{"id":27430,"date":"2015-07-28T04:21:00","date_gmt":"2015-07-28T04:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-nozione-del-mistero-e-originaria-o-frutto-di-una-evoluzione-storica\/"},"modified":"2015-07-28T04:21:00","modified_gmt":"2015-07-28T04:21:00","slug":"la-nozione-del-mistero-e-originaria-o-frutto-di-una-evoluzione-storica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-nozione-del-mistero-e-originaria-o-frutto-di-una-evoluzione-storica\/","title":{"rendered":"La nozione del mistero \u00e8 originaria o frutto di una evoluzione storica?"},"content":{"rendered":"<p>Il positivismo postula lo studio della realt\u00e0 &#8212; si badi: di ogni aspetto della realt\u00e0 &#8212; con il metodo delle scienze naturali; ebbene, il positivismo di \u00c9mile Durkheim (1858-1917) era cos\u00ec spinto, da portare questo studioso &#8212; sociologo, antropologo e storico delle religioni &#8211; a ritenere che la struttura sociale sia un corpo vivente, un organismo vero e proprio, soggetto alle stesse leggi fondamentali di qualsiasi pianta o animale.<\/p>\n<p>Considerato, insieme a Vilfredo Pareto, Karl Marx e Max Weber, come il fondatore della moderna sociologia, al pari di tutti i pionieri di una nuova disciplina, tendeva ad assolutizzare le proprie acquisizioni, tanto da imprimere una impronta sociologica a tutti i fatti umani, primo fra tutti la religione, ridotta cos\u00ec a pura e semplice manifestazione di bisogni della vita sociale. A ci\u00f2 lo portavano anche i suoi studi &#8212; tutti di seconda mano, perch\u00e9 egli non lavor\u00f2 mai &quot;sul campo&quot; &#8211; di antropologia culturale; e specialmente quelli relativi agli aborigeni australiani e alle loro credenze totemiche e animiste.<\/p>\n<p>La limitatezza della sua sfera di esperienza e la fragilit\u00e0 delle sue basi culturali e dei suoi strumenti d&#8217;interpretazione non gli impedirono di sviluppare un vasto edificio teorico, nel quale trova una collocazione non secondaria la riflessione sul concetto del soprannaturale e delle relazioni che vengono elaborate e messe a punto da una determinata comunit\u00e0 umana in direzione dell&#8217;invisibile e del mondo soprasensibile.<\/p>\n<p>Il mistero, dunque, inteso come l&#8217;ambito in cui la curiosit\u00e0 e l&#8217;intelligenza umana trovano il proprio limite, e scatta la percezione di una realt\u00e0, o di una dimensione, &quot;altra&quot; rispetto all&#8217;ambito della vita ordinaria, viene affrontato da questo pensatore positivista con la massima seriet\u00e0, tenuto conto del fatto che esso si ritrova in tutte le culture, nei loro differenti modi e gradi di sviluppo materiale e intellettuale.<\/p>\n<p>Come il suo contemporaneo James George Frazer (1854-1951), autore del celebre e monumentale studio di antropologia comparata \u00abIl ramo d&#8217;oro\u00bb (\u00abA Golden Bough: A Study in Magic and Religion\u00bb, 1915), lui pure studioso da tavolino e non etnologo ricercatore, Durkheim coglie il legame originario esistente fra mistero, magia e religione; individua, per\u00f2, nel senso del mistero proprio delle religioni pi\u00f9 recenti, cristianesimo compreso, un elemento psicologico e culturale profondamente diverso rispetto a quello presente presso le popolazioni primitive. Per queste ultime, infatti, la spiegazione magica del mondo sgorga, secondo lui, da un atteggiamento istintivo, quale risposta alla sfida dell&#8217;ignoto; per il cristianesimo e per altre religioni superiori, invece, esso \u00e8 visto come un limite della ragione.<\/p>\n<p>Durkheim fa l&#8217;esempio di Blaise Pascal, per il quale il senso del mistero subentra l\u00e0 dove la ragione, impotente, \u00e8 costretta ad arrestarsi e a riconoscere il proprio scacco; e aggiunge che gli uomini come Pascal hanno incontrato una forte incomprensione, da parte dei pensatori del loro tempo, &#8211; tempo di razionalismo trionfante &#8211; appunto perch\u00e9 riconoscevano questo limite e non provavano alcun imbarazzo a dichiarare che, l\u00e0 dove la ragione deve ammettere di non poter avanzare oltre, deve subentrare un atteggiamento di fede, ossia un abbandono dell&#8217;io a qualcosa di super-individuale e di soprannaturale, cio\u00e8 all&#8217;idea di Dio.