{"id":27415,"date":"2017-10-21T04:44:00","date_gmt":"2017-10-21T04:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/21\/non-e-piu-cattolicesimo-ma-bergoglismo\/"},"modified":"2017-10-21T04:44:00","modified_gmt":"2017-10-21T04:44:00","slug":"non-e-piu-cattolicesimo-ma-bergoglismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/21\/non-e-piu-cattolicesimo-ma-bergoglismo\/","title":{"rendered":"Non \u00e8 pi\u00f9 cattolicesimo, ma bergoglismo"},"content":{"rendered":"<p>In un recentissimo e ben documentato articolo, Sandro Magister ha evidenziato in quale maniera il papa Francesco sta letteralmente adulterando il cattolicesimo, stravolgendo e falsificando la dottrina. Si tratta di un metodo estremamente semplice, per non dire rozzo: eliminare quello che della dottrina non gli va, e parlare solo di quella parte che incontra la sua approvazione. Non per nulla ha detto, pi\u00f9 volte, che la dottrina \u00e8 una cosa buona solo se unisce, mentre diventa una cosa deprecabile se divide; stranissimo concetto, che diventa invece chiaro e perfino lapalissiano tenendo conto della sua strategia complessiva: trasformare il cattolicesimo in bergoglianesimo. \u00c8 persino superfluo dire che l&#8217;Abc dell&#8217;onest\u00e0 intellettuale, sempre e dovunque, consiste nello sforzo sincero di comprendere quel che ci vien detto, o quel che stiamo leggendo; poi, nel farne una sintesi; infine, nel discuterlo e ed, eventualmente, nell&#8217;esporlo ad altri, senza alterarlo, ma conservando la sua unit\u00e0 intrinseca, la sua coerenza logica, la sua coesione concettuale.<\/p>\n<p>Se, per esempio, giunti in una citt\u00e0 che non conosciamo, domandiamo le indicazioni necessarie a raggiungere il luogo X, e colui al quale ci siamo rivolti ci dice: <em>Prenda la prima strada a destra, e arriver\u00e0<\/em>, mentre l&#8217;informazione esatta e completa avrebbe dovuto essere: <em>Prenda la prima strada a destra e poi la seconda a sinistra, e arriver\u00e0<\/em>, \u00e8 evidente che quella persona non si \u00e8 comportata onestamente nei nostri confronti, non ci ha detto tutto quel che era necessario sapere, per arrivare alla nostra destinazione. E pazienza se avesse detto: <em>Aspetti, io so solo che bisogna girare alla prima traversa a destra, e poi non mi ricordo, non so bene, provi a domandare ancora<\/em>, egli si sarebbe comportato lealmente nei nostri confronti: si sarebbe assunto la responsabilit\u00e0 di quella parte del vero che conosce, e ci avrebbe informati che, a partire da un certo punto, avremmo dovuto sbrigarcela da soli. <em>Questo<\/em> \u00e8 un comportamento onesto. Un altro esempio che potremmo fare \u00e8 quello del testimone di un evento. Se il signor Tal dei tali vi riferisce che il suo amico X\u00a0\u00e8 stato picchiato dal signor Y, e nient&#8217;altro; se tace quel che era accaduto subito prima, e a cui lui aveva assistito, cio\u00e8 il fatto che il signor X aveva pesantemente insultato e provocato il signor Y, anche in questo caso siamo in presenza di una grave, sostanziale alterazione della verit\u00e0, e, quel che \u00e8 peggio, di una alterazione fatta in perfetta mala fede. Chi\u00a0\u00e8 in buona fede, dice: <em>A quel che ne so<\/em>; <em>per quanto mi risulta.