{"id":27426,"date":"2008-06-17T02:09:00","date_gmt":"2008-06-17T02:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/17\/nel-profumo-della-notte-destate-il-ricordo-respira-e-prende-vita\/"},"modified":"2008-06-17T02:09:00","modified_gmt":"2008-06-17T02:09:00","slug":"nel-profumo-della-notte-destate-il-ricordo-respira-e-prende-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/06\/17\/nel-profumo-della-notte-destate-il-ricordo-respira-e-prende-vita\/","title":{"rendered":"Nel profumo della notte d&#8217;estate il ricordo respira e prende vita"},"content":{"rendered":"<p>Belle sono le tarde ore della notte, quando la campana del villaggio suona le due, e il silenzio \u00e8 una cosa viva che respira dolcemente dalla terra.<\/p>\n<p>Si sono spente, da tempo, anche le ultime luci; come un presepe addormentato, le case del borgo sono scivolate nel buio, con gli orti e i cortili, con i tetti lucidi di pioggia, con gli alberi dove l&#8217;ultimo merlo ha spiegato l&#8217;ultima nota del suo canto melodioso gi\u00e0 da molte ore, zittendosi nel folto della chioma.<\/p>\n<p>\u00c8 un momento senza tempo e senza storia, quando le cose di sempre tacciono e scompaiono, e il modo erompe nella sua essenzialit\u00e0, nel suo profumo, nella sua fragranza. Cadono le maschere, le apparenze, lo sciocco affaccendarsi e tutto quanto non \u00e8 essenziale, come le foglie al vento d&#8217;autunno.<\/p>\n<p>Rimane solamente l&#8217;anima delle cose.<\/p>\n<p>Nella tenera notte d&#8217;estate, fresca e viva come l&#8217;aria dopo il temporale, perfino i grilli tacciono, tutto tace e s&#8217;immerge in una pace vastissima e amichevole, che accoglie pensieri ed emozioni come un grembo materno.<\/p>\n<p>Non \u00e8 limpido il cielo, nessuna stella si vede, n\u00e9 la luna; grandi nuvole basse e gonfie incombono sulla valle, si posano sui fianchi delle colline e coprono le cime delle montagne. Sono cariche di pioggia, ma non c&#8217;\u00e8 vento; solo un&#8217;aria frizzante che odora di campi bagnati, di piante che crescono, di vita che sta per essere partorita. I fitti boschi che ammantano i colli sono scuri come recessi misteriosi che attendono, trattenendo il fiato, qualcosa che deve accadere.<\/p>\n<p>Nessun rumore: n\u00e9 d&#8217;uomini, n\u00e9 d&#8217;animali. Dormono sui rami, nel nido, i passeri coprendosi il capo con le ali. Dormono le rondini negli angoli dei muri sotto i tetti, sognando l&#8217;immensit\u00e0 del mare e dei deserti attraversati; dormono i pipistrelli a testa in gi\u00f9, nei loro oscuri nascondigli; dormono le cicale sotto la corteccia dei tronchi, e i grilli al riparo delle zolle erbose.<\/p>\n<p>Un profumo intenso, pungente, di cose buone e lontane, si sparge ovunque e concilia lo spirito al ricordo.<\/p>\n<p>Si direbbe proprio lo stesso profumo di tanti anni fa &#8211; o era ieri? -, in quella casa di campagna sospesa fra l&#8217;ultimo bastione di quelle altre montagne e l&#8217;ampia valle ghiaiosa del fiume che scorre l\u00e0 in basso, calmo e solenne come se gi\u00e0 fosse in vista del mare.<\/p>\n<p>Ed ecco il prodigio.