{"id":27411,"date":"2016-11-28T10:36:00","date_gmt":"2016-11-28T10:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/28\/non-te-lo-diro-lo-facciano-gli-altri-non-voglio-mandarti-verso-il-male\/"},"modified":"2016-11-28T10:36:00","modified_gmt":"2016-11-28T10:36:00","slug":"non-te-lo-diro-lo-facciano-gli-altri-non-voglio-mandarti-verso-il-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/28\/non-te-lo-diro-lo-facciano-gli-altri-non-voglio-mandarti-verso-il-male\/","title":{"rendered":"\u00abNon te lo dir\u00f2; lo facciano gli altri. Non voglio mandarti verso il male..\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Nel romanzo di Aleksej Tolstoj,\u00a0<em>Ivan il Terribile<\/em>, a un certo punto il protagonista, il giovane principe Nikita Serebrany, arriva a Mosca, dopo cinque anni di assenza, e cerca la casa del boiardo Drugina Morozov. Lui, ovviamente, ancora non pu\u00f2 saperlo, ma sarebbe meglio per tutti se non vi arrivasse mai: perch\u00e9 Morozov ha sposato, per proteggerla dalle mire di un pretendente sgradito, la bellissima Elena, figlia di un nobile caduto nella presa di Kazan: e fra i due giovani, che cinque anni prima si erano scambiati una promessa, rinascer\u00e0 una passione travolgente, dagli esiti estremamente drammatici. A Mosca, Serebrany chiede l&#8217;indirizzo di Morozov dapprima a dei bravacci, coi quali sta per venire a contesa; poi a un santo eremita, Basilio, infervorato dallo Spirito Santo e dotato del carisma della chiaroveggenza, che mostra di riconoscerlo e infatti lo chiama per nome, Nikita, bench\u00e9 i due non si siano mai visti.\u00a0<em>Nikita, Nikita, dove ti stai perdendo?<\/em>, domanda il sant&#8217;uomo al principe Serebrany.Questi rimane stupefatto, nondimeno insiste per sapere dove si trovi la casa di Drugina Morozov, al quale deve consegnare un dispaccio privato. Ma ecco che il misterioso &quot;folle di Dio&quot;, che se ne va per le strade coperto da una tunica con la croce, e con delle catene di ferro sul petto, cantando i salmi, di nuovo lo stupisce, dicendogli con molta decisione:\u00a0<em>Non te lo dir\u00f2. No! Lo facciamo gli altri. Non voglio mandarti verso il male<\/em>; e subito dopo gli volta le spalle e si allontana, riprendendo a cantare il salmo interrotto, circondato dai bravacci che si scostano rispettosamente al suo passaggio. Nikita resta l\u00ec, pi\u00f9 che mai perplesso; torna a chiedere l&#8217;indirizzo a quegli uomini, ed essi, malvolentieri, glielo danno, ma solo perch\u00e9 hanno visto il santo di Dio che si rivolgeva con familiarit\u00e0 affettuosa verso il principe, che, un momento prima, essi stavano per aggredire. E costui, dirigendosi verso il luogo indicato, non pu\u00f2 fare a meno di rivolgere fra s\u00e9 queste domande:\u00a0<em>Perch\u00e9 non ha voluto indicarmi la casa di Morozov? E perch\u00e9 ha aggiunto che non voleva mandarmi verso il male?<\/em><\/p>\n<p>Vasja, il santo eremita Basilio, ha fatto ci\u00f2 che gli dettava la coscienza: sapendo che da ci\u00f2 sarebbe derivato un gran male, non ha voluto rispondere alla domanda di Nikita, non ha voluto dargli l&#8217;informazione richiesta. Quel\u00a0<em>lo facciano altri\u00a0<\/em>non \u00e8 una dichiarazione d&#8217;ipocrisia, non \u00e8 uno scaricarsi la coscienza e lavarsi le mani, come Ponzio Pilato quando si trov\u00f2 a dover giudicare Ges\u00f9 Cristo; esprime la consapevolezza che, se non si pu\u00f2 impedire l&#8217;irreparabile, tuttavia si pu\u00f2, e si deve, astenersi dal prendervi parte, o dal favorirlo in qualsiasi maniera, anche solo alla lontana. Finch\u00e9 risulta possibile, bisognerebbe cercare di impedire che il male si compia, anche mettendosi in gioco e affrontando, se necessario, qualche inconveniente, qualche fastidio, qualche rischio; tuttavia, se ci\u00f2 \u00e8 impossibile, la sola cosa giusta da fare \u00e8 evitare di parteciparvi. Il male trova gi\u00e0 fin troppi collaboratori volontari: non \u00e8 davvero il caso che ad essi si uniscano anche quanti lo hanno visto e riconosciuto come tale, mentre gli altri, forse, hanno almeno la parziale scusante di non averlo visto, n\u00e9 riconosciuto, ma d&#8217;averlo scambiato per un bene.