<\/em>..; ma chi \u00e8 in malafede, dice: <em>So io come sono andare le cose, ora te lo racconto<\/em>, e poi tace una parte della verit\u00e0, per indurci a credere qualcosa che non \u00e8 esatto, che non \u00e8 veritiero, se si considerano i fatti nella loro interezza, allora costui sta agendo in maniera intellettualmente disonesta. Ci sta ingannando, ci vuole strumentalizzare: vuole portarci a credere una cosa diversa dal vero. Ricordiamo il concetto tomista (e aristotelico) di cosa sia la verit\u00e0: <em>adaequatio rei et intellectus<\/em>, vedere la cosa come realmente \u00e8, vederla non come sembra a noi, ma come effettivamente essa \u00e8 (concetto affossato da Kant, che mette fra parentesi la cosa in s\u00e9, o noumeno, e si dedica esclusivamente alla conoscenza del fenomeno, della cosa come appare). Dunque, chi spaccia la sua visione della verit\u00e0, parziale e personale, per <em>la<\/em> verit\u00e0, \u00e8 simile a colui che tace una parte della verit\u00e0 e d\u00e0 ad intendere che la parte sia il tutto, tacendo intenzionalmente quel che non vuole che noi sappiamo. La cosa \u00e8 tanto pi\u00f9 grave se il falsificatore della verit\u00e0 \u00e8 una persona autorevole, che gode di una carica importante e di un alto prestigio, se indossa un abito che lo pone automaticamente al di sopra di ogni sospetto: un giudice, per esempio, il quale non rappresenta pi\u00f9 se stesso, quando siede in tribunale, ma rappresenta la legge, per cui dovrebbe deporre ogni impulso o pregiudizio personale e porsi interamente, totalmente, al servizio della giustizia, attraverso la ricerca della verit\u00e0 (giudiziaria). Ma la verit\u00e0 giudiziaria \u00e8 sempre una verit\u00e0 relativa, per quanto il giudice possa e debba sforzarsi di avvicinarsi alla verit\u00e0 vera, intera, perfetta. Questa, nondimeno, gli sfuggir\u00e0 sempre, perch\u00e9 solo Dio pu\u00f2 conoscerla.\u00a0<\/p>\n<p>Il caso della religione \u00e8 diverso: qui siamo nel cuore della verit\u00e0, della Verit\u00e0 in se stessa. Ecco perch\u00e9 il relativismo e l&#8217;indifferentismo religioso sono logicamente impossibili: non possono esserci due o pi\u00f9 Verit\u00e0 assolute, due o pi\u00f9 Verit\u00e0 con la maiuscola. Ed ecco perch\u00e9 la frase di papa Francesco,\u00a0<em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>, \u00e8 assurda: ma certo che Dio \u00e8 cattolico, invece. Come osservava il filosofo Jean Guitton:\u00a0<em>Mi dispiace per gli altri, ma Dio \u00e8 cattolico<\/em>. Il cattolico crede questo, oppure non \u00e8 cattolico. Il cattolico \u00e8 un signore che prende sul serio Ges\u00f9 Cristo: che crede a quel che Ges\u00f9 ha detto, e crede che la Chiesa lo abbia fedelmente tramandato nel corso di questi duemila anni. Ergo, il nuovo generale dei gesuiti, Sosa Abscal, il quale afferma che non si pu\u00f2 sapere cosa disse realmente Ges\u00f9 Cristo, non \u00e8 cattolico; ergo, se si spaccia per cattolico, mente, e aggiunge l&#8217;eresia alla menzogna; ergo, egli non dovrebbe essere a capo di un importantissimo istituto religioso cattolico; ergo, se nessuno al di sopra di lui, il papa, e nessuno intorno a lui, fra i 18.000 suoi confratelli sparsi in 112 nazioni, ha trovato da obiettare alle sue stupefacenti dichiarazioni, se ne deve dedurre che nessuno di essi \u00e8 cattolico, che nessuno ha coscienza di cos&#8217;\u00e8 il cattolicesimo, n\u00e9 gli sta a cuore la difesa della verit\u00e0, che, ripetiamo, per un cattolico \u00e8 quel che Ges\u00f9 ha detto e fatto, cos\u00ec come tramandato dalla Tradizione e dalla Scrittura, entrambe interpretate dal Magistero ecclesiastico. Aggiungiamo che non vi \u00e8 neanche onest\u00e0 intellettuale in quella affermazione di padre Sosa, come pure nel silenzio assordante con cui la Chiesa l&#8217;ha