{"id":27410,"date":"2020-11-20T10:57:00","date_gmt":"2020-11-20T10:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/20\/non-vinceranno-perche-temono-la-morte-piu-di-noi\/"},"modified":"2020-11-20T10:57:00","modified_gmt":"2020-11-20T10:57:00","slug":"non-vinceranno-perche-temono-la-morte-piu-di-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/20\/non-vinceranno-perche-temono-la-morte-piu-di-noi\/","title":{"rendered":"Non vinceranno perch\u00e9 temono la morte pi\u00f9 di noi"},"content":{"rendered":"<p>Il nonno Francesco e la nonna Gemma riposano uno accanto all&#8217;altra, come sono sempre vissuti fin da quando, giovanissimi, si erano conosciuti, fidanzati e sposati, senza mai uno screzio, senza mai una parola amara, con piena, reciproca fiducia e comprensione; e insieme se ne sono andati, a pochi giorni di distanza uno dall&#8217;altra, perch\u00e9 dopo la malattia e la more della nonna il nonno, che pure era sempre stato una persona energica e intraprendente, non aveva pi\u00f9 voglia di restare quaggi\u00f9, e lo si vedeva benissimo. Avevano unito le loro esistenze quando appena taciuto la voce del cannone, dopo le prove durissime della Prima guerra mondiale, fra cui l&#8217;invasione nemica e la fuga della nonna tra i profughi &#8211; profughi di quelli veri e non fasulli &#8211; nel Mezzogiorno d&#8217;Italia, mentre il nonno era rimasto nella citt\u00e0 occupata, per badare alla casa e a quel poco che era rimasto dopo le privazioni, oggi per noi quasi inimmaginabili, dovute a quattro anni di guerra durissima combattuta nella propria terra, con la gente che moriva letteralmente di fame. Si erano sposati, cio\u00e8, mentre in Europa e nel mondo infuriava l&#8217;influenza spagnola,che si port\u00f2 via decine di milioni di persone e non per finta, come oggi ci si vuol far crede con il Covid-19, ma per davvero: vale a dire non persone ottantenni e novantenni gi\u00e0 seriamente malate, ma bambini e giovani nel pieno delle loro energie. Eppure, essi hanno creduto nella vita e non si sono lasciati intimidire dallo spettacolo della morte: si sono giurati amore e sostegno reciproco nella buona e nella cattiva fortuna, in chiesa, davanti a Dio, e cos\u00ec hanno fatto, con perfetta semplicit\u00e0 e linearit\u00e0, lavorando sodo per tanti anni, senza mai un viaggio o una vacanza, e trovando il modo di mettere al mondo e di crescere nel modo migliore quattro figlie (le quali per\u00f2, di nipoti, gliene hanno dati in tutto appena cinque: era l&#8217;inizio del tracollo demografico, ma allora, in pieno &quot;miracolo economico&quot;, nessuno sembrava essersene accorto, e politici, giornalisti e intellettuali parevano affaccendati in cose ben pi\u00f9 importanti di questa: la continuit\u00e0 e la sopravvivenza biologica del popolo italiano). Nessuno ricorda di averli mai visti tristi, o corrucciati, o amareggiati, anche se i pensieri e le preoccupazioni non mancavano loro di certo, per non parlare delle ansie e dei pericoli sopportati nell&#8217;altra guerra mondiale, ancor pi\u00f9 tremenda della prima, che li ha investiti in pieno, insieme a quaranta milioni di connazionali e che stavolta ha reso profughi permanenti, e non solo temporanei, trecentocinquantamila poveri cristi delle terre giuliane e dalmate, colpevoli d&#8217;essersi trovati dalla parte sbagliata della storia e divenuti capri espiatori dell&#8217;odiosa ideologia abbracciata anche da tanti italiani, che pareva destinata a divenire il sole radioso del futuro per il mondo intero. E adesso i nonni riposano l\u00ec, vicini, come sempre sono vissuti, nella pace e nel silenzio del piccolo cimitero posto all&#8217;estremo limite della loro citt\u00e0, nel quartiere periferico di Paderno, dove le ultime case cedono il posto ai campi di granoturco e ai liberi orizzonti dell&#8217;aperta campagna, in mezzo a quel verde che avevano amato tanto, la nonna in modo tutto speciale.