<\/p>\n<p>Tradotto nella morale pratica della vita di ogni giorno, si tratta di un altissimo concetto etico, che, se fosse osservato e messo in pratica, contribuirebbe notevolmente a rendere un po&#8217; migliore la vita di tutti. Certamente don Abbondio non avrebbe potuto fermare i piani scellerati di don Rodrigo, riguardo a Lucia (non vi riusc\u00ec nemmeno padre Cristoforo, con tutta la sua autorevolezza e il suo coraggio personale), per\u00f2 avrebbe potuto fare qualcosa di meglio di ci\u00f2 che fece, rifiutandosi, con mille scuse, di celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia, e tenendoli all&#8217;oscuro di ci\u00f2 che sapeva. Il colloquio fra don Abbondio e il cardinale Federigo Borromeo, nel XXV capitolo de\u00a0<em>I promessi sposi<\/em>, tratta proprio di questo: nel chiedere conto del mancato matrimonio dei due giovani, il cardinale dice anche al pavido curato ci\u00f2 che avrebbe dovuto fare, pur non avendo un cuor di leone, per aiutare in qualche modo le due vittime innocenti di una prepotenza, e restar fedele al suo mandato di pastore del piccolo gregge affidatogli. L&#8217;importante \u00e8 non collaborare al male: nel caso di don Abbondio, la collaborazione con il male, sia pure dettata dalla paura, si \u00e8 esplicitata nel non aver celebrato il matrimonio di Renzo e Lucia, come sarebbe stato suo dovere di prete; nel caso del santo eremita Basilio, il rifiuto di cooperare al male si \u00e8 espresso nel diniego d&#8217;indirizzare il giovane Nikita verso la casa ove il suo arrivo avrebbe innescato una serie di eventi drammatici: Elena, infatti, era stata la sua fidanzata, che gli aveva promesso eterna fedelt\u00e0; ma poi, mentre lui era andato a combattere contro i Lituani, era stata costretta a fidanzarsi e a sposare il vecchio Morozov, persona peraltro degnissima, per proteggere se stessa da un male ancor peggiore: il matrimonio con un nobile, fedelissimo di Ivan il Terribile, che \u00a0lei detestava, ma che lo zar in persona intendeva imporle di sposare.\u00a0<\/p>\n<p>Rispetto a don Abbondio, l&#8217;eremita Basilio ha il vantaggio della chiaroveggenza, frutto della sua santit\u00e0: lui sa e vede con chiarezza ci\u00f2 che attende Nikita Serebrany, quando ancora nessun altro potrebbe immaginarlo; cos\u00ec come lo <em>starec<\/em> Zosima, ne <em>I fratelli Karamnazov<\/em> di Dostoevskij, vede al primi sguardo che Dimitrij, il fratello maggiore di quella tragica famiglia, finir\u00e0 per pagare il prezzo pi\u00f9 alto, addossandosi le colpe di tutti; e si getta piangente ai suoi piedi, come fosse davanti al Cristo crocifisso. Ma \u00e8 un vantaggio, per Basilio, la chiaroveggenza? Se parlasse, molto probabilmente non verrebbe creduto; mentre \u00e8 fin troppo facile prevedere le conseguenze negative del mancato matrimonio di Renzo e Lucia, almeno per don Abbondio, perch\u00e9 non occorre il dono della profezia per capire che adesso don Rodrigo potr\u00e0 passare all&#8217;esecuzione del suo disegno: fare in modo che Lucia divenga sua preda. Ad ogni modo, che sia facile da prevedere, oppure no, il male ha una sua maniera di rivelarsi, che una coscienza vigile e ben desta sa\u00a0cogliere\u00a0al volo, senza lasciarsi sorprendere: la sorpresa \u00e8 la reazione di chi ha abbassato la soglia dell&#8217;attenzione, e, nel caso del male, di chi si \u00e8 in qualche modo assuefatto a un clima di relativismo morale, di confusione e di leggerezza. Alle anime deste e vigilanti, il male si rivela sempre in anticipo; peraltro, quasi sempre, \u00e8 la stessa ragione naturale che ci mette in guardia contro di esso, prima ancora che si sia rivelato in tutta la sua potenza negativa. Il fatto che, nondimeno, esso sia sempre presente, e sempre pronto a trascinare gli uomini nelle sue spire, dimostra che gli uomini si fanno facilmente suoi collaboratori, pur avendolo riconosciuto o pur avendo intuito, dietro le apparenze seducenti, la sua vera natura. Il che \u00e8 una ulteriore dimostrazione di quanto povera sia l&#8217;etica intellettualistica di Socrate: non \u00e8 affatto