{"id":27428,"date":"2009-01-11T07:36:00","date_gmt":"2009-01-11T07:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/11\/notte-di-plenilunio\/"},"modified":"2009-01-11T07:36:00","modified_gmt":"2009-01-11T07:36:00","slug":"notte-di-plenilunio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/11\/notte-di-plenilunio\/","title":{"rendered":"Notte di plenilunio"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una notte fredda, freddissima d&#8217;inverno; il cielo \u00e8 terso, limpido; sagome maestose di abeti si levano al di sopra di silenziosi giardini; e, su tutto, domina lo splendore della luna piena, grande astro brillante nel cielo della sua fredda luce madreperlacea.<\/p>\n<p>I tetti delle case, le strade, gli orti sono coperti di neve e ghiaccio e i raggi lunari vi si riflettono, aumentando il chiarore innaturale della notte, s\u00ec che pare una luce inspiegabile promani dalla neve stessa, diffondendosi dal basso, mentre quella dell&#8217;astro notturno scende dall&#8217;alto ed entrambe si fondono in una enigmatica sinfonia.<\/p>\n<p>E, su tutto, passa un vento gelido che pure sembra avere in s\u00e9, non si sa come, un remoto e quasi impercettibile palpito primaverile; come se l&#8217;inverno, ancora agli inizi, volesse elargire alla terra la lontana e tuttavia gioiosa promessa d&#8217;un nuovo inizio.<\/p>\n<p>Circonfusa di splendore argenteo e attraversata dai fremiti e dai sussurri di un aspro, virile presentimento di cose nuove e dolcissime, la notte di gennaio si trasfigura in un paesaggio immenso, scintillante, fiabesco e si apre soavemente agli orizzonti di una felicit\u00e0 inesprimibile e travolgente.<\/p>\n<p>Mai il mondo \u00e8 sembrato pi\u00f9 bello, pi\u00f9 lindo, pi\u00f9 solenne e al tempo stesso pi\u00f9 armonioso e pacificato, di come appare in questa gelida notte di plenilunio, che sembra sgorgata dal prodigio di una divinit\u00e0 benevola e infinitamente saggia.<\/p>\n<p>Una analoga atmosfera di sospensione e di magico incanto ha voluto esprimere il poeta greco Alcmane (VII secolo avanti Cristo) nel suo celebre \u00abNotturno\u00bb, che sfida il trascorrere del tempo con la nitida bellezza dei suoi versi immortali (Fr. 89 Page):<\/p>\n<p>\u0415\u03cd\u03b4\u043e\u03c5\u03c3\u03b9\u03bd \u03b4&#8217; \u03cc\u03c1\u03ad\u03bf\u03bd \u03ba\u03bf\u03c1\u03c5\u03c6\u03b1\u03af \u03c4\u03b5 \u03ba\u03b1\u03b9 \u03c6\u03ac\u03c1\u03b1\u03b3\u03b3\u03b5\u03c2,<\/p>\n<p>\u03c0\u03c1\u03ce\u03bf\u03bd\u03ad\u03c2 \u03c4\u03b5 \u03ba\u03b1\u03b9 \u03c7\u03b1\u03c1\u03ac\u03b4\u03c1\u03b1\u03b9,<\/p>\n<p>\u03c6\u03cb\u03bb\u03ac \u03c4&#8217; \u03ad\u03c1\u03c0\u03ad\u03c4\u03b1 &lt;\u03c4>\u03cc\u03c3&lt;\u03c3>\u03b1 \u03c4\u03c1\u03ad\u03c6\u03b5\u03b9 \u03bc\u03ad\u03bb\u03b1\u03b9\u03bd\u03b1 \u03b3\u03b1\u03b9\u0303\u03b1,<\/p>\n<p>\u03c3\u03b7\u0303\u03ad\u03c2 \u03c4&#8217; \u03bf\u03c1\u03b5\u03c3\u03ba\u03c9\u0303\u03bf\u03b9 \u03ba\u03b1\u03b9 \u03b3\u03ad\u03bd\u03bf\u03c2 \u03bc\u03b5\u03bb\u03b9\u03c3\u03c3\u03b1\u0303\u03bd<\/p>\n<p>\u03ba\u03b1\u03b9 \u03ba\u03bd\u03ce\u03b4\u03b1\u03bb&#8217; \u03b5\u03bd \u03b2\u03ad\u03bd\u03b8\u03b5\u03c3&lt;\u03c3>\u03b9 \u03c0\u03bf\u03c1\u03c6\u03c5\u03c1\u03ad\u03b1\u03c2 \u03ac\u03bb\u03cc\u03c2<\/p>\n<p>\u03b5\u03c5\u03b4\u03bf\u03c5\u03c3\u03b9\u03bd \u03b4&#8217; \u03bf\u03af\u03c9\u03bd\u03c9\u0303\u03bd<\/p>\n<p>\u03c6\u03c5\u0303\u03bb\u03b1 \u03c4\u03b1\u03bd\u03c5\u03c0\u03c4\u03b5\u03c1\u03cd\u03b3\u03c9\u03bd.