accolta, o ha fatto finta di non averla udita, mentre l&#8217;hanno sentita benissimo i non cattolici e soprattutto i nemici della Chiesa, i quali sono stati pronti a servirsene nel modo che a loro torna comodo, e che si pu\u00f2 bene immaginare. Infatti, se un personaggio che ricopre un importante ruolo istituzionale &#8211; a qualunque istituzione appartenga &#8211; dichiara pubblicamente una cosa che configge in maniera radicale con ci\u00f2 che quella istituzione rappresenta, e quindi anche con il ruolo che egli ricopre, \u00e8 evidente che va contro il mandato ricevuto, contro il bene di quella istituzione, contro la pace dei suoi membri, ai quali le sue parole provocano turbamento, confusione, amarezza. Eppure lo fa. Se prima rinunciasse al suo ruolo; se prima deponesse il suo abito ufficiale, ed uscisse da quella istituzione, riacquisterebbe il diritto di agire o di parlare liberamente, anche in conflitto con l&#8217;idea e con i valori rappresentati dalla istituzione stessa. Ma se resta al suo interno, se conserva tranquillamente la sua carica, anzi, ne sfrutta la visibilit\u00e0, e poi si esprime in maniera incompatibile sia con la carica, sia con l&#8217;istituzione, allora egli non \u00e8 che un agente provocatore, un nemico travestito da amico, un lupo che si fa passare per custode del gregge.<\/p>\n<p>E ora torniamo alla &quot;dottrina&quot; di papa Francesco. Sandro Magister, come abbiamo detto, compone un florilegio delle sue omelie di Santa Marta e delle sue udienze generali, dalle quali appare chiaramente la selezione intenzionale e del tutto arbitraria, del tutto illecita, del tutto fuorviante e tendenziosa, che egli fa della Sacra Scrittura. Chi fosse interessato, pu\u00f2 andare a leggersi l&#8217;articolo completo, largamente accessibile in rete. Noi ci limiteremo ad evidenziare il punto-chiave: la radicale &quot;revisione&quot; della teologia dei Novissimi, cio\u00e8 delle verit\u00e0 ultime del cristianesimo: morte, giudizio, inferno e paradiso. Nell&#8217;udienza generale dell&#8217;11 ottobre 2017, in Piazza san Pietro, il papa ha detto che non bisogna temere il giudizio finale, perch\u00e9, parole testuali,\u00a0<em>al termine della nostra storia c&#8217;\u00e8 Ges\u00f9 misericordioso<\/em>, per cui\u00a0<em>tutto verr\u00e0 salvato. Tutto<\/em>\u00a0(con la parola\u00a0<em>tutto<\/em>\u00a0ripetuta due volte ed evidenziata in grassetto nel testo scritto, distribuito ai giornalisti).E meno di due mesi prima, il 23 agosto, sempre in una udienza generale, aveva descritto l&#8217;Aldil\u00e0 come\u00a0<em>una immensa tenda, dove Dio accoglier\u00e0 tutti gli uomini per abitare definitivamente con loro<\/em>. Tutti gli uomini? E l&#8217;inferno e il paradiso? Non ci sar\u00e0 alcuna differenza fra il destino dei malvagi e quello dei buoni?\u00a0 Se il papa la pensa cos\u00ec, allora aveva ragione Eugenio Scalfari nel riferire che, dai colloqui avuti con lui, aveva tratto la conclusione che, per Bergoglio, inferno e paradiso non esistono, tanto meno il purgatorio, perch\u00e9 sono solo miti; i malvagi, secondo il pontefice, cesseranno di esistere, i buoni vivranno per sempre. In ogni caso, niente giudizio: il giudizio finale \u00e8 solo il soggetto di tante opere artistiche, ma nulla di pi\u00f9. Come fa notare Sandro Magister, l&#8217;immagine della tenda \u00e8 tratta dal <em>Libro dell&#8217;Apocalisse<\/em>; ma il papa si \u00e8 guardato bene dal citare le parole di Ges\u00f9 nella loro interezza (Ap. 21, 8): <em>Ma per i vili e