<\/p>\n<p>Che vi sia, nel mondo, qualcosa che supera la ragione; che vi sia, nell&#8217;uomo, una facolt\u00e0 superiore alla ragione, la quale soltanto pu\u00f2 consentirgli di accedere ai livelli pi\u00f9 alti della realt\u00e0, questa \u00e8 un&#8217;idea che non scandalizza il pensiero cristiano, mentre scandalizza le filosofie razionaliste a base naturalistica; ed \u00e8, nello stesso tempo, lontanissimo dal &quot;pensiero selvaggio&quot;, perch\u00e9 i primitivi, che non hanno elaborato una visione razionale del mondo, non ricorrono al mistero, e di conseguenza ai riti magici, per un senso del limite delle loro facolt\u00e0 razionali, bens\u00ec come un modo del tutto naturale di avvicinarsi ai fenomeni che non comprendono, ma che temono, oppure dai quali si aspettano di ricevere determinati benefici.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si esprimeva \u00c9mile Durkheim nella sua celebre monografia \u00abLe forme elementari della vita religiosa\u00bb (titolo originale: \u00abLes formes el\u00e9m\u00e9ntaires de la vie relieiuse (Le syst\u00e9me tot\u00e9mique en Australie)\u00bb, Paris, F. Alcan, 1912; traduzione dal francese di Claudio Cividali riveduta da Francesco Remotti, Milano, Edizioni di Comunit\u00e0, 1963, 1982, pp. 26-31):<\/p>\n<p>\u00abUna nozione che viene considerata generalmente caratteristica di tutto ci\u00f2 che \u00e8 religioso, \u00e8 quella del soprannaturale. Con questo termine si intende ogni ordine di cose che superi la portata del nostro intelletto: il soprannaturale \u00e8 il mondo del mistero, dell&#8217;inconoscibile, dell&#8217;incomprensibile. La religione sarebbe dunque una speculazione concernente tutto ci\u00f2 che sfugge alla scienza, e pi\u00f9 generalmente al pensiero distinto. &quot;Le religioni diametralmente opposte nei loro dogmi &#8212; dice Spencer &#8212; si accordano nel riconoscere tacitamente che il mondo, con tutto ci\u00f2 che contiene e tutto ci\u00f2 che lo circonda, \u00e8 un mistero che richiede una spiegazione&quot;: egli le fa dunque consistere essenzialmente nel &quot;credere all&#8217;onnipresenza di qualcosa che supera l&#8217;intelligenza&quot;. Analogamente Max M\u00fcller vedeva in ogni religione &quot;uno sforzo per concepire l&#8217;inconcepibile, per esprimere l&#8217;inesprimibile, cio\u00e8 un&#8217;aspirazione verso l&#8217;infinito&quot;.<\/p>\n<p>\u00c8 certo che il sentimento del mistero ha esercitato una funzione importante in certe religioni, e specialmente nel Cristianesimo; ma occorre anche aggiungere che l&#8217;importanza di questa funzione \u00e8 notevolmente mutata nei diversi momenti della storia cristiana. Vi sono periodi in cui questa nozione passa in seconda linea e scompare. Per gli uomini del XVII secolo, ad esempio, il dogma non aveva nulla di sconcertante per la ragione; la fede si conciliava senza fatica con la scienza e la filosofia, e i pensatori che, come Pascal, sentivano vivamente ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 di profondamente oscuro nelle cose, erano cos\u00ec poco in armonia con la loro epoca da rimanere incompresi da parte dei loro contemporanei. Sarebbe perci\u00f2 alquanto precipitoso assumere un&#8217;idea soggetta a tali eclissi come elemento essenziale anche della sola religione cristiana.