<\/p>\n<p>Ed ecco la traduzione italiana di Salvatore Quasimodo:<\/p>\n<p>\u00abDormono le cime dei monti<\/p>\n<p>e le vallate intorno,<\/p>\n<p>i declivi e i burroni;<\/p>\n<p>dormono i rettili, quanti nella specie<\/p>\n<p>la nera terra alleva,<\/p>\n<p>e le fiere di selva, le varie forme di api,<\/p>\n<p>i mostri nel fondo cupo del mare;<\/p>\n<p>dormono le generazioni<\/p>\n<p>degli uccelli dalle lunghe ali.\u00bb<\/p>\n<p>Immersa nella gran pace della notte d&#8217;inverno, pura come una fanciulla ignara di nozze, l&#8217;anima si libera dalle scorie che gli affanni della vita diurna le depositano senza tregua e, finalmente, spalancando lo sguardo intatto sulla meraviglia del mondo, ella <em>vede<\/em>.<\/p>\n<p>Vede come non mai vede di giorno, quando il sole brilla alto nel cielo; vede con quella chiarezza con la quale un&#8217;anima riconosce un&#8217;altra anima, al di l\u00e0 di tutti i condizionamenti del corpo, e si incontra con essa da sola a sola, senza che alcun elemento superfluo la possa distrarre o turbare o confondere.<\/p>\n<p>Dice Platone che l&#8217;anima incomincia a vedere realmente le cose solo quando gli occhi del corpo si chiudono; e cos\u00ec \u00e8 dello spettacolo del mondo avvolto e incoronato dal fulgore della notte: solo allora esso rivela una parte del suo profondissimo mistero a coloro che lo sanno accogliere, in umilt\u00e0 e reverente silenzio, colmi di lode e di gratitudine.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la legge misteriosa che pervade l&#8217;intero universo: solo quando si desiste dal cercare con i sensi, si trova veramente ci\u00f2 che conta; solo quando si rinuncia all&#8217;attaccamento e al desiderio di possesso, si ritrova ci\u00f2 che pareva perduto; solo quando ci si riconosce immensamente poveri e ignoranti, si viene riempiti dalla ineffabile ricchezza della Grazia.<\/p>\n<p>\u00c8 inutile chiedere con prepotenza, pretendere, gonfiare il petto e giudicarsi degni di conoscere: non si pu\u00f2 essere postulanti e giudici al tempo stesso. Non sta a noi decidere se e quando siamo divenuti meritevoli di accedere ai livelli superiori della comprensione; \u00e8 una forza che non viene da noi, ma da fuori di noi, quella che irrompe e ci introduce alla vita spirituale.<\/p>\n<p>E non \u00e8 il caso di afferrare la maniglia del portone e scuoterla con fare imperioso: non si aprir\u00e0 perch\u00e9 noi lo vogliamo, ma solo se e quando saremo meritevoli di accedere all&#8217;interno del palazzo con tutte le sue meraviglie.<\/p>\n<p>Noi, da soli, non possiamo fare niente: non \u00e8 questione di volont\u00e0, e tanto meno d&#8217;intelligenza o di cultura; \u00e8, semmai, questione di mollare la presa e di lasciarsi prendere dalla benevola corrente. Allora, e soltanto allora, comincer\u00e0 ad aprirsi in noi il terzo occhio, quello della vista interiore; e soltanto allora cominceremo realmente a vedere, e non a guardare soltanto.