsiasi cosa considerata come &quot;confacentesi&quot;. Conviene, si conf\u00e0, gi\u00e0 lo sappiamo che quando Dio agisce, agisca da Dio e che le sue opere ne manifestino quindi gli attributi.\u00a0 Esse li manifestano mediane l&#8217;ordine. L&#8217;ordine &#8211; fisico o morale &#8211; \u00e8 cos\u00ec un bene, o il bene quale Dio lo vuole. Ma Dio vuole anche &#8211; a gloria della sua bont\u00e0 e della sua saggezza &#8211; che i diversi esseri concorrano al bene generale perseguito dalla Provvidenza divina precisamente col cercare, ciascuno per suo conto, il proprio bene. Ora, il bene di un dato essere \u00e8 ci\u00f2 che conviene a quell&#8217;essere, ci\u00f2 che si addice ad esso, ci\u00f2 che lo rende armonioso e fecondo, adeguando la tendenza all&#8217;oggetto, l&#8217;attivit\u00e0 al fine, la parte al tutto, il tutto al suo destino; \u00e8 ci\u00f2 che l&#8217;arricchisce, lo perfeziona, lo completa. Tanto pi\u00f9 grande \u00e8 il bene quanto pi\u00f9 questa &quot;convenienza&quot; \u00e8 perfetta e quanto pi\u00f9 quest&#8217;adeguazione, quest&#8217;armonia realizzata \u00e8 estesa, \u00e8 rapida, \u00e8 intima, \u00e8 precisa, \u00e8 assoluta. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nulla CONVIENE meglio ad un essere che il suo fine ultimo. Esso \u00e8 per lui la &quot;convenienza&quot; totale, adeguata, assoluta. Nel pensiero del suo autore, l&#8217;essere \u00e8 tutto intero ordinato al suo fine. Quando un uomo fa un orologio, un&#8217;automobile, un aereo, li fa e li struttura fin nei minimi dettagli in vista del fine al quale li destina. Ed ogni causa intelligente agisce allo stesso modo.\u00a0Ma chi ha fatto l&#8217;uomo e gli ha assegnato il suo fine \u00e8 Dio, cio\u00e8 l&#8217;essere sovranamente intelligente. E poich\u00e9 l&#8217;uomo ed il fine egli li ha fatti l&#8217;uno per l&#8217;altro, ha certamente stabilito fra loro un&#8217;adeguazione perfetta: in altri termini nel fine deve esserci una convenienza perfetta nei riguardi di tutte le energie e tutte le potenzialit\u00e0 dell&#8217;essere che \u00e8 stato creato proprio per esso. Ma una perfetta convenienza \u00e8 il bene PERFETTO, poich\u00e9 non gli manca niente, \u00e8 il bene ASSOLUTO, poich\u00e9 soddisfa tutto, \u00e8 il bene SUPREMO, poich\u00e9 tutti gli altri beni li trascende tutti, o, molto semplicemente, \u00e8 il BENE per antonomasia. Se ora io considero l&#8217;uomo non pi\u00f9 in tutta la sua durata ma solo nella sua durata terrestre, nel periodo della sua esistenza che si conclude con la tomba, quale sar\u00e0 per lui il bene supremo? Basandomi su un principio gi\u00e0 esposto rispondo: sar\u00e0 esattamente il FINE dell&#8217;uomo in quanto considerato in quel periodo di vita. Ora noi sappiamo che quest&#8217;esistenza terrestre gli \u00e8 stata data da Dio soltanto per permettergli di MERITARE la felicit\u00e0 infinita, che egli non pu\u00f2 procurarsi altrimenti, e di cui non pu\u00f2 fare a meno. (&#8230;) Questo bene dell&#8217;uomo in quanto uomo nella sua esistenza terrestre, e, in questo senso, perfetto anch&#8217;esso, assoluto e supremo, \u00e8 ci\u00f2 che io chiamo il suo bene morale. Ho detto: il SUO bene, il bene morale dell&#8217;uomo. In se stesso e nella sua accezione pi\u00f9 larga, il bene morale \u00e8 quel bene che va al di l\u00e0 di una prospettiva puramente fisica; \u00e8 la convenienza con la natura totale degli esseri e con l&#8217;ordine dell&#8217;universo in quanto realizzato o realizzabile dalle libere volont\u00e0; \u00e8 l&#8217;ordine esigito dalla ragione ed accettato dalla volont\u00e0; \u00e8 la conformit\u00e0 con il piano divino. \u00c8 il bene quale Dio lo vuole, quale l&#8217;impone con la legge morale e lo garantisce o ristabilisce con le sue sanzioni. \u00c8 in qualche modo il bene di Dio, la manifestazione dei suoi attributi nel governo degli esseri liberi; \u00e8 la libert\u00e0 della creatura che con l&#8217;obbedienza o la punizione rende omaggio ai diritti del Creatore. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il bene morale dell&#8217;uomo deve essere conforme alla sua ragione, alla sua natura integrale, all&#8217;ordine oggettivo delle cose, al disegno di Dio sulla creazione, per esser MORALE; ma per essere il SUO BENE bisogna che quest&#8217;ordine realizzato sia buono per lui, e per essere il suo bene nella pienezza della parola, IL SUO BENE SUPREMO in questo mondo, bisogna che sia ci\u00f2 che gli si conf\u00e0 al di sopra di tutto, ci\u00f2 che lo adegua completamente al suo compito e gli conferisce il diritto al suo fine ultimo. Senza dubbio &quot;gli conviene&quot;, bisogna che l&#8217;uomo si conformi al disegno del suo Creatore; che essendo dotato di ragione, agisca in armonia con essa; che essendo libero, si sottometta liberamente all&#8217;ordine. Ci\u00f2 gli conviene, gli si conf\u00e0, ed \u00e8 dunque il suo bene, il suo bene MORALE, perch\u00e9 noi abbiamo qui trasceso la prospettiva meramente fisica; per\u00f2 appena l&#8217;inizio, il germe del suo bene morale. Gli \u00e8 del resto impossibile arrestarsi a questo punto; egli va con un movimento deciso verso la conseguenza necessaria che \u00e8 il merito, il diritto al fine ultimo. Ed \u00e8 quest&#8217;ultimo, inseparabile da quella adeguazione di cui abbiamo parlato sopra, \u00e8 questo diritto conforme all&#8217;ordine, alla natura umana, al disegno di Dio, che costituisce in senso concreto, completo e definitivo il BENE MORALE DELL&#8217;UOMO.<\/em><\/p>\n<p>Impeccabile, elegante semplicit\u00e0 di un ragionamento ordinato e consequenziale. Ah, se i teologi di oggi possedessero la ventesima parte di questa chiarezza concettuale, che \u00e8 poi, in ultima analisi, il riflesso di una chiarezza interiore, spirituale, oltre che intellettuale: perch\u00e9 la teologia \u00e8 lo studio delle cose divine, e richiede, per sua stessa natura, un atteggiamento di fede, senza il quale diventa una forma fastidiosa e pedante di filologia, un esercizio di erudizione biblica o una speculazione astratta, velleitaria, e non di rado grottesca, nel senso che par quasi voler prescrivere a Dio ci\u00f2 che Dio deve essere, deve volere, e come si deve rapportare agli uomini&#8230;<\/p>\n<p>Dunque, riassumendo: il bene \u00e8 ci\u00f2 che si addice a una cosa affinch\u00e9 sia perfetta; una \u00e8 cosa perfetta quando ha pienamente realizzato il proprio fine; dunque, il bene dell&#8217;uomo \u00e8 la piena realizzazione del suo fine: cercare, conoscere, amare e servire Dio, il suo creatore, autore della sua esistenza e di tutte le altre cose che esistono, quelle visibili e quelle invisibili. Una vita umana che quanto meno si avvicini, o che si sforzi di realizzare questo fine, \u00e8 una vita riuscita; una vita umana che non arrivi nemmeno a sospettare che tale \u00e8 il suo fine, \u00e8 una vita miseramente fallita. Questo, naturalmente, se consideriamo l&#8217;uomo in ci\u00f2 che egli ha di pi\u00f9 bello e di pi\u00f9 perfetto: la ragione, la volont\u00e0 e la sensibilit\u00e0 per le cose spirituali, ossia ci\u00f2 che lo distingue e lo innalza rispetto agli animali. Se invece consideriamo l&#8217;uomo come un animale fra i tanti, solo un poco pi\u00f9 evoluto dal punto di vista delle circonvoluzioni cerebrali, ma d&#8217;altronde lui pure, come tutte le altre forme di vita, prodotto dal caso e destinato al nulla; se consideriamo l&#8217;uomo in questa prospettiva, come un essere meramente biologico, allora si pu\u00f2 