<\/p>\n<p>Chiudendo gli occhi nella gran pace e nel gran silenzio della notte estiva, mentre le prime gocce di una pioggia sottile ed uguale cominciano a cadere con un fruscio di seta, il profumo dei boschi e delle montagne bagnate riporta quelle cose lontane, una dopo l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Come un mosaico che si completa poco a poco, tessera sopra tessera, quelle cose ritornano, <em>tutte<\/em>, con precisione infallibile, e fanno rivivere il quadro completo, lo fanno tornare come se mai si fosse allontanato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la memoria che torna ad esse, sono loro che ritornano amichevoli; anzi, non ritornano: riemergono, l\u00e0 dove erano sempre state, dove non se ne erano mai andate. E adesso sono qui, vive: non <em>come se<\/em> fossero venute dal passato, ma <em>presenti<\/em>, e la coscienza con loro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 uno sforzo della memoria, quello che le fa riemergere; \u00e8 la coscienza desta che si accorge di essere ancora l\u00ec, come allora, come sempre; che non ci sono un prima e un dopo, un quaggi\u00f9 e un laggi\u00f9. Che tutto \u00e8 sempre attuale, sempre fresco, sempre nostro; e che questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 naturale del mondo, anzi, <em>l&#8217;unica cosa possibile<\/em>.<\/p>\n<p>Impossibile \u00e8 la separatezza, impossibile la dimenticanza. Qui, ora, nel fresco e nel profumo della notte estiva carica di pioggia, mentre il mondo tace e i boschi affondano nella nebbia, la cosa pi\u00f9 logica e perfettamente naturale \u00e8 ritrovare tutto, essere ancora e sempre quelli di allora, fra le cose di allora.<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 la mente, in <em>questo<\/em> momento?<\/p>\n<p>Rivede tutto: i luoghi, le cose, le persone, le emozioni, le tonalit\u00e0 delle emozioni. No, non rivede, rivive. Nemmeno questo: vi \u00e8 immersa, e dall&#8217;interno.<\/p>\n<p>Quella casa semplice, costruita da emigranti, un mattone sopra l&#8217;altro, col suo piccolo giardino, la conigliera sotto la scala, e la minuscola vasca di cemento per i bagni estivi; con quei mobili di legno chiaro, ingenuamente pretenzioso, che odorano ancora di vernice e i caprioli scolpiti sulle ante della credenza, l\u00ec in salotto.<\/p>\n<p>Il terrore della strega che si nasconde sotto il letto, e quel tirarsi le coperte fino sopra il mento, senza lasciar fuori neanche un dito, perch\u00e9 lei non balzi fuori all&#8217;improvviso e non lo afferri con un ghigno satanico.<\/p>\n<p>L&#8217;estasi di entrare in quel negozio di giocattoli che sembra il palazzo incantato delle meraviglie, e poi di uscirne con in mano un minuscolo, inestimabile tesoro: un paio di soldatini nuovi fiammanti, cos\u00ec ben dipinti da sembrare veri, armati e pronti per combattere innumerevoli, appassionanti battaglie senza quartiere.<\/p>\n<p>Quella simpatica vecchietta, custode di una biblioteca ove non entra mai nessuno, felice di poter mostrare finalmente i suoi tesori, in un uggioso pomeriggio in cui piove a catinelle; e la scoperta folgorante, meravigliosa, della lettura, immergendosi nel deserto nevoso di <em>Zanna bianca,<\/em> popolato di lupi che escono dalle immense foreste al calar del crepuscolo.<\/p>\n<p>Quelle sere estive lunghissime, odorose di pioggia, con il sole che non si decide a tramontare dietro i monti, mentre spande un alone dorato sulla valle del fiume, con le ultime rondini che sfrecciano verso il nido, nel concerto insistente d&#8217;innumerevoli grilli.