<\/p>\n<p>Intanto le montagne se ne stanno accovacciate nella notte di plenilunio, tutte bianche di neve, come giganti addormentati nella malia di un incantesimo senza tempo e senza nome; dormono e sognano, anch&#8217;esse, nella luce innaturale che sgorga ovunque.<\/p>\n<p>Mistero della notte: gli uomini, gli animali, le cose sognano, ciascuno il proprio sogno inafferrabile; ciascuno inscritto nello spazio magico di un altrove che nessuno sa di dove venga, e che pur giunge puntuale, ogni note, stendendo un velo sulla fronte dei viventi.<\/p>\n<p>Ci si sente piccoli, infinitamente piccoli, davanti a tanta superba bellezza, a tanta maest\u00e0 e, nello stesso tempo, a tanta soave pienezza; a uno spettacolo di cos\u00ec profonda e consapevole armonia, che ricorda quello di una donna la quale, dopo un lungo travaglio, ha partorito e contempla con infinita tenerezza la propria creatura.<\/p>\n<p>La notte, infatti, e specialmente una notte di neve e di luna piena come questa, non trasmette soltanto il senso del mistero e dell&#8217;umana fragilit\u00e0, ma anche quello dell&#8217;innocenza, della purezza. Infatti il convulso movimento del giorno scompare, scompaiono gli uomini con la loro febbre indomabile di azione, di possesso e di piacere; e subentra una gran calma, una gran quiete, un meraviglioso senso di pulizia e di pace.<\/p>\n<p>La notte cammina in punta di piedi; in punta di piedi ruotano le costellazioni intorno alla Polare, lass\u00f9, nella sua algida bellezza settentrionale; in punta di piedi si muovono le uniche creature viventi che amano i raggi della luna, i gatti, scivolando silenziosi lungo i muri o saltando oltre le siepi, senza muovere neppure una foglia.<\/p>\n<p>I gatti, compagni della notte: minuscole tigri elusive, che si muovono con la grazia e con la forza contenuta di chi \u00e8 al corrente di una verit\u00e0 negata ad ogni altra creatura; di chi \u00e8 in grado di percorrere un raggio di luna su fino al cielo e poi di ritornare indietro, recando seco un impronunciabile segreto.<\/p>\n<p>Ma in questa notte gelida neppure i gatti si fanno vedere; tutto \u00e8 immobile e silente.<\/p>\n<p>Solo il vento, con la sua forza gagliarda e giovanile; solo il vento che soffia gi\u00f9 dai fianchi delle montagne, carico di tutti i sogni e di tutti i presentimenti del mondo, passa e ripassa incessante, carezzando ruvidamente ogni cosa al suo passaggio.<\/p>\n<p>E i rami dei platani, spogli, dritti, quasi umani, che cosa vorranno mai dire; che cosa staranno sussurrando alla luna che sale lentamente nel cielo, brillando di una luce cos\u00ec intensa da far risaltare pi\u00f9 netto il fondo oscuro delle sue valli e dei suoi mari?<\/p>\n<p>Custodiscono il sonno degli uccelli i quali, incredibile a dirsi, riescono a scaldarsi nel nido, anche con questa temperatura di molti gradi inferiore allo zero?