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, \u00e8 sicuro che questa idea appare molto tardi nella storia delle religioni; essa \u00e8 del tutto estranea non soltanto ai popoli cosiddetti primitivi, ma anche a tutti quelli che non hanno raggiunto un certo grado di cultura intellettuale. Senza dubbio, quando li vediamo attribuire a oggetti insignificanti certe virt\u00f9 straordinarie, popolare l&#8217;universo di principi singolari costituiti dagli elementi pi\u00f9 disparati, dotati di una specie di ubiquit\u00e0 difficilmente rappresentabile, siamo facilmente portati a trovare un&#8217;aura di mistero in queste concezioni. Ci sembra che gli uomini abbiano potuto rassegnarsi a idee cos\u00ec sconcertanti per la nostra ragione moderna soltanto per l&#8217;incapacit\u00e0 di trovarne altre pi\u00f9 razionali. In realt\u00e0, queste spiegazioni che ci sorprendono appaiono al primitivo le pi\u00f9 semplici del mondo. Egli non vi scorge una specie di &quot;ultima ratio&quot; alla quale l&#8217;intelligenza si rassegna soltanto per la mancanza di una causa, ma vi scorge la maniera pi\u00f9 immediata di rappresentarsi e di comprendere ci\u00f2 che osserva intorno a s\u00e9. Per lui non c&#8217;\u00e8 niente di strano nel fatto che si possa, con la voce o col gesto, comandare agli elementi, fermare o accelerare il corso degli astri, provocare la pioggia o farla cessare. I riti che egli utilizza per assicurare la fertilit\u00e0 del suolo o la fecondit\u00e0 delle specie animali di cui si nutre non sono ai suoi occhi pi\u00f9 irrazionali di quanto non lo siano ai nostri i procedimento tecnici di cui si servono gli agronomi per il medesimo scopo. Le forze che egli chiama in gioco con questi diversi mezzi non gli sembrano aver nulla di particolarmente misterioso. [&#8230;]<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte l&#8217;idea del soprannaturale, come noi l&#8217;intendiamo, \u00e8 recente: essa presuppone infatti l&#8217;idea contraria di cui \u00e8 la negazione, e che non \u00e8 affatto primitiva. Perch\u00e9 di certi fatti si potesse dire che essi sono soprannaturali bisognava gi\u00e0 possedere la consapevolezza che esiste un ordine naturale delle cose, cio\u00e8 che i fenomeni dell&#8217;universo sono legati tra loro secondo rapporti necessari chiamati leggi. Una volta ammesso questo principio, tutto ci\u00f2 che deroga a queste leggi doveva necessariamente apparire al di fuori della natura, e quindi della ragione: ci\u00f2 che \u00e8 naturale in questo senso \u00e8 anche razionale, poich\u00e9 queste relazioni necessarie si limitano ad esprimere il modo in cui le cose si concatenano logicamente. Ma questa nozione del determinismo universale \u00e8 di origine recente: anche i pi\u00f9 grandi pensatori dell&#8217;antichit\u00e0 classica non erano riusciti a prenderne pienamente coscienza. Essa \u00e8 una conquista delle scienze positive, cio\u00e8 il postulato su cui esse riposano e che esse hanno dimostrato con il loro progresso. Finch\u00e9 questo postulato mancava, o non era stabilito abbastanza saldamente, gli avvenimenti pi\u00f9 straordinari non avevano nulla che non apparisse perfettamente concepibile. Finch\u00e9 non si conosceva ci\u00f2 che l&#8217;ordine delle cose ha di immutabile e di inflessibile, finch\u00e9 vi si vedeva l&#8217;opera di volont\u00e0 contingenti, si doveva trovare naturale che queste o altre volont\u00e0 potessero modificarlo arbitrariamente. Ecco perch\u00e9 gli interventi miracolosi, che gli antichi attribuivano ai loro d\u00e8i, ai loro occhi non erano miracoli, secondo l&#8217;accezione moderna della parola. [&#8230;]<\/p>\n<p>Cos\u00ec l&#8217;idea del mistero non ha nulla di originario. Essa non \u00e8 stata data all&#8217;uomo, ma \u00e8 l&#8217;uomo che l&#8217;ha creata con le sue mani insieme all&#8217;idea contraria. Per questo motivo essa ha qualche importanza soltanto in poche religioni progredite. Non si pu\u00f2 quindi assumerla come caratteristica dei fenomeni religiosi senza escludere dalla definizione la maggioranza dei fatti da definire.