{"id":27416,"date":"2017-11-08T11:42:00","date_gmt":"2017-11-08T11:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/08\/non-e-piu-il-nostro-mondo\/"},"modified":"2017-11-08T11:42:00","modified_gmt":"2017-11-08T11:42:00","slug":"non-e-piu-il-nostro-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/08\/non-e-piu-il-nostro-mondo\/","title":{"rendered":"Non \u00e8 pi\u00f9 il nostro mondo"},"content":{"rendered":"<p>Un amico ci ha reso un brutto servizio infornandoci che Udine, il 10 giugno scorso, ha ospitato il Gay Pride indetto da cinque organizzazioni locali LGBT e salutato festosamente dalla presidente della regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Deborah Serracchiani, e dal sindaco della citt\u00e0, Furio Honsell, nonch\u00e9 patrocinato &#8212; e questo \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 scandaloso &#8212; dall&#8217;Ateneo friulano, per volont\u00e0 del Rettore, Alberto De Toni. Che cosa c&#8217;entri l&#8217;Universit\u00e0, ente finanziato con denaro pubblico, con il Gay Pride, a parte i soliti slogan triti e ritriti contro la &quot;discriminazione&quot; (che ormai, se esiste, \u00e8 diretta contro le persone normali e non certo contro i &quot;poveri&quot; omosessuali), nessuno lo sa. Cos\u00ec come nessuno sa che cosa ci sia da festeggiare e da congratularsi, da parte dei pubblici amministratori, per un evento del genere, che ha dato luogo al solito repertorio di volgarit\u00e0, provocazioni, esibizionismi osceni.<\/p>\n<p>Guardando, con infinita tristezza, le immagini dell&#8217;evento, e sia pure in ritardo di cinque mesi, un sentimento di rabbia e di desolazione montava dentro di noi, come la materializzazione di un incubo, come la profanazione di qualcosa di bello, di sacro: il ricordo della citt\u00e0 natale, con tute le care memorie ad essa legate: memorie di una citt\u00e0 civilissima, ordinata, seria, laboriosa, ancorata ai solidi valori del buon tempo antico; e una sorta di rigetto, di rifiuto, un desiderio di prendere le distanze, di ripudiare una citt\u00e0 che si \u00e8 prestata a una cosa del genere, che ha rinnegato la sua millenaria civilt\u00e0, per indulgere a farsi teatro di uno spettacolo che, con la scusa di rivendicare diritti civili e libert\u00e0, in pratica consiste nell&#8217;esibizione del peggio, sia in senso estetico che morale, di ci\u00f2 che menti umane possano concepire, al preciso e maligno scopo di urtare, scandalizzare, offendere e &quot;sporcare&quot; la sensibilit\u00e0 altrui.<\/p>\n<p>Inutile precisare che non si tratta di negare diritti o di esibire disprezzo per i &quot;diversi&quot;, ma di reclamare rispetto per i valori e per la sensibilit\u00e0 delle persone normali, parola, quest&#8217;ultima, che gi\u00e0 di per s\u00e9 equivale a sventolare un panno rosso davanti a un toro infuriato, quando si ha a che fare con costoro: non, ripetiamo, con le persone omosessuali, ma con quella minoranza di esse che vuole esibire, ostentare e provocare con la propria diversit\u00e0, salvo poi gridare al delitto di lesi diritti per non essere trattate da persone &quot;normali&quot;, cio\u00e8 come tutti gli altri; e che, mediante l&#8217;azione dei militanti LGBT, specialmente nelle scuole e negli asili, vuole imporre, aggressivamente, l&#8217;ideologia gender all&#8217;intera societ\u00e0, facendo il lavaggio del cervello ai bambini per convincerli che non esistono i generi maschile e femminile, ma solo una sessualit\u00e0 fluida, fatta di &quot;orientamenti&quot;, che possono essere momentanei, e che dipendono dall&#8217;insindacabile capriccio della persona. Per cui, se oggi, o domani, un uomo si &quot;sente&quot; donna, ha il diritto di vestirsi con la minigonna e le calze a rete e di calzare le scarpe con i tacchi a spillo, e cos\u00ec pure il diritto di sporgere denuncia contro quelle persone che non apprezzassero la subitanea trasformazione, anche sul posto di lavoro, e rifiutassero di chiamare &quot;lei&quot;, lui, o viceversa: perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe la prova provata di un persistente, insopportabile pregiudizio di tipo omofobo, che va sradicato con le multe e la prigione, o almeno i corsi di rieducazione mediante i servizi sociali, se vogliamo che la societ\u00e0 diventi finalmente civile, aperta e tollerante.