<\/p>\n<p>Anche ora che fisicamente non ci sono pi\u00f9, e sono ormai tanti anni che ci hanno lasciati, la loro lezione di vita e il ricordo della loro profonda umanit\u00e0 continuano a essere d&#8217;esempio, incitamento e conforto per noi che siamo rimasti qui, in mezzo al tumultuare della vita, e che ci troviamo a dover affrontare situazioni cos\u00ec strane e difficili, cos\u00ec impreviste e imprevedibili, che neppure loro, che pure ne hanno viste e passate cos\u00ec tante, avrebbero mai potuto immaginarsi. Di guerre mondiali, loro, ne hanno viste e vissute ben due, ma la terza, che si sta combattendo ora, la pi\u00f9 decisiva, non si combatte sui campi di battaglia, ma in ogni ambiti della societ\u00e0, e pi\u00f9 ancora dentro di noi stessi: perch\u00e9 la posta in gioco \u00e8 l&#8217;asservimento della nostra anima oltre che della nostra vita materiale, fatta di lavoro, stipendio, pensioni, risparmio, una casa e una famiglia da mantenere. Eppure, ci sembra che l&#8217;insegnamento pi\u00f9 prezioso della loro umile, semplice esistenza sia proprio questo, e tanto pi\u00f9 importante e significativo nei tempi difficilissimi che ci troviamo a vivere: non temevano esageratamente la morte. Amavano la vita, credevamo nella vita, servivano onestamente la vita, e tuttavia non erano ossessionati dalla paura di morire. Sapevano, come tutti i buoni cristiani, che morire bisogna, ma che l&#8217;importante \u00e8 morire in grazia di Dio: e del resto non si deve aver paura, perch\u00e9 fa parte del ciclo naturale delle cose e inoltre, per il credente, la morte non \u00e8 un raccapricciante scivolare nel nulla, mail lieto ritorno l\u00ec da dove siamo venuti: nelle mani amorevoli di Dio Padre. Sono <em>loro<\/em>, i Padroni universali, che hanno paura: temono di morire.<\/p>\n<p>Rileggiamo con attenzione quel passo importantissimo di san Paolo nella <em>Prima Epistola ai Corinzi<\/em> (15, 12-28; id., 40-50; id., 53-55):<\/p>\n<p><em>12 Ora, se si predica che Cristo \u00e8 risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 13 Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo \u00e8 risuscitato! 14 Ma se Cristo non \u00e8 risuscitato, allora \u00e8 vana la nostra predicazione ed \u00e8 vana anche la vostra fede. 15 Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perch\u00e9 contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se \u00e8 vero che i morti non risorgono. 16 Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo \u00e8 risorto; 17 ma se Cristo non \u00e8 risorto, \u00e8 vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. 18 E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. 19 Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere pi\u00f9 di tutti gli uomini. 20 Ora, invece, Cristo \u00e8 risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. 21 Poich\u00e9 se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verr\u00e0 anche la risurrezione dei morti; 22 e come tutti muoiono in Adamo, cos\u00ec tutti riceveranno la vita in Cristo. 23 Ciascuno per\u00f2 nel suo ordine: prima Cristo, che \u00e8 la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; 24 poi sar\u00e0 la fine, quando egli consegner\u00e0 il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potest\u00e0 e potenza. 25 Bisogna infatti che egli regni\u00a0finch\u00e9 non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. 26 L&#8217;ultimo nemico ad essere annientato sar\u00e0 la morte, 27 perch\u00e9\u00a0ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Per\u00f2 quando dice che ogni cosa \u00e8 stata sottoposta, \u00e8 chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. 28 E quando tutto gli sar\u00e0 stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sar\u00e0 sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perch\u00e9 Dio sia tutto in tutti. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>40 Vi sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro \u00e8 lo splendore dei corpi celesti, e altro quello dei corpi terrestri. 41 Altro \u00e8 lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle: ogni stella infatti differisce da un&#8217;altra nello splendore. 