<\/p>\n<p>Forse, semplicemente, stanno pregando; cos\u00ec come pregano gli abeti, laggi\u00f9, nel giardino; come pregano le strade, le case addormentate e i tetti ricoperti di neve ghiacciata; come pregano le colline boscose ricamate di candidi merletti e le montagne accovacciate nella notte, simili a leoni con la criniera abbassata, che sognano le loro lontanissime foreste tropicali.<\/p>\n<p>Pregano anche le poche stelle che riescono a vincere il grande chiarore opalescente e brillano alte nel cielo limpidissimo d&#8217;inverno che pare una notte bianca del Circolo Polare.<\/p>\n<p>Tutto sta pregando, nel silenzio della notte; ovunque si leva una concorde preghiera di lode e di ringraziamento.<\/p>\n<p>Soltanto l&#8217;uomo ha la possibilit\u00e0 di dire <em>no<\/em>, di trarsi fuori dal coro sacro della creazione e di separarsi dalla universale preghiera di lode e di ringraziamento. E pu\u00f2 farlo perch\u00e9 possiede il bene incommensurabile della libert\u00e0; perch\u00e9 la sua vocazione \u00e8 quella di aderire autonomamente, responsabilmente, alla grande sinfonia del mondo.<\/p>\n<p>Anche quando cade, perci\u00f2, vi \u00e8 in lui una sorta di grandezza che rende pensosi; egli \u00e8 la sola creatura che pu\u00f2 cadere: ma anche la sola che si pu\u00f2 rialzare!<\/p>\n<p>Meraviglioso \u00e8 lo spettacolo del cielo notturno, dei monti e dei boschi addormentati nel chiarore nottilucente del plenilunio; ma ancor pi\u00f9 inesprimibile \u00e8 la bellezza dell&#8217;anima umana, allorch\u00e9 essa si apre al senso del mistero ed accoglie in s\u00e9 il germe dell&#8217;amore, capace di fecondarla e di moltiplicarne l&#8217;ardore e la tensione verso l&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Nessuno spettacolo naturale \u00e8 superiore a quello dell&#8217;anima che si lascia fecondare dall&#8217;amore universale e che si avvia, trepidante come una vergine chiamata dallo sposo, verso il suo destino di impareggiabile splendore.<\/p>\n<p>Di essa si pu\u00f2 dire ci\u00f2 che il Cantico dei Cantici dice della sposa terrena (4, 1; 7-9; tradizione dalla \u00abBibbia di Gerusalemme\u00bb) :<\/p>\n<p>\u00abCome sei bella, amica mia, come sei bella! (&#8230;)<\/p>\n<p>Tutta bella tu sei, amica mia,<\/p>\n<p>in te nessuna macchia.<\/p>\n<p>Vieni con me dal Libano, o sposa,<\/p>\n<p>con me dal Libano, vieni!<\/p>\n<p>Osserva dalla cima dell&#8217;Amana,<\/p>\n<p>dalla cima del Senir e dell&#8217;Ermon,<\/p>\n<p>dalle tane dei leoni,<\/p>\n<p>dai monti dei leopardi.<\/p>\n<p>Tu mi hai rapito il cuore,<\/p>\n<p>sorella mia, sposa,<\/p>\n<p>tu mi hai rapito il cuore<\/p>\n<p>con un solo tuo sguardo,<\/p>\n<p>con una perla sola della tua collana!<\/p>\n<p>Quanto sono soavi le tue carezze,<\/p>\n<p>sorella mia, sposa,<\/p>\n<p>quanto pi\u00f9 deliziose del vino le tue carezze! \u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una notte fredda, freddissima d&#8217;inverno; il cielo \u00e8 terso, limpido; sagome maestose di abeti si levano al di sopra di silenziosi giardini; e, su tutto,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27428","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27428"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27428\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}