\u00bb<\/p>\n<p>Dunque, la domanda che dobbiamo formulare a questo punto \u00e8 la seguente: la nozione del mistero, presente in tutte le societ\u00e0, rappresenta un dato costitutivo originario della natura umana, oppure \u00e8 un elemento acquisito, frutto di una pi\u00f9 o meno lenta, di una pi\u00f9 o meno elaborata evoluzione storico-culturale?<\/p>\n<p>Per Durkheim, come abbiamo visto, la nozione del mistero, e dunque anche quella del soprannaturale, \u00e8 recente: ci\u00f2 prova, a suo avviso, che essa non \u00e8 originaria, ma acquisita; non strutturale, ma storica. Durkheim parte dal presupposto che gli antichi, oltre che i primitivi, non possedessero la nozione di un ordine naturale; afferma che perfino i pi\u00f9 grandi pensatori dell&#8217;antichit\u00e0 non l&#8217;avevano, e che essa compare solo in tempi relativamente recenti: in pratica, a partire dal cristianesimo.<\/p>\n<p>Ma questa \u00e8 falso. In Platone e in Aristotele, per non parlare degli autori della \u00abBibbia\u00bb, della \u00abBhagavad-Gita\u00bb e del \u00abTao Te Ching\u00bb, esiste, eccome, un ordine naturale; ed esiste proprio in quanto specchio, o riflesso, dell&#8217;ordine soprannaturale. Del resto, ci\u00f2 \u00e8 valido anche per i popoli cosiddetti primitivi: nei miti degli Indios amazzonici, o degli Inuit della Groenlandia, o di molte altre popolazioni in cui vigevano religioni sciamaniche e totemiche, la natura non \u00e8 il regno del caos e dell&#8217;arbitrio, dominato da forze capricciose e imprevedibili, ma una realt\u00e0 ordinata, anche se ci\u00f2 non esclude affatto la presenza di spiriti e di forze magiche suscettibili d&#8217;interferire, in senso positivo o negativo (dal punto di vista umano) con l&#8217;ordine esistente.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, quel che tradisce il ragionamento di Durkheim \u00e8 proprio la sua incapacit\u00e0 di separarsi, anche solo per un attimo, dalla pesante struttura ideologica del positivismo: dato per scontato (ma senza essersi preso la briga di dimostrarlo) che l&#8217;ordine della natura \u00e8 dovuto alla presenza di leggi immutabili e inflessibili, ne deriva che i popoli ignari di tali leggi non possiedono una nozione di &quot;mondo naturale&quot;, e, dunque, neanche quella di &quot;mondo soprannaturale&quot;; e la stessa cosa &#8212; secondo lui &#8212; pu\u00f2 dirsi per le filosofie dell&#8217;antichit\u00e0, anteriori al cristianesimo. \u00c8 come se affermasse: \u00abio so che l&#8217;ordine del mondo \u00e8 rigidamente meccanico e che la sola conoscenza vera ed esaustiva di esso \u00e8 quella scientifica, del tipo sperimentale e galileiano: dunque, quei popoli e quelle culture che non hanno elaborato codesta &quot;verit\u00e0&quot;, non possono aver elaborato neppure il senso del mistero come limite della ragione, ma solo come porta d&#8217;accesso al mondo della magia\u00bb.<\/p>\n<p>Resta da spiegare, allora, come mai il senso del mistero esista anche presso le civilt\u00e0 superiori e come esso abbia svolto una parte cos\u00ec grande nella filosofia del cristianesimo. Durkheim dice: in questo caso, il senso del mistero \u00e8 una nozione acquisita. Non nasce con l&#8217;uomo, non fa parte della sua struttura originaria. Ora, \u00e8 abbastanza palese che il senso del mistero del cristianesimo e il senso del mistero di una cultura totemica non hanno la stessa prospettiva; ma come affermare che non abbiano anche la medesima radice? Come sostenere che esso non sia innato nell&#8217;uomo? Mistero&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il positivismo postula lo studio della realt\u00e0 &#8212; si badi: di ogni aspetto della realt\u00e0 &#8212; con il metodo delle scienze naturali; ebbene, il positivismo di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[92],"class_list":["post-27430","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27430\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}