42 Cos\u00ec anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; 43 si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; 44 si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale.<\/em><\/p>\n<p><em>Se c&#8217;\u00e8 un corpo animale, vi \u00e8 anche un corpo spirituale, poich\u00e9 sta scritto che 45 \u00a0il primo\u00a0uomo, Adamo,\u00a0divenne un essere vivente, ma l&#8217;ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. 46 Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. 47 Il primo uomo tratto dalla terra \u00e8 di terra, il secondo uomo viene dal cielo. 48 Quale \u00e8 l&#8217;uomo fatto di terra, cos\u00ec sono quelli di terra; ma quale il celeste, cos\u00ec anche i celesti. 49 E come abbiamo portato l&#8217;immagine dell&#8217;uomo di terra, cos\u00ec porteremo l&#8217;immagine dell&#8217;uomo celeste. 50 Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, n\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 corruttibile pu\u00f2 ereditare l&#8217;incorruttibilit\u00e0. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>53 \u00c8 necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilit\u00e0 e questo corpo mortale si vesta di immortalit\u00e0. 54 Quando poi questo corpo corruttibile si sar\u00e0 vestito d&#8217;incorruttibilit\u00e0 e questo corpo mortale d&#8217;immortalit\u00e0, si compir\u00e0 la parola della Scrittura: \u00abLa morte \u00e8 stata ingoiata per la vittoria. 55 Dov&#8217;\u00e8, o morte, la tua vittoria? Dov&#8217;\u00e8, o morte, il tuo pungiglione?\u00bb<\/em><\/p>\n<p>A ben riflettere, \u00e8 proprio questa la differenza decisiva esistente fra le parti in lotta, quando due visioni del mondo vengono a confronto: vince chi non ha paura di morire, o chi ne ha di meno; soccombe chi \u00e8 paralizzata da essa. Il cristianesimo vinse, duemila anni fa, perch\u00e9 i cristiani non avevano paura di morire, anzi, come scrive ancora san Paolo, consideravano la morte un guadagno, perch\u00e9 affretta l&#8217;incontro gioioso con il Cristo per quelli che si sono sacrificato per Lui, come Lui si \u00e8 sacrificato per la salvezza degli uomini. I procuratori romani erano sconcertati e adirati per la loro incrollabile fede in Ges\u00f9 Cristo, che spingeva anche timide vergini e inesperti fanciulli a resistere incrollabilmente a lusinghe e minacce: come osavano quegli zoticoni, quegli ignoranti, rifiutare l&#8217;atto di adorazione al dio-imperatore; come osavano mostrare tanta indifferenza o disprezzo nei confronti della fede dei loro padri? Se non altro per questo, e non per qualche crimine specifico, meritavano il pi\u00f9 severo dei castighi, cio\u00e8 la morte. E questa era la posizione di un intellettuale moderato, Plinio il Giovane, quando si trov\u00f2 a governare la provincia della Bitinia e chiese lumi all&#8217;imperatore Traiano circa il modo di regolarsi con quei fastidiosi fanatici che i pagani odiavano tanto e non si stancavano di denunciare, anche per mezzo di lettere anonime. Neppure i terroristi suicidi del fondamentalismo islamico odierno temono la morte, e lo dimostrano continuamente; certo lo sprezzo che mostrano nei suoi confronti nasce da una radice ben diversa, anche se anch&#8217;essi si considerano dei martiri: perch\u00e9 mentre i cristiani affrontavano e affrontano la morte con un sentimento di amore verso gli uomini, spinto fino alla preghiera per i carnefici (<em>Padre, perdona loro, perch\u00e9 non sanno quello che fanno<\/em>) essi scelgono di morire con il cuore gonfio d&#8217;odio verso quelli che considerano nemici irredimibili indegni di vivere, e non esitano a provocare la morte anche di donne e bambini. Non \u00e8 dunque lo sprezzo della morte in se stesso, ma l&#8217;origine di tale sprezzo, a far la differenza fra chi sa andare verso la morte nel modo giusto, in pace con Dio e con il prossimo, e chi ci va, invece, con l&#8217;anima avvelenata da un odio tanto insano quanto insaziabile, votandosi con ci\u00f2 stesso al pi\u00f9 severo dei giudizi e meritandosi il pi\u00f9 duro dei castighi, il castigo eterno che attende colui <em>che Dio non teme<\/em>. Il vero Dio, ovviamente, Padre giusto e misericordioso, e non un Moloch assetato di sangue umano, che si pasce e si delizia delle pi\u00f9 efferate crudelt\u00e0 consumate nel suo nome.