gl&#8217;increduli, gli abietti e gli omicidi, gl&#8217;immorali, i fattucchieri, gli omicidi e per tutti i mentitori \u00e8 riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. \u00c8 questa la seconda morte<\/em>. E, qualora non bastassero le parole dell&#8217;<em>Apocalisse<\/em>, ci sono sempre, esplicite, chiarissime, inequivocabili (padre Sosa permettendo&#8230;), quelle pronunciate da Ges\u00f9 nel Vangelo, per esempio queste (<em>Matteo<\/em>, 25, 41): <em>Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi angeli!<\/em> E ancora, nella parabola del banchetto nuziale,\u00a0<em>il re si indign\u00f2, mand\u00f2 le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro citt\u00e0\u00a0<\/em>(<em>Matteo<\/em>, 22, 7), mentre per colui che si \u00e8 introdotto nel convito, ma senza indossare l&#8217;abito nuziale, il re ordina ai suoi servi:\u00a0<em>Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori, nelle tenebre; l\u00e0 sar\u00e0 pianto e stridore di denti. Perch\u00e9 molti sono chiamati, ma pochi eletti<\/em>\u00a0(<em>Matteo<\/em>, 22, 13-14). Pochi gli eletti: chiaro, no? E in quella dei vignaioli omicidi, chiarissima allusione al comportamento del &quot;popolo eletto&quot; verso i profeti e verso il Figlio di Dio, fa dire ai suoi interlocutori, senza smentirli:<em>\u00a0Far\u00e0 morire miseramente quei malvagi e dar\u00e0 la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo<\/em>\u00a0(<em>Matteo<\/em>, 21, 41). Ce n&#8217;\u00e8 abbastanza per dire che Ges\u00f9 descrive il giudizio come un vero giudizio, e l&#8217;inferno e il paradiso, la beatitudine e la dannazione eterna, come delle verit\u00e0 reali, concrete, e non come dei simboli? E che la dannazione, in particolare, \u00e8 il destino che attende i malvagi, e quindi che non \u00e8 vero che tutti gli uomini saranno accolti da Dio sotto la sua &quot;tenda&quot;, per abitare in eterno con Lui? S\u00ec, o no? E se s\u00ec, come va che tutto il clero, i cardinali, i vescovi, i sacerdoti, e anche i fedeli laici, hanno lasciato correre, mentre Bergoglio diceva quelle cose? Ce n&#8217;\u00e8 abbastanza o no, per trarre la conclusione che il vangelo di papa Francesco non \u00e8 il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, ma quello di Fabrizio De Andr\u00e9, dove tutti vanno in paradiso con l&#8217;autostrada, come dice la <em>Preghiera in gennaio<\/em> (&quot;preghiera&quot;, si badi, non &quot;canzone&quot;: perch\u00e9 la teologia, nella Genova di De Andr\u00e9 e di don Andrea Gallo, la fanno i cantanti e i transessuali, non certo i teologi): <em>Venite in Paradiso, l\u00e0 dove vado anch&#8217;io, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 l&#8217;inferno nel mondo del buon Dio<\/em>. Chiaro, no? Dio \u00e8 buono; dunque, l&#8217;inferno non esiste: \u00e8 una invenzione dei preti: quelli brutti e cattivi, di prima del Concilio; non quelli buoni e bravi, di dopo il Concilio; non quelli di strada, che amano i poveri e i peccatori <em>in quanto peccatori<\/em>, quelli che non sono &quot;rigidi&quot;, ma sempre e solo misericordiosi.