vero che basta vedere il bene per farlo; lo si pu\u00f2 vedere, e tuttavia non farlo; cos\u00ec come si pu\u00f2 vedere il male, ed intuirne le conseguenze negative, senza tuttavia trattenersi sulla strada intrapresa verso di esso. Controprova: se avesse ragione Socrate, gli uomini pi\u00f9 intelligenti e perspicaci sarebbero quasi immuni dal male, e solo gli stolti e gli ingenui vi cadrebbero dentro: il che \u00e8 falso. Accade che le malvagit\u00e0 pi\u00f9 grandi siamo commesse proprio da uomini estremamente intelligenti e previdenti; e che, all&#8217;incontrario, esempi di bont\u00e0 sublime, e di autentica santit\u00e0, ci vengano da uomini e donne di mediocre intelligenza e di nessuna particolare astuzia o perspicacia. Il bene e il male sono solo in sede teorica questioni che concernono l&#8217;intelligenza e la razionalit\u00e0; in sede pratica, che \u00e8 quella della vita di ogni giorno, essi riguardano assai pi\u00f9 la sensibilit\u00e0, la volont\u00e0 e la capacit\u00e0 di provare compassione per le sofferenze altrui.<\/p>\n<p>Ma quand&#8217;\u00e8 che noi mandiamo il nostro prossimo verso il male? Lo facciamo ogni volta che, pur vedendo il male, e vedendo che una certa persona sta dirigendo i suoi passi in quella direzione, non solo non facciamo nulla per fermarla, per dissuaderla, per metterla in guardia, ma, addirittura, contribuiamo in qualche modo, direttamente o indirettamente, a rafforzare la sua decisione, magari solleticando la sua passionalit\u00e0 o facendo leva sul suo lato debole, quale che sia. E lo facciamo tutti, nella vita di ogni giorno; ma una responsabilit\u00e0 pi\u00f9 grande, per il numero di persone che possono essere influenzate, ce l&#8217;hanno i personaggi pubblici, intellettuali compresi; e, ovviamente, quelli che esercitano una presa immediata e viscerale sui giovani, come cantanti, stelle del rock, attori, modelle famose, campioni sportivi; senza dimenticare quanti non godono di altrettanta visibilit\u00e0 mediatica, ma hanno un forte potere decisionale o esercitano un ascendente morale, come direttori e proprietari di giornali, di reti televisive, di cinema e discoteche, di case editrici; per non parlare degli educatori, degli avvocati, degli uomini di Chiesa. Tutti costoro sono in grado di vedere il male che le loro parole o le loro azioni potrebbero causare, influenzando negativamente il prossimo; perci\u00f2, se non adoperano una estrema prudenza nelle loro scelte, se non stanno bene attenti a non essere motivo di scandalo e di turbamento morale, si assumono una grave responsabilit\u00e0 circa le possibili conseguenze. Se, poi, si servono deliberatamente del male, ad esempio invitando il loro pubblico, o i loro lettori, o i loro ascoltatori, o i giovani loro affidati, a commetterlo, infrangendo ogni legge morale, la loro responsabilit\u00e0 \u00e8 diretta e assume una connotazione francamente diabolica. Non vi \u00e8 nulla di pi\u00f9 grave, infatti, che fare il male sapendo di farlo, sapendo che esso causer\u00e0, o potr\u00e0 causare, dell&#8217;altro male, e servendosene unicamente per aumentare la propria popolarit\u00e0, la propria ricchezza, il proprio potere.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una tragica e misteriosa fatalit\u00e0 nel male che vediamo annunciarsi, e al quale non possiamo opporci in alcun modo. Un soldato, in guerra, pu\u00f2 ricevere un ordine ingiusto e disumano, ma sa che, se non lo eseguir\u00e0, verr\u00e0 egli stesso passato per le armi, e, inoltre, che il suo sacrificio sar\u00e0 stato inutile, perch\u00e9 l&#8217;ordine verr\u00e0 comunque eseguito da qualcun altro. Un armaiolo pu\u00f2 trovarsi davanti un cliente che vuole acquistare una pistola, e nel cui sguardo coglie una luce malvagia, inquietante, cos\u00ec come il proprietario di una rivendita di liquori pu\u00f2 dover servire un cliente che vuole acquistare dei superalcolici, pur recando visibilmente i segni dell&#8217;alcolismo. La situazione, in questi due casi, \u00e8 simile a quella precedente: il negoziante sa che, in ogni caso, non sar\u00e0 il suo rifiuto a fermare il male che sta per consumarsi, provocando sofferenze e ulteriore disordine, e, del resto, non ha neppure l&#8217;autorit\u00e0 legale per negare il prodotto che gli viene richiesto. Nondimeno, la sua coscienza si trova a disagio, egli non sa come debba regolarsi &#8211; e siamo certi che, trovandosi al suo posto, non lo saprebbe neanche la maggior parte di noi.