<\/p>\n<p>Quell&#8217;affacciarsi dal balcone a occidente, verso i raggi del sole che muore, con quel cielo dalla luce surreale, lattiginosa, simile a un&#8217;aurora boreale; mentre il giardino, l\u00ec sotto, si riempie di ombre, di sussurri, di mistero&#8230;<\/p>\n<p>Quelle notti d&#8217;agosto con gli occhi fissi sullo spettacolo fantastico delle stelle cadenti, delle stelle di San Lorenzo; quegli oggetti d&#8217;altri mondi che scendono, incendiandosi, nella luce ancora trepida del sereno crepuscolo: incredibile sensazione del contrasto fra le loro tremende potenzialit\u00e0 distruttive e l&#8217;incomparabile bellezza dei disegni che tracciano in cielo, cos\u00ec veloci da avere appena il tempo di formulare un desiderio&#8230;<\/p>\n<p>Senza sforzo, particolari dimenticati riaffiorano uno dopo l&#8217;altro: quel disegno sul giornalino a fumetti; quel ciuffo d&#8217;erba presso la rete metallica, in giardino; quella osteria vasta e misteriosa, dal pavimento di legno che risuona sotto i passi, con la veranda posteriore che pare affacciarsi su un altro mondo, popolato di boschi e di cerbiatti &#8211; chi pu\u00f2 dire se sia sogno o realt\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>Un crudele terremoto ha buttato gi\u00f9 ogni cosa, alcuni anni pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>Poi, ad eccezione dell&#8217;antichissimo castello, il paese \u00e8 stato ricostruito &#8211; oh, alla perfezione, esattamente come prima -, ma ormai non \u00e8 pi\u00f9 quello. Come una signora non pi\u00f9 giovane, dopo che si \u00e8 sottoposta al <em>lifting<\/em>: troppo liscia la sua pelle, troppo fresco il suo sorriso; artificiale, impossibile. \u00c8 ancora lei, ma non \u00e8 pi\u00f9 lei.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 ancora tutto qui presente, non nei muri di pietra e di mattoni; non nelle strade in salita e nelle rocce dei monti che s&#8217;innalzano bruscamente sulle case; non nell&#8217;antico duomo romanico, con gli stupendi rosoni e con quel gigantesco San Cristoforo, scolpito sulla facciata, che incute una strana soggezione, quasi fosse un abitatore di altri mondi.<\/p>\n<p>\u00c8 tutto presente nella coscienza &#8211; neanche nella memoria, perch\u00e9 la memoria \u00e8 il ricordo di cose passate &#8211; no, nella coscienza che non ha tempo, che non ha et\u00e0, che \u00e8 sempre giovane e bella, sempre vestita d&#8217;ingenuit\u00e0 e d&#8217;entusiasmo, sempre piena di stupore e di meraviglia. Nella coscienza che \u00e8 come una bellissima fanciulla, che ti guarda con un sorriso soave, un sorriso azzurro, pieno di sole e di devozione; un sorriso di dolcezza infinita.<\/p>\n<p>E non \u00e8 la coscienza che si porta indietro, che ritrova le cose di allora; sono quelle cose, quei colori, quei sapori, quei profumi, che riaffiorano nella coscienza, vivi e intensi come allora; che riafferrano la coscienza nel loro eterno presente, nel loro esserci senza tempo.<\/p>\n<p>Quell&#8217;odore buono dei pastelli a cera, per esempio, fedeli compagni di tante ore liete, legato per sempre a quel pomeriggio di sole in cui si consegnarono, nuovi, perfetti, bene allineati, dentro la loro scatola a vivaci colori, per un&#8217;amicizia di lunghissima durata.<\/p>\n<p>E quel freddo della sera, dopo cena, che scende gi\u00f9 dai monti e che accarezza la pelle con ruvida mano, spingendo a tirar fuori dall&#8217;armadio i maglioni di lana; quella carezza virile che fa rabbrividire e che rende pi\u00f9 acute tutte le sensazioni, destando nel cuore di un bambino di citt\u00e0 quel sottile piacere fatto di spensieratezza, di libert\u00e0, di vacanza; quella nostalgia dolcemente dolorosa di spazi indefiniti, di prospettive sconfinate&#8230;<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 il tempo, che cos&#8217;\u00e8 la coscienza? E che cos&#8217;\u00e8 il presente, cosa sono il passato e il futuro, il ricordo e l&#8217;attesa? <em>Chi siamo noi?