contestare che il suo bene sia cercare, amare e servire Dio, e si pu\u00f2 concedere che il suo bene sia soddisfare i suoi bisogni meramente animali. Ma, ovviamente, in tal modo si fa violenza alla vera natura dell&#8217;uomo, perch\u00e9 si considera in lui solo il livello inferiore della sua natura e della sua esistenza, e si ignora quello superiore. Ecco perch\u00e9, prima di cominciare qualsiasi discorso sul bene dell&#8217;uomo, bisogna mettersi d&#8217;accordo su chi sia l&#8217;uomo. Per il credente, l&#8217;uomo \u00e8 una creatura meravigliosa, fatta a immagine di Dio; e talmente preziosa agli occhi del suo Creatore, che questi <em>non disdegn\u00f2 di farsi sua fattura<\/em>, come dice Dante, cio\u00e8 di essere concepito in un ventre di donna, di nascere, vivere e morire come un uomo, condividendo con gli esseri umani ogni cosa della vita terrena, compresa la passione e una morte estremamente dolorosa e umiliante; per poi risorgere, riprendendo in pieno la sua natura divina. Perci\u00f2, quando si parla dell&#8217;uomo, dei suoi bisogni, del suo destino, della sua felicit\u00e0, bisogna anzitutto fare chiarezza: perch\u00e9 una cosa \u00e8 il bene dell&#8217;uomo in quanto animale, nel qual caso non c&#8217;\u00e8 dubbio che il suo bene si identifichi con il piacere, e un&#8217;altra cosa, totalmente diversa, \u00e8 il suo bene morale, nel quale caso pu\u00f2 accadere che, per realizzarlo, egli debba affrontare fatiche, pericoli e sofferenze, andando, evidentemente, contro il principio del piacere. Certo, questo discorso oggi non piace, perch\u00e9 siamo immersi in una cultura edonista e si rischia di passare per masochisti, o, peggio, per dei sadici bramosi di porre sulle spalle dell&#8217;uomo il giogo di una sofferenza inutile. Ma chi parla cos\u00ec, non ha compreso che la sofferenza non \u00e8 mai inutile: \u00e8 sempre una preziosa occasione di perfezionamento morale, cio\u00e8, in ultima analisi, un modo di capire meglio quale sia il fine dell&#8217;uomo, e di tendere con pi\u00f9 costanza e decisione verso di esso. In parole pi\u00f9 semplici, come si diceva un tempo ai bambini del catechismo, \u00e8 una scorciatoia verso il Paradiso. Di questi tempi, per\u00f2, non va molto di moda parlare del Paradiso, perch\u00e9 lo si d\u00e0 per scontato, alla stregua dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo; e quanto all&#8217;Inferno, peggio che mai: i primi a non voler sentire nemmeno pronunciare questa parola, sono proprio i preti, i vescovi, i teologi. Cos\u00ec facendo, essi conducono un gioco estremamente sporco sulla pelle degli uomini. Con i loro discorsi menzogneri, melliflui, colpevolmente indulgenti, essi suggeriscono che il bene dell&#8217;uomo va cercato, legittimamente, in senso puramente terreno, in senso puramente edonistico; e che il bene soprannaturale, cio\u00e8 il premio del Paradiso, infallibilmente arriver\u00e0 per tutti, perch\u00e9 tutti sono &#8216;feriti&#8217; e tutti meritano ugualmente la misericordia di Dio. Ma questa \u00e8 una tremenda menzogna, che crea le condizioni affinch\u00e9 le anime brucino nel fuoco eterno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 da tempo la cultura moderna aveva insinuato il sospetto che predicare il bene, insegnare il bene, additare il bene quale meta ultima della nostra vita,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[185,250],"class_list":["post-27431","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-karl-marx","tag-sigmund-freud"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27431","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27431"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27431\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}