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui stiamo parlando, in pratica, sono i cosiddetti peccati di omissione. Il male non \u00e8 solo quello che si commette in maniera attiva, ma anche quello cui si assiste inerti, o indifferenti; \u00e8 anche quello che si potrebbe fermare, sia pure in quella piccola parte che da noi dipende, o che si potrebbe ritardare, se non impedire. Dicevamo che la natura del male \u00e8 misteriosa, perch\u00e9 si vede sovente che, nonostante gli sforzi congiunti di pi\u00f9 persine che impedirlo, esso giunge ugualmente ad effetto, come se un istinto perverso lo avesse reso scaltro e gli avesse mostrato il sentiero pi\u00f9 facile, quello che gli ha permesso di aggirare o di scavalcare tutte le protezioni, tutte le resistenze. In questo senso, nessuno deve caricarsi di un senso di responsabilit\u00e0 eccessivo, davanti al male che si consuma sotto i suoi occhi, e che non ha voluto, n\u00e9 favorito: perch\u00e9 \u00e8 impossibile, in moltissimi casi, fermare una volont\u00e0 malvagia, una volta che essa si sia messa sulla strada seda cui non c&#8217;\u00e8 ritorno. Nessuno di noi \u00e8 onnipotente, nessuno ha la bacchetta magica per fermare il male e per trasformarlo in bene: Dio soltanto ce l&#8217;ha. Perci\u00f2, non bisogna esagerare con i sensi di colpa; anzi, diciamo che il senso di colpa \u00e8 sempre sbagliato e patologico, mentre, in alcuni casi, \u00e8 giusto che vi sia il senso del peccato, a cui deve seguire il rimorso e il pentimento, con il proponimento di espiare e di non ricadere nel male.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, se nessuno pu\u00f2 fermare il male che altri vogliono commettere, a meno che costoro non si ravvedano e non si lascino guidare, \u00e8 tuttavia possibile, e perci\u00f2 doveroso, combattere il male che noi stessi siamo tentati di compiere. Ges\u00f9 \u00e8 stato molto chiaro, e anche piuttosto severo, su questo punto: <em>Se il tuo occhio ti d\u00e0 scandalo, cavalo; se la tua mano ti d\u00e0 scandalo, tagliala; se il tuo piede ti d\u00e0 scandalo, taglia anche quella<\/em>. Anche se ad alcuni piace pensare che Dio sia sempre e solo misericordioso, la verit\u00e0 \u00e8 che Dio \u00e8 anche giusto, e pretende da noi almeno uno sforzo per collaborare al bene e per opporci al male. Chi vuole perdersi, alla fine si perde; ma chi vuole salvarsi, se lo vuole davvero, alla fine si salva, sia pure passando attraverso cadute e riprese. Abbiamo due potenti alleati al nostro fianco: l&#8217;uno fallibile, il libero arbitrio, che ci consente di operare una scelta responsabile fra il bene e il male; e l&#8217;altro infallibile, la grazia divina, che ci guida senza esitazione verso ci\u00f2 che piace a Dio, quindi verso il bene. Con i nostri simili, abbiamo almeno l&#8217;obbligo di non esser loro di scandalo, di non spingerci l&#8217;un l&#8217;altro verso il male. Quelli che lo fanno, si assumono la parte tenebrosa del Diavolo. Guai a loro, quando verr\u00e0 l&#8217;ora de Giudizio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel romanzo di Aleksej Tolstoj,\u00a0Ivan il Terribile, a un certo punto il protagonista, il giovane principe Nikita Serebrany, arriva a Mosca, dopo cinque anni di assenza,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30136,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[74],"tags":[245,255],"class_list":["post-27411","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agiografia","tag-santi","tag-spirito-santo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-agiografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27411"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27411\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30136"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}