<\/p>\n<p>Sorge a questo punto la domanda: quando abbiamo incominciato ad avere una cos\u00ec cieca, una cos\u00ec deplorevole, una cos\u00ec irrazionale paura della morte? La risposta non pu\u00f2 essere che ovvia: da quando abbiamo voltato le spalle alla religione dei nostri nonni; da quando abbiamo abbracciato la piena modernit\u00e0, intrisa di materialismo e narcisismo. Ogni cultura materialista reca in s\u00e9 il pungiglione della paura della morte, perch\u00e9 non sa dare una risposta a quella che per molti \u00e8 la domanda decisiva: dove andremo? Le forze che attualmente dominano il mondo stanno sfruttando questa paura agitandoci davanti al viso il drappo rosso della pandemia, e con ci\u00f2 ottengono una servile obbedienza di fronte all&#8217;instaurazione di un vero e proprio regime totalitario, quale mai era stato neanche immaginato dai pi\u00f9 spietati dittatori della storia. \u00c8 significativo: il cristianesimo, accusato dalla cultura illuminista di aver introdotto l&#8217;odio per la vita, ha saputo insegnare agli uomini l&#8217;arte di vivere e quella di morire; mentre quella stessa cultura illuminista, che oggi domina pressoch\u00e9 incontrastata, altro non sa fare che spaventarci fino al parossismo con il terrore della morte, ma non ha nulla da offrirci n\u00e9 per vivere bene, n\u00e9 per andare incontro alla morte con passo fermo e sereno. C&#8217;\u00e8 un momento preciso in cui questo passaggio \u00e8 stato registrato e immortalato dagli artisti: i primi decenni del XVII secolo, allorch\u00e9 alcuni pittori, come il Guercino e Nicholas Poussin, hanno raffigurato la scena, e riportato la scritta: <em>Et in Arcadia ego<\/em>. Come \u00e8 noto, questa frase pu\u00f2 essere interpretata in vari modi, ma quello pi\u00f9 semplice e naturale significa: <em>anche nell&#8217;Arcadia dei pastori, cio\u00e8 nel favoloso regno dell&#8217;innocenza e della pura bellezza, della vita a contatto con tutte le cose bella della natura e non velata dal senso del peccato, ci sono io, la morte; \u00e8 con me che dovrete fare i conti, alla fine<\/em>. Ma certo che c&#8217;\u00e8 la morte, con l&#8217;Arcadia o senza l&#8217;Arcadia; con il buon selvaggio o senza; con l&#8217;uomo &quot;innocente&quot; per natura, alla Rousseau, o senza di lui. E allora? L&#8217;avevamo sempre saputo; \u00e8 l&#8217;unica certezza immediata che sia concessa alla vita umana: la cognizione della morte. Il problema \u00e8 sorto nella modernit\u00e0 &#8212; il problema, perch\u00e9 fino al XVII secolo morire non era un <em>problema<\/em>, era un <em>fatto<\/em> &#8212; a causa dell&#8217;oblio della visione spirituale e soprannaturale della vita stessa. Da quando abbiamo mandato in soffitta il Vangelo, siamo rimasti angosciati e inconsolabili di fronte a questa assoluta certezza: tutti, un giorno, belli e brutti, buoni e cattivi, giovani e vecchi, moriremo. Di fronte a tale certezza, la sola cosa che importa \u00e8 chiedersi se si sta vivendo la propria vita nella maniera giusta: non come una vacanza, ma come una preparazione. Il cristiano, poi, ha una consolazione in pi\u00f9: la morte \u00e8 il cadere del velo che impedisce di vedere Ges\u00f9, di essere abbracciati da Lui e poter finalmente capire ogni cosa in Lui&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nonno Francesco e la nonna Gemma riposano uno accanto all&#8217;altra, come sono sempre vissuti fin da quando, giovanissimi, si erano conosciuti, fidanzati e sposati, senza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,227],"class_list":["post-27410","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-prima-guerra-mondiale"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27410"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27410\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}