<\/p>\n<p>Il primo sentimento, dunque, era, come in una cocente delusione amorosa, esprimibile con queste parole: <em>Ma questa non \u00e8 pi\u00f9 la nostra citt\u00e0! Non la riconosciamo, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente fra noi e lei!<\/em> Poi, placatosi il primo moto di ribellione e quasi d&#8217;incredulit\u00e0, \u00e8 subentrata una profonda mestizia, un senso d&#8217;impotenza, ma non di rassegnazione, accompagnato dalla certezza che anche molti abitanti non hanno esultato, ma hanno subito, con tristezza e vergogna, la &quot;gioiosa&quot; sfilata dei 5.000 per tutte le vie del centro, lungo i bei palazzi e i portici secolari; e, quindi, un senso di solidariet\u00e0 con loro, con quella parte ignorata e disprezzata della popolazione, che poi, forse, \u00e8 la maggioranza, ma che \u00e8 costretta a tacere a causa del ricatto morale e culturale, come se disapprovare la volgarit\u00e0 e la cafonaggine di certe manifestazioni, e, naturalmente, il sovvertimento dei valori che esse simboleggiano sin troppo esplicitamente, equivalesse ad essere oscurantisti, retrogradi, intolleranti, bigotti e incivili. E allora si \u00e8 fatto strada il desiderio di far conoscere la nostra simpatia e la nostra profonda consonanza a quei cittadini che, in strada, non c&#8217;erano, ma che hanno preferito chiudersi in casa, o farsi una gita fuori porta, per non vedere, per non sentire l&#8217;ostentazione di ci\u00f2 che \u00e8 contrario alla natura e alle leggi divine &#8212; ma non pi\u00f9 alle leggi umane, cosa di cui costoro si fanno forti. Come se le leggi umane, cos\u00ec mutevoli e, talvolta, arbitrarie, come sono, costituissero l&#8217;unico legittimo sigillo per stabilire definitivamente come &quot;normale&quot; ci\u00f2 che normale non \u00e8, e, quindi, per sovvertire l&#8217;ordine naturale delle cose: in questo caso, la naturalit\u00e0 e la sacralit\u00e0 della famiglia formata da un uomo, una donna e, possibilmente, dei bambini, non procurati con la pratica dell&#8217;utero in affitto, o con la tecnica della fecondazione eterologa, ma nati dall&#8217;amore di quelle due persone, un uomo e una donna, ripetiamo, perch\u00e9 tale \u00e8, ed \u00e8 sempre stato, in tutte le civilt\u00e0 e sotto tutti i cieli, il concetto di <em>matrimonio<\/em>, come del resto indica la stessa etimologia della parola: <em>matris munus<\/em>, compito della madre.<\/p>\n<p>Ma non si tratta solo di questo, naturalmente. \u00c8 tutto un nuovo paradigma che avanza, e che avanza in tempi rapidissimi, come se rispondesse a una precisa strategia e ad una altrettanto precisa regia: perch\u00e9 i cambiamenti culturali e sociali, di per se stessi, sono relativamente lenti, richiedono l&#8217;avvicendarsi di diverse generazioni, mentre qui, e non solo per ci\u00f2 che riguarda il Gay Pride e la &quot;filosofia&quot; che lo sottende, i tempi sono stati quasi fulminei; nel giro di pochi anni si \u00e8 attuato un completo capovolgimento di valori, una radicale inversione dell&#8217;orientamento complessivo &#8211; etico, estetico, spirituale, religioso &#8212; dei membri della civilt\u00e0 occidentale (che vadano in Arabia Saudita, questi nostri progressisti, immigrazionisti, femministi e omosessualisti, a vedere come sono trattate le persone omosessuali in quel Pese, nonch\u00e9 come sono trattate le donne, peggio delle schiave!), con una spregiudicatezza, una velocit\u00e0, una decisione, che fanno pensare a un piano orchestrati da tempo, finanziato dai poteri occulti che comandano il mondo e che controllano tutte le voci pubbliche, dalla televisione alla stampa, dalla scuola all&#8217;universit\u00e0 (ed ecco il patrocinio di una pubblica universit\u00e0 per una manifestazione come quella di Udine). Su tratta di una manovra a trecentosessanta gradi, che investe letteralmente tutti gli ambiti della vita pubblica e privata: dalla politica alla giurisprudenza, dallo sport al cinema, dalla cultura al tempo libero, dai fumetti alla musica leggera, dalle scienze umane alla religione, non c&#8217;\u00e8 ambito nel quale tale rivoluzione non sia stata attuata e condotta a buon punto. Risultato: le persone che restano ancorate ai valori di prima, cio\u00e8 validi e apparentemente condivisi fino a pochissimi anni fa, poi, improvvisamente, divenuti vecchi, decrepiti e ammuffiti nel giro di pochissimo tempo, si son trovate da un giorno all&#8217;altro ad essere reiette e sbeffeggiate, come dei veri e propri relitti della storia, come dei fossili viventi che possono solo aspettare di estinguersi, perch\u00e9 non servono pi\u00f9 a niente e a nessuno. Si tratta sia di persone non pi\u00f9 giovani, che sono cresciute in un ambiente e con una educazione completamente diversi da quelli odierni, e che stentano a capacitarsi che oggi sia divenuto giusto, bello e buono ci\u00f2 che a loro \u00e8 stato insegnato che \u00e8 sbagliato, brutto e pessimo, sia di persone anche giovani, ma che, per un percorso personale di ricerca della verit\u00e0, di tipo sia culturale che morale, sono giunte alle stesse conclusioni dei vecchi, e cio\u00e8 a capire che una societ\u00e0 non resiste, ma si autodistrugge, se continua a fare come la nostra, cio\u00e8 a rivendicare sempre nuovi diritti individuali e a riconoscere sempre meno doveri, nonch\u00e9 a proclamare la fine della normalit\u00e0 e a riconoscere pieno diritto di cittadinanza a qualsiasi minoranza, di qualsiasi tipo, anche la pi\u00f9 asociale e indisciplinata, cosa che introduce un disordine crescente e, alla lunga, assolutamente ingestibile, a tutti i livelli della vita sociale e, di riflesso, anche di quella individuale.<\/p>\n<p>La situazione, pertanto, \u00e8 questa. Le persone che, per et\u00e0, per educazione o, comunque, per convinzione personale, non condividono il recentissimo capovolgimento dei valori che si \u00e8 verificato nella nostra societ\u00e0, sono state rottamate, e, in un certo senso, \u00e8 come se la societ\u00e0 le avesse espulse da s\u00e9: le considera un imbarazzante retaggio del passato, una sopravvivenza di tipi arcaici destinati, per fortuna, a scomparire. D&#8217;altra parte, mentre una parte di queste persone sono afferrate in una spirale depressiva, e, guardandosi intorno, si sentono sempre pi\u00f9 sole e smarrite, impossibilitate a condividere con altri le loro impressioni e ci\u00f2 che il semplice buon senso suggerisce loro (per esempio, poter dire che le &quot;opere&quot; esposte a una certa Biennale di Venezia fanno schifo; o che accogliere milioni di stranieri non assimilabili non \u00e8 generosit\u00e0, ma follia; o, ancora, che andare in giro vestiti, o piuttosto svestiti, in maniera cos\u00ec impudica e provocatoria, come si fa oggi, specie da parte dei giovani, i quali non distinguono pi\u00f9 i luoghi appropriati e sono capacissimi, per esempio, di presentarsi a un esame di Stato, oppure a una funzione religiosa in chiesa, indossando i Bermuda e calzando le pianelle, oppure in maglietta ultracorta e pantaloni attillatissimi, come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo (e che, in effetti, lo sta diventando, se per &quot;normale&quot; s&#8217;intende ci\u00f2 che fan tutti), ebbene, un&#8217;altra parte di tali persone, non che scoraggiarsi, si domanda cosa sia possibile fare per contrastare la deriva relativista, buonista e anarcoide, che sta conducendo l&#8217;intera societ\u00e0, a partire da quella societ\u00e0 elementare che \u00e8 la famiglia, verso la deriva e l&#8217;auto-distruzione.<\/p>\n<p>Dunque, se, da un lato, questo mondo di oggi, delineatosi negli ultimissimi anni, non \u00e8 pi\u00f9 il nostro mondo, e noi siamo estranei a lui quanto lui \u00e8 divenuto estraneo a noi, dall&#8217;altra parte, \u00e8 pur vero che rinunciare e rassegnarsi equivale a darla vinta agli autori di questa grande manovra di conquista della societ\u00e0, il che non \u00e8 giusto e non \u00e8 decoroso. Al contrario, sia per difendere noi stessi e ci\u00f2 in cui crediamo &#8212; per esempio, una scuola pubblica nella quale non vengano a indottrinare i bambini con le teorie gender, o una universit\u00e0 pubblica che non offra il patrocinio a manifestazioni <em>culturali<\/em> come il Gay Pride -, sia per difendere quelli che non possono difendersi da s\u00e9, ma stanno soffrendo, perch\u00e9 si vedono esclusi, rifiutati, emarginati, snobbati e ridicolizzati &#8212; i vecchi, per esempio, che dopo una vita di lavoro, invece del rispetto dei figli e dei nipoti, sono messi alla berlina per il loro &quot;oscurantismo&quot;, sia, infine, per un senso superiore di giustizia, in quanto i valori fondanti della civilt\u00e0 non sono negoziabili, meno ancora quelli della religione cristiana, per cui \u00e8 sempre giusto e doveroso battersi, anche se non ci fosse pi\u00f9 un solo uomo al mondo a condividere una tale battaglia, ci sembra che la sola cosa onesta da fare sia dire un bel <em>no<\/em>, forte e chiaro, alla presente deriva morale e culturale, e, per quanto sta in noi, lavorare, innanzitutto con l&#8217;esempio e la testimonianza personali, per ricostruire e riproporre alle giovani generazioni quella rete di valori, ideali e autentici bisogni (e non gi\u00e0 di bisogni fasulli, creati artificialmente dal consumismo e ribattezzati, all&#8217;uopo, &quot;esigenze&quot;) che ha retto il mondo per secoli e millenni e che ora, come colta da un <em>raptus<\/em> suicida, la modernit\u00e0 pare ben decisa a distruggere.<\/p>\n<p>Infatti, amare qualcuno significa anche restargli fedeli, se pur tutti lo abbandonassero, e, soprattutto, se anche lui, proprio lui, tradisse se stesso, e divenisse indegno di quel che era stato, cos\u00ec come noi lo avevamo conosciuto. Amare qualcuno vuol dire avere pazienza con le sue contraddizioni, con le sue cadute, e, nello steso tempo, non assecondarlo nell&#8217;errore, non incoraggiarlo nelle sue debolezze, ma spronarlo a rialzarsi, a tornare ad essere quello che era, a tirar fuori la sua parte migliore e a lasciar stare la peggiore. Come quando si ama un vecchio amico, bench\u00e9 questi, a un ceto punto, sia cambiato in maniera impressionante, si sia lasciato andare, e sia diventato una persona, almeno in apparenza, completamente diversa. Ma, in profondit\u00e0, forse \u00e8 sempre lui, quello che avevamo conosciuto, apprezzato, ammirato: per fedelt\u00e0 a lui non lo vogliamo abbandonare al suo destino, non vogliamo disinteressarci di quel che potrebbe accadergli, se lo lasciassimo solo. Forse, non gli \u00e8 rimasto pi\u00f9 nessuno al mondo, tranne noi. Allo stesso modo, dobbiamo pensare che, forse, a molte persone che vivono il presente disorientamento, e lo vivono con disagio, con amarezza, con sofferenza, sia giovani che anziane, forse non siamo rimasti che noi; forse non \u00e8 rimasto nessun altro che le possa capire, che possa comprendere ci\u00f2 che stanno provando, che possa condivide la loro pena, la loro tristezza e la loro solitudine; e che possa fare qualcosa per loro. La prima cosa che possiamo fare \u00e8 dire a voce alta che ci\u00f2 i cui esse credono, non viene meno, non scompare, n\u00e9 perde la sua validit\u00e0, solo perch\u00e9 la moda del momento soffia in una direzione diversa, o solo perch\u00e9 una classe di pseudo intellettuali mercenari, di amministratori pubblici e di politici demagoghi, farebbe qualsiasi cosa pur d&#8217;ingraziarsi le masse e attirare le loro simpatie, cio\u00e8 il loro consenso elettorale. Ci\u00f2 che \u00e8 vero, giusto e buono, rimane tale nei secoli dei secoli, anche se i progressisti credono d&#8217;averlo <em>superato<\/em>. Ma in ritardo sono loro, che rincorrono sempre la storia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un amico ci ha reso un brutto servizio infornandoci che Udine, il 10 giugno scorso, ha ospitato il Gay Pride indetto da cinque organizzazioni locali LGBT<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30173,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[92],"class_list":["post-27416","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omosessualismo","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-omosessualismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27416","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27416"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27416\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30173"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27416"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27416"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27416"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}