<\/p>\n<p>E lo stesso &quot;metodo&quot;, se cos\u00ec vogliamo chiamarlo, Bergoglio lo adopera non solo per quel che riguarda la dottrina sui Novissimi, ma per tutta la dottrina cattolica; anzi, anche per la morale cattolica. Un tipico esempio \u00e8 l&#8217;esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em>, nella quale, fatto salvo, in teoria (ma molto, molto in teoria!) il principio della indissolubilit\u00e0 del matrimonio, espresso con tanta forza e con tanta chiarezza da Ges\u00f9 Cristo, secondo le sue parole tramandateci dai Vangeli (sempre con il gentile permesso di padre Sosa, ben s&#8217;intende), in pratica lo sottopone all&#8221;ermeneutica del discernimento&quot;, col risultato di farlo evaporare: indissolubilit\u00e0, s\u00ec, certo, per\u00f2&#8230; bisogna vedere se&#8230;, a condizione che&#8230;, tenendo conto del fatto che&#8230;, e via distinguendo e &quot;discernendo&quot;. Ma questo non \u00e8 pi\u00f9 il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, questo \u00e8 un manuale di situazionismo, ossia di relativismo: le cose non sono giuste o sbagliate in s\u00e9, vere o false in s\u00e9, buone o cattive in s\u00e9, ma tutto dipende dal contesto e dai singoli casi; e su tutto, sempre e comunque, prevale la misericordia di Dio. Non ci sono pi\u00f9 buoni e cattivi: sono tutti buoni, perch\u00e9 Dio ama tutti. Naturalmente, questa \u00e8 una enorme sciocchezza e una eresia teologica bella e buona: perch\u00e9 Dio ama, s\u00ec, tutti, ma odia il peccato; e il peccatore che non si pente, ma si ostina e si indurisce nei suoi peccati, inevitabilmente si perde, per quanto Dio lo ami e vorrebbe che si salvasse. Dire che Dio salva tutti e premia tutti, \u00e8 la stessa cosa che negare il libero arbitrio, e ridurre gli uomini a delle marionette nelle mani di Dio. Strano esito per una &quot;teologia&quot; che, neanche tanto in segreto, mirava all&#8217;esaltazione dell&#8217;uomo. Per\u00f2, se non altro, si capisce perch\u00e9 Lutero piace tanto a Bergoglio, e perch\u00e9 questi si \u00e8 perfino lasciato scappar di bocca, sull&#8217;aereo che lo riportava a casa dall&#8217;Armenia, nel 2016, che, sulla predestinazione, siamo tutti d&#8217;accordo che Lutero aveva ragione&#8230; Certo: se si vuol negare che l&#8217;uomo sia chiamato a collaborare alla propria salvezza, bisogna abolire l&#8217;inferno e il paradiso (perch\u00e9 il paradiso, senza l&#8217;inferno, \u00e8 un concetto illogico e insostenibile, come lo sarebbe l&#8217;idea della luce se non esistesse il buio). Anche se l&#8217;inferno, per Lutero, esisteva, eccome. Ma anche con Lutero, Bergoglio fa la stessa cosa che con Ges\u00f9 Cristo: prende quel che gli serve, &quot;lascia&quot; quel che non gli va bene. E fa dire al suo fedelissimo, padre Sosa, che il diavolo non esiste: logico. Se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;inferno, che ci sta a fare il diavolo? Ma allora da dove viene il male? Mistero. Forse, a ben guardare, non c&#8217;\u00e8 neppure il male. Logico anche questo, in fondo: visto che papa Francesco non parla mai del peccato, n\u00e9 della necessit\u00e0 del pentimento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un recentissimo e ben documentato articolo, Sandro Magister ha evidenziato in quale maniera il papa Francesco sta letteralmente adulterando il cattolicesimo, stravolgendo e falsificando la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[107,117,216,263],"class_list":["post-27415","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-papi","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27415","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27415"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27415\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27415"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27415"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27415"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}