<\/em> Dove siamo ora, e perch\u00e9? \u00c8 l&#8217;adulto che si rammenta del suo io bambino, o \u00e8 quest&#8217;ultimo che riemerge, intatto, dalle profondit\u00e0 dell&#8217;adulto? \u00c8 l&#8217;adulto che sogna di essere ancora un bambino, o \u00e8 il bambino che sogna d&#8217;essere diventato adulto?<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 il dentro, dov&#8217;\u00e8 il fuori? Dove sono l&#8217;alto e il basso, il prima e il poi? Siamo noi che viviamo nel ricordo, o il ricordo ci ha afferrati nel suo eterno presente? Quelle immagini, quei volti, quegli odori, sono laggi\u00f9, trascorsi, svaniti; oppure sono qui, perenni, sempre giovani, anche quando noi saremo vecchi? Anche quando non ci saremo pi\u00f9? O, magari, ancor prima che ci fossimo?<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero che un giorno non ci saremo pi\u00f9? E che c&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui non c&#8217;eravamo? O \u00e8 soltanto un&#8217;illusione della mente, della mente ragionante, che crede di sapere tante cose e che invece, forse, non sa proprio nulla di nulla?<\/p>\n<p>E se tutto \u00e8 ancora qui, se \u00e8 sempre stato qui, lo \u00e8 stato in noi, o noi in lui?<\/p>\n<p>La pioggia cade sottile, uguale, con un rumore secco nel silenzio totale della notte estiva. Nemmeno il pi\u00f9 piccolo rumore le fa schermo, \u00e8 come se ogni singola goccia giungesse nitidamente al nostro udito.<\/p>\n<p>Ma che pioggia \u00e8 questa che sta cadendo? \u00c8 quella di adesso, o quella di allora? E questo profumo sontuoso di terra bagnata, di nuvole gonfie, di umidit\u00e0 pungente come quella che impregna il ponte di un veliero che solca l&#8217;oceano: da dove viene? Da quali lontananze del tempo e dello spazio, da quali mondi, da quali dimensioni?<\/p>\n<p>\u00c8 strano: pi\u00f9 la mente desta si svuota di pensieri, di desideri, di intenzioni, e pi\u00f9 vengono a galla immagini precise, sensazioni definite che parevano scordate per sempre. Vengono per forza propria, senza sforzo, senza tensione della mente.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 la coscienza desta si abbandona e si lascia andare, pi\u00f9 emerge con forza quell&#8217;<em>altro<\/em> mondo parallelo al nostro, o forse pi\u00f9 nostro di quello quotidiano, pi\u00f9 vero del nostro atto maggiormente intenzionale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 l&#8217;io si fa piccolo, e pi\u00f9 ingigantisce il S\u00e9, la nostra consapevolezza pi\u00f9 profonda: non razionale n\u00e9 calcolante; non definibile a parole; non riassumibile in una formula.<\/p>\n<p>Bisogna perdersi, per potersi ritrovare.<\/p>\n<p>Bisogna farsi poveri di tutto, per poter riacquistare tutto.<\/p>\n<p>Lietamente, serenamente ci si deve spogliare della volont\u00e0, del desiderio, della paura e del dolore, di tutto quello che \u00e8 oggetto di amore e odio, di brama e timore. Come quando a sera, stanchi, ci si spoglia dei vestiti per accingersi al riposo: cos\u00ec bisogna spogliarsi del fardello del piccolo io, del falso io che appesantisce inutilmente.<\/p>\n<p>Solo allora il mondo apparir\u00e0, eterno giovanetto, in tutto il suo splendore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Belle sono le tarde ore della notte, quando la campana del villaggio suona le due, e il silenzio \u00e8 una cosa viva che respira dolcemente dalla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27426","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27426","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27426"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27426\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27426"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}